L’evoluzione delle conoscenze e dei saperi, che si matura ormai in un ambito di concorrenzialità globale, impone regole nuove e, soprattutto, un’attenzione continua ai cambiamenti imposti dai mercati. Il processo formativo ha inizio nella scuola, dove convergono gli imput provenienti dall’esterno, e alla quale si chiede oltre alla crescita educativa e sociale di saper creare le abilità tecniche necessarie a competere. Continua nell’Università, supportando con la ricerca e le sperimentazioni i settori di applicazione e confrontando l’impegno in itinere con le imprese del territorio. La filiera istruzione-università-impresa deve trovare motivi aggreganti nelle istituzioni, cui spetta l’onere del coordinamento degli sforzi che Scuola, Università e Impresa perseguono convinte.


La preparazione dei lavoratori del domani sarà sempre più esigente e settoriale, perché è dallo studio analitico di differenti ambiti operativi che può derivare la qualità e la competitività.


In questo senso ha improntato, da tempo, la formazione dei suoi allievi l’IPSIA “S:Pertini”, firmando protocolli d’intesa con industrie di dimensioni internazionali (Toyota, TEXA, ecc) e del territorio. Ha instaurato una collaborazione fattiva con l’Associazione degli Industriali e la Confapi di Terni.


Utilissima si è dimostrata, ai fini di una moderna concezione aziendale, la collaborazione con la Camera di Commercio di Terni che ha portato a scuola dirigenti d’imprese ternane che hanno consentito di mettere a confronto le differenti esperienze lavorative. Tra questi alcune donne hanno portato il proprio vissuto imprenditoriale con cui hanno cercato di trasmettere ai giovani la cultura d’impresa. In tale contesto sono state prese iniziative riguardanti l’Alternanza Scuola-Lavoro e corsi mirati per gruppi di studenti scelti tra i più motivati alla cultura del lavoro.


Un atteggiamento condiviso fra i protagonisti del mercato del lavoro, l’industria e il sistema dei processi formativi , favorisce l’inserimento dei giovani nel settore delle industrie a qualsiasi livello di responsabilità.


10 novembre 2011

Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che la prevenzione rappresenta una delle migliori strategie per ridurre i pericoli che i fenomeni naturali possono presentarci;





Considerato che nel nostro bacino imbrifero numerosi sono i corsi d’acqua a carattere torrentizio vale a dire che si asciugano con la siccità ma si ingrossano facilmente con le piogge;





Tenuto conto che le sei vittime delle esondazioni di alcuni torrenti di Genova, ci pongono inevitabilmente gli interrogativi: si potrebbero verificare simili eventualità nel nostro territorio? Si può fare di più per la sicurezza ? Che cosa fare per non chiederci poi “di chi sono le responsabilità?”;





Ritenuto opportuno considerare le terribili immagini di quell’evento come monito per tradurle, tutti, in un sollecito e costante impegno verso la tutela del territorio nazionale;





Valutato che indirizzarvi risorse favorirebbe la ripresa economica, il lavoro alle piccole e medie imprese che operano sul territorio, e darebbe a tutti i cittadini la convinzione di poter vivere nelle proprie case con maggiore sicurezza.





Visto che in considerazione dei mutamenti non solo climatici (a detta degli scienziati il Mediterraneo è in fase di tropicalizzazione) ma anche in ogni altro campo, occorrerebbe investire sull’educazione permanente per essere pronti ad affrontare le avversità e per accrescere saperi e conoscenze;









Preso atto che sarebbe bene assumere atteggiamenti preventivi che consentono di superare le difficoltà del momento,







Si chiede al Sindaco di Terni ,









in primis, se è stata espressa solidarietà da parte della città di Terni alla città di Genova facendo sentire la vicinanza dei ternani e, poi, di conoscere quali:









1) indicazioni dare ai cittadini ternani per rassicurarli sull’efficienza del nostro territorio a contenere eventuali eventi prodotti da quelle piogge che per forza e abbondanza producono effetti dannosi alle cose e alle persone;





2) comportamenti ed iniziative sono state adottate per facilitare un’anomala defluizione delle acque;





3) strategie sono previste per educare alla sicurezza i giovani da parte del Comune di Terni;





4) riqualificazioni per gli addetti al soccorso sono da mettere in campo per fronteggiare tali eventi e se sono previste sinergie con altri enti e il volontariato;





5) finanziamenti sono contemplati per la prevenzione e per quella educazione permanente finalizzata a formare persone che siano in grado di assumere atteggiamenti idonei e precauzionali in caso di calamità naturali ed anche comportamenti volti a rispettare l’ambiente (ad es.: non gettando materiali plastici nei corsi d’acqua e nelle strade, evitando di abbandonare a terra residui che, con la pioggia, potrebbero intasare i raccoglitori dell’acqua piovana) ;





6) controlli vengono eseguiti sui tombini e sui corsi d’acqua intubati perché non impediscano le vie di fuga dell’acqua in caso di pioggia;





7) verifiche sistematiche e periodiche vengono effettuate sui corsi d’acqua, (torrenti e fiumi);





8) sistemi sono previsti per allertare la popolazione su incombenti pericoli e quali simulazioni (evacuazione da zone a rischio, pronto intervento) possono essere organizzate ad hoc;





9) organismi sono deputati a monitorare eventuali fenomeni franosi;





10) controlli programmati vengono effettuati sugli abusi edilizi;





11) controlli sugli indici di cementificazione vengono eseguiti;





12) iniziative intende assumere per coinvolgere le scuole a far acquisire la cultura del rispetto dell’ambiente e della conoscenza del proprio territorio.





Si chiede, infine, se siano stati concessi condoni a case o a manufatti costruiti su basi non perfettamente idonee, sui margini del lago, dei fiumi e sui corsi d’acqua torrentizi.





9 novembre 2011




Talamonti Giocondo




Luzzi Luzio




Nannini Mauro

I contrasti che stanno rendendo difficile il rapporto fra i compagni della Federazione di Terni possono e devono essere ricomposti con la volontà comune di guardare al futuro del Partito in una prospettiva di limpidezza comportamentale, sulla scorta degli insegnamenti che Enrico Berlinguer ha inteso dare agli italiani in un periodo storico altrettanto difficile per il Partito e per il Paese.



Non vogliamo ergerci a censori di nessuno o a facili predicatori di onestà, ma quanto ha determinato i dissensi interni non è tollerabile in una Federazione che ha sempre rispettato i principi di uguaglianza e di correttezza fra gli iscritti. Abbiamo discusso, ci siamo scontrati, abbiamo cercato il confronto dialettico con l’obiettivo comune di dare le migliori risposte agli interessi del popolo, condannando personalismi e tornaconti personali. Oggi, come prima, nulla è cambiato nel progetto di difesa dei diritti degli iscritti. Anzi, più che in precedenza, le difficoltà in cui si dibattono tanti lavoratori nell’assicurare serenità economica alla propria famiglia, ci obbligano a disegnare orizzonti di maggiore impegno sociale e morale. Da qui nasce la ferma condanna di quanto si è verificato recentemente nel Congresso per l’elezione delle figure chiamate a svolgere compiti di responsabilità nella nostra provincia.


Quando gli attuali autonominati prenderanno coscienza del sopruso consumato, sarà possibile parlare in termini concreti dell’unità che oggi auspicano e invocano falsamente, dal momento che il direttivo si è autoproclamato su una falsità ideologica e materiale.
Di tutto c’è bisogno in questo tragico momento per l’economia e la morale del Paese, tranne dell’ipocrisia degli autoeletti di casa nostra.
Altri sono i problemi a cui rispondere, altre sono le priorità da soddisfare…
Noi, comunisti nel cuore e nella testa, prima che nel nome, abbiamo orizzonti diversi dall’auto-segretario e soci. Veniamo da lontano per andare lontano, avendo come riferimento costante le aspettative del popolo, le sue necessità. Stiamo con chi deve affrontare le difficoltà del lavoro, stiamo al loro fianco nelle lotte per conservarlo, ci impegniamo per costruire un futuro ai giovani e alle famiglie di domani perché possano credere nell’equità sociale e nel ruolo della politica.
Noi non concepiamo di costituire un’unità con chi non ha idea di cosa essa significhi; perseguiamo un disegno di ricostruzione morale nel partito e nella vita, del quale troppi hanno perduto le tracce; vogliamo dare autonomia ai giovani, assistendoli con l’esperienza nei progetti da realizzare, perché è a loro che appartiene il futuro del Partito e della società.



