L’IPSIA e l’ITIS organizzano in collaborazione con l’ACI, i Vigili Urbani e la Polizia stradale, la 1^ gara sulla sicurezza stradale promossa dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e rivolta agli studenti delle prime e seconde classi al fine di prevenire ed educare i giovani ad un uso corretto dei ciclomotori.


La gara si articola in tre fasi: 1^ fase: individuazione di una classe per ogni scuola selezionata (Itis ed Ipsia per l’a.s. 2011/2012), attraverso la somministrazione di un questionario predisposto dall’ACI. Tale fase si svolgerà il 9 febbraio: per l’Ipsia in sala “Secci” e per l’Itis in sala “Tripepi”. Saranno designate rispettivamente le classi che riporteranno la media più alta dei punteggi individuali. La 2^ fase, si terrà il giorno 10 febbraio, a partire dalle ore 10, presso l’ACI e consisterà nel confronto fra la migliore classe dell’ITIS e la migliore classe dell’IPSIA attraverso un questionario predisposto dalla giuria. La 3^ fase servirà ad individuare, attraverso questionari e domande orali, i cinque studenti vincitori delle 5 polizze RC auto annuali per motociclo o ciclomotore tramite la compagnia assicurativa AXA-MPS messe a disposizione dal Monte dei Paschi di Siena. La Giuria, inoltre, assegnerà ai 5 migliori studenti la tessera di “socio ACI” per i rispettivi genitori.


La giuria è composta da 1 rappresentante dei Vigili Urbani, 1 rappresentante della polizia stradale, 1 rappresentante dell’ACI ed 1 rappresentante della Banca Monte dei Paschi di Siena con funzioni di Presidente.


La premiazione si effettuerà il 14 febbraio 2012, presso la sede del Monte dei Paschi di Siena in Corso Tacito, Terni, rientrando l’iniziativa tra i festeggiamenti valentiniani

TERNI HA LE POTENZIALITA’…


Il mercato dell’inox, come tanti altri dell’industria pesante, soffre le minime variazioni che interessano il settore. La concorrenza, fino a qualche decennio fa, debole e con scarsa tecnologia, non rappresentava un problema. I costi dell’energia, aumentati paurosamente negli ultimi anni, sono oggi un ostacolo preoccupante per il futuro del comparto. La necessità di investimenti sempre più massicci per fronteggiare l’inossidabile asiatico, rischia di non vedere i ritorni attesi.


Le nuvole nere che aleggiavano sulla TK-AST stavano diventando incubi per gli operai e le famiglie ternane; troppe voci si sono rincorse per delineare un quadro tragico per l’economia della città.


Poi, ecco spuntare Outokumpu, una società finlandese che si è guadagnato il mercato europeo dell’inox in pochi anni di presenza e si propone, con l’acquisizione del 70% di TK-AST, di diventare una fra le prime nel mondo.


Tutti risolti i problemi di Terni?


In attesa di definire il quadro completo della trattativa e poter quindi giungere a valutazioni più rispondenti, occorre esprimere apprezzamento per l’acquisizione, tenuto conto della rassicurazione fatta dalla dirigenza in materia di mantenimento dei posti di lavoro e del ruolo di avamposto che si intende affidare al sito ternano per il mercato nordafricano e del Medio Oriente.


Ma la prudenza è d’obbligo. Abbiamo fatto il callo a promesse rosee e progetti faraonici delle tante multinazionali che hanno scelto di insediarsi nel nostro territorio e non smettiamo, ancora oggi, di piangerci addosso per non aver preso le precauzioni opportune ad evitare che con troppa frequenza centinaia di famiglie si siano trovate senza una fonte di reddito, anche in presenza di utili di bilancio consistenti realizzati dall’azienda che chiude per strategie riferibili ad una logica di presenza nel panorama distributivo mondiale.


L’esperienza acquista deve servirci per individuare il percorso migliore a garantire livelli e qualità di lavoro. Se il patrimonio materiale di un’industria può essere facilmente quantificato, più complesso appare lo sforzo di dare alla professionalità delle maestranze il giusto prezzo. Fino ad oggi, la ciambella di salvataggio per uscire dalle criticità cicliche di questo tipo di produzione è sempre stato il livello qualitativo dei dipendenti. Prima ancora che ai valori immobiliari, chi subentra guarda alle capacità produttive dei dipendenti, al bagaglio tecnologico posseduto, alla tradizione industriale del sito, in quanto ricorso irrinunciabile per contrastare efficacemente la concorrenza.


Così come correttamente opera chi decide di insediarsi assicurandosi le opportune garanzie, altrettanto la città deve fare per dare certezze di continuità occupazionale ai lavoratori dell’azienda.
Da qui deriva la necessità di condizionare le scelte della Outokumpu per ottenere un minimo di garanzia che, alla fine, si trasformeà in un ulteriore vantaggio per l’impresa, a compenso della serenità del lavoratore nello svolgimento dei suoi compiti.


In questa fase preliminare, le forze politiche cittadine devono attivarsi per realizzare un progetto socio-economico che parta da paritetiche condizioni di vantaggio, monitorando e favorendo l’iter d’insediamento della nuova società, programmando gli interventi di competenza dell’amministrazione pubblica per agevolare l’operatività, ma pretendendo anche che ai lavoratori non siano chiesti solo sacrifici e che si sentano integrati in un più vasto disegno industriale.


A tale proposito, è indispensabile che si intrecci un dialogo fra impresa e scuola, migliorando quello già esistente, impegnati ambedue ad assicurare nuove forze di lavoro, opportunamente preparate e formate secondo le esigenze dell’azienda e quella della moderna metallurgia.


Terni ha le potenzialità necessarie per dare fondamento ad una linea di strategia formativa che si tradurrà in un beneficio concreto per l’Outokumpu, quest’ultima deve aprirsi al dialogo e alla collaborazione per rispondere ad una vocazionalità che dura da oltre cento anni.


Terni, 3.02.2012

Giocondo Talamonti

Non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia.


L’ITIS “L. Allievi”, per stimolare l’attenzione delle giovani generazioni su una delle pagine più buie della storia dell’umanità, alle ore 9.30 del 31.01.2012, si è unito alle numerose celebrazioni della “Giornata della Memoria”, organizzate nel territorio nazionale, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico. L’iniziativa patrocinata dal Comune di Terni e dall’UNLA-UCSA si è svolta con il contributo dell’ANPI ed ANPPIA di Terni. Hanno partecipato all’incontro : Mario Tempesta dell’ANPPIA nazionale, la Prof.ssa Ravenna Marcella, docente dell’Università di Ferrara e l’ing. Nando Tagliacozzo. Tutti hanno evidenziato il concetto che il ricordo non deve costituire una ritualità, ma deve rappresentare l’occasione per coltivare la memoria dei fatti; non si impara la storia per conoscere gli avvenimenti, ma per modificare i propri comportamenti. All’apertura è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del Presidente scomparso Oscar Luigi componente dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti).


I filmati proiettati durante il convegno sono serviti per far prendere coscienza della cruda realtà dei lager nazisti nei quali si è consumato il più vile oltraggio alla dignità dell’uomo ed ai valori di libertà e giustizia.


I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.


Splendido l’intervento della Prof.ssa Ravenna che, sul senso della memoria, ha fatto leva per contrastare i fenomeni di esclusione morale. Ella ha sottolineato il concetto secondo cui, i fatti che si ricordano, possono evitare che accadano nuovamente seppure in forme diverse. La comunicazione diminuisce le distanze, dà dignità, facilità e capacità di soddisfare i bisogni di uguaglianza fra esseri umani. L’ing. Nando Tagliacozzo ha raccontato la propria esperienza di figlio di ebrei ed ha richiamato l’attenzione degli studenti su quanto sia importante testimoniare e ricordare ciò che è accaduto. Se ci fosse consapevolezza della Shoah l’ “altro”, il “diverso”, non sarebbe definito tale, ma persona con la quale coesistere pacificamente su una terra e su un universo che è di tutti e di ciascuno. La Giornata della Memoria deve costantemente insegnarci che la Shoah subita dalla popolazione ebraica, fatta di persone (giovani, anziani, donne, uomini, bambini, ragazze, popolo) è stata un oltraggio all’intera umanità e che il ricordo e assimilazione devono rappresentare l’antitodo necessario ad evitare che se ne possa verificare qualche altro.


L’interiorizzazione del valore della shoah corregge la spinta individualistica ed egoistica che è in ciascuno di noi e ci proietta nella dimensione del rispetto della persona e della solidarietà, dandoci la capacità della gradualizzazione dei bisogni.


Il Dirigente Scolastico

Giocondo Talamonti

Il Gruppo consiliare della FdS ha compiuto un approfondito esame della preoccupante situazione venutasi a creare in seno al Consiglio comunale di Terni.


Tale situazione non è più sostenibile e tollerabile perché impedisce il governo della città nel momento di gravità e di difficoltà che sta attraversando Terni circa le prospettive future delle industrie siderurgiche e chimiche locali (AST, Basell etc.).


Il gruppo della FdS ha sempre sostenuto con coerenza, la lealtà e la fedeltà al Sindaco, alla Giunta e all’intera coalizione di centro sinistra.


