I pur incoraggianti dati che la regione Umbria ha fatto registrare in materia di gestione del servizio sanitario non consentono di vivere sugli allori, dal momento che l’ottimizzazione è ancora lontana, se l’intendiamo come capace di rispondere appieno alle esigenze dei cittadini.
Parlare di “servizio” può essere fuorviante rispetto alle finalità che persegue il comparto dell’assistenza sanitaria. Meglio sarebbe se vedessimo, tutti, le prestazioni offerte nella prospettiva imprenditoriale. In questa ottica, appare più facile individuare soluzioni alle liste di attesa sempre più lunghe, visite e operazioni chirurgiche rimandate, quasi sempre connesse a problemi di disponibilità operative e quasi mai a carenze di strumenti e macchinari. Una logica utilitaristica pretenderebbe di lavorare su due o tre turni giornalieri in presenza di richieste prestazionali; cosa troppo spesso trascurata nella gestione ospedaliera. La piena utilizzazione dei macchinari, in specie i più costosi, oltre che a questi principi d’ordine economico, si impone per la rapidità con cui essi diventano obsoleti, a volte molto prima che il costo sia stato ammortizzato, traducendo il “servizio” in uno sperpero di danaro pubblico e preclusione di maggiore occupazione all’interno della struttura.
Non ha senso aspettare tempi biblici per una risonanza o un ecodoppler solo perché le attrezzature vengono utilizzate nei tempi e periodi sindacalmente rispondenti al contratto collettivo di lavoro, mentre si darebbe una risposta concreta al cittadino e alla società se si potesse evadere le richieste in modo rapido ed esaustivo.
Capita che i cittadini di una regione, e noi siamo fra questi, debbano ricorrere ad altre strutture extraregionali o provinciali per ottenere analisi o assistenza in tempi che diventano basilari per il superamento di una malattia, innestando fenomeni di “mobilità passiva” che sono, oltre che un costo per l’amministrazione locale, la rinuncia a rendere anche il “servizio”. La mobilità, i cui effetti meritano un approfondito studio, può essere un’opportunità economica, specie in considerazione del fenomeno che vede una immigrazione dall’alto Lazio di un numero crescente di pazienti. Ci deve essere la volontà di non considerare il comparto come un’attività inevitabilmente in perdita e, quindi, immeritevole di attenzioni che ne limitino o annullino il peso finanziario gestionale. A questi obiettivi di base può collegarsi la riorganizzazione territoriale che vede il nuovo ospedale di Terni, il nuovo ospedale Narni Amelia e clinica privata legata alla realizzazione del nuovo stadio cittadino, l’ASL e l’Università partecipare, come filiera, al più vasto programma che include, scuola, ricerca, innovazione e imprese. Ma il presupposto è quello teorizzato sopra: un “servizio” non necessariamente passivo, ma aggiornato e connesso alle esigenze dei cittadini tramite il ricorso a principi di “economicità produttiva” in grado di esaltare qualità professionali e avanzamento tecnologico.Terni,
09.04.2022
Giocondo Talamonti
L’Associazione politico culturale Enrico Berlinguer non si è sottratta allora 2017 a dire la sua su un fatto che ha interessato l’opinione pubblica ternana denominato “Operazione Spada”. Prima si è avuta l’assoluzione del Sindaco Di Girolamo, dell’Assessore Bucari e dei dirigenti coinvolti con “Il fatto non sussiste” ed ora arriva anche l’assoluzione per l’ex-assessore al Bilancio del Comune di Terni, Vittorio Piacenti D’Ubaldi. Notizie positive e importanti. Lo sono perché ribadiscono la correttezza dell’operato degli amministratori e dell’amministrazione.
L’Associazione ‘Enrico Berlinguer’,
convinta” che Di Girolamo e Bucari sapranno dimostrare la loro innocenza,
auspicano che il peso psicologico che grava su di loro sia limitato al più
breve tempo possibile, fiduciosa nella giustizia e nella rapidità delle
indagini che i giudici intraprenderanno”. (Umbria 24 del 4 maggio 2017).
