Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che la vendita dell'AST si sta prolungando sine die preoccupando chi vi lavora nel mantenere una occupazione che per anni ha garantito il futuro di tanti giovani;

visto che la "legge di stabilità" è ancora alla ricerca di una forma idonea ad individuare risorse utili a sostenere le politiche che facilitino la crescita; 

tenuto conto che i temi centrali su cui si gioca la credibilità del Governo investono la sicurezza sul lavoro, i diritti sindacali, la difesa dei posti di lavoro, il diritto al lavoro e alla salute;

visto che per effetto della crisi non si investe più, come prima, nella formazione permanente che invece riveste un ruolo essenziale per aumentare la produttività, promuovere l'innovazione e migliorare la competitività; 

visto che Confindustria individua nella ricerca e nell’innovazione il perno per imboccare la strada di una ripresa che si autoalimenti; il sole 24 ore del 21.11.2013 sottolinea che non basta investire sulla conoscenza, ma bisogna puntare a trasformare il risultato della ricerca in prodotti e servizi innovativi nell’obiettivo di riuscire a rispondere ai bisogni sociali dei cittadini europei e di far crescere la competitività dell’Europa;


si chiede al Sindaco di:

1) far sapere quali iniziative può mettere in atto, a fianco dei lavoratori dell'AST, perché ci siano, da parte dell'Outokumpu, risposte concrete relative alla vendita e, da parte della Commissione Europea, quali strategie propone in merito alle assicurazioni di vendita;

2) dar seguito agli atti pregressi, insieme al presente, presentati per tenere alta l'attenzione sulla crisi delle aziende industriali, commerciali, agricole del nostro territorio ai fini di una loro soluzione;

3) favorire lo svolgimento di percorsi formativi permanenti per accrescere le possibilità di produttività e di promuovere l'innovazione, parametri indispensabili per migliorare la competitività e ampliare le quote di mercato e la redditività;

4) favorire gli stage in azienda degli studenti con l’obiettivo di rafforzare il legame tra istruzione e mondo del lavoro;

5) proporre strategie per la “Tutela delle produzioni industriali” ; Terni non deve essere più intesa come terra di conquista per le multinazionali che comprano quote di mercato, fanno profitti e chiudono gli impianti spostando la produzione in un altro Paese. 


Terni, 25 novembre 2013



Talamonti Giocondo (G.M. “Associazione E. Berlinguer”)
Campili Claudio (IdV)
Nannini Mauro (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Boccolini Giuseppe (PSI)




ORIENTAMENTO: CHE VUOL DIRE?

Il ruolo precipuo della scuola è quello di formare individui che dovranno dare, con il proprio lavoro, il loro contributo allo sviluppo di una società.

Formazione e orientamento seguitano ad essere termini e situazioni confuse. Vediamo di far chiarezza:

orientare significa indirizzare la formazione professionale o l’istruzione verso settori lavorativi che, da analisi di mercato, studi sociologici, valutazioni economiche, programmazioni industriali e scelte politiche, fanno presumere potenzialità occupazionali, a breve o medio termine, fatta salva la libertà di ciascuno di intraprendere il corso di studi che ritiene più consono alle capacità e agli interessi personali. Negare che questa previsione possa estendersi ad obbiettivi di cinque anni, significa non aver capito niente dell’orientamento, non sapere che cosa vuol dire programmare, negare l’efficienza della progettazione, disconoscere i parametri da utilizzare nell’individuazione, tirare a campare o contare sulla raccomandazione, come ratio, neppure tanto estrema.

Probabilmente, qualcuno riterrà l’orientamento una limitazione alla libertà individuale di scegliere cosa fare nella vita, senza contare che un orientamento esteso a tutti i settori occupazionali offre garanzie di scelta e di realizzazione di aspirazioni personali. E’ un aiuto incommensurabile, un risparmio di risorse economiche e finanziarie semplicemente irrinunciabili per l’intera comunità. Quando le scelte dei giovani seguono la moda del momento o si avvalgono dei mezzi di diffusione di massa (vedi l’affollamento ai corsi di cucina), equivale a costatare che non c’è orientamento. Sì, perché orientare è un compito difficile, necessita di coordinamento fra le istituzioni del territorio, impegna imprese, associazioni e agenzie in studi di settore, in previsioni e programmazioni politiche ed economiche, in risorse umane e professionalità specifiche. Cose che non si inventano e che necessitano di competenze, qualificazioni. Certo, anche dei costi. Ma non si prenda questa ultima voce come la ragione dell’impedimento. La verità è che i costi zero, con cui oggi l’insegnante di lettere esprime un giudizio di orientamento (consiglio) circa il corso di studi che il ragazzo dalla media inferiore deve affrontare, sono enormemente superiori, per i danni che crea, a quelli di un orientamento ‘serio’. 

Se è altamente probabile che fra tre o cinque anni si avrà necessità di mediatori linguistici o di programmatori informatici è perfettamente inutile intraprendere le professioni di moda. Aumenterà la disoccupazione in tal modo, aumenteranno le spese per la riconversione delle competenze, aumenteranno i ritardi nelle risposte al mercato, aumenteranno gli stress individuali e famigliari.

In questa inconcepibile e inguaribile organizzazione del mondo del lavoro, c’è chi ci sguazza e fa fortuna sulle disgrazie altrui: agenzie formative private e istituzionali, che potrebbero servire a rispondere a situazioni di emergenze e che invece proliferano nel mare nostrum dell’ignoranza.

Terni, 22 novembre 2013


Ing. Giocondo Talamonti



MOZIONE: lavoro precario e futuro dei giovani


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che oggi trovare un lavoro stabile per i giovani, compresi quelli la cui età va dai 29 ai 39 anni, è pressoché impossibile e quando capita trattasi di un contratto a termine a volte legato alla disponibilità di spostarsi da un luogo ad un altro se non si vuole perdere il posto;

considerato poi che la difficoltà è ancora più elevata fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio; l’Italia è il Paese dell’Unione europea con il più basso numero di laureati assunti nel settore privato, non fa eccezione Terni la cui percentuale si attesta intorno al 4%;

vista la grave crisi che stanno vivendo le nostre aziende industriali, artigianali, commerciali e che colpisce particolarmente le più piccole, forza e spina dorsale del nostro Paese; 


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

· dar seguito a quanto proposto con diversi atti presentati al Consiglio comunale in merito allo stato di pericolosità in cui versano le nostre aziende che tengono in ansia diverse famiglie;

· far conoscere le politiche da mettere in atto per favorire la soluzione al problema generale partendo da quello dell’Ast ed estendendolo a tutte le aziende; 

· promuovere una giornata di studio con la realtà educativa locale (scuola, università e agenzie formative) e con le associazioni (Confartigianato, Associazione Industriali, Confapi etc.) per indicare i percorsi formativi più idonei per incidere sul lavoro, sulla sua qualità e sulla competitività delle aziende territoriali; 

· sostenere, di concerto con le associazioni di categoria e le altre istituzioni, le attività produttive, lo sviluppo rurale e i servizi, mediante interventi formativi professionali mirati;

· promuovere e programmare, di concerto con le altre istituzioni e associazioni, uno strumento informativo delle agevolazioni disponibili per le imprese dell'Umbria (accesso ai fondi comunitari, statali e regionali, schede informative sulle singole opportunità, focus tematici su agevolazioni alle grandi imprese, formazione professionale e sostegno all'occupazione). 



