ATTO DI INDIRIZZO
in tema di:


A)   educazione permanente;
B)     istituzione del CPIA presso l’Ipsia;
C)    istruzione professionale nella nostra Comunità legato alla competitività delle imprese;

Premessa

A)   Educazione permanente per l’istruzione e la formazione in età adulta;
·       La dichiarazione finale della V conferenza mondiale UNESCO, del 1997 (Amburgo 14-18 luglio) in merito all’apprendimento in età adulta, impegna i Paesi membri dell’UE ad adoperarsi per far divenire l’educazione permanente una realtà significativa ponendo fra le priorità ed obiettivi il diritto di tutti all’educazione e formazione permanente;
·       Nel 1997, con l’O.M. n.455, il Ministero della Pubblica Istruzione istituisce i Centri Territoriali Permanenti per l’Istruzione e la  formazione in età adulta (Centri EDA);
·       Nell’accordo del 2 marzo 2000, la Conferenza unificata Stato-Regione sono stati individuati i compiti condivisi fra lo Stato e gli enti locali per potenziare l’educazione permanente degli adulti;
·       I Centri sono luoghi di accoglimento di bisogni di formazione, di attivazione, di iniziative di istruzione e formazione in età adulta, di acquisizione e sviluppo di una prima formazione e/o riqualificazione professionale  in sintonia con la legge delega di riforma della scuola (art.2 c.1 L.n.53/2003) secondo cui a ciascuno individuo, a qualunque età, deve poter essere consentito di esercitare l’effettivo diritto di sviluppare le proprie competenze, governare il proprio apprendimento, partecipare a processi di riconversione e usufruire di offerte integrate di istruzione e formazione che consentano di migliorare la propria qualità di vita (concetto di “long life learning”)
·       Nella nostra città a partire dal settembre 1998 è operante un Centro EDA presso l’Ipsia “S. Pertini” con percorsi di istruzione/formazione estesi agli ospiti della casa circondariale e fino all’anno scolastico 2003/2004 della Comunità Incontro di Amelia nei settori:
-conseguimento della licenza media;
-lingua italiana per stranieri;
-alfabetizzazione informatica;
-apprendimento e approfondimento di seconde lingue (francese, inglese, spagnolo, arabo etc.);

B)    istituzione del CPIA presso l’Ipsia;
·                       La legge del 27.12.2006 n.296 art.1 c.632, per la prima volta nella storia della scuola italiana, interviene sull’educazione degli adulti istituendo i CPIA; nel contempo ne cambia la mission formativa ridenominandola “Istruzione degli Adulti”. Non è un cambiamento solo nominale, ma di vera sostanza in quanto lo Stato sceglie di assumersi la responsabilità di fornire un’istruzione (rilascio titoli) di propria ed esclusiva competenza, lasciando agli enti locali la possibilità di intervenire per l’ampliamento dell’offerta formativa.
·                       Dopo una lunga fase procedurale durata quasi 6 anni, il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4.10.2012, in via definitiva il Regolamento di organizzazione dei Centri Provinciali di Istruzione per gli adulti, compresi i corsi serali. Il regolamento è in vigore dal 25 febbraio 2013, data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.47 (rubricato come DPR n.263 del 29.10.2012).
·       I CIPIA sono riferimento per l’obbligo d’istruzione potendo rilasciare i titoli di studio conclusivo del I ciclo, per la certificazione di competenze connesse all’obbligo d’istruzione (art.622 della legge 296/06), per il conseguimento del diploma d’istruzione secondaria superiore, per il riconoscimento formale di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana da parte degli immigrati finalizzato alla loro integrazione linguistica e sociale nonché  sedi di test della conoscenza di lingua italiana per il rilascio del permesso di soggiorno.
·       Attualmente l’Ipsia “S. Pertini” in forza del suo pregresso come CTP (Centro indicato, dall’origine, dal Provveditore agli Studi quale coordinatore degli altri Centri distribuiti sul territorio provinciale) è da ritenere la sede più idonea per aspirare ad assumere la veste di CPIA della Provincia di Terni  attraverso accordi di rete con altre Istituzioni scolastiche e altri soggetti del territorio (rete territoriale).

C) istruzione professionale nella nostra Comunità legato alla competitività delle imprese;

·       Le caratteristiche del mercato del lavoro, negli ultimi anni, hanno palesato un’estrema mobilità che ha posto seri problemi di riconversione dei saperi, accesso a nuovi sbocchi occupazionali. Il fenomeno a Terni ha assunto dimensioni rilevanti se solo si considera che molti sono i lavoratori dell’industria che hanno dovuto affrontare il problema di acquisire nuovi saperi per proporsi nel mercato occupazionale e rendere le imprese competitive. La scuola, l’Università, i Centri per l’educazione degli adulti sono chiamati a sostenere il processo di transizione, le cui peculiarità non sono temporanee ma, anzi si manifestano costanti e durature nella vita dei cittadini;
·       Occorre quindi prendere atto delle mutate condizioni senza dimenticare di insistere nel consolidare e rafforzare il modello di sviluppo territoriale puntando sulle potenzialità formative dei Centri educativi e sull’ analisi continua degli indirizzi di cambiamento;

·       L’istruzione tecnica e professionale è fondamentale per lo sviluppo economico della città e va reinterpretata nei rapporti di Alternanza Scuola-Lavoro, nei tirocini, negli stage, offrendo ai giovani spazi operativi e metodologici in un contesto di apprendimento ad ampio raggio, in grado di sviluppare il senso critico e una corretta azione formativa.

