Premesso che il turismo è un'attività economica di rilievo, con un impatto assai positivo sulla crescita economica e l'occupazione; tenuto conto che il turismo è inoltre un elemento sempre più importante della vita dei cittadini, sempre più numerosi a viaggiare;visto che il turismo, in quanto attività che coinvolge il patrimonio culturale e naturale, come pure le tradizioni e le culture contemporanee; considerato che il turismo è un importante strumento per rafforzare l'immagine di Terni, diffondere i nostri valori e promuovere l'interesse per il territorio attraverso un modello che coinvolga non solo la comunità ternana, ma anche e soprattutto i cittadini italiani, europei ed oltre; visto che anche lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione(TIC) ed il loro impiego sempre più frequente da parte dei consumatori ha profondamente modificato la relazione tra industria turistica e la sua clientela.

Considerato che nel 2012  le risorse provenienti dalla gestione della Cascata, sono state utilizzate, per un totale di 156.000€, per sostenere attività che in parte non hanno prodotto risultati soddisfacenti, ma che in prospettiva dovranno servire a promuovere la Cascata e il comprensorio a livello locale, nazionale ed internazionale, anche in considerazione delle scarse risorse destinate all’assessorato al turismo e alla mancanza di materiale promozionale (il settore turistico utilizza per questo le fotocopie); Giocondo Talamonti, G.M. Associazione "E. Berlinguer", Sandro Piccinini, Pd, Giuseppe Boccolini, PSI ,Claudio Campili, IdV, hanno presentato una mozione con cui si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1)  utilizzare le risorse provenienti dalla Cascata per promuovere la Cascata stessa attraverso la partecipazione agli eventi promozionali (borse sul turismo) a livello nazionale ed internazionale; a produrre materiale pubblicitario;

2)  selezionare e puntare su alcuni eventi, visto che, in tempi di revisione della spesa,  non  si possono mantenere tutti anche in considerazione della diminuzione del budget destinato al turismo;

3) incoraggiare l'integrazione nelle strategie turistiche del patrimonio "naturale" con l'attribuzione di marchi di qualità;

4) sviluppare una strategia coerente per una promozione diversificata dell'offerta turistica e per valorizzare meglio il patrimonio con iniziative sportive e culturali di qualità evitando di frazionare, come sopra, le risorse in mille rivoli tali da impoverire quelle che valorizzano effettivamente la città di Terni;

5)  migliorare l'informazione e la comunicazione attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie per rendere efficace ed efficiente l'azione turistica del Comune;

6) verificare periodicamente e al termine se i progetti proposti agiscano realmente sullo sviluppo che si intende  adottare per valorizzare la Cascata, il lago di Piediluco, la Valnerina e le bellezze del territorio con un salto di qualità nella programmazione dei fondi;

7) avere contezza di ciò che hanno fruttato in termini di nuovi posti di lavoro le risorse investite provenienti dalla gestione della Cascata delle Marmore;

8) verificare la possibilità, a partire da 2014, di introdurre una imposta di soggiorno per tutte le categorie ricettive;

9) operare attraverso un "osservatorio" le iniziative messe in campo (sportive e culturali) tese a richiamare quel flusso turistico necessario allo sviluppo economico e a migliorare l'occupazione.


Terni, 21 luglio 2013


Giocondo Talamonti





Al Sindaco del Comune di Terni

e p.c.
Al Presidente del Consiglio
All'Assessore alla Toponomastica
Alla Commissione Toponomastica




Premesso che la toponomastica è disciplinata: - dal Regio Decreto Legge 10 maggio 1923, n. 1158 convertito nella Legge 17 aprile 1925 n. 473; - dalla Legge 23 giugno 1927 n. 1188; - dall’art. 10 della Legge 24 dicembre 1954, n. 1228; - dall’art. 41 comma 3 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

che la Circolare Ministero dell’Interno n. 4 in data 10 febbraio 1996 (pubblicata in G.U. 23/3/1996 n. 70) ha confermato le procedure da seguire, da parte dei Comuni, già indicate nelle norme sopra richiamate;

che il Ministero dell’Interno con la Circolare n. 10/1991 ha avuto modo di precisare che l’attribuzione del nome strada, con il Nuovo Ordinamento delle Autonomie locali ”non rientra negli atti fondamentali attribuiti alla competenza esclusiva del Consiglio Comunale ma è di competenza della Giunta Comunale”;

rilevato che per area di circolazione debba intendersi il suolo pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità, per cui ne consegue che le aree di circolazione possono essere di varie specie: Via, viale, vicolo, piazza, piazzale, calle, largo, traversa, contrada, maso, ecc.

che per attribuire il nome all’area di circolazione si debbono tenere presenti alcune regole:
- nell’ambito del territorio comunale non può essere assegnata la stessa denominazione ad aree di circolazione dello stesso tipo anche se comprese in frazioni (art. 41 comma 5 DPR 223/1989);
- non si possono attribuire ad un area di circolazione nomi di persone ancore vive;

atteso che risulta necessario provvedere alla denominazioni di alcune aree di mobilità urbana poste nell’ambito urbano nonché in zone di espansione del centro abitato;

Visto il D.P.R. 30 Maggio 1989 n°223, Art.41 il quale stabilisce:
a)     ogni area di circolazione deve avere una propria distinta denominazione da indicarsi su targhe di materiale resistente;
b)     Costituisce area di circolazione ogni spazio (piazza, piazzale, via, viale,vicolo, largo, calle e simile) del suolo pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità;
c)     L’attribuzione dei nomi deve essere effettuata secondo le norme di cui al Regio decreto  Legge 10 maggio 1923 n° 1158 convertito dalla Legge 17 aprile1925 n° 473 e dalla Legge 23 giugno 1927 n° 1188 in quanto applicabili;
d)     In caso di cambiamento di denominazione dell’area di circolazione deve essere indicata anche la presedente denominazione.

-- Visto il R.D.L. 10 maggio 1923 n° 1158 recante “ Norme per il mutamento del nome delle vecchie strade e piazze comunali” ;

-- Vista la Legge 17 aprile 1927 n° 1158;

-- Vista la Legge 28 giugno 1927 n° 1188 “Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei” che stabilisce che “ nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza l’autorizzazione del Prefetto udito il parere della deputazione di storia patria o dove manchi della Società storica del luogo o della regione” e le circolari del Ministero dell’Interno MI/AC n°7/81 prot.2841/15.300-10-24;

-- Vista la Legge 24/12/1954 n° 1228 art.10 che stabilisce che “… il Comune provvede alla indicazione dell’onomastica stradale e della numerazione civica;

-- Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989 n° 223 artt 42, 43 e 47,  relativi all’onomastica stradale e alla numerazione civica;

-- Vista la circolare del Ministro dell’Interno n° 10 del 08/03/1991 con la quale si specifica che la competenza a deliberare in materia di toponomastica attiene alla Giunta Municipale;

-- Visto il DM 25/09/1992 relativamente all’intitolazione di vie a persone morte da meno di dieci anni;

-- Vista la Determinazione G.C. n°59 del 23.02.2010 con la quale il Sindaco ha nominato i componenti della Commissione Toponomastica nelle persone di:  Malatesta Marco, Tomassini Gabriella, Guardalben Dario, Pellegrini Paolo, Mazzilli Walter Talamonti, Giocondo;

-- Vista la Determinazione G.C. n°285 del 22.08.2012 con la quale il Sindaco  ha integrato la  Commissione Toponomastica con la nomina di Bellezza Sergio in sostituzione di Mazzilli Walter;

-- Visto il D.L.vo n°267/2000;

-- Vista la L. 23/06/1927 n° 1188 e s.m.i.( successive modifiche e integrazioni);

richiamata la legge n. 1188/1927 che stabilisce che nessun monumento o altro ricordo permanente possa essere dedicato, in luogo pubblico o aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni, salvo deroghe disposte dal Ministero dell'Interno;

dato atto che con D.M. 25.09.1992, allegato alla circolare MI.A.C.E.L. n. 18/1992, richiamata nella circolare dello stesso Ministero n.4 del 10.02.1996, la competenza ministeriale è stata delegata al Prefetto per meglio valutare le intitolazioni a persone con rilevanza locale.