A proposito delle difficoltà esistenti nel Consiglio non è corretto parlare di responsabilità dell’intera maggioranza, ma è necessario essere chiari sulle possibili colpe, in grande parte, riconducibili ai contrasti interni al PD, ai giochi personali e di gruppo che caratterizzano la vita politica attuale di questa forza politica.


Di fronte a questa situazione il gruppo della FdS esprime piena solidarietà al Sindaco Senatore Leo di Girolamo, dichiara la propria contrarietà a soluzioni pasticciate e negative quali:



• Giunta tecnica,

• nuove alleanze,

• elezioni anticipate.


I cittadini ternani non hanno bisogno di elezioni anticipate o di altre soluzioni di bassa politica, sentono invece il bisogno di un governo locale forte e capace di gestire la città e di risolvere i gravi problemi del momento.


La strada maestra suggerisce di ripartire dalla maggioranza e dal suo programma; punti indiscutibili che hanno già riscosso la fiducia degli elettori ternani.


Da questi trarre le mosse per far fronte, in questa parte ultima del mandato, a tutte le non più rinviabili necessità in primis la risoluzione dei guai del PD e il ritrovare l’unità dell’intera maggioranza.


Terni, 28.01.2012

Presidente del Gruppo FdS

Giocondo Talamonti

L’Ipsia a Torremaggiore c’era…


L’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, sabato 21 gennaio alle ore 9.30, ha partecipato alla cerimonia commemorativa del 68^ anniversario del sacrificio di Germinal Cimarelli, tenutasi a Torremaggiore.


L’Ipsia c’era... per documentare l’appuntamento e trasmetterlo ai giovani studenti.
Lassù, ancora una volta, tra i gonfaloni, della Provincia, del Comune di Terni, del Comune di Sangemini e del Comune di Narni, si sono ritrovati insieme, il Sindaco, On. Leopoldo Di Girolamo, le associazioni combattentistiche, l’ANPI, le rappresentanze dell’esercito, l’assessore Filippo Beco della Provincia. Poi, alle 10,30, la cerimonia nell’auditorium di Cesi ove si è ricordato il sacrificio di Germinal Cimarelli, medaglia d’oro e figura esemplare di impegno per la pace, la libertà, la democrazia e la giustizia. Per tali doti, ancor oggi, 68 anni dopo la sua uccisione, egli rappresenta un insostituibile modello di cittadinanza e di dignità per i giovani.


I luoghi dove si consumarono gli episodi più significativi della guerra li vorremmo vedere sempre più frequentati da ragazzi delle scuole per cogliere i valori di libertà e per riscoprire gli ideali di pace, e di fraternità fra i popoli.


E’, infatti, dalla conoscenza, dal ricordo, dalla memoria sempre viva, che si traggono le radici per costruire un più sicuro domani.


Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

Occupare il 29° posto della lista dei sindaci italiani che raccolgono il consenso dei propri amministrati, nell’ipotesi di una riconferma alla guida della città valutabile in una percentuale di circa il 56%, è il segnale palese che la comunità percepisce, in modo favorevole, la gestione della cosa pubblica, elemento non affatto trascurabile per le prospettive della nostra città.


Il riconoscimento avviene in una fase di estrema difficoltà per l’economia nazionale e locale e sottolinea l’impegno che il Comune di Terni ha speso a vantaggio del sociale e a tutela dell’occupazione.


Ebbene tutto questo non sembra rasserenante; lo sa bene Leopoldo Di Girolamo, impegnato a gestire i mille problemi della città in un clima di precario equilibrio della coalizione di governo, che di tutto avrebbe bisogno tranne che aggiungersi al disfattismo vacuo dell’opposizione.


Le differenze espresse all’interno di una maggioranza rientrano nella logica della politica e, spesso, se si escludono posizioni preconcette, sono segnali di una crescita democratica, ma quando il confronto assume i toni e le posizioni che travalicano l’interesse della comunità, entra in una volontà autolesionista che non approda da nessuna parte.


Tutti dovrebbero riflettere sul fatto che Terni, così come l’intero Paese, sta vivendo situazioni sociali drammatiche: la debolezza dei mercati, l’instabilità politica, il dramma occupazionale, l’assenza di prospettive per i giovani e, sulla circostanza, che tali contesti non sono i migliori ingredienti con cui amalgamare ulteriori elementi di tensione.


Sarebbe, invece, il momento di stringersi in un patto di aperta collaborazione, capace di superare le peculiarità ideologiche delle parti e guardare con spirito di solidarietà ai problemi dei cittadini, rimandando ad occasioni più opportune la soluzione di confronti interni.


Il contrasto alle linee di programmazione del governo cittadino, fatto dall’opposizione è di ben altra natura e molto meno influente; rientra in sostanza, nel proprio ruolo, anche se la sua azione, avrebbe più senso se fosse autenticamente propositiva.


Poiché, dunque, le minacce maggiori alla stabilità della giunta ternana, si registrano all’interno della maggioranza, è auspicabile richiedere, ad essa, un coraggioso atto di responsabilità a vantaggio della situazione complessa che sta vivendo la città, seriamente minacciata nella sue principali fonti produttive della chimica e della siderurgia.


Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che in un periodo di crisi la popolazione si aspetta un cambiamento di rotta ed una rimodulazione dei metodi e degli obiettivi finalizzati ad attenuare i problemi sociali e a dare risposta alle esigenze di un nuovo sviluppo su cui concorrono: vocazionalità del territorio, formazione dei giovani, potenziamento della formazione, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.



Tenuto conto che, nella prospettiva di conversione delle produzioni non più in linea con l’odierna economia, ci sarà la progressiva necessità di formare nuove professionalità, di aggiornare le esistenti e di convertirle verso nuove abilità.



Preso atto che il Patto di territorio, siglato il 4 agosto 2005, già preannunciava:…per accrescere la possibilità di impiego futuro, e alla stessa AST la possibilità di reperire una parte importante dei propri collaboratori…” si conta sulla .. “collaborazione con gli istituti scolastici superior”i e sull’Università da attivare…”attraverso appositi protocolli di intesa …”


Visto che nel ridisegnare il nuovo sviluppo, e per dare ai giovani formazione, professionalità ed opportunità di lavoro, occorre tenere sotto controllo i piani formativi e le linee programmatiche.


Constatato che le proposte di razionalizzazione scolastica, “rigorosamente” fatte sui numeri degli studenti iscritti nei vari Istituti, pone alla comunità responsabilità in merito alle scelte da effettuare.


Appurato che la mancanza di un progetto e di un sistema di orientamento preoccupa le associazioni datoriali ( Confindustria, Confapi e Confartigianato etc.) per le quali è invece necessario fare riferimento a linee orientative in merito:


a) al territorio e al suo sviluppo economico;

b) alle capacità e alla vocazione dei giovani;

c) ad un’analisi del mercato del lavoro.



la FdS invita il Sindaco,


a tenere sotto controllo, nella sua funzione di promotore dello sviluppo sociale della comunità rappresentata, la filiera Scuola, Università, Centri di eccellenza, Ricerca, impresa, formazione permanente degli adulti attraverso:


1. la coordinazione di tutti i soggetti che operano sul territorio (Istituzioni, Scuola, Università, Ricerca, Impresa, Ordini Professionali, etc.) per formulare un progetto integrato sulle prospettive di sviluppo e di lavoro, in particolare per giovani e donne;

2. l’orientamento dei giovani che devono essere formati ed informati sull’attività e sul percorso che si accingono a fare;

3. il riassetto scolastico in modo da rispondere alle richieste di lavoro da parte delle imprese e alla potenzialità offerte dai nuovi metodi di fare impresa per nuovi posti di lavoro.

4. a monitorare lo stato sociale per disegnare e sostenere le misure attive di inserimento lavorativo e dei servizi, a non abbandonare il sistema del sussidio economico che, seppur modesto, consente nelle fasi di transizione, di rispondere alle necessità di chi è in difficoltà.

5. l’attuare, con l’introduzione di una efficace Cultura del Controllo, riscontri in forma sistematica perché le risorse pubbliche siano esclusivamente indirizzate verso chi ha bisogno;

6. la presentazione di un progetto in base al quale sia chiaramente indicato lo sviluppo economico del territorio e sulla cui concretizzazione battersi avvalendosi della presenza universitaria e di una scuola innovativa e altamente formativa.


Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che nel periodo di crisi economica attualmente in essere, sta crescendo l’attenzione della popolazione e dei media sulle spese sostenuta dal nostro Paese e soprattutto su quelle militari, ritenute, da tanti, troppe, con tanti sprechi e molta inefficienza.


Visto che solo il costo per i cacciabombardieri F35, 15 miliardi di €, equivale a metà della manovra Monti.


Preso atto che nel 2012 è prevista, nel settore in questione, una spesa di oltre 23 miliardi in aggiunta ai 15 per i 131 cacciabombardieri F35.