Terni, 18 novembre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")
Luzio Luzzi (RC) 
Claudio Campili (IdV)





"Giornata della Memoria delle stragi di migranti"

Il mondo è diventato tascabile”, dice qualcuno per indicare che distanze, un tempo incolmabili, sono oggi a portata di mano, a due passi, annullate da mezzi di trasporto sempre più veloci, comodi e sofisticati. La constatazione vale per tutti, eccetto per i migranti che per superare poche miglia di mare o di terra, mettono continuamente a rischio la vita. Per limitarsi ai casi più recenti ed eclatanti è sufficiente ricordare gli oltre 300 morti del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, oppure i 35 del 28 ottobre2013, morti di sete nel deserto del Sahara, o le 87 vittime di una disperata fuga, appena due giorni dopo, attraverso il medesimo deserto per raggiungere l’Algeria.

Non dobbiamo abituarci a convivere con le immagini di traghettatori senza scrupoli, di migranti gettati in mare, di gente che raggiunge stremata le nostre coste, di dispersi e di annegati.

Nei nostri mari si consuma una tragedia quotidiana che deve scuotere le coscienze, condannare l’indifferenza ed esigere misure di natura umanitaria e sociale non più procrastinabili. Per tanti disperati l’abbandono della propria terra è sempre un atto estremo, un’estirpazione traumatica, una resa incondizionata fatta alla dignità, in nome della speranza di assicurare a se stessi e ai propri figli prospettive minime di sussistenza. Il dramma interessa non solo l’Africa, ma anche il centro America, l’America latina e il Medio Oriente.

Tutti accomunati dalla disponibilità ad affrontare il pericolo, a correre il rischio di perdere la vita, dalla tolleranza a vivere il trasferimento in tutte le sue forme di esodo inumano, punitivo, discriminatorio. E’ inconcepibile l’intolleranza di chi confonde il diritto alla vita con un’ostentata invasione. E’ nostro vivo desiderio che, qualunque sia la motivazione, prevalga il principio della fratellanza e l’integrazione delle diverse culture in nome dell'umanità che ci rende uguali, nel segno di quel rispetto che è presupposto di civiltà.

L’invito e il richiamo alla comunità degli uomini ad assumere responsabilità civili ed etiche si leva dalle più alte cariche istituzionali e dal mondo cattolico, ammonendo che la fratellanza e l’attenzione per chi soffre siano esercizio quotidiano di vicinanza e condivisione.

In tal senso, è stato presentato un atto d'indirizzo al Sindaco e alla Giunta impegnandoli ad individuare un preciso giorno dell’anno come “ Giorno della Memoria”, in onore delle vittime innocenti e senza volto delle migrazioni e a denominare tale data "Giornata della Memoria delle stragi di migranti".

La scelta della data, condivisa con l'ANCI, impegni tutti i Comuni della Regione, e la stessa Regione dell’Umbria e si progetti di individuare, in un angolo della città, uno spazio verde ove poter realizzare “Il Giardino della Memoria” da dedicare alle Vittime delle Migrazioni, prevedendo una scultura, o una lapide.

L’azione di sensibilizzazione deve coinvolgere le scuole del territorio sul processo di integrazione, attraverso disamine del problema in classe e convegni per ricordare e analizzare il fenomeno in collaborazione con la Consulta e le associazioni degli immigrati.


Terni, 19 novembre 2013


Giocondo Talamonti







Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso cheIl mondo è diventato tascabile” come dice qualcuno per indicare che le distanze, un tempo colmabili in forza della fantasia, sono state annullate dai moderni mezzi di trasporto, si verifica che soltanto per superare pochi miglia di mare o di terra, la gente, tanta gente, va incontro alla morte. I casi più recenti ed eclatanti:

a) il 3 ottobre 2013 Strage di immigrati a Lampedusa;

b) il 28 ottobre2013, 35 migranti sono morti di sete nel deserto del Sahara;

c) il 30 ottobre 2013, 87 persone sono morte mentre cercavano di attraversare il deserto per raggiungere l’Algeria;

Appartengono alla nostra esperienza le immagini di traghettatori senza scrupoli, dei migranti in balia delle acque che raggiungono stremati le nostre coste ed ancora dei dispersi e di coloro che, in quella immensa tomba senza lapide, hanno perso i parenti più cari, spesso figli, insieme alla speranza;

Una quotidiana tragedia che interessa non solo l’Africa, ma anche il centro America, l’America latina e il Medio Oriente.

Diverse sono le ragioni che inducono gli uomini alla fuga , ma uguale è il pericolo che spesso li attende. E’ nostro vivo desiderio che , qualunque sia la motivazione, prevalga il principio della fratellanza e l’integrazione delle diverse culture in nome dell'umanità che ci rende uguali, nel segno di quella libertà che è in cima ai pensieri di tutti;

condivisi i giudizi:

· del Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano,

"Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della comunità internazionale e in primo luogo dell'unione europea";

· del Papa Francesco,

l’espressione "E' una vergogna!", enunciata durante il discorso celebrativo per i 50 anni dell'Enciclica "Pacem in Terris";

vista la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, un atto che fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri. In tal senso si citano l’art.1 che recita “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, l’art.2“ Ogni individuo ha diritto alla vita” e l’art.6 “Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza”;

si impegnano Sindaco e Giunta:

1) ad individuare un preciso giorno dell’anno come “ Giorno della Memoria”, in onore delle vittime innocenti e senza volto delle migrazioni di morte;

2) a denominare tale data "Giornata della Memoria delle stragi di migranti";

3) a condividere nella scelta della data, attraverso l'ANCI, tutti i Comuni della Regione, e la stessa Regione dell’Umbria;

4) ad individuare in un angolo della città, in un parco o in uno spazio verde del centro, il luogo ove poter realizzare “ Il Giardino della Memoria” da dedicare alle Vittime delle Migrazioni, mediante una scultura, o una lapide;

5) a coinvolgere le scuole territoriali perché gli studenti siano sensibilizzati sul fenomeno ed in generale sul processo dell’integrazione;

6) ad organizzare, in occasione della giornata della memoria, un convegno per ricordare e riflettere sul fenomeno delle migrazioni in collaborazione con la Consulta degli immigrati, le associazioni degli immigrati; le associazioni culturali e la scuola.



