Come e quando nasce l’Amatori Podistica Terni


di Giocondo Talamonti*

L’idea di costituire un’associazione, una società amatoriale, un gruppo sportivo non è maturata dopo lunga riflessione. E’ nata per caso. Si dice che le intuizioni siano felici quando nascono sotto una buona stella. Ignoro quale congiunzione astrale ci fosse in quel giorno di marzo del 1975, quando mi presentai all’appuntamento con Valentino Latini per fare qualche chilometro di marcia lungo l’argine destro del canale di Piediluco. Ricordo perfettamente, invece, che le condizioni atmosferiche erano pessime. In dubbio se cominciare o no, decidemmo per un’azione di coraggio e, contro ogni logica, cominciammo ad andare. Chi conosce quei posti, sa che non ci sono ripari per improvvise bizzarrie del tempo. Difatti, un temporale violento ci colse nel mezzo del percorso. Se ci fossimo buttati nel canale ne saremmo usciti più asciutti.
Era il periodo in cui una stampa salutista magnificava i vantaggi della marcia, nascevano raduni in ogni posto, la “camminata” faceva parte integrante di ogni festa paesana. La forte partecipazione della gente alla manifestazione confermava l’apprezzamento per la novità di una corsa non competitiva, il desiderio di stringere amicizie e confrontarsi affettivamente con gli altri.
Qualche giorno dopo, mi iscrissi con qualche amico ad una maratonina di 12Km. in quel di Narni, dove prendemmo il via con Abdon Pamich e con Carlo Bomba, due atleti carichi di gloriosi trascorsi sportivi di caratura mondiale. Mi sentii un privilegiato solo per stare a fianco dei due, anche se quella sensazione durò appena qualche chilometro; il tempo per riscaldare i muscoli e i due campioni salutarono il gruppo. Non mi valse la consolazione che fossero in pensione, né l’illusione che io fossi più giovane e ben allenato. Quando decisero di allungare, sfilacciarono anche le mie residue speranze di opporre un’eroica resistenza.
Ma lo spirito della marcia non competitiva è tutt’altro: camminare o correre secondo personalissime esigenze, opportunità di socializzare, fare nuove conoscenze, portare con sé moglie e bambini per godere della salubrità di percorsi attraverso boschi o in aperta campagna, ma anche di utilizzare i momenti di solitudine, quando il fiato manca per parlare con il vicino, per riflettere sui tanti problemi che affliggono ogni essere umano.
Tutto questo, constatavo, mi faceva star bene e, posso assicurarvi che i benefici maggiori non venivano esclusivamente dal movimento che i media si affannavano a decantare. Sentivo che facevo fatica a rinunciare, domenica dopo domenica, al piacere di un nuovo percorso, di incontrare nuovamente persone conosciute in precedenti manifestazioni, a ritrovare amici e ad aggiungerne di nuovi.
Convincere altri a fare marce più o meno impegnative non era una fatica, la corsa o “marcialonga” era una moda ma, soprattutto, un modo nuovo di occupare il tempo libero in attività proficue e salutari.
L’incentivo scaturiva anche dalla consuetudine di essere gratificati con prodotti derivanti dalle  tradizioni gastronomiche locali, alle quali spesso si aggiungeva il piacere di consumare insieme piatti dai sapori perduti.
La convinzione che tutte queste scoperte meritassero di essere inserite in un progetto sportivo e culturale e che sotto uno stesso nome amici e conoscenti propagandassero pregi e virtù  del proprio territorio, cominciò a farsi insistente.
Nel lontano 1976 fu fondata l’Amatori Podistica Terni. Nello stesso anno l’8 dicembre fu organizzato il 1^ Trofeo Città di Terni –Circuito dell’Acciaio- oggi solo “Circuito dell’Acciaio”. La sede, inizialmente, fu stabilita presso la Pro-Natura, in un locale ricavato negli scantinati del Palazzo della Sanità in via  Federico Cesi, davanti alla Piscina della “Soc. Terni”. Successivamente, fummo ospiti presso la sede del CSI in Corso del Popolo e poi presso l’AVIS,  quindi presso gli spogliatoi ricavati sotto lo stadio del Campo Sabotino. Oggi, la sede si trova negli scantinati dell’Istituto Tecnico Industriale, ma meriterebbe una sede idonea e una maggiore attenzione da parte di chi è preposto alla designazione dei locali.
Dopo la manifestazione di Narni con Abdon Pamich l’entusiasmo crebbe e ci ritrovammo con un gruppo di amici e famigliari a Vasanello, un’analoga manifestazione di cui venimmo a conoscenza nel momento in cui  fu annunciata e propagandata all’arrivo della corsa di Narni. Un’occasione destinata ad aprire le porte  della maturità all’Amatori Podistica Terni. A Vasanello, erano previsti più percorsi, alla premiazione conclusiva venne chiamato a ritirare uno scatolone di bottiglie di vino il “gruppo di Terni”. In risposta, si presentò, inaspettatamente, l’allora maresciallo della Fabbrica d’Armi di Terni, Franco Neri, al quale,  dopo aver ritirato il premio,  chiesi: “ma quanti siete del vostro gruppo?” Lui rispose che erano solo in due… gli feci presente che le famiglie ternane che avevano preso parte alla marcialonga, fra cui si contava quella di Lelli Franco, erano molte di più. Allora, dividemmo le bottiglie di vino dandoci appuntamento presso la Pro-natura. Quel primo incontro in sede servì a decidere il nome da assegnare al gruppo, i colori sociali ed il motto.
Dopo una serie infinita di proposte, la scelta cadde su “Amatori Podistica Terni” per il nome, il giallo azzurro per i colori sociali (colori della Provincia di Terni) e per il motto si convenne: “Corri, marcia e… cammina per la tua salute”.
 La prima fornitura di maglie venne da Santa Maria degli Angeli con il colore di fondo azzurro e scritta  bianca, maglietta e tuta portavano, anche, in fregio la scritta “Avis” a sostegno della donazione di sangue.
I primi ad aderire al Gruppo, oltre al sottoscritto, Giocondo Talamonti, furono: Dino Polverari, Angelo Attisano, Bruno Pietraforte, Pietro Falsini, Franco Neri, Francesco Cervelli, Roberto Locci e Giuliano Fiorini. Le sorti del gruppo furono affidate inizialmente ad un direttivo composto da tre persone: Giocondo Talamonti, Angelo Attisano e Roberto Locci. Lo statuto fu legalizzato nel 1979, presso lo studio notarile del dott. Colizzi in Corso Tacito.
Finalmente, gli iscritti potevano vantare di appartenere a un gruppo, avere colori sociali e sentirsi responsabili di doveri di accoglienza.
 Nel 1977, prese il via, da Piazza Dalmazia, la prima “Maratona delle Acque”, edizione numero zero, che si snodava da Terni a Piediluco e che aveva carattere competitivo, suddiviso per categorie. Sponsorizzò la manifestazione l’amico Franco Lelli, all’epoca titolare dell’Autoclan srl, Concessionaria Ford di Rieti. Il problema delle risorse finanziarie necessarie all’organizzazione degli eventi è stato e continua ad essere un tema di attualità che richiede un impegno costante di ricerca.
L’edizione n.1 della Maratona delle Acque fu organizzata il 25 giugno 1978, su 53 chilometri. Il percorso, con partenza dal Campo Scuola, toccava Piediluco, Forche di Arrone, Arrone, Montefranco, Valnerina e terminava al Campo Scuola “Casagrande”. Negli anni successivi, fu portata a 42 Km.


Come appena detto, la Maratona delle Acque, all’inizio, si svolgeva nel mese di giugno con tutte le ripercussioni legate al caldo del periodo. Tanta era l’acqua che si consumava… ma la scelta della data era, specificatamente, connessa alla conclusione  delle lezioni scolastiche. Il gruppo, infatti, cercava di richiamare l’attenzione degli studenti, favorendone per quanto possibile la partecipazione. Nella mia funzione di insegnante di allora, coinvolgevo, personalmente, le mie  classi e qualcuno, a distanza di 35 anni, ancora vi prende parte.
Con l’anticipazione  della chiusura dell’anno scolastico, la Maratona fu spostata alla seconda domenica di maggio e, successivamente  quando si stabilirono rapporti collaborativi con l’Ente cantamaggio, fu avvicinata alla  tradizionale sfilata del 30 aprile,  permettendo così ai carri allegorici di essere  coinvolti  nella “Festa del Podista” organizzata, a vigilia della corsa, per accogliere  i gruppi  provenienti da tutta Italia.. Il giorno successivo, alcuni carri venivano posizionati lungo il percorso della Maratona in rappresentazione del folklore locale. I complessi musicali venivano fatti stazionare  nei pressi  dei ricchi ristori dove si poteva trovare di tutto: dai fagioli con le cotiche, alle lenticchie e comunque tante cose genuine preparate dalle  donne del Gruppo … che, nella partecipazione,  mettevano anche in campo le specialità della nostra terra. Al suono della musica, il passo stanco del podista  si animava e riacquistava il vigore  necessario per rendere il ritmo più frizzante.
In tempi più vicini a noi, qualcuno ha pensato di annullare la distanza di 42Km., che pure aveva un suo fascino. Personalmente, non fui contento della variazione, anche perché ne venni a conoscenza per via indiretta, in occasione di una manifestazione sportiva a Sangemini da parte di Guerriero Mencaroni, un corridore  di Perugia che di maratone ne ha vinte tante. Mentre lo salutavo con un arrivederci a Terni, mi comunicava che non avrebbe partecipato perché la lunghezza non era più di 42 chilometri… ; ma nella vita bisogna rispettare le idee degli altri e le decisioni collegiali.
L’annuale appuntamento si arricchì, presto, di valori aggiunti; così fu presentata, l’edizione 2004, nel corso della conferenza stampa che si tenne, il 4 maggio, presso la sala consiliare del Comune di Terni:
“La Maratona delle Acque è un’occasione per fare sport e di trarre vantaggio dai valori educativi che esso trasmette, di promuovere l’esercizio fisico come opportunità per stare insieme, socializzare e migliorare il proprio equilibrio intellettuale e relazionale. Ma la Maratona non è solo questo. E’ turismo, scambio di gruppi gemellati, amicizia, folklore, è…un invito alla partecipazione…”

 Nelle premiazioni si puntò, fin dall’inizio, ad  evidenziare anche l’aspetto culturale legato al luogo di svolgimento della corsa sia proponendo prodotti ad hoc realizzati dall’amico Marcelli di Portorecanati, sia includendo libri messi a disposizione dalle amministrazioni locali, senza trascurare le usuali coppe.

 Oggi come oggi, la Maratona necessita di una “messa a punto” e di essere riproposta  nuovamente nella distanza classica di 42Km., escludendo le scalette della Cascata; non è solo un sogno personale, ma il desiderio di tanti altri camminatori.

Lo richiede la sua specificità, l’eco nazionale, l’interesse, e l’attenzione suscitati nel passato fra i dirigenti del Coni, i quali, grazie all’On. Nedo Canetti, non mancavano di  invitare il gruppo alle riunioni importanti. Ricordo l’impressione che ebbe il CT azzurro della nazionale di atletica leggera, Elio Locatelli che vivendo  insieme a me e Nedo le fasi di svolgimento della Maratona delle Acque,  espresse apprezzamenti sul percorso e sul clima di entusiasmo che la corsa emanava. La bellezza naturale del percorso pieno di verde ed acqua con un paesaggio poetico poteva, a suo dire, entrare fra quelli da selezionare per svolgere una prova nazionale di Maratona.
L’On. Nedo Canetti, responsabile dello Sport del PCI, poi del PdS con un passato nelle fila dell’UISP, redattore di molti articoli sui valori dello Sport ci ha seguito in tante occasioni dando un contributo di crescita all’associazionismo sportivo. L’incarico di Nedo è ai nostri giorni coperto da Paola Concia che ha dato continuità al percorso da lui tracciato.

Alla vigilia di alcune corse, si era soliti organizzare convegni sulle problematiche connesse allo sport.
Lo spessore e l’importanza degli argomenti affrontati, oltre all’immancabile presenza dell’On. Canetti, hanno registrato la partecipazione di personaggi di grande rilievo nazionale come Franco Fava, maratoneta di levatura mondiale, Paola Pigni Cacchi, specialista del mezzofondo, medaglia di bronzo agli Europei 1969 ed ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972, Vincenzo Romano, dirigente del Coni che ha sempre lavorato per la promozione dello sport ad ogni livello ed in particolar modo nel settore giovanile; Sandro Donati, consulente Wada (Agenzia Mondiale Antidoping) che è stato uno dei primi a porre l’attenzione sul ricorso al  doping nello sport; l’Arch. Enrico Carbone dirigente del Centro Studi Coni; Paolo Bergamo,   arbitro internazionale di calcio; Marcello Armeni, Presidente nazionale Fidal Amatori; l’avv. Guido Calvi, parlamentare, presentatore del disegno di legge sul doping; l’On. Adriana Ceci Bonifazi, Vice Presidente Commissione Sanità alla Camera,  tanti giornalisti di testate nazionali fra cui Gianni Melidoni e Italo Cucci.