Constatato che il tanto conclamato “rigore” non si applica sulle spese che non ci possiamo permettere, ma solo e sempre sui pensionati e sui lavoratori, mai sulle gerarchie militari;



la FdS invita il Sindaco


a farsi carico presso il Governo di rivedere la scelta di acquisto dei 131 aerei Lockheed-Martin F-35 dal costo complessivo di 15 miliardi di euro, cifra con cui, in alternativa, concorrere a:


1. mettere in sicurezza le scuole italiane (non in norma con la 626), avviare il riassetto idrogeologico del territorio ed in questo modo creare occasioni per le imprese e decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.


2. finanziare gli ammortizzatori sociali per tutti quei lavoratori parasubordinati che oggi non hanno alcuna tutela in caso di perdita del posto di lavoro.


Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che la presenza di persone di origine non italiana nel ternano è un fenomeno che ha subito nell’ultimo scorcio di anni una repentina accelerazione, tanto da raggiungere, al momento, circa 14mila unità a Terni e 20mila in provincia.


Constatato che la consistenza, rapidità ed eterogeneità dei flussi migratori fanno emergere problematiche nuove e pongono sfide impreviste alla comunità ternana.


Considerato che le buone pratiche, in proposito messe in atto, si riferiscono prevalentemente a: supporto linguistico, interventi di educazione interculturale, laboratori e sportelli di consulenza.


Valutato che l’insegnamento della lingua italiana per i nuovi arrivati è molto utile, sebbene la durata sia del tutto insufficiente a fornire una competenza linguistica tale da consentir loro di seguire le normali attività senza ulteriore supporto;


Tenuto conto che l’integrazione con elementi di altre culture avviene prevalentemente su iniziativa delle associazioni come la Caritas, le Acli etc. ed, in particolare per i più giovani, con il contributo determinante della scuola che propone la trattazione di uno o più temi intorno ai quali sviluppare il confronto tra diverse culture, ma anche attraverso: incontri, feste, manifestazioni, ecc.


visto che in alcune scuole sono state predisposte biblioteche multiculturali, dove gli alunni possono trovare, oltre ai materiali bibliografici nelle lingue di origine più frequenti (talvolta con traduzione italiana a fronte) anche altri testi che introducono alla conoscenza e valorizzazione delle diverse culture, inducendo così i lettori a riflettere su argomenti quali il pregiudizio razziale e l’etnocentrismo.


Considerato che quanto sopra rischia, però, di far scivolare i rapporti sull’assistenza (casa, lavoro, sussidi vari etc,) più che sull’integrazione. Gli stessi stranieri trovano importante essere assistiti, ma non a vita, intendono, invece integrarsi e avere una loro dignità nell’inserirsi nel tessuto produttivo e lavorativo della città.


La FdS chiede di conoscere se:



• vi sia un monitoraggio sistematico delle varie etnie per promuovere uguali opportunità da offrire loro;

• si è dato corso alla prevista consulta degli stranieri e alla loro presenza in consiglio comunale (con diritto di parola e non di voto) per esporre direttamente alla città le necessità più impellenti;

• vi siano risorse finanziarie che riguardano le reti associative, finalizzate alla cooperazione tra associazioni. Nel caso, siano attive, se tale cooperazione porta a oggettivi benefici in termini di qualità e quantità dei servizi offerti e quindi, in modo correlato, porta alla ottimizzazione delle risorse disponibili;

• sono previste risorse per l’educazione permanente;

• intende dare risposta alla nota inviata dagli immigrati e che, per opportuna rielettura, si allega .



Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Lunedì 16 gennaio, dalle ore 9,30 alle 13,00 presso la sala “Tripepi” dell’ITIS “L. ALLIEVI” si svolgerà il Convegno “La sicurezza in Fabbrica” saranno presenti:


• L’On. Cesare Damiano

• L’On. Silvano Moffa

• Il segretario nazionale UIL Scuola Di Menna Massimo

• Cisl Chiappini Faliero

• Confindustria Sergio Rossi

che illustreranno, con riferimenti pratici, i principali argomenti caratterizzanti il tema della sicurezza in fabbrica.


Anche questa iniziativa, come le altre già messe in atto con la Prefettura e con l’Associazione degli Industriali vuole essere un ulteriore contributo alla cultura della sicurezza. L’intento è anche quello di far acquisire ai giovani studenti quelle competenze professionali che si ritengono necessarie per conferire loro un corretto approccio con il mondo del lavoro.


Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

Niente di meglio dei numeri per valutare l’entità di un fenomeno.
Il riferimento è alla presenza degli extracomunitari nella nostra città: circa 14.000, vale a dire il 15% circa della popolazione residente (20.000 nell’intera provincia). E’ un piccolo esercito che la mobilità dei popoli, il richiamo economico, il clima, l’accoglienza hanno attratto, nonostante le restrizioni delle leggi in tema di immigrazione e a dispetto di posizioni antiesterofili sostenute da alcuni partiti nazionali. La storia personale di ognuno di essi è quasi sempre tinta di tristezza, di fatti di miseria e privazioni, improntati al dolore per l’abbandono della propria terra.


Il legame di un uomo con il luogo d’origine è un cordone ombelicale inseparabile ed è comune a tutte le culture del mondo. Quando ci si allontana dai confini natii, il distacco è sempre vissuto in modo traumatico e sempre legato all’intima speranza di un ritorno non troppo lontano.
Chi si trova a dare ospitalità, non può ignorare che la divisione del territorio in aree di appartenenza sia una convenzione egoistica e ridicola, se vista nel rapporto genere umano-pianeta.


Tuttavia, è anche lecito difenderne i limiti da aggressioni, violenze e sottrazioni nello stesso modo con cui si fa per proteggere la propria casa.
Nel caso del fenomeno in esame, la miglior difesa che si possa organizzare è l’integrazione: far acquisire, cioè, agli ospiti più o meno attesi, la familiarità necessaria alle norme comportamentali che regolano il vivere civile della loro nuova realtà, addestrarli nell’uso della nuova lingua, conformarli alle tradizioni e costumi del loro nuovo contesto ambientale.
Tale processo richiede vari anni di pratica, sforzi finanziari per chi accoglie, sforzi fisici e mentali per chi è accolto. A ben guardare, questo supporto economico può tradursi in un investimento a medio termine, potendo disporre di capitale umano formato a partecipare al progresso di una comunità e al suo sviluppo socio-economico.








Quando la Roma Imperiale portava a termine nuove conquiste territoriali, il primo obbligo per i vinti era l’apprendimento della lingua del vincitore, contemporaneamente alle sue leggi, privilegiando così la comprensione come strumento prioritario dell’iter integrativo.


Niente di diverso oggi. In assenza di conoscenza della lingua, non esiste dialogo. Anzi, le chiusure che derivano dalla conservazione dei riferimenti culturali originari, rischiano di divenire un ostacolo per la comprensione con la realtà che si vive, fino ad isolare l’individuo dalla vita sociale. Investire nell’integrazione costa molto meno che privilegiare forme di assistenza e di mantenimento passivo. Le dimensioni numeriche degli immigrati nella nostra città possono tradursi in una grande risorsa umana da inserire nei progetti di crescita economica del territorio, solo se sapremo aiutarli ad integrarsi, a far loro superare le difficoltà di comprendere le leggi e supportarli nello sforzo di accettare le norme del vivere civile.


L’alternativa è l’ingovernabilità del fenomeno e la necessità di dover ricorrere a sistemi di difesa permanente contro un pericolo creato principalmente da noi. Cominciamo a fare la Consulta degli stranieri e a dare la possibilità agli stessi di essere presenti in Consiglio Comunale (con diritto di parola e non di voto) per esporre direttamente alla città le necessità più impellenti. Di superare nei loro confronti il concetto di assistenza (casa, lavoro, sussidi vari etc,) con l’integrazione. Gli stessi stranieri trovano importante essere assistiti, ma non a vita, intendono, invece integrarsi e avere una loro dignità nell’inserirsi nel tessuto produttivo e lavorativo della città.
Ciascuno faccia la propria parte.



Giocondo Talamonti


Il CTP-EDA (Centro Territoriale Permanente- Educazione Degli Adulti) operante presso l’Istituto Professionale di Terni organizza, di concerto con la Regione Umbria, corsi gratuiti di lingua e cultura italiane destinati ai cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia e finalizzati al conseguimento della certificazione delle conoscenze acquisite.

Le iscrizioni si possono effettuare presso la segreteria didattica dell’Ipsia “S. Pertini” a partire fin da subito. In caso di domande superiori alle aspettative l’aver effettuato l’iscrizione prima sarà una priorità per l’ inclusione al corso.

La frequenza regolare del corso (almeno il 75% delle lezioni) consentirà di sostenere l’esame per il conseguimento di certificazioni di conoscenza della Lingua italiana (CELI) corrispondenti al livello A2 Il corso avrà la durata di 80 ore e l’esame per la certificazione finale si svolgerà il 4 giugno 2012.
I corsi prenderanno avvio nel mese di gennaio 2012.

Terni, 23 dicembre 2011

Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti


Un protocollo (EARTH ENERGYe IPSIA/ITIS) che ha già prodotto frutti…


Oggi, 16 dicembre 2011, alle ore 10.00, presso la sala “Torquato Secci” dell’Ipsia “S. Pertini”, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Industriale “L. Allievi” di Terni e dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “S. Pertini”, Ing. Giocondo Talamonti, e il Direttore Generale della società EARTH ENERGY, Ing. Pierluigi Lupi hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare un piano congiunto di collaborazione tecnico professionale teso a conferire sistematicità alle azioni di tirocinio aziendale, agli stage ed alla progettazione di soluzioni applicative e di sistema. Collaborazione che ha già consentito a 5 neo-diplomati a.s. 2010/2011 (4 dell’Itis ed uno dell’Ipsia) di entrare a far parte dell’organico dell’Azienda.