·       Le competenze professionali, insieme a quelle tecniche esistenti nelle industrie ternane, provengono in massima parte da quel bacino di professionalità assicurato dalle istituzioni scolastiche locali (IPSIA ed ITIS);


·       l’Ipsia “S. Pertini” si distingue nella Regione per  rispondere anche alle richieste professionali provenienti dalla Toyota e dalla Texa, industrie multinazionali interessate a formare le maestranze necessarie alle localizzazioni delle proprie attività;

Considerato


·       il piano regionale dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria -anno scolastico 2014-2015- recepisce la proposta avanzata dalla Provincia di Terni, in merito all’autonomia in deroga dell’Ipsia “S. Pertini” di Terni;
·       il decreto ministeriale sull’istituzione dei CPIA stabilisce che il conferimento dell’autonomia deve avvenire “nei limiti” del numero delle autonomie scolastiche istituibili in ciascuna regione e delle attuali disponibilità complessive degli organici;
·        il Consiglio regionale (deliberazione n.300 del 18 dicembre 2013), penalizzando Terni a favore di Perugia, ha espresso parere favorevole per la costituzione di uno dei due Centri CPIA, presso la sede del CTP (Centro Territoriale Permanente) sito nell’Istituto Comprensivo “A. Volumnio” di Perugia e non favorevole per la costituzione del CPIA nella Provincia di Terni, dietro indicazione della III Commissione. Da evidenziare che la proposta della Giunta regionale, nel contenuto ne configurava l’esistenza, senza però individuare una sede ben precisa. Un ulteriore schiaffo alla città in merito alla strategicità della formazione in un bacino di  variegate e vaste professionalità necessarie al territorio ternano;
·       L’individuazione del Cpia di Terni presso l’Ipsia “S. Pertini” consentirebbe alla scuola di rientrare nelle norme necessarie ad ottenere una effettiva autonomia superando così quella in deroga;
Viste le delibere

·       n.290  del 12.12.2012 adottata dal Consiglio comunale in ordine a “Tematiche relative alla Scuola”;
·       n.236 del 15.10.2012 adottata dal Consiglio comunale riguardante “Rete scolastica e accorpamenti Istituti Scolastici della Provincia di Terni”;
·       n.158 del 16.07.2012 adottata dal Consiglio comunale riguardante “Rete scolastica e accorpamenti Istituti Scolastici della Provincia di Terni”;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

·       riconsiderare il ruolo dell’educazione permanente, fondamentale per intercettare le esigenze di sviluppo e innovazione dei territori in cambiamento ove la risorsa umana rappresenta il fulcro su cui far ruotare il futuro delle comunità e la competitività delle imprese;

·        ridare slancio e prospettive all’istruzione tecnica e professionale;

·       sostenere presso la Regione la posizione del Consiglio comunale di Terni in merito all'istituzione di un Centro CPIA a Terni ove già si svolge una intensa e riconosciuta attività per l’educazione e la formazione degli adulti e degli immigrati;

·       risolvere la questione riguardante l'IPSIA "S. Pertini", senza cambiare il numero delle autonomie scolastiche su Terni, proponendo l’autonomia scolastica al costituendo CPIA con l’aggregazione dell’Ipsia “S. Pertini”.

La seconda Commissione Consiliare
Sandro Piccinini

La II Commissione Consiliare, in data 28.01.2014, ha approvato all'unanimità l'Atto di indirizzo. Erano presenti Piccinini, Pennoni(in sostituzione della Consigliera Bartolini), Nardini, Nannini, Vinciarelli, Crisostomi, Brizi (in sostituzione del Consigliere Guardalben), Ciaurro (in sostituzione del Consigliere Cicioni). Il Consigliere Venturi, senza diritto di voto, ha annunciato l'espressione di un voto favorevole in Consiglio.
Il Consiglio Comunale, in data 3.02.2014, ha deliberato l'atto d'indirizzo con l' astensione di Ferranti (FI).


L'assessore Simone Guerra si è espresso favorevolmente all'atto di Indirizzo.








Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che  si sta prospettando la necessità di denominare alcune aree di mobilità urbana (vie, spazi, piazze etc.) soprattutto in zone di espansione del centro abitato;

tenuto conto che  per la discussione dei toponimi da assegnare si procede su proposta dall'assessore al ramo;

vista la varietà delle istanze provenienti dagli stessi famigliari, fatte spesso a ridosso della convocazione della commissione toponomastica e, a volte, portate fuori sacco all'ordine del giorno;

considerato che tale modo di procedere disattende anche la circolare del Ministero degli Interni che delega la Prefettura a derogare per l'intitolazione a personaggi di rilevanza locale nel superamento della norma che fissa il trascorrere di almeno 10 anni dal decesso;
considerato che si prende per buona e sufficiente la documentazione proposta da chi richiede l'intitolazione senza procedere ad alcuna  istruttoria d'ufficio;

Preso atto che esistono in proposito pregresse indicazioni mai prese in considerazione; ad esempio vedi deliberazione n.273 dell'adunanza del 19.11.2012 in merito alla richiesta di intitolazione di una via o piazza ad Enrico Berlinguer, condivisa dallo stesso Assessore al ramo che si esprimeva " …favorevolmente alla proposta formulata nell'interrogazione”. Nella deliberazione si legge: “…Ricorda inoltre che, circa due anni fa, nel corso di una riunione dei Capigruppo furono avanzate proposte per l'intitolazione di vie o spazi pubblici a personalità politiche-segretari di partito- di rilevanza storica. Invita il consigliere Talamonti a lavorare insieme per l'individuazione di tali personalità".

preso atto che sono da tempo  depositate oltre alla proposta per Enrico Berlinguer, anche per le figure e gli spazi che seguono:
1) Nilde Jotti, 
2) Giuseppe Saragat
3) Aldo Moro
4) Odone Belluzzi, 
5) Bettino Craxi
6) Alberto Guidi 
7) Alcide De Gasperi 
8) Ugo La Malfa
9) Che Guevara 
10) Un’area verde in memoria delle stragi di migranti
11) Alla stazione di Terni, una targa commemorativa del 2 agosto 1980 etc.;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) dar seguito, in tempi brevi, alle proposte pregresse sostenute dal Consiglio Comunale, da gruppi consiliari, da consiglieri comunali;

2) dare priorità alle richieste giacenti da molto tempo come ad esempio quella di Alberto Guidi;

3) considerare la toponomastica un punto di riferimento educativo per i giovani ed occasione per gli studenti di approfondire la storia locale.




