Alle 11.59 (in ricordo di quel 27 gennaio 1945, giorno in cui l’esercito russo entrò nel campo di Auschwitz per spalancarne per sempre i cancelli) è stato osservato, presso le due sedi Itis e Ipsia, un minuto di silenzio.

Tutto ciò in memoria della “Shoah”, delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati civili e militari nei lager nazisti, perché ciascuno rifletta sulle debolezze dell’uomo e sui valori della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà dei popoli.


L’inizio e il termine del minuto di silenzio è stato dato dal suono della campanella.


La giornata è iniziata presso l’ITIS con l’apertura dei lavori da parte del Dirigente Scolastico, Giocondo Talamonti, che ha evidenziato lo scopo dell’iniziativa tesa a richiamare l’attenzione dei giovani sugli effetti deleteri della discriminazione e sul significato dell’accettazione del diverso.

E’ seguito l’intervento del Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo, che ha sottolineato come libertà e responsabilità debbono camminare insieme per evitare ciò che è successo e come sia importante conoscere e cercare di capire.


L’Assessore Damiano Stufara ha parlato dei rischi insiti nel rimarcare le diversità che anticipano sempre episodi di razzismo come a Rosarno.


Particolarmente toccanti le testimonianze di Romoli Luciana espulsa, ad otto anni, da tutte le scuole del Regno per aver aiutato una bambina ebrea della sua classe. Ancora oggi lei ignora se la sua amica si sia salvata dai campi di concentramento ove fu inviata insieme alla sua famiglia. Partigiana romana «bambina»: il suo primo atto di «ribellione», come ha raccontato, fu alle elementari quando la maestra, «ligia alle leggi razziali», legò per le treccine ad una finestra della classe una ragazzina ebrea. Per Luciana fu istintivo «scagliarsi contro l'insegnante». Il risultato fu l'espulsione da scuola.


Giovanni Polgar della Comunità ebraica di Roma, testimone delle persecuzioni razziali ha mirato il suo intervento sulla differenza fra assimilazione e integrazione.


Giampaolo Baglioni della comunità ebraica romana ha invitato a leggere la storia non declinandola solo al passato, ma proiettando gli insegnamenti provenienti dagli errori degli uomini per delineare un futuro più sereno.

Ambra Laurenzi , figlia della Sig.ra Mirella Stanzione, deportata in un campo di sterminio nazista con il n.77415 che non è potuta intervenire perché ricoverata, ma ha voluto inviare una testimonianza scritta e letta dalla figlia in cui invita i giovani a ricordare e a difendere la Costituzione scritta con il sacrificio del popolo.


Sono anche intervenuti i Presidenti del Consiglio Provinciale e del Consiglio comunale Andrea Maurelli e Giorgio Finocchio, i quali hanno rimarcato ancora una volta l’importanza di non disperdere la memoria di una delle pagine più buie della storia dell’umanità. Gli stessi hanno ribadito che ogni uomo indipendentemente dalla razza, dalla religione, dal sesso e dal colore della pelle ha pari diritto di condividere i medesimi spazi e le medesime risorse fornite dalla natura.


Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti

Anche quest’anno la scuola celebra la “Giornata della Memoria” con riflessioni sulla Shoah e osservando alle ore 11.59, un minuto di silenzio, in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui il campo di Auschwitz aprì i battenti per liberare i sopravissuti e per chiuderli per sempre.
L’iniziativa ha lo scopo di richiamare l’attenzione dei giovani sugli effetti deleteri della discriminazione e sul signi-ficato dell’accettazione del diverso, senza mai rinunciare alla memoria”.

Il 23 gennaio 2010 si è svolto l’incontro degli studenti del Professionale “S. Pertini” con il Presidente Nazionale dell’ANPPIA, Guido Albertelli, il Presidente dell’ANED di Roma, Vera Michelin Salomon, della Presidente della Circoscrizione Nord, Francesca Malafoglia, e di Lidia Secci.

Qui di seguito si riporta una sintesi della giornata particolarmente toccante per le testimonianze e per i filmati sulla Shoah.

L'Italia ha una memoria viva che si basa non solo sulla storia, ma anche sulla passione civile di chi si richiama, per operare, al passato.
La commemorazione della Shoah è utile a rinverdire presso i giovani l’impegno perché ciò che è successo non ritorni mai più.

La mostra presso l’atrio della scuola nonché Il filmato che viene di continuo proiettato evidenziano nella loro crudezza, gli eventi drammatici di quanto realmente è successo.
Il compito della Scuola è fondamentale per trasferire certi valori culturali che formano ed educano il cittadino di domani.

Riflettere, ricordare, non dimenticare, è l’impegno civico che deve caratterizzare ognuno di noi nell’omaggio ai deportati, ai perseguitati politici, a quanti sono stati nei lager, a tutti quelli che sono stati e sono oggi discriminati.

Ricordare la Shoah non è solo un omaggio fatto a chi ha pagato con la vita l’istinto dell’uomo a discriminare.
Ancora oggi, in più parti del mondo, si ripetono gli stessi atti divisori con maggiore o minore violenza, ma che comunque suonano come offesa alla dignità dei nostri simili. E’ sufficiente non allontanarsi troppo per costatare come sia diffusa, nonostante la storia sia la migliore maestra, la volontà di differenziare e differenziarsi, distinguere e distinguersi. Ce lo insegna Rosarno, l’Armenia, l’Uganda, il Chapas e ogni altro angolo della terra dove l’uomo si scontra con l’uomo per affermare una presunta superiorità.

Il programma della giornata:
• apertura della mostra sulla Shoah;
• proiezione di un filmato realizzato a scuola;
• convegno “Il dovere di ricordare”

Tutte le iniziative sono patrocinate dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune e dall’UNLA-UCSA

Quest’anno ricorre il trentennale della morte di Sergio Secci, deceduto a seguito della bomba esplosa, alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. La scuola intende ricordare Sergio con un incontro con il Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e con altri personaggi perché quel periodo delle stragi non venga mai dimenticato.

Questo percorso che deve essere interiorizzato nelle coscienze di ciascuno ha il compito difficilissimo di indirizzare l’attitudine mentale di tutti gli uomini al rispetto degli altri. E’ il primo passo per considerare che nessuno può ritenersi migliore dei suoi simili, specie se la differenziazione si basa sul colore della pelle, sulla religione, sul ceto ed il sesso.

Un invito a leggere la storia in modo diverso dalla solita successione di eventi, di date, di personaggi, cogliendo gli insegnamenti di vita che attraverso le vicende politiche conducono all’aggregazione di popoli ed idee.

Il terrorismo,le guerre, i continui contrasti anche all’interno di una stessa nazione hanno un denominatore comune: l’ignoranza, intesa come incapacità a capire i problemi degli altri, unita all’egoismo individuale e di gruppo e all’assenza di rispetto per gli appartenenti alla medesima specie.

Le conseguenze sono giornalmente sotto gli occhi di tutti. Prevaricare è il contrario di comprendere, sopraffare è l’inverso di amare; allora, sfruttare, disprezzare, allontanare, odiare sono i semi da cui nascono conflitti, lotte e vendette destinate a segnare il genere umano se non impareremo ad affrontare i rapporti interpersonali con lo spirito della solidarietà.

Particolari toccanti sono state le parole di chi ha vissuto i momenti drammatici della Shoah:

• Salamon che ha sottolineato la crudeltà della sua esperienza con la frase “tu racconterai, ma nessuno ti crederà”;

• Albertelli, ricordando la figura di Sandro Pertini, ha posto l’accento sul significato di parlare oggi della Shoah e sul monito che ne deriva “ricordo triste, ma sereno…” perché convinto che ciò che è stato non avverrà più.

• Malafoglia ha sottolineato la responsabilità che ha la scuola nel diffondere ed approfondire gli avvenimenti di grande significato che hanno segnato la storia dell’uomo.

A Torremaggiore io c’ero...



A Torremaggiore io c’ero...

C’erano i gonfaloni della Regione, della Provincia, dei Comuni di Terni, Sangemini, Narni e di Arrone.
A commemorare Germinal Cimarelli c’erano tutti.

La medaglia d’oro che Cimarelli s’è conquistata è e deve restare un esempio per le generazioni future, per tutti i giovani privati di riferimenti in una società assurdamente egoistica.
La partecipazione degli adulti alla celebrazione e, soprattutto, gli interventi delle autorità, custodi dei principi irrinunciabili per l’armonia di una comunità sono stati il legame che si è stretto fra la memoria dell’eroe e la coscienza civica degli studenti presenti alla manifestazione.