In tale contesto, gli studenti verranno coinvolti con modalità innovative di alternanza scuola-lavoro ed è previsto, da parte dell’Earth Energy, l’impegno a:


a) promuovere l’intervento di esperti per docenze nei progetti attivati con l’ IPSIA e l’ITIS di Terni” e di tutor aziendali per attività di stage;

b) favorire la realizzazione di tirocini formativi e/o visite guidate;

c) fornire dati e materiali aziendali in merito alla divulgazione delle iniziative attivate con gli Istituti scolastici;

d) certificare le competenze acquisite durante lo stage con rilascio di attestato di frequenza;

e) accogliere gli studenti in azioni di stage e/o di formazione in aula dedicata.

f) mettere in atto iniziative di aggiornamento rivolte al personale della scuola.

g) promuovere iniziative di orientamento mettendo in campo una serie di azioni e strumenti finalizzate ad incoraggiare i giovani a scegliere l’istruzione tecnico-professionale nel progetto di costruzione del proprio futuro;

h) promuovere e supportare progetti comuni su tematiche inerenti il mondo del lavoro, l’ambiente e la sicurezza.


Dopo la firma 10 studenti frequentanti il 5 anno dell’indirizzo “Elettrico”, (cinque dell’Ipsia e cinque dell’Itis) hanno iniziato un corso di formazione presso l’Ipsia con esperti dell’Azienda EARTH ENERGY




Comune di Terni - Proposta di odg: sostegno all'ipotesi di aumento dell'IRPEF
regionale per i redditi più alti.

Considerato che

l'attuale situazione economica della finanza pubblica ha determinato drastici tagli agli enti locali, su cui ricade il compito di conseguire il pareggio di bilancio e mantenere i servizi e i contributi a favore dei non autosufficienti e delle fasce più deboli della popolazione.

Gli ulteriori risparmi introdotti nelle recenti manovre finanziari mettono in particolare a rischio i servizi residenziali e dell’assistenza domiciliare agli anziani.


Con il taglio imposto dal governo ai fondi per l’assistenza alla non autosufficienza si apre una vera emergenza sociale nelle nostre città a cui siamo chiamati a rispondere come amministratori di una Regione che ha fatto del welfare uno dei suoi punti centrali.


È stata avanzata in Regione la proposta di portare l’addizionale regionale Irpef allo 0,3% per la fascia di reddito più alta (sopra i 75 mila euro), proprio per compensare gli effetti che dette misure (contenimento della spesa pubblica per il welfare) determinano nei territori e, in particolare, per alimentare il fondo dedicato alla non autosufficienza.



Il Consiglio Comunale



si impegna a:

• sostenere la proposta di aumento dell'addizionale regionale IRPEF per la fascia di reddito più alta;

• esortare la Regione a renderla da subito efficace,al fine di consentire, alle amministrazioni comunali, il reintegro delle capacità di spesa da destinare alle rispettive politiche sociali.


Terni, 21 dicembre 2011

Nannini Mauro, Luzzi Luzio, Talamonti Giocondo


Al Sindaco del Comune di TerniV
Al Presidente del Consiglio Comunale


condanna della condotta della società Basell, conferma della destinazione d'uso produttiva dell'intera area del Polo chimico e richiesta di intervento da parte del Governo nazionale ai fini dell'esproprio dell'impianto

considerato che
• nella riunione dello scorso 5 Dicembre 2011 la dirigenza di Basell, per mezzo dei suoi delegati, non si è resa disponibile a prorogare la cassa integrazione per le maestranze presenti a Terni, in scadenza il prossimo 31 Dicembre;

• permangono ancora gravi incertezze circa la disponibilità della Dirigenza di Basell a cedere parte delle aree di produzione, attualmente in dismissione, alla società Novamont, interessata alla loro acquisizione in funzione del progetto di realizzazione a Terni del polo della chimica verde;

• lo stato di crisi del polo chimico ternano risulta aggravato dalle vicende riguardanti altre due società ivi presenti, Meraklon e Treofan, dove le attività produttive, come dimostrato delle lunghe fermate degli impianti decise nei giorni scorsi, risultano essere seriamente compromesse dal calo degli ordinativi e dalla cessazione dell'approvvigionamento di polipropilene da Basell;

considerato inoltre che

• la manovra finanziaria, in procinto di essere approvata dal Parlamento, prevede l'innalzamento progressivo dell'età pensionabile a partire dal 2012 e che ciò determina pesantissime ripercussioni sulla gestione delle crisi aziendali in tutto il Paese, in quanto verrebbero meno i percorsi finora concordati per l'uscita dal lavoro di migliaia di lavoratori;

evidenziato che

• sono ormai due anni che la Società Basell, dopo aver deciso, unilateralmente e senza ragioni sotto il profilo produttivo, la chiusura dei propri impianti siti nella città di Terni, tiene sotto ricatto la nostra intera collettività, rifiutandosi di accettare anche la cassa integrazione in deroga per i suoi lavoratori, che con l’anno nuovo si troveranno senza alcun sostegno economico;


il Consiglio Comunale di Terni


• esprime la ferma riprovazione circa la condotta della società Basell, che nel perseguimento del proprio interesse privato continua a ledere in maniera spregiudicata il tessuto produttivo del nostro territorio e ad offendere la dignità di centinaia di lavoratori;


• impegna la Giunta Comunale a predisporre ed a proporre al Consiglio Comunale un apposito atto con cui si disponga un vincolo urbanistico permanente che ribadisca la destinazione d'uso industriale e produttiva dell'intera area della città di Terni conosciuta come Polo Chimico, di cui è necessario un rilancio nel segno dell'innovazione produttiva e della salvaguardia dei livelli occupazionali;


• coerentemente con il dettato della Costituzione italiana che, nel riconoscere la libertà dell’iniziativa economica privata, stabilisce altresì che questa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, chiede al Governo nazionale di esercitare in pieno il proprio ruolo nel garantire l'interesse nazionale e il diritto al lavoro delle maestranze impiegate presso il polo chimico ternano, ricorrendo, in ultimo, ai provvedimenti straordinari di cui dall'articolo 42 della Costituzione, il quale prevede che “la proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”.

Terni, 14.12.2011

Nannini Mauro

Talamonti Giocondo

Governo Tecnico...



Il Premier Monti, fra le tante critiche che il suo governo di tecnici si trascina dietro, potrà almeno gioire dell’ammirazione che l’opposizione comunale ternana gli riserva.
Scegliere dei tecnici per risolvere i problemi della politica equivale a pretendere che i politici si impegnino nel compiere miracoli tecnologici.

In realtà per i nostri rappresentanti eletti, si tratta di un fallimento doppio. Di maggioranza e minoranza, incapaci l’una e l’altra di svolgere il compito cui il popolo li ha chiamati.
Quanto sta accadendo a livello nazionale non può e non deve essere un modello da riproporre in ambiti territoriali più ristretti, soprattutto in considerazione del fatto che le attenzioni sociali, che nascono da un confronto continuo con la popolazione, non è materia che s’apprende sui manuali e le scelte che un politico prende non sono sempre quelle che rispondono a criteri di “razionalità”, ma costituiscono una faticosa mediazione fra i differenti interessi degli amministrati.

Il Sindaco Di Girolamo lo ha detto con chiarezza: dare priorità alle attese dei cittadini, porre al centro del progetto città le potenzialità del territorio, prestare attenzione alle disparità sociali e sostenere i più esposti con i sussidi opportuni.
La maggioranza consiliare è convinta che la proposta proveniente da Udc, Lista Baldassarre e Terni Oltre di ricorrere ad una giunta di tecnici per risolvere le difficoltà attuali sia solo una provocazione.
Ad ogni buon conto, non coinciderà mai con gli indirizzi che ispirano la Federazione della Sinistra ternana, decisa a svolgere il suo ruolo di salvaguardia degli interessi collettivi.
Piuttosto, i risultati migliori, nel caso ci fosse un’effettiva volontà di soddisfare le aspettative economiche e sociali della nostra comunità, scaturiscono da un progetto che ricorra al lavoro congiunto dell’intero arco politico consiliare. I tempi attuali sono i più opportuni per mettere in atto le buone intenzioni. Cominciamo.