(Umbrialeft 2017 dal titolo “Le perplessità dell’Associazione
“Berlinguer” sull’ ‘Operazione Spada’
“…Non
ci piace la spettacolarizzazione della giustizia, i processi avviati nei talk
show televisivi, l’uscita sui giornali con frasi ad effetto e che coprono
l’intera prima pagina che anticipano nomi e reati per poi sparire in un
piccolissimo articolo, in pagina interna, quando c’è l’assoluzione, senza
contare l’web che si riversa sulle persone come un fiume inarrestabile. Il
buttare il nome delle persone tutti i giorni sui quotidiani e quelli on-line
metterlo alla gogna è una specie di tortura per chi soffre, a volte
ingiustamente, del reato che gli è stato contestato…”
L’Associazione politico
culturale “E. Berlinguer” esprime grande soddisfazione per l’assoluzione di tutti gli imputati coinvolti
nell’operazione Spada, i
fatti addebitati non sussistevano e ciò
costituisce l'ennesima
conferma che gli amministratori di centro sinistra hanno agito con la massima correttezza.
Profonda vicinanza alle famiglie delle persone coinvolte che sicuramente avranno
sofferto moltissimo in questi anni nel leggere “…I ternani devono capire che non sono stati perseguiti gli interessi
della città, ma solo dei privati…” e
anche “Non finisce qui, di carte sugli
appalti da portare a chi di dovere ne abbiamo ancora tante”, ed ancora “Abbiamo dei dubbi su alcune gare. Così non
si può più andare avanti. Alzeremo ancora di più il tiro”.
In politica bisogna
operare sempre mettendo in campo le idee, confrontando le proprie opinioni e
trovare sempre una sintesi frutto di una discussione approfondita fra le parti
e non rivolgendosi alla magistratura per abbattere un avversario politico.
E’ per questo che l’Associazione politico culturale “E. Berlinguer” esprime grande soddisfazione per l’esito del dibattimento che ha riguardato gli imputati dell’operazione Spada; i fatti addebitati non sussistevano e ciò costituisce la sacrosanta conferma che gli amministratori di centro sinistra hanno agito con la massima correttezza. In politica bisogna operare sempre mettendo in campo le idee, confrontando le opinioni e cercare sempre una sintesi delle posizioni. Ricorrere a mezzucci come false denunce alla magistratura getta fango non solo sulle vittime ma soprattutto sulla credibilità della politica di cui maggioranza e opposizione sono comunque protagoniste.
Ritrovarsi a 40 anni dal diploma, l’emozione della classe.
Rivedersi dopo 40 anni dal
diploma, nel 1982, non è cosa sicuramente comune. Una piacevole rimpatriata dei
compagni di classe della quinta D dell’Istituto Tecnico Industriale “L.
Allievi” di Terni, è avvenuta sabato 7 maggio presso il ristorante “La Casina”
di Furapane ad Acquasparta, dopo la visita ai laboratori dell’ITT accompagnati
dalla Dirigente Scolastica Cinzia Fabrizi.
“Un popolo intero aveva preso in carico il destino
della propria terra…” con queste
parole il Presidente della sezione Anpi “13 giugno”, (data della Liberazione di
Terni),
Nicola Zingarelli, ha concluso il proprio intervento. Alle ore 18 del 9 giugno
in Via
Ippocrate, all’altezza del ponte ferroviario di Valenza, l’Anpi di Terni ha
voluto
ricordare le gesta di un gruppo di partigiani del battaglione Manni che ne
evitarono con il
loro intervento la distruzione.
L’iniziativa è stata promossa dalla sezione “13
giugno” dell’Anpi di Terni. Una corona alla lapide che ricorda la sventata
minaccia di far saltare il ponte ferroviario di Valenza da parte delle truppe
nazifasciste in ritirata.
Giorni nei quali la scelta era “qui ed ora” a costo della vita.
La storia è piena di fatti eroici, come questo,
compiuti per liberare l’Italia dal giogo nazifascista e costruire la
nuova democrazia repubblicana e popolare. Renato Magni, insignito della
“Medaglia
della Liberazione” concessa dal Ministro della Difesa nel 2016, ha portato la
propria
testimonianza. Alla celebrazione hanno partecipato i dirigenti dell’Anpi: il
Presidente
provinciale Rossano Capputi, Luciano Zara, Enrico Piersanti, Sandro Piccinini.
