8 MARZO - Festa della donna



La ricorrenza della “festa della donna”, che tutto il mondo celebra l’8 marzo, ha radici antiche ed ha assunto, nel tempo, una valenza elogiativa che nasconde, però, le debolezze di una società ancora alla ricerca di un' effettiva uguaglianza e parità di diritti fra i sessi.

In ogni cultura, la donna è un riferimento ricchissimo e le sue doti di creatività e sensibilità non meritano che gli apprezzamenti e le attenzioni si concentrino nel solo giorno dell'anno in cui, tanti, con ritualità, si sentono in dovere in sentenziare sui principi di parità, di uguaglianza, di reciproco rispetto.

Dovrebbe essere ovvio il significato universale di tali valori, ma, purtroppo, le cronache quotidiane di violenza alle donne ci ricordano che la strada da percorrere per una completa parità fra i sessi è ancora lunga e irta di difficoltà.

Un segnale di speranza arriverà quando questa "festa" non sarà più in calendario e nessuno sentirà più il bisogno di ricordare agli altri il ruolo che la donna ricopre nella famiglia e nella società.

La mimosa di oggi sia un simbolo di impegno per ogni uomo che imposti i rapporti interpersonali su un piano di convinta dignità.

Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Ordine del Giorno:ritiro delle forze militari dall’Afghanistan

Premesso che le notizie che arrivano dall’Afghanistan suggeriscono l’immediato ritiro del nostro contingente e ci convincono sempre di più dell’insensatezza della presenza dei militari Nato su quella terra;

tenuto conto che, per quanto riguarda l’Italia, la presenza del contingente stride con i dettami della Costituzione, che parla chiaramente di una Repubblica che rifiuta l’idea di guerra come strumento per la risoluzione di qualsivoglia questione;

preso atto che la maggioranza del popolo italiano è contro il proseguimento dell’intervento militare in Afghanistan, che colpisce solo le popolazioni civili senza prospettare alcuna via di uscita pacifica dal conflitto,

visto che nessuno in parlamento ha il coraggio di alzarsi per affermarlo con forza
Il Gruppo di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani ritenendo il proseguimento della guerra in Afghanistan non più accettabile e che bisogna uscire dall’Afghanistan senza se e senza ma, in favore di una soluzione di pace condivisa da tutti i soggetti in campo.

impegna il Sindaco e la Giunta

ad intervenire, nelle sedi opportune, perché termini l’intervento militare e per chiedere il ritiro dell’Italia da quello che è, e rimane, un conflitto bellico, non più una missione di pace.

Gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Luzio Luzzi
Mauro Nannini.


L’idea che una fabbrica chiuda perché incapace di fare utili è una realtà triste, ma accettabile in una logica di economia di mercato. Smettere di produrre in presenza di bilanci attivi, è inconcepibile e offensivo.

Stiamo parlando, com’è evidente, della Basell, la cui proprietà può avere anche il diritto di auto castrarsi e rinunciare a ricchi utili, ma altrettanto legittima è la rabbia degli operai che hanno dato il loro contributo di professionalità per renderla competitiva. La decisione presa dalla Basell di chiudere i battenti pone interrogativi nuovi, mai affrontati in precedenza, sia di natura politica che sindacale.


Salta innanzitutto un binomio ritenuto inscindibile fra l’impegno delle maestranze e la redditività aziendale.

Ciò significa che qualcosa di sbagliato nei rapporti fra multinazionali e territorio c’è e che bisogna correre ai ripari per evitare che un’incongruenza macroscopica, come quella che coinvolge 130 dipendenti da una parte e la proprietà della Basell dall’altra, possa in futuro ripetersi.


Il polo chimico di Terni rappresenta una sicurezza per gli investitori del settore, grazie all’alto livello di specializzazione di tecnici e operai e alla maturità della classe operaia, consapevole dei doveri che la riguardano, prima dei diritti.


Dover prendere atto che tali attenzioni non servano, impone analisi che si rivolgano alla politica, al sindacato, alle capacità relazionali fra enti locali e multinazionali.


Queste non possono godere di benefici incondizionati, né, tantomeno, della libertà di decidere di abbandonare attività e territorio con la facilità di un commerciante ambulante, che se ne va dopo aver incassato i suoi utili. A terra restano 130 famiglie, private di fonte di reddito, incolpevoli ma punite per aver fatto guadagnare milioni alla Basell in ogni anno della sua presenza nella città.


Il Gruppo consiliare RC e CI del Comune di Terni non si limiterà a esprimere una solidarietà di circostanza, ma pur restando a fianco dei lavoratori in occasione delle forme di protesta che verranno adottate per sensibilizzare l’Azienda, si attiverà per promuovere incontri con le forze sociali, con gli enti locali e con la regione e il governo nazionale con l’obiettivo di adottare misure utili a evitare che si possano ripetere simili soprusi nel futuro.


Il capogruppo RC/CI

Giocondo Talamonti




Mercoledì 24 febbraio gli studenti dell’Ipsia ricorderanno la figura di Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica, leader socialista ed eroe della Resistenza.

Sulla nuova Resistenza, Pertini diceva infatti: “Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo; se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.”

Pertini fu un punto di riferimento per tutti quegli italiani che si erano stancati della corruzione, delle clientele, dei giochi di potere, dei ricatti e delle bugie.

Amava i giovani trasmettendo loro valori senza tempo come la correttezza, l’onestà, il rispetto degli altri…

A parlare di Pertini in questa Scuola, nel 1995, venne Giorgio Napolitano, l’attuale Presidente della Repubblica, più tardi Nilde Jotti e poi Tina Anselmi.

Nel ventennale della sua scomparsa si sta organizzando un convegno, per tracciare la Figura di Sandro Pertini, a cui sono state invitate personalità politiche di spicco.

A tale scopo i docenti d’Italiano sono chiamati a far riflettere gli studenti sulla personalità di Sandro Pertini.

Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


La notizia, secondo la quale la Basell intenderebbe chiudere il sito di Terni entro l’anno, ha gettato sconforto e preoccupazione fra i 130 dipendenti e le loro famiglie.

Il momento, estremamente delicato per la chimica ternana e per le ripercussioni occupazionali che potrebbero interessare altre società multinazionali affini, ha attivato la solidarietà del Gruppo consiliare RC-CI, decisa a condividere ed accompagnare ogni forma di protesta verrà messa in campo per la difesa del diritto al lavoro.

La decisione della multinazionale è ancora più amara se si pensa che lo stabilimento di Terni è stato attivo per produttività, ricavi e qualità del prodotto, ponendolo sempre ai primi posti della graduatoria aziendale nel mondo.

Il Gruppo consiliare RC-CI dichiara la sua disponibilità a porsi a fianco dei lavoratori e di partecipare ad ogni forma di lotta per sostenere le ragioni e l’economia delle famiglie ternane interessate dall’eventuale provvedimento. Oggi c’è bisogno di stringersi intorno ad un’azienda che rappresenta la storia della chimica della nostra città.

E’ inutile nasconderlo, siamo in piena emergenza e ognuno in base alle proprie responsabilità faccia la propria parte.

Terni, 25 febbraio 2010
Il Gruppo di Rifondazione/Comunisti Italiani


Il 23 febbraio 2010, alle ore 17.00, presso l’ITIS si è svolto un incontro con tutti i docenti, attualmente in quiescenza, che nel passato hanno contribuito a dare lustro all’Istituto tecnico industriale, vanto indiscusso dell’apprezzata preparazione delle maestranze che si sono integrate con il sistema economico-produttivo della città.

Ritrovarsi, per ravvivare la memoria storica dell’Istituto Allievi e per creare un momento di valorizzazione e di miglioramento del sistema scolastico.
I periti industriali che, in passato, sono stati formati hanno costruito il successo del territorio e, da quelle radici, deve rilanciarsi con forza l’attenzione verso l’istruzione tecnica e Professionale.

Non si è trattato solo di ricordare, ma di trovare stimoli per una crescita della scuola Industriale la cui storia, il ruolo sociale svolto e il legame con il mondo del lavoro ne fanno ancora oggi un punto di riferimento.


Il gruppo del PDL in Comune ha pensato di dare dimostrazione di efficienza e razionalità decidendo di sottoporsi al test antidroga, interpretando così i desideri delle famiglie dei disoccupati, dei precari, di quanti cercano lavoro senza trovarlo e di quanti lo hanno perso. Tutta gente che non aspettava altro.

La scelta coraggiosa nasconde i suoi rischi, come quelli che corre un musulmano che si sottopone all’analisi del sangue per vedere se s’alimenta di carne di maiale o un astemio per verificare se ci sono tracce d’alcool che gli scorrono nelle vene.