Il Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, ha parlato ai ragazzi dell’Istituto ITIS-IPSIA, alle ragazze delle magistrali e ai ragazzi della scuola media di Cesi ricordando loro il sacrificio di Germinal Cimarelli, sottolineandone le implicazioni e rimarcando le connessioni formative ed emotive che stanno dietro ad un gesto di estremo altruismo, compiuto nel nome del dovere, della giustizia e del bene comune.
Sono proprio queste le occasioni che riconciliano le diverse visioni e interpretazioni politiche, sono queste le occasioni che un rappresentante del popolo non può permettersi di mancare se non vuole svilire i contenuti aggreganti della coscienza collettiva.

20 gennaio 2010
Giocondo Talamonti


Nonostante la crescente attenzione ai temi della sicurezza e gli sforzi profusi per combattere gli incidenti sul lavoro i dati ci rivelano che la strada da percorrere è ancora lunga.


Nell’anno 2009 (dati al 30.12.2009 www.art.21.org) :


Morti 1047

Infortuni 1.047.504

Invalidi 26187


Un vero bollettino da guerra, anche se il ricorso agli strumenti di contrasto degli incidenti sembra aver prodotto una diminuzione rispetto agli anni passati.


Si evidenzia il “sembra” perchè nella tendenza, vanno valutati i ruoli giocati dalla crisi, dalla cassa integrazione, dalla disoccupazione, dalla perdita di produttività che ha diminuito il monte ore lavorative.


Non basta perciò rafforzare la sicurezza dei lavoratori sull’aspetto normativo, ma occorre sistematicamente informare e formare i lavoratori con continuità essendo questo parametro, fra l’altro, strettamente legato al cambiamento tecnologico.


Occorre coinvolgere tutti sul tema della sicurezza perché l’attenzione sia alta e tale da non far abbassare la guardia.


La scuola è il luogo più idoneo per innescare e sviluppare la cultura della sicurezza che si consolida nel mondo del lavoro attraverso la formazione e l’educazione permanente.


Diventa patrimonio di tutti se ognuno acquisisce la mentalità giusta e la consapevolezza del proprio ruolo.


Il ricordare, il 27 gennaio di ogni anno, il momento in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz e liberati i sopravvissuti allo sterminio del campo nazista, non rappresenta solo un evento commemorativo ma, soprattutto, un evento culturale e didattico da evidenziare perché non si verifichi più uno dei più atroci errori dell’intera umanità.

E’ infatti dalla conoscenza del passato, dalle documentazioni e dalle testimonianze che si possono trarre gli insegnamenti più efficaci per riflettere sulle conseguenze della negazione dei valori umani e per impostare un futuro rispettoso di ogni diversità.

Su tali premesse, i docenti d’Italiano sono stati invitati ad effettuare, presso le rispettive classi richiami, narrazioni e contestualizzazioni storiche della deportazione e dello Sterminio, nonché letture di alcune poesie di Primo Levi.

Una memoria che necessita continuamente di essere alimentata con paziente lavoro e perseverante attenzione.
A tal fine sono state organizzate le seguenti iniziative:

23.01.2010
Ore 9.30
sede di via B.Brin, 32

• Convegno per far riflettere i giovani sui pericoli derivanti da ogni forma di discriminazione.

Saranno presenti:Presidente Nazionale dell’ANPPIA , Guido Albertelli, e il Presidente ANED di Roma, Vera Michelin Salamon, le Istituzioni locali:

o Sindaco del Comune di Terni (Leopoldo Di Girolamo)
o Presidente del Consiglio Comunale (Giorgio Finocchio)
o Presidente della Circoscrizione Nord (Francesca Malafoglia)


• Dal 23 gennaio 2010 è visionabile una rassegna fotografica sullo Shoah, allestita presso l’atrio della scuola di via B. Brin, 32, che mostra, nella loro crudezza, gli eventi drammatici del momento.


27.01.2010
Ore 9.30
sede C. Battisti 131
Incontro con Mirella Stanzione e Giorgio Polgar, deportati in un campo di sterminio nazista e le Istituzioni locali:

• Assessore regionale Damiano Stufara
o Presidente del Consiglio Provinciale di Terni (Andrea Maurelli)
o Presidente del Consiglio Comunale (Giorgio Finocchio)
Ore 11.59 un minuto di silenzio

Alle 11.59 del prossimo 27 gennaio (in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui il campo di AUSCHWITZ aprì i battenti per chiuderli per sempre) sarà osservato un minuto di silenzio in memoria della “Shoah”, delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati civili e militari nei lager nazisti.

Grazie all’ANPI e all’ANPPIA di Terni per la collaborazione.



Tutte le iniziative sono patrocinate dalla Regione dell’Umbria, dalla Provincia,dal Comune di Terni e dall’UNLA-UCSA (Università di Castel Sant’Angelo)

Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


Sintesi dell’intervento del gruppo RC/CI in Consiglio Comunale il 18 gennaio 2010

Quando Terni ha fortemente voluto la presenza di un polo universitario in città, non si è trattato della bizzarria di politici locali o del desiderio emulativo nei confronti del capoluogo di regione.
Era un’esigenza, e tale è rimasta, per credere nello sviluppo organico del territorio, per armonizzare la sua crescita culturale e innovativa, per conservare il patrimonio tecnologico legato alla vocazionalità cittadina.

Oggi, la riprova che i politici del tempo avevano visto giusto, è data dalla risonanza che facoltà quali Medicina e Ingegneria hanno avuto sul territorio e nelle relazioni con altre Università sia a livello nazionale che internazionale.

Il Polo Universitario ternano è un sistema intorno al quale ruotano una serie di attività complementari d’ordine economico, di supporto logistico e di ricerca che investe i trasporti, il settore immobiliare, la ristorazione, il tempo libero degli studenti, la valorizzazione turistico-culturale del nostro comprensorio.

Di tale interesse si sono trovate investite realtà del circondario, come Collescipoli, che hanno conosciuto un processo di rivitalizzazione del centro storico, investimenti pubblici e privati nati a sostegno di una rinascita culturale e materiale troppo a lungo attesa, nonostante le pressanti richieste provenienti per anni dalla popolazione.

Prima che qualcuno lamenti di ascoltare il solito ritornello di lagnanze ternane nei confronti di Perugia, sarà bene ricordare l’inadeguatezza delle sedi che ospitano alcune facoltà.

Ingegneria ancora dispone di aule senza finestre e di strutture improprie.
In testa, ma soprattutto nelle coscienze, sarebbe il caso di metterci una serie di considerazioni, prima delle quali la valorizzazione del patrimonio formativo degli studenti e dei ricercatori.

Se si ha ancora difficoltà a capire che dall’innovazione, dalla ricerca, dallo studio applicativo delle tecnologie dipende la fisionomia che una città è destinata ad assumere nel tempo, allora significa che qualcosa si è frainteso a livello di indirizzi politici nazionali e regionali.

Peggio ancora se niente si è capito di come l’evoluzione sociale, economica e culturale di una comunità procede.
Troppo spesso l’assenza di umiltà da parte di chi è chiamato a fare delle scelte, l’arroganza di quanti ritengono che una carica politica sia il riconoscimento imperituro di competenze innate, producono i peggiori disastri materiali nella società.

Un esempio concreto è stato il dimensionamento scolastico a Terni: danni enormi, logistici, didattici, organizzativi dovuti alla presunzione di poteri decisionali che hanno obbligato a stravolgere le identità di indirizzi formativi e ogni logica strutturale.

Quei responsabili politici hanno ritenuto di poter fare a meno del confronto dialettico con le parti interessate, dei suggerimenti degli addetti ai lavori, della valutazione delle realtà coinvolte nel processo di dimensionamento, affidandosi esclusivamente a pretese capacità individuali di scelta.

Ecco, con l’Università non facciamo gli stessi errori.

Nessuno è depositario di verità indiscutibili; la gestione del territorio ha esigenze che devono essere confrontate, commisurate e soddisfatte nell’interesse di tutti.
Grazie a Dio, non esiste chi è in grado di assommare in sé ogni settore di conoscenza e più cauti occorre essere quando le scelte da prendere sono destinate a connotare il futuro di un’intera comunità.

Terni, pur adattando nel tempo le vocazionalità territoriali, ha bisogno di seguire una logica progettuale che guarda al consolidamento industriale, sia in termini di siderurgia, che di chimica, sia nel consolidamento del terziario che nella valorizzazione turistica, e per svolgere questo compito necessita di aprirsi al confronto delle idee, ad accogliere ogni utile suggerimento, a dibattere ogni proposta avendo quale obiettivo primario il bene della comunità.

La presenza della TK-AST e di una serie di altre industrie di rilievo nel territorio impone che le soluzioni politiche vengano improntate a favorire lo sviluppo di una filiera che va dalla ricerca all’applicazione pratica delle risultanze di studio.
Quando si è obbligati a costatare che solo una piccolissima percentuale dei laureati in ingegneria viene occupato nell’industria locale, significa che poco si è fatto per favorire un processo di trasferimento degli indirizzi tecnico-formativi dall’Università al mondo del lavoro locale.

