Al Sindaco del Comune di Terni

Considerato che per lo svolgimento delle elezioni si scelgono le scuole per l’organizzazione dei seggi;

tenuto conto che sarebbe opportuno utilizzare altre strutture pubbliche (caserme etc.) per non portare disagi all’attività didattica e formativa dei giovani;

Visto che i componenti del seggio e gli stessi incaricati del Comune con il loro comportamento arrecano dei danni e richiedono lavori straordinari del personale scolastico per effettuare la pulizia come l’attaccamento dei manifesti, adesivi sulla porta e sugli infissi , puntine sui muri e spara punti per tenere i manifesti, muro che subisce danni,

si chiede al Sindaco e all’Assessore competente

Se non ritiene o Utile organizzare i lavori per non danneggiare le scuole;o Di utilizzare adesivi di chiusura delle porte e degli infissi che non producano danni;

Si chiede inoltre di conoscere se tali danni vengono risarciti.

Terni, 8 settembre 2009
Il Gruppo RC/CI
Talamonti Giocondo
Luzzi Luzio
Nannini Mauro

Al Sindaco del Comune di Terni
Considerata la prossimità della chiamata alle urne della popolazione per l’elezione del Consiglio Regionale;
viste le elezioni amministrative appena trascorse e le problematiche connesse ad una corretta gestione dell’iter procedurale delle operazioni di voto presso i seggi cittadini;
constatato che esiste difformità nell’interpretazione delle norme;
preso atto che la corretta gestione in materia rappresenta un momento di responsabilità civica, qualificante del livello democratico di una qualsiasi comunità;
tenuto conto che occorre rispondere ad una precisa volontà degli elettori, interessati ad uno svolgimento armonico ed uniforme delle pratiche inerenti le operazioni di voto;
Si interroga il Sindaco se non ritenga opportuno:
1. Progettare e attivare dei corsi di informazione e formazione per gli addetti alle operazioni elettorali (Presidenti e scrutatori) utilizzando il personale dipendente dagli uffici elettorali o chiedendo collaborazione al Tribunale di Terni;
2. Comporre apposite graduatorie, da sottoporre alla Corte di Appello, per la nomina degli scrutatori e dei Presidenti sulla base delle risultanze del corso e dell’aggiornamento periodico;
3. Far riferimento alla graduatoria di cui al punto 2), elemento prioritario per l’acquisizione di una nomina;
4. Segnalare, alla Corte di Appello, le discrepanze, i ritardi, le errate interpretazioni rilevate nel corso delle operazioni di voto, con palese colpa dei responsabili e addetti alla gestione, con l’obiettivo di evitare gli stessi impedimenti in occasione di successive votazioni.
5. Il coinvolgimento degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori nel progetto di formazione/informazione sui doveri e diritti del cittadino nell’espressione della sua volontà elettorale.
Terni, 8 settembre 2009
Il Gruppo RC/CI
Talamonti Giocondo
Luzzi Luzio
Nannini Mauro

Al Sindaco del Comune di Terni


- Preso atto della sentenza n. 200 della Corte Costituzionale sul dimensionamento della rete scolastica, nella quale il problema dei rispettivi ruoli e delle competenze dello Stato e delle Regioni fa emergere una mancanza di visione comune, condivisa ed effettivamente praticata


- Preso atto che tale motivo ha indotto tante Regioni (vedi Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Marche etc.) a rimandare gli accorpamenti al momento in cui il quadro complessivo della riforma sia stato più dettagliatamente delineato (probabilmente a partire dall’anno scolastico 2010/2011).


- Considerato il giudizio di complessità dell’Ipsia espresso dalla Direzione Scolastica regionale e dai sindacati regionali, (l’articolo del Giornale dell’Umbria del 24.08.2009 dal titolo “Ecco le scuole umbre più problematiche” riferisce che l’Ipsia occupa il primo posto della graduatoria delle complessità a livello regionale)


si chiede al Sindaco e all’Assessore competente, alla luce di quanto sopra se intendono:


- rimuovere quanto di illogico si sia fatto (La media degli studenti in Provincia di Terni nei 43 Istituti Superiori è pari a 620) nel far prevalere la fretta e la non uniformità sul territorio regionale;


- tener conto della complessità dell’Ipsia e dell’Itis e avviare un percorso che ridia l’autonomia a due Istituti storici della città, attraverso il dialogo e il confronto con le scuole interessate.


Terni, 7 settembre 2009
Il Consigliere Comunale
Ing. Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni


- Preso atto della sentenza n. 200 della Corte Costituzionale sul dimensionamento della rete scolastica, nella quale il problema dei rispettivi ruoli e delle competenze dello Stato e delle Regioni fa emergere una mancanza di visione comune, condivisa ed effettivamente praticata


- Tenuto presente che si è ancora in difetto di un quadro di attuazione e chiarimento definitivo proprio sui livelli delle competenze dopo che il nuovo Titolo V della Costituzione, modificando virtualmente lo scenario istituzionale, ha assegnato ai diversi soggetti della Repubblica specifiche competenze e propri ambiti di intervento, con la disposizione, però, attraverso la cosiddetta legislazione concorrente, di una tutela unitaria del sistema.


- Apprezzato quanto espresso dal sen. Leopoldo Di Girolamo, oggi Sindaco di Terni, nell’articolo pubblicato dal mensile Chimera (anno III n. 33 ottobre 2008) circa i tagli previsti dal Governo in materia di spesa pubblica per l’istruzione, spesa che pur in linea con gli altri paesi europei (media OCSE 2007 in rapporto al PIL), viene fronteggiata con riduzioni drastiche di personale e con “ l’amara ciliegina degli accorpamenti” su cui sono determinanti le proposte ragionate degli Enti locali.


- Preso atto che la Regione Umbria per quanto concerne il sistema scolastico superiore ternano ha deliberato di adottare il progetto presentato dalla Provincia di Terni, su cui si sono concentrate le reiterate manifestazioni di non condivisione delle Scuole interessate, favorevoli invece a modelli alternativi che non avrebbero scardinato il sistema formativo preesistente.


- Visto che la sentenza del Tar dell’Umbria sul ricorso di dette Scuole in merito all’accorpamento degli istituti tecnici e professionali, ha reso vane le speranze e le attese di coloro che nelle attività formative da essi espletate vedevano la possibilità di sostenere la città nel processo di recupero e di potenziamento del tessuto sociale ed economico che la caratterizza.


- Considerato che il dimensionamento degli istituti tecnici e professionali, proposto, dal nostro Ente territoriale, esclusivamente sulla base della lettura del numero di alunni che se ne giovano, non è lungimirante né in linea con quanto previsto dal Ministero dell’Istruzione, Università Ricerca circa gli assetti organizzativi ed alle funzioni che si vogliono conferire a tali tipologie di scuole.


- Preso atto che tale motivo ha indotto tante Regioni (vedi Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Marche etc.) a rimandare gli accorpamenti al momento in cui il quadro complessivo della riforma sia stato più dettagliatamente delineato (probabilmente a partire dall’anno scolastico 2010/2011).