Nel laghetto incantato in cui i pidiellini sguazzano, beandosi dell’immagine riflessa della luna, alla quale pensano di somigliare, la distanza fra loro e il mondo reale si misura oramai in anni luce, tanto che a nessuno di loro vien da chiedersi a chi può fregare qualcosa se il consigliere X o la consigliera Y si fa, o meno, qualche canna.

Probabilmente l’esito, che si spera negativo, dovrebbe partorire, nelle attese degli esaminandi, l’apprezzamento popolare per la verginità accertata, ignorando che anche i pochi soldi che necessitano per la verifica potrebbero avere migliore destinazione.

Il Gruppo RC/CI, intanto, ha deciso di non applaudire nessuno per l’eventuale felice prova e invita i colleghi, con l’occasione, a guardarsi intorno e prendere atto delle impellenze della città.

Alle prove eclatanti, sarà il caso che ci si preoccupi di sostituire azioni concrete che, al di la dell’effetto elettorale, siano meritorie di sostegni ed aiuti a vantaggio di quanti non hanno nessun interesse ad assistere a sceneggiate collettive.

Giocondo Talamonti

Ci vuole programmazione…
Questi mondiali di Vancouver rischiano di essere ricordati come i meno generosi di medaglie per lo sport nazionale della neve. Abbiamo aspettato la valanga rosa e quella azzurra, ma le uniche ad arrivare sono state quelle create dai fuori pista degli sciatori della domenica.

Qualcuno obietterà che il Paese del Sole non è tenuto, per mandato naturale, ad aver dimestichezza con lo sport del freddo, ma la catena delle Alpi che c’incorona a nord e la spina dorsale degli Appennini che ci corre per la schiena, dovrebbe spingerci a cercare motivazioni meno infantili della débacle.

E, allora, diciamola com’è: non c’è alcun interesse a favorire questo sport, neppure a livello turistico, figurarsi sul piano competitivo.
I campioni che nascono hanno tutti nomi impronunciabili, a dimostrazione del fatto che sono le zone di confine con Svizzera, Austria, Croazia a compiere parti naturali, escludendo ogni altro che abiti da Pordenone in giù.

La scuola, già in apnea finanziaria per approvvigionarsi di detersivi e carta igienica, non può permettersi d’investire in uno sport d’élite, né passa per la mente alla scuola d’élite di spendere per un’attività già ampiamente praticata dai figli di chi i soldi ce li ha di suo.

La rabbia che ci prende per i “zero tituli” deve trovare, allora, una definitiva rassegnazione, dobbiamo fare mea culpa per la mancanza di programmazione e resistere alla tentazione di mandare tutti a Vancouver!

Giocondo Talamonti


Giornata Nazionale del Braille

L’IIS Tecnico Professionale “Allievi-Pertini”organizza, in collaborazione con la sezione ciechi di Terni, la Giornata Nazionale del Braille.
Scopo principale è di sensibilizzare i giovani verso un diffuso handicap che include, oltre ai ciechi, anche gli ipovedenti e di informarli sugli strumenti che nel corso degli anni sono stati realizzati per rendere meno complicato l’accesso all’informazione e alla formazione di tutti coloro affetti da questa limitazione.
L’occasione consente di affrontare, con i giovani studenti, il problema dei ciechi e degli ipovedenti visti come risorsa attiva ed è per questo che mi sono convinto che, accanto al cittadino con disagio fisico, deve esserci la solidarietà attiva dell’intera popolazione, e soprattutto quella della scuola per significare, ai meno fortunati, la vicinanza dei giovani, sempre sensibili e disponibili a percepire come propri i problemi del prossimo.

La partecipazione è riservata ai giovani dell’Ipsia ed Itis.
Interverranno per trattare temi inerenti la solidarietà, la sensibilizzazione, la collaborazione verso un rilevante numero di persone toccate dal problema, l’On. Vanda Dignani e Evio Brozzi, Presidente dell’Unione Italiana ciechi.

L’appuntamento è per le ore 10.00 presso l’Istituto Istruzione Superiore Tecnico Industriale e Professionale “ALLIEVI-PERTINI” di Viale Cesare Battisti 131presso la sala “Tripepi”.


IL PROGRAMMA
ore 10.00 - apertura dei lavori:
Giocondo Talamonti - Dirigente Scolastico
dell’I.I.S. “Allievi-Pertini”

Saluti delle autorità

Incontro con:Vanda Dignani
già Sottosegretario alle Pari Opportunità e componente della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi

Evio Brozzi
Presidente dell’UIC di Terni

Interventi:

Francesca Malafoglia
Presidente della Circoscrizione Nord di Terni

Dibattito

Conclusioni
del Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Allievi-Pertini”

Terni, 18 febbraio 2010
Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Atto di Indirizzo :situazione Basell
Il Gruppo di Rifondazione Comunista/Comunisti Italiani esprime forte preoccupazione per le sorti dei lavoratori della Basell dopo le notizie di un progetto di ristrutturazione che interessa anche il sito di Terni .

Considerato che l’azienda, a parte una lettera alle istituzioni locali in cui si afferma solamente che faranno sapere l’esito del piano di ristrutturazione e l’ eventuale dismissione, mostra il silenzio più assoluto sul futuro di almeno 130 lavoratori.

Preso atto che la scelta dei vertici della Basell non sembra causata dalla crisi economica ma dai giochi finanziari che hanno coinvolto la Lyondelle e la Basell, costrette, dopo un indebitamento pesante con le banche, ad avviare una cura dimagrante che ha tagliato già in Europa centinaia di posti di lavoro;

Tenuto conto che a pagare le acrobazie finanziarie di pochi sono sempre i soliti noti, i lavoratori e le loro famiglie

Tenuto presente che in Italia e in Europa, manca una seria normativa sulle multinazionali e sui rapporti di queste con i territori dove vengono insediati i propri siti produttivi;

Evidenziato che, ancora una volta, detto stato di cose mette in mostra il peggio di un’economia globale completamente scollegata dalle esigenze reali dei cittadini essendo asservito solo ai profitti delle grandi multinazionali;

il Gruppo Rifondazione Comunista/Comunisti Italiani, impegna il Sindaco e la Giunta ad avviare

• l’apertura di un confronto serrato con la Basell, di concerto con le altre Istituzioni, per sventare la perdita di un’altra realtà produttiva per il nostro territorio;
• gli opportuni contatti per coinvolgere anche i parlamentari italiani ed europei Umbri;
• la richiesta al Governo di un tavolo di confronto con l’ Osservatorio della Chimica.
• la proposta di una Legge regionale che ancori i siti delle multinazionali in Umbria alla loro responsabilità sociale, capace di produrre una normativa in difesa delle produzioni e dei livelli occupazionali della nostra Regione.

Terni, 15.02.2010
Talamonti Giocondo
Luzzi Luzio
Nannini Mauro

convegno sulla chimica all’ITIS



convegno sulla chimica all’ITIS
“La Chimica e le opportunità di lavoro oggi”

Questo Istituto, nel convincimento che per sfruttare al meglio le risorse del territorio occorre puntare sulla preparazione professionale dei giovani e sul miglioramento del sistema scolastico, intende promuovere momenti di orientamento ed approfondimento su settori strategici dell’economia produttiva.

A tale scopo organizza, il 16 febbraio 2010, alle ore 9.30, presso l’ITIS un convegno sul tema “La chimica e le opportunità di lavoro oggi”, per il quale ha invitato e conta sulla presenza della dott.ssa Catia Bastioli, Amministratore Delegato della Novamont.
All’iniziativa hanno dato la propria adesione, oltre alle Istituzioni locali che l’hanno patrocinata, Manni Massimo,Presidente della Coldiretti, Sergio Rossi,Direttore Bayer Sheet Europe S.p.A. Narni Enrico Cipiccia, Presidente della C.C.I.A.A. di Terni, Carlo Salvati, Presidente della Confapi.

Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


Nell’imminenza della festa di S. Valentino, patrono della città, si ritiene opportuno richiamare l’attenzione di tutti su una celebrazione che assume, nella dimensione urbana, la volontà e il senso di interrogarsi su il sentimento dell’Amore in un mondo in cui, troppo spesso, prevalgono individualismi ed egoismi.