E’ sui valori che si costruiscono i progetti di vita, valori che solo attraverso l’esempio e la difesa è possibile trasmettere nelle valenze irrinunciabili che regolano i rapporti fra i componenti di una medesima comunità.
Al momento ci sentiamo troppo distanti dagli auto-proclamati per condividere con essi un qualsiasi progetto. Se crediamo ad un partito che continui a rappresentare attese e realizzazioni dei cittadini più esposti ai colpi del liberismo senza regole e del capitalismo economico e finanziario, non possiamo, né dobbiamo cedere sulla moralità.
Subito dopo il 28 ottobre, saranno indette due conferenze, una a Perugia, l’altra a Terni, per informare cittadini e media sui motivi del dissenso e sulle prospettive di rafforzare ogni tentativo finalizzato agli interessi comuni.



Terni, 27.10.2011

Giocondo Talamonti

“C’è del marcio in Danimarca”, avrebbe detto Shakespeare per bocca di Amleto nel commentare la situazione in quel paese.



Ma non va meglio a casa nostra. Fra ribalte cercate a forza e ribaltoni, c’è anche da noi chi ciurla nel manico per tentare di trarre dalla confusione vantaggi personali.
Sono iniziate le grandi manovre per dare copertura “legale” ad un progetto “illegale”, con protagonisti, sostenuti anche dall’alto e da un Consiglio Federale fatto lievitare alla bisogna a più 23 membri, per puntare all’elezione di Segretario provinciale.

In un Congresso ridotto a burla, sono spuntate tessere come funghi, rapide nella crescita e veloci nel marcire. Il prestigiatore di turno cercava con la raccolta di assicurarsi la copertura necessaria alla validazione di un colpo di mano. Per dare consistenza al fumoso disegno, i protagonisti hanno assunto le vesti dei censori, richiamando gli iscritti al “rispetto delle regole”, immaginando che nessuno s’accorgesse che i primi a tradirle fossero proprio loro. A questo gioco delle tre carte, invece, c’è chi guarda con preoccupazione e disgusto.

Qualcuno, intanto, si è affannato a definire la destrezza della manipolazione e la logica reazione degli iscritti come un “vivace confronto”, confondendo tensione con dialettica politica e, col cerino in mano, invoca l’unità delle forze, senza perdere di vista le mine piazzate nei punti giusti per far saltare l’armonia del Partito.
Le regole esistono e si rispettano non cambiandole unilateralmente nel corso di un confronto politico interno. Se si rendesse necessario cambiarle, lo si deve fare con il consenso di tutte le componenti del Partito, senza sotterfugi e escamotage, come quello che ha visto “gonfiare” il numero delle tessere solo qualche giorno prima del Congresso.
Questi sono mezzucci, non regole. Non è questo che vogliamo, se crediamo nel rilancio di un partito comunista che guardi alla lealtà e alla correttezza come elementi fondanti di un auspicato ritorno alla moralità e all’etica politica.
Non è affatto un buon inizio. Iscritti e simpatizzanti hanno bisogno di ben altro che dei soliti maneggioni.

Giocondo Talamonti

“ I Rottamatori”


Piccoli “rottamatori”crescono.


Al pari dei fiorentini, anche noi ternani, che non ci facciamo mancare niente, non rinunciamo a coltivare “rottamatori” nell’orticello di casa nostra. Anzi, per dirla tutta, i nostri hanno facoltà che i toscani neppure si sognano: dispongono del dono della preveggenza, della divinazione.


E sì, perché riescono a percepire a distanza l’inefficienza della macchina amministrativa, nel senso che, pur avendo l’obbligo di partecipare alla gestione della cosa pubblica, fanno sparute comparse, fugaci apparizioni nei luoghi deputati a decidere le sorti della comunità cui appartengono.


Sull’esempio del protorottamatore Renzi, sindaco di Firenze, che ha aperto un dialogo provocatorio con l’avversario politico Berlusconi, i “rottamatori de noandri” hanno abbracciato, in mancanza di meglio, le tesi catastrofistiche espresse dai prelati locali sul futuro di Terni, ormai rassegnati ad una missione salvifica dell’economia del territorio, viste le difficoltà a traghettare le pecorelle in affidamento sui lidi più certi della spiritualità.


La lamentata assenza di idee, progetti, relazioni instabili (?) e proficue, non ha prodotto ancora, a quanto è dato sapere, alcuna proposta concreta, evidenziando pericolose falle anche fra i “rottamatori”.


In attesa che il repulisti abbia avvio, che le proposte si concretizzino e che l’incompleto processo di crescita maturi, pare opportuno che i protagonisti di oggi si accontentino della definizione di “scassatori”.


Terni, 07.10.2011

Terni avrà il suo giusto riconoscimento…

“Terni avrà il suo giusto riconoscimento”. Su questa frase riposano le speranze di vedere la città giocare un ruolo di maggior rilievo in tema di formazione universitaria. La promessa di inserire il Polo di Terni nello statuto dell’ateneo perugino in via di revisione, mira a rassicurare le pressioni che a livello sociale e politico ha visto protagonisti i maggiori enti del territorio.


Appurato, tuttavia, che promesse e speranze restano tali se non si insiste nel dare loro forma concreta, i timori dei ternani di imbattersi in ostacoli e impedimenti al progetto, trovano riscontro nell’atteggiamento a dir poco prudente sin qui mostrato da Perugia nell’allargare i confini dell’ateneo.


Quanto a vaghezza, anche l’affermazione secondo cui “Terni avrà il suo giusto riconoscimento”, non lascia tranquilli gli studenti ternani e le loro famiglie, stando almeno alle esperienze del passato e i disagi del presente che vedono gli oltre 600 studenti di medicina e di infermieristica convivere in sei aule.
Da un paio d’anni i lavori della nuova sede di Medicina sono stati terminati, ma di affidarle il ruolo operativo che merita ancora non si parla. Sembrava che a ottobre scorso, la sede dovesse ottenere “il suo giusto riconoscimento”, ma ai ritardi decisionali si sono aggiunti altri ritardi.


Mostrarsi scettici di fronte alle più oneste intenzioni non è l’atteggiamento preferito dai ternani, ma alimentarsi di sole promesse condite di fumanti speranze, rischia di diventare un pasto dietetico di cui la città non ha affatto bisogno.
Numeri e progetti, così come qualità e esigenze del territorio impongono scelte che siano di supporto allo sviluppo. Razionalizzare i servizi di formazione decentrandoli non significa rinunciare a posizioni di controllo, ma favorire le opportunità formative a vantaggio dell’interesse della regione.


In questa ottica, seguire passo passo le misure di modifica allo statuto e concretizzare la funzionalità delle strutture non appaia come mancanza di sfiducia nei confronti degli operatori, piuttosto lo si interpreti come una naturale e totale maturazione dei tempi, oltre la quale c’è solo il rischio di compromettere ogni buona intenzione.


Terni, 23 settembre 2011
Giocondo Talamonti

Protocollo d’intesa fra l’Ipsia e la TEXA e Convegno “Futuro dell’automobile”

Il 12 ottobre, alle ore 10.00, presso la sala “Sergio Secci” dell’Ipsia èsiglato fra la scuola e la TEXA spa un patto di collaborazione che prevede:


il riconoscimento dell’Ipsia come scuola TEXAEDU, la cui finalità è la formazione dei giovani nel settore dell’autoriparazione, in considerazione dei cambiamenti del mercato automobilistico e delle metodologie: Tale intesa consente di avvicinare la scuola e il mondo dell’impresa e rispondere efficacemente alla domanda di lavoro presente nel territorio. La scuola consapevole che l’efficacia formativa si realizza anche attraverso il funzionamento e l’attivazione di una vasta rete di relazioni con le imprese del territorio, organizza per l’inaugurazione un convegno dal tema “Futuro dell’automobile”. All’iniziativa sono invitate le istituzioni, le associazioni di categoria (Associazione Industriali, Confapi, Confartigianato, CNA) Camera di Commercio, Toyota


La Proposta Formativa consente di poter intervenire sui sistemi elettronici che governano le auto d'oggi attraverso la conoscenza dei principi teorici di base e con l’ approfondimento degli strumenti usati in officina.
É per realizzare questo gli allievi TEXAEdu utilizzeranno la strumentazione direttamente in aula, acquisendo una competenza professionale ed una dimestichezza sull’utilizzo elevata.



Una scuola che guarda al futuro…



Nei suoi oltre cento anni di attività, l’I.P.S.I.A. “Sandro Pertini” di Terni ha formato decine di generazioni di tecnici destinati all’industria e all’artigianato. Nata con il nome di “Scuola d’Arti e Mestieri” nel 1909, fu voluta da Virgilio Alterocca per formare manodopera alla giovane Acciaieria e alla consolidata Fabbrica d’Armi. Da allora, ha mantenuto costante l’impegno occupazionale dei suoi diplomati, anno dopo anno, contribuendo a creare una classe di lavoratori che, per competenze e professionalità ha segnato la storia di un’intera città. Neppure i periodi di difficoltà sociale ed economica, immancabili in un arco di tempo così ampio, hanno mai messo in discussione la funzione dell’Istituto, continuando a preparare giovani fortemente richiesti dal mercato del lavoro. Ieri, come oggi.