- Considerato il giudizio di complessità dell’Ipsia espresso dalla Direzione Scolastica regionale e dai sindacati regionali, (l’articolo del Giornale dell’Umbria del 24.08.2009 dal titolo “Ecco le scuole umbre più problematiche” riferisce che l’Ipsia occupa il primo posto della graduatoria delle complessità a livello regionale)


- Tenuto conto dell’insediamento della nuova Amministrazione comunale e provinciale;


si impegna il Sindaco e l’Assessore competente, alla luce di quanto sopra, a:


- dare la giusta risposta ad un problema così delicato e così determinante per le future sorti di Terni e del suo circondario con un’azione che ridia alle quattro scuole storiche la propria Autonomia;- avviare un percorso teso alla crescita del territorio in cui l’Istruzione sia la base dello sviluppo dell’Università, della ricerca e dell’innovazione tecnologica;


- rimuovere quanto di illogico si sia fatto (La media degli studenti in Provincia di Terni nei 43 Istituti Superiori è pari a 620) nel far prevalere la fretta e la non uniformità sul territorio regionale;


- dare ascolto al sindacato che ha definito il dimensionamento (accorpamento) un pessimo lavoro;- ridare certezze ad una scuola pubblica che riaffermi il suo carattere di preparazione e istruzione in conformità alle procedure di ricerca del miglioramento della qualità dell’offerta formativa;


- assicurare continuità ad un sistema formativo diffuso nel territorio in grado di rispondere alle vocazioni e alle scelte di sviluppo dello stesso;- collaborare nella progettazione di un serio programma di orientamento per indirizzare gli studenti verso la formazione di figure veramente utili agli obiettivi di crescita della comunità;


- contrapporsi alle ripercussioni sociali che si determineranno, in quelle strutture, tradizionalmente impegnate nelle offerte formative rivolte alle fasce di popolazione scolastica debole e in condizioni di difficoltà, a causa di surplus numerici e della gravosità di sistemi organizzativi (istituti di istruzione superiori con più di mille alunni) che sicuramente intralceranno le attività didattiche rivolte agli immigrati, ai reclusi, agli ospiti delle comunità di recupero, ecc.


Terni, 7 settembre 2009

Il Consigliere Comunale

Ing. Giocondo Talamonti

"Prima digestio fit in ore", dicevano i latini indicando nella bocca l'inizio della digestione.Traslando il concetto, si può anche affermare che la prima educazione avviene in famiglia.Qui si danno gli esempi, i consigli, le punizioni perchè il comportamento dei figli si conformi alle regole del vivere civile, cioè della società.
Ma questa ultima varia a seconda delle mode e dei tempi, per cui per una generazione può diventare lecito quello che era precluso alla precedente, dato che cambiano i modelli di riferimento e le abitudini sociali codificati dai mass-media.La prova? Tutti i ragazzi sotto i diciotto anni vestono alla stessa maniera, al nord come al sud: pantaloni sbracati, mutande in bellavista, ombelichi al vento, scarpe da jogging, telefonino in una mano, spinello nell'altra, lettore mp3 corredato di cuffie alle orecchie.
Di chi è la colpa?Non sono un sociologo, ma poiché ho passato quaranta anni nella scuola, dividendo con generazioni di giovani ansie, paure e gioie dell'adolescenza, sento il dovere di dare una chiave di lettura del fenomeno, più in veste di addetto ai lavori che non presumendo di indicare soluzioni.La filiera, dunque, si compone di tre soggetti: famiglia, scuola e società con quest'ultima in veste di giudice spietato, nel senso che rifiuta o emargina elementi di scarso valore, così come il mercato boccerebbe un prodotto difettoso o inutile.
Andando a ritroso, la Scuola ha le sue colpe, in specie per aver ceduto al miraggio di voler elevare la quota statistica dei diplomati, chiudendo ambedue gli occhi sul grigiore dell'appiattimento qualitativo, elargendo debiti, facili promozioni, rilassamenti e buonismi con la conseguenza di demotivare i migliori e premiare i fannulloni, convinti, come le famiglie di appartenenza, che il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, significhi diritto al diploma.Latita paurosamente il concetto di meritocrazia con annessi i valori di sacrificio, impegno, correttezza e rispetto per gli adulti, genitori o docenti che siano.Altrettanto assente è la prospettiva di considerare la Scuola come propedeutica all'ingresso dei giovani nella società.Gli studenti "fasulli" sdoganati dalla scuola, sono destinati ad alimentare la schiera dei disoccupati o, nella migliore delle ipotesi dei sottooccupati, i quali, presa coscienza dalla penosa inconsistenza vivacchiano senza pretendere, senza aspirare, privi di stimoli ed inventiva.
Ma i mali maggiori vengono dalla famiglia, troppo accondiscendente e permissiva, troppo cedevole ed acquiescente nei confronti dei figli. I genitori hanno colpe spaventose da farsi perdonare: dalla scarsa presenza in famiglia alla precarietà del ménage, dall'incapacità a fissare modelli comportamentali a quella di imporre principi di autorità.La forza di dire "no" nei momenti opportuni e giustificare i motivi della negazione, è di gran lunga maggiore rispetto alla concessione di un "sì", sempre e comunque.
Mette in pace la coscienza del genitore, crea meno stress, procura meno conflitti.Ma il guaio è che l'atteggiamento buonista della famiglia non risponde solo ad una logica utilitaristica; è diventato costume diffuso, un cancro sociale sviluppatosi sull'onda delle pretese dei diritti senza doveri.La speranza che sia la Scuola a correggere gli errori di formazione civica dei ragazzi è una pia illusione. Lo dico con amarezza.Le carenze comportamentali non subiranno miglioramenti nel corso degli studi perchè è la stessa famiglia a condannare ogni iniziativa scolastica che abbozzi schemi autoritari.La condanna del Bullismo è patetica, anzi ipocrita.Ciascuno faccia la sua parte nel ricreare le condizioni di vivibilità sociale.
Alla fine, come un giovane cresca, si sviluppi e venga assorbito dalla comunità con i giusti requisiti di digeribilità è un problema che investe ogni cittadino.
Ma cominciamo dalla bocca.

Talamonti: “A fronte di questi numeri ho visto la diminuzione di ben 12 posti tra personale ATA e addetti di laboratorio”


(31 agosto 2009) - fonte: Il Messaggero.it - Lucilla Piccioni
Si riparte. Al via l’anno scolastico per gli studenti delle scuole ternane.Istituti accorpati, ma come funzioneranno? Lezioni dal 14 settembre. Il classico comincia prima.L’ITIS da quest’anno è diventato un tutt’uno col Professionale, Il Casagrande invece è stato unito all’ex Commerciale Si riparte. Al via l’anno scolastico per gli studenti delle scuole ternane. Le superiori apriranno i battenti il 14 Settembre. Tutte le scuole tranne il liceo classico Tacito.
Per gli studenti di quell’istituto l’anno suonerà una settimana prima degl’altri: il via è fissato per il 7 settembre. Le novità più consistenti al momento del ritorno sui banche le troveranno gli studenti dell’ITIS Allievi, del professionale Pertini, del pofessionale Casagrande e del tecnico Cesi.
Le quattro scuole che sono state accorpate per formarne due. Nuovi anche gli interminabili nomi degli istituti che da quest’anno si chiameranno “IIS – che stà per Istituto di Istruzione Superiore – tecnico professionale Allievi-Pertini” ed “IIS professionale tecnico Casagrande-Cesi”. Due mega scuole con quasi 900 allievi la prima e più di 1300 la seconda.
“A fronte di questi numeri ho visto la diminuzione di ben 12 posti tra personale ATA e addetti di laboratorio” sottolinea polemico Giocondo Talamonti che sarà a capo dell’ Allievi-Pertini.
Come affronteranno i nuovi compiti i due presidi? “Non sarà facile – spiega Giuseppe Metastasio del Casagrande Cesi – cercherò di valorizzare le peculiarità delle due scuole per poi fonderle in un unico progetto. Perché il modello didattico dovrà per forza essere uno per tutti. Certo non mancheranno le difficoltà anche per il fatto di dover essere presente in due strutture. Io sono sempre stato contrario a questi accorpamenti ma ormai ci siamo e dobbiamo fare al meglio”.
Mantenere salde le identità delle singole scuole per non far venire meno il senso di appartenenza degli studenti è anche il filo rosso che seguirà Giocondo Talamonti a capo dell’Allievi Pertini.
“Io sono avvantaggiato perché ho insegnato per venti anni all’Allievi, ero prima supplente, ai tempi dell’Università, e poi titolare in quell’istituto che ho anche frequentato anche come studente. Poi sono stato per altri venti anni preside dell’IPSIA. Nonostante questo credo però che sarà un compito difficile e per questo avrò bisogno della collaborazione dei docenti. Io credo nel lavoro di squadra, anzi senza quello non si va da nessuna parte” dice Talamonti.