Sul banco degli imputati dobbiamo metterci tutti e, dall’amara costatazione del fallimento, trarre almeno la convinzione di evitare gli stessi errori per il futuro.

Alcune problematiche sollevate questi giorni:

• politica degli spazi
• il numero delle docenze rispondenti alla circolare 160 del Ministero;
• il Personale amministrativo per la gestione dell’Università di Medicina;
• Consorzio Universitario nato come cabina di regia e come soggetto per ricevere i finanziamenti da parte di tutti (Istituzioni, fondazione, Università, privati);
• la razionalizzazione delle facoltà (numero delle sedi e analisi dei costi),

ci inducono a riesaminare le scelte fatte sotto un’ottica diversa e precisamente a riconsiderarle come progetto per la città.

Il sistema locale richiede il potenziamento di riferimenti che, in sintonia con le caratteristiche ambientali, si dovrebbero distinguere per l’unicità e per l’ eccellenza.
E’ necessario rendere costante la presenza dei docenti negli Istituti universitari. Attualmente gran parte dei professori viene una volta alla settimana (e per poche ore) da Perugia pretendendo di formare così i giovani corsisti.
Non è questo il tipo di ricerca che vogliamo a Terni, che vuole la città e che serve a studenti e cittadini. Pertanto occorre puntare su una ricerca di qualità in grado di servire e rispondere alle esigenze di settore, concentrare gli studi su specifici campi clinici, renderli poli attrattivi e competitivi, tali da richiamare specificità regionali ed extraregionali.

Le risorse economiche derivanti da questo tipo di programmazione consentiranno ulteriori e susseguenti finanziamenti, in grado di perfezionare conoscenze e competenze fino ad estendere il richiamo a livello europeo e garantire alla città introiti finanziari di sicuro interesse.

Occorre puntare, anche per riprendersi dalla crisi, su tre cose fondamentali:

Educazione Permanente degli Adulti; Centri di EccellenzaUniversità (con la proposizione di uno stretto legame fra Ingegneria e Medicina nella prospettiva di creare un polo di eccellenza biomedicale).

Nella consapevolezza che lo sviluppo delle nuove tecnologie è il cuore della Strategia di Lisbona, è il traguardo di crescita per il nuovo millennio fissato nel 2000 dal Consiglio europeo: “trasformare l’Europa nell’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale”, occorre dedicarsi ad una impostazione della conoscenza e dell’innovazione, in grado di aprire una nuova stagione di sviluppo.

Ecco perchè il legame fra l’Istruzione, l’Università, la ricerca, l’impresa, la formazione, l’alta formazione sono tappe di un’unica filiera su cui scommettere non solo per la sopravvivenza del polo universitario ternano, ma anche per legare la città al processo di sviluppo.

Il « Patto per il Territorio » firmato in occasione della vertenza « magnetico » del 2004 impegna il governo, le Istituzioni locali e la multinazionale TK-AST a investire, tra l’altro, sull’Istruzione e sull’Università.

Come si può pensare, infatti, di mantenere efficiente il locale polo industriale della Chimica senza creare le premesse formative nelle sedi della scuola secondaria e dell’Università?

Il sistema logistico e organizzativo del polo universitario va senza ombra di dubbio rivisto ma, sono del parere che, una volta razionalizzato, le disponibilità finanziarie che restano non possono essere disperse nel mantenimento di corsi che non hanno a che vedere con la vocazionalità del territorio piuttosto che concentrarle nei settori basilari su cui si fonda l’economia locale.

L’occasione di ripensamento del sistema riorganizzativo del Polo universitario serva anche a diversificare lo sviluppo economico nel nostro territorio caratterizzato principalmente da imprese che operano a livello multinazionale e da cooperative di servizi mentre è scarsamente rappresentato nel settore manifatturiero.
Ciò significa che è opportuno investire sui giovani da cui possono arrivare idee utili per creare lavoro, tanto meglio se in grado di affermarsi sotto il profilo di impresa cooperativa nella realizzazione di prodotti finiti.

L’università legata all’innovazione tecnologica è la sfida vincente per essere competitivi sui mercati locali, nazionali e internazionali.


Al Sindaco del Comune di Terni

Visti gli effetti del violento terremoto che hanno devastato Haiti, evento sismico che ha causato migliaia di morti e miliardi di dollari di danni

Considerato che trattasi di una catastrofe di dimensioni immani e di una situazione apocalittica.

Si chiede al Sindaco
qualora non avesse già provveduto, di farsi interprete della solidarietà dei ternani e se ha attivato gli opportuni contatti con le organizzazioni umanitarie per sapere come e quali aiuti inviare, per i più immediati interventi di assistenza e ricostruzione.

Si propone al Sig.Sindaco di devolvere il gettone di presenza di una seduta del Consiglio Comunale ai terremotati Haitiani.

Terni, 18 gennaio 2010
Gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Luzio Luzzi
Mauro Nannini


Ingredienti di qualità non bastano a fare un buon piatto. Se si trascurano temperature e tempi di cottura si rischia di cucinare un ‘pancotto’ o di preparare un ‘tizzone’.

Allo stesso modo, non è sufficiente saper giocare al calcio per diventare automaticamente campioni; il carattere, la serietà sportiva, l’impegno, la continuità, sono elementi indispensabili a chiunque, avendo le doti di base, intende fare una professione della sua disposizione innata.

La storia del pallone è piena di esempi negativi. I meno giovani ricorderanno Nicolè, centravanti juventino dalle mille promesse, ma anche tanti altri scomparsi dal panorama calcistico prima ancora di diventarne protagonisti.
Ammoniva Franco Lelli nel suo libro “Voglio fare il calciatore” (Ed. Tagete, Viterbo) che “entrare nel mondo del calcio non è come imboccare un’autostrada, dove è sufficiente seguire le indicazioni per arrivare a destinazione”.

Sono ben altre le componenti che concorrono a delineare un campione.

Condizione, questa, non indispensabile da raggiungere, tanto che molti giocatori scelgono di vivacchiare felicemente nel grande circo del calcio, accontentandosi di un sofferto compromesso.

Balotelli rischia di rientrare fra questi, rischia di non diventare mai un campione, perché esserlo implica sacrifici e atteggiamenti che gli sono, al momento, sconosciuti.
Sfido chiunque alla sua età a contenere l’esuberanza fisica e comportamentale, ma il limite con la strafottenza e la provocazione è diventato, nel suo caso, sottilissimo.

I fischi e i ‘buuu’ che l’attaccante dell’Inter rimedia in ogni campo di calcio non sono ispirati dal colore della sua pelle, ma, soprattutto, dall’atteggiamento volutamente offensivo che assume nei confronti degli avversari. Non siamo razzisti al punto di offendere un italiano, seppur negro, e di applaudirne altri che italiani non sono.

Ma siccome l’idea di appiccicare addosso ai tifosi l’etichetta xenofoba aiuta anche a comprendere l’atteggiamento d’insofferenza generalizzata per lo straniero, insito in certe scelte politiche, ben venga il giovanottone Balotelli a fare da capro espiatorio.
Anzi, lui rappresenta proprio lo stereotipo del rigetto razziale: irruento, scorretto, violento, provocatore, nero di pelle.

C’è poi l’ala buonista dei media, quella che dopo aver infuocato gli animi, s’atteggia a dispensatrice di risolutori ‘volemose bene’. E’ la peggiore. La più pericolosa.

Dice: è insopportabile che un ragazzo appena diciannovenne venga fatto oggetto di tanto odio razziale.
Facciamo interrompere le partite dove i fischi sommergono il poveretto, dove gente irresponsabile, animata dall’odio razziale offende il valore intangibile di uguaglianza e di fraternità fra gli uomini.

E siccome la mamma dei cretini non smette mai di mettere al mondo abbondante prole, siamo arrivati al punto di assistere a cori derisori contro il ragazzino anche negli stadi dove lui non c’è.
Ma non perché è in panchina, ma anche se sta giocando a 500 chilometri di distanza. Per combattere questa logica non è sufficiente interrompere la partita, non serve multare le società, non serve caricare gli arbitri di decisioni che non competono loro e che, nel migliore dei casi li distrarrebbero dalla loro funzione principale.

Serve cambiare le teste, a cominciare da quelle che non sanno che scrivere ogni giorno sui giornali di sport per riempire le pagine, che rimestano nel fango delle debolezze dei cretini, che alimentano in modo subliminale il disprezzo ingiustificato nei confronti di una speranza del calcio, con il rischio di bruciarne ogni aspettativa.

Non è questo il messaggio che lo Sport intende diffondere.

Indichiamolo ai giovani, in famiglia e a scuola. Diciamo loro che la pratica sportiva è esercizio d’impegno, di ordine, rigore e di esaltazione fisica e mentale.