Terni, 28 gennaio 2014


Giocondo Talamonti (G.M. Associazione "E. Berlinguer")
Mauro Nannini R.C.
Giuseppe Boccolini PSI
Alessandro Chiappalupi G.M.
Claudio Campili IdV
Piccinini Sandro Pd
Stefano Fatale (FI)





Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che il “Rapporto Italia 2014” dell’Eurispes conferma che il 30,8% degli italiani non riesce ad arrivare alla fine del mese con il proprio stipendio e solo pochi hanno la possibilità di tamponare le necessità attingendo ai propri risparmi;

tenuto conto che tale stato di cose vede i cittadini e le istituzioni sempre più lontani, e che il grado di sfiducia sta crescendo perché non si affrontano alla radice i problemi quotidiani delle famiglie;

considerato che la crisi oltre che economica, oggi diventa sociale, gli oltre 31.000 iscritti nei centri per l’impiego ci danno la misura di questa emergenza, sempre più lavoratori si trovano senza lavoro e senza reddito;



visto la situazione nazionale in merito alle politiche del lavoro:

· la FIAT sposta la sua sede di rappresentanza legale e fiscale altrove e pagherà le tasse dove produce utili;

· la multinazionale svedese Electrolux, attraverso il ricatto della delocalizzazione degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, pone come scusante del proposto abbattimento dei salari, il costo del lavoro che, in Italia, sarebbe troppo alto. A ben vedere, secondo i sindacati, risulterebbe invece più basso di quello della Svezia, della Germania, della Francia, dell’Inghilterra…

· l’Alitalia sembra, ma ancora non è certo, aver trovato una soluzione ai suoi problemi con la fusione della Compagnia aerea araba;

· l'AST, la TK dopo il 12 febbraio 2014 presenterà il Piano industriale che dovrà dettagliare, previo il controllo dell'antitrust, l’entità degli investimenti, i volumi produttivi in grado di consentire la piena occupazione, la compattezza del sito e la competitività sui mercati internazionali;

· la Sangemini Spa e la SGL Carbon stanno vivendo un passaggio importante per il loro mantenimento. Un dramma che si riversa nell’area del territorio ternano e sulle famiglie in un contesto già difficile che conta una forte disoccupazione giovanile;

tenuto conto delle preoccupazioni espresse dalla Cgil Terni, soprattutto per quanto riguarda i giovani che non hanno lavoro e per quelli già specializzati, che vengono espulsi dai cicli produttivi;

visto inoltre che nella sola Provincia di Terni, nel corso del 2013, hanno cessato l’attività 2594 imprese concentrate in larga misura nei settori portanti della nostra economia (agricoltura, commercio, costruzioni e attività manifatturiere);


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) far si che nel contesto dei problemi portati in evidenza dai mass-media nazionali, la vicenda AST e delle altre aziende locali (SGL Carbon; Sangemini etc.) resti una priorità e non passi in secondo piano rispetto a quelle su cui, oggi, i mezzi televisivi italiani concentrano l’attenzione e i dibattiti ( FIAT, ALITALIA, ELECTROLUX);

2) vigilare, insieme al management dell'AST, alle maestranze e alle organizzazioni sindacali, perché il Piano Industriale della ThyssenKrupp preveda risorse per:

· la competitività dell’AST (volumi produttivi, ottimizzazione degli impianti, rinnovamento dei processi di lavorazione e delle strutture tecnologiche);

· la ricerca;

· l’unitarietà e la sostenibilità ambientale del sito;

· l'apertura a future verticalizzazioni di prodotto;

· l'educazione permanente essenziale per la continuità delle produzioni e i diritti del lavoro;

tali da consentire la piena occupazione.

3) promuovere le condizioni perché l’approvvigionamento energetico sia favorevole alle industrie che operano nel territorio e nello stesso tempo penalizzare quelle multinazionali che senza giustificato motivo delocalizzano la produzione in altri siti;

4) produrre ogni sforzo, per salvaguardare l’occupazione, nei casi emblematici della Sangemini Spa e della SGL Carbon (le ristrutturazioni aziendali e l’attività produttiva si portano dietro la ragion d’essere di tante piccole imprese che operano nell’indotto);



Terni, 3 febbraio 2014



Giocondo Talamonti (G.M. Associazione E. Berlinguer"

Alida Nardini Pd

Sandro Piccinini Pd

Alessandro Chiappalupi G. M.

Mauro Nannini RC

Luzio Luzzi RC






Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che
il rastrellamento del “Quadraro” fu un'operazione militare tedesca effettuata il 17 aprile del 1944 ai danni della popolazione dell'omonimo quartiere situato alla periferia sud di Roma, durante la seconda guerra mondiale.

Il quartiere popolare del Quadraro era noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di sabotatori e di oppositori al regime. Le circa mille persone reclutate dopo la selezione effettuata furono divise in quattro gruppi e portate il giorno stesso con dei camion a Grottarossa. Da lì, in treno fino a Terni.

Arrivati a Terni i rastrellati furono “parcheggiati” per dodici giorni, per poi essere condotti a Firenze: stazione ferroviaria Campo di Marte e trasferiti al campo di transito di Fossoli (Carpi). L'esperienza di Terni, fu solo l'inizio di un lungo periodo di agonie e sofferenze: il 24 giugno, i rastrellati del Quadraro furono arruolati come “operai italiani volontari per la Germania” e deportati in Germania e in Polonia, costretti a lavorare nei campi di concentramento.

Molti di loro non sopravvissero all'arrivo degli Americani. Dei deportati solo la metà tornò al Quadraro.
L'episodio, a Roma, in quanto a dimensioni, fu secondo solo al rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943 che comprese 1.259 deportati e di cui 1.023 persone di religione ebraica furono avviate ad Auschwitz e solo sedici di loro sopravvissero.

tenuto che
la stazione ferroviaria di Terni in quel lontano 1944 registrò il passaggio, ma anche la sosta (dodici giorni), di treni con deportati come quello dei rastrellati del Quadraro, i mille deportati dell’aprile del 1944. 

Considerato che
ricordare è importante per vigilare e far sì che nulla del genere si ripeta nel futuro.



Si impegna il Sindaco e la Giunta a:
mettere una lapide alla stazione  di Terni per ricordare il rastrellamento del Quadraro;
coinvolgere l’Anpi e l’Anppia per l’individuazione del posto più idoneo ove mettere la lapide;
inserire nelle riflessioni politiche il rastrellamento del Quadraro.


Terni, 28 gennaio 2014


Giocondo Talamonti G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Mauro Nannini R.C.
Giuseppe Boccolini PSI
Alessandro Chiappalupi G.M.
Claudio Campili IdV
Piccinini Sandro Pd








La Sicurezza a Scuola

Dopo aver scavalcato una rete di protezione, uno studente salta su un lucernario per ricuperare il giubbotto che un collega gli aveva sottratto per fargli uno scherzo. La copertura ovviamente, non regge il peso e l’incauto precipita da dieci metri, morendo. Fatalità? Imprudenza? Mancata sorveglianza? Incapacità a valutare il rischio? 

Di tutto un po’. 