Uno studio del Ministero della Pubblica Istruzione pubblicato il 24 agosto ha definito l’Istituto Pertini come la scuola terzana più complicata da gestire. E da quest’anno proprio quell’istituto professionale sarà accorpato all’ITIS che ha più di 600 studenti.
Inizio d’anno pieno di novità anche per gli studenti del liceo Donatelli dove partirà il corso di Scienze e Sport. Gli studenti che lo frequenteranno avranno nel loro orario scolasticopiù ore di materie scientifiche e faranno scuola dal lunedì al venerdi. Sabato tutti a casa. Nuovo anche il preside dell’istituto d’arte e di quello per geometri infatti al vertice ci sarà Matilde Cuccuini che lo scorso anno dirigeva l’ITIS Allievi

Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che la qualità della vita e la cura dell’ambiente sono obiettivi di ogni società civile e che la ricerca di uno sviluppo sostenibile è esercizio ogni giorno più complesso da coniugare con il progresso materiale, ma anche indispensabile a salvaguardare la salute dei cittadini;


preso atto del furioso incendio scoppiato nella zona industriale di Stroncone, in località Vascigliano e della conseguente preoccupazione che esso ha destato nella popolazione limitrofa, al punto da far emettere ai sindaci di Stroncone, Terni e Narni ordinanze che regolano la produzione, la vendita, il consumo di derivati del latte e di prodotti dei terreni per un raggio di tre chilometri dal focolaio;


constatato che sul tema si sono alternate opinioni contrastanti dei responsabili ai controlli;


rilevato che la stampa locale ha dovuto necessariamente seguire la natura altalenante delle fonti informative, gettando così un ulteriore senso di incertezza sui mille interrogativi assunti dalla vicenda; visto che la magistratura si sta da tempo interessando per individuare eventuali responsabilità penali;


ritenuto che le relazioni che legano la cittadinanza ai rappresentanti comunali da essa eletti obbligano questi ultimi a fornire notizie certe su un argomento di vitale importanza per la salute della popolazione, determinato che le notizie contrastanti diffuse sull’evento, non solo hanno sparso confusione, ma alimentato l’allarme circa la presenza di diossina depositatasi nei terreni circostanti l’incendio;


SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE A RIFERIRE IN CONSIGLIO DATI CERTI CIRCA:

1. la quantità di diossina rilevata dagli enti preposti alla misurazione;

2. il limite massimo entro il quale si ha motivo di ritenere non preoccupante per la salute l’inquinamento del suolo, comunque prodotto dalla combustione dei materiali;

3. controlli aggiuntivi, da affiancare a quelli sinora ottenuti, non tanto per avvalorare i risultati già effettuati, ma per dar modo a più fonti di generare una tendenza concordante dell’entità del danno ambientale;

4. l’opportunità, da parte del Comune di Terni, di costituirsi parte civile in un eventuale processo per danni materiali e d’immagine a carico dei responsabili che la magistratura dovesse identificare;

5. le iniziative che si intendono prendere per assicurare alle famiglie dei dipendenti della Eurorecuperi la continuità della loro fonte di reddito;

6. le modalità con cui si intende informare la popolazione circa le risultanze del caso in oggetto;

7. le ragioni per cui l’incendio di cui trattasi continui a richiedere interventi quasi giornalieri da parte dei Vigili del Fuoco per spegnere focolai inspiegabilmente ostinati a ravvivarsi a ben due mesi dallo scoppio;

8. l’opportunità di estendere i controlli e i rilievi nella città di Terni;
9. le motivazioni che hanno suggerito di non procedere a un immediato sgombero dei rifiuti;

10. il piano di monitoraggio che l’ASL e l’Arpa hanno eventualmente attivato


Terni, 31.08.2009

Il Consigliere Comunale

Ing. Giocondo Talamonti

Fonte. Il Messaggero del 26/08/2009


Università e territorioMondo della scuola e imprenditoria si cercano da tempo ma non riescono ad incontrarsi. Gli imprenditori dicono che sarebbero ben felici di assumere giovani ternan se avessero le competenze.


I giovani laureati costretti all’emigrazione. Più del 95% va a lavorare fuori, solo un misero 4% trova posto in loco.Laureati e pronti a partire. Ottenuta la pergamena, quel famoso “pezzo di carta”, via con armi e bagagli, si va a lavorare fuori. È il destino che tocca ai giovani ternani:”solo il 4,5% dei laureati ternani – compresi i ragazzi che studiano fuori sede, per esempio a Roma o Perugia – trova lavoro nella nostra provincia” spiega il preside dell’istituto professionale Pertini, Giocondo Talamonti.


La percentuale parla da sola. Vuol dire che novantacinque laureati su cento, per trovare un impiego devono andarsene. Perché? Di sicuro la colpa non è dei ragazzi , visto che ce ne sono di bravissimi- assicura talamonti – quello che non funziona è il legame tra il mondo della formazione e delle imprese. Servono rapporti più stretti bisogna costruire un dialogo permanente l’istituzione scuola deve essere inserita nel tessuto della città, quale patrimonio di tutti. E poi manca una cultura dell’orientamento per i ragazzi che coinvolga le scuole, le università e anche le aziende.” Eppure, scuola e imprese sembrano proprio cercarsi.


Gli imprenditori ternani, giurano che sarebbero ben contenti di assumere giovani del posto: “molto semplicemente :noi ne abbiamo bisogno – dice il presidente provinciale della confai carlo salvati – per quanto ci riguarda il confronto con la scuola e con l’università è indispensabile. Ma bisogna dire la verità: fino ad ora, l’università non è riuscita a comprendere la realtà terzana.

Il nostro è un territorio che ha bisogno di imprese manifatturiere, ed ha bisogno di tecnici preparati, quelli ch ci invidiavano in giro per l’italia.


”E dire che le imprese, da parte loro, dicono di provarci. “diversi nostri associati, di recente, hanno bussato proprio all’università , proponendo delle collaborazioni - -racconta salvati- ma si sono trovati di fronte costi altissimi che li hanno costretti a rinunciare. Non intendo fare polemica, ma voglio dirlo con chiarezza: sarebbe necessariaanche una specializzazione dell’offerta formativa, soprattutto una specializzazione dei corsi universitari” Salvati e Talamonti hanno chiaro in mente il ritratto di quel tecnico che la scuola dovrebbe formare e che il mercato richiede. È una figura trasversale capace di muoversi agilmente tra elettronica, meccanica ed impianti elettrici.

La meta da raggiungere è chiara quanto ambiziosa: saldare in un unico pezzo scuola università ed imprese. “noi lo ripetiamo da tempo – rimarca ciano ricci feliziani, presidente dell’associazione terni città universitaria – bisogna ragionare suoll’identità del polo universitario. Occorre uno sforzo di coordinamento, ma dobbiamo prendere atto del fatto che oggi, nonostante l’impegno profuso da più parti, l’università non è ancora riuscita a capire il territorio di Terni”. Intanto c’è chi qualche tentativo di saldatura tra scuola e mondo del alvoro prova a farlo.


Giocondo Talamonti si lascia scappare la battuta” da qualche parte bisogna pur cominciare”.


Proprio l’Ipsia Sandro Pertini e la Confai hanno firmato un protocollo di Intesa dedicato alla cultura della sicurezza negli ambienti di lavoro. Saranno costruite commissioni di studio per approfondire gli aspetti più delicati della questione, e poi anche dei corsi di apprendistato. L’obiettivo finale è formare docenti, che insegnano all’istituto professionale, ma anche gli imprenditori ed i lavoratori.