Inculchiamo nelle loro teste l’idea che nello sport, come nella vita, non esistono nemici, ma solo avversari, insegniamo loro che si può vincere e perdere, senza rinunciare alla stima di sé e che condividere con qualsiasi essere della terra gli stessi spazi e le stesse risorse significa aver compreso il ruolo che ogni uomo è chiamato a svolgere su questo litigioso pianeta.

Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che la diffusione della banda larga (sistema di trasmissione dati in grado di inviare una grossa quantità di informazioni) delle reti Wi-fi ( abbreviazione di Wireless Fidelity-termine che indica dispositivi per collegarsi a reti locali senza fili) è ormai considerata un fattore indispensabile di crescita economica e occupazionale di un Paese;

Considerato che la possibilità di accedervi offre un’opportunità di crescita alle nostre imprese e a tutto il nostro sistema produttivo perché consente di costruire un’economia della conoscenza e dell’innovazione più competitiva e dinamica ma, soprattutto, di realizzare uno sviluppo sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale.

Preso atto che dobbiamo sempre più considerare l’accesso alla Rete, e la diffusione di Internet come tecnologia sociale per far crescere la qualità della vita, la coesione territoriale, la forza di inclusione di una comunità.

Tenuto conto che disporre di tale tecnologia significa intervenire in modo diretto sulla qualità della vita e sul futuro dei nostri cittadini perché permette loro di aprirsi ad una nuova stagione di sviluppo.

Visto che sul sito del Comune di Terni è stata già da tempo presentata e inaugurata la prima nuova rete Wireless Comunale, presso il nuovo parco di viale Trento, promosso dal Comune di Terni in collaborazione con “In.I.T.”

Valutata l’opportunità di realizzare un progetto di Rete che per l’ innovazione apre una nuova sfida in termini di crescita per Terni, iniziando con il dotare tutti i parchi e i centri di accoglienza di una rete Wi-Fi accessibile gratuitamente, da qualsiasi computer, per poi proseguire con l’opportunità di diffusione della banda larga in tutte le abitazioni del Comune di Terni.

Considerato il ruolo centrale dell'amministrazione comunale nel promuovere un tavolo informale di messa a punto di una mappatura di copertura di banda larga nel territorio del Comune di Terni, da estendere nei comuni della provincia.

Si interroga il Sindaco per sapere:

• Se intende sviluppare in altri parchi cittadini e in altri Centri il progetto “Terni senza fili” inaugurato al Parco di Viale Trento;

• Se è stata realizzata una mappatura di luoghi della città da aprire alla multifunzionalità;

• Se è nelle prospettive dell’amministrazione sviluppare la tecnologia Wi-fi come strada innovativa e di sviluppo della nostra città e dell’intero territorio.

Terni, 18 gennaio 2010
Il Capogruppo RC/CI
Ing. Giocondo Talamonti



Il 23 febbraio 2010, alle ore 16.30, presso l’ITIS si svolgerà un incontro con tutti i docenti, attualmente in quiescenza, che nel passato hanno contribuito a dare lustro all’Istituto tecnico industriale, vanto indiscusso dell’apprezzata preparazione delle maestranze che si sono integrate con il sistema economico-produttivo della città.

Ritrovarsi, per ravvivare la memoria storica dell’Istituto Allievi e per creare un momento di valorizzazione e di miglioramento del sistema scolastico.

I periti industriali che, in passato, sono stati formati hanno costruito il successo del territorio e, da quelle radici, deve rilanciarsi con forza l’attenzione verso l’istruzione tecnica e Professionale.

Non si tratterà solo di ricordare, ma di trovare stimoli per una crescita della scuola Industriale la cui storia, il ruolo sociale svolto e il legame con il mondo del lavoro ne fanno ancora oggi un punto di riferimento.


Il programma dell’incontro sarà reso disponibile nei prossimi giorni.
Fonte Foto: http://www.partecipiamo.it/xxv/immagini/La-resistenza-disegni-800.jpg

Germinal Cimarelli nato a Terni nel 1911, caduto a Terni il 20 gennaio 1944, operaio specializzato. Medaglia d’oro al valor militare.
Comandante di un distaccamento partigiano combattè contro i nazifascisti nella zona montagnosa che va dalla Prata a Cesi, fino a Giuncano. I tedeschi occupanti, messi in difficoltà dalla combattività degli uomini di Cimarelli, il 20 gennaio 1944 attaccarono di sorpresa e in forze sul Monte Torremaggiore:

l’operaio antifascista cadde per consentire ai suoi compagni di sganciarsi e di mettersi in salvo.

Nella ricorrenza del 66.mo anniversario della morte di Germinal Cimarelli ricordarne la figura assume una duplice valenza: la difesa dei principi per i quali tanti nostri concittadini hanno lottato, il sacrificio di tanti altri per affermare la libertà.

Germinal Cimarelli ha contribuito a scrivere l’attuale Costituzione, nata dalla sofferenza degli italiani, dalle morti e dal lutto di un’intera generazione. Il sacrificio della vita è l’esempio estremo e più convincente dei valori in cui credere, meritevole di essere consegnato, con il suo messaggio di verità, alla custodia delle coscienze dei nostri figli.

Non dimentichiamo, quindi, le migliaia di testimonianze su cui è stata costruita la libertà in cui oggi viviamo. Nostro dovere è difenderne il senso e trasmetterne gli ideali, perché anche le generazioni che ci seguono abbiano riferimenti certi in cui credere e lottare.

L'Italia ha una memoria viva e condivisa. Essa richiede sempre di più il lavoro della storia, la passione civile di chi ricerca il passato per operare. Il sacrificio estremo dei nostri padri, non può essere disperso, ma servire da esempio per le generazioni più giovani e da monito per tutti a non cadere di nuovo negli errori ideologici e storici che hanno segnato un periodo troppo lungo della crescita dell’uomo.

Per gli italiani, il lavoro della memoria nacque anche dal genio di poeti e patrioti come Foscolo che scrisse: "italiani, io vi invito alle storie…", e indicò Santa Croce a Firenze come luogo dal quale costruire una religione civile per un popolo che voleva diventare Nazione.

I luoghi dove avvennero gli scontri li vorremmo vedere sempre più frequentati da ragazzi delle scuole per cogliere i valori di libertà alla cui base si scoprono gli ideali di pace, e di fraternità fra i popoli. E’ dalla conoscenza, dal ricordo, dalla memoria sempre viva che si costruisce il futuro.

Io , il 20 gennaio 2010, a Torremaggiore ci sarò.


Terni – Lunedì 11 Gennaio 2010 dopo la discussione in Comune, la questione dell’accorpamento tra ITIS e IPSIA è stata affrontata in Provincia. Con il disappunto di chi lavora e studia nelle due scuole si è conclusa, almeno per ora, con un nulla di fatto.

La cronaca della giornata

Prima del Consiglio provinciale, una rappresentanza dei consiglieri e l’assessore alla scuola Cherubini Stefania, hanno incontrato una delegazione scolastica.

Successivamente il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui è stato dato mandato al Presidente e alla Giunta di:

1. analizzare, sulla base delle novità normative, dell’andamento delle iscrizioni dell’anno in corso, della complessità e delle peculiarità degli istituti dimensionati, le eventuali modifiche da apportare al Piano di dimensionamento provinciale;
2. riattivare, in sinergia con il mondo della scuola, le associazioni di categoria, l’Università, il tavolo di confronto sui distretti formativi integrati per il rilancio della formazione tecnico-professionale superiore;
3.sviluppare idee innovative, anche nella gestione organizzativa delle strutture scolastiche provinciali, per liberare risorse da investire nel rilancio del polo tecnico-professionale provinciale.


Le dichiarazioni:

Dal Messagero del 12/01/2010 – Giocondo Talamonti Dirigente del mega istituto Allievi-Pertini, che si trova ad avere più di novecento studenti scuote la testa sconsolato. “ Quando si accorpano due realtà come queste, ognuna con una propria identità si va all’eliminazione di una delle due. Io cerco di fare il possibile, sono a scuola anche di sabato e domenica. Ma non basta”

Dal Giornale dell’Umbria del 12/01/2010 - “Pretendono di decidere sulla nostra scuola persone che non ci sono mai entrate – commenta duramente il preside Talamonti – L’anno scorso è prevalsa la fretta, stavolta il rischio è che il problema non venga neanche affrontato”.

“La telenovela continua in commissione provinciale, martedì 19 gennaio p.v., la scuola ternana è in trepidante attesa di ricevere anche dall’ente Provincia segnali positivi e rassicuranti per la popolazione ternana che segue con attenzione l’offerta formativa a vocazione tecnica e professionale necessaria al territorio.”


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che una società civile è tale se mette tutti nelle stesse condizioni di fruibilità dei servizi disponibili;

Tenuto conto che il mezzo televisivo è riconosciuto attualmente come uno dei modi più concreti per condividere le situazioni che animano il nostro Paese e per sentirsi cittadini del mondo;
Preso atto del progressivo aumento della popolazione anziana fra cui si manifesta un’alta percentuale di persone che hanno difficoltà a seguire i programmi televisivi per problemi di udito;
Considerato che rari sono i servizi televisivi tradotti, per i sordomuti, nel linguaggio dei segni, peraltro quasi del tutto sconosciuto alle persone anziane.