Al di là del sicuro legame che contrassegna l’innamoramento tra due persone, la riflessione si sposta sul significato autentico della parola “Amore” che, come ricordato nel corso della presentazione delle manifestazioni valentiniane, va ricondotto nell’ampio ambito delle relazioni che devono instaurarsi tra gli appartenenti di una più globale comunità:

Amore come riconoscimento e accoglienza dell’altro, come solidarietà reciproca, come dialogo e rispetto.
Amore come speranza. Amore per superare la solitudine, le paure e le incertezze sull’oggi e sul futuro, per seminare giustizia e bontà, per essere dalla parte di chi è più debole.
Amore per gli indifesi, per i bambini.
Amore per chi è nella sofferenza.
Amore per le generazioni a cui lasceremo questo nostro, loro mondo.
Amore per affrontare le grandi scelte della nostra epoca.
Amore universale per un mondo migliore.
Amore per la verità, per la conoscenza come affermazione di libertà, per cancellare la violenza, le guerre, i terrorismi, la fame, la povertà, le disuguaglianze, le sofferenze.
Amore per affermare valori sociali e civili che rendano la vita di ciascuno degna di essere vissuta.

Giocondo Talamonti



Come una maledizione biblica, che periodicamente s’abbatte sull’umanità per ripristinare valori e principi perduti, così anche il calcio è percorso da flagelli ricorrenti di differente natura nel tentativo disperato di correggere le debolezze del sistema.

Che si chiamino scommesse, falsificazioni di documenti, maneggi moggiani, compravendite di partite, di arbitri, di violenze ultras, poco importa. L’effetto è comune: al pari degli uomini che seguitano a rincorrere peccati e perdoni, altrettanto avviene nel mondo del pallone fra perdite di credibilità e soluzioni incerte.

Tutte le misure intraprese di volta in volta, per bloccare nelle intenzioni i vari danni d’immagine fatti allo sport più popolare del mondo, hanno sistematicamente l’effetto che tutti vogliono; cioè nessuno.


Se oggi i dirigenti nazionali hanno ancora a che fare con le scommesse truccate di Gallipoli, se devono affrontare problemi d’ordine pubblico con gli ultras laziali, fiorentini, napoletani, romanisti, se non si sa come fermare l’ondata razzista, se ancora su trecento campi di calcio, equamente distribuiti lungo la Penisola, gli arbitri vengono settimanalmente picchiati, se nonostante i tornelli, i controlli agli ingressi, i biglietti nominativi ancora non si riesce a bloccare gli esagitati domenicali, beh, allora vuol dire che qualcosa di sbagliato c’è.


E, quando il pesce puzza, è la testa che emana il fetore peggiore. Ma il riferimento non è ai capi pallonari; piuttosto, si rivolge alla società bacata che, da più fronti, alimenta atteggiamenti aggressivi, minacce continue, propositi devastanti.

Molto dipende dall’errato presupposto di concepire lo sport come una valvola di sfogo alle tensioni sociali e personali, avvalorando l’idea che prendere a “paraculate” l’arbitro almeno una volta alla settimana, meglio se due o tre, faccia bene alla salute. Una terapia siffatta, soggetta di per sé ad allargarsi a giocatori, presidenti, poliziotti, avversari è l’addestramento gratuito alla violenza, meritevole di comprensione sociale, perdonismo da tifo, accondiscendenza benevola da parte della pubblica opinione, salvo poi, svegliarsi di botto e prendere atto che le vittime sistematicamente prodotte dal sistema avrebbero meritato un invito alla prudenza.


Abete intende, giustamente, punire chi bestemmia in campo riattivando la prova moviola, dimenticando che la punizione non modificherà atteggiamenti analoghi in futuro. Ancora una volta, si fa finta di ignorare che il problema risiede nella carenza educativa di famiglie, scuola e società, e che quelle intemperanze sono sintomi di violenza, di sopraffazione e che si è persa l’abitudine a controllare civilmente il dissenso e la propria opposizione.

Che ci si deve aspettare, d’altronde, dalle manifestazioni di opinioni personali da contrapporre a quelle degli altri se giornalmente in televisione si assiste al turpiloquio, all’offesa continua, alla volgarità becera di sopraffare l’interlocutore alzando la voce?
Nessun comportamento sociale è avulso dal tempo che lo vive. Tant’è; né basta il richiamo alla moderazione di una voce che si perde nel deserto. O siamo tutti a reagire oppure teniamoci, come ogni popolo, il re che si merita.


Giocondo Talamonti


La legge n. 92 del 30 marzo 2004, in memoria delle vittime del genocidio anti-italiano commesso dagli jugoslavi, al comma 1 dell’articolo 1 recita:

“ La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale…”.

In ossequio di quanto sopra, nella giornata del 10 febbraio 2010 i docenti d’italiano e storia dell’IIS Tecnico Professionale “Allievi-Pertini” affronteranno in classe la conoscenza dei tragici eventi coinvolgendo gli studenti sul percorso storico che provocarono quelle vicende.
Alle ore 11.00, al suono della campanella, tutti dovranno osservare un minuto di silenzio. La giornata è una occasione per riflettere su una pagina così dolorosa della storia dell’umanità perché non lasci indifferenti le coscienze dei giovani.

Educare le nuove generazioni al rispetto e alla tolleranza attraverso questi moniti significa costruire per tutti un futuro di pace e di comprensione fra gli uomini.

Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


L’operaio “Cipputi”, figura creata dalla penna satirica del vignettista Altan, deve la sua notorietà a un destino infame che lo condanna all’autolesionismo. Eppure, nelle martellate che si auto affibbia, dove si dice che il dolore sia più acuto, il personaggio riesce a conservare una virtù salvifica: la coerenza.

Nel processo tragicomico degli avvenimenti politici, aventi per oggetto il dimensionamento scolastico, neppure questa consolatrice qualità riesce a emergere anzi, c’è chi, in un irrefrenabile slancio masochistico, degno del miglior Cipputi, si esibisce in esercizi di ineguagliabile difficoltà.

Preceduta da una campagna di stampa, con la quale sconfessa l’impegno del Consiglio comunale di restituire le rispettive autonomie agli Istituti accorpati a Terni a seguito di una frettolosa decisione del trascorso Consiglio provinciale, l’attuale titolare del dicastero, è venuta a far visita alla struttura dell’IPSIA per verificare la rispondenza fra quanto dichiarato il giorno prima ai giornali e la realtà dei fatti. La sequenza temporale, in decisa antitesi con la logica, è sintomatica dell’incomprensione fra le due maggiori istituzioni della città e suona come offesa per gli interessi delle famiglie su cui gravano gli effetti del dimensionamento voluto.

Pur nell’inversione colpevole dei tempi di verifica, ci si sarebbe attesi che l’assessore fosse venuta ad accertare le condizioni di ‘complessità’ che coinvolgono i due istituti, sia in riferimento alla nazionalità dell’utenza (percentuale più alta in Umbria di alunni stranieri), sia in merito alla peculiarità didattica (presenza di laboratori e officine), sia in relazione al sovradimensionamento che sarebbe scaturito dalla misura, sia in ordine alla gestione delle attività del Centro Territoriale Permanente, considerata prioritaria in tutt’Italia (meno che dalle parti nostre) per l’inserimento e, soprattutto, il reinserimento dei cittadini in cerca di occupazione con competenze attualizzate al mercato. Se questa fosse stata l’intenzione della visita, sarebbero certamente emersi gli impedimenti che la stessa legge Gelmini poneva alle procedure di accorpamento.

Invece, no. Cepputi si è sferrato lì l’ennesima, impietosa martellata rinunciando, questa volta, perfino alla coerenza.

Riforma Gelmini in stallo, le scuole non sanno come orientare gli studenti di terza media
ISCRIZIONI ALLE SUPERIORI NEL CAOS
Intanto il termine da gennaio viene posticipato al 26 febbraio


TERNI - Riforma scolastica in stallo:
parte l’orientamento ma gli studenti ne pagano le spese.
Doveva essere tutto sistemato da tempo, invece le direzioni delle scuole superiori navigano ancora tra incertezze e dubbi per quanto riguarda il loro futuro. Posticipato il termine delle iscrizioni dal mese di gennaio al 26 febbraio per via dei ritardi nell’approvazione della riforma Gelmini, infatti gli istituti hanno iniziato le attività di orientamento senza avere in mano le linee guida dell’offerta formativa che potrà essere garantita per il 2010-2011.

“Siamo in alto mare – commenta Giuseppe Metastasio, dirigente del federico Cesi – Casagrande- Non abbiamo ancora i codici relativi agli indirizzi didattici che verranno mantenuti a seguito dell’entrata in vigore della riforma. Vi sono un quantitativo indecifrabile di circolari e atti prodotti dal Parlamento e dalla Corte dei Conti ma il Governo non si è ancora pronunciato. Riuscire a fare orientamento in questo contesto di incertezza generale – sottolinea il dirigente – è praticamente impossibile. Non sappiamo cosa dire ai ragazzi. Tanto per fare un esempio – puntualizza Metastasio – non sappiamo ancora se, per il prossimo anno, l’istituto commerciale manterrà l’indirizzo programmatori oppure no.”