Si cercò di dare senso e forma all’attività sportiva, nello spirito di quanto caldeggiato dal dott. Ernst Van Aaken “Correte a lungo, lentamente, gioiosamente, in piena natura, tenendo un ritmo respiratorio ottimale.”
Per diffondere le manifestazioni, si puntò sui gemellaggi fra città, sugli scambi di esperienze e servizi, sul coinvolgimento delle famiglie nell’intento di creare il giusto clima aggregante di amicizia e socializzazione. Si pensò di realizzare un giornale sportivo per dare un maggiore eco all’attività e ai progetti del gruppo. La testata si chiamò “Amatori Podistica Terni” (Il primo numero uscì nel mese di agosto 1986-Direttore Responsabile Gastone Strozzi).
Si prese l’abitudine, come sopra accennato, di far precedere le corse più importanti da un convegno, alla fine del quale si andava insieme a  festeggiare.
Le tematiche affrontate variavano a seconda delle problematiche sociali e sportive: “La donna nello Sport”, “Sport in una città industriale”, “I giovani, la scuola ed il tempo libero”, “Lo sport gli anziani e gli invalidi”, “La violenza nello sport”, “Il volontariato lo sport e la legge”, “Lo sport, la salute, l’ambiente ed il tempo libero”, “Programmare, costruire, gestire gli impianti sportivi degli anni ‘90”, “Le barriere dello sport. Lo sport verso il 2000”, “Tecnologie, sport e tempo libero”, “L’informazione, lo sport e la salute”, “L’informazione ed il nuovo assetto sportivo” “ Pratica dello Sport, alimentazione, Medicina sportiva”,”Cuore ed attività motorie- esercizio fisico dell’età evolutiva”,” Lo sport per tutti”, “Sicurezza degli impianti e delle manifestazioni sportive”, “Sport, salute e doping”, “Crisi del Calcio, Crisi del Coni Crisi dello sport?”, “Lo Sport è inquinato?”, “Sport reale,sport virtuale”, etc. con la pubblicazione degli atti.
Il volume “Camminare umile, spontaneo e affascinante sport” uscì nel 1980.
All’inizio, l’Amatori Podistica Terni fu affiliata alla FIASP, Federazione Italiana Amatori Sport Popolari, oggi “Federazione Italiana Amatori Sport per tutti” e, nel 1979, il gruppo si iscrisse alla Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera)per sviluppare l’attività giovanile.
Il Gruppo Sportivo Amatori Podistica Terni nel 1978 aveva il seguente Direttivo: Presidente Giocondo Talamonti, Vice-Presidente Pietro Falsini, Segretario Antonio Bravi, Presidenti onorari Bruno Pietraforte e Dino Polverari, consiglieri: Angelo Americo, Alberto Battistini, Paola Calcina, Roberto Canestrelli, Giuliano Fiorini, Roberto Locci, Franco Neri, Alberto Nullo, Romualdo Rossi, Alfio Serafini, Roberto Tentellino.
La presenza del perugino, Roberto Canestrelli, fu determinante per stabilire rapporti con i gruppi che nascevano numerosi a Perugia e dintorni e anche perché Canestrelli partecipava con entusiasmo alle uscite del gruppo per la simpatia che aveva con la città di Terni. Spesso era presente alle manifestazioni podistiche del ternano, alloggiava per l’occasione presso l’Albergo Allegretti, dove a chiusura di ogni corsa si precipitava per fare una doccia per poi subito recarsi  alla stazione a prendere il treno.
Nell’anno successivo (1979), il Direttivo si modificò leggermente, e risultò  composto da: Presidente Giocondo Talamonti, Vice-Presidente Alberto Nullo, Segretario Antonio Bravi, consiglieri: Alberto Battistini, Paola Calcina, Giuliano Fiorini, Roberto Locci, Lucia Mari, Franco Neri, Sandro Neri, Luigi Pepponi, Daniela Amadio, Luciano Michiorri, Alfio Serafini.

Nei successivi direttivi entrarono Raffaele Stuppini, Luciano Montesi, Maurizio Cristiani, Gastone Forzanti, Augusto Fratini, Giuseppe Solani, Giuseppe Palermo, Bruno Battistini, Enrico Pasquali, Edgardo Sardonini tutte persone inclini al rapporto sociale, all’aggregazione, al raggiungimento dell’obiettivo “lo sport è salute”.



Bruno Battistini, titolare del noto ed omonimo negozio di strumenti musicali, diffuse  i primi volantini di invito ad iscriversi al gruppo Amatori. L’associazione s’allargò a dismisura. Camminare, correre e, comunque, muoversi era diventato un imperativo al quale non si poteva rinunciare o rimanere indifferenti. L’organizzazione delle manifestazioni si faceva sempre più complessa. Il problema della partecipazione non si poneva solo in termini di accoglienza, ma di sicurezza. E alla sicurezza non si potevano far deroghe. L’impegno cresceva e l’apporto di iscritti con le giuste conoscenze per assicurare gli standard minimi di salvaguardia fisica (non esclusa la preparazione di cibi su scala macroscopica) non era più un optional.
Enrico Pasquali grazie alle esperienze maturate come campeggiatore fu incaricato del “servizio pasti e ristoro”;  si avvaleva della collaborazione della brava cuoca addetta alla mensa  delle scuole “Mazzini” e “Matteotti”, abituata perciò a  preparare pasti di qualità per centinaia di persone. 
Ma non fu quella l’unica occupazione; le relazioni e i collegamenti con l’estero s’infittivano, specie dopo la mia nomina a Presidente nazionale della FIASP.
Luciano Michiorri fu il primo a venire in soccorso al mio incerto inglese, proponendosi come accompagnatore in ogni dove. Non dovetti aspettare molto a concludere che ne sapesse meno di me. Ma stavo così bene con lui.
Con Luciano preparavo gli interventi per le varie assemblee ed incontri. La sua disponibilità andava oltre ogni immaginazione. Riusciva a comunicare in tutte le lingue del mondo, facendo ricorso ai gesti e alle più varie espressioni del viso. Se la lingua serve a comunicare, lui era così bravo da utilizzare occhiate e mosse interpretabili da tutti. Anzi, da quasi tutti.
Non gli riuscì in Danimarca. Stavamo al ristorante. Seduti da un’ora, non ci servivano mai. Luciano s’era addolorato il fianco a forza di colpirselo con la mano tesa per far capire che avevamo fame. Il cameriere ci guardava ora con un sorrisetto colpevole, ora con una faccia seria e se ne andava. Tutti mangiavano meno noi. Fu allora che, approfittando di una distrazione del cameriere, Luciano afferrò un carrello colmo di portate, ne scaricammo un paio e mangiammo. Con lo sguardo controllavamo la reazione  del dipendente, pronti a difendere con i denti, prima che con le unghie, il pasto faticosamente conquistato. Resosi conto dell’azione di forza, si rivolse a noi in danese e a brutto muso, ma stavolta fummo noi a ignorarlo. Un commensale che aveva assistito ai precedenti nostri tentativi e alla studiata mancanza di attenzione del cameriere disse qualcosa al connazionale. Si capiva bene che si trattava di un rimprovero e che in qualche modo difendesse il nostro comportamento.
L’assenza di comprensione era un elemento ricorrente all’estero. Per meglio dire, era una costante. In occasione delle Olimpiadi degli Sport Popolari organizzate in Belgio, l’unica nota storta fu l’uso esclusivo del fiammingo per, diciamo così, comunicare. Ricordo che dall’albergo, io e Lelli, che m’accompagnava, dovevamo partecipare ad una riunione in una non meglio definita destinazione che, terminando per “…salle”, arguimmo si trattasse di  una stanza adibita allo scopo. Chiedemmo indicazioni al portiere, il quale, sempre in fiammingo, ci fece capire che, girato l’angolo, avremmo trovato quello che cercavamo. In effetti trovammo un cartello  e una freccia che diligentemente seguimmo. Tanto diligentemente che, dopo qualche centinaio di metri stavamo ancora seguendola. Per farla breve, imboccammo a piedi e sotto un sole insolito per quelle latitudini, una superstrada. Sempre attenti e quasi ipnotizzati dalle indicazioni dei frequenti cartelli e dalle frecce che sembravano dare “…salle” a due passi, percorremmo più di 10 chilometri. Sotto ad ogni indicazione stradale c’era sempre una scritta in fiammingo di cui ignoravamo il significato. Quando, infine, ne trovammo uno che riportava in basso “5 Km”, ci sembrò d’essere giunti a casa. Arrivammo a destinazione mezzo disidratati. La riunione era finita da oltre mezz’ora e rinuncio a pensare a quali conclusioni dovettero giungere i pochi che erano rimasti alla vista di noi due avventati su birre, sidro, coca cola e ogni altro liquido disponibile.
Una volta tornati in albergo chiedemmo al portiere, stavolta in inglese, perché mai ci avesse ingannato facendoci credere che il posto stesse dietro l’angolo e apprendemmo che intendeva riferirsi alla navetta allestita per raggiungere il posto. Ci guardammo sconsolati e ci sentimmo un po’ come Totò e Peppino a Milano
Un doveroso ricordo voglio riservarlo all’Avv. Augusto Fratini che correva con a fianco il cardiologo  dottor Giuseppe Solani. Si sentiva tranquillo in quel modo e così andava senza paure.
Con lui ho fatto una maratona in Austria. Una presenza gradevole la sua, e un punto di riferimento per tutti, capace di sdrammatizzare ogni cosa con il sorriso sulle labbra. Un’altra figura destinata a restare indelebile nella memoria è quella di Gastone Forzanti. Nei momenti di difficoltà cercavo il suo abbraccio. Generoso per natura e disponibile per scelta, era dirigente dell’Avis e si faceva in quattro per ascoltare non solo il Presidente, ma chiunque si trovasse in bisogno di aiuto.  Due occhi vispi gli conferivano simpatia, tanto che accoglieva, con la bandierina rossa, i pullman che giungevano al campo scuola facendoli sistemare per consentire a tutti di parcheggiare. Lui per tutti era “Gastò”, un modo inusuale per stabilire il contatto prima degli abbracci. Pronto ad un giro di ballo alle prime note della musica.
Edgardo Sardonini: la sua predilezione, in ogni  raduno, è  di prendere in mano il  microfono con cui commenta tutte le fasi, cercando di coinvolgere i presenti e di indirizzarli nel modo giusto. Persona semplice, ma ricco di amore e passione per lo sport. Le frecce lungo il percorso sono state le sue e…nessuno gliele toglie.
Giuseppe Palermo, insieme a Gerardo Gambini, ha sempre curato la distribuzione dei riconoscimenti ai partecipanti. Severo con se stesso si è accreditato nel gruppo come persona da tenere in debita considerazione; cristallino e d’acciaio  ma anche faro nei momenti difficili.
Sandro Romboli, il maggiaiolo doc, presentatore di spettacoli di arte varia entrò nell’organizzazione dell’Amatori come speaker al Campo Scuola “Casagrande”. Ho un ottimo ricordo. Durante un’assemblea un po’ animata del gruppo Amatori qualcuno, rivolgendosi a lui con fare quasi minaccioso, lo apostrofò con le parole “…che stai registrando?...” e lui, dalla battuta sempre pronta,… “ voci nuove…”
Maurizio Cristiani, Capitano della Fabbrica d’Armi, era il mio abituale compagno nelle corse, condividevo con lui lo stesso ritmo e la stessa voglia di partecipare. Ci si allenava spesso insieme e il suo  passo costante, a volte, non ti lasciava respirare.
Francesco Cervelli il suo programma di corsa, invece, era del tutto personale; lo vedevo al via, impostava il suo ritmo e ci incontravamo di nuovo all’arrivo. Ricordo che alla “100 chilometri del Passatore” percorremmo insieme  i primi tre quarti dei 106,5 Km del percorso ma,  stanco di seguire il mio passo,  mi disse“…io allungo, voglio raggiungere Falsini, tanto siamo quasi arrivati” mancavano alla meta quasi trentadue chilometri. Il giorno successivo, pur stanco e con dolori ai piedi mi sono recato al lavoro, lui invece  ha preferito smaltire la fatica a letto. Si dice per una settimana.
Alberto Nullo, atleta generoso e persona squisita. Barista prima da “Evangelisti” e poi, in Piazza del Mercato, al “Chicco d’Oro”. Tra un caffè e l’altro ti dava le informazioni necessarie per partecipare alla corsa della domenica, nel retrobottega  aveva messo una bacheca ove erano affissi tutti gli impegni del gruppo. Il bar diventò la sede di incontro e punto di riferimento. Alberto curava e garantiva i rapporti con tutti e trasmetteva la sua cordialità aiutando organizzatori e podisti nell’esercizio della loro passione. L’Amatori Podistica, a sua volta, tacitamente si conformava agli impegni di Alberto. Quando decise di lasciare il “Chicco d’Oro” per la pensione (si fa per dire), ricominciò in un bar di via Primo Maggio e nuovamente lì ci si incontrava per prendere il caffè e leggere il giornale; unicamente  perché c’era Alberto, un amatore che sapeva sempre accogliere tutti  con il sorriso…
Il gruppo aggiunse una voce importante e qualificante ai suoi annuali programmi quando organizzò la Staffetta Terni- Bologna, nell’intento di celebrare quel triste evento della stazione di Bologna del  “2 Agosto 1980, una data da non dimenticare”. Quella scelta segnò un obiettivo non solo sportivo. Il gruppo era composto da gente che, oltre a correre, usava anche la testa per riflettere e per stimolare attenzione e interesse su temi di scottante attualità sociale; furono partecipazioni sofferte, scelte condivise dopo notti insonni, felicemente stanchi e coscienti di aver dato, a modo nostro, un contributo alla condanna popolare di politiche stragiste. In una delle tante marce ho ricevuto da mio figlio Claudio, una lezione di vita. Ci trovavamo nei pressi di Bologna e la manifestazione comprendeva la visita al monumento eretto  in memoria dei partigiani caduti sul monte Sabbiuno.  Lì, c’è uno strapiombo dove i partigiani uccisi venivano gettati e fatti rotolare, come rifiuti, nella scarpata. Mi dimenticai di svegliare Claudio. La mancata visita provocò una sua reazione al risveglio che mi dette la misura del mio errore. Con un tono deciso mi disse: “…che ci sono venuto a fare?”. Faceva solo le elementari, ma mi insegnò che la volontà di omaggiare le vittime di quella pagina triste della storia, valeva per lui molto più di una partecipazione alla corsa. Una scelta fatta fin dall’inizio, è stata quella di legare le manifestazioni ad un problema sociale e ambientale, perché attraverso lo sport si facesse una riflessione sui temi collegati alla salute, al tempo libero, alla salubrità dell’aria etc.
Quando tutti misuravano la salute sulla base di un certificato medico che autorizzava l’attività sportiva, il gruppo promuoveva la cultura della salute,  sviluppando le conoscenze sanitarie dei partecipanti ai fini del soccorso ai  podisti in seria difficoltà. Le basi di primo soccorso che si intendevano conferire  avevano il proposito  di allungare i tempi in misura utile al sopraggiungere dell’ambulanza.
Altro aspetto che impegnò l’Associazione fin dall’inizio, fu il rapporto con la stampa, consapevoli che la comunicazione consentiva di interagire in modo efficace con un largo pubblico.
Grazie a questo strumento, le nostre manifestazioni si fecero conoscere e, attraverso depliant illustrativi inviati a tutte le società e gruppi sportivi in Italia, fu possibile estendere l’informazione sull’intero territorio nazionale.
La nostra partecipazione alle varie marce amatoriali organizzate da altri gruppi, prevedeva sempre l’esposizione di un nostro striscione, di manifesti della Cascata delle Marmore e del lago di Piediluco che attiravano l’attenzione dei podisti e dei camminatori.
Le TV locali, a cui non facevamo mancare il nostro comunicato stampa, ci seguivano e in prossimità delle manifestazioni davano molto risalto all’evento. La prima TV locale a supportarci fu Teleterni anche se trasmetteva via cavo ed era accessibile a pochi concittadini. Fu quella stessa emittente che riprese il primo Circuito dell’Acciaio, un filmato andato perduto perché la stazione, purtroppo, riutilizzò la cassetta per altri servizi, nella determinazione di risparmiare.. Un danno per la storia del podismo nella nostra città.
Tra gli atleti di maggior spicco che hanno nobilitato con la loro presenza le manifestazioni dell’Amatori Podistica Terni vanno ricordati: Elvino e Loris Gennari, il primo vincitore di una Torino –Saint Vincent, l’altro fondista di fama nazionale; Vito Melito più volte vincitore della “100 Km. del Passatore” da Firenze a Faenza; il ternano Tonino Viali che ha iniziato a correre con l’Amatori Podistica Terni e poi ha cambiato squadra perché voleva andare alle Olimpiadi.  Quando espresse questo suo intendimento, lo guardai  un po’ scettico, ma oggi, alla luce di quello che ha fatto Viali, debbo dire ai giovani che l’impegno, la serietà, il sacrificio e la voglia di imporsi sono tappe obbligate per realizzare i propri sogni. Viali è diventato atleta azzurro del mezzofondo. Questi i successi più brillanti da lui riscossi negli 800 metri: nel 1988 ha partecipato alle Olimpiadi di Seoul, ottenendo il 2^ posto in batteria, arrivò ai quarti di finale (non entrò nella finalissima perché ai quarti erano solo i primi tre a classificarsi), nel 1989, ai Mondiali indoor,  tenutesi a Budapest, si classificò al terzo posto con 1'46"95,  nel 1991, ai Giochi del Mediterraneo di  Atene ottenne ancora il  Bronzo, nel 1992 agli Europei indoor a Genova vinse ancora il Bronzo. 
Altre iniziative che hanno accumulato nel tempo fascino e valore storico, furono: l’organizzazione della 100 Km. Perugia-Terni, che trovò spazio per la prima volta sulla pagina nazionale sportiva de “Il  Messaggero”; la manifestazione “Lui e Lei” che si svolgeva  nella settimana di San Valentino; gli spettacoli per bambini in maschera nel periodo di carnevale, prima al cinema “Modernissimo”, a fianco del Caffè Pazzaglia, e poi presso le Officine Bosco, con animazione per far divertire grandi e piccoli.

