Al Sindaco del Comune di Terni





Premesso che nel 2003 su segnalazione della Questura di Terni è stata intitolata una via nei pressi della “Passeggiata” a Giovanni Palatucci;

visto che il Centro Primo Levi ha espresso perplessità sul ruolo svolto da Palatucci, perplessità nate dopo uno studio condotto da una dozzina di specialisti che hanno esaminato quasi 700 documenti;

tenuto conto che intitolare qualcosa a qualcuno non deve essere fatta sulle ali del cordoglio né rispondere a logiche di parte;

considerato che l’intitolazione di una via, una piazza o una biblioteca, una rotonda etc. deve essere condivisa e non dividere la comunità e che ogni istanza deve essere adeguatamente documentata; 


si chiede al Sindaco se:

1) non ritenga utile e necessario appurare quanto il Centro Primo Levi ha sollevato su Palatucci, coinvolgendo le associazioni ebraiche, l'Anpi e l'Anppia; 

2) risponde al vero il punto 1) quali provvedimenti intende prendere tanto più che la via intitolata a Palatucci costeggia l’Istituto d’Arte e  per gli studenti dovrebbe rappresentare un esempio da ricordare e non dimenticare.



Terni, 15 luglio 2013


Giocondo Talamonti G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Giampiero Amici Pd
Sandro Piccinini Pd
Giuseppe Boccolini PSI
Claudio Campili IdV





Al Sindaco del Comune di Terni





Premesso che il turismo è un'attività economica di rilievo, con un impatto assai positivo sulla crescita economica e l'occupazione;

tenuto conto che il turismo è inoltre un elemento sempre più importante della vita dei cittadini, sempre più numerosi a viaggiare;

visto che il turismo, in quanto attività che coinvolge il patrimonio culturale e naturale, come pure le tradizioni e le culture contemporanee;

considerato che il turismo è un importante strumento per rafforzare l'immagine di Terni, diffondere i nostri valori e promuovere l'interesse per il territorio attraverso un modello che coinvolga non solo la comunità ternana, ma anche e soprattutto i cittadini italiani, europei ed oltre;

visto che anche lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione(TIC) ed il loro impiego sempre più frequente da parte dei consumatori ha profondamente modificato la relazione tra industria turistica e la sua clientela;

Considerato che nel 2012  le risorse provenienti dalla gestione della Cascata, sono state utilizzate,per un totale di 156.000€, per sostenere attività che in parte non hanno prodotto risultati soddisfacenti, ma che in prospettiva dovranno servire a promuovere la Cascata e il comprensorio a livello locale, nazionale ed internazionale, anche in considerazione delle scarse risorse destinate all’assessorato al turismo e alla mancanza di materiale promozionale ( il settore turistico utilizza per questo le fotocopie); 


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1)  utilizzare le risorse provenienti dalla Cascata per promuovere la Cascata stessa attraverso la partecipazione agli eventi promozionali (borse sul turismo) a livello nazionale ed internazionale; a produrre materiale pubblicitario;

2)  selezionare e puntare su alcuni eventi, visto che, in tempi di revisione della spesa,  non  si possono mantenere tutti anche in considerazione della diminuzione del budget destinato al turismo;

3) incoraggiare l'integrazione nelle strategie turistiche del patrimonio "naturale" con l'attribuzione di marchi di qualità;

4) sviluppare una strategia coerente per una promozione diversificata dell'offerta turistica e per valorizzare meglio il patrimonio con iniziative sportive e culturali di qualità evitando di frazionare, come sopra, le risorse in mille rivoli tali da impoverire quelle che valorizzano effettivamente la città di Terni;

5)  migliorare l'informazione e la comunicazione attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie per rendere efficace ed efficiente l'azione turistica del Comune;

6) verificare periodicamente e al termine se i progetti proposti agiscano realmente sullo sviluppo che si intende  adottare per valorizzare la Cascata, il lago di Piediluco, la Valnerina e le bellezze del territorio con un salto di qualità nella programmazione dei fondi;

7) avere contezza di ciò che hanno fruttato in termini di nuovi posti di lavoro le risorse investite provenienti dalla gestione della Cascata delle Marmore;

8) verificare la possibilità, a partire da 2014, di introdurre una imposta di soggiorno per tutte le categorie ricettive;

9) operare attraverso un "osservatorio" le iniziative messe in campo (sportive e culturali) tese a richiamare quel flusso turistico necessario allo sviluppo economico e a migliorare l'occupazione. 


Terni, 15 luglio 2013


Giocondo Talamonti G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Sandro Piccinini Pd
Giuseppe Boccolini PSI
Claudio Campili IdV





L’Italia vive in un mondo sempre più grande, caratterizzato dall’arrivo sulla scena di nuove potenze emergenti che stanno modificando gli equilibri mondiali. Di fronte a giganti come Cina, India e Brasile, i singoli Stati europei non possono che sviluppare una politica comune per raggiungere la massa critica necessaria ad interagire con questi nuovi attori e influire sui processi globali. 
L'Europa non può continuare a chiederci solo rigore, ma dovrebbe impegnarsi affinché ogni Stato membro, grazie alle proprie attività economiche e alle proprie produzioni, possa tornare a crescere e a contribuire al benessere europeo. 
La questione AST si inserisce  in  un'Europa che deve guardare agli interessi collettivi della comunità e deve andare oltre agli interessi dei singoli stati. 


Prima di tutto occorre dare risposta ad alcuni dubbi:

1. Perché la Thyssen-Krupp ha lasciato il sito di Terni? ( investimenti in altri siti o forse c'è di mezzo (anche) la sentenza di Torino);
2. Perché l'interesse di tanti colossi industriali non si è concretizzato in un'offerta? ( Forse sono stati spaventati da un mercato europeo chiuso);
3. Quale proprietario potrà richiedere in questa fase i finanziamenti europei  (Fondi UE, Fondi degli stati membri, Banca europea per gli investimenti)  per assicurare ricerca, innovazione e adeguamento continuo degli impianti tali da conferire competitività, mercato e occupazione? 
4. quali sono le modalità (e da parte di chi) per attivare l'intervento dello Stato? 
5. il Governo ha vigilato per impedire la riduzione delle produzioni e la vendita dell’AST separatamente dal tubificio?
6. nel contesto nazionale della mancanza di  lavoro, la vendita di un sito eccellente, delle sue produzioni, delle sue quantità di acciaio prodotte può diventare un dramma se non si interviene immediatamente?

…e si potrebbe continuare. 