Giocondo Talamonti

Buon Natale e Felice 2012



Rivolgo agli amici di rete e alle loro famiglie i più sinceri auguri di buon Natale e felice Anno Nuovo.
Il 2012 segni per ciascuno di noi l’inizio di un periodo ricco di momenti sereni, di concretizzazione dei desideri e delle aspirazioni personali, nonché la realizzazione con successo dei propri progetti di vita.
Ed allora a mezzanotte del 31 dicembre tutti insieme alziamo i calici e brindiamo ad un 2012 pieno di affermazioni e amore.
Giocondo Talamonti

Intesa ITIS e IPSIA con TiFast


Intesa ITIS e IPSIA con TiFast

5 dicembre 2011, ore11,00-stabilimento di Nera Montoro


Il 5 dicembre presso lo stabilimento di Nera Montoro è stato sottoscritto tra L’Istituto Industriale “L. Allievi” e Istituto Professionale “S. Pertini”, rappresentato dal Dirigente Giocondo Talamonti, e la TiFast-European Titanium Company- S.R.L., rappresentata dall’Amministratore delegato Dott. Italo Rossi, un piano congiunto di collaborazione tecnico professionale per conferire sistematicità alle azioni di tirocinio aziendale, stage e progettazione di soluzioni applicative e di sistema in cui coinvolgere gli studenti con modalità innovative di alternanza scuola-lavoro


Nell’occasione sono state concordate iniziative tendenti a collegare percorsi formativi e pratiche operative al fine di garantire l’accrescimento delle competenze degli studenti, e contribuire, così, ad assicurare loro una solida preparazione culturale e tecnica.


Tali attività si esplicheranno attraverso la promozione di azioni di integrazione Scuola–Lavoro, prevedono periodi di affiancamento con personale di Tifast S.r.l. e, nello stesso tempo, promuovono e supportano progetti comuni su tematiche inerenti il mondo del lavoro, l’ambiente e la sicurezza.
Il progetto riguarderà le classi IV e V della specializzazione Meccanica, Chimica, Elettronica, Elettrotecnica per l’acquisizione di competenze nei reparti di fusione, preparazione rottame, officina meccanica, area laminazione e laboratorio per il controllo di qualità del titanio e sue leghe.


E’ prevista una verifica finale per la valutazione delle competenze acquisite e il rilascio di un attestato di frequenza al termine del periodo formativo.



Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

IL GIOCO E’ SEMPLICE….


Trentasei milioni di euro. Settantadue miliardi di vecchie lire. E’ il compenso per tre anni di contratto offerto per una prestazione di servizio. Per una equipe medica operatoria, direte voi. No! Per un team di ricerca nel settore della fisica nucleare, penserete. No! Per una sperimentazione rivoluzionaria nel campo della nanotecnologia, concluderete. Macchè!


Per allenare una squadra di calcio della Premier League inglese. Alla magra consolazione che siano stati offerti a un italiano, fa riscontro la desolante costatazione di come i soldi non debbano trovare una più convincente destinazione, aldilà del fatto che siano pubblici o privati.
Spendere 36 milioni di euro per far allenare venti giovanotti, dei quali alcuni guadagnano quanto il loro Mister, è un’offesa all’intelligenza e, mi rifiuto di credere, che possano almeno servire al presidente della squadra per sentirsi realizzato.


Una disciplina sportiva, come il calcio, non dà spazio a elucubrazioni, né promuove nessuno a guru. Non ci sta niente da inventare. Il gioco è semplice: undici giocatori in mutande corrono e si scambiano una palla con i piedi nel tentativo di mandarla all’interno di una porta. Il gioco resiste da oltre cento anni; si pratica ogni giorno su una miriade di stadi, campi, campetti, orti, cortili e strade più no meno sconnesse disseminate sull’intero globo terrestre. A parte le spontanee strategie, in grado di consentire il necessario equilibrio fra attacco e difesa, che cacchio ci sia da inventarsi, che non sia stato inventato nei cento anni di vita della disciplina, lo sa solo quel cretino di emiro proprietario del club che ha lanciato l’offerta.
Eppure, qualcuno penserà, se i vari Mourihno, Mancini, Fergusson, Capello sono vincenti, significa che hanno qualcosa più degli altri, che sono più bravi, che meritano un contratto più sostanzioso, e ciò in ragione dei risultati che ottengono.


Mi rendo conto che non c’è riprova; ma, scommetto che, se il farmacista del paese di Vattelapesca fosse chiamato in sostituzione di, mettiamo, Capello, i risultati non cambierebbero. Questi grossi personaggi, proprio in virtù del prestigio acquisito sul campo in annate spesso immeritatamente favorevoli, hanno oggi la forza di pretendere dal presidente scemo l’acquisto dei giocatori migliori sul mercato, utili al tipo di gioco che intendono adottare.


Lo stipendio che gli allenatori percepiscono è commisurato ai risultati e i risultati sono commisurati alle capacità dei singoli giocatori. Ne consegue che quegli allocchi di presidenti spendono due volte: prima per strapagare gli allenatori, poi per sperperare denaro per l’acquisto dei giocatori che essi stessi gli impongono. Una volta che in squadra hai i migliori calciatori che il mercato offre, vincere non è solo un obbligo, ma una logica conseguenza.
Resta il dubbio amletico del piacere che si prova a dissanguarsi.


Terni, 20 novembre 2011

Giocondo Talamonti

Al suono dell’ultimo gong, è sceso dal ring della vita Joe Frazier. Aveva 67 anni. Ultimo di 12 figli di una coppia afro-americana, ha dovuto imparare presto a farsi largo, ma ha sbagliato maestro scegliendo la strada.


Lascia la scuola a 13 anni per diventare osservato speciale della polizia della Carolina del Sud. Ruba macchine e rapina, ma soprattutto picchia, e di brutto, chiunque gli si oppone. Lo fa tanto bene che qualcuno gli consiglia una palestra, dove almeno non si rischia la galera dopo ogni scontro.


A 20 anni è campione olimpico e la vita, così avara con lui, sembra volersi prendere una vacanza,lasciandogli intravedere un futuro meno nero.
Quel primo successo gli spalanca davanti un’autostrada: 29 vittorie consecutive tutte prima del limite, ottenute con violenza e determinazione, senza dar spazio a compassione o indulgenza, così come fa il destino con gli uomini.


A 26 è campione del mondo dei massimi. Stende Jimmy Ellis al 5° round con la facilità con cui si picchia un paralitico. Il riscatto del negro povero e bistrattato è una realtà; i colored d’America lo incensano, i media lo esaltano, i fan l’adorano. Tutto il mondo, con le sue verità, i saperi, le certezze è nelle sue mani. Anzi, nei suoi pugni.
Il lato accattivante della vita, il più falso, gli sorride: piovono miliardi sulla sua testa. Può permettersi di sbagliare investimenti e di sopportare l’avidità di consiglieri spregiudicati e truffaldini. Niente riesce a bloccare il mare di denaro che lo sommerge.
Poi, il destino, secondo un cliché noto, si pente e gli mette di fronte un ossaccio: tale Mohammed Alì, detto Cassius Clay.


Oltre al colore della pelle, i due condividono origini simili e l’identica rabbia contro tutto e tutti; specie contro quelli che, al pari loro, sgomitano per un raggio di sole.
Tre incontri epici: nel ’71, nel ’74 e nel ’75, il primo preceduto dalla provocatoria denigrazione con cui Cassius Clay indeboliva l’equilibrio psichico degli avversari. Joe diventa, così, lo “scimmione”.


Con Frazier non ha effetto. Di fronte a 300 milioni di spettatori, collegati in circuito chiuso dal Madison Square Garden di New York, lo “scimmione” gli frattura la mandibola e lo manda a casa. Gli serviranno tre anni per riaversi e ripresentarsi per la rivincita. Si fa a Manila. Vince Clay ma è una vittoria di Pirro: al termine dell’incontro urina sangue, un occhio è quasi fuori dall’orbita, fatica a parlare e a mangiare perché ambedue le mandibole sono incrinate. A fatica riesce a dire: “Quest’uomo è un animale. Uno scimmione che può uccidere.”


Frazier non sta meglio. Non lo riconoscerebbe neppure sua madre. I diretti sul viso si sono posati con la delicatezza di un maglio, precisi, insistenti, spietati fino a ridurlo a una maschera su cui spicca solo il bianco del paradenti. L’allenatore gli taglia con una lametta le borse piene di sangue che gli serrano gli occhi e consentirgli di proseguire a prendere botte. Il buio sta dentro e fuori di lui. Accetta il massacro come un martire, ma ne esce segnato per sempre. Non ha senso neppure la “bella”, vinta facilmente da Clay. Frazier continuerà a combattere per altri sei anni accumulando cazzotti e sconfitte.
La sua misera rivincita Joe se la prende in occasione delle Olimpiadi di Atlanta, quando Cassius Clay fu chiamato a coprire un breve tragitto in qualità di tedoforo.

La malattia incalzante gli impedisce di tener ferma la mano e la fiaccola trema con il rischio di cadere. Joe che non sa dove stia di casa sensibilità e compassione, esclama: “Che bruci all’inferno!”. A chi gli riferisce l’espressione, Alì risponde: “Ditegli che resta uno scimmione”.


A ricordare ad ambedue che “imbattibile” non è nessun essere umano e che per ciascuno c’è un ultimo round, ci ha pensato la vita: cancro al fegato per Joe, morbo di Parkinson per Alì.


Frazier muore in povertà fra le quattro mura di uno sgabuzzino della palestra di Broad Street a Filadelfia, gentilmente concessogli dalla società di boxe presso cui insegnava come prendere a pugni gli altri, dopo che gli sciacalli che non lo hanno mai abbandonato gli avevano prosciugato dollari e dignità.