Le mutate esigenze della globalizzazione ha visto l’I.P.S.I.A. interpretare l’alternanza scuola-lavoro con le industrie del territorio tramite stages aziendali, arricchimento di competenze complementari (lingue straniere), progetti di apprendimento tecnico con società multinazionali (Toyota), scambi culturali con realtà scolastiche internazionali attraverso il progetto Socrates Comenius, educazione permanente degli adulti (Centro Territoriale), corsi di lingua Italiana per Stranieri, protocolli d’intesa con l’Associazione degli Industriali e della Confapi etc.


L’incontro con la TEXA costituisce un ulteriore tassello qualificante per la vita della scuola.


Ing. Giocondo Talamonti







C’erano davvero tutti a festeggiare l’accordo operativo fra l’IPSIA “S. Pertini” e la Texa Spa:


gli Assessori del Comune di Teni Sandro Piermatti e Roberto Fabrini, il Presidente della Camera di Commercio, Enrico Cipiccia, il Presidente della Confartigianato Giuseppe Flamini, il Presidente della Confapi Carlo Salvati, il rappresentante della CNA,Giulio Cesare Proietti, il rappresentante dell’Associazione Industriali dott. Alberto Cari, il Segretario provinciale CGIL Lucia Rossi.


L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Terni, Provincia di Terni, Ufficio Scolastico Regionale, Camera di Commercio, ha inteso mettere in rilievo la cultura del lavoro nelle grandi e piccole imprese industriali e sottolineare il peso che l’Alternanza Scuola Lavoro gioca nel campo della formazione professionale.
L’accordo consentirà di preparare le giovani forze lavoro nel settore della meccatronica applicata all’autoveicolo.


Il centro Texa di Terni è il 24.mo di altrettanti centri sparsi sul territorio nazionale che permetterà ai ragazzi dell’IPSIA di perfezionare le conoscenze e le abilità teoriche nel settore pratico della sperimentazione. L’accordo fra l’Ipsia e la Texa rientra in un disegno tracciato dal MIUR per avvicinare l’impresa alla scuola.
Domani 13 ottobre, alle ore 19.30, presso la Sala “Secci” dell’Ipsia, la Texa Spa inaugurerà, presentandolo alle imprese dell’Italia centrale il suo progetto formativo, in seno al quale la scuola svolge un ruolo di primaria importanza, soddisfacendo l’esigenza di orientamento necessario ad armonizzare le due componenti intervenute.


Terni, 12 ottobre 2011

COMUNICATO STAMPA
I gruppi FdS e i Socialisti, in Consiglio comunale, esprimono la loro preoccupazione per il comunicato dell’Ateneo di Perugia in cui non si conferma il consolidamento del Polo Universitario temano, non si fa menzione del Multicampus, considerato una possibilità e non come una necessità.


Un ritorno alla visione centristica del passato che dimentica gli ingenti investimenti fatti, il Patto di Territorio 2004, l’Accordo di Programma siglato nel 2001 tra Università, Sanità e Regione e il fatto che Terni è una realtà territoriale non trascurabile della Regione Umbria e dell’intera Università.


Auspica che il 20 settembre p.v., riunione del senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università, si riaffermi nello statuto la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione che dia dignità all’ottimo lavoro e all’attività che si sono realizzate nell’intero comprensorio regionale anche grazie all’Università ternana. Ed un’ultima considerazione si chi smentisce “catecorigamente” la volontà di interrompere gli impegni su Terni rispondiamo che sappiamo leggere l’art.2 del nuovo statuto e lo sappiamo interpretare: un ritorno indietro che non tiene conto della realtà e della qualità del polo scientifico ternano. Ed un’ultima annotazione: la costruzione del nuovo si fa in un clima di fiducia e non di scontro.


Terni, 16 settembre 2011


Talamonti Giocondo Capogruppo FdS

Boccolini Giuseppe Capogruppo Socialisti

COMUNICATO STAMPA
I gruppi FdS e i Socialisti, in Consiglio comunale, esprimono la loro preoccupazione per il comunicato dell’Ateneo di Perugia in cui non si conferma il consolidamento del Polo Universitario temano, non si fa menzione del Multicampus, considerato una possibilità e non come una necessità.


Un ritorno alla visione centristica del passato che dimentica gli ingenti investimenti fatti, il Patto di Territorio 2004, l’Accordo di Programma siglato nel 2001 tra Università, Sanità e Regione e il fatto che Terni è una realtà territoriale non trascurabile della Regione Umbria e dell’intera Università.


Auspica che il 20 settembre p.v., riunione del senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università, si riaffermi nello statuto la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione che dia dignità all’ottimo lavoro e all’attività che si sono realizzate nell’intero comprensorio regionale anche grazie all’Università ternana. Ed un’ultima considerazione si chi smentisce “catecorigamente” la volontà di interrompere gli impegni su Terni rispondiamo che sappiamo leggere l’art.2 del nuovo statuto e lo sappiamo interpretare: un ritorno indietro che non tiene conto della realtà e della qualità del polo scientifico ternano. Ed un’ultima annotazione: la costruzione del nuovo si fa in un clima di fiducia e non di scontro.


Terni, 16 settembre 2011

Talamonti Giocondo Capogruppo FdS

Boccolini Giuseppe Capogruppo Socialisti

Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che la nomina dei manager per le Aziende partecipate è una prerogativa del Sindaco;


considerato che in conformità alle indicazioni del Consiglio comunale, nei bandi di rinnovo dei rispettivi consigli di amministrazione, fortemente ispirati a logiche di trasparenza, sono stati indicati criteri come la meritocrazia, la professionalità, la competenza, l’efficacia, l’efficienza;


preso atto che dalle stampa locale trapelano indicazioni di nominativi, non si sa se derivanti da fonte ufficiale o da ipotesi giornalistiche, tanto da alimentare tensione e malcontento;


visto che ogni bando deve necessariamente estrinsecarsi in una graduatoria che esprima i criteri utilizzati per la selezione;


ritenuto maturo il tempo secondo cui, per pregresse metodologie non più tollerabili dagli elettori ed in particolare dai giovani, l’assegnazione degli incarichi di secondo livello, debba scaturire da una trasparente graduatoria, stilata mediante una griglia composta da indicatori e dai relativi pesi;


si chiede, al Sindaco e alla Giunta :


 Se, in primis, risponda a verità l’avvenuta nomina del nuovo Presidente e del Consiglio d’Amministrazione dell’ASM e delle altre partecipate e se le nomine siano state attinte da apposite graduatoria;



 quali indicatori, per la predisposizione della graduatoria, siano stati utilizzati ai fini della valutazione delle competenze necessarie a ricoprire l’incarico vacante;

 quale “peso” sia stato dato ad ogni indicatore;

 se le nomine scaturiscano esclusivamente da graduatorie siffatte.


Terni, 5 settembre 2011


Talamonti Giocondo

Luzzi Luzio


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che in data 1° agosto il Prof. Pardini, titolare di Cardiochirurgia dell’Ospedale Santa Maria di Terni, ha rassegnato le sue dimissioni per l’assenza di dialogo e, quindi di risposte, da parte delle istituzioni interessate, circa il futuro del reparto da lui diretto;


constatato che l’Unità di cui trattasi rappresenta un’eccellenza nell’ambito del nostro nosocomio e che questa è ragione di attrazione di pazienti provenienti da regioni limitrofe, con benefici economici per il bilancio della struttura;


accertato che la presenza nel nostro nosocomio del Prof. Pardini costituisce un vanto cittadino e che il livello della sua professionalità si estende a vantaggio di molti altri reparti del Santa Maria;


visto che i motivi a fondamento delle sue dimissioni, oltre ad essere oggettivi, coincidono con gli interessi della città e dei ternani;


appurato che gli investimenti necessari a conservare il livello di eccellenza latitano, fagocitati dall’Università del capoluogo umbro in ragione della presenza di studenti di medicina, quasi fosse punibile la sperimentazione e il tirocinio;


preso atto che esiste la possibilità di concordare con il corrispondente reparto cardochirurgico del capoluogo una suddivisione specialistica di interventi (valvole percutanee a Perugia, assistenze circolatorie a Terni);


considerato che l’atteggiamento prudenziale della Regione Umbria in materia di investimenti sanitari non può penalizzare solo l’Azienda ternana, con il rischio di causare un degrado strutturale e qualitativo del servizio non più recuperabile;


IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE A:


-attivarsi in tempi brevissimi presso il Presidente della Regione, Marini, per analizzare tutti i problemi connessi al rischio di dimissioni del Prof. Pardini;

-promuovere azioni presso il titolare di Cardiochirurgia del nostro nosocomio perché sospenda la sua decisione in vista delle misure che si andranno a prendere per la soluzione dei problemi denunciati;

-analizzare con le istituzioni regionali e ministeriali la destinazione delle risorse finanziarie per la sanità, privilegiando gli investimenti ricettivi e strutturali che garantiscano livelli di qualità professionali e di accoglienza, evitando la dipendenza finanziaria dall’Università;

-concentrare le attenzioni gestionali sui tempi di risposta alle esigenze dei pazienti (liste d’attesa infinite), intervenendo sull’organizzazione del servizio e sull’opportunità di estenderlo anche in orario notturno con specifiche turnazioni;

-considerare che il reparto di Cardiochirurgia è un’eccellenza, non solo meritevole di essere conservato e sostenuto, ma che esso è trainante di gran parte dei servizi del nostro nosocomio.