Terni, 11 novembre 2013



Giocondo Talamonti (G.M.Associazione "E. Berlinguer")

Mauro Nannini (RC)

Giuseppe Boccolini (PSI)

Claudio Campili (IdV)

Antonio Baldassarre (Lista Baldassarre)

Paola Ciaurro(Lista Baldassarre)

Dario Guardalben (PdL)

Sandro Piccinini (Pd)








INTERROGAZIONE: occupazione, crisi delle aziende


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che a settembre il numero di disoccupati è cresciuto di 390mila unità rispetto all'anno precedente e sfiora quota 3,2 milioni. I senza lavoro tra i 15 e i 24 anni sono più di 650mila, con un'incidenza del 10,9% sul totale della popolazione giovane. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%;

tenuto conto della drammaticità delle disoccupazione giovanile, una intera generazione è fuori dal mondo del lavoro (compresa la fascia che va dai 29 ai 39 anni) e, per di più, non si intravede per loro un futuro migliore. Urge pertanto mettere in campo immediatamente atti concreti con politiche sul lavoro che mettano al primo posto l’occupazione in grado di dare risposte a questi cittadini;

considerato che la crisi che ha colpito alcune aziende industriali nella nostra regione, ci pone interrogativi sul conflitto tra la presenza del capitale multinazionale, alla ricerca del massimo profitto, e le prospettive dello sviluppo industriale del territorio;


si chiede al Sindaco ed al Presidente del Consiglio se:

· non ritengano necessario proporre che le Istituzioni pubbliche, che hanno già profuso in abbondanza contributi finanziari alle imprese, decidano, da questo momento in poi, di intervenire per tutelare le prospettive occupazionali acquisendo quote di capitale delle aziende in crisi, assumendo così, maggiore responsabilità nelle loro scelte. Un intervento pubblico di questo genere sarebbe in linea con gli indirizzi della nostra Costituzione (art.41 e seguenti);

· ritengano opportuno far sentire la condivisione della comunità ai lavoratori in lotta e alle loro famiglie, in particolare se giovani, nella consapevolezza che si tratta di una battaglia per il futuro di tutti.

· intendano dar seguito e avvalersi dei numerosi e pregressi atti presentati dai consiglieri sul tema del lavoro;




Terni, 11 novembre 2013


Giocondo Talamonti (G.M.Associazione "E. Berlinguer")

Mauro Nannini (RC)

Giuseppe Boccolini (PSI)

Claudio Campili (IdV)







Chi pensava che il tribolatissimo problema degli accorpamenti avesse trovato definitiva soluzione, dovrà ricredersi. Evidentemente si tratta di materia indigesta o, nel migliore dei casi, digeribile con abbondante bicarbonato. E questo fin quando, pare di capire, qualcuno non vedrà soddisfatte personali aspettative. Dunque, anche l’attuale statu quo non sembra essere la panacea per tutti i mali. Disposizioni ministeriali attente solo ai tagli, hanno visto la scuola obbiettivo privilegiato degli strali governativi, fino a snaturare progetti e prospettive. Sulle ceneri fumanti di una lotta senza esclusione di colpi, si è inserita una battaglia interna che ha finito per ridurre al lumicino le residue speranze di una ripresa. Accorpamenti fantasiosi e casuali, improntati alla logica del numero di studenti e all’obbligo del contenimento del personale scolastico, hanno avuto la meglio sulla qualità dell’offerta, sulla sicurezza, sul sostegno ai più deboli, sulla gestione. A ridere sono stati solo i bilanci. Il Comune di Terni in varie sedute, si è visto costretto a deliberare disposizioni volte a frenare il continuo rimescolamento degli accorpamenti, sottolineando le peculiarità che ogni Istituto scolastico riveste nella storia cittadina e il supporto che le scuole tecniche sono tenute a prestare all’industria locale.

Nel caso dell’IPSIA, in ragione delle caratteristiche formative assunte negli anni, l’autonomia gestionale è una condizione non trattabile, come non può essere messa in discussione la funzione che svolge in seno all’istruzione e formazione professionale, fornendo risposte puntuali alle esigenze dell’economia locale. La sua tradizione di formazione, gli obbiettivi, immutati in oltre cento anni di vita, impongono non una reggenza, che sa tanto di tappabuco, ma una dirigenza impegnata esclusivamente nella gestione.


Terni, 9 novembre 2013



Giocondo Talamonti








Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che in questa fase di crisi le persone in età giovanile (compresa la fascia che va dai 29 ai 39 anni) si trovano di fronte a tali e tante incertezze che possono sintetizzarsi in:

· difficoltà nell'inserimento lavorativo ed in particolare nel raggiungimento di un impiego "stabile",
· ritardo nel raggiungimento dell'autonomia economica e, di conseguenza, nell'uscita dalla famiglia di origine,
· aumento del rischio di povertà;


considerato che la formazione e le politiche per l'occupazione, devono costituire, nell'agenda dei lavori, una priorità per affrontare l'entità delle questioni (crisi delle aziende territoriali ed occupazione);

visto che sotto i 24 anni è senza lavoro un italiano su tre e che trovare un'occupazione ai giovani, alle donne, ai portatori di handicap non è un' impresa facile;

preso atto della diminuzione dei posti di lavoro e della crisi delle aziende commerciali e manifatturiere;

vista l'interrogazione presentata il 28.10.2013 sul tema: occupazione ( giovani, donne, laureati, portatori di handicap etc.);


si chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio se:

· non ritengano utile affrontare, con urgenza, il tema della creazione delle condizioni locali atte a favorire lo sviluppo del territorio, a superare le momentanee difficoltà delle nostre aziende e della disoccupazione dei giovani;

· l'orientamento e l'educazione permanente sono strade che si intendono perseguire per la formazione di figure utili per il territorio.



Terni, 4 novembre 2013

Giocondo Talamonti (G.M. Associazione E. Berlinguer)

Mauro Nannini (RC)

Claudio Campili (IdV)





L'orientamento, l'occupazione e la TV

Che l’orientamento scolastico si imponga più come operazione indispensabile, prima che utile, è testimoniato dalle informazioni che ‘a braccio’ infestano le TV a proposito delle professioni del futuro prossimo. Chi si diletta nello zapping non avrà fatto a meno di notare che ogni canale, in qualsiasi ora della giornata, presenta un’offerta di cucina: maestri dei fornelli impegnati in ricette improbabili, piatti fantastici a base di qualcosa che manca sempre nelle case comuni, studiosi della culinaria e ricercatori a caccia di composizioni che a nessun altro verrebbero in mente. Dunque, tutti a fare i cuochi, come se le attese del Paese e le aspirazioni dei cittadini fossero tutte concentrate a soddisfare quel pezzetto anatomico che va dalla bocca alla trachea. Poco male se tutto questo si limitasse alla sfera dello spettacolo. Il guaio è che sulle medesime basi si orienta anche l’istruzione professionale. La TV ci avverte che le scuole alberghiere vanno alla grande, e che l’offerta di lavoratori della cucina non soddisfa la richiesta del mondo del lavoro. Ma il sospetto della bufala è a portata di mano: dove andranno tutti questi cuochi se i ristoranti chiudono e le imprese non nascono? Il mistero non è neppure tanto glorioso. Il gradimento è dettato dal fatto che preparare “polpettoni” in TV costa poco alla produzione e prepararsi a fare i cuochi è molto meno oneroso che addestrarsi a fare il saldatore o il metallurgico. A breve c’è da attendersi una montagna di risorse finanziarie per riconvertire gli specialisti della tavola in addetti all’industria, con buona pace di cannelloni e pentoloni a vantaggio di cannelli ossiacetilenici e siviere.