Al Sindaco del Comune di Terni


Preso atto che fra dipingere ed imbrattare una qualunque superficie esiste una differenza abissale e che intollerabile è la pretesa arte dei murales, piaga diffusa prodotta da sedicenti artisti, esaspera la condizione di degrado da sub-periferia cittadina creata da migliaia di scarabocchi lasciati su ogni spazio libero, a testimoniare il marcamento di un territorio, come fa il cane quando alza la gamba;ritenuto che ricoprire i muri con bombolette di vernice non è arte, ma semplice sfregio nei confronti della pulizia, del decoro e dell’ordine cittadino;


tenuto conto che occorre educare per favorire lo sviluppo di una mentalità giovanile che si orienti al rispetto dell’ambiente e dei concittadini;


si chiede al Sindaco e all’Assessore competente se intendano:

1. Porre in atto iniziative (repressive) attraverso il controllo territoriale affidato ai vigili urbani, anche tramite il ricorso a videocamere dislocate opportunamente in città e proposte educative attraverso la scuola per combattere l’assioma "artisti/murales";


2. Coinvolgere i giovani e le associazioni del tempo libero con progetti finalizzati al recupero della qualità e decoro della città;


3. Proteggere i muri da scritte che deturpano il patrimonio pubblico e trovare sistemi per obbligare i trasgressori a ripulire le superfici deturpate.


Terni, 25.08.2009

Il Consigliere Comunale

Ing. Giocondo Talamonti

fonte: Corriere dell'Umbria del 21/08/2009
Terni - Gli incidenti nei luoghi di lavororappresentano nella regione dell'Umbria e nella provincia di Terni una piaga da fronteggiare con tutte le forze a disposizione. La migliore prevenzione resta seza dubbio la formazione che deve interessare anche il mondo della scuola. Quindi, senza abbandonare la sicurezza che anzi va rafforzata e potenziata con tutti gli strumenti possibili, la prevenzione però va insegnata anche sui banchi di scuola affrontando tematiche specifiche. A questo proposito la Confapi Terni(Associazione delle Piccole e Medie Industrie) da sempre sensibile alla problematica e l'IPSIA "S. Pertini" di Terni hanno sottoscritto un protocollo di Intesa finalizzato proprio a diffondere tra gli studenti e il personale scolastico la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso precisi percorsi didattici, finalizzato all'apprendimento di tematiche inerenti il lavoro sicuro.
Un importante collaborazione quella tra Confapi ed IPSIA "Pertini" che va a rafforzare il legame tra mondo della scuola e dell'impresa, quale futuro scenario lavorativo per i giovani studenti. I termini del Protocollo d'Intesa sottoscritto in questi giorni da Confapi Terni e Ipsia verranno illustrati dai firmatari martedi prossimo 25 agosto nel corso di una conferenza stampa. L'appuntamento è stato fissato alle ore 11 presso l'IPSIA "Sandro Pertini" in viale Brin 32 a Terni. All'importante incontro saranno presenti il presidente di Cofapi della provincia di Terni Carlo Salvati e il preside dell'Istituto Ternano Giocondo Talamonti.

E' triste dover constatare che uno dei binomi più scontati in fatto di divulgazione ed interazione, scuola e sport, non abbia mai trovato nel tempo la sua consacrazione. E non da ieri; da cento anni. Da quando, nel 1909, la legge "Daneo" stabilì l'obbligatorietà dell'educazione fisica in ogni scuola pubblica, primaria o media, maschile e femminile.


Quella legge fissava in mezz'ora al giorno l'attività fisica nelle scuole primarie e in tre ore settimanali nelle medie. A ricordarlo recentemente è stato il Presidente del CONI, Petrucci, invitando il Ministro per l'Istruzione, Gelmini, a rompere definitivamente gli indugi, superare gli ostacoli e dare avvio ad una sinergia che vede solo l'Italia attestata su posizioni che non competono ad un paese moderno. Il legislatore del tempo aveva intuito come e dove individuare la concentrazione di praticanti, ma soprattutto aveva dato, giocondo talamon rilievo alle valenze insite nel rispetto delle regole di ogni sport nella formazione educativa dei giovani.


Le mutate esigenze sociali che si sono succedute negli anni non hanno mai giustificato l'inosservanza dei contenuti legislativi della legge "Daneo", incidendo, semmai, nella programmazione settimanale della materia, che ha visto ridotta la frequenza ad una sola ora. Immutata è rimasta la validità degli obiettivi perseguibili con un'attenta applicazione delle normative richiamate nelle leggi scolastiche. Quello che spesso la famiglia e la società non sono in grado di offrire ai giovani di oggi, in termini di formazione sociale, prima che fisica, può fare la scuola attraverso lo sport, in quanto propositore di regole e finalizzatore di sacrifici, diretti a premiare, ma anche a saper accogliere le sconfitte.


A tutto ciò, i più giovani sembrano essere impreparati, incapaci di accettare i rigori sociali e di sottoporsi all'addestramento alla vita, specie se lento e faticoso; sono meno disponibili a subire sconfitte e più propensi ad esaltarsi nelle vittorie, dimenticando che un'equilibrata formazione comportamentale e psicologica deve saper trarre stimoli dall'una e riflessioni dall'altra. Per cambiare questo stato di cose è necessario restituire un ruolo di dignità all'insegnamento dell'educazione fisica, sviluppare opportunità di monitoraggio dei percorsi formativi intrapresi, restituendo valenza formativa alla materia e maggior considerazione ai docenti. Questi ultimi, in particolare, devono, a loro volta, essere formati per sviluppare o ricreare gli aspetti caratteriali e l'armonia psichica che sta alla base di un'equilibrata crescita dei ragazzi loro affidati.


Le loro attenzioni non devono essere rivolte esclusivamente all'addestramento sportivo, ma devono seguire una logica di crescita psico-fisica capace di far confrontare i ragazzi con la varietà dei problemi di ogni giorno. Se vogliamo tutti dare una svolta a questo problema secolare, il Ministero competente riscriva i percorsi, individui gli elementi, sostenga il progetto, mentre la scuola attivi tutti i canali possibili per far acquisire agli studenti gli strumenti necessari per diventare protagonisti di una società più matura.


Giocondo Talamonti

Se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei dovuto esprimermi in termini elogiativi nei confronti di Lotito e della Lazio, da convinto romanista, non ci avrei mai creduto. Ma l’obiettività, che pure non è il pregio più evidente dello sport, impone il sacrificio. La vittoria dei biancocelesti sull’Inter nella Supercoppa, oltre a creare un certo fastidio e un tipico prurito nell’esercito romanista è servita a dare speranza al calcio povero o, per dir meglio, a contestare l’idea che a vincere debbano sempre essere le squadre dei presidenti miliardari. Un altro calcio è, dunque, possibile. A sgambettare per i campi non saranno più giocatori legati a contratti stratosferici, misurati sulla base di miliardi di vecchie lire/mese. Avranno dignità di gioco calciatori morti di fame, peones della pelota, sfigati appartenenti a una lista lunghissima di operai del calcio in mutande che corrono su e giù per i terreni di gioco per quattro soldi, extracomunitari e comunitari depressi, invidiosi della sorte toccata ai loro colleghi, disgraziati con la bava alla bocca per meritarsi uno stipendio da fame che il loro presidente ha fissato a non più di 500 mila/euro all’anno.Come si fa a vivere con l’incubo di non arrivare a fine anno? Si fa, si fa.E quelli che sbattono i piedi perché credono di averceli meglio di altri, pretendendo aumenti di stipendio o trasferimenti vantaggiosi verso altre squadre, rischiano di essere esclusi dai campionati, di sedersi in panchina a vedere come gli altri si divertono e come godono della prodigalità del capo.Aver vinto la Supercoppa, grazie anche ad una buona dose di culo, promuove ad esempio nazionale e internazionale il “metodo Lotito”, vecchio, se volete, quanto il mondo e che trova riscontri in detti popolari quali: “o magni ‘sta minestra o sarti daaa finestra”, “’na foresta, leone o gazzella devi sempre core”, “ a regà, c’ho li buffi, ‘n ve posso pagà”, “ a Lazio è ‘n credo, mica na squadra”, e così via. Fatto sta che a Moratti je ce prude, come ai romanisti, ma tant’è.Lui ha messo a riposo gente come Pandev, Ledesma, Canizo, De Silvestri, gente convinta di meritare di più. A questi, le partite dei compagni le fa vedere in televisione: “ guardate come si guadagna la pagnotta”, sembra voglia suggerire. Guardiamo tutti.Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni


Preso atto che riconoscere ad un disabile l’autorizzazione a fruire di parcheggi riservati in città rappresenta un atto di civiltà che misura il grado di democrazia di una comunità;


atteso che il Comune di Terni è stato sempre attento al problema dei più deboli, mettendo la spesa sociale in primo piano, indirizzando le scelte politiche in tale direzione;


considerato che esistono tanti “furbi”, assuefatti al malcostume di speculare sui limiti fisici di concittadini meno fortunati, incuranti del fatto di creare disagi, sottraendo parcheggi ai veri invalidi, e risorse alle casse dell’ente incaricato di introitare i proventi dei parcheggi a pagamento;


vista l’importanza dell’acquisizione della cultura del controllo come metodo per far crescere il rispetto, la consapevolezza, l’educazione nei confronti delle persone più deboli e bisognose di attenzione,


si chiede al Sindaco e all’assessore competente


Quali misure intendano adottare per eliminare gli eccessi che si compiono in nome e per conto di presunti beneficiari e, nello stesso tempo conoscere:


- se ad ogni invalido vengono riconosciuti più permessi;


- quali invalidità danno diritto a richiedere un’autorizzazione a parcheggi riservati ed all’accesso nella zona a traffico limitato;


- se sono previsti pulmini che accompagnino l’invalido all’interno della zona a traffico limitato prelevandolo da zone limitrofe;


- con quale cadenza si effettua il monitoraggio degli aventi diritto.


Terni, 19 agosto 2009

Il Consigliere Comunale

Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni
Preso atto delle numerose lamentele avanzate dagli automobilisti del territorio ternano a proposito dell’azione vessatoria degli autovelox (n.4 in Valnerina in 7 chilometri tarati su limiti inaccettabili) i cui introiti vengono regolarmente inseriti nei bilanci di previsione dei Comuni interessati;
tenuto conto che ciò, a lungo andare, ostacola il turismo e offende la cultura dell’accoglienza, tipica della nostra gente;considerato che ai cittadini le multe elevate con queste caratteristiche appaiono come una vera e propria tassa occulta;
visto che i cartelli di divieto stradali fissato in 30, 40,50 Km/orari non sono più adeguati alle risultanze meccaniche e tecnologiche dei veicoli odierni, in funzione anche delle migliori condizioni del fondo stradale e delle maggiori cilindrate dei veicoli in circolazione;
assunto che nella maggior parte dei casi la penalizzazione (multa più detrazione di 5 punti dalla patente) non è commiserata alla gravità della trasgressione;acquisito che l’azione delle pubbliche amministrazioni deve essere educativa, prima che repressiva, e tesa al miglioramento del territorio anche in vista dello sviluppo che nella Valnerina coinvolge la Cascata delle Marmore;
accertata la preoccupazione di singoli e di Federconsumatori espresse anche attraverso la stampa locale in più riprese;
si chiede al Sindaco e all’assessore competente
Quali misure intendano adottare, di concerto con il Prefetto di Terni, per migliorare il livello di precarietà sociale, economica e di sicurezza, venutasi a creare con la recrudescenza degli interventi sanzionatori e in particolare si chiede di:
- coinvolgere le scuole per favorire l’educazione e la formazione delle giovani generazioni;- interessare l’ACI, le associazioni di utenti stradali, Federconsumatori e tutti gli enti interessati al tema, nel definire un quadro di prevenzione stradale;
- disciplinare l’utilizzo dell’autovelox, attraverso calendarizzazione in particolari momenti di grande movimentazione stradale, utilizzando cartelli che evidenzino la presenza di strumenti atti al rilevamento della velocità;
- dichiarare quante multe siano state effettuate nella nostra città e quanto si sia fatto in favore della prevenzione;
- indicare la destinazione finanziaria degli accertamenti;
- dichiarare se risultano regolari e normati i tempi di passaggio dal giallo al rosso degli strumenti foto- red e se essi vengono regolarmente monitorati per assicurare la rispondenza ai disposti di legge.
Terni, 17 agosto 2009
Il Consigliere Comunale
Ing. Giocondo Talamonti

Premesso che dalla crisi si esce puntando sul talento, sulla creatività, sulla capacità innovativa delle giovani generazioni, per cui è indispensabile favorire la piena partecipazione dei giovani ai percorsi scolastici e universitari e incoraggiare le eccellenze;


preso atto che alla vigilia del nuovo anno si preannunciano ulteriori tagli del personale ATA;


tenuto conto che la crisi attuale ha già pesantemente sacrificato posti di lavoro all’interno dell’organico scolastico provinciale del ternano con il rischio di deprimere ulteriormente lo sforzo di offrire una migliore qualità del servizio e di sostenere il diritto allo studio;


visto che risulta difficile individuare la logica che porta, per esempio, a sottrarre personale in quelle scuole che registrano una concentrazione di utenti deboli, extracomunitari e indirizzati all’uso quotidiano di officine meccaniche, officine elettriche e laboratori ove la prevenzione dei rischi non si può fare senza il ricorso costante a personale addetto alla conservazione ed al buon funzionamento di macchine pericolose;accertato che il taglio previsto degli assistenti tecnici, per l’a.s. 2009/’10, stronca ogni buona intenzione di praticare la sicurezza e di insegnarla, esponendo a grossi rischi non solo gli alunni e le famiglie, ma anche i docenti e la Dirigenza della scuola;


appurato che lamentarsi ad incidenti avvenuti è attività sterile che diventa addirittura ipocrita se in fase di prevenzione si decide di privilegiare il risparmio;


constatata la decisione, peraltro presa solo in provincia di Terni in ambito regionale e nazionale, della mancata conferma degli assistenti amministrativi nei Centri Territoriali per l’Educazione Permanente degli Adulti, scelta che penalizza i giovani e gli adulti del territorio alla ricerca di un completamento delle competenze,che ostacola il loro aggiornamento, impedisce la loro riconversione professionale in vista o di un primo inserimento, o di uno successivo conseguente ad una perdita del posto di lavoro, vieta, di fatto, l’inserimento degli extracomunitari nel tessuto sociale cittadino per l’impossibilità di accedere ai corsi di prima alfabetizzazione e pratiche di laboratorio,


si chiede al Sindaco e all’Assessore competente


quali strategie intendano attuare per contrastare tale atteggiamento autopenalizzante che nega ogni principio di sostenere l’intercultura, l’integrazione (sono 10mila gli extracomunitari a Terni) e la sicurezza della città.


Più precisamente, si chiede come si intendano difendere i posti di lavoro, la qualità e la sicurezza, il servizio di educazione permanente al quale hanno fatto ricorso oltre 8000 (ottomila) cittadini nell’ultimo decennio.