- Vista la Circolare MI.A.C.E.L. (Ministero Interno Amministrazione Centrale Enti Locali)  n. 18 del 23.09.1992, con cui il Prefetto ha facoltà di autorizzare, in deroga al disposto di cui agli artt 2 e 3 della citata norma, l’intitolazione di luoghi pubblici a personaggi contemporanei deceduti da meno di dieci anni, in considerazione dei meriti dagli stessi conseguiti;

VISTO il DPR 223 del 30.05.1989, art.41;

VISTA la legge 1188 del 23.06.1927;

VISTO il Regio Decreto 1158/23, convertito dalla legge 473/25;

VISTA la Circolare del Ministero dell'Interno n .10 dell'8.3.91;

VISTO il Decreto del Ministro dell'Interno, trasmesso con circolare MIACEL n.18 del settembre 1992 (non  si possono attribuire nomi di persone che siano decedute da meno di 10 anni, salvo deroga del Ministero dell’Interno (L. n. 1188/1927 - ora Prefetto a seguito di Circolare M.I.A.C.E.L. n. 18 /1992 );

VISTA la Circolare del Ministero dell'Interno n.4 del 10.02.1996 Intitolazione di scuole, aule scolastiche, vie, piazze, monumenti e lapidi (pubblicata in G.U. Serie Generale 23/03/1996  n.70) ; 
Per cambiare nome alla strada occorre l’approvazione preventiva del Ministero della Pubblica Istruzione, tramite le competenti Soprintendenze ai monumenti (art. 1 R.D.L. n.1158/1923 – Legge 473/ 1925).

tenuto conto che intitolare qualcosa a qualcuno non deve essere fatta sulle ali del cordoglio né rispondere a logiche di parte;

considerato che l’intitolazione di una via, una piazza o una biblioteca, una rotonda etc. deve essere condivisa e non dividere la comunità e che ogni istanza deve essere adeguatamente documentata; 

si impegna il Sindaco e la Giunta a procedere all'intitolazione di via/piazza/parco/bene/ belvedere etc. alle seguenti figure richieste, con atti separati, da diversi consiglieri comunali: 

1) "Enrico Berlinguer" (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984), segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla morte.. « La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. » (Enrico Berlinguer, da un'intervista a la Repubblica del 28 luglio 1981) (per ricordare che si può fare una politica onesta così come la fece lui);

2) "Bettino Craxi” Benedetto (Bettino) Craxi nasce a Milano il 24 febbraio 1934- muore ad Hammamet il 20 gennaio 2000. Bettino Craxi è stato un protagonista della storia politica d’Italia. Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1983 al 1986;

3) “ Nilde Jotti", all'anagrafe Leonilde Jotti (Reggio nell'Emilia, 10 aprile 1920 – Poli (Prov. Roma), 4 dicembre 1999), prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati. Occupò lo scranno più alto di Montecitorio per tre legislature, dal 1979 al 1992, conseguendo un primato finora incontrastato nell'Italia repubblicana;

4) “ Giuseppe Saragat” (Torino, 19 settembre 1898 – Roma, 11 giugno 1988) è stato un politico e diplomatico italiano, di origine sarda, quinto Presidente della Repubblica Italiana e primo socialista a ricoprire la carica. Protagonista della convulsa storia della famiglia socialista nell'immediato dopoguerra, leader storico del Partito Socialista Democratico Italiano, Saragat fu anche Presidente dell'Assemblea Costituente fino al 1947. Fu più volte vicepresidente del Consiglio dei Ministri nei governi De Gasperi e ministro degli Esteri dal 1963 al 1964;

5) "Aldo Romeo Luigi Moro" (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico e accademico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista denominato Brigate Rosse.

6) "Alberto Guidi" si impegna nella riforma dei Codici e partecipa attivamente alla discussione e approvazione dei documenti unitari per l'Umbria del 1960 e in Provincia si impegna nella iniziativa per costituire la Regione e nel lavoro della programmazione economica regionale. Quando andava nei fini settimana nei diversi Comuni per i comizi partiva la mattina e tornava la notte. Non solo perché non faceva meno di due comizi al giorno, ma perché dopo incontrava nei casolari contadini i mezzadri per discutere la causa con l'avvocato Guidi. Cause gratuite naturalmente. Questo era Guidi, impegnato tutta la settimana, tra Montecitorio, la Provincia, il partito, il Tribunale le assemblee e i comizi. Sono finiti i partiti che hanno fatto la storia del Novecento. Ma i valori espressi da Guidi sono vivi più che mai. ( richiesta di Rossi Gianluca, Stufara Damiano, Piacenti d'Ubaldi Vittorio, Talamonti Giocondo nel 2003);

7) Alcide De Gasperi nato a Pieve Tesino 3 aprile 1881 – Borgo Valsugana 19 agosto 1954. Prima esponente del Partito Popolare Italiano e successivamente fondatore della Democrazia Cristiana. È stato il primo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e viene oggi considerato come uno dei padri della Repubblica e fra i padri fondatori dell'Unione Europea insieme al francese Robert Schuman e al tedesco Konrad Adenauer;

8) "Ugo La Malfa"(Palermo, 16 maggio 1903 – Roma, 26 marzo 1979) è stato un politico italiano. Con un passato antifascista, fu tra i fondatori del Partito d'Azione nel 1942 e ministro dei Trasporti sotto Ferruccio Parri. Eletto nel 1946 all'Assemblea Costituente nelle file della Concentrazione Democratica Repubblicana, da lui fondata con lo stesso Parri, portò il partito a confluire nel Partito Repubblicano Italiano nel medesimo anno. Ininterrottamente deputato dal 1948 fino alla morte, fu ministro del Commercio Internazionale nel quinto e sesto governo De Gasperi, ministro del Bilancio nel quarto governo Fanfani, ministro del Tesoro nel quarto governo Rumor e vicepresidente del Consiglio dei Ministri del quarto governo Moro. Fu anche segretario del Partito Repubblicano Italiano dal 1965 al 1975 e suo presidente dal 1975 al 1979. 

9) "Che" Guevara -"Ernesto Guevara" de la Serna, più noto come Che Guevara o semplicemente el Che (Rosario, 14 maggio 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967), è stato un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino. Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro.
Si richiamano le disposizioni dell’art.4 della L.23/06/1927 n°1188 che così recita:”E’ inoltre in facoltà del Ministero per l’Interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano bene meritato della nazione”e che alla luce della Circolare MIACEL n. 18 del 23.09.1992, il Prefetto ha facoltà di autorizzare la deroga.