Sapere con un anticipo di tre-cinque anni cosa potrà servire allo sviluppo economico del Paese non è materia di maghi e fattucchiere, come vorrebbero farci credere, ma semplice programmazione, alla quale deve fare da supporto un orientamento scolastico che fornisca personale capace e preparato. Da noi, in Italia intendo, sembra che questa ovvia previsione contrasti con la libertà dei singoli di scegliersi l’indirizzo professionale che più li soddisfi e viene letta come una privazione demagogica di stampo stalinista. Ogni Paese evoluto progetta, nel delineare i settori di sviluppo economico, il ricorso a professionalità che il mondo della scuola deve preoccuparsi di creare.

Questo semplice connubio ha, come comune denominatore, l’orientamento e finché ne ignoreremo i vantaggi dovremo accontentarci di avere cuochi per fondere metalli, cuochi per costruire case, cuochi per assistenza medica, cuochi per insegnare, cuochi per i tribunali, cuochi… cuochi…cuochi.


Terni, 31 ottobre 2013



Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. "Associazione E. Berlinguer")





INTERROGAZIONE: piste ciclabili


Al Sindaco del Comune di Terni





Premesso che andare in bicicletta fa bene alla salute, giova al sistema cardio-vascolare, respiratorio e scheletrico-muscolare e che l'uso della bici è maggiormente più salutare se fatto in luoghi ricchi di verde e pianeggianti



vista l'importanza di dotare la città di una rete di percorsi ciclabili e per podisti caratterizzati da un inquinamento ambientale pressoché nullo;



tenuto conto che esiste un percorso di tali caratteristiche nei pressi del campo di ruzzolone, purtroppo bloccato con una camionata di breccia in corrispondenza del primo laghetto; 



visto che il percorso in questione è segnalato come pista pedonale e ciclabile;



considerato che si ha il sospetto che qualcuno, con il blocco della strada, arbitrariamente abbia voluto impedirne l’uso;




si chiede al Sindaco se:


· ha conoscenza delle motivazioni che bloccano il percorso ciclabile e pedonale, e in caso della loro mancanza se esistono responsabili di chi lo ha prodotto; 

· se nella progettazione di città è prevista l’ampliamento della rete di piste ciclabili in località pianeggianti e lontane dai gas di scarico delle automobili.



Terni, 28 ottobre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")
Claudio Campili (IdV)
Giuseppe Boccolini (PSI)
Mauro Nannini (RC) 



Quei bimbi in vacanza con la fabbrica

L'esperienza vissuta in Colonia nei periodi in cui le fabbriche volevano essere egemoni della società esterna. 

C’erano una volta le colonie aziendali. Quelle delle foto in bianco e nero, dei bimbi tutti in fila, delle divise tutte uguali. Quelle dove il mare tanti bambini non l’avevano mai visto. 

Oggi quelle colonie, frequentate dagli anni 50 agli anni 70, si presentano chiuse abbandonate, strutture che erano vive per la presenza di un sacco di gente, credo soprattutto figli di operai. Non c’era nulla nell’organizzazione delle giornate che fosse lasciato all’imprevisto. Non esistevano giornate molli, vuote. C’erano sempre un sacco di cose da fare, con orari precisi. Giochi di squadra e sport, come correre nei sacchi. Le cose da fare andavano fatte e non si poteva sgarrare. Perché il rigore delle colonie doveva essere perfetto. Tutte le Fabbriche (Fiat, Olivetti, Edison, Agip,Terni etc.) si erano attrezzate nell'ottica della "fabbrica totale" che organizza la vita dei lavoratori (ritenuta fondamentale per l' incisività sulla produttività e sul profitto), anche fuori dai cancelli degli stabilimenti dando diverse opportunità alle famiglie. A Terni prende piede il Piano casa, a Villaggio Matteotti, con i suoi orti e la messa a disposizione per i dipendenti della "Terni" di strutture come la Piscina, il Bocciodromo, l'Asilo, il Dopolavoro e la Colonia per arrivare alle attività culturali. La Colonia per i figli dipendenti delle Acciaierie di Terni si trovava a Porto Civitanova nelle marche. (Ora non c'è più...). La crisi del dopoguerra insieme al bisogno di potenziare valori solidi e genuini ha fatto fare a molti giovanissimi ternani l'esperienza della Colonia.

Le foto sono state scattate, nel mese di agosto, a Torre Pedrera (dove ho trascorso un breve periodo di villeggiatura), trattasi di colonie marine abbandonate e guardandole si fa un salto in un passato in cui la Soc. Terni si occupava delle condizioni di vita, e non solo di lavoro, dei dipendenti. Le colonie nel tempo hanno subito sorti diverse. Qualcuna è stata chiusa, qualcun'altra è stata ristrutturata e alcune come la colonia marina della Società "Terni" sono state demolite. 



Giocondo Talamonti







MOZIONE: lavoro minorile


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che l’impiego nel lavoro dei minori priva bambine e bambini di fruire della spensieratezza legata all’infanzia, nega il loro potenziale e la loro dignità, pregiudica profondamente il loro sviluppo fisico e morale;

visto che il nuovo Rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), circa i progressi della lotta al lavoro minorile a partire dal 2000, indica una riduzione del fenomeno in previsione dell’obiettivo, condiviso dalla comunità internazionale, di eliminarlo del tutto entro il 2016;

tenuto conto che le ultime stime dell’ILO, saranno oggetto della prossima Conferenza Globale sul lavoro minorile in programma a Brasilia nel corrente mese;

considerato che attualmente nel mondo il 50 per cento dei bambini lavoratori svolgono lavori pericolosi che hanno conseguenze dirette sulla loro salute, sicurezza e sviluppo morale;

appurato che il fenomeno è maggiormente presente nei paesi poveri dell’area Asia-Pacifico e dell’Africa sub-Sahariana,ove il settore dell’agricoltura è più rilevante rispetto a quello dei servizi e dell’industria;


Si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) condannare tutte le forme di lavoro datoriali che usano i minori ovunque si svolgano;

2) escludere dagli eventuali acquisti del Comune tutti quei prodotti che notoriamente sono frutto del lavoro minorile;

3) coinvolgere in tale presa di coscienza le scuole, le associazioni sportive e culturali e quanti hanno la possibilità di intrattenere rapporti commerciali con le aree di maggiore incidenza del fenomeno perché non acquistino prodotti del lavoro minorile.