Terni, 6 agosto 2009

Il Consigliere Comunale

Ing. Giocondo Talamonti

ll centrodestra, che grida allo scandalo quando gli si fa notare la caduta di stile del premier in fatto di apprezzamenti muliebri, dovrebbe essere richiamato sia al rispetto delle istituzioni, a cui sono tenuti tutti i cittadini di uno Stato, sia a quello dei singoli, in quanto portatori sani di dignità.
Fatta salva la libertà di ciascuno di percorrere le vie del sesso che ritiene più confacenti ai propri bisogni psicologici e al proprio sviluppo o regresso mentale, c'è un comune senso del pudore che va, comunque, rispettato e al quale, quando violato, non si può rispondere come faceva il Marchese del Grillo: "fo' come me pare, perché io so' io e voi nun siete un cazzo".L'aspetto avvilente dell'intera vicenda sta nel fatto che non ha scosso minimamente chi è pagato dallo Stato per difendere le pari opportunità degli italiani, forse chiuso nel mutismo del beneficiato di turno, e che le bugie a dosi industriali che hanno ridicolizzato l'interessato non hanno prodotto il giusto risentimento della pubblica opinione.
Ciò può significare due cose: che l'Italia si è abituata alle sconcezze, grazie agli spettacoli televisivi indecenti che hanno impazzato per anni, oppure che i media hanno monopolizzato l'informazione minimizzando gli effetti tragici che rivestono i fatti. Nell'uno o nell'altro caso si arriva alla stessa conclusione: siamo nella cacca.
Giocondo Talamonti

In una recente intervista radiofonica, il Premier, parlando di Roma, ha espresso giudizi trancianti a proposito della pulizia urbana e ha paragonato la situazione igienica della capitale a quella delle città africane.
Il Sindaco Alemanno si è piccato, sentendosi ferito nell'orgoglio di ritenersi uno dei maggiori esperti in fatto di pulizie, suscitando la conseguente, scontata, banale, monotona, ripetitiva, insistente smentita del Presidente del Consiglio: non è Alemanno la causa dell'immondizia cittadina, ma le amministrazioni di sinistra che lo hanno preceduto.
Ora, ammesso che sia così e che Veltroni strappi, immeritatamente, ad altri la definizione di "sporcaccione", c'è da chiedersi come mai a distanza di quasi due anni Alemanno non abbia fatto niente per darle una ripulita.
Potrebbe intervenire Capezzone per rispondere che il Sindaco non vuole cancellare le prove dell'inefficienza della sinistra, perché tutti ricordino il sozzume politico, il degrado ambientale, l'abbandono della città; potrebbe intervenire Gasparri per rispondere che non si deve cadere nel tranello della sinistra e che sono altre le pulizie urgenti da fare; potrebbe intervenire Bonaiuti per rispondere che l'immarcescibile Premier dovrà dedicare tre delle sue più redditizie ore notturne a scopare vie, piazze e viali, dando l'esempio a tutti i giovani italiani di sinistra che non amano farlo e che, anzi, godono del ciarpame imperante, avendo perso ogni gusto per la bellezza, le forme, le curve, i balconi, i paracarri, ecc....

Il Giro del Centenario, seppure rivisti e corretti, ripropone i temi di sempre in fatto di doping. Perché tanta gente lungo le strade se tutti sanno che non c'è un ciclista che non sia ricorso ai fantasiosi mezzucci di cui oggi la chimica, la ricerca e la medicina dispongono per fregare i controlli?Come all'epoca bigotta della regina Vittoria, ognuno fa quelle cose, ma nessuno lo dice. C'è comunque un'altra verità a fianco di quella che vorrebbe descrivere i corridori come gente dedita solo a farsi le pere e imbottirsi di schifezze. Il ciclismo, ingiustamente, ha pagato il prezzo più alto di 'sputtanamento' mediatico fra le discipline popolari.
Chi è pronto a giurare che uno qualsiasi dei corridori che scorrazzano sulle strade d'Europa sia immune da tentazioni e tentativi è un ingenuo. Ma come mai dopo una carriera di vent'anni, fatte rare eccezioni, i lavoratori del pedale non evidenziano i danni fisici che ogni porcheria di solito comporta?
Come mai non assumono fattezze di larve umane, occhi spiritati, denti erosi e giallastri, ossa distorte dal vizio e faccia inespressiva?Prima di far passare l'idea che drogarsi non fa male, sarà il caso di discutere su quello che è droga. Il ciclismo da tempo è diventato terreno di caccia alle streghe.
Con la scusa di non permettere abusi, si è esagerato nella condanna di tutto quello che non fosse pasta al pomodoro e fettina cotta a bagnomaria. Ogni spezia è un attentato alla regolarità di una corsa. Prendersi un caffè è un atto di subdolo inganno, curarsi un raffreddore con i medicinali dei comuni mortali è il massimo della furbizia antisportiva, spalmarsi una pomata al cortisone sul mignolo ferito equivale a compiere la trasgressione più ignobile.
La domanda sorge spontanea: non sarà che l'elenco delle sostanze proibite e dei limiti alle quantità assunte siano diventati ossessivi?
Il sistema adottato dagli organismi internazionali somiglia sempre più a quello assunto, illo tempore, dalla Santa Inquisizione; basta il desiderio di un tè ai pasticcini per beccarsi un ergastolo.Il pericolo è proprio quello cui si accennava sopra: fra i giovani e fra gli amatori può passare il messaggio che assumere sostanze illecite non crea problemi fisici. Sia chiaro: il ricorso ad anabolizzanti, all'ossigenazione forzata del sangue o, peggio ancora, alla cocaina, deve comportare la squalifica a vita dei trasgressori, ma le assunzioni di sostanze di quotidiano uso, per quanto stimolanti, non possono e non devono essere demonizzate come droghe, restituendo credibilità a sportivi e discipline.

Franceschini è una brava persona. Ma se sbandiera il ritorno all'ovile del Cavaliere come una vittoria della sinistra, allora rischia di apparire ingenuo.
La partecipazione berlusconiana alle celebrazioni del 25 aprile non è stata un omaggio alle pressioni del segretario PD. Che il Premier sia in mala fede lo dimostra la non richiesta dichiarazione: "non sapevo della proposta ddl sull'equiparazione partigiani-repubblichini". E' così spudoratamente falsa, così lontana dalla verità che meraviglia non essere stata neppure vagamente percepita da Franceschini come anticipatrice di nefaste conseguenze.Nella trappola sono destinati a cadere, insieme a lui, tanti simpatizzanti del PD e della sinistra.
L'immagine del Cavaliere arrendevole, intenerito dall'invito, in preda a un buonismo colpevole, espresso in un luogo di tragedia, per farlo apparire più credibile, vorrebbe essere il velo pietoso steso su quattordici anni di invadenza nella vita economica e politica del Paese, e convincere Franceschini che la mano che gli accarezza la testa ammansita non può mai essere morsa.Il Premier incasserà a breve gli utili del fazzoletto partigiano al collo, dell'invito apostolico all'uguaglianza e alla fraternità, del pietosissimo e interminabile show filo-terremotati, mentre il buon Franceschini e tanti altri si sentiranno tranquillizzati dalla sua conversione.
Il Pifferaio di Hamlin sta intonando l'ennesima straniante melodia del suo vasto repertorio.Rassegniamoci e mettiamoci in fila, intontiti e deliziati, allegri e inebetiti, il baratro è a due passi.