Per quanto sopra si impegna il Sindaco ad inviare al Prefetto di Terni la richiesta di intitolazione della strada adiacente l'Associazione Industriali ad Adriano Garofoli per la finalità di cui all’art. 1 della Legge 23.6.1927 n. 1188, e per la necessaria autorizzazione, in deroga al disposto di cui agli artt 2 e 3 della citata norma, per l’intitolazione di luoghi pubblici a personaggi contemporanei deceduti da meno di dieci anni in considerazione dei meriti dallo stessi conseguiti.


Terni, 22 luglio 2013

Giocondo Talamonti G.M. "Associazione E. Berlinguer";
Giuseppe Boccolini PSI
Stefano Fatale PdL
Mauro Nannini FdS-RC















CIRCOLARE 10 febbraio 1996, n.4
Intitolazione di scuole, aule scolastiche, vie, piazze, monumenti e lapidi.

Pubblicato su: GU n. 70 del 23-3-1996
Fonte: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
urn:nir:ministero.interno:circolare:1996-02-10;4

 Ai prefetti della Repubblica
 Al commissario del Governo nella
 provincia di Trento
 Al commissario del Governo nella
 provincia di Bolzano
 Al presidente della giunta
 regionale della Valle d'Aosta
 e, per conoscenza:
 Al capo gabinetto del Ministro
 Al presidente dell'Istituto
 nazionale di statistica

 Com'e' noto, la materia della toponomastica e' regolata dalla legge 23 giugno 1922, n. 1188, dal regio decreto-legge 10 maggio 1923, n.1158, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, ed, infine, dall'art. 41 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 323. L'art. 4 della legge 23 giugno 1927, n. 1188, rimette alla competenza del Ministro dell'interno la facoltà di derogare al divieto posto dai precedenti articoli 2 e 3 della stessa legge di intitolare vie, piazze o altri luoghi pubblici a persone che siano decedute da meno di dieci anni. Si e' ritenuto opportuno, con decreto ministeriale 25 settembre 1992, allegato alla circolare MI.A.C.E.L. n. 18 dello stesso anno, di "delegare" detta competenza alle SS.LL., per meglio valutare le intitolazioni a personaggi con rilevanza principalmente locale, nell'intesa che, comunque, questo Ministero dovesse esser puntualmente aggiornato sull'attività' autorizzatoria svolta in forma decentrata.

 Tuttavia, in alcuni casi, tale informazione e' stata carente e, spesso, si e' venuti a conoscenza di episodi inerenti l'intestazione di strade o luoghi pubblici a mezzo della stampa ovvero, incidentalmente, in occasione della trattazione di pratiche aventi riferimento ai dati toponomastici.
 E' il caso dell'intitolazione di vie in dialetto, ove nella fattispecie, evidentemente, si e' inteso fare uso, in modo del tutto impreciso, dell'esercizio di una eventuale competenza esclusiva.
 Devesi, infatti, ricordare che le regioni o province autonome, laddove abbiano competenza esclusiva in materia di toponomastica, debbono, comunque, conformarsi, nell'esercizio della stessa, al rispetto delle norme d'attuazione degli statuti di autonomia speciale ed attenersi alle disposizioni che prevedono il bilinguismo soltanto ove effettivamente vigente, con esclusione, nelle iscrizioni toponomastiche, dell'uso dei dialetti che non godono, allo stato attuale della legislazione, di alcuna tutela in tal senso.
 Si aggiunge che, spesso, i comuni procedono in modo del tutto autonomo a variare i toponimi senza chiedere alcuna approvazione alle SS.LL. come previsto dalla normativa tuttora vigente.
 Cio' premesso, e' opportuno che venga richiamata l'attenzione dei signori sindaci sulla corretta applicazione delle surrichiamate disposizioni legislative e regolamentari - che rispondono a precise esigenze di ordine pubblico - evitando, inoltre, il ricorso generalizzato e frequente al mutamento dei toponimi esistenti, cui si procederà solo in base ad effettive necessità, da valutare d'intesa con le SS.LL. e questo Ministero, considerati i disagi che tali iniziative possono arrecare ai cittadini per l'aggiornamento dei documenti in loro possesso e l'aggravio di lavoro a carico dei servizi comunali.
 Si resta in attesa di un cortese cenno di assicurazione, facendo nel contempo presente che, con cadenza semestrale, dovrà essere inviato un elenco delle autorizzazioni concesse.

Il direttore generale
 dell'Amministrazione civile
 GELATI




Il 10 maggio 2013 presso la sala convegni di Palazzo Primavera si è svolto il convegno "L'ANTIFASCISMO E IL MOVIMENTO OPERAIO" organizzato dall'Associazione ANPPIA Federazione di Terni (che opera nel territorio della Provincia di Terni, sulla trasmissione dei valori dell'antifascismo) con il patrocinio del Comune di Terni, Provincia di Terni e Regione Umbria e la collaborazione dell'ANPI e dell'UNLA-UCSA.

Dagli insegnamenti della Storia, tutti abbiamo appreso e tratto indicazioni su come costruire la casa comune della Repubblica, ispirandoci ai principi della nostra Carta Costituzionale.

La città di Terni, che ha dato il suo prezioso e generoso contributo a quella costruzione, si stringe attorno alla memoria dei momenti fondativi della sua identità, certa che le radici, irrobustitesi negli anni, non possono più essere estirpate. Una profonda gratitudine va a chi ha consegnato ai ternani, 68 anni fa, la preziosa eredità da custodire e rinnovare nell'esercizio del ricordo a vantaggio delle generazioni più giovani.


Clicca sul nome per ascoltare e vedere l'intervento:


Giocondo Talamonti [UNLA-UCSA]
Apertura

Mario Tempesta [Segretario Nazionale dell'ANPPIA]
Saluti

Fulvio Pellegrini [ANPI Terni]
Saluti

Nicola Molè [Già presidente della Provincia di Terni]
Il 25 aprile e la Costituzione, presidio e certezza per le istituzioni democratiche del nostro Paese

Antonio Baldassarre [Presidente Emerito Corte Costituzionale]
Fascismo, Resistenza e Costituzione

Attilio Romanelli [Segretario CGIL Terni]
Il Movimento Operaio a Terni

Angelo Bitti [Storico]
La storia, il movimento Operaio e la Costituzione

Luciano Lima [Storico]
Chiusura


Come testimoniano le immagini (clicca sopra per rivedere il servizio) di UMBRIAVIVA e TELEGALILEO  erano presenti giovani e meno giovani, studenti, lavoratori, docenti, intellettuali, associazioni, sindacati e forze organizzate.

Un ringraziamento particolare all'ANPPIA e al suo presidente Prof. Alberto Piccioni, alle Istituzioni (Comune, Provincia e Regione) che hanno patrocinato l'iniziativa, ai relatori che hanno affrontato le tematiche dell'antifascismo e del movimento operaio. Ai dirigenti scolastici che hanno consentito la partecipazione degli studenti a questo importante appuntamento, va il riconoscimento dell'ANPPIA di Terni.