Prevedere un consiglio straordinario aperto alle istituzioni provinciali, regionali e società civile, come richiesto in conferenza dei Presidenti dei gruppi, per affrontare il problema dell’Università e della sanità a Terni ed in Umbria.


Terni, 2 settembre 2011


Giocondo Talamonti

Luzzi Luzio

disoccupazione giovanile


disoccupazione giovanile

“Orientamento”, quindi, come chiave di soluzione di tanti problemi sociali.

Che la crisi sia globale, non può costituire una scusa. Tutti abbiamo a che fare con gli effetti prodotti da uno dei periodi più tragici per l’economia internazionale e nazionale. Non serve neanche negarla, come si è fatto fino ad oggi, perché una crisi di tali proporzioni non si lascia sotterrare per scomparire nel nulla. Anzi, quando riaffiora lo fa con la forza di leggi fisiche che la vogliono pari alla spinta ricevuta per nasconderla. Le statistiche non hanno logica, ma nella spietatezza dei numeri hanno il merito della sintesi. E sanno parlare chiaro: l’Italia ha la percentuale di disoccupazione giovanile più alta d’Europa. Il 29.6% dei ragazzi in cerca di prima occupazione è sistematicamente respinto dal mercato del lavoro. Quasi un terzo della popolazione attiva, quella in grado di dare un contributo concreto alla produzione nazionale è umiliata sistematicamente dal rifiuto di prestare la propria opera. Le conseguenze sono disastrose, non solo per gli equilibri psichici individuali, ma per l’intero contesto sociale, a cominciare dalla famiglia e dai rapporti interpersonali.
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Ma il danno maggiore grava sullo stesso sistema economico, che diviene così causa ed effetto del fenomeno. I dati di Confartigianato sono allarmanti: un milione e centotrentottomila persone sotto i 35 anni non ha sbocco lavorativo in Italia. Nove punti percentuali ci dividono, in negativo, dalla media europea.
Il problema non è scoppiato all’improvviso, ma si è alimentato nel tempo nell’indifferenza di tutti. Non si è sentita l’urgenza di programmare la formazione, di analizzare gli indirizzi, di consolidare le competenze, di aggiornare le conoscenze, di interpretare gli sviluppi dei mercati esteri e nazionali. Anche nella nostra città aumenta la disoccupazione giovanile e nello stesso tempo le industrie locali cercano, per essere competitivi sui mercati, diplomati degli Istituti Tecnici e Professionali cioè risorse qualificate e specializzate rispondenti alle esigenze dell’industria e dell’artigianato. Nonostante questo il numero di iscritti ai Licei aumenta del 3%. Confindustria preoccupata è scesa in campo a livello locale e nazionale illustrando alle famiglie le necessità e le opportunità offerte dall’industria locale e nazionale.


In una parola, è stato ignorato un elemento decisivo delle tendenze che, a breve e medio termine, avrebbe avuto il mercato, fingendo di non sapere che esso è soggetto ad un’evoluzione naturale, progressiva e che, quindi, necessita di continui adattamenti. La defaillance italiana sta a testimoniare che abbiamo perso la sfida con i nostri soci-concorrenti. Siamo rimasti indietro, incapaci di competere perché impreparati a farlo.


Nessun operatore in proprio può permettersi di fare a meno di studiare gli effetti di una crisi e meno che mai dovrebbe farlo uno Stato che non sia rassegnato a navigare a vista, ma che consolidi le proprie forze sulla scorta della programmazione.
Il processo, che si potrebbe sintetizzare nel termine di “orientamento” non è semplice, ma i Paesi che hanno adottato una qualche forma di prevenzione godono, in questi periodi di difficoltà, di enormi vantaggi. Lo ha fatto la Finlandia, la Germania, lo fanno da sempre i paesi scandinavi, lo ha fatto la Spagna con il vantaggio di uscire dall’isolamento europeo del dopo-Franco.
Cosa significa orientare? Vuol dire programmare lo sviluppo di un Paese interpretando i settori economici di crescita e preparare le strutture istituzionali a formare le giovani generazioni dotandole delle competenze necessarie a vincere le sfide globali.


Ciò comporta che le strutture ministeriali interessate al tema organizzino sistemi di supporto allo sviluppo coordinando a livello periferico le attività formative (Scuola, educazione permanente, FTS) impegnate nel processo.
L’impegno è, in ogni caso totale, nel senso che non sono solo le associazioni di categoria ad essere chiamate a realizzare il progetto, ma anche le organizzazioni sindacali, troppo miopi al riguardo, insieme all’intero sistema statale e locale.
Fatta salva la libertà di ciascun giovane di intraprendere gli indirizzi formativi che più lo interessano, il coordinamento individua gli sbocchi lavorativi futuri, concentrando sugli aspetti dello sviluppo le attenzioni dei singoli, con risparmi consistenti per l’economia dello Stato e, di conseguenza, della società.
“Orientamento”, quindi, come chiave di soluzione di tanti problemi sociali.



Ing. Giocondo Talamonti



Abolire alcune province e mantenerne altre non è una risposta che risolve il problema del risparmio occorre dirigere la rotta verso tutti quegli enti inutili le cui funzioni possono essere svolte dalle province stesse. Se si vuole perseguire l’obiettivo del risparmio o dell’efficienza del servizio ai cittadini, altre sono le scelte da fare.


 La prima è quella della ridistribuzione territoriale fra le province d’una medesima regione. Non si comprende perché la provincia di Perugia inizi a 20 km da Terni (Spoleto e, poco di più la Valnerina) e quella di Terni s’estenda ad oltre 100 km (Fabro). Certo occorre che vi sia un emendamento alla manovra finanziaria che consenta ai territori di condividere il nuovo assetto che si va prefigurando.Terni ha bisogno di Perugia e viceversa per affrontare i problemi strategici dell’Umbria e della nazione considerando che Terni rappresenta una risorsa economica per l’intera Regione. E allora non è questione di campanilismi, ma di condividere un unico progetto alla base dello sviluppo dell’intera Regione, perché se ritenuta valida l’ottica del risparmio, anche la regione Umbria sarà presto considerata uno sperpero di denaro pubblico.


 La seconda proposta è quella di tentare di ripristinare l’antica configurazione territoriale che andava sotto il nome di Circoscrizione umbro-sabina con capoluogo Perugia, anche in considerazione che Rieti, da sempre, ha difficoltà ad adattarsi alla centralità di Roma, ha problemi di dimensioni necessariamente difformi, per entità e qualità, da quelli capitolini, strutturata com’è su una realtà territoriale più vicina alla sensibilità umbra, dalla quale proviene storicamente per essersene staccata solo meno di un secolo fa.


Giocondo Talamonti

Un’altra vittima italiana. Siamo a quota 40. In questo momento la FdS esprime vicinanza e sentito cordoglio alla famiglia del paracadutista di Viterbo. La guerra in Afghanistan torna a mordere proprio mentre il parlamento si appresta a iniziare l’esame del decreto che rifinanzia, con qualche taglio, le missioni militari all’estero. La FdS per far fronte al debito pubblico, alla speculazione finanziaria e ai tagli alle pensioni, come si vuole fare con la manovra, è dell’opinione che c'è un'altra strada più remunerativa, quella di ritirare immediatamente il contingente italiano dall'Afghanistan, anche perché dopo cinque anni, non ci sono più i presupposti dell’emergenza.


Giocondo Talamonti

In un momento in cui i kalumet della pace fra maggioranze e opposizioni spuntano in tutt’Italia come funghi per mandare segnali di fumo rassicuranti fra scanni ben più autorevoli del nostro, il Pd ternano mostra segni di nevrastenia nei confronti dei suoi alleati di governo, tali che neppure il caldo torrido di questi giorni riesce a giustificare.


L’insofferenza, nascerebbe dal legittimo interrogativo della Fds, di sapere il motivo delle agitazioni che stanno dietro alle assenze di numero legale che con sistematica frequenza vietano che il Consiglio produca gli interventi che gli competono (l’ultimo Consiglio interrotto per mancanza di numero legale l’11 luglio 2011).