Terni, 14 ottobre 2013



Giocondo Talamonti (G.M. “Associazioni E. Berlinguer”)






Compattezza per l'Acciaieria

Il prolungarsi della procedura di vendita dell'AST sta aggiungendo problemi a quelli, già esistenti, sulla cessione di una azienda che gode della fama dei suoi prodotti e della professionalità di giovani quarantenni, una forza lavoro, fiore all'occhiello della siderurgia nazionale ed europea.

Nell'incontro di Strasburgo dell’11 giugno 2013, con una delegazione umbra, il Presidente dell'antitrust Almunia si impegnò, a dar seguito alla procedura di vendita in tempi ragionevolmente brevi.

Quanto sopra al fine di scongiurare ulteriori difficoltà che sarebbero potute sorgere fra i contraenti. All’epoca Outokumpu aveva ritenuto inaccettabile la sola offerta vincolante della cordata industriale Aperam-Arvedi-Marcegaglia.

Oggi ci si chiede se la Posco, colosso industriale coreano, potrebbe essere della partita considerando l’interesse mostrato per la Tad di Agarini, già protagonista della precedente cessione della “Terni”.

Si spera che nel frattempo si siano trovate soluzioni utili per la vita della nostra Acciaieria e non ci si avvii verso un suo indebolimento sotto il profilo della saturazione degli impianti e delle commesse sul mercato internazionale.

Il Sindaco, lunedì 7ottobre, alla presenza del Presidente del Consiglio, dei Presidenti dei Gruppi consiliari e dei Presidenti di Commissione ha riferito sullo stato dell’arte per riflettere ed avviare ulteriori iniziative, da concertare con tutti i soggetti interessati.

Importante è stato l'incontro del 15 ottobre fra i vertici della Regione, della Provincia e del Comune Terni con i sindacati e le RSU-AST per esternare la preoccupazione sulla situazione di stallo e per definire, quanto prima, l’assetto stabile dell’Azienda, vitale per il futuro della comunità locale.


L'acciaieria di Terni non può sostenere a lungo le incertezze presenti; l'AST, i suoi dipendenti e la città intera si aspettano che siano osservati i seguenti punti:

  • mantenimento della capacità competitiva;
  • tutela delle produzioni e del sito nella sua integrità;
  • capacità industriale del soggetto acquirente, sotto l’aspetto dell’operatività sui mercati internazionali e della solidità finanziaria;
  • un Piano industriale che contempli oltre all'attività produttiva, l'innovazione, il mantenimento dell'occupazione, gli investimenti sui processi, sulle tecnologie, sull'educazione permanente del personale e sulla formazione dei tecnici tramite l'Università e la scuola, così come prevede il Patto di Territorio;
  • unità d’intenti di tutte le espressioni locali (sindacati, associazioni datoriali, istituzioni, parlamentari etc.) nel perseguire, con interazione coordinata, l’interesse prioritario della città;
  • coinvolgimento del Presidente Letta, del Ministero dello sviluppo economico, delle associazioni sindacali e datoriali a livello europeo per iniziare un percorso di politica industriale nazionale che, a partire dall'AST, dia prospettive anche alle altre aziende in crisi.


Terni, 17 ottobre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")







MOZIONE: Consigli di quartiere e regolamento


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che al termine della presente consigliatura le circoscrizioni, strumento di esercizio diretto di democrazia del Comune di Terni, saranno abolite e che, con la scomparsa della loro esperienza quarantennale, verrà meno un rapporto fondamentale instauratosi tra i cittadini e le istituzioni;

tenuto conto che le circoscrizioni in questi ultimi difficili anni sono riuscite ad operare, mantenendo un rapporto vivo con i cittadini, negli interessi dei territori deliberando opere di manutenzione ordinaria anche in risposta alle segnalazioni urgenti provenienti dai bacini di competenza;

visto che l’abolizione dei consigli circoscrizionali creerà, nella costituenda città territorio, un vuoto in termini di partecipazione e di democrazia; 

ritenuto che occorre pensare a nuove forme relazionali come ad esempio l'istituzione di Consigli di quartiere (consigli di partecipazione o consigli di quartiere sociali), e/o di rappresentanze di cittadinanza attiva (composte da cittadini volontari, magari espressione dell’associazionismo già esistente, pronte a ricreare un rapporto diretto tra città e cittadini fondato sulla valorizzazione delle risorse sociali, ambientali, territoriali);

visto che per attivare un percorso di progettazione partecipata che vada oltre le circoscrizioni è necessario modificare lo Statuto e il Regolamento comunale tenendo presente i seguenti punti: 1) dare ai cittadini certezza di essere ascoltati, 2) stimolare la partecipazione dei cittadini e il confronto aperto con l’amministrazione, 3) responsabilizzare i cittadini, 4) sperimentare metodi di partecipazione innovativi basati sull’educazione all’ascolto e sull’interazione;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) avviare una riflessione con i cittadini sul decentramento e sulla partecipazione, partendo dalla promozione di un convegno, mediante il quale dare l’opportunità a cittadini, associazioni e amministratori di elaborare un insieme di proposte;

2) prendere in esame le progettualità territoriali delle associazioni, Centri sociali, parrocchie, proposte nell'interesse delle famiglie e tese al raggiungimento di una migliore qualità di vita dell'intera città; 

2) attivare la commissione consiliare per le necessarie modifiche allo Statuto e al Regolamento.

3) procedere alla stesura del regolamento sulla partecipazione per quanto concerne la formazione strutturale dei nuovi organismi (numero, composizione, modalità di formazione, attribuzioni e confini geografici);

4) attivare un settore comunale referente (ufficio di partecipazione) che funzioni da supporto dei processi partecipativi;

5) dare avvio alla costituzione di consigli di quartiere e/o di rappresentanze di cittadinanza attiva.



Terni, 14 ottobre 2013

Giocondo Talamonti (G.M. “Associazione E. Berlinguer”)
Claudio Campili (IdV)
Luzio Luzzi (RC)



38.mo Circuito dell'Acciaio, una manifestazione ricca di storia e apprezzata da molti personaggi che hanno contribuito a dare impulso allo sport non solo a livello locale, ma anche nazionale ed internazionale. 

Fra questi Bruno Marcelli del gruppo di Portorecanati, sempre in prima fila per vivere una bella giornata insieme. 

Domenica, 13 ottobre 2013, il tempo che minacciava pioggia si è aperto e il sole ha accompagnato i podisti lungo i percorsi previsti e che, da regolamento della corsa, ognuno poteva scegliere in base al proprio allenamento. 

Io ho preferito i 16 Km. perché mi permetteva di godere delle bellezze che offre tale tipo di percorso. Pur essendo un ternano, passare sotto la Cascata delle Marmore è sempre uno spettacolo unico. 