L'incidente in questione è sintomatico di uno stato di arretratezza manutentiva nelle scuole, ma anche di carenza informativa di situazioni di pericolo. Se la vittima avesse potuto disporre di una minima preparazione alla valutazione dei rischi cui ogni individuo è esposto, probabilmente non avrebbe mai osato saltare su una superficie così debole e insicura. La rete che delimitava il lucernario, elevata con la convinzione che fosse sufficiente a far desistere studenti all’imprudenza, è un’altra grave ipotesi valutativa. Chiunque abbia avuto a che fare con l’esuberanza dei ragazzi a scuola sa perfettamente che le misure preventive non sono mai abbastanza. La loro incolumità, dal momento che un giovane varca la porta d’ingresso, ricade nella responsabilità degli addetti ai lavori: personale ATA, docenti, dirigente scolastico. Come possa essere sfuggito all’attenzione dei responsabili lo scherzo subito dalla vittima e la decisione del ragazzo di saltare incautamente su quella debole copertura, è materia che attiene al magistrato che s’incarica della vicenda, ma è anche evidente che esistano colpe oggettive.

Per sgombrare il campo da frettolose deduzione è bene dire che la presenza di personale e di insegnanti è il miglior deterrente per scoraggiare bravate e ‘imprese’ a scuola. E’ forse per questo che gli incidenti sono statisticamente contenuti. 

Disposizioni ministeriali in materia di ‘risparmio’ impongono un numero minimo obbligatorio di studenti per classe (27/30), principale rischio per la sicurezza e la salute dei giovani. In specie, perché l’obbligo è tassativo, tanto che prescinde da condizioni ambientali o logistiche. In realtà, sono poche le aule che possono ospitare un assembramento del genere, cosicché aumentano a dismisura le potenzialità di pericolo, senza contare i danni all’apprendimento. 

La Costituzione parla chiaro: la salute e la sicurezza sono diritti fondamentali e inalienabili di ogni persona. La legislazione in materia (legge 626/’94 e 81 del 2008) esiste, ma viene disattesa per mancanza di fondi.

Quello che si ritiene di risparmiare, evitando di intervenire nella manutenzione scolastica, si paga in termini di vite umane o, nel migliore dei casi, di invalidità, ancora più pesanti quando trattasi di ragazzi. 

Se a questo si aggiunge che la mancata ristrutturazione o aggiornamento dei siti scolastici comporta costi energetici notevoli e forzosa rinuncia alla fruibilità di ambienti utili alla formazione dei giovani, allora non sarà difficile comprendere quanto sia miope la posizione del rinvio.



Giocondo Talamonti






INTERROGAZIONE: interventi sugli edifici scolastici


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che, come sancito dalla Costituzione, la salute e la sicurezza sono diritti fondamentali e inalienabili di ogni persona;

preso atto delle direttive europee in materia, recepite nella legislazione italiana dalla 626/'94 e dalla legge 81/2008 e successive;

visto che la legge di stabilità in materia di fondi agli enti locali introduce la possibilità di presentare progetti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica;

considerata la difficoltà da parte delle famiglie nel sostare, seppure temporaneamente, nei pressi degli edifici e dei plessi scolastici in fase di accompagnamento o ritiro dei bambini dalla scuola;

visto che sono in sperimentazione, ove le condizioni lo consentono, iniziative tese a favorire il raggiungimento del plesso scolastico e il ritorno verso casa a piedi, esercizio fisico utile a promuovere la salute e il benessere psico-fisico dei bambini;


si chiede al Sindaco se:

1) intende attivarsi perché venga posta in essere la presentazione di progetti mirati alla sicurezza strutturale degli edifici scolastici;

2) esiste una pianificazione territoriale, in ordine alla ristrutturazione e al miglioramento dei siti scolastici cittadini anche sotto il profilo dell'efficientamento energetico, confort e fribilità degli ambienti;

3) intende favorire, nei pressi degli edifici e dei plessi scolastici, la possibilità di sosta temporanea e regolamentata per consentire ai genitori di poter accompagnare i figli a scuola e poterli riprendere al termine delle lezioni;

4) c'è l'impegno dell'amministrazione a favorire la promozione delle buone pratiche nell'utilizzo del mezzo pubblico e quelle iniziative che prevedono il raggiungimento e l’uscita dalla scuola a piedi.



Terni, 14 gennaio 2014




Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

Boccolini Giuseppe PSI

Campili Claudio IdV






Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente della II Commissione consiliare




Premesso che il piano regionale dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria -anno scolastico 2014-2015- recepisce la proposta avanzata dalla Provincia di Terni, in merito all’autonomia in deroga dell’Ipsia “S. Pertini” di Terni;

considerato che in detto piano, per quanto concerne l’istituzione dei CPIA provinciali di Perugia e Terni, è espresso parere favorevole per la costituzione di due Centri uno presso la sede del CTP (Centro Territoriale Permanente) sito nell’Istituto Comprensivo “A. Volumnio” di Perugia e l’altro presso una istituzione scolastica, da individuare, nella provincia di Terni;

preso atto che l’educazione permanente è fondamentale per intercettare le esigenze di sviluppo e innovazione dei territori in cambiamento ove la risorsa umana rappresenta il fulcro su cui far ruotare il futuro delle comunità e la competitività delle imprese;

visto che attualmente il CTP di Terni è ubicato presso l’IPSIA “S. Pertini” e svolge una intensa e riconosciuta attività per l’educazione e la formazione degli adulti e degli immigrati;

preso atto che l’Ipsia “S. Pertini” si distingue nella Regione per rispondere anche alle richieste professionali provenienti dalla Toyota e dalla Texa, industrie multinazionali interessate a formare le maestranze necessarie alle localizzazioni delle proprie attività;

riconosciuto che le competenze professionali, insieme a quelle tecniche esistenti nelle industrie ternane, provengono in massima parte da quel bacino di professionalità assicurato dalle istituzioni scolastiche locali (IPSIA ed ITIS);

tenuto conto che l’accorpamento fra l’Ipsia e il Cpia consentirebbe di rientrare nelle norme necessarie ad ottenere una effettiva autonomia superando così quella in deroga;


si chiede al Sindaco e alla Giunta di conoscere:

1) le motivazioni della mancata individuazione della sede del CPIA previsto per la Provincia di Terni;

2) le iniziative da intraprendere per riaffermare all’Ipsia “S. Pertini” il ruolo svolto fino ad oggi nell’istruzione per gli adulti, riconoscendogli, quindi, la veste di sede più idonea ad ospitare il CPIA provinciale;

3) i suggerimenti da mettere in campo per ridare slancio e prospettive all’istruzione professionale.