Terni, 10 novembre 2011

Giocondo Talamonti

L’evoluzione delle conoscenze e dei saperi, che si matura ormai in un ambito di concorrenzialità globale, impone regole nuove e, soprattutto, un’attenzione continua ai cambiamenti imposti dai mercati. Il processo formativo ha inizio nella scuola, dove convergono gli imput provenienti dall’esterno, e alla quale si chiede oltre alla crescita educativa e sociale di saper creare le abilità tecniche necessarie a competere. Continua nell’Università, supportando con la ricerca e le sperimentazioni i settori di applicazione e confrontando l’impegno in itinere con le imprese del territorio. La filiera istruzione-università-impresa deve trovare motivi aggreganti nelle istituzioni, cui spetta l’onere del coordinamento degli sforzi che Scuola, Università e Impresa perseguono convinte.


La preparazione dei lavoratori del domani sarà sempre più esigente e settoriale, perché è dallo studio analitico di differenti ambiti operativi che può derivare la qualità e la competitività.


In questo senso ha improntato, da tempo, la formazione dei suoi allievi l’IPSIA “S:Pertini”, firmando protocolli d’intesa con industrie di dimensioni internazionali (Toyota, TEXA, ecc) e del territorio. Ha instaurato una collaborazione fattiva con l’Associazione degli Industriali e la Confapi di Terni.


Utilissima si è dimostrata, ai fini di una moderna concezione aziendale, la collaborazione con la Camera di Commercio di Terni che ha portato a scuola dirigenti d’imprese ternane che hanno consentito di mettere a confronto le differenti esperienze lavorative. Tra questi alcune donne hanno portato il proprio vissuto imprenditoriale con cui hanno cercato di trasmettere ai giovani la cultura d’impresa. In tale contesto sono state prese iniziative riguardanti l’Alternanza Scuola-Lavoro e corsi mirati per gruppi di studenti scelti tra i più motivati alla cultura del lavoro.


Un atteggiamento condiviso fra i protagonisti del mercato del lavoro, l’industria e il sistema dei processi formativi , favorisce l’inserimento dei giovani nel settore delle industrie a qualsiasi livello di responsabilità.


10 novembre 2011

Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che la prevenzione rappresenta una delle migliori strategie per ridurre i pericoli che i fenomeni naturali possono presentarci;





Considerato che nel nostro bacino imbrifero numerosi sono i corsi d’acqua a carattere torrentizio vale a dire che si asciugano con la siccità ma si ingrossano facilmente con le piogge;





Tenuto conto che le sei vittime delle esondazioni di alcuni torrenti di Genova, ci pongono inevitabilmente gli interrogativi: si potrebbero verificare simili eventualità nel nostro territorio? Si può fare di più per la sicurezza ? Che cosa fare per non chiederci poi “di chi sono le responsabilità?”;





Ritenuto opportuno considerare le terribili immagini di quell’evento come monito per tradurle, tutti, in un sollecito e costante impegno verso la tutela del territorio nazionale;





Valutato che indirizzarvi risorse favorirebbe la ripresa economica, il lavoro alle piccole e medie imprese che operano sul territorio, e darebbe a tutti i cittadini la convinzione di poter vivere nelle proprie case con maggiore sicurezza.





Visto che in considerazione dei mutamenti non solo climatici (a detta degli scienziati il Mediterraneo è in fase di tropicalizzazione) ma anche in ogni altro campo, occorrerebbe investire sull’educazione permanente per essere pronti ad affrontare le avversità e per accrescere saperi e conoscenze;









Preso atto che sarebbe bene assumere atteggiamenti preventivi che consentono di superare le difficoltà del momento,







Si chiede al Sindaco di Terni ,









in primis, se è stata espressa solidarietà da parte della città di Terni alla città di Genova facendo sentire la vicinanza dei ternani e, poi, di conoscere quali:









1) indicazioni dare ai cittadini ternani per rassicurarli sull’efficienza del nostro territorio a contenere eventuali eventi prodotti da quelle piogge che per forza e abbondanza producono effetti dannosi alle cose e alle persone;





2) comportamenti ed iniziative sono state adottate per facilitare un’anomala defluizione delle acque;





3) strategie sono previste per educare alla sicurezza i giovani da parte del Comune di Terni;





4) riqualificazioni per gli addetti al soccorso sono da mettere in campo per fronteggiare tali eventi e se sono previste sinergie con altri enti e il volontariato;





5) finanziamenti sono contemplati per la prevenzione e per quella educazione permanente finalizzata a formare persone che siano in grado di assumere atteggiamenti idonei e precauzionali in caso di calamità naturali ed anche comportamenti volti a rispettare l’ambiente (ad es.: non gettando materiali plastici nei corsi d’acqua e nelle strade, evitando di abbandonare a terra residui che, con la pioggia, potrebbero intasare i raccoglitori dell’acqua piovana) ;





6) controlli vengono eseguiti sui tombini e sui corsi d’acqua intubati perché non impediscano le vie di fuga dell’acqua in caso di pioggia;





7) verifiche sistematiche e periodiche vengono effettuate sui corsi d’acqua, (torrenti e fiumi);





8) sistemi sono previsti per allertare la popolazione su incombenti pericoli e quali simulazioni (evacuazione da zone a rischio, pronto intervento) possono essere organizzate ad hoc;





9) organismi sono deputati a monitorare eventuali fenomeni franosi;





10) controlli programmati vengono effettuati sugli abusi edilizi;





11) controlli sugli indici di cementificazione vengono eseguiti;





12) iniziative intende assumere per coinvolgere le scuole a far acquisire la cultura del rispetto dell’ambiente e della conoscenza del proprio territorio.





Si chiede, infine, se siano stati concessi condoni a case o a manufatti costruiti su basi non perfettamente idonee, sui margini del lago, dei fiumi e sui corsi d’acqua torrentizi.





9 novembre 2011




Talamonti Giocondo




Luzzi Luzio




Nannini Mauro

I contrasti che stanno rendendo difficile il rapporto fra i compagni della Federazione di Terni possono e devono essere ricomposti con la volontà comune di guardare al futuro del Partito in una prospettiva di limpidezza comportamentale, sulla scorta degli insegnamenti che Enrico Berlinguer ha inteso dare agli italiani in un periodo storico altrettanto difficile per il Partito e per il Paese.



Non vogliamo ergerci a censori di nessuno o a facili predicatori di onestà, ma quanto ha determinato i dissensi interni non è tollerabile in una Federazione che ha sempre rispettato i principi di uguaglianza e di correttezza fra gli iscritti. Abbiamo discusso, ci siamo scontrati, abbiamo cercato il confronto dialettico con l’obiettivo comune di dare le migliori risposte agli interessi del popolo, condannando personalismi e tornaconti personali. Oggi, come prima, nulla è cambiato nel progetto di difesa dei diritti degli iscritti. Anzi, più che in precedenza, le difficoltà in cui si dibattono tanti lavoratori nell’assicurare serenità economica alla propria famiglia, ci obbligano a disegnare orizzonti di maggiore impegno sociale e morale. Da qui nasce la ferma condanna di quanto si è verificato recentemente nel Congresso per l’elezione delle figure chiamate a svolgere compiti di responsabilità nella nostra provincia.


Quando gli attuali autonominati prenderanno coscienza del sopruso consumato, sarà possibile parlare in termini concreti dell’unità che oggi auspicano e invocano falsamente, dal momento che il direttivo si è autoproclamato su una falsità ideologica e materiale.
Di tutto c’è bisogno in questo tragico momento per l’economia e la morale del Paese, tranne dell’ipocrisia degli autoeletti di casa nostra.
Altri sono i problemi a cui rispondere, altre sono le priorità da soddisfare…
Noi, comunisti nel cuore e nella testa, prima che nel nome, abbiamo orizzonti diversi dall’auto-segretario e soci. Veniamo da lontano per andare lontano, avendo come riferimento costante le aspettative del popolo, le sue necessità. Stiamo con chi deve affrontare le difficoltà del lavoro, stiamo al loro fianco nelle lotte per conservarlo, ci impegniamo per costruire un futuro ai giovani e alle famiglie di domani perché possano credere nell’equità sociale e nel ruolo della politica.
Noi non concepiamo di costituire un’unità con chi non ha idea di cosa essa significhi; perseguiamo un disegno di ricostruzione morale nel partito e nella vita, del quale troppi hanno perduto le tracce; vogliamo dare autonomia ai giovani, assistendoli con l’esperienza nei progetti da realizzare, perché è a loro che appartiene il futuro del Partito e della società.



E’ sui valori che si costruiscono i progetti di vita, valori che solo attraverso l’esempio e la difesa è possibile trasmettere nelle valenze irrinunciabili che regolano i rapporti fra i componenti di una medesima comunità.
Al momento ci sentiamo troppo distanti dagli auto-proclamati per condividere con essi un qualsiasi progetto. Se crediamo ad un partito che continui a rappresentare attese e realizzazioni dei cittadini più esposti ai colpi del liberismo senza regole e del capitalismo economico e finanziario, non possiamo, né dobbiamo cedere sulla moralità.
Subito dopo il 28 ottobre, saranno indette due conferenze, una a Perugia, l’altra a Terni, per informare cittadini e media sui motivi del dissenso e sulle prospettive di rafforzare ogni tentativo finalizzato agli interessi comuni.