Lo spirito della Festa, come si capirà, ha sempre animato l’Amatori Podistica e ha richiamato un numero crescente di iscritti alle manifestazioni. Fra i partecipanti non sono mai mancati i personaggi di spicco della città.  Il Sindaco di Terni, On. Giacomo Porrazzini, seguiva la nostra attività e partecipava alla Maratona e al Circuito dell’Acciaio. Io ho avuto il piacere di allenarmi con lui e vi posso assicurare che aveva il passo costante del montanaro, quello, per intenderci, che non riesci a staccare e che anzi,  fai fatica a seguire.
L’assessore Rischia Roberto, grande estimatore del gruppo, non ha fatto mancare la sua presenza anche in manifestazioni internazionali.
La prima uscita oltralpe del Gruppo è stata la Maratona di Parigi. Cinquanta iscritti partiti da Roma con il “Pendolino” diretto nella capitale francese, in compagnia di un’infinità di storie, aneddoti, scherzi, macchiette ed episodi come quella di Canestrelli che dormendo in cuccetta cadde dal letto nel momento in cui sognava di andare incontro ad un incidente. La caduta gli comportò un danno fisico di discreta importanza. Il capotreno avvertito dell’incidente mi comunicò i particolari mentre varcavamo la frontiera. Alla stazione “Gare de Lyon”, a Parigi trovammo ad attenderci la polizia ferroviaria, che pretese di intervenire in nostro aiuto prima di andare in albergo.
Non ci avrebbe lasciato partire se non avessimo risolto il problema fisico di Canestrelli. Detti l’incarico a Michele Ariola di accompagnare il ferito al centro ospedaliero; un parente di Roberto Gentileschi  ci fece da interprete.
Con il metrò raggiungemmo Saint-Denis e fummo dislocati in due strutture diverse ove alloggiare, grazie all’interessamento della città gemella di Terni, Saint-Ouen.
Era la prima volta che vedevo Parigi e la Torre Effeil.
 Uno spettacolo, un sogno. La bellezza di quei monumenti la conoscevo solo attraverso i libri e nonostante ci fosse una scommessa, con l’allora assessore Rischia, su chi avesse completato per primo il percorso dei 42 chilometri, cercai di mantenere un  passo cadenzato per  armonizzarlo con i tempi necessari a gustare le bellezze che incontravo.
I viaggi che ho fatto successivamente a Parigi, non mi hanno dato l’emozione che provai quella prima volta.
I collegamenti radiofonici fra Parigi e Terni erano assicurati da Michele Ariola che dava voce e informazioni sulla nostra partecipazione ai concittadini in Italia.
Durante queste trasferte la funzione del giornalista era importante, in quanto faceva vivere alla città il piacere della corsa e le soddisfazioni che i concorrenti provavano.
Negli anni successivi, la città francese gemellata ci mise a disposizione le stanze ricavate sotto le gradinate dello stadio di calcio di Saint-Ouen. Mi ricordo che le stanze matrimoniali furono lasciate ai podisti che avevano portato con se le mogli, mentre in una camerata dormivano tutti i singoli. E’ facile immaginare quante situazioni divertenti, spassose e ridicole si possano essere verificate durante il soggiorno. Fra noi si era instaurata una specie di concorrenza per superarsi l’un l’altro durante la corsa, con studio sistematico di tattiche che non si riusciva mai ad applicare ed il tutto per il gusto semplice dello sfottò del giorno dopo.
Dopo tanti anni mi scorrono davanti agli occhi gli amici dell’Amatori che non ci sono più (Nullo Alberto, Forzanti Gastone, l’avvocato Fratini Augusto, Michiorri Luciano, Domizi Franco e tanti, tanti altri) e personaggi che hanno fatto la storia del podismo in Italia: Remo Martini, Ferramondo Pierluigi, Mario Ferracuti, Bruno Marcelli... Con quest’ultimo ho in programma ogni anno una sfida sui cento metri in pista, ma in un modo o nell’altro si trova sempre il motivo per  rinviarla…chissà perché?
 Forse per un rispetto reciproco degli orgogli personali passati?
Bruno Marcelli è stato un grande atleta, un velocista a livello nazionale. Anche io sono stato un componente della staffetta 4x100 ai campionati studenteschi nella categoria allievi dell’ITIS. Certamente, il confronto fra le prestazioni pregresse è tutto a mio sfavore, ma io continuo a mettere sulla bilancia lo spirito e la volontà che non mi hanno mai abbandonato.
Scavare nei ricordi e riportare alla mente fatti e personaggi di un periodo semplice ma pieno di significati, fa rivivere momenti bellissimi e forti emozioni.
 E’ un po’ come riavvolgere il film d’una parte della propria vita e assaporare gusti e valori perduti che acquistano significato solo con il tempo, quando qualche capello bianco te li fa apprezzare ancora meglio, proprio grazie alla consapevolezza e alla certezza che non avranno modo di ripetersi.
 Tanti i flash che riaffiorano alla mente e che danno valore all’ormai quarantennale storia dell’Amatori Podistica Terni, pur nella dinamica delle sfaccettature con cui si è sempre confrontata; eccone alcuni.

“Insieme per capire”, una manifestazione della Fiasp ideata con il duplice scopo di raccogliere fondi in aiuto dei più bisognosi e delle associazioni operanti su tematiche sociali e, anche,  di far riflettere tutti sui problemi sociali, economici e fisici delle persone. La partecipazione era libera ed il passo era regolato secondo le potenzialità personali, così i chilometri: un giro di un percorso cittadino, due o tre per chi intendeva misurarsi con se stesso. Terni si è sempre distinta per generosità ed amore verso gli altri. Ora non so più che fine abbia fatto tale iniziativa.
La condivisione di intere famiglie ha personalizzato il carattere del Gruppo;  le più numerose, con tre maschi, la Famiglia Nullo e la Famiglia Talamonti e tre femmine la famiglia Mariani. Ricordo le alzate di notte per raggiungere i posti ove si svolgevano le manifestazioni sportive; le attese a Piazza Tacito e le sollecitazioni telefoniche a chi pur iscritto alla corsa non si svegliava. I figli che continuavano a dormire poggiando la testa sulle gambe della madre salvo  svegliarsi ogni qual volta il pullman faceva una sosta per consentire di sgranchirsi le gambe, la voglia di arrivare e di correre una volta giunti a destinazione. Pranzo al sacco o con gli organizzatori, ma mai una lamentela da parte dei più giovani.

Il coinvolgimento della scuola da sempre cercato e parzialmente acquisito; nonostante il Provveditorato prima e la Direzione Scolastica avessero, nel passato, emanato  apposite circolari alle scuole in occasione delle manifestazioni cittadine e nonostante le  sollecitazioni di docenti iscritti, ancora oggi riscontra discontinuità, vuoi perché manca l’orgoglio di sentirsi parte di una determinata comunità, sia per inerzia verso l’educazione fisica e il movimento. Certo manca lo spirito che aveva il mio docente di educazione fisica, il Prof.  Pietro Picchiami, che era solito allenarci, me e l’amico Archimi Giancarlo affiancati in corsa e lui dietro in bicicletta. C’è da lavorare, ma la strada è quella.

L’interesse all’attività dell’Amatori di Monsignor Franco Gualdrini, vescovo di Terni, Narni e Amelia.  Egli, romagnolo, incontrando in piazza i gruppi provenienti dalla sua regione, non mancava di soffermarsi e magari cantare con loro, prima della partenza: “Romagna mia, Romagna in fiore…”. L’apprezzamento che aveva nei confronti del gruppo lo dimostrava con la Sua immancabile presenza e con espressioni beneauguranti. In occasione della Maratona delle Acque del 10 maggio 1998 dette avvio alla manifestazione con le parole “A quanti, giunti da Terni e da ogni dove, partecipano alla Maratona delle Acque, sia ripiena di ogni bene la benedizione del Signore. Agli adulti (donne e uomini), agli anziani, ai giovani, ai bambini: vivete una giornata di fraternità in questo nostro bel territorio! Ai Dirigenti e promotori un saluto di stima e di augurio”.

"I disturbi intestinali”…La postina di Portorecanati che il giorno prima aveva partecipato alla Maratona delle Acque ed aveva festeggiato al Campo Scuola, tornata al lavoro, al momento della consegna porta a porta : “c’è posta per Lei, scusi posso utilizzare il vostro bagno”.
 L’antefatto: la pasta asciutta, lasciata da parte per i gruppi che si dedicavano alla distribuzione, aveva a lungo stazionato al sole in contenitori di alluminio.  Ciò aveva prodotto una lieve e fastidiosa alterazione dell’alimento. Mentre Nullo raccontava all’avvocato Fratini quello che era successo al gruppo di Portorecanati fu costretto ad interrompersi … “devo andare urgentemente al bagno..."  Si presentava  anche per lui il disturbo in argomento.