"Ciarpame senza pudore", ha sbottato Veronica Lario a proposito della corsa che veline, letteronze e meteorine hanno ingaggiato per un seggio alle europee.Intanto, il ministro alla Salute, Sacconi, dice che possiamo star tranquilli: l'influenza suina non ci sfiorerà (ahò, che culo che c'abbiamo: siamo immuni da crisi finanziarie e da porcelli infetti), perché abbiamo difese invalicabili per i maiali esteri.
Più vulnerabili siamo, invece, nei confronti di quelli interni, confermandosi l'Italia all'avanguardia mondiale nella ricerca ... della gnocca. L'offerta di materia prima non manca, gli indici economici danno un surplus di produzione destinato ai settori del mobile (letto), dello spettacolo (reality show, serial tv, cinema ecc.), dell'assistenza agli anziani (prostituzione), per finire alla politica, dove i soggetti, attraverso un processo catartico, riacquistano dignità e diventano onorevoli.
L'uso strumentale del corpo femminile, nella forma avvilente con cui viene praticato oggi, ricorda a quelli con i capelli bianchi, non tanto i vent'anni, quanto piuttosto il ventennio, epoca felice per l'esaltazione delle curve muliebri e l'ostentazione della mascolinità: "l'omo è cacciatore", si diceva allora, "e come se mette il cappello, je sta bene".A scanso di eventuali dubbi, devo dire che il sottoscritto non disdegna alcuna campagna venatoria, pur convenendo che per essa devono essere indicati periodi di apertura, specie cacciabili, aree di protezione e ripopolamenti.
In Italia, invece, patria delle braciole e soprattutto delle porchette, l'epidemia suina dilaga da anni, alimentata da politici irriducibilmente orientati al sesso: bernarda e cazzi propri.Nell'Italia puritana, si salvano le madri, immunizzate dall'ipocrisia italiota, per quanto oggetto esse stesse di richiami espressi per il tramite dei figli.Il popolo di suini si sta, dunque, abituando all'avvenenza in politica: gli scanni si riempiono di miss e all'idea diffusa che nessuna debba essere considerata incapace di gestire la res publica, si contrappone la convinzione secondo cui le abilità di ciascuna meritino altri campi di applicazione. La stessa speranza non può umanamente essere nutrita dalle donne che militano in seno alla sinistra, notorio raccogliticcio di cozze, trans e gay.
C'è un disegno politico in tutto questo? Certo che c'è: un Parlamento destinato ad ospitare indagati, condannati, con l'aggiunta di donnine allegre, omosessuali, travestiti, abbondanti profittatori, puttanieri, a che serve?
Basta uno solo a governare. Un uomo solo al comando, seppure a rischio di Alzahimer ed esposto al pericolo che, al momento opportuno, si scordi la ragione della corsa frenetica dietro alle gonne.

Provo la scomoda sensazione di non stare più con i piedi per terra; di vivere in sospensione forzata, di sentirmi fluttuante in una realtà virtuale. Non ci capisco più niente: l'economia tracolla, avanza la fame nel mondo, milioni di persone perdono per sempre il lavoro, aumentano i focolai di guerra nei quattro angoli della Terra, cerco notizie per saperne di più, accendo la TV e mi accorgo che tutto va bene.


Anche il terremoto in Abruzzo va a gonfie vele. Non mi stupirei se qualche inviato molto speciale si facesse scappare l'affermazione che trattasi del miglior terremoto del dopoguerra. Le immagini che ci arrivano sono quelle di un'allegra scampagnata, una pasquetta fuoriporta dove i bimbi giocano tranquilli, aprono uova a volontà, dove la gente riscopre fratellanza e calore umano, si scambia pacche mentre si fa una partitella a carte davanti alla tenda. Manca solo che qualche intervistato si lasci scappare: "ci voleva proprio, ne sentivamo la mancanza!".


Vedevo scorrere il solito filmato a casa di amici, traboccante mielismo, coccole e beneficienti concessioni da parte dell'attore principale: doni a gogò, regali a iosa, dentiere gratis anche per i lupi dell'Appennino e per gli orsi marsicani, tant'è che il bimbetto dei miei amici, cinque anni, scappa a dire: "papà, quand'è che il terremoto arriva da noi?"Ci fosse uno che davanti ad un microfono dichiarasse che sta dilagando un'epidemia di pidocchi, che da quindici giorni la gente non può lavarsi, che nelle tende si muore di freddo e che in quelle dove viene spinta aria calda l'umidità entra nelle ossa, che le toilette chimiche sono poche e impraticabili, che ognuno ha rinunciato alla privacy, che il fango dei campi arriva alle caviglie, che le tende sono invase da zecche ed altri insetti...Ci fosse uno che davanti ai microfoni ammettesse che forse la situazione sarebbe stata diversa se in quella riunione della Protezione civile del 30 marzo qualcuno si fosse preso la briga di far testare meglio la consistenza dei pilastri della casa dello studente e di altri edifici, crollati come cartone per risparmiare sui materiali da costruzione.Ci fosse uno che dicesse che criticare gli atteggiamenti colpevoli non significa disprezzare l'aiuto e l'infinita solidarietà degli operatori della Protezione, anch'essi, per fortuna, convinti dell'umanissimo gesto di sostegno richiesto dalla circostanza.


Nessuno che parlasse della voracità dei politici, degli amministratori, dei costruttori, alleati di sempre quando si tratta di speculare sulle disgrazie della povera gente.

Su questo scenario desolato, gravato ancor più da condizioni atmosferiche avverse, s'erge la figura del salvatore, dispensatrice di promesse, di carezze e di maglie del Milan.


Presenza costante per inaugurare l'avvio di una classe, l'apertura di una dispensa, quella di un bagno chimico e di ogni cosa che giustifichi, anche da lontano, la pena d'essere solennemente attivata, pur di invadere i telegiornali.Contro questa vergogna, guai a chi s'oppone. La schiera schierata dei commentatori tv non aspetta altro.Le opinioni contrarie vanno troncate alla fonte, bollate come comuniste, disfattiste, irriguardose, ingrate e sobillatrici dell'ordine pubblico. Evviva la democrazia!


Giocondo Talamonti

Continuano le celebrazioni all'Ipsia "S. Pertini", iniziate il 3 aprile con la presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, con la possibilità di visionare la mostra allestita all'interno dei locali comprendente documenti, registri, attrezzature dell'epoca, disegni tecnici e "capolavori" dei primi studenti della "vecchia" Scuola di Arti e Mestieri, nonché quaderni diari, appunti dei ragazzi del 1909, tesserini per studenti che consentivano l'ingresso all'interno dell'allora Soc. Terni per approfondire le tematiche affrontate sui banchi di scuola. La mostra rimarrà aperta al pubblico per tutto il mese di aprile. Virgilio Alterocca è stato il fondatore della scuola professionale di Arti e Mestieri .
Egli non vide la conclusione del primo anno scolastico e cioè quella di sapere il felice esito che la scuola avrebbe fatto segnare negli anni a venire. Morì, un mese prima, di un male incurabile nella sua casa di Arrone all'età di 57 anni, lasciando come testamento ciò che aveva nel cuore e nella mente "..se qualcuno volesse comunque onorare la mia memoria, faccia in qualunque tempo una qualunque offerta a quella scuola professionale cui avevo votato il resto della mia vita". I Cento anni della vecchia scuola professionale rappresentano un riferimento irrinunciabile per l'intera cittadinanza di Terni.
Essa è stata la fucina formativa per schiere interminabili di studenti, divenuti operai, tecnici, professionisti, specialisti della metallurgia, dell'elettricità e attualmente delle nuove tecnologie.L'Ipsia costituisce il patrimonio culturale e professionale della città, integrato nella società operaia ternana, che non si può e non si deve disperdere a vantaggio di pretese nuove concezioni del sistema formativo locale.
Terni, 11 aprile 2009
Il Dirigente Scolastico
Ing. Giocondo Talamonti



Terni, 2 febbraio 2009 Cerimonia Associazione Combattenti Cremona. 300 ternani

La città di Terni, tramite l’Amministrazione Comunale, si raccoglie nel ricordo dei combattenti che il 2 febbraio 1945 partirono 300 volontari da Piazza Solferino per arruolarsi al Gruppo Cremona formato sia da truppe regolari sia da partigiani dell’Umbria e della Toscana per scacciare il nemico che resisteva sul fronte gotico. Alcuni di questi morirono per la liberazione del Paese. Il Comune di Alfonsine ne ricorda i loro nomi.