Terni, 14 gennaio 2014



Giocondo Talamonti
(G.M. "Associazione E. Berlinguer")

Boccolini Giuseppe PSI

Campili Claudio IdV

Amici Giampiero Pd

Nardini Alida Pd





Futuro dell'AST

La Thyssen-Krupp, con una operazione a sorpresa, si è ripresa le acciaierie di Terni senza che nessuno ne fosse al corrente, né i sindacati, né i soggetti politici ed istituzionali, locali che nazionali. 

A valutare le prime reazioni alla notizia, il riacquisto risponde a precisi interessi dei tedeschi e dei finlandesi, mentre assenti, o quasi, sono quelli italiani, a riprova della considerazione che in nostro paese gode in Europa.

La Commissione Eu antitrust nelle procedure di cessione del sito ha avuto un ruolo primario, a cominciare dal reiterato rinvio della data di vendita da parte di Outokumpu, per finire con l’assegnazione della proprietà a Thyssen-Krupp, in contraddizione con le scelte fatte dai tedeschi di abbandonare le produzioni di acciai speciali (inossidabile e titanio). Al momento, l’operazione, non fa altro che rimandare alle calende greche l’adempimento di vendita che sembrava doversi assolutamente concludere in tempi brevi, per rientrare nei parametri prefissati. La Commissione Europea antitrust, artefice dell'operazione di vendita, è oggi chiamata a dipanare prontamente la matassa, non solo per scongiurare un depauperamento del sito ternano, ma soprattutto per obbligare la TK al mantenimento della proprietà per il tempo necessario a garantire allo stabilimento la giusta competitività e mercato.

In questa attesa, si rende necessario che la TK presenti il suo piano industriale, che dichiari i volumi produttivi, gli investimenti, gli interventi per l'ottimizzazione dell'impianto, l'integrità del sito e, soprattutto, il mantenimento dell'occupazione.

Il futuro degli Acciai Speciali Terni sarà oggetto dei programmi del prossimo semestre durante il quale Enrico Letta, è chiamato a presiedere il Consiglio europeo e con esso a tutelare gli interessi produttivi dell’Europa fra cui è in evidenza la strategicità del sito ternano. 

In considerazione di quanto sopra è opportuno programmare un tavolo con la “Commissione AST comunale” e i Presidenti dei gruppi consiliari per approfondire lo stato della nuova condizione e assumere eventuali iniziative; successivamente bisogna dar vita ad un Consiglio straordinario per esaminare le dinamiche industriali che interessano la Thyssen-Krupp (investimenti, saturazione degli impianti e competitività del sito); quindi, intervenire presso la Presidenza del Consiglio affinché la Commissione europea antritrust, tenuto conto delle fallimentari procedure fin qui adottate, imposti la vendita futura del sito ternano facendo leva sull’eccellenza della produzione, sulla sua competitività e integrità, assicurando che il soggetto acquirente abbia un profilo industriale, evitando di consegnare il sito ternano a speculazioni di pura natura finanziaria. Questi sono i passi da seguire se si vuole tutelare il destino dell’AST, una volta verificata la possibilità di utilizzo del Fondo Strategico d’Investimento. La più grande acciaieria europea d’inossidabile, non può essere sottoposta a baratti o a rigide regole di pianificazione. Il Governo italiano, impegnato nella trattativa con risultati fin qui deludenti per le sorti dei lavoratori e del paese, non può, questa volta, continuare a ignorare che dalle Acciaierie dipende il futuro industriale della nazione.


Terni, 5 gennaio 2014

Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





ATTO DI INDIRIZZO: Futuro dell'AST


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che la ThyssenKrupp, con una operazione a sorpresa, si è ripresa le acciaierie di Terni senza che nessuno ne fosse al corrente, né da parte sindacale né da tutti i soggetti politici ed istituzionali, sia locali che nazionali; 

considerato che, a valutare le prime reazioni alla notizia, tale procedura viene percepita come un interesse proprio dei tedeschi e dei finlandesi a conferma di quanto, l’Italia, venga considerata in Europa;

preso atto che la Commissione Eu antitrust nelle procedure di cessione del sito ha avuto un ruolo, certamente non secondario, con il reiterato rinvio della data di vendita da parte di Outokumpu e con l’accettazione del ritorno della proprietà a ThyssenKrupp (in contraddizione con le scelte fatte dai tedeschi di abbandonare le produzioni di acciai speciali -inossidabile e titanio-). Al momento, detta operazione, non fa altro che trascinare per le lunghe un adempimento di vendita che sembrava doversi assolutamente concludere nei tempi stabiliti, onde rientrare nei parametri prefissati. La Commissione Europea antitrust, artefice dell'operazione di vendita, è oggi chiamata a sciogliere prontamente la matassa, non solo per scongiurare un depauperamento del sito ternano, ma soprattutto per obbligare la TK al mantenimento della proprietà per il tempo necessario a garantire allo stabilimento la giusta competitività e mercato;

considerato che nel frattempo si rende necessario che la TK presenti il suo piano industriale nei volumi d'acciaio, negli investimenti, nell'ottimizzazione dell'impianto e dell'integrità del sito ed anche nel mantenimento dell'occupazione;

visto che il futuro degli Acciai Speciali Terni sarà oggetto dei programmi del prossimo semestre durante il quale Enrico Letta, è chiamato a presiedere il Consiglio europeo e con esso a tutelare gli interessi produttivi dell’Europa fra cui è in evidenza la strategicità del sito ternano; 


si impegna il Sindaco, la Giunta e la Presidenza del Consiglio comunale , per quanto di competenza, a:

1) programmare un incontro tra la “Commissione AST comunale” e i Presidenti dei gruppi consiliari per approfondire lo stato della nuova condizione e assumere eventuali iniziative;

2) dar vita ad un Consiglio straordinario per esaminare le dinamiche industriali che interessano la ThyssenKrupp (investimenti, saturazione degli impianti e competitività del sito); 

3) stimolare la Presidenza del Consiglio affinché la Commissione antritrust, memore delle procedure fin qui adottate, imposti la vendita futura del sito ternano facendo leva sull’eccellenza della produzione, sulla sua competitività e integrità, assicurando che il soggetto acquirente abbia un profilo industriale ed escludendo che si tratti di un puro investimento finanziario; 

4) tutelare, una volta verificata la possibilità di utilizzo del Fondo Strategico Investimento, il destino dell’AST, la più grande acciaieria europea di inossidabile, non escludendo l'intervento diretto del Governo nelle forme ammissibili;