Considerare questa pretesa un gesto di ‘lesa maestà’ non offende solo la logica, ma il diritto dei cittadini di sapere se qualcosa si nasconda nella stranezza comportamentale che si va delineando nella maggioranza e se questa mostri di avere buona salute.
La Fds ha sempre mantenuto fede ai programmi e alla scelte di gestione della cosa pubblica cittadina; ha assicurato il suo appoggio, s’è adoperata per ricomporre le fratture, s’impegna e s’impegnerà a conservare la serietà e la serenità necessarie a superare le difficoltà del momento, ma ha la brutta abitudine, già ampiamente illustrata nella fase costruttiva dell’alleanza di governo, di partecipare alle discussioni, condividere le linee, farsi partecipe delle scelte di politica cittadina.
E’ troppo?


Tanto per andare al nocciolo della questione, con poca diplomazia e molta concretezza, sarebbe gradita, da parte del Pd, più chiarezza sulla circolazione di voci circa le assegnazioni di incarichi di secondo livello. “Voci” che preoccupano la Fds, semplicemente perché già ragione di crisi in occasione della precedente frattura.
La richiesta di sgombrare il campo da dubbi, la sollecitazione ad adoperarsi per mantenere limpidezza nei rapporti con gli alleati, l’invito ad adottare criteri di meritocrazia nelle scelte, non può essere definito “irritante” dal Pd locale; semmai, “formativo” per tutti quei giovani che devono credere nelle istituzioni e rispettoso delle esigenze di tutti gli elettori.


Naturalmente, la Fds prende anche in considerazione l’eventualità di un’errata valutazione dei segnali. Nel qual caso, il Pd rassicuri tutti, cominciando dai cittadini, per finire, poi, con gli alleati.


Terni, 13 luglio 2011

Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che il Consiglio Comunale, massima istituzione cittadina frutto, nella sua composizione, della volontà degli elettori ternani, ha l’obbligo morale e politico di essere all’altezza del momento difficile che vive oggi la nostra città;


constatato che con il ritiro delle dimissioni da parte del Sindaco e dell’approvazione delle sue dichiarazioni programmatiche e del bilancio Comunale per il 2011, la recente crisi del Comune di Terni sembra essersi, apparentemente, risolta;


considerato che la maggioranza, in coerenza con le dichiarazioni programmatiche pronunciate dal Sindaco, ha assunto l’impegno, verso la popolazione ternana, di dare subito risposte adeguate ai problemi urgenti, in particolare a quelli riguardanti: il lavoro, la sanità, il sociale e la moralità e le vita democratica di Terni.


visto che il Consiglio Comunale di Terni, convocato per discutere delle iniziative di localizzazione territoriale del fotovoltaico, è però, come già in passato, finito nel nulla, per la mancanza del numero legale, a causa, più che dal comportamento dei gruppi di minoranza, ancora una volta, dei contrasti interni alla maggioranza ed in particolare del gruppo consigliare del Partito Democratico.


constatato che la FdS , in coerenza con quanto fatto nel passato dopo aver dato un contributo importante al superamento della crisi, sta continuando a garantire il massimo impegno, per cui, giustamente, pretende che, nel rispetto degli accordi raggiunti, le altre forze della coalizione e in primo luogo, da parte del Partito Democratico, si faccia altrettanto;


La FDS, nella preoccupazione del ripresentarsi delle situazioni pre-crisi, fra cui aleggiava l’assegnazione degli incarichi di secondo livello, questioni non tollerabili dagli elettori ed in particolare dai giovani, perché non rispondenti a meritocrazia, professionalità, competenza, efficacia ed efficienza e soprattutto a logiche di trasparenza;


domanda al Sindaco e alla Giunta


 è veramente risolta la crisi? Oppure la conclusione della stessa è stata un fatto puramente formale e tutti i problemi che ne furono la causa sono rimasti irrisolti?

 risponde al vero che la crisi sarà risolta con l’assegnazione di incarichi di secondo livello?

 per l’assegnazione degli incarichi si terrà conto delle indicazioni del Consiglio comunale? (trasparenza, merito, professionalità, competenza…).

Terni, 11 luglio 2011

Talamonti Giocondo

Nannini Mauro

Luzzi Luzio

Interrogazione: politiche sociali (misure per gli immigrati). Pratica ferma in Commissione.

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che circa il 10% degli abitanti della nostra città è costituito da immigrati (12mila a Terni, 19mila in Provincia) e che, in diverse classi della scuola primaria e secondaria, gli studenti appartenenti a detta percentuale sono già maggioranza;


tenuto conto che le diverse etnie portano con sé tradizioni, costumi, culture e civiltà dei Paesi di provenienza che non vanno trascurate per l’attuazione di un’autentica politica di integrazione;


constatato che strumenti efficaci sotto tale profilo vanno attribuiti ad una varietà di servizi, svolti a favore degli immigrati e delle loro famiglie, dall’associazionismo, dal volontariato e dal ruolo primario della scuola;


considerato che nella nostra città esistono esperienze positive, apprezzate ed innovative che però vanno incoraggiate, sostenute ed incentivate per migliorarne la qualità e per favorire la partecipazione attiva degli immigrati,



la FdS chiede al Sindaco e all’Assessore competente:


 a che punto sia l’attivazione e la funzionalità della conclamata Consulta degli immigrati per l’integrazione;


 se sia stata prevista una conferenza cittadina per l’elaborazione di un progetto “Terni per l’integrazione”;


 se non sia il caso di attivare un processo di monitoraggio, valorizzazione e coordinamento delle diverse iniziative svolte sul territorio dall’Associazionismo, dal volontariato e dalla scuola;


 quale politica si intende avviare per favorire il “vivere insieme” con le diverse comunità;


 se risponde al vero che si è determinato il blocco di un atto, in materia, in seno alla Commissione, se non fosse vero quali motivazioni ne comportano il ritardo, in considerazione che la presenza degli immigrati pone problemi pressanti come il lavoro, la casa, la scuola, l’assistenza sanitaria e di organizzazione ma che, se impiegata bene, può rappresentare una risorsa.



Terni, 11 luglio 2011

Talamonti Giocondo

Nannini Mauro

Luzzi Luzio

Periodico del Gruppo Consiliare F.d.S. di Terni. Gli articoli contenuti in questo numero sono:



1) Il Governo fa cassa sulle spalle dei più deboli

2) Infortuni sul lavoro, la situazione migliora ancora, ma…

3) Polo chimico e siderurgico

4) Le chicche del maestro sommo

5) Le molliche di ELLE EFFE : l’assatanato; bassezze

6) La crisi in Comune è proprio finita?

7) Mozione: stato di salute e qualità della vita della città ( questione morale, droga, alcol, criminalità, incidenti stradali, incidenti sul lavoro, disagio, riciclaggio…).


Il giornale della FdS, “LA SCOSSA” è gratuito e può essere richiesto all’indirizzo giocondo.talamonti@email.it


11 luglio 2011

Federazione della Sinistra

Al Sindaco del Comune di Terni



Preso atto dei crescenti dubbi che si stanno diffondendo tra i residenti locali e del territorio regionale a seguito dell’invio ad amministratori ed esponenti politici di avvisi di garanzia che fanno temere l’insorgenza di gravi sintomi degenerativi.


Visto il continuo ripetersi di incidenti stradali causati dall'alta velocità, dalla guida in stato di stordimento a causa dell'assunzione di alcol e droga, ma anche per difetti strutturali del sistema viario: mancanza di manutenzione del manto stradale e delle modalità di spostamento;


Visto il crescente uso di sostanze stupefacenti (droga) e l’aumento di numero di morti per overdose che si registrano nel territorio regionale rispetto alle altre città italiane. In Umbria, infatti, si muore cinque volte in più rispetto al resto della penisola. I dati sono forniti dalla relazione annuale al Parlamento del 2011 (che ha preso in esame il periodo compreso tra il 2009 e il 2010.


Tenuto conto dei fenomeni di criminalità che si innescano in relazione alla diffusione dell’uso degli stupefacenti che sempre più spesso generano lotte e risse tra bande, perfino per impossessarsi della sim card dello spacciatore arrestato, quanto mai fruttuosa per aumentare il ventaglio dei contatti e delle fasce di clientela.


Constatato che il commercio e il consumo di droga crea incertezze sulla condizione sociale della comunità. Il 31% dei consumatori è disoccupato, una quota consistente della quale riguarda le donne e, rispetto alle sostanze consumate, in massima parte spicca l’eroina; il 4% degli utenti è senza fissa dimora. I frequenti casi mortali ne sono una delle tragiche ed evidenti testimonianze.