Terni, 27.10.2011

Giocondo Talamonti

“C’è del marcio in Danimarca”, avrebbe detto Shakespeare per bocca di Amleto nel commentare la situazione in quel paese.



Ma non va meglio a casa nostra. Fra ribalte cercate a forza e ribaltoni, c’è anche da noi chi ciurla nel manico per tentare di trarre dalla confusione vantaggi personali.
Sono iniziate le grandi manovre per dare copertura “legale” ad un progetto “illegale”, con protagonisti, sostenuti anche dall’alto e da un Consiglio Federale fatto lievitare alla bisogna a più 23 membri, per puntare all’elezione di Segretario provinciale.

In un Congresso ridotto a burla, sono spuntate tessere come funghi, rapide nella crescita e veloci nel marcire. Il prestigiatore di turno cercava con la raccolta di assicurarsi la copertura necessaria alla validazione di un colpo di mano. Per dare consistenza al fumoso disegno, i protagonisti hanno assunto le vesti dei censori, richiamando gli iscritti al “rispetto delle regole”, immaginando che nessuno s’accorgesse che i primi a tradirle fossero proprio loro. A questo gioco delle tre carte, invece, c’è chi guarda con preoccupazione e disgusto.

Qualcuno, intanto, si è affannato a definire la destrezza della manipolazione e la logica reazione degli iscritti come un “vivace confronto”, confondendo tensione con dialettica politica e, col cerino in mano, invoca l’unità delle forze, senza perdere di vista le mine piazzate nei punti giusti per far saltare l’armonia del Partito.
Le regole esistono e si rispettano non cambiandole unilateralmente nel corso di un confronto politico interno. Se si rendesse necessario cambiarle, lo si deve fare con il consenso di tutte le componenti del Partito, senza sotterfugi e escamotage, come quello che ha visto “gonfiare” il numero delle tessere solo qualche giorno prima del Congresso.
Questi sono mezzucci, non regole. Non è questo che vogliamo, se crediamo nel rilancio di un partito comunista che guardi alla lealtà e alla correttezza come elementi fondanti di un auspicato ritorno alla moralità e all’etica politica.
Non è affatto un buon inizio. Iscritti e simpatizzanti hanno bisogno di ben altro che dei soliti maneggioni.

Giocondo Talamonti

“ I Rottamatori”


Piccoli “rottamatori”crescono.


Al pari dei fiorentini, anche noi ternani, che non ci facciamo mancare niente, non rinunciamo a coltivare “rottamatori” nell’orticello di casa nostra. Anzi, per dirla tutta, i nostri hanno facoltà che i toscani neppure si sognano: dispongono del dono della preveggenza, della divinazione.


E sì, perché riescono a percepire a distanza l’inefficienza della macchina amministrativa, nel senso che, pur avendo l’obbligo di partecipare alla gestione della cosa pubblica, fanno sparute comparse, fugaci apparizioni nei luoghi deputati a decidere le sorti della comunità cui appartengono.


Sull’esempio del protorottamatore Renzi, sindaco di Firenze, che ha aperto un dialogo provocatorio con l’avversario politico Berlusconi, i “rottamatori de noandri” hanno abbracciato, in mancanza di meglio, le tesi catastrofistiche espresse dai prelati locali sul futuro di Terni, ormai rassegnati ad una missione salvifica dell’economia del territorio, viste le difficoltà a traghettare le pecorelle in affidamento sui lidi più certi della spiritualità.


La lamentata assenza di idee, progetti, relazioni instabili (?) e proficue, non ha prodotto ancora, a quanto è dato sapere, alcuna proposta concreta, evidenziando pericolose falle anche fra i “rottamatori”.


In attesa che il repulisti abbia avvio, che le proposte si concretizzino e che l’incompleto processo di crescita maturi, pare opportuno che i protagonisti di oggi si accontentino della definizione di “scassatori”.


Terni, 07.10.2011

Terni avrà il suo giusto riconoscimento…

“Terni avrà il suo giusto riconoscimento”. Su questa frase riposano le speranze di vedere la città giocare un ruolo di maggior rilievo in tema di formazione universitaria. La promessa di inserire il Polo di Terni nello statuto dell’ateneo perugino in via di revisione, mira a rassicurare le pressioni che a livello sociale e politico ha visto protagonisti i maggiori enti del territorio.


Appurato, tuttavia, che promesse e speranze restano tali se non si insiste nel dare loro forma concreta, i timori dei ternani di imbattersi in ostacoli e impedimenti al progetto, trovano riscontro nell’atteggiamento a dir poco prudente sin qui mostrato da Perugia nell’allargare i confini dell’ateneo.


Quanto a vaghezza, anche l’affermazione secondo cui “Terni avrà il suo giusto riconoscimento”, non lascia tranquilli gli studenti ternani e le loro famiglie, stando almeno alle esperienze del passato e i disagi del presente che vedono gli oltre 600 studenti di medicina e di infermieristica convivere in sei aule.
Da un paio d’anni i lavori della nuova sede di Medicina sono stati terminati, ma di affidarle il ruolo operativo che merita ancora non si parla. Sembrava che a ottobre scorso, la sede dovesse ottenere “il suo giusto riconoscimento”, ma ai ritardi decisionali si sono aggiunti altri ritardi.


Mostrarsi scettici di fronte alle più oneste intenzioni non è l’atteggiamento preferito dai ternani, ma alimentarsi di sole promesse condite di fumanti speranze, rischia di diventare un pasto dietetico di cui la città non ha affatto bisogno.
Numeri e progetti, così come qualità e esigenze del territorio impongono scelte che siano di supporto allo sviluppo. Razionalizzare i servizi di formazione decentrandoli non significa rinunciare a posizioni di controllo, ma favorire le opportunità formative a vantaggio dell’interesse della regione.


In questa ottica, seguire passo passo le misure di modifica allo statuto e concretizzare la funzionalità delle strutture non appaia come mancanza di sfiducia nei confronti degli operatori, piuttosto lo si interpreti come una naturale e totale maturazione dei tempi, oltre la quale c’è solo il rischio di compromettere ogni buona intenzione.


Terni, 23 settembre 2011
Giocondo Talamonti

Protocollo d’intesa fra l’Ipsia e la TEXA e Convegno “Futuro dell’automobile”

Il 12 ottobre, alle ore 10.00, presso la sala “Sergio Secci” dell’Ipsia èsiglato fra la scuola e la TEXA spa un patto di collaborazione che prevede:


il riconoscimento dell’Ipsia come scuola TEXAEDU, la cui finalità è la formazione dei giovani nel settore dell’autoriparazione, in considerazione dei cambiamenti del mercato automobilistico e delle metodologie: Tale intesa consente di avvicinare la scuola e il mondo dell’impresa e rispondere efficacemente alla domanda di lavoro presente nel territorio. La scuola consapevole che l’efficacia formativa si realizza anche attraverso il funzionamento e l’attivazione di una vasta rete di relazioni con le imprese del territorio, organizza per l’inaugurazione un convegno dal tema “Futuro dell’automobile”. All’iniziativa sono invitate le istituzioni, le associazioni di categoria (Associazione Industriali, Confapi, Confartigianato, CNA) Camera di Commercio, Toyota


La Proposta Formativa consente di poter intervenire sui sistemi elettronici che governano le auto d'oggi attraverso la conoscenza dei principi teorici di base e con l’ approfondimento degli strumenti usati in officina.
É per realizzare questo gli allievi TEXAEdu utilizzeranno la strumentazione direttamente in aula, acquisendo una competenza professionale ed una dimestichezza sull’utilizzo elevata.



Una scuola che guarda al futuro…



Nei suoi oltre cento anni di attività, l’I.P.S.I.A. “Sandro Pertini” di Terni ha formato decine di generazioni di tecnici destinati all’industria e all’artigianato. Nata con il nome di “Scuola d’Arti e Mestieri” nel 1909, fu voluta da Virgilio Alterocca per formare manodopera alla giovane Acciaieria e alla consolidata Fabbrica d’Armi. Da allora, ha mantenuto costante l’impegno occupazionale dei suoi diplomati, anno dopo anno, contribuendo a creare una classe di lavoratori che, per competenze e professionalità ha segnato la storia di un’intera città. Neppure i periodi di difficoltà sociale ed economica, immancabili in un arco di tempo così ampio, hanno mai messo in discussione la funzione dell’Istituto, continuando a preparare giovani fortemente richiesti dal mercato del lavoro. Ieri, come oggi.


Le mutate esigenze della globalizzazione ha visto l’I.P.S.I.A. interpretare l’alternanza scuola-lavoro con le industrie del territorio tramite stages aziendali, arricchimento di competenze complementari (lingue straniere), progetti di apprendimento tecnico con società multinazionali (Toyota), scambi culturali con realtà scolastiche internazionali attraverso il progetto Socrates Comenius, educazione permanente degli adulti (Centro Territoriale), corsi di lingua Italiana per Stranieri, protocolli d’intesa con l’Associazione degli Industriali e della Confapi etc.