Il gemellaggio con la città di Portorecanati e il gruppo di Bruno Marcelli.
 Un gemellaggio che veniva vissuto in diversi momenti di ogni  anno. Bruno ci invitava alla Festa del gruppo e dei simpatizzanti. Tante le persone che vi prendevano parte; per Terni interveniva il nostro Onorevole Mario Andrea Bartolini e poi tutti in discoteca. La cosa singolare è che si ripartiva subito per Terni e non sempre il tempo era bello, c’èra la neve, era freddo anche perché si ripartiva alle due di notte. Io, sempre alla guida della mia Opel, per non addormentarmi tenevo il finestrino aperto e chi stava nei sedili posteriori si doveva proteggere coprendosi, come poteva, con il cappotto. Sembrava di essere in Siberia…il loro commento.
Una volta, per dare risalto al rapporto di amicizia i podisti del gruppo, partendo da Portorecanati, a staffetta, giunsero il sabato pomeriggio a Terni dove, in piazza Europa, era in atto la “Festa del Podista” manifestazione che precede la Maratona delle Acque. Sul palco c’erano il Sindaco di Terni, l’On. Mario Andrea Bartolini e tanti amici del gruppo
Era il 6 maggio 1982 e il gruppo podistico di Portorecanati aveva deciso di correre i 180 km che li separa da Terni, lasciando ad ognuno la libertà di adeguare il percorso personale ai suoi tempi di marcia. Al Castello Svevo, il sindaco uscente Luigi Matassini e quello entrante Romano Vecchi dettero il via ai  35 atleti coinvolti, ed alla carovana  delle auto al seguito, organizzata  per gli scambi e per le attrezzature utili. Giunti alla Cascata delle Marmore furono scortati dai vigili e dai carabinieri di Terni, per essere accolti a Piazza Europa dalle majorette, dalle istituzioni, dal Gruppo Sportivo “Amatori Podistica Terni” e da tanti altri gruppi partecipanti alla Maratona delle Acque. La conclusione dell’impresa fu segnata dall’accensione della fiamma, da parte dell’ultimo staffettista del GPA Portorecanati, in un apposito braciere predisposto  come alle Olimpiadi. Il gemellaggio si consolidò il giorno dopo al campo scuola con una torta gigante offerta a tutti i partecipanti dalla città di Portorecanati.

Qualche curiosità? 
Era caldo e i componenti il gruppo, durante le ore di sole,  preferirono correre a petto nudo: tutti arrivarono  abbronzati, solo Marcelli accusò una vistosa scottatura!
Un’altra particolarità: giunti alla Cascata delle Marmore hanno dovuto improvvisare una sosta forzosa: erano in anticipo rispetto alla tabella di marcia di oltre 35 minuti e soprattutto sulle previsioni indicate  alle autorità di accoglienza.
Che bello evento sportivo…


La 1000X 1000 in pista (mille atleti per mille chilometri). L’Amatori fu chiamata a dare il proprio contribuito nei chilometri da percorrere di notte. Tutti si dichiararono disponibili e a bordo campo, in attesa del proprio turno, ci si organizzava con panini al prosciutto. Si scherzava e ci si divertiva facendo una gara tutta interna impostata su chi impiegava minor tempo a fare il chilometro spettante. Nella prima edizione l’eccezionalità era costituita dal mettere insieme mille persone animate dal solo impegno di portare a  termine i mille chilometri della corsa. L’On. Bartolini, che non ci ha mai abbandonato, si cimentò insieme al gruppo e con il gruppo trascorse la notte.
La singolarità era costituita dal fatto che amatori, atleti, gruppi studenteschi, singole persone si erano iscritte per portare a termine mille chilometri continuativi, senza preoccuparsi del tempo occorrente. Negli anni successivi si tentò di abbassare i tempi per cui a ciascuno veniva richiesto un maggiore impegno. L’incidente a un concorrente ha cancellato per sempre una manifestazione piena di folklore e di fascino. Una kermesse dove oltre all’atleta si esibivano spettacoli di arte varia. In poco tempo aveva raggiunto un eco non indifferente. Ma anche qui…


La Maratona ed il Cantamaggio.  Il Cantamaggio ternano è una ricorrenza legata  al ritorno della primavera e al risveglio della natura dal sonno invernale, celebrata, all’inizio, con l’usanza di addobbare  con rami e fiori carri trainati da animali su cui salivano i "maggiaioli". In tale veste, fra cui  spiccava  un ramo fiorito con  appesa una lanterna, gli originari  componenti andavano di casa in casa cantando stornelli e canzoni d'amore; spesso ricevevano in cambio denaro o prodotti della natura e a chiusura di ogni sosta,  piantavano il ramoscello in terra per propiziare fortuna e fecondità.
Ai nostri giorni nella serata del 30 Aprile, il Cantamaggio  viene festeggiato con una  sfilata per le vie cittadine dei " Carri di Maggio", carri allegorici a tema di grandi proporzioni, ognuno con una propria canzone, che concorrono  per l’assegnazione del premio al miglior costruito. I carri sono allestiti da gruppi di Maggiaioli costituitisi in rappresentanza dei quartieri della città e dei dintorni, a cui si è aggiunto il gruppo  dell’Istituto scolastico IPSIA. L’idea di legare la festa tradizionale dei ternani con la Maratona delle Acque nacque con l’obiettivo di far conoscere ai tanti camminatori provenienti da tutt’Italia un’usanza importante locale e, nello stesso tempo, richiamare l’attenzione della città su uno  sport che ben si lega al luogo in cui viene esercitato. Ci riuscimmo e durante la Festa del Podista tutti i carri venivano fatti sfilare  di nuovo in Piazza della Repubblica per poi  mettersi in circolo mostrando il folklore e le bellezze della canzone maggiaiola  in vernacolo con cui spesso si pongono all’attenzione della comunità le cose che non vanno “…lu pennone de Piazza Tacito che s’è missu a pecorone…”. Di nuovo anche i ternani potevano godere della loro sfilata. Fu istituito anche un premio autonomo per il miglior carro  che veniva però attribuito da una giuria composta dai podisti provenienti da fuori regione e inoltre un premio ad un maggiaiolo doc…


La corsa della “Befana”: nata per promuovere lo sport fra i bambini coinvolgendoli attraverso il gioco. Una manifestazione che ha visto la presenza di paracadutisti, di clown, degli animali del circo che nel periodo di gennaio svolge l’attività a Terni, arricchita da Podisti del gruppo che mascherati da Befana e da Babbo Natale distribuivano caramelle e altre leccornie. Una manifestazione che ha fatto i conti con la neve, con il vento, con la pioggia mettendo a rischio la stessa natura dell’evento e cioè quello di valorizzare lo sport fra i giovanissimi.

Gli incontri con i gruppi podistici. Tutti veri e sinceri, essendo stati improntati all’insegna dell’amicizia e dei grandi valori che racchiude lo sport: passione, lealtà nei rapporti, partecipazione come momento privilegiato, una specie di festa…certo oggi lo sport è un’altra cosa.

Ebbene tante di queste iniziative che hanno dato valore e significato alla attività dell’ Amatori Podistica sono state via via abbandonate, facendo impoverire la vitalità di una cittadinanza ben disposta ad integrarsi e a confrontarsi con tante altre realtà. La corsa è importante in sé e la si amplifica legandola alla cultura.

Nello scrivere queste mie righe sulla storia dell’Amatori, debbo dire che  tutto il fascino e il resoconto che vi aleggiano  risultano ben  colte ed evidenziate nella  poesia in vernacolo ternano scritta da mia moglie in occasione del venticinquesimo anno dalla fondazione. Solo partendo da ciò che siamo stati possiamo guardare al futuro con speranza e  con la consapevolezza che si può migliorare. L’amore deve guidarci in ogni impegno e questi appunti sono dedicati a tutti quelli che vedono nello sport un elemento di crescita individuale e collettiva. Chiudo ringraziando tutte le mogli dei podisti, lodabili per essersi messe a disposizione non solo caldeggiando e condividendo la passione dei loro compagni, ma anche  per  rendere pensabile il successo delle manifestazioni. Fra loro, includo mia moglie che ha sempre mostrato affetto e comprensione nell’assecondare le mie “voglie” di sport, nel seguirmi e nel condividere i miei slanci, sobbarcandosi “alzatacce” in piena notte e nell’aspettarmi quando impegni mi facevano ritardare la cena…






SO PASSATI 25 ANNI!




So passati 25 anni
da quanno
quattru amici,
co lla voja
de curre o camminà,
l'Amatori Podistica
deciseru de furmà.


Li primi tempi,
era come n'à famija,
se annaa ne lli dinturni
do ci stea che corsa,
se currea o se cammmaa,
ppo tutti insieme
allegramente se cenaa.


A le prime corse
erano sulu in pochi
a partecipà,
le donne ppo,
steano a guardà,
sulu quarcuna
cea lu curaggiu
de partecipà.


Lu gruppu allora
cuminciò annà
fori regione.
Fece nove amicizie,
se gemellò co andri gruppi,
cucì lla gente n' cuminciò
a conosce Terni
lla Maratona e l' Amatori.


Oggi li cuncurrenti
so sempre tanti,
ppe 'gni corsa
minimu so mille,
ommini e donne
senza distinzione.


Lla gente vene a Terni
e sé trova bbene,
lu magnà è bbonu
i dintorni bbelli,
ppo trova
amicizia e curdialità
e cià sempre
voja d'arturnà.


Lu gruppo
come n'à famija
cia avutu
tante suddisfaziuni,
ma anche
delusiuni e duluri ...
Ma li veri amici
so armasti uniti,
e insieme so sempre
annati avanti.


Da allora in tanti
co stu gruppu
se so assuciati
e tanti andri
se né so annati,
sulu li mejo
non l'honno
mai lasciatu.


Andri gruppi
ppo se so furmati
ma lu ppiù impurtante
è sempre l'Amatori.
E' cunsideratu e stimatu
non sulu
a livellu lucale,
ma su tuttu
lu territoriu naziunale.


Tante le cose urganizzate:
maratone, staffette,
100Km Perugia-Terni,
corse della bbefana,
e de carnevale;
E la festa de lu pudista
che da che annu
è legata pure
co' lu Cantamaggiu.


Ma oltre a tuttu quistu,
quillo che dà lustru
a lu gruppu
so li cunvegni
fatti in quisti anni:
su lu sport e li problemi,
suciali e culturali,
cò interventi
de famosi intellettuali.


Perciò l'augurio
a tuttu l' Amatori,
è de cresce e annà
sempre avanti
armeno ppe andri
25 anni.




Dominici Talamonti Pasquina
Terni lì 07.12.2000





Un’ultima considerazione: alla festa del podista che ha preceduto la più recente edizione (2012) della Maratona delle Acque, un amico mi invitò sul palco esternando  perplessità sulla validità della manifestazione, per altro avvalorata da suoi commenti apparsi  sul “messaggero” del lunedì successivo. L’articolo, dal tono rinunciatario e di velata insoddisfazione, si contrapponeva al resoconto sulla “Grifonissima”, manifestazione perugina ampiamente esaltata. Il mio primo impulso è stato quello di reinserirmi nel progetto per salvaguardare un evento che non è più ascrivibile alla sola “Amatori” essendo diventato una sorta di patrimonio della città. Mi son detto se non si ha voglia di continuare spetta a chi ha dato avvio allo sport amatoriale ternano riprenderne le fila. Ne ho parlato con l’attuale Presidente dell’Amatori che fortunatamente mi ha rassicurato sul destino della corsa; per questo lo ringrazio a nome di tutti quelli che hanno a cuore lo sport non competitivo e aperto a tutti.

Non tutto è stato rosa e fiori nel corso dei 28 anni della mia Presidenza, ci sono stati momenti difficili che però sono stati superati grazie all’impegno di tanti associati  fra cui spiccava la vicinanza di Giuliano Fiorini, mio vice prima e, poi succedente al momento della decisione di  dare spazio ad altri. Tutti, senza esitazioni e in segno  di stima e fiducia, si sono sempre stretti, prontamente, a fianco del proprio Presidente. Questa è l’Amatori…


Giocondo Talamonti
(*)
• Presidente del gruppo sportivo “Amatori Podistica Terni” dal 1976 al 23 agosto 2004
• Presidente Nazionale della FIASP dal 1992 al 15 gennaio 2005
• Presidente Onorario della FIASP Mantova 5 novembre 2005








All'I.P.S.I.A. “Pertini” l'italiano si colora

Consegna delle certificazioni di “Italiano- livello A2” acquisite dagli immigrati stranieri al termine dei corsi realizzati dal Centro Territoriale dell'I.P.S.I.A.   