“Stiamo procedendo con incontri generici per presentare l’offerta formativa degli istituti – aggiunge Giocondo Talamonti dirigente del maxi istituto Ipsia-Itis – ma ne i tempi, ne i modi sono idonei per aiutare gli studenti nella scelta. Da parte del Governo l’unica certezza resta quella legata al calendario scolastico che, il prossimo anno, comincerà il 1 settembre.
Sul resto tutto è ancora in fieri. Nessun atto ufficiale ha sancito i termini della riforma degli istituti tecnici e professionali, e dall’altro lato la Provincia non si è ancora pronunciata in merito all’accorpamento del Pertini con l’Allievi.
Anzi – puntualizza il dirigente – domani (oggi, ndr) una delegazione di consiglieri provinciali visiterà le due sedi dell’istituto per rendersi conto delle difficoltà gestionali che la direzione accorpata ha prodotto.
Questo difficile contesto amministrativo e normativo – sottolinea Talamonti – impedisce alle direzioni scolastiche di fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per aiutarli a compiere scelte oculate per il futuro. Fin quando continueremo a basare l’orientamento su incontri di 10, 30 minuti presso le scuole medie non andremo mai incontro agli studenti.
Al di là dei luoghi comuni – ribadisce Talamonti – l’ orientamento scolastico dovrebbe essere fatto dalle direzioni in collaborazione con gli enti amministrativi che conoscono la domanda e l’offerta del territorio”.

“Ancora non abbiamo studenti che si sono rivolti a noi per potenziali iscrizioni – commenta infine Matilde Cuccuini, dirigente dell’Iisag Metelli-Sangallo – Tutto è in stallo e gli studenti attendono l’approvazione delle riforme prima di pronunciarsi”.

In breve, la situazione è critica tanto per gli istituti tecnici e professionali quanto per i licei e, naturalmente, a farne le spese sono gli studenti sempre più confusi e indecisi sulle scelte. Le direzioni scolastiche restano in attesa di conferme da parte del Ministero, ma nel caos c’è già chi ha portato un piccolo risultato a casa. A discapito dei pronostici e dell’attesa apertura dei licei coreutici, che dovrebbero sostituire tutti gli indirizzi musicali attivati presso altre scuole superiori, infatti la direzione del Tacito ha già confermato l’avvio del primo anno del corso “Ams” nel piano dell’offerta formativa.

Fonte: Corriere dell’Umbria del 02/02/2010 pag 47
Articolo di Eleonora Stentella


Che la stupidità razzista applicata al calcio sia una verità assodata, non necessita di conferme. Nel senso che queste si presentano spontaneamente e a ritmi regolari sui campi di tutt’Italia.

I nostri compresi. Succede, dunque, che nella partita fra la Bosico e il Casteltodino, squadre militanti nella 2a. Categoria umbra, Girone E, i fratelli Emeka e Narciso Egwu, italiani di colore, vengano apostrofati con frasi ingiuriose dai soliti imbecilli che scimmiottando l’atteggiamento di colleghi cretini, vaganti in serie A, ripropongono il tormentone dei fischi e dei buuu a Balotelli.

Il Presidente del Casteltodino, Maurizio Venturi, ha dichiarato che la discriminazione dura da sempre, confermando che l’ottusità non s’ammorbidisce facilmente.

Ma l’altro giorno, il Presidente s’è stufato. A dieci minuti dalla fine dell’incontro, quando un giocatore della Bosico s’è rivolto all’avversario chiamandolo ‘sporco negro’, ha fatto rientrare la squadra negli spogliatoi, interrompendo la partita.

L’arbitro, interpellato in proposito, ha detto di non aver sentito niente ( come riportato dal giornale La Repubblica di lunedì 1 febbraio 2010);
bugia inutile, perché l’espressione offensiva è stata gridata dal giocatore della Bosico e recepita perfettamente da tutti i presenti, scegliendo di rendersi complice della bassezza morale di chi l’ha pronunciata.

Quanto sopra suggerisce di adottare precise misure: l’arbitro sarà bene che termini con questa penosa figura la sua carriera di direttore di gara, altrettanto dicasi per l’autore dell’offesa;
al Casteltodino, che al momento dell’interruzione perdeva per un gol a zero, si assegni la vittoria a tavolino.

Se queste misure non serviranno a cambiare le abitudini o a far ricredere giocatori o spettatori della viltà di gesti simili, che insegnino, almeno, che si può trarre qualche utile conseguenza dalla stupidità altrui.

Giocondo Talamonti


In arrivo il 2° numero de "La Scossa"
Il periodico del Gruppo Consiliare RC/CI di Terni "La Scossa" è in uscita con il suo 2° numero. Gli argomenti trattati:

- Introduzione: A chi Giova di Giocondo Talamonti
- Tre domande a Paolo Ferrero di Giocondo Talamonti
- Brevi su: Acciaio in crisi, Una piccola percentuale di laureati trova occupazione, Espenhahn se ne va?
- Interrogazioni del gruppo RC/CI presentate in Consiglio Comunale (Pericolosità strada viale Aleardi, Biblioteca Comunale, Apprendistato, Terremoto ad Haiti)
- 2° parte dell'intervista di Alberto Tomassi al sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo

Il periodico verrà distribuito gratuitamente davanti alle fabbriche e per chi ne farà richiesta all'indirizzo (giocondo.talamonti@email.it) verrà inviato in formato elettronico

Alle 11.59 (in ricordo di quel 27 gennaio 1945, giorno in cui l’esercito russo entrò nel campo di Auschwitz per spalancarne per sempre i cancelli) è stato osservato, presso le due sedi Itis e Ipsia, un minuto di silenzio.

Tutto ciò in memoria della “Shoah”, delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati civili e militari nei lager nazisti, perché ciascuno rifletta sulle debolezze dell’uomo e sui valori della fraternità, dell’uguaglianza e della libertà dei popoli.


L’inizio e il termine del minuto di silenzio è stato dato dal suono della campanella.


La giornata è iniziata presso l’ITIS con l’apertura dei lavori da parte del Dirigente Scolastico, Giocondo Talamonti, che ha evidenziato lo scopo dell’iniziativa tesa a richiamare l’attenzione dei giovani sugli effetti deleteri della discriminazione e sul significato dell’accettazione del diverso.

E’ seguito l’intervento del Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo, che ha sottolineato come libertà e responsabilità debbono camminare insieme per evitare ciò che è successo e come sia importante conoscere e cercare di capire.


L’Assessore Damiano Stufara ha parlato dei rischi insiti nel rimarcare le diversità che anticipano sempre episodi di razzismo come a Rosarno.


Particolarmente toccanti le testimonianze di Romoli Luciana espulsa, ad otto anni, da tutte le scuole del Regno per aver aiutato una bambina ebrea della sua classe. Ancora oggi lei ignora se la sua amica si sia salvata dai campi di concentramento ove fu inviata insieme alla sua famiglia. Partigiana romana «bambina»: il suo primo atto di «ribellione», come ha raccontato, fu alle elementari quando la maestra, «ligia alle leggi razziali», legò per le treccine ad una finestra della classe una ragazzina ebrea. Per Luciana fu istintivo «scagliarsi contro l'insegnante». Il risultato fu l'espulsione da scuola.


Giovanni Polgar della Comunità ebraica di Roma, testimone delle persecuzioni razziali ha mirato il suo intervento sulla differenza fra assimilazione e integrazione.


Giampaolo Baglioni della comunità ebraica romana ha invitato a leggere la storia non declinandola solo al passato, ma proiettando gli insegnamenti provenienti dagli errori degli uomini per delineare un futuro più sereno.

Ambra Laurenzi , figlia della Sig.ra Mirella Stanzione, deportata in un campo di sterminio nazista con il n.77415 che non è potuta intervenire perché ricoverata, ma ha voluto inviare una testimonianza scritta e letta dalla figlia in cui invita i giovani a ricordare e a difendere la Costituzione scritta con il sacrificio del popolo.


Sono anche intervenuti i Presidenti del Consiglio Provinciale e del Consiglio comunale Andrea Maurelli e Giorgio Finocchio, i quali hanno rimarcato ancora una volta l’importanza di non disperdere la memoria di una delle pagine più buie della storia dell’umanità. Gli stessi hanno ribadito che ogni uomo indipendentemente dalla razza, dalla religione, dal sesso e dal colore della pelle ha pari diritto di condividere i medesimi spazi e le medesime risorse fornite dalla natura.


Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti

Anche quest’anno la scuola celebra la “Giornata della Memoria” con riflessioni sulla Shoah e osservando alle ore 11.59, un minuto di silenzio, in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui il campo di Auschwitz aprì i battenti per liberare i sopravissuti e per chiuderli per sempre.
L’iniziativa ha lo scopo di richiamare l’attenzione dei giovani sugli effetti deleteri della discriminazione e sul signi-ficato dell’accettazione del diverso, senza mai rinunciare alla memoria”.

Il 23 gennaio 2010 si è svolto l’incontro degli studenti del Professionale “S. Pertini” con il Presidente Nazionale dell’ANPPIA, Guido Albertelli, il Presidente dell’ANED di Roma, Vera Michelin Salomon, della Presidente della Circoscrizione Nord, Francesca Malafoglia, e di Lidia Secci.

Qui di seguito si riporta una sintesi della giornata particolarmente toccante per le testimonianze e per i filmati sulla Shoah.

L'Italia ha una memoria viva che si basa non solo sulla storia, ma anche sulla passione civile di chi si richiama, per operare, al passato.
La commemorazione della Shoah è utile a rinverdire presso i giovani l’impegno perché ciò che è successo non ritorni mai più.

La mostra presso l’atrio della scuola nonché Il filmato che viene di continuo proiettato evidenziano nella loro crudezza, gli eventi drammatici di quanto realmente è successo.
Il compito della Scuola è fondamentale per trasferire certi valori culturali che formano ed educano il cittadino di domani.

Riflettere, ricordare, non dimenticare, è l’impegno civico che deve caratterizzare ognuno di noi nell’omaggio ai deportati, ai perseguitati politici, a quanti sono stati nei lager, a tutti quelli che sono stati e sono oggi discriminati.

Ricordare la Shoah non è solo un omaggio fatto a chi ha pagato con la vita l’istinto dell’uomo a discriminare.
Ancora oggi, in più parti del mondo, si ripetono gli stessi atti divisori con maggiore o minore violenza, ma che comunque suonano come offesa alla dignità dei nostri simili. E’ sufficiente non allontanarsi troppo per costatare come sia diffusa, nonostante la storia sia la migliore maestra, la volontà di differenziare e differenziarsi, distinguere e distinguersi. Ce lo insegna Rosarno, l’Armenia, l’Uganda, il Chapas e ogni altro angolo della terra dove l’uomo si scontra con l’uomo per affermare una presunta superiorità.

Il programma della giornata:
• apertura della mostra sulla Shoah;
• proiezione di un filmato realizzato a scuola;
• convegno “Il dovere di ricordare”

Tutte le iniziative sono patrocinate dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune e dall’UNLA-UCSA

Quest’anno ricorre il trentennale della morte di Sergio Secci, deceduto a seguito della bomba esplosa, alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. La scuola intende ricordare Sergio con un incontro con il Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e con altri personaggi perché quel periodo delle stragi non venga mai dimenticato.

Questo percorso che deve essere interiorizzato nelle coscienze di ciascuno ha il compito difficilissimo di indirizzare l’attitudine mentale di tutti gli uomini al rispetto degli altri. E’ il primo passo per considerare che nessuno può ritenersi migliore dei suoi simili, specie se la differenziazione si basa sul colore della pelle, sulla religione, sul ceto ed il sesso.

Un invito a leggere la storia in modo diverso dalla solita successione di eventi, di date, di personaggi, cogliendo gli insegnamenti di vita che attraverso le vicende politiche conducono all’aggregazione di popoli ed idee.

Il terrorismo,le guerre, i continui contrasti anche all’interno di una stessa nazione hanno un denominatore comune: l’ignoranza, intesa come incapacità a capire i problemi degli altri, unita all’egoismo individuale e di gruppo e all’assenza di rispetto per gli appartenenti alla medesima specie.

Le conseguenze sono giornalmente sotto gli occhi di tutti. Prevaricare è il contrario di comprendere, sopraffare è l’inverso di amare; allora, sfruttare, disprezzare, allontanare, odiare sono i semi da cui nascono conflitti, lotte e vendette destinate a segnare il genere umano se non impareremo ad affrontare i rapporti interpersonali con lo spirito della solidarietà.

Particolari toccanti sono state le parole di chi ha vissuto i momenti drammatici della Shoah:

• Salamon che ha sottolineato la crudeltà della sua esperienza con la frase “tu racconterai, ma nessuno ti crederà”;

• Albertelli, ricordando la figura di Sandro Pertini, ha posto l’accento sul significato di parlare oggi della Shoah e sul monito che ne deriva “ricordo triste, ma sereno…” perché convinto che ciò che è stato non avverrà più.

• Malafoglia ha sottolineato la responsabilità che ha la scuola nel diffondere ed approfondire gli avvenimenti di grande significato che hanno segnato la storia dell’uomo.

A Torremaggiore io c’ero...



A Torremaggiore io c’ero...

C’erano i gonfaloni della Regione, della Provincia, dei Comuni di Terni, Sangemini, Narni e di Arrone.
A commemorare Germinal Cimarelli c’erano tutti.

La medaglia d’oro che Cimarelli s’è conquistata è e deve restare un esempio per le generazioni future, per tutti i giovani privati di riferimenti in una società assurdamente egoistica.
La partecipazione degli adulti alla celebrazione e, soprattutto, gli interventi delle autorità, custodi dei principi irrinunciabili per l’armonia di una comunità sono stati il legame che si è stretto fra la memoria dell’eroe e la coscienza civica degli studenti presenti alla manifestazione.

Il Sindaco, Leopoldo Di Girolamo, ha parlato ai ragazzi dell’Istituto ITIS-IPSIA, alle ragazze delle magistrali e ai ragazzi della scuola media di Cesi ricordando loro il sacrificio di Germinal Cimarelli, sottolineandone le implicazioni e rimarcando le connessioni formative ed emotive che stanno dietro ad un gesto di estremo altruismo, compiuto nel nome del dovere, della giustizia e del bene comune.
Sono proprio queste le occasioni che riconciliano le diverse visioni e interpretazioni politiche, sono queste le occasioni che un rappresentante del popolo non può permettersi di mancare se non vuole svilire i contenuti aggreganti della coscienza collettiva.

20 gennaio 2010
Giocondo Talamonti


Nonostante la crescente attenzione ai temi della sicurezza e gli sforzi profusi per combattere gli incidenti sul lavoro i dati ci rivelano che la strada da percorrere è ancora lunga.


Nell’anno 2009 (dati al 30.12.2009 www.art.21.org) :


Morti 1047

Infortuni 1.047.504

Invalidi 26187


Un vero bollettino da guerra, anche se il ricorso agli strumenti di contrasto degli incidenti sembra aver prodotto una diminuzione rispetto agli anni passati.


Si evidenzia il “sembra” perchè nella tendenza, vanno valutati i ruoli giocati dalla crisi, dalla cassa integrazione, dalla disoccupazione, dalla perdita di produttività che ha diminuito il monte ore lavorative.


Non basta perciò rafforzare la sicurezza dei lavoratori sull’aspetto normativo, ma occorre sistematicamente informare e formare i lavoratori con continuità essendo questo parametro, fra l’altro, strettamente legato al cambiamento tecnologico.


Occorre coinvolgere tutti sul tema della sicurezza perché l’attenzione sia alta e tale da non far abbassare la guardia.


La scuola è il luogo più idoneo per innescare e sviluppare la cultura della sicurezza che si consolida nel mondo del lavoro attraverso la formazione e l’educazione permanente.


Diventa patrimonio di tutti se ognuno acquisisce la mentalità giusta e la consapevolezza del proprio ruolo.


Il ricordare, il 27 gennaio di ogni anno, il momento in cui nel 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz e liberati i sopravvissuti allo sterminio del campo nazista, non rappresenta solo un evento commemorativo ma, soprattutto, un evento culturale e didattico da evidenziare perché non si verifichi più uno dei più atroci errori dell’intera umanità.

E’ infatti dalla conoscenza del passato, dalle documentazioni e dalle testimonianze che si possono trarre gli insegnamenti più efficaci per riflettere sulle conseguenze della negazione dei valori umani e per impostare un futuro rispettoso di ogni diversità.

Su tali premesse, i docenti d’Italiano sono stati invitati ad effettuare, presso le rispettive classi richiami, narrazioni e contestualizzazioni storiche della deportazione e dello Sterminio, nonché letture di alcune poesie di Primo Levi.

Una memoria che necessita continuamente di essere alimentata con paziente lavoro e perseverante attenzione.
A tal fine sono state organizzate le seguenti iniziative:

23.01.2010
Ore 9.30
sede di via B.Brin, 32

• Convegno per far riflettere i giovani sui pericoli derivanti da ogni forma di discriminazione.