Al Sindaco del Comune di Terni





Premesso che nel 2003 su segnalazione della Questura di Terni è stata intitolata una via nei pressi della “Passeggiata” a Giovanni Palatucci;

visto che il Centro Primo Levi ha espresso perplessità sul ruolo svolto da Palatucci, perplessità nate dopo uno studio condotto da una dozzina di specialisti che hanno esaminato quasi 700 documenti;

tenuto conto che intitolare qualcosa a qualcuno non deve essere fatta sulle ali del cordoglio né rispondere a logiche di parte;

considerato che l’intitolazione di una via, una piazza o una biblioteca, una rotonda etc. deve essere condivisa e non dividere la comunità e che ogni istanza deve essere adeguatamente documentata; 


si chiede al Sindaco se:

1) non ritenga utile e necessario appurare quanto il Centro Primo Levi ha sollevato su Palatucci, coinvolgendo le associazioni ebraiche, l'Anpi e l'Anppia; 

2) risponde al vero il punto 1) quali provvedimenti intende prendere tanto più che la via intitolata a Palatucci costeggia l’Istituto d’Arte e  per gli studenti dovrebbe rappresentare un esempio da ricordare e non dimenticare.



Terni, 15 luglio 2013


Giocondo Talamonti G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Giampiero Amici Pd
Sandro Piccinini Pd
Giuseppe Boccolini PSI
Claudio Campili IdV





Al Sindaco del Comune di Terni





Premesso che il turismo è un'attività economica di rilievo, con un impatto assai positivo sulla crescita economica e l'occupazione;

tenuto conto che il turismo è inoltre un elemento sempre più importante della vita dei cittadini, sempre più numerosi a viaggiare;

visto che il turismo, in quanto attività che coinvolge il patrimonio culturale e naturale, come pure le tradizioni e le culture contemporanee;

considerato che il turismo è un importante strumento per rafforzare l'immagine di Terni, diffondere i nostri valori e promuovere l'interesse per il territorio attraverso un modello che coinvolga non solo la comunità ternana, ma anche e soprattutto i cittadini italiani, europei ed oltre;

visto che anche lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione(TIC) ed il loro impiego sempre più frequente da parte dei consumatori ha profondamente modificato la relazione tra industria turistica e la sua clientela;

Considerato che nel 2012  le risorse provenienti dalla gestione della Cascata, sono state utilizzate,per un totale di 156.000€, per sostenere attività che in parte non hanno prodotto risultati soddisfacenti, ma che in prospettiva dovranno servire a promuovere la Cascata e il comprensorio a livello locale, nazionale ed internazionale, anche in considerazione delle scarse risorse destinate all’assessorato al turismo e alla mancanza di materiale promozionale ( il settore turistico utilizza per questo le fotocopie); 


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1)  utilizzare le risorse provenienti dalla Cascata per promuovere la Cascata stessa attraverso la partecipazione agli eventi promozionali (borse sul turismo) a livello nazionale ed internazionale; a produrre materiale pubblicitario;

2)  selezionare e puntare su alcuni eventi, visto che, in tempi di revisione della spesa,  non  si possono mantenere tutti anche in considerazione della diminuzione del budget destinato al turismo;

3) incoraggiare l'integrazione nelle strategie turistiche del patrimonio "naturale" con l'attribuzione di marchi di qualità;

4) sviluppare una strategia coerente per una promozione diversificata dell'offerta turistica e per valorizzare meglio il patrimonio con iniziative sportive e culturali di qualità evitando di frazionare, come sopra, le risorse in mille rivoli tali da impoverire quelle che valorizzano effettivamente la città di Terni;

5)  migliorare l'informazione e la comunicazione attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie per rendere efficace ed efficiente l'azione turistica del Comune;

6) verificare periodicamente e al termine se i progetti proposti agiscano realmente sullo sviluppo che si intende  adottare per valorizzare la Cascata, il lago di Piediluco, la Valnerina e le bellezze del territorio con un salto di qualità nella programmazione dei fondi;

7) avere contezza di ciò che hanno fruttato in termini di nuovi posti di lavoro le risorse investite provenienti dalla gestione della Cascata delle Marmore;

8) verificare la possibilità, a partire da 2014, di introdurre una imposta di soggiorno per tutte le categorie ricettive;

9) operare attraverso un "osservatorio" le iniziative messe in campo (sportive e culturali) tese a richiamare quel flusso turistico necessario allo sviluppo economico e a migliorare l'occupazione. 


Terni, 15 luglio 2013


Giocondo Talamonti G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Sandro Piccinini Pd
Giuseppe Boccolini PSI
Claudio Campili IdV





L’Italia vive in un mondo sempre più grande, caratterizzato dall’arrivo sulla scena di nuove potenze emergenti che stanno modificando gli equilibri mondiali. Di fronte a giganti come Cina, India e Brasile, i singoli Stati europei non possono che sviluppare una politica comune per raggiungere la massa critica necessaria ad interagire con questi nuovi attori e influire sui processi globali. 
L'Europa non può continuare a chiederci solo rigore, ma dovrebbe impegnarsi affinché ogni Stato membro, grazie alle proprie attività economiche e alle proprie produzioni, possa tornare a crescere e a contribuire al benessere europeo. 
La questione AST si inserisce  in  un'Europa che deve guardare agli interessi collettivi della comunità e deve andare oltre agli interessi dei singoli stati. 


Prima di tutto occorre dare risposta ad alcuni dubbi:

1. Perché la Thyssen-Krupp ha lasciato il sito di Terni? ( investimenti in altri siti o forse c'è di mezzo (anche) la sentenza di Torino);
2. Perché l'interesse di tanti colossi industriali non si è concretizzato in un'offerta? ( Forse sono stati spaventati da un mercato europeo chiuso);
3. Quale proprietario potrà richiedere in questa fase i finanziamenti europei  (Fondi UE, Fondi degli stati membri, Banca europea per gli investimenti)  per assicurare ricerca, innovazione e adeguamento continuo degli impianti tali da conferire competitività, mercato e occupazione? 
4. quali sono le modalità (e da parte di chi) per attivare l'intervento dello Stato? 
5. il Governo ha vigilato per impedire la riduzione delle produzioni e la vendita dell’AST separatamente dal tubificio?
6. nel contesto nazionale della mancanza di  lavoro, la vendita di un sito eccellente, delle sue produzioni, delle sue quantità di acciaio prodotte può diventare un dramma se non si interviene immediatamente?

…e si potrebbe continuare. 


La strada da intraprendere deve essere chiara, condivisa e partecipata da tutti i soggetti  compreso il management dell'AST, altrimenti si rischia di  prendere una brutta piega. La confusione speriamo che non prevalga, L’incontro di Strasburgo e la grande adesione allo sciopero  generale indetto dalle organizzazioni sindacali deve indurci a marciare uniti senza tentennamenti e avere in mente la certezza del  percorso da seguire:

Il Presidente del Consiglio deve essere investito in prima persona nella salvaguardia del sito ternano  anche alla luce delle dichiarazioni effettuate sul ruolo dell'industria all'atto del suo insediamento.
 Il Presidente faccia valere in sede europea la vicenda AST perché siano avviate azioni concrete e risolutive con la Commissione Europea con il Governo finlandese e  con il Governo tedesco. 