Molti sono gli scettici sulla possibilità delle varie culture di convivere e accrescersi in pace e (aggiungo) in esultanza, ma questi possono ricredersi visitando il sito Internet dell'I.P.S.I.A. Pertini. Una serie di foto di quanto avvenuto all'IPSIA di Terni, ieri 7 giugno, ritraggono in modo spontaneo e coloratissimo persone originarie di ogni parte del mondo (settanta circa): India, Magreb, Macedonia, Albania, Corea, Colombia...., molte,  in prevalenza donne, con le fogge più diverse di vestiario di tutti i  colori dell'iride. Un'armonia nella diversità, un’uniformità nel sorriso e nella soddisfazione, una gioia sul volto di tutti. No, non è retorica e non si trattava d'un consesso mondiale indetto dall'ONU. 

Semplicemente si faceva festa, con discorsi, musiche e con una rassegna impressionante di gastronomie di tutto il mondo, all'iniziativa del dirigente dell'I.P.S.I.A., ing. Giocondo Talamonti, di consegnare in forma solenne, i diplomi conseguiti dagli immigrati al termine dei corsi dedicati a far acquisire la conoscenza dell'italiano. Corsi organizzati dal Centro Territoriale Permanente, inclusi nel programma formativo del sistema I.P.S.I.A. 
Un impegno culturale e un approccio metodologico che insieme entusiasmano e preoccupano. Per avere un'idea approssimata, ma vivida della costellazione dei problemi da affrontare, basti  pensare che le insegnanti  dovevano  rivolgersi contemporaneamente a persone di almeno 20 diverse lingue madre, ad un’utenza quasi tutta impegnata nel lavoro e dagli orari più diversi, donne quasi tutte con figli piccoli e meno piccoli ma in ogni caso bisognosi di mamma, con dislivelli di scolarizzazione immensi: dai quasi analfabeti ai borsisti universitari. Il CTP è effettivamente sulla frontiera della ricerca in materia di formazione, di educazione degli adulti, di interrelazione culturale, di individuazione e sperimentazione delle capacità e della possibilità della scuola di flessibilizzare la propria organizzazione fino a regolarsi sulla domanda che le viene rivolta. 
Bisognerebbe seguire con la massima attenzione ciò che avviene nel  centro territoriale dell'I.P.S.I.A., ove  l'embrione d'una maniera radicalmente nuova di scuola, ove il lavoro qualificato del dirigente e delle docenti ha permesso, nell’anno scolastico in corso,  a circa 200 immigrati di raggiungere il livello di italiano A2, livello necessario per il patto per l'integrazione e per il rinnovo della carta di soggiorno.



Il progetto Felcos nell’ambito del Millennium Development Goals (MDGs) è un progetto europeo che mette insieme le istituzioni e le scuole su tematiche giovanili.

Otto gli obiettivi di sviluppo del millennio: Fame e povertà, istruzione, pari opportunità, riduzione della mortalità infantile, salute e maternità, lotta contro le malattie gravi, sostenibilità ambientale e partenariato per lo sviluppo.

Il tema della cooperazione, molto sentito anche dalla nostra scuola, è promosso dal Comune di Terni e dal Fondo enti locali per la cooperazione e lo sviluppo umano a livello internazionale. Il Progetto prevede, anche, incontri formativi con gli insegnanti.

La scuola con la classe  V moda ha realizzato un video su.
• la violenza sulle donne;
• la convivenza civile;
• l’indifferenza della gente ai problemi degli altri,
premiato  a Foligno, il 7 giugno, con l’ Oscar alla migliore fotografia Center for MDGs”  e con l’Oscar  della migliore protagonista.

La  classe IV moda ha messo in scena una commedia teatrale moderna che ha richiesto, per la sua esibizione,  l’intero edificio dell’Ipsia e dei suoi spazi esterni.


In fotografia la classe V: 1^ classificata per aver prodotto il miglior filmato sul tema.

BORSA DI STUDIO "ADRIANO BURATTA”

Si è tenuta il 7 giugno 2012, alle ore 10.00, presso la sala “Tripepi” delle Officine “Garofoli” dell’Itis, la cerimonia di consegna della borsa di studio, istituita, a partire dall’attuale anno scolastico, dalla famiglia Buratta da erogare a favore  di uno studente del corso meccanici dell’Itis “L. Allievi”.
La borsa di studio  di 500 euro, s’inserisce nel quadro dei progetti di valorizzazione degli studenti più meritevoli.

Buratta Adriano era uno studente dell’Itis che ha completato il suo percorso di studi con il massimo dei voti 60/60. E’ stato tecnico dell’Alcantara  e studente universitario presso  Ingegneria dei materiali. Un ragazzo generoso che ha trovato la morte in un incidente stradale verificatosi  per aiutare una persona in difficoltà.
Più precisamente si è fermato con la sua auto nel tragitto che da Narni porta a Terni perché aveva visto un automobilista in difficoltà; sceso dalla vettura,  un camion che sopraggiungeva lo ha travolto.
Ora con tale borsa di studio che rimarrà nei tempi si vuole premiare il merito, l’impegno, la serietà, l’amore per lo studio e l’attenzione verso gli altri, doti  che Buratta aveva.

Presenti alla cerimonia i docenti di allora fra cui, ora in quiescenza: Latini Roberto, Nunzi Sergio, Colasanti Olindo, Sandro Petrollini, Illuminati Cesare,  ed alcuni compagni di scuola dell’anno scolastico 1994/’95, Allegretti Innocenzo, Centinari Andrea, Cardellini Stefano, Federici Luca.

Lo studente RUBINI Michele del 5^ A Meccanici con una  media dei voti (dal primo al quinto anno) pari a 9,1  è il primo a ricevere  il premio “Buratta Adriano”.

La consegna è stata effettuata dalla sorella di Buratta e dal Dirigente Scolastico Ing. Giocondo Talamonti.






Terni, Mercoledì 6 Giugno 2012 , presso la Sala “Diego Tripepi” dell'Istituto Tecnico Industriale L.Allievi, sono stati presentati i lavori del secondo anno di attività del protocollo d'intesa ITIS- Novamont per lo sviluppo di progetti condivisi Impresa- scuola, siglato in giugno 2010.

Il lavoro di quest'anno è stato un percorso sperimentale ma anche tecnico e culturale che ha coinvolto varie classi della sezione Chimici e il biennio. I ragazzi del III ACH hanno presentato il progetto annuale dedicato allo sviluppo sostenibile che inquadra la problematica ambiente, l'impatto delle scelte negli stili di vita e sarà propedeutico al lavoro più tecnico dell'anno successivo che quest'anno è stato affrontato dalla classe IV ACH con un approfondimento sulle bioplastiche sia da un punto di vista teorico che sperimentale. L'esperimento sulle bioplastiche inoltre ha dimostrato che solo i manufatti biodegradabili certificati EN13432 si disintegrano nel compost e in condizioni aerobiche mentre le plastiche con additivi sono ancora intatte rimarranno sotto osservazione per altri mesi.

A seguire alla Tavola Rotonda “Il futuro della formazione tecnica a sostegno del nuovo paradigma di sviluppo della Città”, hanno portato il loro contributo il Presidente sezione chimici Confindustria Giuseppe Cioffi, Luca Bianconi, Consigliere di Assobioplastiche, Enrico Cipiccia, Presidente Camera di Commercio di Terni, l'assessore allo sviluppo Economico della Provincia di Terni Domenico Rosati , l'assessore alla Formazione Professionale sempre della Provincia, Fabio Paparelli. Il saluto del mondo del sindacato è stato invece portato da Sergio Cardinali. Ha coordinato i lavori Daniela Riganelli responsabile dei rapporti istituzionali della Novamont . Ha concluso i lavori il Dirigente Scolastico Ing. Giocondo Talamonti.

I punti fondamentali emersi dal dibattito si sono concentrati sul ruolo ed il futuro dell'istruzione tecnica nel mercato del lavoro del territorio. Sarà infatti doveroso, a detta del Preside e dell'assessore alla formazione, prevedere un potenziamento dell'offerta formativa nel campo chimico e meccanico attraverso un orientamento dedicato e l'istituzione di un corso “ITS” (Istituto Tecnico Superiore) legato alle esigenze del territorio regionale e delle imprese.

L'esigenza di una formazione maggiormente orientata è emersa anche dalle parole di Giuseppe Cioffi di Confidustria che ha sottolineato l'importanza del sito di Terni in cui convivono la chimica tradizionale e la chimica verde, ma che solo attraverso lo sviluppo di quest'ultimo settore si potrà agganciare il treno di uno sviluppo economico sostanziale per il futuro di questo territorio e non solo.
Al Consiglio Comunale
Al Sindaco del Comune di Terni

Mozione :Tk-Ast, nubi sulla fusione con Outokumpu: l’antitrust europeo avvia verifica approfondita


Premesso che la stampa locale ha reso pubblica la decisione dell’antitrust europeo di approfondire l’operazione di acquisizione di Inoxum da parte della società finlandese Outokumpu;

considerato che il valore del sito industriale di Terni e delle sue produzioni è strategico per l’Italia e l’Europa;

tenuto conto che, a detta dell’organo che vigila a tutela della libera concorrenza, la fusione potrebbe comportare “serie potenziali preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza in vari mercati per la produzione e la distribuzione di laminati in acciaio inossidabile, dove il nuovo gruppo avrebbe quote di mercato molto elevate”;

ritenuto che la politica industriale di Outokumpu non può fare a meno di attenersi al pieno rispetto delle regole dell’Unione europea e al massimo impegno per la valorizzazione del settore siderurgico (determinante per l’Europa, sia da un punto di vista della produzione industriale che da un punto di vista occupazionale) tra cui gioca un ruolo specifico l’acquisizione dei centri di eccellenza, come il polo siderurgico ternano;

stimato che una eventuale bocciatura dell’antitrust potrebbe mandare all’aria l’operazione di fusione Inoxum – Outokumpu, con il presentarsi di un enorme problema per le acciaierie di mezza Europa, prima fra tutte quella di Terni. In questa infausta eventualità, infatti, il sito di Terni tornerebbe di proprietà esclusiva di ThyssenKrupp che a quel punto, con ottime probabilità, finirebbe per essere ceduto ai fondi d’investimento;

Tenuto conto delle preoccupazioni espresse dai sindacati ed, inoltre, delle voci riportate dalla stampa, secondo cui l’amministratore delegato di Outokumpu intenderebbe ridurre i costi di gestione con operazioni che interesserebbero le partecipate (Società delle Fucine, Aspasiel, Tubificio e Terninox).

Considerato il danno enorme che subirebbe l’economia industriale ed occupazionale della città di Terni dove si evidenziano, ormai, sintomi di recessione in aggiunta alle preoccupazioni e agli intenti espressi in merito alle future produzioni;

Preso atto che eventuali perdite produttive e occupazionali non potrebbero né essere accettate, né gestite in un territorio che dimostra pericolose avvisaglie di crisi


Si impegna il Sindaco a riferire in aula quanto a sua conoscenza, circa:

1) la tipologia delle produzioni che si intendono effettuare nello stabilimento di Viale Brin;
2) le problematiche presenti nell’assetto industriale in relazione al permanere o meno delle nostre produzioni ed alla legittimità della fusione Inoxum – Outokumpu minacciata dall’intervento dell’antitrast ;
3) la possibilità di richiedere impegni formali alla Comunità Europea e i nostri parlamentari se sono stati investiti del problema;
4) le strategie in atto per il futuro della società delle Fu cine, Aspasiel, Tubificio e Terninox.


Terni, 4 giugno 2012

FdS Talamonti Giocondo, Luzio Luzzi
IdV Campili Claudio
Socialisti Giuseppe Boccolini

Mozione: sanità ed ASL

Al Consiglio comunale di Terni
p.c. Al Sindaco del Comune di Terni


Mozione: sanità ed ASL

Premesso che a seguito di quanto deciderà la riforma regionale si acuiscono le già forti preoccupazioni sulla gestione della sanità umbra;
considerato che la salute è un bene prezioso e irrinunciabile su cui bisogna operare per garantire prestazioni di pregio sempre maggiori, e dove, a tutela della popolazione, la qualità e l’eccellenza non possono essere compromesse dalla necessità di una riforma principalmente impostata sulle restrizioni finanziarie;
preso atto che nella riforma della sanità umbra, già delineata nel prossimo DAP, è prevista la riduzione del numero delle ASL e delle aziende ospedaliere integrate, rispettivamente da quattro a due;
tenuto conto della carenza drammatica di risorse e dei conseguenti tagli ai presidi ospedalieri e all’intero sistema sanitario;
viste le conclusioni dell’assessore regionale che affida la soluzione della scelta equilibrata alla conferenza dei sindaci;

il Gruppo consiliare FdS, preoccupato delle numerose sfaccettature che potrebbero presentarsi nell’evolversi della vicenda, chiedono al consiglio comunale di impegnare il sindaco, a procedere con determinazione sulle linee che i due consigli comunali e provinciali hanno deliberato:
• n.2 ASL di cui una a Terni;
• n.2 Aziende Ospedaliere di cui una a Terni
• apertura della facoltà di medicina
• programmazione di un piano pluriennale di investimenti necessari all’Azienda ospedaliera

I due gruppi consiliari, inoltre, ritengono essenziale che, in seno alla conferenza dei sindaci, prevalga il principio secondo cui:
 unitamente alla localizzazione di una delle due Asl, non venga messo in discussione il ruolo di capoluogo della città di Terni,
 non è più rinviabile il tempo per procedere al riequilibrio territoriale delle due province dell’Umbria, per il quale occorre porre in cantiere, democraticamente, i referendum finalizzati ad individuare i territori di pertinenza.