L’incontro con la TEXA costituisce un ulteriore tassello qualificante per la vita della scuola.


Ing. Giocondo Talamonti







C’erano davvero tutti a festeggiare l’accordo operativo fra l’IPSIA “S. Pertini” e la Texa Spa:


gli Assessori del Comune di Teni Sandro Piermatti e Roberto Fabrini, il Presidente della Camera di Commercio, Enrico Cipiccia, il Presidente della Confartigianato Giuseppe Flamini, il Presidente della Confapi Carlo Salvati, il rappresentante della CNA,Giulio Cesare Proietti, il rappresentante dell’Associazione Industriali dott. Alberto Cari, il Segretario provinciale CGIL Lucia Rossi.


L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Terni, Provincia di Terni, Ufficio Scolastico Regionale, Camera di Commercio, ha inteso mettere in rilievo la cultura del lavoro nelle grandi e piccole imprese industriali e sottolineare il peso che l’Alternanza Scuola Lavoro gioca nel campo della formazione professionale.
L’accordo consentirà di preparare le giovani forze lavoro nel settore della meccatronica applicata all’autoveicolo.


Il centro Texa di Terni è il 24.mo di altrettanti centri sparsi sul territorio nazionale che permetterà ai ragazzi dell’IPSIA di perfezionare le conoscenze e le abilità teoriche nel settore pratico della sperimentazione. L’accordo fra l’Ipsia e la Texa rientra in un disegno tracciato dal MIUR per avvicinare l’impresa alla scuola.
Domani 13 ottobre, alle ore 19.30, presso la Sala “Secci” dell’Ipsia, la Texa Spa inaugurerà, presentandolo alle imprese dell’Italia centrale il suo progetto formativo, in seno al quale la scuola svolge un ruolo di primaria importanza, soddisfacendo l’esigenza di orientamento necessario ad armonizzare le due componenti intervenute.


Terni, 12 ottobre 2011

COMUNICATO STAMPA
I gruppi FdS e i Socialisti, in Consiglio comunale, esprimono la loro preoccupazione per il comunicato dell’Ateneo di Perugia in cui non si conferma il consolidamento del Polo Universitario temano, non si fa menzione del Multicampus, considerato una possibilità e non come una necessità.


Un ritorno alla visione centristica del passato che dimentica gli ingenti investimenti fatti, il Patto di Territorio 2004, l’Accordo di Programma siglato nel 2001 tra Università, Sanità e Regione e il fatto che Terni è una realtà territoriale non trascurabile della Regione Umbria e dell’intera Università.


Auspica che il 20 settembre p.v., riunione del senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università, si riaffermi nello statuto la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione che dia dignità all’ottimo lavoro e all’attività che si sono realizzate nell’intero comprensorio regionale anche grazie all’Università ternana. Ed un’ultima considerazione si chi smentisce “catecorigamente” la volontà di interrompere gli impegni su Terni rispondiamo che sappiamo leggere l’art.2 del nuovo statuto e lo sappiamo interpretare: un ritorno indietro che non tiene conto della realtà e della qualità del polo scientifico ternano. Ed un’ultima annotazione: la costruzione del nuovo si fa in un clima di fiducia e non di scontro.


Terni, 16 settembre 2011


Talamonti Giocondo Capogruppo FdS

Boccolini Giuseppe Capogruppo Socialisti

COMUNICATO STAMPA
I gruppi FdS e i Socialisti, in Consiglio comunale, esprimono la loro preoccupazione per il comunicato dell’Ateneo di Perugia in cui non si conferma il consolidamento del Polo Universitario temano, non si fa menzione del Multicampus, considerato una possibilità e non come una necessità.


Un ritorno alla visione centristica del passato che dimentica gli ingenti investimenti fatti, il Patto di Territorio 2004, l’Accordo di Programma siglato nel 2001 tra Università, Sanità e Regione e il fatto che Terni è una realtà territoriale non trascurabile della Regione Umbria e dell’intera Università.


Auspica che il 20 settembre p.v., riunione del senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università, si riaffermi nello statuto la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione che dia dignità all’ottimo lavoro e all’attività che si sono realizzate nell’intero comprensorio regionale anche grazie all’Università ternana. Ed un’ultima considerazione si chi smentisce “catecorigamente” la volontà di interrompere gli impegni su Terni rispondiamo che sappiamo leggere l’art.2 del nuovo statuto e lo sappiamo interpretare: un ritorno indietro che non tiene conto della realtà e della qualità del polo scientifico ternano. Ed un’ultima annotazione: la costruzione del nuovo si fa in un clima di fiducia e non di scontro.


Terni, 16 settembre 2011

Talamonti Giocondo Capogruppo FdS

Boccolini Giuseppe Capogruppo Socialisti

Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che la nomina dei manager per le Aziende partecipate è una prerogativa del Sindaco;


considerato che in conformità alle indicazioni del Consiglio comunale, nei bandi di rinnovo dei rispettivi consigli di amministrazione, fortemente ispirati a logiche di trasparenza, sono stati indicati criteri come la meritocrazia, la professionalità, la competenza, l’efficacia, l’efficienza;


preso atto che dalle stampa locale trapelano indicazioni di nominativi, non si sa se derivanti da fonte ufficiale o da ipotesi giornalistiche, tanto da alimentare tensione e malcontento;


visto che ogni bando deve necessariamente estrinsecarsi in una graduatoria che esprima i criteri utilizzati per la selezione;


ritenuto maturo il tempo secondo cui, per pregresse metodologie non più tollerabili dagli elettori ed in particolare dai giovani, l’assegnazione degli incarichi di secondo livello, debba scaturire da una trasparente graduatoria, stilata mediante una griglia composta da indicatori e dai relativi pesi;


si chiede, al Sindaco e alla Giunta :


 Se, in primis, risponda a verità l’avvenuta nomina del nuovo Presidente e del Consiglio d’Amministrazione dell’ASM e delle altre partecipate e se le nomine siano state attinte da apposite graduatoria;



 quali indicatori, per la predisposizione della graduatoria, siano stati utilizzati ai fini della valutazione delle competenze necessarie a ricoprire l’incarico vacante;

 quale “peso” sia stato dato ad ogni indicatore;

 se le nomine scaturiscano esclusivamente da graduatorie siffatte.


Terni, 5 settembre 2011


Talamonti Giocondo

Luzzi Luzio


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che in data 1° agosto il Prof. Pardini, titolare di Cardiochirurgia dell’Ospedale Santa Maria di Terni, ha rassegnato le sue dimissioni per l’assenza di dialogo e, quindi di risposte, da parte delle istituzioni interessate, circa il futuro del reparto da lui diretto;


constatato che l’Unità di cui trattasi rappresenta un’eccellenza nell’ambito del nostro nosocomio e che questa è ragione di attrazione di pazienti provenienti da regioni limitrofe, con benefici economici per il bilancio della struttura;


accertato che la presenza nel nostro nosocomio del Prof. Pardini costituisce un vanto cittadino e che il livello della sua professionalità si estende a vantaggio di molti altri reparti del Santa Maria;


visto che i motivi a fondamento delle sue dimissioni, oltre ad essere oggettivi, coincidono con gli interessi della città e dei ternani;


appurato che gli investimenti necessari a conservare il livello di eccellenza latitano, fagocitati dall’Università del capoluogo umbro in ragione della presenza di studenti di medicina, quasi fosse punibile la sperimentazione e il tirocinio;


preso atto che esiste la possibilità di concordare con il corrispondente reparto cardochirurgico del capoluogo una suddivisione specialistica di interventi (valvole percutanee a Perugia, assistenze circolatorie a Terni);


considerato che l’atteggiamento prudenziale della Regione Umbria in materia di investimenti sanitari non può penalizzare solo l’Azienda ternana, con il rischio di causare un degrado strutturale e qualitativo del servizio non più recuperabile;


IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE A:


-attivarsi in tempi brevissimi presso il Presidente della Regione, Marini, per analizzare tutti i problemi connessi al rischio di dimissioni del Prof. Pardini;

-promuovere azioni presso il titolare di Cardiochirurgia del nostro nosocomio perché sospenda la sua decisione in vista delle misure che si andranno a prendere per la soluzione dei problemi denunciati;

-analizzare con le istituzioni regionali e ministeriali la destinazione delle risorse finanziarie per la sanità, privilegiando gli investimenti ricettivi e strutturali che garantiscano livelli di qualità professionali e di accoglienza, evitando la dipendenza finanziaria dall’Università;

-concentrare le attenzioni gestionali sui tempi di risposta alle esigenze dei pazienti (liste d’attesa infinite), intervenendo sull’organizzazione del servizio e sull’opportunità di estenderlo anche in orario notturno con specifiche turnazioni;

-considerare che il reparto di Cardiochirurgia è un’eccellenza, non solo meritevole di essere conservato e sostenuto, ma che esso è trainante di gran parte dei servizi del nostro nosocomio.

Prevedere un consiglio straordinario aperto alle istituzioni provinciali, regionali e società civile, come richiesto in conferenza dei Presidenti dei gruppi, per affrontare il problema dell’Università e della sanità a Terni ed in Umbria.


Terni, 2 settembre 2011


Giocondo Talamonti

Luzzi Luzio