La strada da intraprendere deve essere chiara, condivisa e partecipata da tutti i soggetti  compreso il management dell'AST, altrimenti si rischia di  prendere una brutta piega. La confusione speriamo che non prevalga, L’incontro di Strasburgo e la grande adesione allo sciopero  generale indetto dalle organizzazioni sindacali deve indurci a marciare uniti senza tentennamenti e avere in mente la certezza del  percorso da seguire:

Il Presidente del Consiglio deve essere investito in prima persona nella salvaguardia del sito ternano  anche alla luce delle dichiarazioni effettuate sul ruolo dell'industria all'atto del suo insediamento.
 Il Presidente faccia valere in sede europea la vicenda AST perché siano avviate azioni concrete e risolutive con la Commissione Europea con il Governo finlandese e  con il Governo tedesco. 

la commissione antitrust europea ha creato il groviglio e spetta ad essa scioglierlo nella considerazione che il sito di Terni va valorizzato nelle sue produzioni, nell'impiantistica e di conseguenza nel mantenimento dei volumi produttivi e dei posti di lavoro e non depresso; la Commissione deve pretendere, nella vendita, tutte le garanzie di tutela dell'integrità del sito e di sviluppo con le tecnologie atte a conferire competitività, mercato e occupazione; 

assicurare che non ci siano  assenze apicali nei vari incontri che riguardano il futuro dell'AST  e sfruttare ogni opportunità che si presenta; la recente lettera inviata ad Almunia, senza la firma del Governo (assenza registrata anche a Strasburgo) mirante a riconsiderare il rientro di AST in Outokumpu ha suscitato la necessità di confrontarsi con il Ministro.
in una democrazia il Governo non può permettere che le persone soffrano un danno prodotto dalla logica del mercato, lo Stato in questo caso deve attivare un intervento diretto per una azienda strategica per il Paese

fare presto  perché il  piano e il profilo industriale del nuovo proprietario sia tale da operare sui mercati internazionali e  con l'obiettivo di ottimizzare gli impianti e i volumi produttivi (1,4milioni di tonnellate/anno di acciaio fuso e 600mila tonnellate/anno di acciaio finito);

l'unica offerta attualmente presente (cordata Aperam Arvedi e Marcegaglia) ritenuta indecente da Outokumpu e tale da non poter mettere in competizione i diversi soggetti interessati e potenziali acquirenti, deve però garantire occupazione nel tempo, in caso contrario bisogna procedere con l'intervento pubblico diretto

Ed allora tutti insieme dobbiamo concorrere a salvaguardare, l’acciaieria simbolo del lavoro della nostra città. Nessuno remi contro e nessuno si faccia illusioni sull’unicità degli intenti perché anche in questa vicenda ci sono alcuni che ridono delle disgrazie degli altri ( un esempio: nel terremoto dell'Aquila qualcuno pensava al profitto che avrebbe ricevuto dalla ricostruzione, mentre le persone si trovavano sotto le macerie ancora vive).


Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





L'ANTIFASCISMO E IL MOVIMENTO OPERAIO


L'Associazione ANPPIA  Federazione di Terni, che opera nel territorio della Provincia di Terni, sulla trasmissione dei valori dell'antifascismo, ha organizzato con il patrocinio del Comune di Terni, Provincia di Terni e Regione Umbria e la collaborazione dell'ANPI e dell'UNLA-UCSA, presso la sala convegni di Palazzo Primavera in  Via Giordano Bruno, 3 - 05100 Terni il convegno "L'antifascismo e il movimento operaio".
Dagli insegnamenti della Storia, tutti abbiamo appreso e tratto indicazioni su come costruire la casa comune della Repubblica, ispirandoci ai  principi della nostra Carta Costituzionale.
La città di Terni, che ha dato il suo prezioso e generoso contributo a quella costruzione, si stringe attorno alla memoria dei momenti fondativi della sua identità, certa che le radici, irrobustitesi negli anni, non possono più essere estirpate.  Una profonda gratitudine va a chi ha consegnato ai ternani, 68 anni fa, la preziosa eredità da custodire e rinnovare nell’esercizio del ricordo a vantaggio delle generazioni più giovani.

Convegno organizzato a Terni, il 10 maggio 2013. Un ringraziamento particolare all'ANPPIA e al suo presidente Prof. Alberto Piccioni, alle Istituzioni (Comune, Provincia e Regione) che hanno patrocinato l'iniziativa, ai relatori che hanno affrontato le tematiche dell'antifascismo e del movimento operaio. Ai dirigenti scolastici che hanno consentito la partecipazione degli studenti a questo importante appuntamento, va il riconoscimento dell'ANPPIA di Terni.









Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Terni




Premesso che  secondo le previsioni OCSE la disoccupazione in Italia salirà fino a raggiungere il tetto del 12,5% nel 2014 con un ritmo preoccupante dell’ ultimo triennio, mentre le stime del Pil passeranno ad appena più 0,4% sempre nel 2014;


visto che secondo la Cgil occorrono 13 anni per tornare al Pil del 2007.
Secondo lo studio dell'Ufficio economico del sindacato, dal titolo "La ripresa dell'anno dopo", non verrà mai recuperato il livello dei salari reali a causa dell'inflazione. Non solo, ma è  quanto mai urgente attivare un “Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", per riavere quelle unità di lavoro che avevamo nel 2007.


visto che la crisi investe non solo le grandi industrie locali, ma anche Piccole e Medie Imprese (PMI) e i settori del terziario, nel quadro di un sistema bancario in stallo che non fa ripartire l'erogazione di mutui;


visto che secondo un recente rapporto dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro)  l’impatto sull’occupazione giovanile potrebbe farsi sentire per decenni; una generazione intera di giovani rischia così di non accedere ad un lavoro dignitoso per tutta la vita;


visto che in loco la crisi sta erodendo anche le Aziende considerate sicure per produzioni, qualità dei prodotti e occupazione:

“Sangemini”: in stato di agitazione permanente, (i lavoratori sono esasperati e chiedono risposte e certezze sul futuro);

AST mantenimento del sito ( compreso il tubificio), conservazione dei volumi produttivi e garanzie occupazionali;

indotto “Ast”: non si hanno segnali di diminuzione diretta del lavoro, ma evidenti ripercussioni per i destini dell’Azienda di riferimento;

edilizia: massiccia perdita di occupazione, pari ormai al 50% in pochi anni;

“Umbria Tpl e Mobilità Spa”: situazione economico-finanziaria incerta con riflessi negativi nel pagamento delle forniture di beni e servizi delle controllate( Savit, azienda che effettua i servizi manutentivi dei mezzi), e nella retribuzione dei dipendenti;

“Basell”, “Meraklon”,”Treofan”, “Edison”: il trasferimento della produzione Basell e la ormai appurata volontà di non cedere gli impianti (l’area su cui sono posti è appetibile sotto il profilo edilizio) sta innescando un processo a catena sul futuro  dell’intero  polo chimico ternano.
Ad una ad una entrano in crisi tutte le aziende del settore: la Treofan, su cui pesa, come per Meraklon, la perdita dell’approvvigionamento di polipropilene; la centrale elettrica della Edison, strettamente dipendente dalle attività delle aziende del polo chimico. Di questo passo la stessa Novamont, e con essa la speranza della riconversione industriale e della realizzazione del polo della chimica verde, potrebbe lasciare per sempre la nostra città;

“Centralmotor” (azienda di 40 dipendenti):  mercato delle autovetture in seria difficoltà;

“Celi” (azienda del settore nautico): sta registrando un forte calo di commesse;

“Interpan” riavvio incerto della produzione;



si impegna il Sindaco e la Giunta:

1) ad approcciarsi complessivamente alla situazione del polo industriale ternano  non affrontando una situazione alla volta, ma proponendo quegli interventi pubblici necessari a salvaguardare le aziende ed incentivare l'occupazione;

2) a favorire le politiche di incentivi  da attuare con i fondi europei, puntando sull'innovazione, sull'internazionalizzazione e sulle reti d'impresa; ciò deve riguardare non solo le imprese industriali, ma anche i servizi e le professioni;

3)  a facilitare l'accesso al credito delle imprese che non dispongono di risorse sufficienti per finanziare programmi di ricerca e innovazione, prevedendo una puntuale informazione ed eventuali supporti tecnico-amministrativi circa le disponibilità di fondi europei (Fondi UE; Fondi degli Stati Membri; Banca Europea per gli investimenti )
4) a prevenire la desertificazione del centro urbano con misure atte a vivacizzare le attività degli esercizi commerciali;
5) a privilegiare nell’orientamento scolastico la formazione di figure necessarie al mondo del lavoro al fine di offrire alle aziende maggiori opportunità di attingervi;
6) a favorire l’educazione permanente e l’occupazione dei giovani supportandoli sulle modalità di accesso ai finanziamenti, regionali ed europei circa l’avvio di nuove imprese;
7) a porre vincoli restrittivi sulla destinazione industriale dell’area Basell;
8) a verificare tutte le possibilità di supporto alla risoluzione dei problemi delle aziende in crisi.