Si impegna il Sindaco ad attivarsi perché, almeno a livello locale :

• la Rai regionale inizi a sottotitolare i telegiornali, di sua pertinenza, onde mettere in condizioni sia i sordi, sia gli anziani di seguirli nella loro interezza.

• L’Ente Provincia e l’Ente Regione siano sollecitati a sostenere l’iniziativa nella prospettiva di estenderla anche ad ulteriori programmi per adulti, sia a livello regionale che nazionale tenuto conto che il supporto scritto ne rende più facile la comprensione.

Terni, 11.01.2010
Il Capogruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Luzio Luzzi
Mauro Nannini


Le immagini dei festeggiamenti!


Il 18 giugno 1972 la Ternana nell’ultima giornata di campionato batteva il Novara per 3 a 1 e conquistava la serie A. Era seguita e amata in tutti i settori dello stadio come dimostrano lo sventolio delle bandiere da me riprese. L’attaccamento alla squadra costituiva la forza in più per vincere le partite.

Per poter festeggiare ancora occorre ritornare e avere un feeling più stretto della squadra per la città.

Nei prossimi giorni racconterò alcuni aneddoti relativi alla storia della Ternana da me vissuta.

FORZA TERNANA!!



Martedì 12 gennaio 2010, alle ore 10.00, presso la sala Consiliare del Comune di Terni, sarà presentato il periodico "La Scossa".

"Vogliamo offrire, come gruppo (Rifondazione Comunista/Comunisti Italiani) un servizio fatto di opinioni, di idee sui temi che rigurdano la gente; vogliamo essere una una voce libera, un periodico aperto e per questo mandateci i vostri quesiti, le vostre testimonianze, i vostri punti di vista. Saranno molto preziosi. Vi aspettiamo a Palazzo Spada per la presentazione ufficiale de "La Scossa".

Il periodico sarà spedito on-line a chi ne farà richiesta (giocondo.talamonti@email.it)."

Combattere il doping si deve…



E’ recente la notizia secondo cui gli atleti dilettanti del ciclismo, body building, pugilato, si dopano tre volte di più rispetto ai professionisti.
Qualcuno ha messo in relazione i dati con la maggiore possibilità di cui dispongono i professionisti per nascondere le contraffazioni. Resta il fatto che la diffusione del pericoloso ricorso al doping si sta allargando anche nelle categorie degli amatori.


Ciò significa che il messaggio che passa a livello di informazione pubblica, non è tanto quello secondo cui si mina alla base la salute dell’atleta, ma che rappresenta una semplice scorciatoia per arrivare prima dell’avversario alla meta. Pochi si spaventano di fronte ad esempi sconvolgenti di ex-atleti colpiti da SLA o altre malattie neurologiche, ciò significa che l’informazione che giunge agli sportivi è falsata e che si è sempre pronti a giustificare chi ha fatto ricorso a pratiche illecite solo perché è un “eroe” dello sport, o perché con il suo comportamento è riuscito a far ottenere alla sua squadra i risultati che i fan si attendevano.

Al momento, la rincorsa fra chi si dopa e le strutture adibite a rivelare la presenza di sostanze proibite nei liquidi organici, è senza fine. Si ha quasi il sospetto che si voglia chiudere un occhio su certe forme di “aiuto”, sia per garantire la spettacolarità della competizione, sia per accontentare le esigenze d’immagine degli sponsor.

Ma il doping non si ferma solo all’assunzione di sostanze vietate; dilaga quello amministrativo (in particolare quello che sta sconvolgendo il calcio inglese), quello verbale che si è riversato nel campionato italiano, grazie ad allenatori stranieri, alle manifestazioni di insofferenza negli stadi, spesso frettolosamente tacciati di razzismo…

Si potrebbe concludere che ogni settore, così come lo sport raggiunge uno stato di maturità oltre il quale si attiva un processo degenerativo che deve preludere ad un nuovo impegno di ristrutturazione e riorganizzazione. Molto probabilmente, i tempi sono maturi e lottare contro questa condizione si può. Il compito più gravoso, ma anche più immediato spetta alla scuola; all’impegno dei docenti sollecitato dai Dirigenti Scolastici, al contributo delle famiglie e all’insegnamento di atteggiamenti positivi nei confronti delle manifestazioni sportive.

Si deve recuperare il piacere di misurarsi su un piano di assoluto rispetto per l’avversario, evitando che la presenza o l’entità degli sponsor condizioni il comportamento degli atleti.
Ing. Giocondo Talamonti


790mila infortuni e 1050 morti sul lavoro nel 2009, sono i dati ufficiali forniti dall’INAIL, essi evidenziano un leggero contenimento del fenomeno rispetto al 2008 in calo rispettivamente del 9,7% e del 6,3% . C’è da rilevare come il calo degli infortuni sia da correlare in parte anche agli effetti della grave crisi che ha colpito il Paese nel 2009, con pesanti riflessi sul piano produttivo e occupazionale (complessivamente si stima intorno al 3%).


Il calo infortunistico registrato per il 2009 dall’Inail è, secondo il gruppo RC/CI, troppo esiguo per dormire sonni tranquilli. Ogni statistica comporta l’interpretazione della rilevazione e, nel nostro caso, la preoccupazione è lecita per un duplice motivo: innanzitutto, il trend non si orienta significativamente al ribasso; in secondo luogo fa sorgere seri interrogativi circa l’aumento occupazionale degli extracomunitari e il numero dei casi rilevati. La considerazione porta a pensare che esista una connessione fra lavoro nero e denuncia di infortuni di ridotta entità.

Si teme che esista una tendenza a non ricorrere alle strutture territoriali per interventi di pronto soccorso, evitando così di dichiarare il luogo e le circostanze in cui le lesioni si sono verificate con l’illusorio e pericoloso vantaggio del datore di lavoro di ridurre i coefficienti d’incidenza e risparmiare sulla copertura assicurativa dei dipendenti. La sensazione che gli “infortuni bianchi” siano in crescita è largamente avvertito. Ricondurli nell’ambito dell’accertamento statistico non è solo un obbligo della struttura di vigilanza, ma condizione indispensabile al monitoraggio degli eventi perché consenta di adottare le opportune misure di riduzione dei rischi, con benefici per l’intera categoria dei lavoratori.


L’Amministrazione comunale più volte è intervenuta sulla materia con Atti di Indirizzo impegnando il Sindaco e la Giunta a concordare con i soggetti interessati le misure opportune per contenere il fenomeno. Nello specifico, a coordinare e rafforzare gli interventi di prevenzione, controllo e repressione con ASL, INAIL, INPS, Vigili del Fuoco, Prefettura e Ispettorato del Lavoro; a stabilire regole di appalto non più ispirate al metodo del massimo ribasso, ma all’offerta economicamente più vantaggiosa dopo accertamento del rispetto dei requisiti di sicurezza; a coinvolgere le scuole in una campagna sulla prevenzione sui rischi negli ambienti di lavoro, in sinergia con Università, Aziende, Parti sociali e Associazioni di categoria.


Contro gli infortuni e le morti sul lavoro, dunque, serve un’azione capace di mettere in campo una forte e incisiva politica di contrasto e di controllo preventivo: servono più ispettori, maggiori finanziamenti, intervenendo radicalmente sulla precarietà e sui contratti atipici, tutelando i diritti e la sicurezza del lavoratore, facendo emergere le sacche di lavoro nero e intensificando energicamente la lotta al lavoro minorile. Puntare sulla cultura e sulla formazione coinvolgendo la scuola. Convinciamoci che il percorso va intrapreso e riflettiamo sui dati (fonte articolo 21): dall'inizio dell'anno ad oggi, per lavoro, ci sono stati: 670 morti, 670.326 infortuni 16.758 invalidi.


Il Capogruppo RC/CI

Ing. Giocondo Talamonti



Il titolo non è casuale. La ‘scossa’ si adatta a una città che vive d’elettricità, che s’è creata la sua energia e che da essa ha fatto nascere una serie infinita di attività economiche.

Le acque dei canali che in tempi andati attraversavano la conca ternana hanno suggerito ai nostri antenati uno sfruttamento che ha portato a insediamenti prima artigianali, quindi industriali, fino a perfezionare progetti di produzione energetica che ancora stanno alla base della nostra economia.

Ma una ‘scossa’ ha anche valore di sollecitazione, esortazione a fare, lavorare, costruire, produrre.
Ai ternani non è mancato mai lo stimolo a creare, per passione o per necessità, grazie anche alla visione sociale su cui la comunità nostrana ha impostato l’organizzazione del lavoro.
La concezione socialista, nel senso più ampio del suo significato, ha dominato lo sviluppo cittadino, incidendo nelle scelte politiche e indirizzando la mentalità degli abitanti verso la solidarietà e la partecipazione attiva alle vicende della città.