Il Contributo dei nostri combattenti alla guerra di liberazione, non può restare solo un ricordo, né essere oggetto solo di commemorazione.

La nostra presenza qui è una testimonianza di amore nei confronti di chi ha lottato per un ideale di libertà.

Non dimentichiamo, quindi, le migliaia di testimonianze su cui è stata costruita la libertà di cui oggi godiamo.

Nostro dovere è difenderne il senso e trasmetterne gli ideali, perché anche le generazioni che ci seguono abbiano riferimenti certi in cui credere e per i quali lottare.


L'Italia ha una memoria viva e condivisa. Essa si basa non solo sulla storia, ma anche sulla passione civile di chi si richiama al passato per operare.

La commemorazione di oggi è utile a rinverdire presso i giovani l’impegno civico di quanti si sono donati alla patria.

I luoghi dove avvennero gli scontri vorremmo fossero sempre più frequentati dai giovani perché possano apprendere i valori di libertà alla cui base risiedono gli ideali di pace, e di fraternità indispensabili alla comprensione fra i popoli.

La Commemorazione di oggi cade nel 61.mo anniversario della Costituzione, nata dalla Resistenza e dal sacrificio di tanti combattenti delle forze Armate Regolari.

La Costituzione italiana, patto fondante della nostra identità di cittadini italiani è ricca di principi di libertà, di giustizia, di uguaglianza e solidarietà, e per questo bisogna conoscerla e farla vivere.

Il compito della Scuola è fondamentale per trasferire certi valori culturali che formano ed educano il cittadino di domani.
L’impegno delle Associazioni e delle istituzioni presenti, oggi, costituisce un esempio, una difesa dei principi contenuti nella Carta, la cui stesura racchiude i progetti e le speranze di un popolo intero.

Riflettere, ricordare, non dimenticare, è l’impegno civico che deve caratterizzare ognuno di noi nell’omaggio ai caduti per la libertà.

Giocondo Talamonti


Intervento Assemblea dell’Anmil
12 ottobre 2008

L’anno scorso il Presidente dell’Anmil nel suo intervento, a proposito degli incidenti sul lavoro, si poneva il problema della difficoltà economica della famiglia per la perdita dell'unico produttore di reddito; ed ad esso le Istituzioni hanno dato risposta : la Regione dell’Umbria ha istituito un Fondo di emergenza per le vittime di incidenti mortali sul lavoro, con una legge approvata nel febbraio 2008).

Inoltre, ci si sta organizzando, insieme alla Prefettura, per dare , in fase di emergenza, una accoglienza soddisfacente alla famiglia attraverso una serie di servizi .

Ma, al di là di questo, la parola d’ordine è sconfiggere le morti bianche e prevenire gli infortuni sul lavoro.

I numeri che si registrano sono equiparabili ad un bollettino di guerra:
• 820 morti
• 820.094 infortuni
• 20.502 invalidi

(1328 : milletrecentoventotto morti ogni anno. è la media dei caduti sul lavoro tra il 2003 e il 2005:
Poco meno di 4,5 morti al giorno . Nel 2006, 1280 'morti bianche'. per il 2007 il contatore, che riprendiamo dal sito di 'articolo21', si è fermato ben oltre i mille morti. il dato finale, che avremo fra qualche mese, non sarà diverso dagli anni precedenti. questo succede in Italia, uno dei paesi più ricchi al mondo.)

Sì, 820 persone hanno perso la vita nello svolgimento del loro lavoro, dall’inizio di quest’anno ad oggi. Nonostante le leggi di tutela, il trend continua a mantenersi su livelli inaccettabili per un paese civile. Ed allora, occorre intensificare i controlli, monitorare le situazioni di rischio, incidere nella diffusione della sicurezza come cultura presso la pubblica opinione.

Il Testo Unico sulla sicurezza è una tappa importante, perché introduce novità che interessano tutti i settori e tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualificazione del rapporto di lavoro.

In esso troviamo la lotta al sommerso e al lavoro irregolare, che sono tra le principali cause degli incidenti e degli infortuni, proprio perché è proprio lì che le condizioni di salute dei lavoratori sono spesso poco tutelate o del tutto ignorate. Viene tutelato, oltre al lavoro subordinato, anche il lavoro flessibile ed autonomo.
Viene riservata una particolare attenzione ad alcune categorie di lavoratori come i giovani, gli extracomunitari, i lavoratori avviati con i cosiddetti contratti interinali, e ad alcune lavorazioni tristemente note per la loro pericolosità, come ad esempio quelle svolte nei cantieri.

Il provvedimento impone responsabilità alle aziende che ricorrono a sub appalti, introduce, infatti, norme che riconducono la responsabilità della sicurezza, e quindi degli eventuali infortuni, all’azienda appaltante e non più solo a quella sub appaltatrice. Sono previste sanzioni rigorose, un coordinamento nella vigilanza e una campagna di informazione e di formazione.

Viene valorizzato il ruolo della bilateralità tra datore di lavoro e organizzazioni sindacali nella definizione degli aspetti organizzativi e in materia di piani per la sicurezza, anche come supporto ai datori di lavoro per l’adempimento degli obblighi di sicurezza per il miglioramento delle tutele negli ambienti di lavoro.

Un ruolo fondamentale viene poi affidato alla formazione come strumento di prevenzione e di tutela.Ma il testo Unico, seppure rappresenti un notevole contributo alla lotta contro le morti bianche, non è la soluzione del problema, il primo passo per una efficace prevenzione si origina nella consapevolezza e valutazione individuale del rischio.

Fare prevenzione costa, a qualsiasi livello: ai datori di lavoro nell’adottare le misure prescritte, agli addetti ai controlli in termini di risorse umane e finanziarie, alle vittime e alle famiglie eventualmente colpite da infortuni, ma se non passerà l’idea che la vita di chiunque presti un servizio alla società vale molto di più, rispetto ad un mero calcolo o atteggiamento utilitaristico, le statistiche continueranno a registrare schiere di morti, di invalidi, di infortunati.

Sicurezza come cultura, quindi, senza tralasciare verifiche sistematiche sui cantieri e formazione dei lavoratori. Muoversi in tal senso è il compito che ogni istituzione si deve prefissare, ma il suo esempio deve essere accolto a tutti i livelli della vita comunitaria.

Il Comune di Terni collaborerà per la riuscita di tutte le iniziative tese a creare la cultura della sicurezza attraverso l’informazione e la formazione per rispondere concretamente all’atto di indirizzo n.87 del 16.04.2008 del Consiglio Comunale;
mantenere gli impegni presi nel protocollo d’intesa, sottoscritto il 1.02.2008, per la pianificazione degli interventi in materia di sicurezza sul lavoro nell’ambito degli stabilimenti di Terni della Tk-Ast; promuovere iniziative atte a trovare, insieme a tutti i soggetti interessati un approccio nuovo teso ad arginare il fenomeno degli incidenti negli ambienti lavorativi.

Pubblicherà, quanto prima, gli atti del convegno Cultura della legalità e sinergie per la sicurezza sui luoghi di lavoro, organizzato il 26 maggio 2008, per fornire punti di riferimento utili ad analizzare ed approfondire il problema, non solo con gli studenti, ma anche con i lavoratori.
Il 21 novembre sarà presentato presso “Palazzo Primavera” e l’occasione servirà a fare il punto sulla situazione.

Arrivederci a presto augurandoci che il numero degli incidenti sul lavoro inizi a diminuire di pari passo con l’informazione e la formazione.
Giocondo Talamonti