Saranno presenti:Presidente Nazionale dell’ANPPIA , Guido Albertelli, e il Presidente ANED di Roma, Vera Michelin Salamon, le Istituzioni locali:

o Sindaco del Comune di Terni (Leopoldo Di Girolamo)
o Presidente del Consiglio Comunale (Giorgio Finocchio)
o Presidente della Circoscrizione Nord (Francesca Malafoglia)


• Dal 23 gennaio 2010 è visionabile una rassegna fotografica sullo Shoah, allestita presso l’atrio della scuola di via B. Brin, 32, che mostra, nella loro crudezza, gli eventi drammatici del momento.


27.01.2010
Ore 9.30
sede C. Battisti 131
Incontro con Mirella Stanzione e Giorgio Polgar, deportati in un campo di sterminio nazista e le Istituzioni locali:

• Assessore regionale Damiano Stufara
o Presidente del Consiglio Provinciale di Terni (Andrea Maurelli)
o Presidente del Consiglio Comunale (Giorgio Finocchio)
Ore 11.59 un minuto di silenzio

Alle 11.59 del prossimo 27 gennaio (in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui il campo di AUSCHWITZ aprì i battenti per chiuderli per sempre) sarà osservato un minuto di silenzio in memoria della “Shoah”, delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati civili e militari nei lager nazisti.

Grazie all’ANPI e all’ANPPIA di Terni per la collaborazione.



Tutte le iniziative sono patrocinate dalla Regione dell’Umbria, dalla Provincia,dal Comune di Terni e dall’UNLA-UCSA (Università di Castel Sant’Angelo)

Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti


Sintesi dell’intervento del gruppo RC/CI in Consiglio Comunale il 18 gennaio 2010

Quando Terni ha fortemente voluto la presenza di un polo universitario in città, non si è trattato della bizzarria di politici locali o del desiderio emulativo nei confronti del capoluogo di regione.
Era un’esigenza, e tale è rimasta, per credere nello sviluppo organico del territorio, per armonizzare la sua crescita culturale e innovativa, per conservare il patrimonio tecnologico legato alla vocazionalità cittadina.

Oggi, la riprova che i politici del tempo avevano visto giusto, è data dalla risonanza che facoltà quali Medicina e Ingegneria hanno avuto sul territorio e nelle relazioni con altre Università sia a livello nazionale che internazionale.

Il Polo Universitario ternano è un sistema intorno al quale ruotano una serie di attività complementari d’ordine economico, di supporto logistico e di ricerca che investe i trasporti, il settore immobiliare, la ristorazione, il tempo libero degli studenti, la valorizzazione turistico-culturale del nostro comprensorio.

Di tale interesse si sono trovate investite realtà del circondario, come Collescipoli, che hanno conosciuto un processo di rivitalizzazione del centro storico, investimenti pubblici e privati nati a sostegno di una rinascita culturale e materiale troppo a lungo attesa, nonostante le pressanti richieste provenienti per anni dalla popolazione.

Prima che qualcuno lamenti di ascoltare il solito ritornello di lagnanze ternane nei confronti di Perugia, sarà bene ricordare l’inadeguatezza delle sedi che ospitano alcune facoltà.

Ingegneria ancora dispone di aule senza finestre e di strutture improprie.
In testa, ma soprattutto nelle coscienze, sarebbe il caso di metterci una serie di considerazioni, prima delle quali la valorizzazione del patrimonio formativo degli studenti e dei ricercatori.

Se si ha ancora difficoltà a capire che dall’innovazione, dalla ricerca, dallo studio applicativo delle tecnologie dipende la fisionomia che una città è destinata ad assumere nel tempo, allora significa che qualcosa si è frainteso a livello di indirizzi politici nazionali e regionali.

Peggio ancora se niente si è capito di come l’evoluzione sociale, economica e culturale di una comunità procede.
Troppo spesso l’assenza di umiltà da parte di chi è chiamato a fare delle scelte, l’arroganza di quanti ritengono che una carica politica sia il riconoscimento imperituro di competenze innate, producono i peggiori disastri materiali nella società.

Un esempio concreto è stato il dimensionamento scolastico a Terni: danni enormi, logistici, didattici, organizzativi dovuti alla presunzione di poteri decisionali che hanno obbligato a stravolgere le identità di indirizzi formativi e ogni logica strutturale.

Quei responsabili politici hanno ritenuto di poter fare a meno del confronto dialettico con le parti interessate, dei suggerimenti degli addetti ai lavori, della valutazione delle realtà coinvolte nel processo di dimensionamento, affidandosi esclusivamente a pretese capacità individuali di scelta.

Ecco, con l’Università non facciamo gli stessi errori.

Nessuno è depositario di verità indiscutibili; la gestione del territorio ha esigenze che devono essere confrontate, commisurate e soddisfatte nell’interesse di tutti.
Grazie a Dio, non esiste chi è in grado di assommare in sé ogni settore di conoscenza e più cauti occorre essere quando le scelte da prendere sono destinate a connotare il futuro di un’intera comunità.

Terni, pur adattando nel tempo le vocazionalità territoriali, ha bisogno di seguire una logica progettuale che guarda al consolidamento industriale, sia in termini di siderurgia, che di chimica, sia nel consolidamento del terziario che nella valorizzazione turistica, e per svolgere questo compito necessita di aprirsi al confronto delle idee, ad accogliere ogni utile suggerimento, a dibattere ogni proposta avendo quale obiettivo primario il bene della comunità.

La presenza della TK-AST e di una serie di altre industrie di rilievo nel territorio impone che le soluzioni politiche vengano improntate a favorire lo sviluppo di una filiera che va dalla ricerca all’applicazione pratica delle risultanze di studio.
Quando si è obbligati a costatare che solo una piccolissima percentuale dei laureati in ingegneria viene occupato nell’industria locale, significa che poco si è fatto per favorire un processo di trasferimento degli indirizzi tecnico-formativi dall’Università al mondo del lavoro locale.

Sul banco degli imputati dobbiamo metterci tutti e, dall’amara costatazione del fallimento, trarre almeno la convinzione di evitare gli stessi errori per il futuro.

Alcune problematiche sollevate questi giorni:

• politica degli spazi
• il numero delle docenze rispondenti alla circolare 160 del Ministero;
• il Personale amministrativo per la gestione dell’Università di Medicina;
• Consorzio Universitario nato come cabina di regia e come soggetto per ricevere i finanziamenti da parte di tutti (Istituzioni, fondazione, Università, privati);
• la razionalizzazione delle facoltà (numero delle sedi e analisi dei costi),

ci inducono a riesaminare le scelte fatte sotto un’ottica diversa e precisamente a riconsiderarle come progetto per la città.

Il sistema locale richiede il potenziamento di riferimenti che, in sintonia con le caratteristiche ambientali, si dovrebbero distinguere per l’unicità e per l’ eccellenza.
E’ necessario rendere costante la presenza dei docenti negli Istituti universitari. Attualmente gran parte dei professori viene una volta alla settimana (e per poche ore) da Perugia pretendendo di formare così i giovani corsisti.
Non è questo il tipo di ricerca che vogliamo a Terni, che vuole la città e che serve a studenti e cittadini. Pertanto occorre puntare su una ricerca di qualità in grado di servire e rispondere alle esigenze di settore, concentrare gli studi su specifici campi clinici, renderli poli attrattivi e competitivi, tali da richiamare specificità regionali ed extraregionali.

Le risorse economiche derivanti da questo tipo di programmazione consentiranno ulteriori e susseguenti finanziamenti, in grado di perfezionare conoscenze e competenze fino ad estendere il richiamo a livello europeo e garantire alla città introiti finanziari di sicuro interesse.

Occorre puntare, anche per riprendersi dalla crisi, su tre cose fondamentali:

Educazione Permanente degli Adulti; Centri di EccellenzaUniversità (con la proposizione di uno stretto legame fra Ingegneria e Medicina nella prospettiva di creare un polo di eccellenza biomedicale).

Nella consapevolezza che lo sviluppo delle nuove tecnologie è il cuore della Strategia di Lisbona, è il traguardo di crescita per il nuovo millennio fissato nel 2000 dal Consiglio europeo: “trasformare l’Europa nell’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale”, occorre dedicarsi ad una impostazione della conoscenza e dell’innovazione, in grado di aprire una nuova stagione di sviluppo.

Ecco perchè il legame fra l’Istruzione, l’Università, la ricerca, l’impresa, la formazione, l’alta formazione sono tappe di un’unica filiera su cui scommettere non solo per la sopravvivenza del polo universitario ternano, ma anche per legare la città al processo di sviluppo.