Terni, 23 dicembre 2013

Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio comunale




Premesso che nessuno dei migranti sottoposto a disinfestazione a Lampedusa è risultato affetto da scabbia, le immagini riprese grazie al telefonino di uno degli ospiti del centro e, quindi, trasmesse in tv, evocano le scene raccapriccianti e tristemente note di un campo di concentramento;

visto che la memoria del mondo civile non si è persa a distanza di 70 anni dai soprusi patiti da ebrei e disabili e che ogni occasione di discriminazione e violenza deve servire da monito per difendere la dignità, assicurare il rispetto e rifondere fiducia nell’uomo;

sentite le parole del Presidente Giorgio Napolitano, secondo cui è «inammissibile» sottoporre a pratiche offensive esseri già sofferenti per condizione e infermità, pur sottolineando che non si può «mettere in ombra l'impegno umanitario e solidale del nostro paese»;

valutate le parole del Presidente della Camera Laura Boldrini, secondo la quale le immagini sono ‘indegne di un paese civile’;


si chiede al Sindaco e alla Giunta di:

1) dar seguito agli atti presentati su Lampedusa dall’interrogante e da altri gruppi e, più precisamente, porre in discussione i seguenti punti all'ordine del giorno:

· atto di indirizzo : Giornata della memoria dedicata a "Stragi di migranti (Prot.n.162733 del 12.11.2013);

· mozione "Diritti umani... a Lampedusa (Prot. n.147139 del15.10.2013).


2) dar seguito, al coinvolgimento dei giovani sul problema dei diritti umani, adottando iniziative concrete, di concerto con le istituzioni scolastiche, le associazioni Anpi e Anppia;

3) chiedere che venga rivista la legge Bossi-Fini in ambito europeo per assicurare ai migranti, insieme alla speranza di vivere in ambiti più favorevoli alla crescita individuale e collettiva, il diritto di sentirsi partecipe delle sorti dell’umanità, senza sentirsi né escluso, né respinto.

Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")






Nessuno dei migranti sottoposto a disinfestazione a Lampedusa è risultato affetto da scabbia, le immagini riprese grazie al telefonino di uno degli ospiti del centro e, quindi, trasmesse in tv, evocano le scene raccapriccianti e tristemente note di un campo di concentramento; la memoria del mondo civile non si è persa a distanza di 70 anni dai soprusi patiti da ebrei e disabili e che ogni occasione di discriminazione e violenza deve servire da monito per difendere la dignità, assicurare il rispetto e rifondere fiducia nell’uomo. Le parole del Presidente Giorgio Napolitano, secondo cui è "inammissibile" sottoporre a pratiche offensive esseri già sofferenti per condizione e infermità, pur sottolineando che non si può "mettere in ombra l'impegno umanitario e solidale del nostro paese"; le parole del Presidente della Camera Laura Boldrini, secondo la quale le immagini sono "indegne di un paese civile" danno il senso di ciò che è successo.

In tale scenario, l'Associazione "E. Berlinguer", ha presentato un atto di indirizzo perché sia scelta una Giornata della memoria da dedicare alle "Stragi di migranti"; ed una mozione sui "Diritti umani... a Lampedusa, allo scopo di coinvolgere i giovani sulle tematiche in questione, adottando iniziative concrete, di concerto con le istituzioni scolastiche e con le associazioni Anpi e Anppia. Nel contesto si è chiesta la revisione della legge Bossi-Fini per assicurare ai migranti, insieme alla speranza di vivere in ambiti più favorevoli alla crescita individuale e collettiva, il diritto di sentirsi partecipi delle sorti dell’umanità, senza sentirsi né esclusi, né respinti.

Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





INTERROGAZIONE: archivio del Genio Civile


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che l’archivio storico dell’Ufficio del genio civile di Terni è depositario della storia di una città e del suo territorio tra le emergenze ambientali e la ricostruzione postbellica;

considerato che l’Ufficio del genio civile di Terni, già sezione autonoma del Corpo reale del genio di Perugia sin dal 1927, è rimasto in attività fino al 1972, quando la Regione Umbria ne eredita le funzioni con i D.P.R. 15 gennaio 1972 n. 8 e 24 luglio 1977 n. 616;

visto che l'archivio di Terni è conservato a Solomeo di Corciano nella sede dell’Archivio unico di deposito della Regione Umbria;

visto che le odierne emergenze ambientali, infatti, potrebbero trovare un valido confronto con gli interventi di gestione delle acque pregressi, come le opere di manutenzione e salvaguardia degli alvei dei principali fiumi e l’utilizzo a vario titolo delle acque pubbliche;

tenuto conto che lo studio della documentazione può offrire occasione di riflessione e approfondimento sugli interventi di consolidamento degli abitati pericolanti nonché quelli di ricostruzione di fabbricati in zone sismiche;


si chiede al Sindaco se non ritenga opportuno:

1) far ritornare a Terni l'archivio di Genio civile della Provincia di Terni, utilizzando gli spazi che la Regione ha presso Palazzo Gazzoli, onde avere a disposizione un patrimonio del territorio, non solo utile, ma necessario per studiosi e tecnici;

2) offrire spunti di grande attualità, ai tecnici e agli studiosi, nei diversi campi della storiografia, dell’economia e della tutela del territorio con approfondimenti sulle emergenze ambientali e sulla ricostruzione in zone sismiche.

 Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")
 
 
 
 
 
 
Al Sindaco del Comune di Terni
 

Premesso che occorre vigilare sul corretto funzionamento di altalene, scale degli scivoli, giochi a molla ed evitare vandalismi e danneggiamenti delle dotazioni attraverso il ricorso a telecamere e all'installazione di un’apposita segnaletica;
considerato che "la Passeggiata" è notoriamente frequentata da bambini e da atleti, per frequentare le aree giochi, i primi e i viali per gli allenamenti giornalieri, i secondi, date le caratteristiche salutistiche che il luogo offre che il parco costituisce un polmone per la città ove fare attività motoria ;

appurato che la sicurezza dei frequentatori sia l’aspetto basilare che deve animare i programmi dell’Amministrazione comunale, occorre adottare misure idonee ad evitare:

· l’uso improprio delle attrezzature del Parco giochi e la verifica periodica della loro idoneità;

· la presenza di cani (con ovvia esclusione dei cani guida);

· il transito di automezzi incaricati della manutenzione nelle ore di maggiore presenza degli utenti;
preso atto che per garantire la massima efficienza occorre vigilare in maniera continuativa, affidando il compito alle forze di polizia, o ipotizzando strumenti di controllo atti a consigliare l’opportuno comportamento civile e morale dell’utenza;



si chiede al Sindaco e alla Giunta come intendano:


a) contrastare i vandalismi e l'uso improprio dei parchi per limitare i danni economici delle attrezzature e siti;

b) limitare all'essenziale il transito di mezzi a motore del Comune in prossimità delle aree gioco dei bambini e dei viali frequentati da atleti;

 c) risolvere il problema della manutenzione in ore non frequentate da bambini e atleti con lo scopo di salvaguardare la salute, la sicurezza e l'incolumità dei piccoli frequentatori dei parchi pubblici comunali;

d) coinvolgere la scuola perché si crei presso i giovani la consapevolezza che usufruire di un bene comune comporti atteggiamenti responsabili e rispettosi della proprietà collettiva, sia nei confronti delle attrezzature messe a disposizione dall’Amministrazione, sia dell’ambiente in cui queste insistono.