la commissione antitrust europea ha creato il groviglio e spetta ad essa scioglierlo nella considerazione che il sito di Terni va valorizzato nelle sue produzioni, nell'impiantistica e di conseguenza nel mantenimento dei volumi produttivi e dei posti di lavoro e non depresso; la Commissione deve pretendere, nella vendita, tutte le garanzie di tutela dell'integrità del sito e di sviluppo con le tecnologie atte a conferire competitività, mercato e occupazione; 

assicurare che non ci siano  assenze apicali nei vari incontri che riguardano il futuro dell'AST  e sfruttare ogni opportunità che si presenta; la recente lettera inviata ad Almunia, senza la firma del Governo (assenza registrata anche a Strasburgo) mirante a riconsiderare il rientro di AST in Outokumpu ha suscitato la necessità di confrontarsi con il Ministro.
in una democrazia il Governo non può permettere che le persone soffrano un danno prodotto dalla logica del mercato, lo Stato in questo caso deve attivare un intervento diretto per una azienda strategica per il Paese

fare presto  perché il  piano e il profilo industriale del nuovo proprietario sia tale da operare sui mercati internazionali e  con l'obiettivo di ottimizzare gli impianti e i volumi produttivi (1,4milioni di tonnellate/anno di acciaio fuso e 600mila tonnellate/anno di acciaio finito);

l'unica offerta attualmente presente (cordata Aperam Arvedi e Marcegaglia) ritenuta indecente da Outokumpu e tale da non poter mettere in competizione i diversi soggetti interessati e potenziali acquirenti, deve però garantire occupazione nel tempo, in caso contrario bisogna procedere con l'intervento pubblico diretto

Ed allora tutti insieme dobbiamo concorrere a salvaguardare, l’acciaieria simbolo del lavoro della nostra città. Nessuno remi contro e nessuno si faccia illusioni sull’unicità degli intenti perché anche in questa vicenda ci sono alcuni che ridono delle disgrazie degli altri ( un esempio: nel terremoto dell'Aquila qualcuno pensava al profitto che avrebbe ricevuto dalla ricostruzione, mentre le persone si trovavano sotto le macerie ancora vive).


Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





L'ANTIFASCISMO E IL MOVIMENTO OPERAIO


L'Associazione ANPPIA  Federazione di Terni, che opera nel territorio della Provincia di Terni, sulla trasmissione dei valori dell'antifascismo, ha organizzato con il patrocinio del Comune di Terni, Provincia di Terni e Regione Umbria e la collaborazione dell'ANPI e dell'UNLA-UCSA, presso la sala convegni di Palazzo Primavera in  Via Giordano Bruno, 3 - 05100 Terni il convegno "L'antifascismo e il movimento operaio".
Dagli insegnamenti della Storia, tutti abbiamo appreso e tratto indicazioni su come costruire la casa comune della Repubblica, ispirandoci ai  principi della nostra Carta Costituzionale.
La città di Terni, che ha dato il suo prezioso e generoso contributo a quella costruzione, si stringe attorno alla memoria dei momenti fondativi della sua identità, certa che le radici, irrobustitesi negli anni, non possono più essere estirpate.  Una profonda gratitudine va a chi ha consegnato ai ternani, 68 anni fa, la preziosa eredità da custodire e rinnovare nell’esercizio del ricordo a vantaggio delle generazioni più giovani.

Convegno organizzato a Terni, il 10 maggio 2013. Un ringraziamento particolare all'ANPPIA e al suo presidente Prof. Alberto Piccioni, alle Istituzioni (Comune, Provincia e Regione) che hanno patrocinato l'iniziativa, ai relatori che hanno affrontato le tematiche dell'antifascismo e del movimento operaio. Ai dirigenti scolastici che hanno consentito la partecipazione degli studenti a questo importante appuntamento, va il riconoscimento dell'ANPPIA di Terni.









Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Terni




Premesso che  secondo le previsioni OCSE la disoccupazione in Italia salirà fino a raggiungere il tetto del 12,5% nel 2014 con un ritmo preoccupante dell’ ultimo triennio, mentre le stime del Pil passeranno ad appena più 0,4% sempre nel 2014;


visto che secondo la Cgil occorrono 13 anni per tornare al Pil del 2007.
Secondo lo studio dell'Ufficio economico del sindacato, dal titolo "La ripresa dell'anno dopo", non verrà mai recuperato il livello dei salari reali a causa dell'inflazione. Non solo, ma è  quanto mai urgente attivare un “Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", per riavere quelle unità di lavoro che avevamo nel 2007.


visto che la crisi investe non solo le grandi industrie locali, ma anche Piccole e Medie Imprese (PMI) e i settori del terziario, nel quadro di un sistema bancario in stallo che non fa ripartire l'erogazione di mutui;


visto che secondo un recente rapporto dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro)  l’impatto sull’occupazione giovanile potrebbe farsi sentire per decenni; una generazione intera di giovani rischia così di non accedere ad un lavoro dignitoso per tutta la vita;


visto che in loco la crisi sta erodendo anche le Aziende considerate sicure per produzioni, qualità dei prodotti e occupazione:

“Sangemini”: in stato di agitazione permanente, (i lavoratori sono esasperati e chiedono risposte e certezze sul futuro);

AST mantenimento del sito ( compreso il tubificio), conservazione dei volumi produttivi e garanzie occupazionali;

indotto “Ast”: non si hanno segnali di diminuzione diretta del lavoro, ma evidenti ripercussioni per i destini dell’Azienda di riferimento;

edilizia: massiccia perdita di occupazione, pari ormai al 50% in pochi anni;

“Umbria Tpl e Mobilità Spa”: situazione economico-finanziaria incerta con riflessi negativi nel pagamento delle forniture di beni e servizi delle controllate( Savit, azienda che effettua i servizi manutentivi dei mezzi), e nella retribuzione dei dipendenti;

“Basell”, “Meraklon”,”Treofan”, “Edison”: il trasferimento della produzione Basell e la ormai appurata volontà di non cedere gli impianti (l’area su cui sono posti è appetibile sotto il profilo edilizio) sta innescando un processo a catena sul futuro  dell’intero  polo chimico ternano.
Ad una ad una entrano in crisi tutte le aziende del settore: la Treofan, su cui pesa, come per Meraklon, la perdita dell’approvvigionamento di polipropilene; la centrale elettrica della Edison, strettamente dipendente dalle attività delle aziende del polo chimico. Di questo passo la stessa Novamont, e con essa la speranza della riconversione industriale e della realizzazione del polo della chimica verde, potrebbe lasciare per sempre la nostra città;

“Centralmotor” (azienda di 40 dipendenti):  mercato delle autovetture in seria difficoltà;

“Celi” (azienda del settore nautico): sta registrando un forte calo di commesse;

“Interpan” riavvio incerto della produzione;



si impegna il Sindaco e la Giunta:

1) ad approcciarsi complessivamente alla situazione del polo industriale ternano  non affrontando una situazione alla volta, ma proponendo quegli interventi pubblici necessari a salvaguardare le aziende ed incentivare l'occupazione;

2) a favorire le politiche di incentivi  da attuare con i fondi europei, puntando sull'innovazione, sull'internazionalizzazione e sulle reti d'impresa; ciò deve riguardare non solo le imprese industriali, ma anche i servizi e le professioni;

3)  a facilitare l'accesso al credito delle imprese che non dispongono di risorse sufficienti per finanziare programmi di ricerca e innovazione, prevedendo una puntuale informazione ed eventuali supporti tecnico-amministrativi circa le disponibilità di fondi europei (Fondi UE; Fondi degli Stati Membri; Banca Europea per gli investimenti )
4) a prevenire la desertificazione del centro urbano con misure atte a vivacizzare le attività degli esercizi commerciali;
5) a privilegiare nell’orientamento scolastico la formazione di figure necessarie al mondo del lavoro al fine di offrire alle aziende maggiori opportunità di attingervi;
6) a favorire l’educazione permanente e l’occupazione dei giovani supportandoli sulle modalità di accesso ai finanziamenti, regionali ed europei circa l’avvio di nuove imprese;
7) a porre vincoli restrittivi sulla destinazione industriale dell’area Basell;
8) a verificare tutte le possibilità di supporto alla risoluzione dei problemi delle aziende in crisi.