Considerato il malessere che la cittadinanza vive per la inquietante incidenza nella nostra realtà dagli incidenti sul lavoro, per i frequenti casi di violenza, per l’allarmante fenomeno delle baby gang, per l’affacciarsi delle infiltrazioni mafiose, presenze innegabili con le sue pericolose conseguenze evidenziate, in forma più che seria e preoccupante, dal recente sequestro dei beni della famosa famiglia dei Casalesi ed, infine, per le note indagini della magistratura ternana su episodi di dubbia moralità pubblica sulle quali, per altro, non si intende al momento esprimere alcuna opinione in attesa delle decisioni che la stessa magistratura prenderà a conclusione dell'attuale istruttoria.


Ritenuto che l'insieme di questi fatti, ai quali sarebbe possibile aggiungerne altri, ha determinato l'insorgere di una situazione di apprensione, diffusa tra l'intera popolazione, per il futuro della nostra città che nessuno deve sottovalutare a partire dal Comune di Terni e dall'insieme delle forze politiche sociali e culturali presenti nella nostra realtà.


si impegna il Sindaco e la Giunta a:


■ diffondere tra i cittadini la cultura della prevenzione destinando parte degli introiti, provenienti dalle procedure dissuasive di condanna e punizione (multe), al finanziamento di progetti educativi non solo per i giovani in età scolare, ma anche nei programmi di educazione permanente mediante i quali divulgare l’importanza di mettere in essere, sempre, un comportamento responsabile.


■ avere come obiettivo le modificazioni strutturali in grado di imprimere una decisa riduzione degli incidenti stradali agendo sulle modalità di spostamento che registrano livelli di rischio nettamente più elevati della media o sulle condizioni viarie in forte deterioramento, specie nel manto stradale, perché il loro dissesto può costituire un pericolo mortale per tutta l’utenza veicolare;


coinvolgere la cittadinanza e le associazioni in un confronto costruttivo che, in breve tempo, porti a dare della città di Terni e dell'Umbria un'immagine di realtà vivibile e sicura, e della comunità una visione di effettiva integrazione tra autoctoni ed immigrati;


considerare la lotta alla droga uno dei temi centrali, da condurre unitariamente, in maniera bipartisan, promuovendo, parallelamente, nelle scuole, progetti di sensibilizzazione sui rischi che comporta l’assunzione di sostanze stupefacenti;


■ attuare politiche di sostegno ed iniziative tese a risolvere i problemi di criminalità, consumo di droga ed alcolici che colpiscono anche le generazioni più giovani dando luogo al fenomeno delle baby gang;


■ sostenere le aziende che investono e non licenziano per scongiurare pericoli di regresso e di eventuale disoccupazione;


organizzare convegni, dibattiti, momenti di sensibilizzazione, particolarmente nei confronti del mondo giovanile, coinvolgendo scuole, famiglie, istituzioni e gli stessi ragazzi;


■ puntare sulla formazione e sulla legalità attraverso progetti mirati ad introdurre la cultura dell'attenzione sul riciclo dei proventi di attività criminali;


■ sollecitare una normativa regionale affinché siano potenziati gli strumenti di contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata.


Terni, 6 luglio 2011

Talamonti Giocondo (Presidente del Gruppo FdS Consiglio Comunale)

Nannini Mauro

Luzzi Luzio

Una ricorrenza da celebrare in memoria di tutti quei giovani che hanno dato la propria vita dimostrando coraggio e attaccamento a quegli ideali di libertà e di democrazia di cui oggi possiamo giovarci.


La nostra carta costituzionale è figlia dell’impegno di un popolo che aveva in quei giovani il senso dell’appartenenza e dell’amore per la patria.


A noi il compito di preservare quegli ideali e quei dettati costituzionali frutto di tanti sacrifici, degni perciò di essere ricordati perché i conflitti che li hanno generati non accadano più. Per questo si è contrari alla guerra di ogni genere sia promossa in nome di una cosiddetta pace (economica), sia quella contro i dittatori del mondo. Si è infatti della convinzione che per risolvere qualsiasi controversia si può utilizzare sempre il buon senso e la diplomazia.


E’ per questo che ogni 13 giugno non farò mancare la mia presenza e partecipazione convinta.

Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che il rapporto del Cerm (“Competitività e regolazione mercati”, un centro di ricerche indipendente che ha redatto il rapporto “Sani-Regio 2011”, in cui ha analizzato le differenze regionali nella governance della spesa sanitaria) recentemente pubblicato, premia le politiche regionali dell’Umbria attribuendo alla nostra Regione la migliore performance sanitaria per qualità, efficienza e spesa pro capite fino a proporla come modello nazionale, in grado di consentire, se adottato dalle restanti regioni, un risparmio di 12 miliardi, equivalenti a circa lo 0,8% del Pil;



tenuto conto che la Sanità è un sistema complesso, che non vende semplicemente prestazioni alla clientela sulla base di criteri commerciali, ma fornisce prestazioni necessarie a garantire il ripristino ed il mantenimento della salute dei cittadini;



attestato che per questo deve darsi delle regole conosciute e condivise dai fruitori, in particolare per quanto riguarda la rete di emergenza e di urgenza sanitaria territoriale dell’intero comprensorio con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, a partire dal Medico di Medicina Generale, puntando sulla qualità, sull’equa destinazione, sulla ripartizione delle risorse, sulla scelta delle prestazioni da erogare tenendo conto della Medicina Basata sull’Evidenza e garantire a tutti efficacia, appropriatezza e accesso,



Visto che la priorità non deve essere solo costituita dagli aspetti contabili, ma soprattutto dal raggiungimento di livelli di salute prefissati attraverso un sistema di Programmazione dei bisogni e pianificazione delle prestazioni, con riguardo:


 al problema sanità, inquadrandolo nel contesto del Piano Regionale della Sanità;

 al PAL (Piano attuativo locale);

 agli obiettivi dell’Azienda Ospedaliera;

 alla razionalizzare delle risorse anche con la piena integrazione funzionale tra Azienda Sanitaria Locale e Azienda Ospedaliera

 ad un servizio di qualità alla cittadinanza;



constatato che occorre pensare ad una Azienda Ospedaliera che veda:



 l’Ospedale “S. Maria” integrato con l’ASL come Polo di eccellenza;

 la convenzione con l’Università legata alla ricerca, asse portante dello sviluppo del territorio, tale da garantire un servizio di qualità alla cittadinanza;



accertato che l’integrazione funzionale tra ASL e Azienda ospedaliera procede a rilento e che gli interventi a difesa della salute, invece, richiedono tempestività;



ritenuto che ogni servizio pubblico essenziale ed efficiente debba essere mantenuto, potenziato e sostenuto rispetto al servizio privato, specie quello dell’emergenza e dell’urgenza sanitaria sulla quale non esiste e non esisterà mai competizione con il privato ;



considerato che l’integrazione con l’Università deve soddisfare lo sviluppo della ricerca in settori che richiamano utenti anche da fuori Regione e consentire l’erogazione di servizi in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini con tempestività e con professionalità;



si chiede al Sindaco e alla Giunta di sapere:



 come stia procedendo l’integrazione funzionale fra ASL4 e Azienda ospedaliera e su quali ambiti si stia lavorando al riguardo;

 se l’integrazione comporti la riunificazione delle due aziende abolendo, di fatto, l’Azienda Ospedaliera, restando, così, una sola;

 se con l’integrazione funzionale si intenda puntare alla ottimizzazione degli spazi, del personale, dell’ubicazione dei reparti o delle apparecchiature, l’approvvigionamento di medicinali etc.,

 se, in sostanza, si voglia puntare sulla razionalizzazione delle risorse, offrendo all’utenza il massimo dei risultati, non condizionati da fattori di natura economica;

 se sia stata presa in esame la necessità della collaborazione fra i diversi livelli ospedalieri periferici (Orvieto, Narni, Amelia) ed il loro centro di riferimento naturale costituito dall’Azienda Ospedaliera di Terni;

 se il Servizio Sanitario Regionale e le Direzioni Generali della ASL e Aziende Ospedaliere intendano mettere in atto tutte la azioni necessarie per abbattere i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie e tra queste anche di quelle del Pronto Soccorso, risolvendo le cause di eventuali ritardi;

 se siano rispettati e garantiti i finanziamenti previsti a favore dell’Azienda Ospedaliera per le necessità di adeguamento strutturale, per la sicurezza e l’ammodernamento tecnologico.



Terni, 20 giugno 2011

Talamonti Giocondo

Luzzi Luzio

Nannini Mauro

In uscita LA SCOSSA numero 16 - Periodico del Gruppo Consiliare F.d.S. di Terni. Gli articoli contenuti in questo numero sono:


1) Ci siamo anche noi

2) La storia de:”La nuova Fabbrica”

3) Polo chimico e siderurgico

4) Le chicche del maestro sommo

5) Le molliche di ELLE EFFE . Effetti del dopo-elezioni

6) Basell/Damiano Stufara (PRC-FdS) denuncia: il governo non ha fatto nulla
Sicurezza sul lavoro


Il giornale della FdS, “LA SCOSSA” è gratuito e può essere richiesto all’indirizzo giocondo.talamonti@email.it

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che si sta determinando una profonda discrepanza tra chi, credente, può celebrare il rito funebre in chiesa e coloro che, di fede diversa dalla cattolica, non dispongono di appropriato luogo di culto, o, rifiutano, per convinzione personale, il rito religioso pur avendo preventivamente espresso la volontà di ricevere dai parenti onoranze pubbliche con la lettura di brani laici.