Terni, 17 giugno 2013



Talamonti Giocondo G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Nannini Mauro FdS-RC
Luzzi Luzio FdS-RC




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che la Consulta è un organismo:
voluto e sostenuto dal Consiglio comunale, per dare voce alle varie etnie della città, per far conoscere e presentare le nuove esigenze che l’evolversi del fenomeno migratorio presenta e per governare i mutamenti che l’integrazione comporta. Con l’approvazione della Consulta degli Immigrati, la città di Terni, ha dato forma a una delle misure più avanzate di integrazione in Italia;
di democrazia partecipata ( gli immigrati residenti a Terni sono 12mila senza considerare quelli dei comuni limitrofi che frequentano la nostra città per motivi di lavoro);

preso atto che con l'apporto degli immigrati  è possibile assicurare assistenza ai tanti nostri anziani, mantenere l’autonomia delle scuole, che leggi scellerate (basate solo su tagli di profilo numerico e non sulle prospettive di sviluppo) mettono in serio pericolo, esercitare mestieri e professionalità  necessarie alle esigenze territoriali non più rintracciabili nelle risorse locali;

vista la richiesta di incontro degli immigrati con i capigruppo, tesa a conoscere le motivazioni che ritardano le decisioni assunte con l'approvazione di un regolamento;

tenuto conto che il Consiglio comunale, con l'approvazione del regolamento, ha fatto un salto di qualità passando dall'assistenza ad oltranza, dall’elemosina istituzionale, dal supporto a vita, dall’annullamento della personalità dello straniero, con l’intento di ridurla a dipendenza sociale, all'integrazione;

visti gli impegni presi dall’Amministrazione:
1. elezioni della Consulta con la possibilità di rimanere in carica anche nel prossimo mandato amministrativo;
2. conferenza cittadina sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione;
3. sede “casa dell’amicizia” per consentire alle diverse etnie di incontrarsi e favorire l’integrazione;
4. 15.000€ per l'attività di cui sopra;

si chiede al Sindaco e alla Giunta:
1) di riferire in Consiglio comunale perché non si effettuano le elezioni della Consulta degli immigrati;
2) se è a conoscenza del malcontento che sta montando in città fra gli immigrati che considerano una presa in giro la non elezione della Consulta;
3) se è a conoscenza dei corsi di formazione e dell'entità delle cifre che vengono spese per gli immigrati.


17 giugno 2018


Talamonti Giocondo G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Nannini Mauro FdS-RC
Luzzi Luzio FdS-RC







SCIOPERO

Il Gruppo consiliare misto "Associazione E. Berlinguer" del Comune di Terni aderisce allo sciopero di martedì 18 giugno proclamato dai sindacati per essere vicini ai lavoratori dell’Ast,  per dare prospettive alla fabbrica e alla città di Terni. In questi momenti di difficoltà c'è bisogno dell’unità delle forze politiche, sindacali e dell’associazionismo di categoria e sociale per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili. Una iniziativa massiccia perché il Presidente del Consiglio italiano segua personalmente la vicenda della vendita dell’AST, inserendo la questione fra le priorità da affrontare e perché siano avviate azioni concrete con la Commissione Europea, il Governo finlandese e il Governo tedesco. In tale contesto occorre che sia condiviso un caposaldo essenziale per non incidere nella strategicità europea dell’AST in tema di Acciai speciali:Il no all'indebolimento del sito di Terni con il progressivo abbattimento della produzione e allo “smantellamento” della sua rete commerciale.

Il Consigliere Comunale G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Giocondo Talamonti




Nell’attesa che Outokumpu scopra le carte, è lecito chiedersi quale sia il futuro delle acciaierie ternane, in merito:
al fatto che è pervenuta una sola offerta per l’acquisto dell’AST,
al ruolo  giocato dalle Istituzioni, dalle parti sociali e datoriali,
all’intervento del Governo che diventa fondamentale nella risoluzione del mantenimento del sito in forma integrata, della sua competitività e del suo mercato.

L’Acciaieria di Terni che produce acciai speciali e che rappresenta un punto di eccellenza industriale per l’Italia e l’Europa non è appetibile ?

Circa le offerte di vendita:
Una sola offerta è preoccupante.
A quali condizioni ?
Quali programmi alla base della trattativa? Quale quantità dell'acciaio da produrre?
 I livelli occupazionali saranno mantenuti? 
Ci sono accordi di rilancio per alcune aziende e il sacrificio di altre? 
Ci sono mercati chiusi per chi intendeva acquistare l’AST ? 
Si è ragionato per interessi nazionalistici e non europei?. 

Resiste la tendenza a proteggere le acciaierie nazionali e non l’industria siderurgica europea. Il mercato degli acciai speciali è diverso dagli acciai prodotti da Taranto.

Circa la concretezza Piano industriale Europeo
Ogni piano rimane tale se non viene accompagnato da concretezze.
L'acquisto comporta ridimensionamenti? 
Si contratta sui "sacrifici" o sul mantenimento del sito e del suo sviluppo con l’adeguamento degli impianti alle migliori tecnologie disponibili? 

Circa i tempi certi
I tempi della vendita dell’AST sono condizionate dalle difficoltà di Outokumpu, ma anche perché una sola offerta indica l’inappetibilità dell’azienda.
La nostra azienda di acciai speciali, punto di eccellenza europea, è appetibile?

Circa le presenze a Strasburgo
Nell’incontro con il Presidente della Commissione Antitrust e vice Presidente della Commissione Europea, Joaquin Almunia, si è avvertita l'assenza di interlocutori importanti quali il Presidente della Regione Umbria e quella del Governo. Per un’occasione di politica industriale così strategica le telefonate e le lettere non bastano.

Circa il prosieguo della vicenda AST
La discussione deve essere incentrata su due livelli entrambi con lo stesso obiettivo anche se con ruoli diversi:
1) livello sindacale per le condizioni di vendita e dei programmi alla base della trattativa,
2) livello istituzionale per i diversi strumenti politici da mettere in atto in  fase di attenuazione dei costi sociali del processo di aggiustamento e garanzia delle competenze necessarie alla futura competitività del settore; la struttura dell’AST è qualitativa per le professionalità e per l’età dei lavoratori (la maggior parte della forza lavoro ha un’età media pari a quaranta anni).

La salvaguardia di una Azienda che non sta in crisi per l’ambiente, per la sicurezza, per il mercato degli acciai speciali, ma per la vendita che non ha certezze e che contribuisce ad indebolirla merita tutta l’attenzione dello Stato.