Terni, 9 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
G.M. (Associazione "E. Berlinguer")
Mauro Nannini RC
Luzio Luzzi RC 
 
 
 
 

INTERROGAZIONE: lavoro e ricerca


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale




Premesso che la presenza, nell’area ternana, di ben 15 multinazionali può essere considerata una risorsa se le stesse, in virtù di nuovi paradigmi, fossero in grado di mettere al centro idee, organizzazione e capitali;

ritenuto che l'istituzione locale può sostenerle in tale processo di rinnovamento ma, per contro, deve porre paletti a salvaguardia del territorio: va bene il giusto profitto, ma occorre tutelare i lavoratori e scongiurare che, per logiche di mercato, si spostino altrove le produzioni indipendentemente dalla redditività (vedi Basell);

visto che una parte del tessuto imprenditoriale locale è costituito da piccole realtà, quasi a conduzione famigliare, non facilmente disposte a mettersi in rete per la conquista di fette di mercato nazionale ed internazionale;

considerato che nel nostro territorio molti sono i giovani che perdono l'occupazione e che tanti altri non riescono a fare esperienze lavorative perché le imprese fanno fatica a competere in un sistema così messo;

ritenuto che è necessario invocare per il territorio lo stato di “area di crisi” che consentirebbe di avere flussi di risorse onde poter contare su nuove aziende tecnologicamente avanzate, contrariamente a chi pensa che il territorio può farcela da solo;

tenuto conto che per uscire dalla crisi attuale c'è bisogno di lavoro e saperi, così come di ricerca ed innovazione; Nelson Mandela ha sempre pensato che "l'Istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo";

visto che in data 28.10.2013 è stato messo in liquidazione l’ISRIM, Istituto di ricerca, per il quale erano state date rassicurazioni da parte della Regione circa il mantenimento di un patrimonio di conoscenze e di professionalità, strategico per il rinnovamento del territorio;


si chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio di:

1) dar seguito agli atti (mozioni, interrogazioni) sul tema del lavoro, già presentati per superare il ristagno delle difficoltà attuali del nostro sistema produttivo alla luce, anche, delle novità inerenti l'AST;

2) riferire lo stato dell'arte in merito alla vicenda ISRIM;

3) informare il Consiglio sulle stato delle aziende del ternano in crisi e indicare quali strategie si intendono mettere in atto per far fronte alle difficoltà in cui si trovano aziende e lavoratori.


Terni, 2.12.2013

Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

PSI Boccolini Giuseppe;

RC Nannini Mauro; Luzio Luzzi

IdV Campili Claudio







Poiché i beni culturali rappresentano per il nostro Paese una ricchezza inestimabile, è opportuno che ogni comunità si impegni a valorizzare le testimonianze di interesse artistico e archeologico importanti per la promozione del turismo e della possibilità di occupazione per i giovani. 

Il patrimonio culturale costituisce una risorsa non solo come eredità del passato, ma anche come prospettiva nel processo di tutela attiva del territorio e come espressione innanzitutto di una comunità. Il restauro del Telamone (un colosso da otto quintali di marmo per due metri di altezza), ritrovato a Terni nel 1971, è stato sistemato al Chiostro di San Domenico di Perugia. La richiesta di restituzione da parte dell’Istituzione Comune ha trovato ostacoli da parte della Soprintendenza, per ragioni che appaiono quanto mai pretestuose e che alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per l’offerta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino, sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla. 

Virgilio Alterocca, già nel 1886, invitava ad avere cura dei propri gioielli nascosti sotto terra. "... la nostra città non debba vedersi defraudata di quello che per avventura potrà venire alla luce”.

L’Associazione”E.Berlinguer”, in forza di tale sollecitazione, ha presentato, il 2 dicembre 2013, una interrogazione al Sindaco, a sostegno di quella già depositata a luglio, perché siano messe in essere tutte quelle azioni necessarie atte a riportare la statua restaurata di Telamone, patrimonio di Terni, presso il Museo cittadino, anche per evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo. L’Associazione ha invitato inoltre il Sindaco a richiedere oltre al "Telamone", anche tutti gli altri reperti ritrovati a Carsulae. L’interrogazione è stata sottoscritta dai seguenti gruppi consiliari: 



Talamonti Giocondo (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

PSI Boccolini Giuseppe;

RC Nannini Mauro; Luzio Luzzi

Pd Amici Giampiero; Vinciarelli Marco

Terni Oltre Venturi Leo

Lista Baldassarre Baldassarre Antonio

IdV Campili Claudio





Terni, 4.12.2013












Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che l'antica statua di epoca romana del "Telamone" appartiene al Comune di Terni perché ivi è stata rinvenuta nel 1971;

ritenuto che le ragioni della mancata restituzione, poste dalla Soprintendenza appaiono pretestuose in quanto alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per la proposta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino; sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla (così come si legge dal Messaggero del 25.11.2013);

apprezzati i vari tentativi fatti dall'amministrazione per ottenere il rientro della statua;

considerato che è in via di attuazione il progetto "Antica via Flaminia", pensato per valorizzarne le risorse archeologiche romane del territorio; a Carsulae, ulteriori scavi stanno rivelando importanti nuove scoperte;

si chiede al Sindaco di:

1. far sentire in maniera ferma e chiara la voce dei ternani nel pretendere la restituzione del "Telamone", patrimonio di questa città;

2. evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo;

3. richiedere oltre al "Telamone", anche i reperti ritrovati a Carsulae e portati a Perugia relativi alla “collana di fanciulla” e alla “maschera da teatro”, anche alla luce della realizzazione del Progetto "Antica via Flaminia".