Terni, 4 giugno 2012

FdS Talamonti Giocondo, Luzio Luzzi
IdV Campili Claudio
Socialisti Giuseppe Boccolini

I LAVORATORI NON SONO SOLI…

La libertà di ciascuno di condurre una protesta come meglio crede e di rinunciare all’apporto delle istituzioni per dar forza alla preoccupazione di un futuro occupazionale incerto, rientra nella sfera delle scelte individuali e collettive.

I lavoratori della Basell non sono stati abbandonati. Almeno dal gruppo consiliare della FdS.

L’attenzione riservata all’evoluzione degli avvenimenti e la condivisione del dramma umano che sta dietro ad ogni licenziamento, è tema vitale per chi si occupa di politica con l’occhio alle categorie operaie.

La dichiarazione, secondo cui i dipendenti intendono dissociarsi dall’azione delle forze sociali della città, non ci sembra felice, né tantomeno premiante della condivisa tensione che il gruppo consiliare del FdS ha vissuto e vive con le famiglie di operai e impiegati.

Nostro compito è di proseguire sulla strada della protesta, sulla necessità di non abbassare la guardia nei confronti di tentativi che minano i diritti di chi lavora, sull’importanza di non far cadere nell’oblio le tragedie che tante famiglie vivono nel silenzio e nella compostezza imposta dalla dignità.

Noi continueremo, indipendentemente dalle scelte altrui, a difendere questi diritti e ad unirci a chiunque abbia a cuore l’interesse dei lavoratori e intenda far fonte comune contro ogni forma che incida nella serenità economica dei nuclei familiari cittadini. Uniti si vince.


Giocondo Talamonti
Sabato 26 maggio, alle ore 12.00, presso la sala “Tripepi” dell’Itis è stata consegnata a due alunni, rispettivamente del secondo e del quarto anno, la borsa di studio “Marcello Durante” di 500,00€, istituita dalla famiglia in memoria dell’ex studente ITIS, poi Perito Industriale con il ruolo importante di Capo-manutenzione delle acciaierie, precocemente scomparso. Le motivazioni di merito che hanno portato ad aggiudicarselo, saranno riportate sulla pagella, nella parte riservata alle annotazioni.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre alla mamma di Marcello Durante, sig.ra Sabatina, alcuni compagni di scuola dell’epoca ( fra cui Amerini Piero, poi ingegnere- docente dell’ITIS ed anche insegnante dell’attuale Dirigente scolastico), i genitori dei premiati, il Presidente del Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Terni, P.I. Sandro Gabriele. La Borsa di Studio è stata appositamente stabilita per premiare gli studenti meritevoli impegnati nel percorso formativo utile a conseguire il diploma di Perito. Il Dirigente ha apprezzato la scelta fatta che mette in luce le abilità, le competenze ed il merito che si possono ottenere con tale tipologia di diploma. La mamma, 97 anni compiuti, nel consegnare l’assegno, si è rivolta a tutti i ragazzi presenti e li ha invitati a impegnarsi perché è dallo studio che scaturisce il successo nella vita.


Gli studenti premiati sono : Teodoro Jacopo del secondo anno.
Pezza Leonardo del quarto anno


Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti
Il 26 maggio, alle ore 10.00, presso l’IPSIA “S. Pertini” di Terni Via B. Brin, 32 si è svolta la cerimonia di dedica, alla On. Filippo Micheli, della sala docenti dell’IPSIA. Il Consiglio d’Istituto nella riunione del 27 aprile 2012 ne ha deliberato all’unanimità l’intitolazione con la seguente motivazione: “ Filippo Micheli -Deputato nella prima legislatura repubblicana, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato dal 1962 al 1968”
L’iniziativa è stata patrocinata dalla Regione Umbria, dal Comune di Terni, dalla Provincia di Terni e dall’UNLA-UCSA.
Presenti : Il Presidente della Provincia, Feliciano Polli, gli assessori della Provincia Stefania Cherubini e Domenico Rosati, Carlo Liviantoni, Mario Andrea Bartolini e il gionalista Aristide Radicchi ( autore del libro Ciò che rimane –frammenti di storia nella memoria- Filippo Micheli a cento anni dalla nascita) i famigliari di Filippo Micheli e i Dirigenti del “Centro Studi Ezio Vanoni”.

I lavori sono stati aperti dal Dirigente Scolastico dell’Ipsia che ha ricordato alcuni eventi, tratti dagli atti della scuola, circa la gestione economica – funzionale dell’Istituto in quegli anni:
• l’apertura di una sede coordinata dell’Ipsia nel Comune di Montefranco. Il corso di “Operatore chimico” doveva rispondere oltre alle esigenze formative dei giovani di Montefranco anche per quelli provenienti dai paesi limitrofi: Polino, Arrone, Ferentillo, Scheggino, S. Anatolia..

• l’offerta di un pasto caldo agli allievi provenienti da fuori Terni, costretti a restare fuori casa per frequentare le lezioni pomeridiane, un pasto concordato con il ristorante economico di via Curio Dentato in Terni.

• Un’attenzione alla professionalità e al merito nell’assunzione di aiutanti tecnici che dovevano operare nelle officine e laboratori. Una indicazione chiara per tutti.

• Un’attenzione costante allo sviluppo delle iniziative industriali nella Provincia di Terni e conseguentemente alla necessità di preparare giovani qualificati in campi che esulavano dalle specializzazioni tradizionali (operatori di materie plastiche);

• Un’attenzione ai problemi degli studenti bisognosi. Per essi cercava di annullare ogni differenzazione di censo, li coinvolgeva in ogni iniziativa e programmava, per tutti, annualmente viaggi gratuiti d’istruzione all’estero. In tale funzione contava, anche, sulla disponibilità dei docenti.

• Rapporto continuo con le industrie e con le famiglie per aprire, oltre a quelle funzionanti , ulteriori corsi di qualifica atti a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.

E si potrebbe continuare... Un esempio per molti: appoggiare, sostenere la scuola pubblica ed operare con essa anche in considerazione che personaggi come De Felice e Micheli Filippo si sono formati, come studenti, in questo Istituto.


Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti
Il 26 maggio, alle ore 10.00, presso l’IPSIA “S. Pertini” di Terni Via B. Brin, 32 si svolgerà la cerimonia di dedica, alla On. Filippo Micheli, della sala docenti dell’IPSIA.

Il Consiglio d’Istituto nella riunione del 27 aprile 2012 ne ha deliberato l’intitolazione con la seguente motivazione:
“ Filippo Micheli -Deputato nella prima legislatura repubblicana, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato dal 1962 al 1968”

L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Umbria, dal Comune di Terni, dalla Provincia di Terni e dall’UNLA-UCSA. http://issuu.com/giocondotalamonti/docs/filippo_micheli
Premesso che il vile attentato di Brindisi lascia storditi, attoniti, senza parole, tanto più perché rivolto contro una scuola, ove l'istruzione è di per sé un presidio di democrazia, un antidoto all'illegalità e ove le studentesse e gli studenti impersonano il futuro di questo Paese;

preso atto che siamo di fronte ad un episodio che segnala un livello di degrado e di barbarie che non credevamo possibile, ma evidentemente alla ferocia delle tante efferate attività che insanguinano il nostro paese non c'é limite.

tenuto conto che l’affermazione della legalità deve essere una priorità nazionale. La magistratura dovrà fare piena luce, chiarendo in ogni aspetto quanto avvenuto.

considerato che di fronte al terrorismo, di qualunque matrice, le forze democratiche devono reagire subito insieme, unite, per dissuadere qualsiasi tentativo di destabilizzazione dello Stato. Attendiamo che le indagini e la magistratura ci diano la verità su questo vile gesto.

Si chiede al Sindaco
1. di far giungere alle famiglie delle vittime la solidarietà e la vicinanza della comunità ternana profondamente colpita da tale orrore e nefandezza;
2. di far sentire la voce dei ternani a fianco di quella delle Istituzioni, degli studenti e della scuola, al Sindaco di Brindisi e al Dirigente Scolastico della Scuola Falcone, esternando la più viva solidarietà.
3. di manifestare pubblicamente, insieme agli studenti perché un attentato di queste proporzioni non può vederci immobili ed esitanti di fronte all'ennesimo segnale di avvio di una brutta stagione tutta da decifrare sul piano della tensione.
4. di far conoscere il pensiero dei ternani alle Istituzioni nazionali:la società italiana ha bisogno che lo Stato e tutte le sue istituzioni si prendano fino in fondo la responsabilità di individuare e colpire questi criminali.
5. di riaffermare che la scuola è il luogo dove i nostri ragazzi hanno diritto a vivere sereni per crescere e costruire il loro futuro.

Terni, 19.05.2012
Giocondo Talamonti

Interporto: Ieri Orte, oggi Iesi. Chi ha sbagliato?

Premesso che una virata all’ultimo momento, una di quelle che ti riporta con i piedi a terra, può essere una soluzione tarda, ma pur sempre una soluzione, succede anche che il cambiamento di rotta improvviso possa essere la peggiore delle scelte.

Il riferimento, prima che alla Concorde del capitano Schettino, è alla svolta repentina sull’individuazione dell’Interporto che ha visto la Regione Umbria investire per dieci anni su quello di Orte e che, ultimamente, per la presenza di chissà quali scogli ha suggerito un’inversione ad “U”: da sud-ovest a nord-est, puntando su quello di Iesi.

Cosa sia successo per determinare uno spostamento che strategicamente cambia progettazioni, programmi e prospettive di sviluppo economico per l’intera regione, non è solo una curiosità, ma un dovere che i responsabili della scelta devono a tutti gli umbri.

Lascia pensosi constatare che il corridoio Berlino Palermo, indicato nella programmazione infrastrutturale della Comunità Europea, e che comprende l’interporto di Orte, non sia adeguatamente privilegiato.

Mancherebbero infatti i necessari strumenti a dare al territorio produttivo ternano il respiro che serve alla crescita e al futuro dell’economia locale.

Le conseguenze possono essere l’avvio verso un declino delle attività industriali ed un regresso sociale.

Il completamento della Terni-Civitavecchia, arteria irrinunciabile per il collegamento al mare delle province di Terni, Viterbo, Rieti e dell’Interporto di Orte, (opera prevista ed inserita nel ‘Patto di Territorio’, sottoscritto nel 2005 fra il governo Berlusconi e gli Enti Locali), è ancora oggi una priorità strategica.

Cosa sia successo per giustificare il ripensamento è tema che i cittadini devono conoscere.

Saranno vendute le quote dell’Interporto di Orte, ora che il panorama si apre sulle Marche? Se sì, a che prezzo?

Ma, prima di questi non trascurabili argomenti, ce ne è uno che pretende risposta: quali vantaggi può portare all’economia umbra incentrare sull’Interporto di Iesi lo smistamento delle merci, rispetto a quello di Orte?

Pare evidente che se qualcuno s’è ravveduto ora, qualcun altro si sia sbagliato prima.


Terni, 15 maggio 2012

Giocondo Talamonti
Il carattere multietnico tipico delle società moderne può rappresentare una risorsa nel contesto che accoglie le diversità, a patto che esistano programmi di integrazione e volontà di realizzarli. Nella nostra città, il tema è di assoluta attualità, dal momento che ospita quasi 12.000 stranieri, in rappresentanza di circa 80 etnie diverse. La Convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica locale, ratificata dallo Stato italiano nel 1994, prevede la formazione di organismi consultivi, attraverso i quali collaborare in vista della integrazione. Fin dal 2001, è previsto che lo statuto dei Comuni italiani contempli la figura del “consigliere aggiunto”, al quale sono conferite funzioni consultive, in seno al Consiglio comunale senza diritto di voto.

L’argomento è fortemente soggetto alle variazioni dettate dai tempi e dalla crescente ricerca di democraticità da riservare a chiunque entri nel nostro paese con l’intenzione di rispettare leggi, cose e persone in vista della realizzazione di progetti individuali di crescita. Visto in questa ottica, la Consulta dell’immigrazione diviene uno strumento irrinunciabile di convivenza e di democrazia, una tappa importante che segna l’evolversi della cultura dell’accoglienza, in origine quasi del tutto assistenziale prima di assumere i veri caratteri dell’integrazione.

L’articolazione del processo di integrazione passa attraverso un accordo con gli stranieri che abbiano superato il 16 anno di età e che entrano per la prima volta in Italia. Detto accordo regola le disposizioni in materia di partecipazione alla realtà sociale del paese ospitante e determina le modalità per il rilascio del permesso di soggiorno.

La sottoscrizione dell’accordo obbliga le parti (Prefetto e straniero) al rispetto dei contenuti della Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione, varata dal governo italiano nel 2007. Il regolamento fissa i criteri e le modalità per la sottoscrizione dell’accordo da parte dell’ospite, secondo quanto in vigore dal 10 marzo 2012.

Il regolamento contiene disposizioni sul meccanismo dei crediti (16 vengono inizialmente assegnati a ciascuno) con l’obbligo di portarli a 30 nell’arco di due anni, attraverso percorsi di integrazione alla vita socio-economica cittadina, come l’apprendimento della lingua italiana, lo svolgimento di talune attività utili all’armonia sociale, percorsi di istruzione e formazione professionale, stipula di una locazione o acquisto di un’abitazione…

I punti possono essere detratti nell’ipotesi di una condanna o in caso di violazioni alle leggi dello Stato.