Terni, 17 giugno 2013



Talamonti Giocondo G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Nannini Mauro FdS-RC
Luzzi Luzio FdS-RC




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che la Consulta è un organismo:
voluto e sostenuto dal Consiglio comunale, per dare voce alle varie etnie della città, per far conoscere e presentare le nuove esigenze che l’evolversi del fenomeno migratorio presenta e per governare i mutamenti che l’integrazione comporta. Con l’approvazione della Consulta degli Immigrati, la città di Terni, ha dato forma a una delle misure più avanzate di integrazione in Italia;
di democrazia partecipata ( gli immigrati residenti a Terni sono 12mila senza considerare quelli dei comuni limitrofi che frequentano la nostra città per motivi di lavoro);

preso atto che con l'apporto degli immigrati  è possibile assicurare assistenza ai tanti nostri anziani, mantenere l’autonomia delle scuole, che leggi scellerate (basate solo su tagli di profilo numerico e non sulle prospettive di sviluppo) mettono in serio pericolo, esercitare mestieri e professionalità  necessarie alle esigenze territoriali non più rintracciabili nelle risorse locali;

vista la richiesta di incontro degli immigrati con i capigruppo, tesa a conoscere le motivazioni che ritardano le decisioni assunte con l'approvazione di un regolamento;

tenuto conto che il Consiglio comunale, con l'approvazione del regolamento, ha fatto un salto di qualità passando dall'assistenza ad oltranza, dall’elemosina istituzionale, dal supporto a vita, dall’annullamento della personalità dello straniero, con l’intento di ridurla a dipendenza sociale, all'integrazione;

visti gli impegni presi dall’Amministrazione:
1. elezioni della Consulta con la possibilità di rimanere in carica anche nel prossimo mandato amministrativo;
2. conferenza cittadina sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione;
3. sede “casa dell’amicizia” per consentire alle diverse etnie di incontrarsi e favorire l’integrazione;
4. 15.000€ per l'attività di cui sopra;

si chiede al Sindaco e alla Giunta:
1) di riferire in Consiglio comunale perché non si effettuano le elezioni della Consulta degli immigrati;
2) se è a conoscenza del malcontento che sta montando in città fra gli immigrati che considerano una presa in giro la non elezione della Consulta;
3) se è a conoscenza dei corsi di formazione e dell'entità delle cifre che vengono spese per gli immigrati.


17 giugno 2018


Talamonti Giocondo G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Nannini Mauro FdS-RC
Luzzi Luzio FdS-RC







SCIOPERO

Il Gruppo consiliare misto "Associazione E. Berlinguer" del Comune di Terni aderisce allo sciopero di martedì 18 giugno proclamato dai sindacati per essere vicini ai lavoratori dell’Ast,  per dare prospettive alla fabbrica e alla città di Terni. In questi momenti di difficoltà c'è bisogno dell’unità delle forze politiche, sindacali e dell’associazionismo di categoria e sociale per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili. Una iniziativa massiccia perché il Presidente del Consiglio italiano segua personalmente la vicenda della vendita dell’AST, inserendo la questione fra le priorità da affrontare e perché siano avviate azioni concrete con la Commissione Europea, il Governo finlandese e il Governo tedesco. In tale contesto occorre che sia condiviso un caposaldo essenziale per non incidere nella strategicità europea dell’AST in tema di Acciai speciali:Il no all'indebolimento del sito di Terni con il progressivo abbattimento della produzione e allo “smantellamento” della sua rete commerciale.

Il Consigliere Comunale G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Giocondo Talamonti




Nell’attesa che Outokumpu scopra le carte, è lecito chiedersi quale sia il futuro delle acciaierie ternane, in merito:
al fatto che è pervenuta una sola offerta per l’acquisto dell’AST,
al ruolo  giocato dalle Istituzioni, dalle parti sociali e datoriali,
all’intervento del Governo che diventa fondamentale nella risoluzione del mantenimento del sito in forma integrata, della sua competitività e del suo mercato.

L’Acciaieria di Terni che produce acciai speciali e che rappresenta un punto di eccellenza industriale per l’Italia e l’Europa non è appetibile ?

Circa le offerte di vendita:
Una sola offerta è preoccupante.
A quali condizioni ?
Quali programmi alla base della trattativa? Quale quantità dell'acciaio da produrre?
 I livelli occupazionali saranno mantenuti? 
Ci sono accordi di rilancio per alcune aziende e il sacrificio di altre? 
Ci sono mercati chiusi per chi intendeva acquistare l’AST ? 
Si è ragionato per interessi nazionalistici e non europei?. 

Resiste la tendenza a proteggere le acciaierie nazionali e non l’industria siderurgica europea. Il mercato degli acciai speciali è diverso dagli acciai prodotti da Taranto.

Circa la concretezza Piano industriale Europeo
Ogni piano rimane tale se non viene accompagnato da concretezze.
L'acquisto comporta ridimensionamenti? 
Si contratta sui "sacrifici" o sul mantenimento del sito e del suo sviluppo con l’adeguamento degli impianti alle migliori tecnologie disponibili? 

Circa i tempi certi
I tempi della vendita dell’AST sono condizionate dalle difficoltà di Outokumpu, ma anche perché una sola offerta indica l’inappetibilità dell’azienda.
La nostra azienda di acciai speciali, punto di eccellenza europea, è appetibile?

Circa le presenze a Strasburgo
Nell’incontro con il Presidente della Commissione Antitrust e vice Presidente della Commissione Europea, Joaquin Almunia, si è avvertita l'assenza di interlocutori importanti quali il Presidente della Regione Umbria e quella del Governo. Per un’occasione di politica industriale così strategica le telefonate e le lettere non bastano.

Circa il prosieguo della vicenda AST
La discussione deve essere incentrata su due livelli entrambi con lo stesso obiettivo anche se con ruoli diversi:
1) livello sindacale per le condizioni di vendita e dei programmi alla base della trattativa,
2) livello istituzionale per i diversi strumenti politici da mettere in atto in  fase di attenuazione dei costi sociali del processo di aggiustamento e garanzia delle competenze necessarie alla futura competitività del settore; la struttura dell’AST è qualitativa per le professionalità e per l’età dei lavoratori (la maggior parte della forza lavoro ha un’età media pari a quaranta anni).

La salvaguardia di una Azienda che non sta in crisi per l’ambiente, per la sicurezza, per il mercato degli acciai speciali, ma per la vendita che non ha certezze e che contribuisce ad indebolirla merita tutta l’attenzione dello Stato.

L’attesa delle decisioni,  che altri dovranno prendere alla ricerca di soluzioni,  non deve essere vissuta passivamente perché genera il rischio di prenderne solo atto.  Non solo, una volta indicato il percorso risolutivo, occorre pensare ad idee nuove e ad incentivare l’innovazione per le nuove generazioni.