Terni, 2.12.2013


Talamonti Giocondo (G.M. "Associazione E. Berlinguer")
 Boccolini Giuseppe (PSI)
Nannini Mauro; Luzzi Luzio (RC)
Amici Giampiero; Vinciarelli Marco (PD)
Venturi Leo (Terni Oltre)
Baldassarre Antonio (Lista Baldassarre)
Campili Claudio (IdV)




Poiché i beni culturali rappresentano per il nostro Paese una ricchezza inestimabile, è opportuno che ogni comunità si impegni a valorizzare le testimonianze di interesse artistico e archeologico importanti per la promozione del turismo e della possibilità di occupazione per i giovani. 

Il patrimonio culturale costituisce una risorsa non solo come eredità del passato, ma anche come prospettiva nel processo di tutela attiva del territorio e come espressione innanzitutto di una comunità. Il restauro del Telamone (un colosso da otto quintali di marmo per due metri di altezza), ritrovato a Terni nel 1971, è stato sistemato al Chiostro di San Domenico di Perugia. La richiesta di restituzione da parte dell’Istituzione Comune ha trovato ostacoli da parte della Soprintendenza, per ragioni che appaiono quanto mai pretestuose e che alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per l’offerta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino, sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla. 

Virgilio Alterocca, già nel 1886, invitava ad avere cura dei propri gioielli nascosti sotto terra. "... la nostra città non debba vedersi defraudata di quello che per avventura potrà venire alla luce”.

L’Associazione "E.Berlinguer", in forza di tale sollecitazione, presenterà una interrogazione al Sindaco il prossimo lunedì, 2 dicembre 2013, a sostegno di quella già depositata a luglio, perché siano messe in essere tutte quelle azioni necessarie atte a riportare la statua restaurata di Telamone, patrimonio di Terni, presso il Museo cittadino, anche per evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo. L’Associazione ha invitato inoltre il Sindaco a richiedere oltre al "Telamone", anche tutti gli altri reperti ritrovati a Carsulae. 




Terni, 29.11.2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")





Finalmente una buona notizia.

Finalmente una buona notizia. L’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria non finirà accorpato, come è successo per tanti altri servizi periti sotto l’ascia della spending review. Esistono aspetti dell’organizzazione territoriale che non possono seguire logiche sparagnine a tutti i costi, mettendo a rischio gli obbiettivi di crescita e, soprattutto, le esigenze dei cittadini. 

La scuola ha pagato alla crisi il prezzo più salato, sia in termini di mancate risorse che di occupazione.

La miope scelta di un governo incapace di contenere sperperi e pessimi investimenti ha sottratto al paese risorse destinate a istruzione e formazione le cui conseguenze saranno a debito della prossima generazione, come se non fossero sufficienti i carichi già maturati. 

Il vento è cambiato e anche se gli effetti tardano a mostrarsi (la scuola è un investimento a lungo termine) l’inversione è destinata a dare i suoi frutti. 

La soddisfazione del presidente della commissione consiliare della Provincia di Perugia, Luca Baldelli, per il mantenimento dell’attuale situazione organizzativa, è anche la nostra (siamo stati i primi in Umbria a sollevare il problema).

Al suo, uniamo il nostro compiacimento per l’accoglimento di una mozione da noi rivolta al Sindaco di Terni e alla Giunta perché si impegnassero in una convinta sollecitazione presso le sedi competenti per scongiurare l’isolamento e salvaguardare l’istruzione umbra. Far sentire la voce di protesta e soprattutto insistere perché, in un quadro dissennato di interventi di contenimento dei costi, la gestione regionale della scuola non venisse sottratta agli umbri, compromettendone le prospettive di sviluppo territoriale,è servito a ricreare la speranza a investire sui giovani e a ripresentare, in un orizzonte meno lontano, potenzialità che rischiavano la cancellazione.


Terni, 29 novembre 2013



Talamonti Giocondo






Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che il tema dei rischi idrogeologici, della prevenzione e della preparazione ad affrontare i rischi presenti sui territori, torna, ancora una volta, in evidenza nel momento in cui, come in Sardegna, ci sono conseguenze catastrofiche, in termini di vite umane e danni materiali;

preso atto che il nostro Paese ha bisogno di un piano complessivo sul territorio finalizzato, prima di tutto, alla prevenzione e alla riduzione dei rischi che, secondo i meteorologi, sono addirittura destinati ad aumentare in funzione dei cambiamenti climatici;

considerato che investire risorse nella messa in sicurezza dell’ambiente consentirebbe di scongiurare tragedie che poi richiedono investimenti di entità superiore rispetto alle cifre della prevenzione; 

visto che ci troviamo in un periodo di crisi economica gravissima in cui non si riesce a far quadrare i conti e di conseguenza non c’è disponibilità di risorse atte a proteggere i cittadini dalle calamità; 


si chiede al Sindaco se ritiene di:

1) investire, di concerto con gli uffici comunali, la Protenzione civile per verificare lo stato di salute dei nostri ponti e monitorare periodicamente le zone a rischio frane, al fine di scongiurare malaugurate emergenze ambientali; 

2) avviare un piano di manutenzione straordinaria dei deflussi delle acque meteoriche e di quelle canalizzate (torrenti, corsi d’acqua secondari etc.) finalizzato alla prevenzione;

3) coinvolgere l'Università nella pianificazione del territorio per individuare le aree soggette, alla luce dei sempre più frequenti cambiamenti climatici, ad eventuale rischio idrogeologico; 

4) avviare con la Direzione Scolastica Regionale un programma di prevenzione perché gli studenti imparino a rispettare il creato, le sue leggi, i suoi ritmi e a sviluppare nella coscienza individuale un modo di vita comportamentale calibrato sulle esigenze di appartenenza alla comunità (privati e condomini che puliscono i pozzetti ostruiti dalle foglie e le vie di deflusso delle acque meteoriche nei pressi delle loro abitazioni); 

5) favorire la messa in campo di percorsi formativi permanenti dedicati al personale addetto alla protezione del territorio;

6) coinvolgere l'ANCI nel tracciare, insieme al Dipartimento della Protezione civile, linee guida condivise; 

7) far giungere alla Regione Sardegna, colpita dalla durissima tragedia climatica, la solidarietà e la vicinanza della Comunità ternana;


Terni, 25 novembre 2013



Talamonti Giocondo (G.M. “Associazione E. Berlinguer”)
Campili Claudio (IdV)
Nannini Mauro (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Boccolini Giuseppe (PSI)