Marcelli non l'ho visto alla 16Km., probabilmente avrà scelto diversamente, ma aver potuto, alla partenza, scambiare ancora una volta, impressioni e commenti sullo sport praticato è stato un piacere con chi lo ha fatto ad alti livelli agonistici. Egli dopo le sue imprese giovanili, si è impegnato proficuamente nella sua azienda di Portorecanati, ma non ha mancato di dedicarsi con passione e amore all'organizzazione di iniziative di livello e di corse per amatori coinvolgendo tanti a calzare scarpette e calzoncini e a fare attività motoria come parte integrante del proprio vissuto quotidiano.

Recentemente è stato decorato, dalla Camera di Commercio, con la medaglia d'oro quale premio di fedeltà al lavoro con una motivazione che fa onore alla sua persona ma anche a tutti quelli che collaborano con lui nella sua azienda "...quale imprenditore artigiano per più di trentacinque anni, ha evidenziato un alto senso della professionalità, finalizzando il raggiungimento dell'eccellenza nel settore." Un riconoscimento prestigioso che premia la sua dedizione a tutto ciò che intraprende. Auguri Bruno. Credo di farlo anche a nome di tutti gli amatori di tutt'Italia per la stima e la considerazione che ti sei conquistato. Alla prossima occasione insieme...spero di poter dar luogo alla sfida che mi hai lanciato, quella di effettuare 100 metri in pista...auspicando che qualcuno ci assista. Un grande abbraccio...


Terni, 17 ottobre 2013



Giocondo Talamonti









INTERROGAZIONE: disinfestazione e salute pubblica.


Al Sindaco del Comune di Terni
All'Assessore all'ambiente




Premesso che il Comune di Terni circa la propagazione degli insetti, con particolare riferimento alla zanzara tigre; ha emanato un' ordinanza per tenere sotto controllo il fenomeno (delibere della Giunta comunale n.62 del 29.02.2012 e n.21 del 1.02.2013);

tenuto conto che accanto alle azioni di disinfestazione e controllo intraprese, vengono richiamate norme comportamentali da assumere da parte dei cittadini e dei condomini;


visto che l'ordinanza sulla zanzara tigre raccomanda di evitare piccoli e grandi ristagni d’acqua, situazioni ideali per la proliferazioni di questi insetti particolarmente nocivi e presenti nella stagione calda nei contenitore lasciati incustoditi, nei sottovasi, tra le pieghe di teloni utilizzati per le coperture;

visto che alcuni amministratori di condominio prendendo spunto dalle indicazioni dell’ordinanza effettuano, oltre a quelle dell'amministrazione comunale, disinfestazioni in proprio inserendo tale voce (disinfestazione zanzare) nei bilanci; 

preso atto che la programmazione indiscriminata di disinfestazioni, indipendentemente dall'effettiva necessità, può avere effetti sulla salvaguardia della salute: l'uso di sostanze velenose e nocive impone agli amministratori di raccomandare ai propri condomini di non tenere aperte le finestre, ma non a quelli dei palazzi viciniori; 

considerato che gli insetti oggetto dell’ordinanza possono provocare malattie virali acute, (nei bambini piccoli si manifesta sotto forma di affezione febbrile lieve accompagnata da macchie e bolle, mentre nei ragazzi più grandi e negli adulti si presenta come un'affezione di tipo simil-influenzale, con febbre, cefalea, dolori osseo-articolari e muscolari);

considerato che i prodotti chimici utilizzati per la disinfestazione, nocivi per l'essere umano, non uccidono le zanzare, ma agiscono solo sulle larve; uno studio accurato del CNR ha evidenziato che nelle persone procurano danni neurologici, aumentano l'insorgenza dei tumori, sopratutto nei bambini; 

vista l'importanza di coinvolgere il mondo della scuola in una campagna di educazione e prevenzione;


si chiede al Sindaco e all'assessore all'ambiente se:

· abbiano messo in atto controlli e monitoraggi per verificare il corretto rispetto dell'ordinanza;

· sono sotto controllo le disinfestazioni effettuate da singoli condomini; esse, se non coordinate, possono creare problemi alla salute pubblica;

· sono a conoscenza di un proliferare di disinfestazioni, spesso non necessarie, ed eseguite senza concordare e avvertire la popolazione e senza riscontro di una diffusa presenza di insetti adulti; 

· non ritengono utile precisare a tutti i condomini e amministratori, attraverso locandine e pieghevoli, che le ulteriori disinfestazioni, oltre a quelle previste dall'amministrazione comunale, devono essere riproposte solo nei casi previsti dall’ordinanza;

· risulta loro che alcuni amministratori di condominio, inserendo tale voce nei rendiconti annuali, fanno percepire la spesa come un'ulteriore tassa imposta dall'amministrazione comunale; 

· è prevista una campagna di informazione e prevenzione in particolare nelle scuole della città. 



Terni, 14 ottobre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. Associazione “E. Berlinguer”)
Mauro Nannini (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Claudio Campili (IdV)



Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che dopo il trasferimento degli uffici in Corso del Popolo, si è assistito all’interno di Palazzo Spada ad un ripetuto fenomeno di asportazione di oggetti ed effetti personali, ma anche ad una frequentazione dei locali da parte di persone estranee introdottesi senza il preventivo riconoscimento;

considerata l’esigenza di potenziare i controlli mirati a prevenire e contrastare gli scopi di malintenzionati;

visto che è possibile accedere da più parti a Palazzo Spada per cui le persone possono sfuggire al controllo del personale;

si interroga il Sindaco per conoscere se:


1) è intenzione dell'amministrazione prevedere solo un punto di accesso a Palazzo Spada;

2) è prevista la presenza costante di un vigile all’ingresso a supporto del personale addetto alla guardiania e se è previsto il controllo con badge delle persone che accedono agli uffici, in particolare nelle ore pomeridiane;

3) esiste un programma di potenziamento di telecamere interne in grado di individuare le persone responsabili dei furti e/o dei danneggiamenti al patrimonio.


Terni, 14.10.2013


Giocondo Talamonti (G.M. Associazione “E. Berlinguer”)
Mauro Nannini RC (Luzio Luzzi RC)
Claudio Campili (IdV)
Orsini Vladimiro (Pd)




MOZIONE: diritti umani... a Lampedusa


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che

la dichiarazione Universale dei Diritti Umani a Lampedusa non si è ascoltata tanto che Papa Francesco ha definito la strage consumata una "vergogna". Nel merito:

· l'art.1 recita "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.", ma sembra che nel mare di Lampedusa tre pescherecci hanno visto e non si sono fermati; 
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti", ma i migranti nel mondo sono sempre, come nel canto di "lacreme napulitane" di Massimo Ranieri," I', ch'aggio perzo patria, casa e onore, i' só' carne 'e maciello: Só' emigrante!"; 

· l'art. 2 al punto 1 recita "Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà..., senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione..." , mentre l'art. 14 al punto 1 recita "Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni...", l'art. 13 al punto 2 recita "Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese." Un ennesimo abuso il nuovo “accordo di integrazione”, una novità introdotta lo scorso anno dal governo per tenere sotto scacco anche gli immigrati dotati di regolare permesso di soggiorno, un permesso di soggiorno ormai a punti, come la patente, che si potrà anche perdere prima della sua scadenza, magari perché non si conosce bene l’italiano. Tutte queste gravi limitazioni dei diritti di libertà e dei diritti al lavoro dei migranti che lasciano il proprio Paese in cerca di asilo. 