Il « Patto per il Territorio » firmato in occasione della vertenza « magnetico » del 2004 impegna il governo, le Istituzioni locali e la multinazionale TK-AST a investire, tra l’altro, sull’Istruzione e sull’Università.

Come si può pensare, infatti, di mantenere efficiente il locale polo industriale della Chimica senza creare le premesse formative nelle sedi della scuola secondaria e dell’Università?

Il sistema logistico e organizzativo del polo universitario va senza ombra di dubbio rivisto ma, sono del parere che, una volta razionalizzato, le disponibilità finanziarie che restano non possono essere disperse nel mantenimento di corsi che non hanno a che vedere con la vocazionalità del territorio piuttosto che concentrarle nei settori basilari su cui si fonda l’economia locale.

L’occasione di ripensamento del sistema riorganizzativo del Polo universitario serva anche a diversificare lo sviluppo economico nel nostro territorio caratterizzato principalmente da imprese che operano a livello multinazionale e da cooperative di servizi mentre è scarsamente rappresentato nel settore manifatturiero.
Ciò significa che è opportuno investire sui giovani da cui possono arrivare idee utili per creare lavoro, tanto meglio se in grado di affermarsi sotto il profilo di impresa cooperativa nella realizzazione di prodotti finiti.

L’università legata all’innovazione tecnologica è la sfida vincente per essere competitivi sui mercati locali, nazionali e internazionali.


Al Sindaco del Comune di Terni

Visti gli effetti del violento terremoto che hanno devastato Haiti, evento sismico che ha causato migliaia di morti e miliardi di dollari di danni

Considerato che trattasi di una catastrofe di dimensioni immani e di una situazione apocalittica.

Si chiede al Sindaco
qualora non avesse già provveduto, di farsi interprete della solidarietà dei ternani e se ha attivato gli opportuni contatti con le organizzazioni umanitarie per sapere come e quali aiuti inviare, per i più immediati interventi di assistenza e ricostruzione.

Si propone al Sig.Sindaco di devolvere il gettone di presenza di una seduta del Consiglio Comunale ai terremotati Haitiani.

Terni, 18 gennaio 2010
Gruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Luzio Luzzi
Mauro Nannini


Ingredienti di qualità non bastano a fare un buon piatto. Se si trascurano temperature e tempi di cottura si rischia di cucinare un ‘pancotto’ o di preparare un ‘tizzone’.

Allo stesso modo, non è sufficiente saper giocare al calcio per diventare automaticamente campioni; il carattere, la serietà sportiva, l’impegno, la continuità, sono elementi indispensabili a chiunque, avendo le doti di base, intende fare una professione della sua disposizione innata.

La storia del pallone è piena di esempi negativi. I meno giovani ricorderanno Nicolè, centravanti juventino dalle mille promesse, ma anche tanti altri scomparsi dal panorama calcistico prima ancora di diventarne protagonisti.
Ammoniva Franco Lelli nel suo libro “Voglio fare il calciatore” (Ed. Tagete, Viterbo) che “entrare nel mondo del calcio non è come imboccare un’autostrada, dove è sufficiente seguire le indicazioni per arrivare a destinazione”.

Sono ben altre le componenti che concorrono a delineare un campione.

Condizione, questa, non indispensabile da raggiungere, tanto che molti giocatori scelgono di vivacchiare felicemente nel grande circo del calcio, accontentandosi di un sofferto compromesso.

Balotelli rischia di rientrare fra questi, rischia di non diventare mai un campione, perché esserlo implica sacrifici e atteggiamenti che gli sono, al momento, sconosciuti.
Sfido chiunque alla sua età a contenere l’esuberanza fisica e comportamentale, ma il limite con la strafottenza e la provocazione è diventato, nel suo caso, sottilissimo.

I fischi e i ‘buuu’ che l’attaccante dell’Inter rimedia in ogni campo di calcio non sono ispirati dal colore della sua pelle, ma, soprattutto, dall’atteggiamento volutamente offensivo che assume nei confronti degli avversari. Non siamo razzisti al punto di offendere un italiano, seppur negro, e di applaudirne altri che italiani non sono.

Ma siccome l’idea di appiccicare addosso ai tifosi l’etichetta xenofoba aiuta anche a comprendere l’atteggiamento d’insofferenza generalizzata per lo straniero, insito in certe scelte politiche, ben venga il giovanottone Balotelli a fare da capro espiatorio.
Anzi, lui rappresenta proprio lo stereotipo del rigetto razziale: irruento, scorretto, violento, provocatore, nero di pelle.

C’è poi l’ala buonista dei media, quella che dopo aver infuocato gli animi, s’atteggia a dispensatrice di risolutori ‘volemose bene’. E’ la peggiore. La più pericolosa.

Dice: è insopportabile che un ragazzo appena diciannovenne venga fatto oggetto di tanto odio razziale.
Facciamo interrompere le partite dove i fischi sommergono il poveretto, dove gente irresponsabile, animata dall’odio razziale offende il valore intangibile di uguaglianza e di fraternità fra gli uomini.

E siccome la mamma dei cretini non smette mai di mettere al mondo abbondante prole, siamo arrivati al punto di assistere a cori derisori contro il ragazzino anche negli stadi dove lui non c’è.
Ma non perché è in panchina, ma anche se sta giocando a 500 chilometri di distanza. Per combattere questa logica non è sufficiente interrompere la partita, non serve multare le società, non serve caricare gli arbitri di decisioni che non competono loro e che, nel migliore dei casi li distrarrebbero dalla loro funzione principale.

Serve cambiare le teste, a cominciare da quelle che non sanno che scrivere ogni giorno sui giornali di sport per riempire le pagine, che rimestano nel fango delle debolezze dei cretini, che alimentano in modo subliminale il disprezzo ingiustificato nei confronti di una speranza del calcio, con il rischio di bruciarne ogni aspettativa.

Non è questo il messaggio che lo Sport intende diffondere.

Indichiamolo ai giovani, in famiglia e a scuola. Diciamo loro che la pratica sportiva è esercizio d’impegno, di ordine, rigore e di esaltazione fisica e mentale.

Inculchiamo nelle loro teste l’idea che nello sport, come nella vita, non esistono nemici, ma solo avversari, insegniamo loro che si può vincere e perdere, senza rinunciare alla stima di sé e che condividere con qualsiasi essere della terra gli stessi spazi e le stesse risorse significa aver compreso il ruolo che ogni uomo è chiamato a svolgere su questo litigioso pianeta.

Giocondo Talamonti


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che la diffusione della banda larga (sistema di trasmissione dati in grado di inviare una grossa quantità di informazioni) delle reti Wi-fi ( abbreviazione di Wireless Fidelity-termine che indica dispositivi per collegarsi a reti locali senza fili) è ormai considerata un fattore indispensabile di crescita economica e occupazionale di un Paese;

Considerato che la possibilità di accedervi offre un’opportunità di crescita alle nostre imprese e a tutto il nostro sistema produttivo perché consente di costruire un’economia della conoscenza e dell’innovazione più competitiva e dinamica ma, soprattutto, di realizzare uno sviluppo sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale.

Preso atto che dobbiamo sempre più considerare l’accesso alla Rete, e la diffusione di Internet come tecnologia sociale per far crescere la qualità della vita, la coesione territoriale, la forza di inclusione di una comunità.

Tenuto conto che disporre di tale tecnologia significa intervenire in modo diretto sulla qualità della vita e sul futuro dei nostri cittadini perché permette loro di aprirsi ad una nuova stagione di sviluppo.

Visto che sul sito del Comune di Terni è stata già da tempo presentata e inaugurata la prima nuova rete Wireless Comunale, presso il nuovo parco di viale Trento, promosso dal Comune di Terni in collaborazione con “In.I.T.”

Valutata l’opportunità di realizzare un progetto di Rete che per l’ innovazione apre una nuova sfida in termini di crescita per Terni, iniziando con il dotare tutti i parchi e i centri di accoglienza di una rete Wi-Fi accessibile gratuitamente, da qualsiasi computer, per poi proseguire con l’opportunità di diffusione della banda larga in tutte le abitazioni del Comune di Terni.

Considerato il ruolo centrale dell'amministrazione comunale nel promuovere un tavolo informale di messa a punto di una mappatura di copertura di banda larga nel territorio del Comune di Terni, da estendere nei comuni della provincia.

Si interroga il Sindaco per sapere:

• Se intende sviluppare in altri parchi cittadini e in altri Centri il progetto “Terni senza fili” inaugurato al Parco di Viale Trento;

• Se è stata realizzata una mappatura di luoghi della città da aprire alla multifunzionalità;

• Se è nelle prospettive dell’amministrazione sviluppare la tecnologia Wi-fi come strada innovativa e di sviluppo della nostra città e dell’intero territorio.