Giocondo
Talamonti
Alberto
Piccioni
La seconda
Assemblea dell’Anppia (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani
Antifascisti) che si è svolta a Terni, presso la sala consiliare della
Provincia, va in archivio con un bilancio più che positivo. Hanno portato il
proprio saluto il Sindaco di Terni, Leonardo Latini, l’Anpi provinciale e
Rifondazione comunista. La relazione nazionale è stata votata all’unanimità con
un emendamento di non condivisione della Giornata della Memoria e del
Sacrificio degli Alpini, al fine di conservare il ricordo della battaglia di
Nikolajewka. Votazione che si è effettuata alla presenza del Presidente
nazionale dell’Anppia Spartaco Geppetti e della Segretaria Generale, Serena
Colonna.
L’Anppia si
occupa di difendere la memoria e i valori dell’antifascismo e della
Costituzione Repubblicana. Promuove iniziative e attività di ricerca
storica.
Ha aperto i lavori il Presidente uscente dell’Anppia di Terni, Alberto Piccioni
che ha illustrato ai presenti quel che si è fatto nel quadriennio del mandato,
a partire dal 2018. Tante le attività destinate al pieno rilancio dell’Anppia
dopo due anni difficilissimi, caratterizzati dalla pandemia.
Nel corso
dell’Assemblea sono state ricordate tre figure di antifascisti che ci hanno
recentemente lasciati: Renata Ersilia Stefanini Salvati, prima donna assessore
comunale; Valentino Pascucci e l’On. Mario Andrea Bartolini.
Il Congresso nazionale si svolgerà a Milano il 17, 18 e 19 giugno. I delegati
indicati dall’assemblea per il Congresso nazionale di Milano: Luciano Binnella,
Moreno Castellucci; Fausto Domenici; Giocondo Talamonti-
Il nuovo
Consiglio provinciale eletto è composto da: Moreno Castellucci; Alfredo Mosca;
Alberto Piccioni; Emilio Quadrani, Sergio Sbarzella, Giocondo Talamonti. Il
Consiglio appena eletto ha nominato, all’unanimità, Presidente della
Federazione di Terni Alberto Piccioni, Segretario Giocondo Talamonti e
Tesoriere Sergio Sbarzella.
R.U.
L’A.N.P.P.I.A.
nacque nel 1946 per volontà di coloro che si opposero al regime fascista, dalla
sua instaurazione
fino alla caduta, sopportando la sorveglianza speciale, l’esilio, il confino,
il carcere e la tortura. Sin dalla
sua fondazione è un’associazione unitaria, aperta a tutti gli Antifascisti di
diverso orientamento politico e
culturale. Primo Presidente fu Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea
Costituente.
Tra i suoi dirigenti Sandro Pertini, Mario Venanzi, Paolo Bufalini, Giulio
Spallone, Fausto Nitti, Claudio
Cianca, Adriano Dal Pont, Pietro Amendola..
“Ciano Ricci Feliziani, Adolfo Puxeddu e Giocondo Talamonti
hanno voluto donarci l’affresco di una parte davvero importante della Storia
cittadina. Un’opera che racchiude anni di passione, di attaccamento al ruolo
non solo accademico ma anche di educatori, con un contributo culturale che a
Terni ancora mancava e che adesso è disponibile. Per tutto questo, agli Autori
va rivolto il più
forte ringraziamento”. Così si conclude la prefazione di Marina Sereni al libro
“L’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria. I primi tre lustri
delle sue attività (2003- 2020”. (Morphema Editrice. Terni, 2021, pp. 1-312;
Euro 15.00).
Un compendio delle attività, dei sogni, degli impegni
sostenuti e a volte non del tutto corrisposti dagli interlocutori per lo
sviluppo pieno del polo universitario ternano di cui gli autori sono stati
sostenitori e protagonisti. Si parte da lontano, dalla Terni distrutta dalla
guerra, alla ricostruzione all’istituzione della Regione
In questo contesto avvenne il primo insediamento a Terni
dell’Università degli Studi di Perugia, con la stipula il 21 dicembre 1974
della Convenzione tra il Magnifico Rettore Giuseppe Ermini
e Guido Guidi, Presidente dell’Ente Ospedaliero di Terni, per l’insediamento di
un raddoppio del triennio clinico del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia
Perugino nel nuovo Ospedale “Santa Maria”. La Città di Terni, fino ad allora
nota come “Città dell’Acciaio”, diventava “Città Universitaria”, con un
mutamento epocale nella sua millenaria storia, l’inizio di una auspicabile
rivoluzione culturale.