L’approvazione del regolamento della Consulta ha visto impegnato il Consiglio Comunale, sollevando qualche distinguo in merito ad aspetti di pura natura partecipativa, volendo garantire la massima rappresentatività fra le diverse etnie che si incontrano nel territorio. Precisazioni al riguardo, muovono anche dalle varie comunità e riguardano la composizione della consulta e l’elezione dei presidenti; l’elezione diretta dei membri, la posizione dei cittadini comunitari e quella degli extra-comunitari.

Dal dibattito consiliare è emersa la volontà dell’amministrazione cittadina di dire ‘no’ all’elezione diretta del presidente della consulta e di respingere la figura di un consigliere comunale aggiunto.

Le posizioni sopra descritte erano sostenute dalla Cgil, il cui Segretario, di recentissima nomina, ha esternato vigorosamente la contrarietà del sindacato e sua personale.

I doveri che scaturiscono dalla rappresentanza di una categoria non sono un privilegio esclusivo di qualcuno, ma fanno il paio con quelli che i consiglieri comunali vantano nei confronti dei cittadini che li hanno eletti. E’ bene che le sue proteste, dunque, si limitino nei toni, dato che la decisione è scaturita da un atto votato dalla quasi unanimità dei rappresentanti del popolo. Tutti sono uniti nella preoccupazione di garantire le basi democratiche del dialogo interetnico, assicurando che essa è viva nello spirito dei consiglieri, così come nelle attese di tutti i ternani.

Terni, 12.05.2012

Talamonti Giocondo

Cantamaggio 2012

Le insistenti lamentele che hanno seguito il canta maggio 2012, sia con riferimento alle canzoni che alla graduatoria dei migliori carri, stanno diventando un atteggiamento pericoloso per il buon esito delle future manifestazioni.
Partecipare ad un concorso significa anche mettere in cantiere la possibilità di non poter vincere.

Pretendere, al contrario di essere premiati solo per il fatto che si ritiene la propria realizzazione superiore alle altre, è un atto pretenzioso e provocatorio.
Insistere su questa posizione può condurre al rischio di compromettere la serenità di giudizio delle commissioni che vengono via via nominate, e quella dei concorrenti.
L’accettazione del parere della commissione non deve avere carattere incondizionato; tutto è perfettibile, ma giungere a creare i presupposti dell’obiettività deve essere compito condiviso e convinto di quanti sono chiamati a dare risonanza alla sfilata e alle canzoni maggiaiole.

L’impegno quindi deve essere preso e sostenuto da tutte le forze che intervengono nell’organizzazione della festa.
All’interno delle decisioni che man mano vengono prese ci deve essere la convinzione di collaborare nell’interesse comune, senza sentirsi vessati, limitati o penalizzati.
Sono molte le cose che possono essere migliorate, modificate, aggiornate, a cominciare dai criteri di premiazione, anche in ragione dei tempi intercorrenti fra la sfilata e la stesura della graduatoria. Ma da qui a considerare le immancabili carenze come volontà di ledere gli interessi di questo o quel quartiere, è conclusione affrettata che non giova alla città e ai ternani.
Se le prossime competizioni vengono affrontate con il giusto spirito partecipativo, non sarà difficile prevedere i migliori esiti per la tradizione culturale ternana, altrimenti ciascuno si assuma le responsabilità per la degenerazione della manifestazione.

Terni, 9 maggio 2012

Giocondo Talamonti

Due ASL regionali…una a Terni


L’ipotesi secondo cui la seconda sede ASL verrà localizzata a Foligno,  circola con preoccupante insistenza nei quotidiani locali.

Se la cosa fosse minimamente veritiera, significherebbe che la Regione Umbria, dopo aver risolto i problemi organizzativi della sanità in Provincia di Perugia, s’appresterebbe a privare Terni della sede ASL.

Il problema non allarmerebbe solo una parte politica, ma toccherebbe negli interessi tutti i partiti e tutti i cittadini del territorio ternano.

Mentre dalle parti nostre è in atto  un dialogo sull’opportunità di spendere per ristrutturare o spendere per ricostruire le strutture Ospedaliere del territorio, interrogandoci su come e dove reperire le risorse, da Perugia, sembrerebbe che qualcuno abbia trovato la soluzione, seppure pro domo sua.

Per conoscere meglio come stiano effettivamente le cose, sarà inoltrata al Sindaco di Terni una interrogazione al riguardo.

Terni, 7 maggio 2012

Giocondo Talamonti

Mozione : Ospedale Santa Maria di Colle Obito


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che le strutture sanitarie a Terni e nel territorio ternano necessitano di interventi di manutenzione, ristrutturazione, ammodernamento etc.;
attestato che la medesima situazione si presenta per il comprensorio amerino-narnese;
visto che vari  primari dei settori specialistici, ascrivono ai  limiti della struttura l’impossibilità di raggiungere ulteriori livelli di eccellenza e di usufruire delle più moderne soluzioni tecnologiche;
tenuto conto che tante sono le strutture e le pertinenze superate, come inevitabilmente accade in un Ospedale la cui prima progettazione risale al 1939;
considerato che per attrarre una utenza extraprovinciale, atta a consentire benefici di bilancio all’Azienda ospedaliera, necessita un intervento di adeguamento di notevole importo;
preso atto che gli avanzamenti tecnologici in tema di domotica, elettronica, risparmio energetico, razionalizzazione degli spazi sono alla base delle necessarie risorse che l’utenza attende;
analizzato  che le prestazioni offerte dall’azienda sanitaria ospedaliera, orientate a livelli di qualità, non possono essere condizionate da liste di attesa interminabili;
accertato che il dibattito è aperto  sull’opportunità di costruire una nuova struttura ospitante o ristrutturare quella esistente;
considerato che nessuno è attualmente in grado di soppesare l’entità dei costi per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’esistente, in confronto a quelli  di una  nuova edificazione;
ritenuto necessario acquisire  dati sui  progetti di fattibilità a favore dell’una o dell’altra soluzione, mediante i quali approcciarsi ad  una seria valutazione delle proposte;
vista la politica regionale di normalizzare tutti gli ospedali della Provincia di Perugia, si impone, ora, un’attenzione programmatica da parte della stessa Regione nei confronti dell’Ospedale S. Maria di Terni, con adeguamento dei sistemi di sicurezza e di ospitalità futura ai fini di conservare i livelli altissimi di eccellenza già raggiunti;
appurato che gli interventi parcellizzati, senza una programmazione globale di ristrutturazione, rischiano di disperdere risorse finanziarie potenzialmente destinabili a soluzioni più concrete e durature
raccolto l’invito di tanti ternani alla riflessione e al confronto partecipativo delle idee;

si impegna il Sindaco e la Giunta a:

·       organizzare un tavolo di confronto che, in tempi contenuti e comunque prefissati, indichi la scelta più opportuna da perseguire per garantire alla città di Terni di godere di un servizio sanitario di alta qualità a tutela della salute;
·       quantificare gli oneri finanziari di massima che riguardano la ristrutturazione o la costruzione di un nuovo Ospedale che integri le esigenze dell’utenza Narni-Amelia;
·       richiedere con urgenza alla Direzione Ospedaliera di stilare un programma di investimenti pluriennali destinati a migliorare l’attuale situazione e ad assicurare i livelli di accoglienza, innovazione, sicurezza e soluzioni tecnologiche avanzate dove la Regione sia protagonista.

Terni, 2 maggio 2012
Talamonti Giocondo




fonte: Corriere dell'Umbria del 21/08/2009


Terni - Gli incidenti nei luoghi di lavororappresentano nella regione dell'Umbria e nella provincia di Terni una piaga da fronteggiare con tutte le forze a disposizione. La migliore prevenzione resta seza dubbio la formazione che deve interessare anche il mondo della scuola. Quindi, senza abbandonare la sicurezza che anzi va rafforzata e potenziata con tutti gli strumenti possibili, la prevenzione però va insegnata anche sui banchi di scuola affrontando tematiche specifiche. A questo proposito la Confapi Terni(Associazione delle Piccole e Medie Industrie) da sempre sensibile alla problematica e l'IPSIA "S. Pertini" di Terni hanno sottoscritto un protocollo di Intesa finalizzato proprio a diffondere tra gli studenti e il personale scolastico la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso precisi percorsi didattici, finalizzato all'apprendimento di tematiche inerenti il lavoro sicuro. Un importante collaborazione quella tra Confapi ed IPSIA "Pertini" che va a rafforzare il legame tra mondo della scuola e dell'impresa, quale futuro scenario lavorativo per i giovani studenti. I termini del Protocollo d'Intesa sottoscritto in questi giorni da Confapi Terni e Ipsia verranno illustrati dai firmatari martedi prossimo 25 agosto nel corso di una conferenza stampa. L'appuntamento è stato fissato alle ore 11 presso l'IPSIA "Sandro Pertini" in viale Brin 32 a Terni. All'importante incontro saranno presenti il presidente di Cofapi della provincia di Terni Carlo Salvati e il preside dell'Istituto Ternano Giocondo Talamonti.




Al Sindaco del Comune di Terni


Ordine del giorno: Strage di Piazza della Loggia il 28 maggio 1974, Brescia- sentenza-

Premesso che ancora una volta, la sentenza di Brescia,  non dà giustizia alle vittime di una strage compiuta dal terrorismo; i giudici hanno infatti confermato la sentenza emessa dalla Corte d'Assise di Brescia, il 16 novembre 2010, nei confronti di coloro che, indagati per la strage di Piazza della Loggia, erano stati assolti con la formula dubitativa.
tenuto conto che sulla sentenza l'associazione dei familiari delle vittime  ha alzato   la propria voce di protesta, facendo sapere che rappresenta  “una grande ferita per la nostra democrazia” ,e che "la lotta dei familiari durata tanti anni, la ricerca della verità e i frequenti depistaggi, che lo Stato Italiano ha permesso di attuare, hanno portato ad una verità giudiziale molto lontana dalla verità reale. Anche in questo caso si è chiusa la verità in un 'armadio della vergogna' che forse verrà aperto tra molti anni, come quello di Roma, per le stragi nazifasciste".
Considerato che la sentenza stabilisce, che gli unici a espiare presumibili torti, siano i familiari delle vittime, costretti a pagare le spese processuali;
La Federazione della Sinistra, il PSI, Terni Oltre e altri impegna il Sindaco a:
·        far sentire la vicinanza della città di Terni ai familiari delle vittime di Brescia;
·        attivarsi affinché ai familiari non vengano richieste le spese processuali come stabilito dalla sentenza;
·        far sentire la voce dei ternani perché la ricerca della verità non si  interrompa, e perché si cerchi di trovare i veri colpevoli di una strage, per ora,  impunita.

Talamonti Giocondo; Luzzi Luzio; Nannini Mauro; Boccolini Giuseppe; Chiappalupi Alessandro; Piccinini Sandro; Amici Giampiero; Venturi Leo.


INTERROGAZIONE: Guerra in Afghanistan


Al Sindaco del Comune di Terni

 

Ordine del giorno:Guerra in Afghanistan

(1/03/2012 La Camera ha approvato il finanziamento per un altro anno di Guerra in Afghanistan)

 

Premesso che con 415 voti favorevoli, 72 contrari e 11 astenuti, la Camera ha dato il via libera al finanziamento di un altro anno di guerra in Afghanistan al "modico" costo di 780 milioni di euro, più di 2 milioni di euro al giorno. Il tutto è stato approvato, alla faccia della crisi, nella massima discrezione e nel silenzio assoluto dei mass-media.
Tenuto conto che nei teatri operativi di Iraq ed Afghanistan, le nostre FFAA sono state coinvolte in un considerevole numero di attentati con gravi conseguenze  per il personale investito nelle cosiddette missioni di pace.

Visto che nei war-logs relativi  alle operazioni in Afghanistan si contano numeri, estremamente alti, di vittime civili innocenti, tra le quali molti sono i bambini e le donne  (dati, peraltro, accuratamente alterati).

Visto che il conflitto in corso nel quale l’Italia stessa ha versato il sangue dei propri soldati, rischia di essere percepito come un accadimento marginale e di facciata tanto che, in proposito, è stato realizzato e si sta diffondendo un videogame dal nome''Medal of honor'' che offende tutte le vittime.

Considerato che ci accingiamo a festeggiare il 25 aprile, giornata simbolo di riconquistata libertà da un periodo amaramente e tragicamente vissuto  dal popolo italiano.
 Citato l’ art. 11  della Costituzione  ( “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”
Preso atto delle problematiche del momento come la disoccupazione giovanile, il sociale colpito duramente,  le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, per le quali si stanno  imponendo tagli finanziari  che accrescono  la precarizzazione e le difficoltà dei lavoratori, invece di  agire sulle risorse destinate alle operazioni militari,
si chiede al Sindaco e alla Giunta se non ritengano opportuno  intervenire per far sentire la voce di Terni:
1)   rispetto a quanto sancito dalla Costituzione;
2)   nel chiedere il ritiro delle forze militari occupate nelle operazioni di guerra per indirizzare le risorse a favore del sociale e del lavoro dei  giovani;
3)   nel richiedere il blocco dell’importazione e della commercializzazione del videogioco sulla guerra dell'Afghanistan ''Medal of honor” , game non solo di pessimo gusto ma,  anche, decisamente antitetico di  ogni senso di civiltà e di rispetto.