Terni, 18 gennaio 2010
Il Capogruppo RC/CI
Ing. Giocondo Talamonti



Il 23 febbraio 2010, alle ore 16.30, presso l’ITIS si svolgerà un incontro con tutti i docenti, attualmente in quiescenza, che nel passato hanno contribuito a dare lustro all’Istituto tecnico industriale, vanto indiscusso dell’apprezzata preparazione delle maestranze che si sono integrate con il sistema economico-produttivo della città.

Ritrovarsi, per ravvivare la memoria storica dell’Istituto Allievi e per creare un momento di valorizzazione e di miglioramento del sistema scolastico.

I periti industriali che, in passato, sono stati formati hanno costruito il successo del territorio e, da quelle radici, deve rilanciarsi con forza l’attenzione verso l’istruzione tecnica e Professionale.

Non si tratterà solo di ricordare, ma di trovare stimoli per una crescita della scuola Industriale la cui storia, il ruolo sociale svolto e il legame con il mondo del lavoro ne fanno ancora oggi un punto di riferimento.


Il programma dell’incontro sarà reso disponibile nei prossimi giorni.
Fonte Foto: http://www.partecipiamo.it/xxv/immagini/La-resistenza-disegni-800.jpg

Germinal Cimarelli nato a Terni nel 1911, caduto a Terni il 20 gennaio 1944, operaio specializzato. Medaglia d’oro al valor militare.
Comandante di un distaccamento partigiano combattè contro i nazifascisti nella zona montagnosa che va dalla Prata a Cesi, fino a Giuncano. I tedeschi occupanti, messi in difficoltà dalla combattività degli uomini di Cimarelli, il 20 gennaio 1944 attaccarono di sorpresa e in forze sul Monte Torremaggiore:

l’operaio antifascista cadde per consentire ai suoi compagni di sganciarsi e di mettersi in salvo.

Nella ricorrenza del 66.mo anniversario della morte di Germinal Cimarelli ricordarne la figura assume una duplice valenza: la difesa dei principi per i quali tanti nostri concittadini hanno lottato, il sacrificio di tanti altri per affermare la libertà.

Germinal Cimarelli ha contribuito a scrivere l’attuale Costituzione, nata dalla sofferenza degli italiani, dalle morti e dal lutto di un’intera generazione. Il sacrificio della vita è l’esempio estremo e più convincente dei valori in cui credere, meritevole di essere consegnato, con il suo messaggio di verità, alla custodia delle coscienze dei nostri figli.

Non dimentichiamo, quindi, le migliaia di testimonianze su cui è stata costruita la libertà in cui oggi viviamo. Nostro dovere è difenderne il senso e trasmetterne gli ideali, perché anche le generazioni che ci seguono abbiano riferimenti certi in cui credere e lottare.

L'Italia ha una memoria viva e condivisa. Essa richiede sempre di più il lavoro della storia, la passione civile di chi ricerca il passato per operare. Il sacrificio estremo dei nostri padri, non può essere disperso, ma servire da esempio per le generazioni più giovani e da monito per tutti a non cadere di nuovo negli errori ideologici e storici che hanno segnato un periodo troppo lungo della crescita dell’uomo.

Per gli italiani, il lavoro della memoria nacque anche dal genio di poeti e patrioti come Foscolo che scrisse: "italiani, io vi invito alle storie…", e indicò Santa Croce a Firenze come luogo dal quale costruire una religione civile per un popolo che voleva diventare Nazione.

I luoghi dove avvennero gli scontri li vorremmo vedere sempre più frequentati da ragazzi delle scuole per cogliere i valori di libertà alla cui base si scoprono gli ideali di pace, e di fraternità fra i popoli. E’ dalla conoscenza, dal ricordo, dalla memoria sempre viva che si costruisce il futuro.

Io , il 20 gennaio 2010, a Torremaggiore ci sarò.


Terni – Lunedì 11 Gennaio 2010 dopo la discussione in Comune, la questione dell’accorpamento tra ITIS e IPSIA è stata affrontata in Provincia. Con il disappunto di chi lavora e studia nelle due scuole si è conclusa, almeno per ora, con un nulla di fatto.

La cronaca della giornata

Prima del Consiglio provinciale, una rappresentanza dei consiglieri e l’assessore alla scuola Cherubini Stefania, hanno incontrato una delegazione scolastica.

Successivamente il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui è stato dato mandato al Presidente e alla Giunta di:

1. analizzare, sulla base delle novità normative, dell’andamento delle iscrizioni dell’anno in corso, della complessità e delle peculiarità degli istituti dimensionati, le eventuali modifiche da apportare al Piano di dimensionamento provinciale;
2. riattivare, in sinergia con il mondo della scuola, le associazioni di categoria, l’Università, il tavolo di confronto sui distretti formativi integrati per il rilancio della formazione tecnico-professionale superiore;
3.sviluppare idee innovative, anche nella gestione organizzativa delle strutture scolastiche provinciali, per liberare risorse da investire nel rilancio del polo tecnico-professionale provinciale.


Le dichiarazioni:

Dal Messagero del 12/01/2010 – Giocondo Talamonti Dirigente del mega istituto Allievi-Pertini, che si trova ad avere più di novecento studenti scuote la testa sconsolato. “ Quando si accorpano due realtà come queste, ognuna con una propria identità si va all’eliminazione di una delle due. Io cerco di fare il possibile, sono a scuola anche di sabato e domenica. Ma non basta”

Dal Giornale dell’Umbria del 12/01/2010 - “Pretendono di decidere sulla nostra scuola persone che non ci sono mai entrate – commenta duramente il preside Talamonti – L’anno scorso è prevalsa la fretta, stavolta il rischio è che il problema non venga neanche affrontato”.

“La telenovela continua in commissione provinciale, martedì 19 gennaio p.v., la scuola ternana è in trepidante attesa di ricevere anche dall’ente Provincia segnali positivi e rassicuranti per la popolazione ternana che segue con attenzione l’offerta formativa a vocazione tecnica e professionale necessaria al territorio.”


Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che una società civile è tale se mette tutti nelle stesse condizioni di fruibilità dei servizi disponibili;

Tenuto conto che il mezzo televisivo è riconosciuto attualmente come uno dei modi più concreti per condividere le situazioni che animano il nostro Paese e per sentirsi cittadini del mondo;
Preso atto del progressivo aumento della popolazione anziana fra cui si manifesta un’alta percentuale di persone che hanno difficoltà a seguire i programmi televisivi per problemi di udito;
Considerato che rari sono i servizi televisivi tradotti, per i sordomuti, nel linguaggio dei segni, peraltro quasi del tutto sconosciuto alle persone anziane.

Si impegna il Sindaco ad attivarsi perché, almeno a livello locale :

• la Rai regionale inizi a sottotitolare i telegiornali, di sua pertinenza, onde mettere in condizioni sia i sordi, sia gli anziani di seguirli nella loro interezza.

• L’Ente Provincia e l’Ente Regione siano sollecitati a sostenere l’iniziativa nella prospettiva di estenderla anche ad ulteriori programmi per adulti, sia a livello regionale che nazionale tenuto conto che il supporto scritto ne rende più facile la comprensione.

Terni, 11.01.2010
Il Capogruppo RC/CI
Giocondo Talamonti
Luzio Luzzi
Mauro Nannini


Le immagini dei festeggiamenti!


Il 18 giugno 1972 la Ternana nell’ultima giornata di campionato batteva il Novara per 3 a 1 e conquistava la serie A. Era seguita e amata in tutti i settori dello stadio come dimostrano lo sventolio delle bandiere da me riprese. L’attaccamento alla squadra costituiva la forza in più per vincere le partite.

Per poter festeggiare ancora occorre ritornare e avere un feeling più stretto della squadra per la città.

Nei prossimi giorni racconterò alcuni aneddoti relativi alla storia della Ternana da me vissuta.

FORZA TERNANA!!



Martedì 12 gennaio 2010, alle ore 10.00, presso la sala Consiliare del Comune di Terni, sarà presentato il periodico "La Scossa".

"Vogliamo offrire, come gruppo (Rifondazione Comunista/Comunisti Italiani) un servizio fatto di opinioni, di idee sui temi che rigurdano la gente; vogliamo essere una una voce libera, un periodico aperto e per questo mandateci i vostri quesiti, le vostre testimonianze, i vostri punti di vista. Saranno molto preziosi. Vi aspettiamo a Palazzo Spada per la presentazione ufficiale de "La Scossa".

Il periodico sarà spedito on-line a chi ne farà richiesta (giocondo.talamonti@email.it)."