· l'art.3 recita "Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona...", ma a Lampedusa sono morti oltre 300 migranti, anche donne e bambini, tutti in cerca di una nuova, legittima e sacrosanta, speranza e possibilità di vita; 

· l'art.22 recita "Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.", ma ogni approdo, visto lo stato dei barconi ed il numero delle persone in esso stipate, costituisce un miracolo che regala a ogni migrante, attraverso una legge assurda ( per Sant’Agostino “Una legge ingiusta non è una legge”), il reato di clandestinità, così come è avvenuto a Lampedusa per i 155 superstiti;

visto che

La tragedia nei pressi dell'isola dei Conigli è un dramma dell'immigrazione che ha sconvolto tutti; 

tenuto conto che

la prima risposta da dare è quella dell'accoglienza attraverso un piano strutturato che coinvolga in primis l'Europa, nella costituzione di un corridoio umanitario e asilo anche in considerazione che i flussi migratori sono destinati a crescere, anche per le vicende siriane;

considerato che

è necessario intervenire subito per evitare che i migranti finiscano nelle mani di trafficanti senza scrupoli, e per evitare altre stragi; 

preso atto che

l'accoglienza,l'integrazione e l'immigrazione, strategici per il nostro Paese e per l'Europa devono costituire le linee di risoluzione del fenomeno;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) esprimere la solidarietà e la vicinanza dei ternani ai parenti dei migranti e a far giungere al Governo italiano la loro voce perché la legge Bossi-Fini sia sostituita con una che punti sull'accoglienza e sull'integrazione degli stranieri e che superi quella dei respingimenti in mare; aiutare i Paesi più poveri a svilupparsi e a creare le condizioni perché la propria terra dia buoni frutti;

2) coinvolgere la scuola perché sia diffusa la dichiarazione Universale dei Diritti Umani con l'obiettivo di creare condizioni pacifiche di convivenza.


Terni, 14 ottobre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. Associazione “E. Berlinguer”)
Mauro Nannini (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Claudio Campili (IdV)





Il Milan giocherà la prossima partita casalinga ‘a porte chiuse’. La misura punitiva deriva dai cori offensivi rivolti al Napoli (udite, udite), durante l’incontro contro la Juventus. La colpa dei tifosi del diavolo viene definita “discriminazione territoriale”, in pratica un “buu, buu”, non all’indirizzo di persone di colore, ma contro connazionali differenziati dall’appartenenza geografica. 

Sembra che qualcuno del Milan Club abbia obbiettato che gli strali all’indirizzo dei campani, sebbene nella circostanza inopportuni per l’assenza degli interessati, abbiano carattere permanente negli stadi perché, da che mondo è mondo, il coro “noi non siamo napoletani” non è stato mai punito e, di conseguenza, reputato concesso.

Dalla Federazione è stato precisato che effettivamente quell’espressione non contiene offesa razziale (sic), mentre “Napoli colera” oppure “Napoli merda”, sì.

Il fatto è che noi (inteso come italioti), amiamo distinguere e non c’è materia che più si adatta alla distinzione di quella giurisprudenziale, o quella che s’applica al peso, alla misura e al tono della parola, così che non è tanto il concetto offensivo a meritare la punizione, quanto l’evocazione dei termini.

A pochi è venuto il sospetto che il problema investa l’educazione sociale. Nessuno è stato sfiorato dall’idea che le curve siano diventate proprietà esclusiva degli ultras. Solo qualcuno s’è chiesto per quali motivi le presenze di spettatori negli stadi sia rovinosamente crollata. Si pensi ,inoltre, ai disagi a cui sono sottoposti i più innocui mortali per accedere allo stadio (file interminabili ai tornelli, richieste di documenti e controlli di Check-in ) Continuiamo a nascondere la testa sotto la sabbia. Seguitiamo a far finta che tutto va ben, Madama la Marchesa. 

Il problema non si risolverà con una partita a porte chiuse o con la partita persa a tavolino, nel caso di recidiva. La mala educazione è un’infermità sociale. Anzi, un’epidemia. Ha radici nella vita di ogni giorno, si manifesta a scuola, in strada, in ufficio, in TV, dove ha spazio chi grida più dell’altro, chi impedisce all’interlocutore di esprimere le proprie idee, chi è aggressivo, offensivo, maleducato. 

Reagiamo, allora, no? 

Vogliamo dircela tutta? Beh, sono convinto che se qualcuno se ne uscisse fuori con un’iniziativa a correzione del malcostume dilagante sarebbe additato come un illuso, un povero Don Chisciotte, uno che va controcorrente solo per mettersi in vista, un rivoluzionario sognatore, un visionario pacifista, un dispensatore di valori gratuiti. Insomma per uscire dalla categoria ristretta in cui ci si trova relegati, occorre ancora una volta richiamarsi al ruolo educativo che può essere espletato dalla famiglia, dalla scuola, dall'associazionismo sportivo e culturale. La strada è irta di difficoltà, ma ci dobbiamo provare...sempre.


Terni, 11 ottobre 2013


Giocondo Talamonti




Migranti annegati nelle acque di Lampedusa

La tragedia nei pressi dell'isola dei Conigli è un dramma dell'immigrazione che ha sconvolto tutti. Sull'imbarcazione, che si è incendiata e poi rovesciata, oltre 300 i morti tra i quali molte donne e bambini. Nel momento di lutto nazionale quello che deve prevalere è il silenzio in segno di rispetto per tutte le vittime, ma deve indurre ad una riflessione sull'indifferenza per i tanti casi che si sono verificati in questi ultimi anni. La risposta più impellente è quella dell'accoglienza da dare attraverso un piano strutturato che coinvolga in primis l'Europa, mediante la costituzione di un corridoio umanitario e l’offerta di asilo. 

E’ necessario Intervenire subito per evitare che i migranti finiscano nelle mani di trafficanti senza scrupoli, e per impedire il verificarsi di altre stragi. 

L'immigrazione, l'accoglienza, l'integrazione sono temi strategici per il nostro Paese e devono costituire per l'Europa l’impegno formale da mettere in essere per la risoluzione del fenomeno.

L’attuale legge sull’immigrazione va reimpostata secondo una "filosofia" che punta all'accoglienza e all'integrazione degli stranieri, con l'obiettivo di creare condizioni pacifiche di convivenza. Il solo modo per arrestare i flussi è quello di creare le condizioni affinché i Paesi di provenienza possano dotarsi dei presupposti che inducono le popolazioni a non abbandonare la propria terra. 