Considerato che per costoro, sarebbe opportuno, poter fruire di una confacente struttura pubblica atta ad accogliere i partecipanti alle esequie, anche in caso di condizioni meteorologiche avverse.



Visto che si sta diffondendo la pratica della cremazione per cui la deposizione delle ceneri nell’area cimiteriale avviene contestualmente alla loro consegna ai parenti. Oggi lo può si può fare solo all’aperto, ma sarebbe opportuno consentire che le eventuali riflessioni che l’accompagnano siano possibili anche quando il tempo non lo permette.


Tenuto conto che i morti devono essere onorevolmente seppelliti, possibilmente secondo i riti della religione alla quale appartenevano, che le loro tombe siano rispettate, e che le ceneri siano deposte secondo le procedure desiderate dal defunto.


Si impegna il Sindaco e la Giunta


a prevedere nell’area cimiteriale una sala accoglienza per onorare quei morti la cui religione è diversa da quella cattolica o per quei morti che si fanno cremare .


Terni, 14.06.2011

Talamonti Giocondo (Capogruppo FdS)

Luzio Luzzi

Mauro Nannini

Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che continuano ad aversi feriti gravi tra i militari italiani in Afghanistan e che, pur cambiando le strategie militari e la sostituzione al vertice di nuovi comandanti, la situazione non accenna a migliorare perché si registrano ancora attentati, violenze, disordini in tutto il paese.


Visto che nell’ ormai lungo decennio di occupazione in Afghanistan, si contano quasi 10.000 militari morti e 30.000 afghani uccisi dalla guerra.


Ritenute non più sostenibili le ragioni per cui il nostro Paese debba continuare a stare in Afghanistan, a spendere centinaia di milioni di euro, a mettere a rischio la vita dei nostri giovani soldati.


Tenuto conto che anche in questo caso, il perdurare nel conflitto significa tradire clamorosamente i principi enunciati nell'articolo 11 della Costituzione che testualmente recita ”L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”).




Riaffermata la posizione della Federazione della Sinistra nel dire “No alla guerra” in Afghanistan, ma anche un No a tutti i dittatori del mondo che mettono in discussione i diritti umani, un No alle spese militari perché la guerra è una scelta disumana, criminosa ed assurda, che esalta la violenza, la diffonde e la amplifica.



In attesa che, con estrema franchezza, si riconosca che senza decennali occupazioni militari l’occidente perderebbe istantaneamente il controllo di quei territori, per cui anche il silenzio calato sulla più recente guerra in Libia prelude all’applicazione dello schema dell’invasione permanente.



Considerata ormai indifferibile l’esigenza di uscire da uno stato di ipocrisia permanente




La Fds impegna il Sindaco


a farsi interprete della propensione cittadina ad utilizzare tutte le forme pacifiche che la politica contempla per affrontare i contrasti fra le nazioni e, specificatamente, a lanciare, a livello nazionale, il messaggio di repulsione all’impiego della forza militare, come strumento di soluzione dei conflitti, che anima i comunisti ternani, ancora memori dei 105 bombardamenti subiti dalla città durante l’ultima guerra. Per le tante vittime che si contano tra la popolazione civile, siano esse donne, uomini e bambini, non c’è altra soluzione se non quella del ritiro dei nostri militari dall’Afghanistan. Per quanto tempo ancora dovremo ripeterlo? Quanti morti ancora ci dovranno essere? C’è almeno qualcuno che ha il coraggio di spiegare le vere ragioni della nostra permanenza in quel teatro di guerra? O vogliamo continuare a raccontare agli italiani la frottola dell’esportazione della democrazia e della lotta al terrorismo internazionale?


Terni 14.06.2011

Talamonti Giocondo (Capogruppo FdS)

Luzzi Luzio

Nannini Mauro

Il raggiungimento del quorum ai referendum conferma che gli italiani non ne possono più di questo governo.

C’è bisogno di aria nuova, di idee fresche, dell’unità di tutte le forze che vogliono il cambiamento, di partecipazione dinamica nelle scelte, di informazione che non esclude, per dare all’Italia la forza per una grande svolta. Insieme si può.


Giocondo Talamonti

Domenica 12 giugno, dalle ore 8.00 alle ore 22.00 e lunedì 13 giugno, dalle 7.00 alle 15.00 tutti i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi su quattro quesiti referendari. Si tratta di un appuntamento molto importante, dato che si potrà decidere sull'affidamento alle aziende private del servizio idrico –e ribadire così che l'acqua è un diritto di tutti; ci si potrà esprimere sui progetti che prevedono impianti per la produzione nucleare; si potrà ribadire che la legge è uguale per tutti.


Affinché il referendum sia valido, deve andare alle urne il 50% più uno degli aventi diritti al voto. Un invito a non far mancare il quorum perché significa esercitare un diritto, perché è un bene esprimersi con un voto su argomenti che interessano noi ed il futuro, perché è sempre edificante poter manifestare la propria volontà, perché è una prerogativa che se non esercitata finisce col decadere. Il voto, infatti, rappresenta la via democratica per proiettare sulle istituzioni le proprie opinioni.


Ed allora, qualunque sia la tua opinione, …vai.



Terni, 9 giugno 2011


Giocondo Talamonti

Al sindaco del Comune di Terni



Premesso che le voci dello scorporo dell’inossidabile, confermata dal comitato di sorveglianza della Thyssenkrupp, destano preoccupazioni nella Federazione della sinistra per eventuali ridimensionamenti e conseguenti perdite di posti di lavoro.


Visto che non si conoscono i dettagli del piano di ristrutturazione della TK-AST.


Considerato che a tale situazione si aggiungono le apprensioni per la ripresa produttiva della Meraklon, e per lo stallo della trattativa tra Novamont e Basell (il sito della Basell è chiuso ormai da oltre un anno);


Tenuto conto che le incertezze sui più importanti poli industriali della città suscitano legittimi interrogativi sul futuro della vita economica e sociale dell’intera comunità.


Preso atto del sondaggio pubblicato, il 16.05.2011, dal “Giornale dell’Umbria” secondo cui la sfiducia nelle potenzialità locali induce i giovani ternani a dichiararsi pronti, una volta terminato il percorso di studi, a lasciare la città pur di trovare un lavoro.


Visto che il Governo è inerte di fronte alla chiusura e all’abbandono di processi industriali ritenuti vitali per l’economia nazionale.


Ritenuto determinante arrestare il progressivo impoverimento del Paese per il quale si può sperare solo in un’adeguata presa di coscienza a più alto livello che non può non essere che quello nazionale ed europeo.



Si impegna il Sindaco e la Giunta



 A far sentire la vicinanza dell’Istituzione ai lavoratori della TK-AST.

 A farsi promotori, da protagonisti, di un tavolo nazionale che affronti i problemi della chimica e della siderurgia.

 A proporre un nuovo patto di territorio che garantisca il futuro ad una comunità che da oltre 130 anni si misura con la chimica e la siderurgia (mantenimento dei posti di lavoro e continuità produttiva) .

 A coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e non (Associazioni, parti sociali, deputati e senatori dell’Umbria etc.) nonché la commissione europea, con deleghe all’industria, sapendo che la partita è nazionale ed europea essendo la chimica e la siderurgia strategica per lo sviluppo della nostra nazione.

 A mettere in rilievo il ruolo svolto dal sito di Terni in termini di capacità produttiva di qualità e di portata sociale-lavorativa su cui è possibile assicurare certezze alle famiglie e alle aspirazioni di tanti giovani e donne (occupazione giovanile) .

 Ad intraprendere tutte le azioni necessarie perché la TK-AST espliciti il suo progetto industriale e i termini dello scorporo.

 A pungolare le istituzioni perché in Parlamento si discuta di crescita economica e lotta al precariato.

 A mantenere alta l’attenzione sul problema dell’occupazione e dei posti di lavoro anche in considerazione della difficoltà di altri comparti.


Terni, 6.06.2011

Giocondo Talamonti FdS

Mauro Nannini FdS

Luzio Luzzi FdS

Claudio Campili IdV

PRESENTAZIONE DEL PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ DEL PROTOCOLLO
NOVAMONT - ISTITUTO INDUSTRIALE “ALLIEVI-PERTINI” :
FORMAZIONE DEI GIOVANI ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE
DEL TERRITORIO E DEI SUOI PRODOTTI




L'8 Giugno 2011 alle 10.30 a Palazzo Spada, sala consiliare, i ragazzi delle V Chimici dell'Istituto Tecnico Industriale “L.Allievi”, hanno presentato i risultati delle attività di un progetto svolto in collaborazione con Novamont e riferito ad un protocollo d'intesa Scuola-Industria siglato, sempre in questa sede, in giugno 2010.