Una ‘scossa’ può significare sferzata, invito a non cullarsi sui risultati raggiunti e a non dimenticare che gli obiettivi che si perseguono non possono essere solo personali, ma devono guardare agli interessi della collettività, perché solo una società attenta al benessere comune può giovarsi di valori da condividere.

Scopo di questo foglio è di mantenere desta l’attenzione verso i problemi cittadini, seguire il corso degli eventi che lasciano, per loro merito o per loro colpa, segni tangibili nel tessuto locale, proporre e suggerire, senza pretendere di dispensare verità assolute, aprendoci, al contrario, all’ascolto dell’opinione di chiunque intenda dare il personale contributo alla crescita culturale del territorio.

In tale ottica, la terza pagina di questo foglio sarà sempre a disposizione dei lettori, che invitiamo a far sentire le loro voci e farsi portatori d’idee utili alla crescita comune.

Noi ci impegniamo a dare gambe ai suggerimenti che ci arrivano, ci impegniamo a trasferire nei contesti politici opportuni la validità di eventuali intuizioni e ad accogliere, nella stessa misura, le note di protesta e di denuncia che non abbiano connotazione individualistica, ma si orientino all’interesse collettivo.

“La Scossa” vuole, dunque, essere uno strumento di comunicazione diretta fra i cittadini in genere, far i simpatizzanti, gli iscritti e i politici di sinistra, senza eccessi, né proclami eclatanti, lontano da qualsiasi volontà d’indottrinamento, senza presunzione o arroganza, così come compete ad una comunità democratica compiuta.


Nei prossimi giorni verrà presentato il n.1 del periodico "La Scossa" del gruppo consiliare Rifondazione Comunista/Comunisti Italiani autorizzato dal Tribunale di Terni in data 23/12/2009 al n° 17/2009 del Registro Periodici.
Il Direttore Responsabile sarà il Giornalista Tomassi Alberto.
Fondatore e Direttore Giocondo Talamonti.
Redazione Luzio Luzzi e Mauro Nannini.

La presentazione è prevista per i primi giorni dell'anno presso Palazzo Spada.

Nel primo numero saranno presenti i seguenti articoli:

- Perchè "la scossa" di Giocondo Talamonti
- Tre domande ad Oliviero Diliberto di Giocondo Talamonti
- La situazione dell'azienda ospedaliera S. Maria di Terni . (Interrogazione al Sindaco del 14 settembre 2009) del Consigliere comunale RC/CI Luzio Luzzi

La terza pagina del periodico è a disposizione di tutti quelli che intendono prendere parte alla discussione politica sui vari problemi di interesse generale.Nel primo numero è presente l'intervista al sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo.

Chi vuole può fare richiesta di una copia elettronica de "La Scossa" all'indirizzo email giocondo.talamonti@email.it


22.12.2009 - ore 12:19 - Approvato all’unanimità un atto d’indirizzo sulla situazione dell’istituto tecnico e del professionale

(Direzione Generale/Uff. stampa) - Un atto d’indirizzo che chiede di rivedere le modalità del dimensionamento scolastico e in particolare l’accorpamento dell’istituto tecnico con quello professionale, è stato approvato all’unanimità ieri sera dal consiglio comunale.
L’atto che prendeva spunto da una mozione presentata dal consigliere Giocondo Talamonti era stato successivamente messo a punto dalla seconda commissione consiliare a seguito di una serie di sopralluoghi e di incontri con i dirigenti scolastici.
Prima dell’approvazione da parte del consiglio sono stati inseriti due emendamenti proposti da Cinzia Fabrizi per la Lista Baldassarre. In sostanza, attraverso l’atto d’indirizzo il consiglio comunale impegna la giunta ed il sindaco “ad attivarsi per invitare gli enti competenti, provincia e regione, a verificare nel corso dell’imminente fase partecipativa per l’avvio di un processo di razionalizzazione/ottimizzazione delle strutture scolastiche, a rivedere la decisione presa in merito all’accorpamento dell’istituto tecnico industriale con l’istituto professionale; a sostenere l’opportunità dell’autonomia dell’Istituto Professionale per la sua peculiarità e per la sua complessità, al primo posto a livello regionale”. Con i due emendamenti aggiuntivi il consiglio comunale chiede anche che la Giunta e il sindaco s’impegnino “a seguire con attenzione l’evolversi della situazione degli istituti scolastici di secondo grado nella fase di avvio della riforma della scuola e a sostenerli concretamente; a valutare nel confronto con i soggetti interessati e alla luce di quanto emergerà con l’entrata a regime dei nuovi ordinamenti scolastici, l’opportunità di promuovere una revisione degli accorpamenti degli istituti posti in essere con il piano di dimensionamento del 2009”.

Talamonti Giocondo ha così commentato le decisioni del consiglio comunale: “ Con tale atto, approvato all’unanimità, il Consiglio Comunale ha dato la giusta risposta ad un problema delicato e determinante per le future sorti di Terni e del suo circondario. Esso rappresenta un primo passo per ridare alle 2 scuole storiche ITIS e IPSIA la propria autonomia. L’atto costituisce l’avvio di un percorso teso alla crescita del territorio in cui l’istruzione sia alla base dello sviluppo, dell’università, della ricerca e dell’innovazione tecnologica.”


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che il furto della scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), asportata all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, ha causato la deplorazione di tutto il mondo.

Considerato che il sopravvissuto polacco del campo, Wladyslaw Szepelak nel commentare l’accaduto con ''Non e' un normale furto ma piuttosto una profanazione e provocazione'', insinua il sospetto che potrebbe essere opera di neonazisti

Preso atto che la notizia del furto della famigerata iscrizione, rimbalzata dalla Polonia nelle prime ore del mattino, è stata accolta da Israele come una beffa oltraggiosa ai sopravvissuti e soprattutto come lampo antisemita.

Tenuto conto degli spunti che si possono trarre dagli scritti di Gustav Meyrink « Quando arriva la conoscenza, arriva anche la memoria » e di Primo Levi « Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario ».

Considerato che è prossimo il Giorno della Memoria ricorrenza istituita dal Parlamento italiano con le finalità espresse all’art 1 della legge 211/2000:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Si impegna il Sindaco

• Ad esprimere il disappunto, alla comunità di Auschwitz, della cittadinanza ternana in merito al furto della scritta “Arbeit macht frei”.

• A favorire tutte quelle iniziative tese alla formazione ed informazione dei giovani sul significato del “Giorno della memoria”

Il capogruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Mauro Nannini
Luzio Luzzi
,

Nell’imminenza delle festività natalizie mi è gradita l’occasione per rivolgere agli amici di rete e alle loro famiglie i più sinceri auguri di buon Natale e felice Anno Nuovo.
Il 2009 segni per ciascuno di noi l’inizio di un periodo ricco di momenti sereni, di concretizzazione dei desideri e delle aspirazioni personali, nonché la realizzazione con successo dei propri progetti di vita.


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che il gruppo RC/CI del Comune di Terni, in ordine alle problematiche riguardanti la disabilità, ritiene centrale e prioritaria dell’azione amministrativa, la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche nel territorio cittadino;

tenuto conto che quando si parla di strade o più in generale di viabilità, si è portati a considerarne soltanto l’aspetto della percorribilità da parte di veicoli, sottovalutando quella pedonale. Da tale punto di vista, si provvede, infatti, con tempestività alla riparazione delle buche e delle sconnessioni del piano viario, in quanto giudicate potenziali pericoli per il transito dei veicoli;

considerato al contrario, che non si usa la stessa accortezza per le sconnessioni dei marciapiedi forse perché reputate tollerabili e non ostacoli insuperabili in specifici casi: si pensi ad esempio alle persone anziane, alle carrozzine dei bambini o più semplicemente ai soggetti che presentano limitazioni, sia temporanee che permanenti, alla deambulazione;

preso atto che l’Amministrazione ha da tempo dato mandato all’Ufficio Tecnico di redigere un progetto per eliminare le barriere architettoniche in alcune vie cittadine e per consentire a tutti, attraverso veri e propri percorsi protetti, di raggiungere alcuni poli di interesse; risulterebbe infatti vano, abbattere le barriere architettoniche per l’accesso ad un edificio, se lo stesso non fosse poi agevolmente raggiungibile;

tenuto conto che la Commissione Integrazione Disabili, costituita con componenti di Associazioni e cooperative di volontariato, ha individuato due zone della città, interconnesse dai giardini pubblici ‘La Passeggiata”, nelle quali realizzare opere in grado di renderle interamente fruibili anche dai soggetti portatori di handicap;

tenuto presente che la legge 104 del febbraio 1992 dello Stato, delega gli Enti Locali a destinare il 2%, dei mutui contratti annualmente, alle opere di abbattimento delle barriere architettoniche e dei trasporti;

il gruppo consiliare di RC/CI chiede al Sindaco:


• Di attivarsi al fine di verificare l’applicazione in concreto della norma citata e di elaborare un piano mirato di interventi, a partire da quelli più urgenti, così come descritto nella relazione elaborata, nel febbraio 1995, dall’ufficio progettazione computerizzata del Comune di Terni;

• Di riattivare la “Commissione Integrazione Disabili,’ istituita dall’Amministrazione Comunale con atto deliberativo di Consiglio Comunale n.12 dei 12.7.1993, che, in passato, ha operato in maniera concreta ed efficace.