L’attesa delle decisioni,  che altri dovranno prendere alla ricerca di soluzioni,  non deve essere vissuta passivamente perché genera il rischio di prenderne solo atto.  Non solo, una volta indicato il percorso risolutivo, occorre pensare ad idee nuove e ad incentivare l’innovazione per le nuove generazioni.

Circa l'Antitrust
La Commissione antitrust, che tutela la concorrenza sui mercati economici europei, ha deciso che in Outokumpu si verificava, con l'acquisto del sito ternano, una concentrazione della produzione di acciaio e per questo ha imposto la vendita dell'AST  per assicurare una concorrenza leale e in condizioni di parità tra tutte le imprese europee e contribuendo così ad un miglior funzionamento dei mercati dell'UE ( anacronistico in un mercato globale).

Per questo occorre che la Commissione si adoperi:
a  fare presto per non indebolire l'AST;
affinché venga mantenuta l'integrità del sito e  che l'attività dell'AST sia valorizzata e non  depressa.


Circa la partita in gioco

Il Governo ha sempre parlato di due offerte , mentre  il Presidente Europeo Antitrast Joaquin Almunia ha ribadito che l'offerta è unica. Come stanno le cose:
1) la Finanziaria “Apollo” ha trovato un accordo con Aperam fondendosi in un’unica offerta?; 
2) perché qualcuno ha nascosto la verità?
3) quando il Premier Monti  è andato in Finlandia che cosa avrà detto e quali accordi avrà preso?

Circa l’eventuale commissariamento dell’AST (dopo la seconda proroga)
Il rischio, concreto, è quello di dover fare i conti con il ridimensionamento del sito e di conseguenza con la perdita di posti di lavoro. In caso di affidamento dell’AST ad altro acquirente, chi fornirà l’acciaio al tubificio?


Circa i finanziamenti previsti dal Piano per l’acciaio 2014-2020

Fondi UE; Fondi degli Stati membri; Banca europea per gli investimenti...

Quale possibilità di accesso per assicurare ricerca, innovazione  adeguamento continuo degli impianti con le migliori tecnologie tali da conferire competitività, mercato e occupazione alla nostra Acciaieria?


Terni, 15 giugno 2013

Giocondo Talamonti




IL fermaglio n°4

E’ uscito il n.4 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : AST, intervista al Presidente Boccolini, cara&melle, atti presentati in Consiglio comunale.
 Tutti possono richiedere una copia , gratuitamente, per e-mail al seguente indirizzo : giocondo.talamonti@email.it; inoltre tutti possono dare il proprio contributo inviando per email le proprie considerazioni sui temi che interessano la città.


clicca QUI per leggere, o scaricare, il n° 4 de "IL fermaglio" 






In attesa che si delinei il Piano dell’Acciaio, il prossimo 11 giugno, a Strasburgo, il futuro dell’Ast non può continuare a essere legato alla sterile ricerca se sia stato un ombrello, oppure un manganello a colpire la testa del Sindaco di Terni. Fatti salvi gli accertamenti delle responsabilità, sui quali gli scettici potranno consolidare l’atteggiamento che li qualifica, il problema della città non trova soluzione nella ricerca, doverosa ma improduttiva, del colpevole. Anzi, l’insistenza rischia di offuscare le impellenze, creando false urgenze. 
Terni e i ternani vogliono rassicurazioni sul mantenimento del sito, garanzie occupazionali e conservazione dei volumi produttivi. In questo senso, la dirigenza di Outkumpu, in occasione degli auguri rivolti al Sindaco per la triste vicenda di cui è stato vittima, si è espressa tranquillizzando, oltre al primo cittadino, le maestranze preoccupate per il grave ritardo.
Ma ogni giorno di slittamento aggiunge angoscia alla città e depone negativamente sul piano delle trattative in corso. Il governo è chiamato ad attivarsi per la migliore soluzione di un problema da sempre strategico per gli interessi nazionali, oggi ancor più accentuati dalle vicende di Taranto.
Prima di affrettarsi a sbandierare l’innocenza del battaglione antisommossa ‘Firenze’, troppo  estraneo alle abitudini pacifiste dei ternani, il governo si faccia interprete delle attese della città e gestisca l’impasse con autorevolezza e competenza nell'interesse del Paese.


Terni, 8 giugno 2013


Ing. Giocondo Talamonti




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario Generale del Comune
Al Presidente della II^ Commissione consiliare



Premesso che il Consiglio comunale ha approvato con delibera n.59 del 20.02.2013 l’atto di indirizzo sul mantenimento della Direzione Scolastica  Regionale;

tenuto conto che il tema della scuola e dell'offerta formativa è fondamentale per lo sviluppo della città e un punto cruciale per l'intero Paese;

visto che dilagano proteste, in ambito nazionale, su politiche formative ritenute non coerenti con le esigenze del Paese e del mondo del lavoro;

preso atto della necessità di salvaguardare la vocazionalità del territorio legato all’industria metallurgia, chimica e meccanica, tramite un orientamento fondato sulle proposte e i progetti di pertinenza;

considerato che RAI3 nei Tg regionali propone ripetutamente servizi relativi ai piatti tipici prodotti dalle scuole alberghiere umbre;

visto che l’unificazione delle Direzioni Generali Scolastiche per l'Umbria e per le Marche prevista dalla spending-review (relativa alla riorganizzazione della struttura amministrativa del MIUR), ad Ancona, è attualmente sospesa;

visto che la perdita delle singole autonomie va nel senso di un ulteriore depotenziamento dell' Umbria sotto il profilo dell’identità con l'effetto di accrescere i problemi sui servizi dovuti alla comunità;

visto che il Direttore Generale, Maria Letizia Melina, è stata trasferita al Ministero e destinata ad altri incarichi;

vista la deliberazione n.247 del 28 maggio 2013 approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale avente per oggetto:
Adozione di interventi da parte della Giunta regionale presso il Governo nazionale al fine di impedire la chiusura dell'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria e l'accorpamento dello stesso con l'Ufficio scolastico della regione Marche.

appurata la necessaria volontà di trovare, al di là dei campanilismi, una soluzione soddisfacente per tutti;



si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) difendere l’Autonomia della Direzione Scolastica Regionale Umbra, con una decisa azione di sensibilizzazione nei confronti del nuovo Governo, in sinergia con le altre Istituzioni locali, alfine di rivedere i criteri di applicazione della legge n.135/2012. L'Autonomia della Direzione Scolastica Regionale dell'Umbria è utile a rafforzare l’azione di raccordo con le realtà imprenditoriali regionali che chiedono istruzione e formazione professionale legate alle peculiarità produttive locali, differenti da quelle della Regione Marche;

2) coinvolgere, nell’eventualità che la spending- review (legge n.135/2012) impedisca il verificarsi del punto 1), tutti gli enti istituzionali perché la nomina del Direttore interregionale sia conferita ad una figura conoscitrice della scuola umbra;

3) operare perché la sede di Terni sia potenziata dal punto di vista dirigenziale;

4) costruire le linee programmatiche coerenti con lo sviluppo del territorio e tese a  fare sinergia con gli indirizzi scolastici conseguenti. A potenziare i servizi televisivi regionali che propongono ripetutamente solo professionalità ed indirizzi riferibili ad alcune scuole, dando concretezza e pubblicizzazione ad indirizzi che possono sviluppare lavoro ed impresa.


Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Fabrizi Cinzia Lista Baladassarre
Venturi Leo Terni Oltre






ORDINE DEL GIORNO: Violenza sulle donne.

Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comune di Terni



Premesso che da una ricerca ONU è emerso che in Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa per mano del proprio partner;

constatato che la violenza in generale è uno scandalo quanto mai eclatante quando colpisce persone che subiscono atrocità solo per il fatto di essere donne. Tante sono le donne che vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, private del diritto all'esistenza stessa; 

ritenuto che in tema di diritti umani, tutti i governi devono assumere la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società;

considerato che nella battaglia per i diritti umani, è essenziale la solidarietà degli uomini e il loro coinvolgimento nella difesa delle donne;

considerato che chiunque di noi, sfogliando le pagine dei giornali, si può accorgere che ogni giorno la cronaca riporta episodi di violenze di vario genere e gravità poste in essere a danno delle donne;

visto che per la maggior parte dei casi le motivazioni possono essere ascritte ad una diffusione capillare di disagio sociale e familiare, a probabili disturbi di natura patologica oltre, ed essenzialmente, ad un problema culturale che interessa l’intera collettività;

considerato che la Camera ha approvato all’unanimità, da appena pochi giorni, la ratifica della Convenzione di Istanbul che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione;


si impegna il sig. Sindaco e l’intera Giunta:

ad organizzare una seduta in forma congiunta con le commissioni consiliari, con gli operatori delle forze dell’ordine, con le organizzazioni sulle pari opportunità, al fine di instaurare un dibattito aperto e libero sui problemi relativi alla violenza sulle donne e individuare i punti deboli del territorio, le buone pratiche e le iniziative da attuare per la soluzione dei problemi; 

a coinvolgere la Direzione Scolastica Regionale perché nei piani formativi (POF) delle singole scuole si affrontino le tematiche di riconoscimento e di valorizzazione delle differenze;

a promuovere iniziative cittadine per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne. 


Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Piccinini Sandro PD




Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che Don Gallo, nell’interpretare nel suo vero significato rivoluzionario il messaggio evangelico, è stato un prete generoso in lotta per l’uguaglianza, un partigiano eroico che si è battuto per la libertà, un uomo popolare che ha affascinato tutti con la sua semplicità e dedizione, particolarmente nei confronti degli ultimi;

considerato che la sua opera è viva nella comunità di San Benedetto al Porto  da lui stesso fondata, nella metà degli anni'70, ove vengono ospitati i più poveri ed emarginati, non solo della sua Genova;


si chiede al Sindaco di:


intitolare una strada o una via o una rotonda o una sala del Comune a Don Andrea Gallo, un uomo, in prima linea,  che ha tentato di conciliare l'appartenenza a madre Chiesa, con la strada, le lotte per il lavoro, il diritto di cittadinanza agli stranieri, la difesa degli ultimi qualunque essi fossero.



Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Piccinini Sandro PD






Lo scenario desta viva e profonda preoccupazione

Per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili che attengono i rapporti tra Istituzioni internazionali, si propone di avviare azioni concrete a sostegno delle proposte già avanzate dallo Stato Italiano perché vengano programmati incontri con la Commissione Europea, il Governo finlandese e il Governo tedesco. In tale contesto occorre che sia condiviso un caposaldo essenziale per non incidere nella strategicità europea dell’AST in tema di Acciai speciali:

Il no all'indebolimento del sito di Terni con il progressivo abbattimento della produzione e allo “smantellamento” della sua rete commerciale.

E’ necessario perciò che il Presidente del Consiglio italiano segua personalmente la vicenda della vendita dell’AST, inserendo la questione fra le priorità da affrontare.
 La proroga concessa, dalla Commissione Europea, ad Outokumpu senza stabilire una data certa e senza conoscere la definizione dei piani industriali e finanziari (dal punto di vista dei volumi produttivi, degli investimenti tecnologici e delle prospettive di sviluppo in termini di lunga durata e competitività) dei probabili acquirenti, è preoccupante.
 Ogni rinvio a tempo indeterminato non può che allarmare.

Il rischio che si corre, infatti, è quello di contrattare la cessione dell’AST  senza la connotazione attuale: "a scatola vuota". La logica non può essere quella di condannare  ad un indebolimento il sito di Terni (unico in Italia nella produzione degli Acciai speciali e primo in Europa e tra i primi nel mondo), attraverso una minor produzione e perdita di fette di mercato.

Le domande che legittimamente ci assillano attengono alle seguenti questioni:
la struttura commerciale è stata abbandonata e comunque qual è lo stato di salute?
I tedeschi della Tyssenkrupp si sono portati via alcune fette di mercato?
Siamo  già di fatto ridimensionati?
Ci si sta muovendo per mantenere i vecchi mercati e conquistarne  dei nuovi ?


Due i fatti certi, emersi dall’incontro MISE-Outokumpu del 29 maggio a Roma:
1) la situazione dell’AST è in mano alla Presidenza del Consiglio;
2) assicurazioni da parte di Outokumpu in merito alle risorse per gli approvvigionamenti e agli stipendi dei lavoratori,

per il resto è stato riconfermato quanto Outokumpu aveva già  comunicato e cioè:
inaccettabili le offerte di acquisto (si sta chiedendo la riproposizione delle due offerte vincolanti);
nessuna interferenza delle altre parti interessate, “senza rendere noto alcun dettaglio del processo”;
possibilità di fornire eventuali aggiornamenti solo in occasione della presentazione dei dati aziendali relativi al secondo trimestre (cioè dopo il 30 giugno).

Non intendiamo fare allarmismi, ma è diffusa nella nostra città la percezione che le difficoltà in cui l’AST si trova potranno essere superate da altri.
E’ ora che la città esca dall’immobilismo e dal torpore alzando la voce a difesa della propria Acciaieria e dei lavoratori la cui età media è di 40 anni.

Non deve prevalere l’indifferenza, ma lo spirito di lotta dei nostri padri. Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.
E’ necessario farsi artefici del proprio destino senza demandare solo ad altri la salvezza dell’industria locale più significativa.

Difendere l’AST significa difendere l’Umbria ( nella nostra Regione il 20% del Pil è rappresentato dai prodotti AST) e l’Italia (l’AST è il primo produttore di Acciai speciali).
Non vorremmo che l’AST sia l’agnello da sacrificare nel contesto industriale nazionale ed europeo.
In occasione della presentazione del Piano per l’acciaio in programma l’11 giugno a Bruxelles, occorre far sentire la voce forte e ferma delle Istituzioni, delle popolazioni locali e dei deputati italiani al Consiglio europeo.
Se fino ad ora sono prevalsi gli interessi delle singole nazioni, è giunto il momento che prevalga, nell’interesse dell’Europa, la salvaguardia del sito strategico dell’AST.


Terni, 31 maggio 2013

Boccolini Giuseppe Talamonti Giocondo








IL FERMAGLIO n°3

E’ uscito il n.3 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : AST, intervista al Presidente Piccinini, I dati sulla disoccupazione, atti presentati in Consiglio comunale e la satira politica di Effe Elle.
Tutti possono richiedere una copia , gratuitamente, per e-mail al seguente indirizzo : giocondo.talamonti@email.it; inoltre tutti possono dare il proprio contributo inviando per email  le proprie considerazioni sui temi che interessano la città.