LE SFIDE FUTURE...


Occupare il 29° posto della lista dei sindaci italiani che raccolgono il consenso dei propri amministrati, nell’ipotesi di una riconferma alla guida della città valutabile in una percentuale di circa il 56%, è il segnale palese che la comunità percepisce, in modo favorevole, la gestione della cosa pubblica, elemento non affatto trascurabile per le prospettive della nostra città.


Il riconoscimento avviene in una fase di estrema difficoltà per l’economia nazionale e locale e sottolinea l’impegno che il Comune di Terni ha speso a vantaggio del sociale e a tutela dell’occupazione.


Ebbene tutto questo non sembra rasserenante; lo sa bene Leopoldo Di Girolamo, impegnato a gestire i mille problemi della città in un clima di precario equilibrio della coalizione di governo, che di tutto avrebbe bisogno tranne che aggiungersi al disfattismo vacuo dell’opposizione.


Le differenze espresse all’interno di una maggioranza rientrano nella logica della politica e, spesso, se si escludono posizioni preconcette, sono segnali di una crescita democratica, ma quando il confronto assume i toni e le posizioni che travalicano l’interesse della comunità, entra in una volontà autolesionista che non approda da nessuna parte.


Tutti dovrebbero riflettere sul fatto che Terni, così come l’intero Paese, sta vivendo situazioni sociali drammatiche: la debolezza dei mercati, l’instabilità politica, il dramma occupazionale, l’assenza di prospettive per i giovani e, sulla circostanza, che tali contesti non sono i migliori ingredienti con cui amalgamare ulteriori elementi di tensione.


Sarebbe, invece, il momento di stringersi in un patto di aperta collaborazione, capace di superare le peculiarità ideologiche delle parti e guardare con spirito di solidarietà ai problemi dei cittadini, rimandando ad occasioni più opportune la soluzione di confronti interni.


Il contrasto alle linee di programmazione del governo cittadino, fatto dall’opposizione è di ben altra natura e molto meno influente; rientra in sostanza, nel proprio ruolo, anche se la sua azione, avrebbe più senso se fosse autenticamente propositiva.


Poiché, dunque, le minacce maggiori alla stabilità della giunta ternana, si registrano all’interno della maggioranza, è auspicabile richiedere, ad essa, un coraggioso atto di responsabilità a vantaggio della situazione complessa che sta vivendo la città, seriamente minacciata nella sue principali fonti produttive della chimica e della siderurgia.


Giocondo Talamonti

CONSIDERAZIONI SULL' ART.18


E’ difficile dire se economia e politica sia l’una causa o effetto dell’altra, tanto sono interconnesse. Eppure, a ben guardare, non esiste distanza maggiore che le separi. Non c’è mai stato un politico che sia rivelato buon economista, così come nessun economista che sia diventato bravo politico. I rari tentativi di armonizzare i due mondi sotto un’unica guida hanno finito per produrre aborti sociali, trascinando nel fallimento degli intenti anche propugnatori di buone intenzioni.


La premessa è d’obbligo per introdurre un’analisi dello sforzo inumano di Mario Monti il quale, nella confusione della sua duplice funzione, politica ed economica, naufraga come uno Schettino qualunque nel mare magnum dell’inconciliabilità.


Il riferimento è all’Art. 18, presentato dal Premier come l’ostacolo maggiore all’avvio di un progetto di crescita nazionale, come il muro che divide bund e btp, come separé invalicabile fra lavoratori e datori di lavoro.
Affrontato così, il problema è destinato a creare tensioni di cui nessuno ha bisogno. Visto con un’ottica serena, il tema non reclama nessuna urgenza, semplicemente perché non esiste. L’accanimento a cancellarlo ha il sapore del contentino a vantaggio di una classe sociale che non lo digerisce a prescindere, ma che ha l’effetto si esasperarne un’altra che continua a sentirsi battere la testa come pesto in un mortaio.


Sarebbe sufficiente considerare che l’applicazione del disposto è destinata a regolare i rapporti di lavoro in realtà industriali con oltre 15 dipendenti, vale a dire una percentuale ridicola, prima che irrisoria e che in queste concentrazioni occupazionali c’è già chi, come Marchionne, che se ne frega delle norme che contiene.
Il ricorso all’Art. 18 nel passato anno ha visto interessati poche migliaia di lavoratori a dispute legali risoltesi con il compenso economico a neppure 300 persone.


Dov’è, allora, il problema? Possibile che nessuno si sia chiesto quale sia il ruolo svolto dall’Art. 18 nell’ambito del contratto collettivo? Possibile che si debba rinunciare ad un’innocua bandiera che testimoni la speranza in una continuità del lavoro morta da tempo?
Finché vedremo contrapposti i protagonisti dell’occupazione, lavoratori e datori di lavoro, finché si soffierà sulle fiamme a pieni polmoni, sarà difficile arrivare a conclusioni eque. E’ inconcepibile una realtà produttiva che possa fare a meno di dipendenti e dipendenti che possano fare a meno di un imprenditore.
Tunc, cui prodest? Allora, a chi giova?


Giocondo Talamonti

Sembra si voglia far passare sotto silenzio il fatto che, nella reazione della sinistra nelle recenti amministrative, la Federazione della Sinistra abbia avuto un ruolo trascurabile. Per fortuna, anzi per bravura, così non è. Il contributo dato al risultato eclatante di Napoli ne è una conferma. Le percentuali di consenso registrate in Campania confermano, oltre alla validità dell’alleanza, un’attenzione ai temi sociali oggetto delle strategie politiche della Federazione. Nelle elezioni provinciali la Federazione della Sinistra da luogo ad un risultato del 4,1%. Questo risultato rappresenta una crescita netta sia rispetto alle elezioni europee (era il 3,5% ) che rispetto alle elezioni regionali (era il 3,4%). un risultato percentuale identico a quello di SEL (4,1% pure loro) e di poco inferiore a quello dell'IdV (4,8%).


Sembra esaurita la spinta libertaria voluta dal berlusconismo e il rilassamento morale dettato dai media. Si stanno imponendo obiettivi che mirano alla soluzione dei problemi quotidiani: disoccupazione, scuola, sanità, rigore. Con la disfatta del centrodestra, il ritorno ad una politica seria sembra doversi affermare, e ciò in virtù delle spinte che provengono, oltre dal nostro Paese, anche dalla vicina Spagna.


Il tempo delle promesse è esaurito. Le vicissitudini trascorse fra amenità governative, leggerezze comportamentali del Premier, incuranza per i segnali di crisi economici e sociali, combattuta solo con tagli ai servizi, hanno dettato i ritmi di una reazione consapevole dei pericoli che si presentano se si lascerà ad una destra vorace e litigiosa la ricerca delle soluzioni. Il responso delle urne ha dimostrato con chiarezza che la democrazia italiana non corre rischi: è così radicata nelle coscienze degli elettori da consentire pure qualche intermezzo teatrale alle intemperanze senili di un premier in decomposizione politica. La Federazione della Sinistra ha affrontato l’impegno con la serietà che le è abituale. Sta vicino alla gente, condivide i problemi, si confronta con le realtà locali nella ricerca delle migliori soluzioni, vive i drammi familiari e collettivi di tanti operai in cassa integrazione o senza lavoro, è a fianco dei lavoratori nella difesa del posto di lavoro, rifiutando integralismi ideologici e interessi partitici, rivolta ai soli benefici di chi è chiamato ad assicurare il sostentamento alla famiglia e la continuità dell’occupazione.


Terni, 21 maggio 2011


Capogruppo FdS Consiglio Comunale

Talamonti Giocondo
La manutenzione è un intervento che deve rispondere a criteri di razionalità. Non ha motivo di esistere, ad esempio, quando l’impegno, che sia d’ordine economico o che sia semplicemente manuale, non garantisce gli effetti che sottendono gli scopi: funzionalità ed economicità. A queste due finalità occorre anche aggiungere aspetti connessi alla sicurezza, tema a lungo colpevolmente trascurato in ragione di altre priorità e urgenze. La premessa è obbligatoria se si vuole valutare l’opportunità, o meno, di dedicare risorse finanziarie e umane a opere manutentive presso l’ ospedale “Santa Maria” di Terni o, se non sia il caso di costruire ex novo l’intera struttura. Un’analisi preliminare del problema dovrebbe dare risposte a esigenze di efficienza, intendendo con ciò, la necessità di favorire, in primis, le attese dell’utenza. A questo proposito, è il caso di ricordare che queste non dipendono solo dalla struttura, ma da una serie di componenti che concorrono alla definizione del livello qualitativo del servizio offerto: personale sanitario, macchinari, attrezzature, tempi ed esiti statistici delle prestazioni. E’ tuttavia innegabile che ad un moderno nosocomio si chieda di rispondere a criteri di funzionalità e praticità neanche ipotizzabili 60 anni fa, quando fu progettato e realizzato quello esistente. La necessità di provvedere le aree limitrofe a Terni di adeguate strutture in grado di garantire gli standard minimi di supporto sanitario giustifica un’ulteriore riflessione sull’opportunità di adottare soluzioni razionali. Narni e Amelia hanno urgenza di poter contare su un riferimento affidabile, sia in termini di servizi che di accoglienza. La progettazione deve tener conto di potenzialità demografiche in crescita e, quindi, di un impegno finanziario di rilievo. Ipotizzare di costruire una struttura in una posizione geografica equidistante, tale da rispondere alle esigenze dei due bacini di utenza, potrebbe rappresentare la soluzione di tutti i problemi. La ristrutturazione del Santa Maria richiede una spesa continua che rischia di essere improduttiva in termini di efficienza, proprio in virtù della concezione progettuale oramai superata. Un nuovo Ospedale di eccellenza potrebbe giovarsi di soluzioni di alta tecnologia, facendo leva su una moderna domotica, in vista di migliorare la qualità della vita; la sicurezza; risparmiare energia e ridurre i costi di gestione. La progettazione che si realizzerà, secondo queste linee, dovrà tener conto degli avanzamenti registrati nei settori dell’edilizia, dell’elettronica, dell’elettrotecnica, dell’automazione, aggiornando quanto più possibile le potenzialità tecniche ai bisogni dell’utenza e all’efficienza di un servizio di qualità. Sarebbe opportuno, attraverso una Commissione- fissandone i tempi-, avviare lo studio per verificare la fattibilità dei percorsi più opportuni (ristrutturazione o ricostruzione) e che tenga conto del fatto che le attese dei cittadini non si limitano alla funzionalità del servizio, ma guardano all’ottimizzazione delle prestazioni: riduzione dei tempi di attesa (cosiddette “Liste di attesa”), disponibilità di attrezzature moderne, eccellenze specialistiche, pieno utilizzo dei macchinari. Altrettanto importante è garantire che il servizio si svolga nel rispetto della dignità dei pazienti, in quello della privacy e nella comprensione per la sofferenza umana. Inoltre, con il potenziamento dell’Azienda si può attivare un processo economico derivante da livelli di eccellenza e attrarre, quindi, un’utenza proveniente da territori limitrofi (mobilità attiva) con prospettive di maggiore occupazione. In conclusione, la scelta, dal momento che investe gli interessi della città e della Provincia, deve essere condivisa dall’opinione pubblica e deve scaturire da una partecipazione più ampia possibile dei cittadini e delle forze politiche che li rappresentano. Il concorso si deve allargare a tutte le realtà amministrative del territorio dal momento che l’indicazione che si andrà a prendere costituirà un impegno severo per la città ed il suo comprensorio. Terni, 18 aprile 2012 Ing. Talamonti Giocondo
“per creare innovazione e garantire il futuro è indispensabile valorizzare la formazione e la cultura industriale con iniziative che mettano in contatto il mondo dell'istruzione, l'industria e la ricerca...”

Con queste parole il Dirigente dell’Itis e dell’Ipsia ha consegnato i diplomi di partecipazione agli studenti che hanno frequentato il corso di “Formazione Tecnica sull’Energia”, organizzato da Earth Energy srl di concerto con gli Istituti Superiori ITIS “Lorenzo Allievi” e Ipsia “Sandro Pertini”.

Il Corso si è svolto dal 28 ottobre 2011 al 13 aprile 2012 ed ha affrontato gli argomenti relativi a:
• misure di energia elettrica;
• complessi di misura per l’integrazione di energia elettrica;
• calcolo dell’errore globale sui complessi di misura;
• tele – lettura, con applicazioni pratiche sui contatori, trasformatori di corrente TA ed errori relativi, l’analisi di errate inserzioni.

La cerimonia di consegna è avvenuta il 27 aprile presso l’Ipsia, alla presenza dell’Amministratore Unico dell’Earth Energy, Massimo Stentella.

Dodici sono stati gli studenti coinvolti nel progetto previsto nel Protocollo d'intesa tra la scuola e la società Eart Energy (6 dell’ITIS e 6 dell’Ipsia); una collaborazione che, l’anno passato, ha già comportato cinque assunzioni (n.4 diplomati dell’Itis e n.1 dell’Ipsia) da parte dell’Earth Energy.