Hanno partecipato all'incontro il Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo, gli Assessori Stefania Cherubini e Simone Guerra rispettivamente di Provincia e Comune, il Dirigente Scolastico Giocondo Talamonti, Dott. Mauro Meucci di Confindustria e la Dott.ssa Daniela Riganelli di Novamont.
Importante il lavoro svolto a scuola in questo primo anno di attività che è stato illustrato direttamente dai ragazzi e ha riguardato le seguenti attività:


1. lezioni a scuola in cui sono stati affrontati importanti temi della sicurezza nel luogo di lavoro, il concetto di bioplastica e chimica verde, LCA (Life Cycle Analysis), biodegradabilità e compostabilità.

2. stage formativi in Azienda per alcuni studenti selezionati

3. percorso sperimentale volto alla valutazione della compostabilità degli shoppers commercializzati, dimostrando che carta (controllo positivo) e Mater-Bi si sono disintegrati nei tempi previsti dalla normativa europea EN13432, che definisce i criteri di biodegrdabilità e compostabilità degli imballaggi, mentre polietilene (la classica plastica) e polietilente additivato ECM (che viene comunque commercializzato come biodegradabile), sono rimasti inalterati dopo i 90 giorni previsti.


Grande soddisfazione è stata espressa dal Dirigente scolastico Talamonti che ha ribadito l'importanza del lavoro di collaborazione con le aziende del territorio tra cui Novamont a partire dalla sicurezza sul lavoro che rappresenta uno dei obiettivi fondamentali anche per Confindustria.


Sia il Sindaco di Terni che l'Assessore Provinciale Cherubini hanno invece sottolineato l'importanza di rendere sistemici e integrati da una progettualità meno sporadica interventi come questi che dovranno far parte delle politiche scolastiche e di sviluppo economico delle amministrazioni.


Come sottolineato anche dall'Ass. Guerra, il lavoro svolto ha inoltre una valenza culturale per l'intero territorio in quanto i ragazzi che hanno preso parte a questo primo anno possono fungere da “promotori culturali” per i concetti di sostenibilità ambientale e di “chimica vivente per la qualità della vita” che sono obiettivi condivisi fin dalla formulazione del protocollo.

L’UNLA-UCSA si rinnova…


Il tre giugno 2011, alle ore 17.30, presso la Sala “Torquato Secci “ dell’IPSIA “S. Pertini”, Via B. Brin, n.32 Terni, si sono riuniti i componenti del Consiglio Direttivo dell’UNLA-UCSA di Terni con all’ordine del giorno:


 nuovi organismi direttivi

 programmazione attività.



Per quanto riguarda i Nuovi organismi direttivi l’assemblea all’unanimità ha eletto:

Presidente Talamonti Giocondo e tre Vice-Presidenti: Robatto Alessandra, Giovannetti Giancarlo e Lima Luciano. Segretario Stefano Amerini. Il Direttivo per l’anno2011/2012 è così composto:


Ufficio di Presidenza

1) Talamonti Giocondo (Presidente)

2) Lima Luciano (V.Presidente)

3) Giancarlo Giovannetti (V. Presidente)

4) Alessandra Robatto (V. Presidente)


5) Viscione Giulio

6) Messi Andrea

7) Amerini Stefano

8) Latini Valentino

9) Molè Nicola

10) Talamonti Claudio

11) Balloriani Giancarlo

12) Mario Meucci

13) Bartolini Mario Andrea

14) Scaramuzza Ermanno


Nei prossimi giorni l’Ufficio di Presidenza nominerà i vari responsabili dell’attività culturale:


a) pittura e scultura

b) Formazione professionale

c) Cinema

d) Volontariato etc.


La programmazione prevede due filoni:



1. Attività culturali su temi specifici dedicati alle esigenze informative, conoscitive e di approfondimento dei cittadini su tematiche riguardanti: la mobilità e sicurezza dell’anziano, le infrastrutture, la multimedialità, la produzione artistica e letteraria, presentazione di libri, mostre ecc.



2. Attività formative condotte con il coinvolgimento dell’Università, delle Agenzie formative, dell’Azienda sanitaria locale su tematiche riguardanti: il Primo soccorso, la sicurezza negli ambienti di lavoro, la formazione tecnologica utile a soddisfare le domande di professionalità necessarie alle Imprese locali.



La filosofia di fondo è ispirata allo sviluppo del territorio, alla promozione della qualità, all’interazione con gli altri Centri Unla-Ucsa e associazioni culturali del territorio tramite opportuni rapporti da consolidare in una Rete.

Al sindaco del Comune di Terni



Premesso che, anche se si registrano i primi segnali di fuoruscita dalla crisi, la disoccupazione giovanile continua a crescere, situazione che induce a pensare, almeno per quest'anno, all’impossibilità del verificarsi di inversioni di tendenza;


tenuto conto dei punti di criticità del nostro mercato del lavoro;


ritenuto che occorre, da subito, preoccuparsi di pronosticare le misure più idonee ad affrontare il dopo crisi;


ravvisata la necessità di programmare interventi che mirino a riqualificare il lavoro e ad immettere nuove energie, competenze, risorse nel sistema produttivo,




si invita il Sindaco e la Giunta ad attivarsi di concerto con la Provincia e la Regione per:


incentivare le imprese che assumono, con un occhio di riguardo alla stabilizzazione dei lavoratori precari, in particolare se giovani e se donne;

destinare risorse atte a fronteggiare quella che, ancora, si prospetta come un'emergenza.

sostenere i progetti strategici di sviluppo delle grandi industrie, favorire l'innovazione e il trasferimento tecnologico, contribuire alla creazione di reti di impresa in modo da ovviare a carenze strutturali del sistema produttivo umbro;

incrementare le assunzioni a tempo indeterminato, a tempo pieno o parziale, di donne over 30, di giovani laureati con contratti transitori, di lavoratori provenienti da liste di mobilità, di soggetti svantaggiati, di disoccupati prossimi alla pensione, di precari in attesa della proroga di contratti a tempo determinato o della trasformazione di contratti di collaborazione;

promuovere le assunzioni dei dottori di ricerca e la stabilizzazione, attraverso contratti a tempo indeterminato, dei giovani tirocinanti;

condizionare le imprese che fruiscono dei contributi pubblici a non spostare le produzioni al di fuori del territorio regionale per 25 anni pena la restituzione dei contributi goduti (delocalizzazioni) ;

bloccare, per almeno 15 anni, le aree destinate ad attività produttive ed industriali, non permettendo destinazioni d’uso diverse ( speculazione edilizia) . I 15 anni vanno calcolati dall’insediamento delle unità produttive o dal momento dell’erogazione dei contributi;

subordinare i contributi pubblici alle imprese che, oltre a non delocalizzare, si impegnano a mantenere i livelli occupazionali, a stabilizzare i lavoratori, a rispettare la normativa nazionale in materia di ambiente e sicurezza (lavoro sicuro) ;

assecondare le imprese che, in momenti di crisi, scelgono di garantire il lavoro a tutti. (responsabilità sociale)



Terni, 06.06.2011

Giocondo Talamonti FdS

Mauro Nannini FdS

Luzio Luzzi FdS

Claudio Campili IdV

Al sindaco del Comune di Terni



Premesso che. per l'imminente referendum popolare del 12 e 13 giugno è necessario provvedere alla nomina degli scrutatori.



Ritenuto che. sarebbe opportuna la visibilità sulle modalità di designazione.



Considerato. che si può dare il senso dell’imparzialità attraverso un sistema maggiormente partecipato, chiaro e democratico, oltre che socialmente importante.



Reputato. che lo strumento capace di assicurare trasparenza e donare agli “aspiranti scrutatori” un'opportunità civile libera ed incondizionata sia il sorteggio. fra i nominativi che sono all’interno dell’albo degli scrutatori, con una riserva di precedenza a giovani e disoccupati rispetto a coloro che sistematicamente vengono soddisfatti.



Si chiede al Sindaco ed alla Giunta.


 quale procedura (Sorteggio o indicazioni dei partiti) sia stata utilizzata per la scelta degli scrutatori per l’imminente referendum e quale sarà per le prossime elezioni politiche ed amministrative

 di far sapere, nel caso siano state le indicazioni dei partiti, quali di essi le hanno fornite.



Sarà una questione di principio, sarà una questione minimale, sarà un aspetto marginale dell’attività amministrativa, ma noi riteniamo che la trasparenza, il cambiamento dei metodi di governo della cosa pubblica, si debbono affermare anche in questi atti “marginali”.



Terni, 6 giugno 2011


Giocondo Talamonti