Terni, 10 ottobre 2013

Giocondo Talamonti
G.M. "Associazione E. Berlinguer"





Mezzo secolo dal disastro del Vajont: ricorre oggi l’anniversario della tragedia più evitabile e drammatica che la storia d’Italia annovera dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

La Legge 14 giugno 2011, relativa all'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo, con ricorrenza il 9 ottobre di ogni anno. La data scelta fa riferimento alla tragedia del Vajont del 1963, dove persero la vita 1910 vittime.
Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno. La storia di questa comunità fu sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un'immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione. Quella sera si giocava la finale di Coppa dei Campioni tra Real Madrid e Glasgow Rangers. Nei paesini veneti della valle del Vajont i fortunati che avevano il televisione in casa, si erano radunati per guardare la partita di calcio, gli altri, trascorrevano tra le mura domestiche una delle prime fresche serate autunnali.


Sono stati accertati tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage:

- l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico;
- l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza;
- il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione;


A distanza di 50 anni questo ed altri disastri ambientali continuano, purtroppo, in ogni parte del globo con riflessi negativi sulla natura, sugli animali, sulla vita e la salute delle persone. La riflessione investe diversi settori: 

- disastri idrogeologici;
- centrali nucleari, 
- costruire in zone sismiche.


Lavoro e profitto contrapposto a vita e salute:

- rifiuti altamente tossici, prodotti in Italia, trasformati in Cina in prodotti diversi ed utilizzati di nuovo in Italia anche dai nostri bambini;
- industrie che producono materiali tossici che riversano in mare dando origine a tumori e a malformazioni;
- industrie che lavorano materiali chimici e che diminuiscono il tempo di vita degli operai; significativo che altri operai sono in attesa di entrare in tale mercato del lavoro, forse non sanno quello che può loro accadere. 



Terni, 9 ottobre 2013


Giocondo Talamonti
G.M. "Associazione E. Berlinguer"














IL fermaglio n°6

E' uscito il sesto numero de “Il fermaglio”, esso contiene articoli : AST; intervista al Presidente del Consiglio comunale, Giorgio Finocchio; cara&melle di Gianni Schicchi; atti presentati in Consiglio comunale; ecc...

Tutti possono richiedere una copia , gratuitamente, per e-mail al seguente indirizzo : giocondo.talamonti@gmail.com;

inoltre tutti possono dare il proprio contributo inviando per email le proprie considerazioni sui temi che interessano la città di Terni.

Per leggere e/o scaricare "IL fermaglio   n° 6" clicca QUI





Lo Sport è educazione

Lo sport insegna a far tesoro delle potenzialità del proprio corpo, a far conto con le sue funzioni ed il suo benessere, educa ad una sana alimentazione alimentare.

Inoltre lo sport è una vera guida per i giovani perché consente di prendere contatto con i sacrifici, con il sapore amaro e dolce della fatica, con il sudore necessario a gustare la vittoria e il raggiungimento dei risultati.

Lo sport ti fa riflettere su come vivere una sana attività fisica, ti fa pensare e ti educa al rispetto degli altri, degli adulti e dei veterani, ti insegna a riconoscersi nell'excursus storico di un gruppo, di una società, ti fa "...apprezzare l'acqua fresca che si attinge dal pozzo e ringraziare chi il pozzo lo ha costruito". Quando si sarà capito questo si sarà fatto un bel salto di qualità.

Esempi negativi li trovo però nei comportamenti che alcuni aderenti alle società sportive amatoriali assumono nei confronti degli organizzatori delle manifestazioni podistiche e nei confronti dei dirigenti sportivi. 

Lo sport amatoriale vive sul volontariato e può succedere che qualcosa sfugga all'organizzazione; apriti cielo...subito ci si scaglia con improperi contro le persone che si sono impegnate per far trascorrere una giornata in compagnia di vecchi e nuovi amici. 

Ci si dimentica che lo spirito dell’Associazione si basa sulla collaborazione e se qualcosa non va, per esempio un difetto nella segnalazione del percorso, sarebbe buona norma adoperarsi, con i dovuti modi, per lenire il disagio generale allertando chi è addetto ai lavori.

Ricordiamoci anche che il rigore che mettiamo nei confronti degli altri, lo dovremmo richiedere a noi stessi. 

Quando le difficoltà degli organizzatori aumentano, magari per effetto delle avverse condizioni atmosferiche, dovrebbe scattare in ciascuno lo spirito fiaspino, e cioè di fare, a livello individuale, il possibile per il buon proseguimento della manifestazione. 

La FIASP è una grande famiglia composta da tante società, gruppi sportivi, gruppi spontanei, amici del bar, frequentatori di parrocchie etc., ma la sua vera forza è rappresentata dalle manifestazioni sportive. Per la loro riuscita, la loro pubblicizzazione, la loro caratteristica ciascuno di noi deve dare il proprio contributo di partecipazione e fornire il proprio incoraggiamento a chi fra mille difficoltà mette in moto migliaia di camminatori, corridori, pantofolari.

Le manifestazioni, infatti, rappresentano per molti lo stimolo ad iniziare e vincere quella pigrizia, per altri un modo per comunicare, per altri ancora la possibilità di visitare luoghi sconosciuti o che conoscono superficialmente.

Non vanno poi dimenticati gli oneri che ricadono sugli organizzatori in tema di responsabilità di natura legale e sanitaria come ad esempio la necessità di verificare la validità dei certificati di chi cammina e delle tessere sanitarie per chi distribuisce le bevande o cibi vari ai ristori allestiti lungo i percorsi. 

E' difficile far acquisire l’essenza della cultura della salute, in Italia quello che conta è la certificazione, il "pezzo di carta", ma se questa non dovesse essere più necessaria bisogna far passare il concetto dell’adozione di personali modelli di comportamento sotto il profilo della salvaguardia della propria integrità fisica e non solo. 

Certo le società possono fare molto, ma credo che in questo campo la scuola può svolgere un ruolo fondamentale. 

Bisogna educare i giovani alla convivenza civile, al rispetto dei compagni e dell'insegnante, ad una sana alimentazione, alla vita sportiva e quindi anche a un uso attento o nullo di bevande gasate, di alcool, di fumo.

Nei giovani bisogna far crescere la consapevolezza dei propri limiti, il rispetto delle regole che fortificano la libertà come capacità di scelta, la volontà come desiderio di una meta, la solidarietà come attenzione all’altro, l’affettività come capacità di amare, l’integralità come passione anche per ciò che non è sport. 

Ma educare non significa facilitare il percorso del perseguimento degli obiettivi.

"...Quando un fiume deve andare al mare non è che abbassando gli argini gli si favorisce il suo fluire. Anzi si rischia di perderlo. E’ necessario rinforzare le sponde, alzarle…

Educare al rispetto, alla diversità intesa come ricchezza, alla diversità di idee, di scelte di vita, di punti di vista, è il primo passo per raggiungere quella società inclusiva e "umana" che ci si augura di vedere realizzata. 



Ing. Giocondo Talamonti