Fra dilazioni e ritardi, niente affatto casuali, ma decisi e attuati secondo una precisa strategia, si complica la soluzione per la cessione della AST.
Agli ottimisti incalliti, a quelli cui va bene tutto, purché gli eventi non li coinvolgano in scelte e in carichi di lavoro, sarebbe facile ora rinfacciare il  disimpegno, ma non è questo il momento delle accuse, almeno per ora.
La realtà è che restano in piedi, insoluti, una miriade di dubbi, per niente mitigati dallo spostamento dei termini fissati da Bruxelles per la vendita del sito ternano. Anzi, accentuati dalla dichiarazione di “inaccettabilità delle offerte” fatta da Outokumpu.
Neppure l’intervento del Sottosegretario De Vincenti è riuscito a dare serenità al quadro della trattativa, né hanno portato la necessaria chiarezza gli appelli inascoltati della Presidente Marini sul danno economico che la regione subirebbe nell’ipotesi di ridimensionamento siderurgico.
Tubificio sì o no nella trattativa? L’esclusione, sia chiaro, comporterebbe la scomparsa dell’azienda in tempi brevi, impossibilitata a conservare le attuali condizioni di favore e a combattere una battaglia persa in partenza contro un probabile acquirente AST, suo acerrimo concorrente.
E le altre controllate che fine faranno?  
Ma un’altra domanda dovrebbe allarmare e pretendere risposta: la Commissione europea che ha dettato le condizioni di cessione a Outokumpu non aveva imposto di identificare una multinazionale di capacità industriale? E, allora, che ci azzecca la finanziaria americana Apollo?
A rischio, l’esperienza centenaria di Terni siderurgica, ma anche prospettive strategiche per l’Umbria e l’Italia. Non ci sono parametri difendibili fra Taranto, Piombino e l’AST. In questo ultimo caso, i materiali prodotti hanno mercato e qualità. L’inossidabile, secondo un’analisi settoriale svolta dal Prof. M. Priante, ha fatto registrare negli ultimi dieci anni, e seguita a conservare, una crescita costante di oltre il 5% sui mercati mondiali..
L’attesa di decisioni sta,invece, logorando spazi, mercati e occupazione. A che scopo? Abbassare il valore e, quindi, il prezzo? A danno di chi?
Sicuramente dei lavoratori e della città.
La sensazione di essere scoperti e suscettibili di subire tagli produttivi, secondo le decisioni dell’Europa, diventa certezza se si considera che la Germania non ha inteso effettuare contrazioni. Perché la differenza?
Dietro le paure, le domande e l’assenza di risposte cresce l’ansia delle famiglie ternane. Lo scenario è preoccupante, non ci conforta che lo sia anche per il Paese. Ma una cosa è certa, è venuto il momento che il governo non cerchi solo un tavolo di trattativa, ma su quel tavolo sbatta forte la mano e alzi la voce.


Terni, 27 maggio 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(Consigliere Comunale)




La situazione delle acciaierie di Terni è una grande questione umbra e nazionale su cui lo Stato, direttamente o attraverso la Cassa Depositi e Prestiti  CDP (Istituzione finanziaria, controllata dallo Stato, che gestisce il risparmio postale)  deve intervenire con assoluta determinazione  nell’ambito delle linee programmatiche per lo sviluppo industriale pronunciate dal Presidente del Consiglio al momento del suo insediamento.
E’ bene precisare che il richiamo al coinvolgimento della CDP non è  inopportuno dal momento che la Cassa, nel 2011, ha ampliato la sua operatività inserendo la facoltà di assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale per l’importanza dell’ambito operativo, per i livelli occupazionali o per l’entità del fatturato. 
Il fatto nuovo che si è inserito ultimamente nella questione “vendita AST” attiene alla dichiarazione di Outokumpu che ritiene le offerte ricevute “non accettabili”.
 A questo punto cosa succede? Si riapre la trattativa con gli stessi interlocutori?  Inizia di nuovo il percorso con altri possibili acquirenti?  L’aspetto più importante nel dilatarsi del passaggio di proprietà tra multinazionali, è quello di evitare che si traduca in un indebolimento del sito in vendita sotto il profilo delle prospettive industriali. Il  rinvio del termine ultimo di cessione del sito, definito “esteso” da parte di Outokumpu, non gioca a favore dell’andamento produttivo in un mercato europeo e mondiale sempre più incerto. L’aver, poi, concordato con Bruxelles e le parti coinvolte nel processo di non rendere noto alcun dettaglio del percorso, desta notevole perplessità. Significa forse che l’Italia non ha alcuna voce in capitolo? Il ruolo fino ad ora giocato dal Ministero dello Sviluppo Economico appare in ombra dal punto di vista delle politiche industriali ed in particolare dello sviluppo produttivo per quanto concerne il futuro  dell’acciaio. Sembra ormai improrogabile che il Governo italiano prenda in mano la questione con il coinvolgimento diretto del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, perché sia salvaguardato il ruolo dell’AST di assoluta strategicità per l'Italia e per l’Europa nello scenario di quelle importanti aziende italiane che vantano livelli di eccellenza mondiali.
E’ necessario perciò  che il Governo segua la definizione dei piani  industriali e finanziari dal punto di vista dei volumi produttivi (tali da comportare la saturazione degli impianti con la produzione di 1,2 milioni di ton/anno), degli investimenti tecnologici  e delle prospettive di sviluppo in termini di lunga durata e competitività.
In tale contesto, dal momento che Outokumpu ha manifestato l’intento di non rendere noto nessun dettaglio del percorso, ha ancora senso la riunione del prossimo 29 maggio, convocata dal MISE, fra i soggetti coinvolti nel passaggio di proprietà dell’Azienda?
Ed ancora, poiché Outokumpu conta di fornire aggiornamenti in occasione dei dati del secondo trimestre e cioè dopo il 30 giugno, come si inserisce il sito di Terni nel varo dell’action plan  europeo per la siderurgia annunciato dal vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani per il 5 giugno?

Per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili che attengono i rapporti tra Istituzioni internazionali, si propone l’organizzazione di una task-force tecnico-politica che segua costantemente la vicenda della vendita, l’andamento dei mercati, la qualità e l’integrità del sito di Terni e che assicuri la comunicazione delle sue rilevazioni alle amministrazioni delle Istituzioni locali.