Successivamente vi fu l’insediamento di Corsi di Laurea delle Facoltà di
Ingegneria, di Economia, di Scienze Politiche e di Lettere: era il 2002 quando
il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Perugia
istituiva il ‘Polo Universitario Scientifico-didattico di Terni, con il compito
di coordinare le sue
attività scientifiche e didattiche.
Ciano Ricci Feliziani, forte della sua consolidata
esperienza di Past Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di
Terni e di Presidente in carica del “Consorzio per il completamento del Corso
di Laurea in Medicina e Chirurgia, Sede di Terni”, volendo promuovere
un movimento di opinione a favore dell’insediamento universitario cittadino, si
fece promotore di
numerosi incontri con personalità cittadine delle istituzioni, della cultura,
delle professioni,
dell’industria, del commercio, a cui fece seguito il 30 ottobre 2003 l’Atto
costitutivo della “Associazione Culturale per Terni Città Universitaria”. Il
Primo Presidente è stato l’Avv. Nicola Molè, a cui hanno fatto seguito il Dott.
Ing. Vincenzo Montalbano Caracci (2008-2010), il Prof. Em. Adolfo Puxeddu
(2010-2014), il Dott. Ing. Attilio Luccioli (2014-2016), e dal novembre 2016 ad
oggi è in carica Ciano Ricci Feliziani.
Nel corso dei tre lustri (2003-2020) l’Associazione ha
organizzato una numerosa serie di eventi
culturali su temi di stringente attualità, che hanno coinvolto come relatori
personalità di rilevo nazionale, con la vasta partecipazione della cittadinanza
Ternana.
ricomporre un mosaico – non solo quello della fontana di Piazza Tacito – per rimettere in moto un disegno di sviluppo, definendone scelte e priorità. L’augurio che mi sento di rivolgere alla nostra
Associazione, che si appresta a raggiungere la maggiore età, è che queste condizioni si possano creare, come sempre fatto fin qui, con il lavoro serio e propositivo”.
Sanità e liste d’attesa: agire
secondo schemi imprenditoriali
di GIOCONDO
TALAMONTI*
I pur
incoraggianti dati che la regione Umbria ha fatto registrare in materia di
gestione del servizio sanitario non consentono di vivere sugli allori, dal
momento che l’ottimizzazione è ancora lontana, se l’intendiamo come capace di
rispondere appieno alle esigenze dei cittadini. Parlare di “servizio” può
essere fuorviante rispetto alle finalità che persegue il comparto
dell’assistenza sanitaria. Meglio sarebbe se vedessimo, tutti, le prestazioni
offerte nella prospettiva imprenditoriale. In questa ottica, appare più facile
individuare soluzioni alle liste di attesa sempre più lunghe, visite e
operazioni chirurgiche rimandate, quasi sempre connesse a problemi di
disponibilità operative e quasi mai a carenze di strumenti e macchinari.
Una logica
utilitaristica pretenderebbe di lavorare su due o tre turni giornalieri in
presenza di richieste prestazionali; cosa troppo spesso trascurata nella
gestione ospedaliera. La piena utilizzazione dei macchinari, in specie i più
costosi, oltre che a questi principi d’ordine economico, si impone per la
rapidità con cui essi diventano obsoleti, a volte molto prima che il costo sia
stato ammortizzato, traducendo il “servizio” in uno sperpero di danaro pubblico
e preclusione di maggiore occupazione all’interno della struttura.
Non ha senso
aspettare tempi biblici per una risonanza o un ecodoppler solo perché le
attrezzature vengono utilizzate nei tempi e periodi sindacalmente rispondenti
al contratto collettivo di lavoro, mentre si darebbe una risposta concreta al
cittadino e alla società se si potesse evadere le richieste in modo rapido ed
esaustivo.