Terni, 21 dicembre 2009
Il Capogruppo RC/CI
Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che è in atto la campagna di mobilitazione per fermare l'acquisto (e la produzione) da parte dell'Italia dei cacciabombardieri JSF-F35, aerei di attacco che possono trasportare anche ordigni nucleari.

Considerato che le associazioni «Rete Italiana per il Disarmo», «Sbilanciamoci!» e GRILLOnews.it stanno da tempo raccogliendo le firme e le delibere di appoggio degli Enti Locali, per chiedere al Governo di non procedere al previsto acquisto di 131 aerei da guerra che ci costeranno oltre 14 miliardi di euro.

Visto che la scelta di pace e di solidarietà; è un sentire comune e che è bene destinare le risorse così liberate alla società, all'ambiente, al lavoro, alla solidarietà internazionale,

il Consiglio Comunale impegna il Sindaco a:

• Chiedere lo stop della partecipazione italiana alla produzione di 131 cacciabombardieri F-35 che costeranno oltre 14 miliardi di euro.

• Non far mancare l’impegno della città di Terni nei confronti della Pace.

• Coinvolgere l’ANCI nazionale nel prendere analoga posizione sia per l’entità delle risorse impiegate, sia per l’ incoerenza con le missioni di pace del nostro paese.

• Far rilevare l’assurdità di una scelta sbagliata e incompatibile con il momento di grave crisi economica del nostro Paese, in cui non si riescono a trovare risorse per gli ammortizzatori sociali, per i disoccupati per i finanziamenti pubblici alla scuola, all'università e alle politiche sociali.

Terni, 14 dicembre 2009
Il Capo-gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti


Per quante cure si prendano e misure s’adattino, il calcio italiano continua nel suo andamento schizofrenico. Il pietoso spettacolo offerto dagli spettatori prodighi di fischi all’indirizzo di Balotelli, la dice lunga sulle riserve mentali e sui pregiudizi che s’annidano nelle coscienze di tanti in tema di razzismo.

La vittima, solo un diciannovenne, reagisce con la maturità di chi stoicamente è abituato a subire la violenza e trascinarsi dietro l’arroganza storica di ottusi violentatori dell’intelligenza, affidando ai gol la speranza del suo personale riscatto.

Anche a un alieno è tacitamente riconosciuta l’appartenenza alla nazionalità italiana purché domini nella sua disciplina; gialli, negri, arabi così così, resteranno sempre gialli, negri, arabi, tutti invariabilmente così così.

Per restare alle intemperanze sportive, la cronaca settimanale ha registrato un fatto eclatante: la reazione scomposta di Buffon, lesto a menar le mani contro i colleghi interisti.

Il capitano della Juve, dimentico forse di esserlo anche della nazionale italiana, s’è lasciato andare a una reazione scomposta che, di per sé, non sarebbe gravissima, per quanto antisportiva, visto che qualche buona ragione poteva accamparla, ma deleteria sotto il punto di vista dell’esempio ai più giovani.

Questi personaggi, che meritatamente rappresentano esempi di abilità sportive, dovrebbero essere consapevoli che il rilievo sociale di cui godono li obbliga a una coerenza e a una compostezza comportamentale. I più giovani fanno presto a giustificare le proprie liti in campo, se anche Buffon tira cazzotti nel suo.
Messaggi violenti che partono da miti dello sport, finiscono per essere comunicazioni pericolose e rischiano di cancellare i continui sforzi che allenatori, insegnanti e adulti coscienti fanno per educarli.

Sempre per restare nella cronaca, in un campetto di Roma, che vedeva schierate due squadre di mini-calciatori (7 anni), gli spettatori, costituiti dai soli genitori dei bambini, si sono azzuffati indecorosamente, ricevendo una lezione di vita dai figli che hanno smesso di giocare, per tornarsene negli spogliatoi.
Una punizione esemplare che aiuterà a far crescere gli adulti.

Hanno smesso di giocare anche i difensori dell’Ascoli Calcio, nell’incontro che li vedeva opposti alla Reggina, consentendo agli attaccanti avversari di ripristinare il risultato di parità rotto da un gol segnato approfittando del fatto che un giocatore reggino era a terra infortunato.

L’ordine ai suoi di assistere imperterriti alla segnatura è arrivato dall’allenatore ascolano, Pillon, con l’idea di ristabilire un principio di equità nella convinzione di aver rispettato anche la sportività. Non è così, purtroppo. Non è un esempio di lealtà il gesto riparatore.
Ne esce male anche l’arbitro, costretto ad avallare un pentimento tardivo, arrivato dopo varie scorrettezze in campo, scontri fisici e simulazioni. Da punire c’erano solo i due autori del gol segnato in assenza di sportività, a riprova che ogni occasione è buona per ottenere un utile personale e che si può far finta di non aver visto l’avversario impossibilitato a lottare, o tapparsi le orecchie per giurare di non aver sentito neppure gli avvertimenti dei colleghi.

Si riuscirà mai a capire che un incontro di calcio, al quale assistono tanti giovani emuli, deve imporsi, prima del risultato, l’obbligo di offrire uno spettacolo di lealtà sportiva, che la ragione di un confronto risiede sempre nel rispetto delle regole del gioco, che il ricorso a scorciatoie è sempre un esempio pessimo per chi assiste e per chi pratica uno sport, che è una tacita accettazione di ogni altro mezzo illegale per raggiungere comunque un obiettivo?

L’esempio più costruttivo è venuto dai ‘pulcini’, rivolto a genitori rissosi e ottusi, così come a chiunque altro sa che esiste bontà nella natura e nell’istinto degli uomini, almeno da piccoli. L’unico rammarico è che crescono in fretta.

Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che a quaranta anni dalla strage di Piazza Fontana, il primo pensiero va alle vittime innocenti, alle quali, non essendo loro ancora resa giustizia, va dedicato il dovere morale di fare luce sull’ episodio che li ha sacrificati

Tenuto conto che con quella bomba iniziò la stagione della strategia della tensione: il sangue di cittadini venne freddamente sparso nel tentativo di arginare il processo di crescita democratica dell'Italia.

Preso atto che nessun popolo può costruire un futuro positivo se, al di là delle legittime differenze politiche, non ha, a suo riferimento, valori condivisi e una comune memoria della propria storia.

si impegna il Sindaco

a far sentire la voce dei ternani perché sia fatta piena luce sulla strage e a chiedere di togliere il segreto di Stato sulla vicenda perché si possa restituire dignità alla società civile calpestata, e manifestare vicinanza a chi ha perso con la vita dei propri cari, gli affetti e le speranze di giustizia.

Il Capogruppo RC/CI
Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Stimato che la risposta all’interrogazione sull’apprendistato fornita nel corso del Question-time del 30.11.2009 da parte dell’Assessore, Piermatti Sandro, non ha trovato soddisfatto l’interrogante perché elude nella sostanza quanto richiesto.
Infatti l’emissione di un bando aperto non può risultare di fatto blindato per accordi intercorsi tra la parte datoriale e la parte sindacale, seppure trattasi dei soggetti interessati.

Valutato che la Regione, quale Ente super-partes, dopo aver riconosciuto alla scuola l’accreditamento non può prestarsi ad introdurre elementi discriminatori in materia di formazione.

Ritenuto che qualsivoglia corso di apprendistato, rischia di seguire l’impostazione del soggetto gestore, per cui può prevalentemente essere forzato solo su quel “saper fare” di interesse della parte datoriale.

Riconosciuto che le scuole tecniche e professionali rivendicano invece la prerogativa di educare miscelando il “saper fare” con il “sapere” e il “saper essere”.

Reputato che è anche interesse del Comune non chiudere la porta alle scuole che istituzionalmente si preoccupano di trasmettere insieme alle competenze di base e tecnico-professionali quelle competenze formative trasversali che tutelano la funzione del futuro lavoratore.

