“zero tituli” - Ci vuole programmazione…


Ci vuole programmazione…
Questi mondiali di Vancouver rischiano di essere ricordati come i meno generosi di medaglie per lo sport nazionale della neve. Abbiamo aspettato la valanga rosa e quella azzurra, ma le uniche ad arrivare sono state quelle create dai fuori pista degli sciatori della domenica.

Qualcuno obietterà che il Paese del Sole non è tenuto, per mandato naturale, ad aver dimestichezza con lo sport del freddo, ma la catena delle Alpi che c’incorona a nord e la spina dorsale degli Appennini che ci corre per la schiena, dovrebbe spingerci a cercare motivazioni meno infantili della débacle.

E, allora, diciamola com’è: non c’è alcun interesse a favorire questo sport, neppure a livello turistico, figurarsi sul piano competitivo.
I campioni che nascono hanno tutti nomi impronunciabili, a dimostrazione del fatto che sono le zone di confine con Svizzera, Austria, Croazia a compiere parti naturali, escludendo ogni altro che abiti da Pordenone in giù.

La scuola, già in apnea finanziaria per approvvigionarsi di detersivi e carta igienica, non può permettersi d’investire in uno sport d’élite, né passa per la mente alla scuola d’élite di spendere per un’attività già ampiamente praticata dai figli di chi i soldi ce li ha di suo.

La rabbia che ci prende per i “zero tituli” deve trovare, allora, una definitiva rassegnazione, dobbiamo fare mea culpa per la mancanza di programmazione e resistere alla tentazione di mandare tutti a Vancouver!

Giocondo Talamonti