Circa l'Antitrust
La Commissione antitrust, che tutela la concorrenza sui mercati economici europei, ha deciso che in Outokumpu si verificava, con l'acquisto del sito ternano, una concentrazione della produzione di acciaio e per questo ha imposto la vendita dell'AST  per assicurare una concorrenza leale e in condizioni di parità tra tutte le imprese europee e contribuendo così ad un miglior funzionamento dei mercati dell'UE ( anacronistico in un mercato globale).

Per questo occorre che la Commissione si adoperi:
a  fare presto per non indebolire l'AST;
affinché venga mantenuta l'integrità del sito e  che l'attività dell'AST sia valorizzata e non  depressa.


Circa la partita in gioco

Il Governo ha sempre parlato di due offerte , mentre  il Presidente Europeo Antitrast Joaquin Almunia ha ribadito che l'offerta è unica. Come stanno le cose:
1) la Finanziaria “Apollo” ha trovato un accordo con Aperam fondendosi in un’unica offerta?; 
2) perché qualcuno ha nascosto la verità?
3) quando il Premier Monti  è andato in Finlandia che cosa avrà detto e quali accordi avrà preso?

Circa l’eventuale commissariamento dell’AST (dopo la seconda proroga)
Il rischio, concreto, è quello di dover fare i conti con il ridimensionamento del sito e di conseguenza con la perdita di posti di lavoro. In caso di affidamento dell’AST ad altro acquirente, chi fornirà l’acciaio al tubificio?


Circa i finanziamenti previsti dal Piano per l’acciaio 2014-2020

Fondi UE; Fondi degli Stati membri; Banca europea per gli investimenti...

Quale possibilità di accesso per assicurare ricerca, innovazione  adeguamento continuo degli impianti con le migliori tecnologie tali da conferire competitività, mercato e occupazione alla nostra Acciaieria?


Terni, 15 giugno 2013

Giocondo Talamonti




IL fermaglio n°4

E’ uscito il n.4 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : AST, intervista al Presidente Boccolini, cara&melle, atti presentati in Consiglio comunale.
 Tutti possono richiedere una copia , gratuitamente, per e-mail al seguente indirizzo : giocondo.talamonti@email.it; inoltre tutti possono dare il proprio contributo inviando per email le proprie considerazioni sui temi che interessano la città.


clicca QUI per leggere, o scaricare, il n° 4 de "IL fermaglio" 






In attesa che si delinei il Piano dell’Acciaio, il prossimo 11 giugno, a Strasburgo, il futuro dell’Ast non può continuare a essere legato alla sterile ricerca se sia stato un ombrello, oppure un manganello a colpire la testa del Sindaco di Terni. Fatti salvi gli accertamenti delle responsabilità, sui quali gli scettici potranno consolidare l’atteggiamento che li qualifica, il problema della città non trova soluzione nella ricerca, doverosa ma improduttiva, del colpevole. Anzi, l’insistenza rischia di offuscare le impellenze, creando false urgenze. 
Terni e i ternani vogliono rassicurazioni sul mantenimento del sito, garanzie occupazionali e conservazione dei volumi produttivi. In questo senso, la dirigenza di Outkumpu, in occasione degli auguri rivolti al Sindaco per la triste vicenda di cui è stato vittima, si è espressa tranquillizzando, oltre al primo cittadino, le maestranze preoccupate per il grave ritardo.
Ma ogni giorno di slittamento aggiunge angoscia alla città e depone negativamente sul piano delle trattative in corso. Il governo è chiamato ad attivarsi per la migliore soluzione di un problema da sempre strategico per gli interessi nazionali, oggi ancor più accentuati dalle vicende di Taranto.
Prima di affrettarsi a sbandierare l’innocenza del battaglione antisommossa ‘Firenze’, troppo  estraneo alle abitudini pacifiste dei ternani, il governo si faccia interprete delle attese della città e gestisca l’impasse con autorevolezza e competenza nell'interesse del Paese.


Terni, 8 giugno 2013


Ing. Giocondo Talamonti




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Segretario Generale del Comune
Al Presidente della II^ Commissione consiliare



Premesso che il Consiglio comunale ha approvato con delibera n.59 del 20.02.2013 l’atto di indirizzo sul mantenimento della Direzione Scolastica  Regionale;

tenuto conto che il tema della scuola e dell'offerta formativa è fondamentale per lo sviluppo della città e un punto cruciale per l'intero Paese;

visto che dilagano proteste, in ambito nazionale, su politiche formative ritenute non coerenti con le esigenze del Paese e del mondo del lavoro;

preso atto della necessità di salvaguardare la vocazionalità del territorio legato all’industria metallurgia, chimica e meccanica, tramite un orientamento fondato sulle proposte e i progetti di pertinenza;

considerato che RAI3 nei Tg regionali propone ripetutamente servizi relativi ai piatti tipici prodotti dalle scuole alberghiere umbre;

visto che l’unificazione delle Direzioni Generali Scolastiche per l'Umbria e per le Marche prevista dalla spending-review (relativa alla riorganizzazione della struttura amministrativa del MIUR), ad Ancona, è attualmente sospesa;

visto che la perdita delle singole autonomie va nel senso di un ulteriore depotenziamento dell' Umbria sotto il profilo dell’identità con l'effetto di accrescere i problemi sui servizi dovuti alla comunità;

visto che il Direttore Generale, Maria Letizia Melina, è stata trasferita al Ministero e destinata ad altri incarichi;

vista la deliberazione n.247 del 28 maggio 2013 approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale avente per oggetto:
Adozione di interventi da parte della Giunta regionale presso il Governo nazionale al fine di impedire la chiusura dell'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria e l'accorpamento dello stesso con l'Ufficio scolastico della regione Marche.

appurata la necessaria volontà di trovare, al di là dei campanilismi, una soluzione soddisfacente per tutti;



si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) difendere l’Autonomia della Direzione Scolastica Regionale Umbra, con una decisa azione di sensibilizzazione nei confronti del nuovo Governo, in sinergia con le altre Istituzioni locali, alfine di rivedere i criteri di applicazione della legge n.135/2012. L'Autonomia della Direzione Scolastica Regionale dell'Umbria è utile a rafforzare l’azione di raccordo con le realtà imprenditoriali regionali che chiedono istruzione e formazione professionale legate alle peculiarità produttive locali, differenti da quelle della Regione Marche;

2) coinvolgere, nell’eventualità che la spending- review (legge n.135/2012) impedisca il verificarsi del punto 1), tutti gli enti istituzionali perché la nomina del Direttore interregionale sia conferita ad una figura conoscitrice della scuola umbra;

3) operare perché la sede di Terni sia potenziata dal punto di vista dirigenziale;

4) costruire le linee programmatiche coerenti con lo sviluppo del territorio e tese a  fare sinergia con gli indirizzi scolastici conseguenti. A potenziare i servizi televisivi regionali che propongono ripetutamente solo professionalità ed indirizzi riferibili ad alcune scuole, dando concretezza e pubblicizzazione ad indirizzi che possono sviluppare lavoro ed impresa.


Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Fabrizi Cinzia Lista Baladassarre
Venturi Leo Terni Oltre






ORDINE DEL GIORNO: Violenza sulle donne.

Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comune di Terni



Premesso che da una ricerca ONU è emerso che in Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa per mano del proprio partner;

constatato che la violenza in generale è uno scandalo quanto mai eclatante quando colpisce persone che subiscono atrocità solo per il fatto di essere donne. Tante sono le donne che vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, private del diritto all'esistenza stessa; 

ritenuto che in tema di diritti umani, tutti i governi devono assumere la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società;

considerato che nella battaglia per i diritti umani, è essenziale la solidarietà degli uomini e il loro coinvolgimento nella difesa delle donne;

considerato che chiunque di noi, sfogliando le pagine dei giornali, si può accorgere che ogni giorno la cronaca riporta episodi di violenze di vario genere e gravità poste in essere a danno delle donne;

visto che per la maggior parte dei casi le motivazioni possono essere ascritte ad una diffusione capillare di disagio sociale e familiare, a probabili disturbi di natura patologica oltre, ed essenzialmente, ad un problema culturale che interessa l’intera collettività;

considerato che la Camera ha approvato all’unanimità, da appena pochi giorni, la ratifica della Convenzione di Istanbul che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione;


si impegna il sig. Sindaco e l’intera Giunta:

ad organizzare una seduta in forma congiunta con le commissioni consiliari, con gli operatori delle forze dell’ordine, con le organizzazioni sulle pari opportunità, al fine di instaurare un dibattito aperto e libero sui problemi relativi alla violenza sulle donne e individuare i punti deboli del territorio, le buone pratiche e le iniziative da attuare per la soluzione dei problemi; 

a coinvolgere la Direzione Scolastica Regionale perché nei piani formativi (POF) delle singole scuole si affrontino le tematiche di riconoscimento e di valorizzazione delle differenze;

a promuovere iniziative cittadine per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne. 


Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Piccinini Sandro PD




Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che Don Gallo, nell’interpretare nel suo vero significato rivoluzionario il messaggio evangelico, è stato un prete generoso in lotta per l’uguaglianza, un partigiano eroico che si è battuto per la libertà, un uomo popolare che ha affascinato tutti con la sua semplicità e dedizione, particolarmente nei confronti degli ultimi;

considerato che la sua opera è viva nella comunità di San Benedetto al Porto  da lui stesso fondata, nella metà degli anni'70, ove vengono ospitati i più poveri ed emarginati, non solo della sua Genova;


si chiede al Sindaco di:


intitolare una strada o una via o una rotonda o una sala del Comune a Don Andrea Gallo, un uomo, in prima linea,  che ha tentato di conciliare l'appartenenza a madre Chiesa, con la strada, le lotte per il lavoro, il diritto di cittadinanza agli stranieri, la difesa degli ultimi qualunque essi fossero.



Terni, 3 giugno 2013


Talamonti Giocondo G.M. Associazione "E. Berlinguer"
Boccolini Giuseppe PSI
Campili Claudio IdV
Luzzi Luzio FdS-RC
Nannini Mauro FdS-RC
Piccinini Sandro PD






Lo scenario desta viva e profonda preoccupazione

Per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili che attengono i rapporti tra Istituzioni internazionali, si propone di avviare azioni concrete a sostegno delle proposte già avanzate dallo Stato Italiano perché vengano programmati incontri con la Commissione Europea, il Governo finlandese e il Governo tedesco. In tale contesto occorre che sia condiviso un caposaldo essenziale per non incidere nella strategicità europea dell’AST in tema di Acciai speciali:

Il no all'indebolimento del sito di Terni con il progressivo abbattimento della produzione e allo “smantellamento” della sua rete commerciale.

E’ necessario perciò che il Presidente del Consiglio italiano segua personalmente la vicenda della vendita dell’AST, inserendo la questione fra le priorità da affrontare.
 La proroga concessa, dalla Commissione Europea, ad Outokumpu senza stabilire una data certa e senza conoscere la definizione dei piani industriali e finanziari (dal punto di vista dei volumi produttivi, degli investimenti tecnologici e delle prospettive di sviluppo in termini di lunga durata e competitività) dei probabili acquirenti, è preoccupante.
 Ogni rinvio a tempo indeterminato non può che allarmare.

Il rischio che si corre, infatti, è quello di contrattare la cessione dell’AST  senza la connotazione attuale: "a scatola vuota". La logica non può essere quella di condannare  ad un indebolimento il sito di Terni (unico in Italia nella produzione degli Acciai speciali e primo in Europa e tra i primi nel mondo), attraverso una minor produzione e perdita di fette di mercato.

Le domande che legittimamente ci assillano attengono alle seguenti questioni:
la struttura commerciale è stata abbandonata e comunque qual è lo stato di salute?
I tedeschi della Tyssenkrupp si sono portati via alcune fette di mercato?
Siamo  già di fatto ridimensionati?
Ci si sta muovendo per mantenere i vecchi mercati e conquistarne  dei nuovi ?


Due i fatti certi, emersi dall’incontro MISE-Outokumpu del 29 maggio a Roma:
1) la situazione dell’AST è in mano alla Presidenza del Consiglio;
2) assicurazioni da parte di Outokumpu in merito alle risorse per gli approvvigionamenti e agli stipendi dei lavoratori,

per il resto è stato riconfermato quanto Outokumpu aveva già  comunicato e cioè:
inaccettabili le offerte di acquisto (si sta chiedendo la riproposizione delle due offerte vincolanti);
nessuna interferenza delle altre parti interessate, “senza rendere noto alcun dettaglio del processo”;
possibilità di fornire eventuali aggiornamenti solo in occasione della presentazione dei dati aziendali relativi al secondo trimestre (cioè dopo il 30 giugno).

Non intendiamo fare allarmismi, ma è diffusa nella nostra città la percezione che le difficoltà in cui l’AST si trova potranno essere superate da altri.
E’ ora che la città esca dall’immobilismo e dal torpore alzando la voce a difesa della propria Acciaieria e dei lavoratori la cui età media è di 40 anni.

Non deve prevalere l’indifferenza, ma lo spirito di lotta dei nostri padri. Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.
E’ necessario farsi artefici del proprio destino senza demandare solo ad altri la salvezza dell’industria locale più significativa.

Difendere l’AST significa difendere l’Umbria ( nella nostra Regione il 20% del Pil è rappresentato dai prodotti AST) e l’Italia (l’AST è il primo produttore di Acciai speciali).
Non vorremmo che l’AST sia l’agnello da sacrificare nel contesto industriale nazionale ed europeo.
In occasione della presentazione del Piano per l’acciaio in programma l’11 giugno a Bruxelles, occorre far sentire la voce forte e ferma delle Istituzioni, delle popolazioni locali e dei deputati italiani al Consiglio europeo.
Se fino ad ora sono prevalsi gli interessi delle singole nazioni, è giunto il momento che prevalga, nell’interesse dell’Europa, la salvaguardia del sito strategico dell’AST.


Terni, 31 maggio 2013

Boccolini Giuseppe Talamonti Giocondo








IL FERMAGLIO n°3

E’ uscito il n.3 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : AST, intervista al Presidente Piccinini, I dati sulla disoccupazione, atti presentati in Consiglio comunale e la satira politica di Effe Elle.
Tutti possono richiedere una copia , gratuitamente, per e-mail al seguente indirizzo : giocondo.talamonti@email.it; inoltre tutti possono dare il proprio contributo inviando per email  le proprie considerazioni sui temi che interessano la città.