Preso atto che il bando emanato dalla Regione ignora le potenzialità formative dei soggetti che hanno maturato esperienze nel campo della formazione e dell’apprendistato- Considerata l’adeguatezza della scuola nell’offrire alle nuove generazioni, la preparazione indispensabile per il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Preso atto, specie in un contesto di crisi, della necessità di ripensare l’attuale sistema della formazione nel segno di una maggiore integrazione fra istruzione e mondo del lavoro finalizzata al potenziamento del capitale umano per una più facile occupabilità
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si impegnano il Sindaco e l’Assessore allo Sviluppo Economico:

• a farsi promotori di sollecitazione presso la Regione, perché i percorsi formativi destinati al primo inserimento nel mondo del lavoro dei giovani e banditi, in attuazione delle competenze ad essa devolute in materia di formazione dell’art.117 della Costituzione, dall’art. 49 del d.lgs. 10 settembre 2003, n.276, risultino concretamente aperti ad essere gestiti da tutte le agenzie formative accreditate, a garanzia della trasparenza applicativa;

• ad intraprendere iniziative per rimuovere i vincoli presenti nel bando regionale sull’apprendistato

• a rendere il bando compatibile con lo spirito del libero confronto fra i soggetti accreditati a fornire formazione;

• a rimuovere le condizioni ostative come ad esempio il distinguo fra “apprendistato” e “formazione”


La scuola, in particolare, come agenzia formativa per eccellenza non può essere esclusa dal bando sostenendo il principio, peraltro non esplicitato con chiarezza da nessuna parte, che l’apprendistato, essendo regolato da contrattazione di lavoro, è riservato solo alle agenzie formative di emanazione datoriale o sociale.

Se questo fosse vero come si spiega che l’IPSIA di Terni ha effettuato, lo scorso anno, diversi corsi per l’apprendistato?

L’esclusione stride infatti con la voce ormai comune che vuole una scuola sempre più in sinergia con il mondo del lavoro, che deve riscoprire la sua vocazione educativa come formatrice di futuri cittadini, di persone cioè in grado di condividere le regole del vivere civile e di lavoratori responsabili, in grado di modellarsi alle dinamiche del mondo del lavoro. In poche parole, una scuola in grado di cogliere i grandi cambiamenti in atto nella società nel far crescere una società e una classe dirigente adeguate.

L’apprendistato è un tassello importante di questa crescita.

Terni,14.12.2009
Presidente del Gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Considerato che, ancora un volta, un incidente sul luogo di lavoro, verificatosi nel nostro territorio, ha falciato l’ennesima vita con spiacevoli effetti di ritorno anche sulle vicende familiari della vittima;

Formulata ogni espressione di solidarietà alla famiglia ma anche a tutte le altre che sono state colpite da eventi luttuosi per incidenti nel mondo del lavoro;

Ritenuto necessario invitare tutti (Istituzioni, sindacati, etc.) ad occuparsi con urgenza del tema “sicurezza nei luoghi di lavoro”, poiché risulta evidente che si è ancora lontani dal garantire condizioni accettabili per la salvaguardia della salute dei lavoratori.

Consapevoli che pur non partendo dall’anno zero, occorre incalzare i deputati alla sicurezza perché gli operai non continuino a morire, perché sia mantenuto alto il livello di attenzione e perché sia sempre in agenda la cultura della prevenzione. (964 morti, 964254 infortuni e 24106 invalidi dall’inizio dell’anno al 30 novembre 2009)

Preso atto che non basta rafforzare la sicurezza dei lavoratori sull’aspetto normativo, ma occorre sistematicamente informare e formare i lavoratori con continuità essendo questo parametro , fra l’altro, strettamente legato al cambiamento tecnologico.

Accertato che una strutturata formazione sulla prevenzione nasce dalla scuola, si matura nell’espletamento del lavoro, si arricchisce con l’esperienza e con la congruenza degli aggiornamenti.

Tenuto conto che in una realtà produttiva a fortissima caratterizzazione industriale, come la nostra, uno dei più antichi e consolidati luoghi di insediamento della nostra Regione, il sistema economico si è arricchito dello strumento del Contratto d’Area, di protocolli d’intesa per la pianificazione di interventi in materia di sicurezza sul lavoro sia a livello ministeriale che a livello locale (protocollo TKL-AST e sue controllate con Ministero del lavoro, Ministero della salute, ISPESL, INAM; organizzazioni sindacali del 1 febbraio 2008, protocollo TKL_AST con la Scuola del …….);

Stimato che il ricorso agli strumenti di contrasto degli incidenti sembra produrre una diminuzione rispetto agli anni passati anche se, nella tendenza, vanno valutati i ruoli giocati dalla crisi, dalla cassa integrazione, dalla disoccupazione, dalla perdita di produttività che ha diminuito il monte ore lavorative.

Considerato che occorre adottare le strategie più idonee perché un ambiente di lavoro poco favorevole non sia di rischio per la salute di chi vi opera.

Fatto appello alla volontà di ciascuno (Arpa, Agenzie di Prevenzione, Ispettorati etc.) di non piegarsi all’eccesso di sfruttamento, all’eccesso di precarietà, agli stress, elementi principali di insicurezza.Deprecato il contegno di chi insegue la produttività e il profitto a discapito della salute e della vita dei lavoratori.


si impegna il Sindaco di Terni

• a sostenere tutte le idee tese a creare la cultura della sicurezza,

• a coinvolgere le scuole in tale tematica con proposte di azioni positive in ordine alla prevenzione(formazione e informazione)

• a valorizzare il ruolo dell’educazione permanente degli adulti,

• ad intensificare i controlli come metodo,

• a dar corso ad iniziative per fare in modo che la cultura della salute nei luoghi di lavoro sia vista come un investimento e non un costo.

• a verificare l’applicazione dei protocolli siglati con le aziende del territorio a partire dal Patto del 2004 e seguenti.

Giocondo Talamonti


TERNI - L’Istituto Ipsia “S. Pertini” ha partecipato al concorso “Scuola & Società” organizzato dal Comitato Interregionale del Centro dei Giovani Imprenditori di Confindustria e si è classificato al 2^ posto. La cerimonia di consegna dei premi è avvenuta oggi (12 dicembre 2009) a Viterbo presso la sede provinciale di Confindustria alla presenza di importanti personalità del mondo della scuola e dell’imprenditoria.

La manifestazione, giunta alla quinta edizione, ha lo scopo di premiare quegli istituti scolastici primari, secondari e superiori, che si sono distinti per le iniziative realizzate collaborando con imprese, realizzando progetti di business, manifestando interesse attivo per la società nella quale vivono.

Il premio, infatti, consta di due categorie: Scuola&Impresa e Scuola&Società.

La prima è riservata a quelle scuole che nel corso dell’attività scolastica o parallelamente a questa, abbiano realizzato collaborazioni o ancor meglio vere e proprie proposte o attività d’impresa.

La seconda è riservata a quelle scuole che, invece, abbiano saputo portare un contributo critico e costruttivo alla società nella quale sono insediate, permettendo la creazione di una maggiore coscienza e consapevolezza sia degli studenti, referenti e non del progetto, sia degli attori protagonisti sul palcoscenico della società civile. All’edizione 2009 hanno partecipato circa 100 scuole.

L’Ipsia è stata premiata con la seguente motivazione: “Perché da sempre capace di valorizzare e mettere in luce il ruolo delle attività didattiche dell’Istituto in relazione al territorio e al suo sviluppo, mettendo in campo sinergie con i principali attori della vita economica, politica e sociale”.

Il primo posto per la categoria “Scuola e Società” è andato a un Liceo di Ancona.

Soddisfazione e piacere del Dirigente Scolastico Ing. Giocondo Talamonti per il riconoscimento dato alla Scuola, nell’ambito del Progetto “Scuola e Società”.

Passa Parola


Ai docenti dell’ITIS
(in quiescenza)

E’ nell’intenzione del sottoscritto promuovere un incontro (il 13 febbraio 2010, alle ore 17.00, presso l’Istituto “Allievi” di via C. Battisti, 131) per riunire tutti i docenti, attualmente in quiescenza, che nel passato hanno contribuito a dare lustro all’Istituto, vanto indiscusso dell’apprezzata preparazione delle maestranze che si sono integrate con il sistema economico-produttivo della città.

Ritrovarsi, per ravvivare la memoria storica dell’Istituto Allievi e per creare un momento di valorizzazione e di miglioramento del sistema scolastico.

I periti industriali che, in passato, sono stati formati hanno costruito il successo del territorio e, da quelle radici, deve rilanciarsi con forza l’attenzione verso l’istruzione tecnica e Professionale.

Non si tratterà solo di ricordare, ma di trovare stimoli per una crescita della scuola Industriale la cui storia, il ruolo sociale svolto e il legame con il mondo del lavoro ne fanno ancora oggi un punto di riferimento.

Il programma dopo l’incontro presso l’ITIS (Programma dipendente dalle adesioni che perverranno), prevede una cena insieme (ognuno si paga la sua) presso un ristorante tipico locale. Aderisci e passa parola e se ti fa piacere vienimi a trovare.

Giocondo Talamonti