Terni, 23 maggio 2013


Boccolini Giuseppe
Talamonti Giocondo 








ATTO DI INDIRIZZO : AST -"Siamo con i lavoratori"-

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che il tanto atteso incontro al Mise con il Sottosegretario Claudio De Vincenti non ha dato i chiarimenti attesi e che neanche gli ulteriori 20-25 giorni, presi per una più attenta analisi delle scelte da fare, depongono a favore della causa.

vista la delibera  n.237 del 18 ottobre 2012 del Consiglio comunale straordinario conclusosi con l'intervento della Presidente Marini che ha dichiarato: " La situazione delle acciaierie di Terni è una grande questione umbra e nazionale"… siamo solo all'inizio della sfida e quindi " non bisogna assolutamente abbassare la guardia”;

considerato che il Presidente regionale ha puntualizzato che “nella sua complessità non è una vertenza industriale, ma un passaggio di proprietà tra multinazionali: l'obiettivo resta quello di evitare che questo passaggio si traduca in un indebolimento del sito a livello di prospettive industriali". All'interno di questa operazione, la Commissione Europea deve tener conto di alcune regole, tra queste il mantenimento del ruolo dell'indipendenza del sito produttivo e la tenuta dell'occupazione. L’intera questione “è una sfida che si gioca in varie capitali”...;

visto l'atto d'indirizzo approvato all'unanimità, nella stessa seduta del 18 ottobre 2012,  dal Consiglio comunale con il quale si evidenzia che la vicenda del sito ternano costituisce una priorità nell'ambito del mercato europeo e mondiale e di assoluta strategicità per l'Italia e per l’Europa. All’uopo il Sindaco è stato impegnato ad agire quotidianamente con forza e determinazione;

preso atto che la Commissione europea varerà l’action plan europeo per la siderurgia, annunciato dal vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani per il 5 giugno;

tenuto conto che occorre attivare azioni concrete da parte di tutti i soggetti interessati: dagli imprenditori ai politici,  dalle istituzioni locali ai parlamentari italiani ed europei, dalle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali a quelle europee, senza trascurare il coinvolgimento dei lavoratori e di tutti i cittadini ternani e umbri;

viste le iniziative e lo sciopero di quattro ore di Giovedì 16 maggio u.s. promosse dalle organizzazioni sindacali e le iniziative a sostegno proposte dalla Conferenza dei Capigruppo;

sentita l’intervista  concessa a RAI 3 da Gianni Pittella, Vice Presidente del Parlamento europeo, circa l’esigenza di garantire la continuità produttiva e l’unità del sito di Terni;

visto che il riconfermato sottosegretario allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, già conoscitore della situazione del polo siderurgico di Terni, continuerà ad occuparsi della questione a nome del  nuovo Governo e che ha dato la propria disponibilità a partecipare al Consiglio straordinario municipale del 24 maggio p.v.;


si impegna il Sindaco e la Giunta:

1) a coinvolgere direttamente del problema il  Presidente Letta, ( in coerenza con le linee programmatiche sullo sviluppo del Paese da Lui riferite all'atto dell’insediamento) e la Commissione Europea cui spetterà di accertare l’idoneità dell’acquirente e valutare la cessione in base ai vincoli imposti;
2) a favorire l’apertura di una vertenza nazionale mirata a garantire i livelli occupazionali e a tutelare il sito d'eccellenza di Terni;
3) a richiedere un tavolo europeo per avere contezza sui volumi produttivi comunitari dell'acciaio e sul futuro dell’AST;
4) a sostenere l'integrità dello stabilimento ternano, senza "spacchettamenti";
5) ad acquisire i contenuti del piano industriale  dei probabili acquirenti per verificare se sono previsti:
volumi produttivi tali da comportare la saturazione degli impianti con la produzione di 1,2 milioni di ton/anno;
investimenti tecnologici  e sviluppi programmati circa le prospettive di lunga durata e competitività;
6) a sostenere le dichiarazioni espresse dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti "Mai come in questo momento è decisivo che quanti hanno responsabilità in questa vicenda operino in maniera determinata e coordinata avendo ben chiaro che è in gioco il futuro di un'importante azienda italiana che ha raggiunto livelli di eccellenza".
7) a partecipare, il 5 giugno 2013, a Bruxelles, alla presentazione dell'action plan europeo della siderurgia per sostenere con forza il sito ternano;
8) a prendere in considerazione il  ruolo che potrebbe giocare nella questione, la Cassa Depositi e Prestiti, mediante un suo diretto coinvolgimento nel capitale sociale della nuova proprietà.


Terni, 20 maggio 2013


Boccolini Giuseppe
Talamonti Giocondo







Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio



Premesso che l’Amministrazione Comunale si è dato un regolamento per l’integrazione degli immigrati;

visto il trend demografico, che vede nella nostra città oltre 12mila immigrati, segno di quanto sia importante una profonda integrazione sociale e culturale;

Preso atto del moltiplicarsi di corsi a loro riservati, da parte di associazioni, che rappresentano un costo alla Comunità, a scapito della qualità complessiva dei servizi e dell'impoverimento delle risorse;

tenuto conto dell’impegno esercitato dall’amministrazione in tema di politiche (per una conferenza cittadina) e servizi per la popolazione immigrata (messa a disposizione della “Casa dell’Amicizia”) e in tema di interculturalismo dei fatti e non delle enunciazioni;

considerato che il nuovo regolamento in materia rappresenta il risultato del percorso frutto del lavoro di tutto il Consiglio comunale;

visto che  l’Amministrazione ha previsto per far fronte agli impegni presi 15mila euro;

preso atto che  a seguito della nomina a  ministro della Repubblica una donna africana si è ravvivata sui media la campagna razzista e xenofoba che negli ultimi due anni era scemata.


si chiede al Sindaco e alla Giunta se:

1) è stata fissata la data di svolgimento delle elezioni per la Consulta;

2) sono confermati gli impegni presi in merito alla “Casa dell’Amicizia” e alla “Conferenza cittadina”;

3) la cifra stanziata di 15.mila€ è ancora disponibile;

4) è a conoscenza della miriade di corsi messi in piedi dalle varie associazioni e riguardanti gli immigrati con una consistente polverizzazione delle risorse;

5) non ritiene utile in questo momento di esplosione del fenomeno dell'immigrazione e dei problemi ad esso collegati a dar  prontamente luogo alle elezioni previste per spegnere eventuali contrasti e inasprimenti.


Terni 20 maggio 2013

Talamonti Giocondo (G.M. Associazione Berlinguer)
Boccolini Giuseppe (PSI)
Luzzi Luzio (FdS-RC)
Campili Claudio (IdV)










INTERROGAZIONE: Parcheggi rosa


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che in data 7.06.2010 è stata presentata una mozione sui parcheggi rosa.
(I cosiddetti parcheggi rosa sono destinati alle donne in stato di gravidanza a partire dal quinto mese e alle neomamme fino al compimento del primo anno di vita del proprio bambino. Essi pur non rappresentando un obbligo,vanno intesi come un importante gesto di civiltà e correttezza);

visto che numerose sono le città che li hanno adottati per venire incontro alle esigenze delle mamme in attesa e di quelle con bambini nei passeggini. All'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, sono stati loro dedicati posti auto più larghi di circa un metro per consentire un più facile carico e scarico delle carrozzine e un più agevole movimento alle donne in attesa;

ritenuto che il compito di chi amministra è quello di porre in essere interventi volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini;

considerato che, per il caso in questione, si tratta di mettere in atto un piccolo gesto in grado di alleviare il difficile compito delle donne nel condurre la vita familiare e quella professionale (la maternità va intesa come alto valore sociale e non situazione di svantaggio).


si chiede al Sindaco e alla Giunta se intende:

• riservare alle donne in dolce attesa e alle neo mamme parcheggi “rosa” idonei ad  agevolarle nei loro spostamenti;
• attuare una campagna di sensibilizzazione ed un invito a tutti i cittadini affinché collaborino con coscienza e senso civico al rispetto dei parcheggi “rosa”, un mezzo per il raggiungimento di un nobile fine. 


Terni 13 maggio 2013


Talamonti Giocondo G.M.
Boccolini Giuseppe PSI
Nannini Mauro FdS-RC
Campili Claudio IdV



Siamo con i lavoratori


Dalle dichiarazione di questi giorni in cui si invita tutti a un soporoso approccio della vicenda AST e a guardare con serafica speranza le soluzioni che gli altri prenderanno per i lavoratori e la città, non può convincere chi ha decine di ragioni per temere di doversi sentir dire “meglio non si poteva fare”.
La storia dei rapporti fra il nostro territorio e le multinazionali che nel tempo vi si sono insediate è, purtroppo, ricca di episodi di pentimenti tardivi, come conseguenza di sfilacciati vincoli al momento dell’inizio delle attività produttive (ultima della serie, la Basell).
La politica del “tutto va ben, Madama la marchesa”, può essere condivisa solo da chi ha la memoria corta, mentre colpevole e infelice è l’accusa di propaganda affibbiata agli inviti espressi da vari consiglieri a tener desta l’attenzione. In altre circostanze, si sarebbe parlato di sciocca strumentalizzazione.
Se qualcuno vorrà attendere che altri risolvano il problema al suo posto, sarà la soluzione più intelligente e forse più vantaggiosa per i lavoratori. Noi, Boccolini Giuseppe e Talamonti Giocondo, continueremo a monitorare il quadro di riferimento e a invitare tutti a collaborare; carta stampata in primis al fine di mantenere viva l'attenzione dei media nazionali su "Terni" perché si verifichino, in tempi brevi, i seguenti punti:

1) coinvolgimento del Presidente Letta, ( alla luce delle linee programmatiche sullo sviluppo del Paese riferite all'atto del suo insediamento) e della Commissione Europea cui spetterà di accertare l’idoneità dell’acquirente e valutare la cessione in base ai vincoli imposti;

2) attivazione di una vertenza nazionale mirata a garantire i livelli occupazionali e a tutelare il sito d'eccellenza di Terni;

3) richiesta di un tavolo europeo per avere contezza sui volumi produttivi comunitari dell'acciaio e sul futuro della "Terni";

4) salvaguardia dell'integrità dello stabilimento ternano, senza "spacchettamenti";

5) conoscenza del piano industriale  dei probabili acquirenti (cordata Aperam e il fondo Apollo) per verificare se sono previsti:
volumi produttivi tali da comportare la saturazione degli impianti con la produzione di 1,2 milioni di ton/anno di laminato inox a freddo (produzione; livelli occupazionali);
investimenti tecnologici  e quali potrebbero essere gli sviluppi possibili per "Terni" capaci di fornire una prospettiva certa, di lunga durata e di competitività;

6) sostegno alle dichiarazioni espresse dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti "Mai come in questo momento è decisivo che quanti hanno responsabilità in questa vicenda operino in maniera determinata e coordinata avendo ben chiaro che è in gioco il futuro di un'importante azienda italiana che ha raggiunto livelli di eccellenza".

Inoltre, dopo le dichiarazioni del Presidente Terenzio Malvetani che indica la soluzione del problema  AST attraverso la costruzione di una nuova IRI,  si propone  di coinvolgere (a garanzia del ruolo strategico di questa azienda per il Paese), la Cassa Depositi e Prestiti (Banca controllata per il 70% dal Ministero dell’Economia che ne garantisce la sua identità e la sua missione istituzionale a sostegno del Paese); il cui slogan è “Facciamo crescere l’Italia”.

Quanto sopra nel proposito di attivare azioni concrete da parte di tutti i soggetti interessati: dagli imprenditori ai politici,  dalle istituzioni locali ai parlamentari italiani ed europei, dalle organizzazioni sindacali territoriali e nazionali a quelle europee, senza trascurare il coinvolgimento dei lavoratori e di tutti i cittadini ternani e umbri. Tutti dobbiamo dare il massimo.


Terni, 13 maggio 2013


Boccolini Giuseppe                                                      Talamonti Giocondo






Controlli e salute pubblica


La buona qualità di un alimento, sotto il profilo igienico e sanitario, è importante per  garantire la salute e il benessere fisico di ciascuno. Per la sicurezza e la salute pubblica, la filiera alimentare deve soddisfare le disposizioni legislative inerenti tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Poiché in città stanno proliferando punti di vendita ortofrutticoli all’aperto prospicienti le strade cittadine, si ritiene indispensabile per la salvaguardia della salute della comunità attivare un severo controllo e verifica dei beni alimentari. Su tali premesse si è chiesto al Sindaco e alla Giunta di:

effettuare i controlli di competenza per verificare il rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare e di tutela della Salute Pubblica ;
intervenire presso le istituzioni addette ai controlli (ASL, NAS etc.) perché sia chiara la qualità dei prodotti e la loro  provenienza; 
conoscere la destinazione dei generi invenduti, scaduti e del loro smaltimento.
Si ritiene apprezzabile la scelta effettuata dalla Coldiretti nella realizzazione dei punti di vendita, a chilometro zero, perché valorizza il prodotto locale e dà certezza di qualità.


Terni, 7 maggio 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")
Giuseppe Boccolini
PSI







Uscire dal sonno…


Continua la preoccupazione già più volte espressa sul futuro dell'AST, riserve circa il suo Piano industriale, problemi sull'integrità del sito, timori per la fermata operativa, incubi per la cassa integrazione.

Non si può più assistere all’attuale scempio che minaccia la nostra unica industria di rilievo con un colpevole atteggiamento di disinteresse. Sembra che la soluzione sia qualcosa destinata a venire per grazia ricevuta. A pochi viene in testa che le difficoltà attuali rischiano di diventare tragedia. E’ opportuno, allora, aprire una vertenza nazionale dove il protagonista delle garanzie sia il Governo di questo Paese. Non si può pensare che l’acquisizione del sito ternano esuli da soluzioni che vedano protagonista una multinazionale del settore siderurgico con lunga esperienza nei mercati mondiali e che abbia un progetto industriale.

Bisogna che del problema si faccia interprete lo stesso Presidente Enrico Letta per assicurare un Piano Industriale tale da non richiedere riduzioni di volumi produttivi e di forza lavoro in cui vi sia la garanzia degli investimenti futuri. La città non può correre il rischio di lasciar fuori dall’acquisizione il tubificio, perché l’isolamento lo condannerebbe, in tempi brevi, ad una totale assenza di concorrenzialità.

Per evitare che prospettive mirate a “spacchettare” diventino specchietti per allodole, si deve insistere per soluzioni che diano per inaccettabile ogni ipotesi diversa dalla cessione in blocco. In questa logica, tutte le forze politiche, sociali e associazionistiche devono unirsi per focalizzare gli obiettivi verso un’unica linea di lotta.

 La città non è disposta a tollerare questo "sonno" istituzionale e politico, perché intuisce che le attese passive sono l’anticamera di un ulteriore ridimensionamento delle produzioni e degli occupati. Non lasciamo che siano gli altri a decidere per noi. Rendiamoci tutti protagonisti della ripresa che il sito ternano merita e facciamo sentire in maniera concreta cosa significhi la “TERNI” per i ternani, l’Umbria e l’Italia.

E allora che aspettiamo.?..

La città di Terni, ma anche l’Italia, vivrebbe un ulteriore, inutile dramma.



Terni, 7 maggio 2013


Talamonti Giocondo, Boccolini Giuseppe, Campili Claudio