Capita che i cittadini di una regione, e noi siamo fra questi, debbano
ricorrere ad altre strutture extraregionali o provinciali per ottenere analisi
o assistenza in tempi che diventano basilari per il superamento di una
malattia, innestando fenomeni di “mobilità passiva” che sono, oltre che un
costo per l’amministrazione locale, la rinuncia a rendere anche il “servizio”.
La mobilità, i cui effetti meritano un approfondito studio, può essere
un’opportunità economica, specie in considerazione del fenomeno che vede una
immigrazione dall’alto Lazio di un numero crescente di pazienti. Ci deve essere
la volontà di non considerare il comparto come un’attività inevitabilmente in
perdita e, quindi, immeritevole di attenzioni che ne limitino o annullino il
peso finanziario
gestionale.
A questi
obiettivi di base può collegarsi la riorganizzazione territoriale che vede il
nuovo ospedale di Terni, il nuovo ospedale Narni Amelia e clinica privata legata
alla realizzazione del nuovo stadio cittadino, l’ASL e l’Università
partecipare, come filiera, al più vasto programma che include, scuola, ricerca,
innovazione e imprese. Ma il presupposto è quello teorizzato sopra: un
“servizio” non necessariamente passivo, ma
aggiornato e connesso alle esigenze dei cittadini tramite il ricorso a principi
di “economicità produttiva” in grado di esaltare qualità professionali e
avanzamento tecnologico.
Presidente
Ass. Berlinguer, Terni
Ospedale di Terni, le preoccupazioni e la qualità (Giocondo Talamonti)
La notizia, apparsa su Il Messaggero del 6 febbraio u.s. dal titolo “L’appello di Alessandro Pardini: Fermare subito il declino”, stimola l’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria a precisare alcuni aspetti inerenti alla sanità locale.
Innanzi tutto, fa piacere la delibera della giunta regionale in merito alla volontà di finanziare un Ospedale di eccellenza nuovo a Colle Obito o in altro sito, un’apertura auspicata la cui scelta dovrà maturare dal coinvolgimento attivo di tutta la popolazione... “…I dati di oggi - dice Pardini - parlano di un calo vertiginoso di capacità attrattiva del Santa Maria, e certo un ruolo l’ha sicuramente giocato la partenza di molti noti professionisti e la mancata sostituzione con figure altrettanto prestigiose, tuttavia ritengo - continua Pardini - sia anche frutto di un diverso atteggiamento della amministrazione, in particolare della Regione. Sul Santa Maria non vi è uno straccio di programma di rilancio, lo si sta lasciando vivacchiare forse nella speranza che si ridimensioni naturalmente ad ospedale di comunità ...?” È questo il punto. Non si dice chiaramente di privare l’Ospedale di Terni dell’etichetta di eccellenza, ma si tenta di indebolirlo pian piano fino a farlo diventare di Comunità e ciò è un’operazione subdola, penalizzante ed inaccettabile. L’Ospedale di Terni è, e deve restare, un punto di eccellenza, un ospedale di alta specialità e la comunità ternana si deve battere unita a difesa del proprio nosocomio.
C’è poi da valutare la convenzione sottoscritta fra Università e Regione per rispondere agli obiettivi stabiliti dalla programmazione sanitaria regionale, in vista di favorire lo sviluppo delle attività di didattica e di ricerca e fornire un’attività assistenziale di qualità. Alla base di quanto detto, in data 22 gennaio 2020, veniva siglato un “memorandum d'intesa per la salute” fra Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia; la Presidente Tesei, in proposito, così si espresse “…La collaborazione tra le istituzioni, Regione e Università in particolare, è elemento fondamentale e imprescindibile per disegnare l'Umbria del futuro”.
L’importanza della Convenzione tra Regione ed Università si ispira alla volontà di considerare la presenza dell’Università a Terni prioritaria per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio. L’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria è disponibile ad un confronto con tutte le forze politiche, economiche e sociali che intendono operare in favore dell’Università nella nostra città e a contrastare ogni ventilata ipotesi di regressione. L’invito alle Istituzioni è quello di far valere gli interessi della città di Terni. Che aspettiamo?
La sanità del Futuro si decide ora (La nota di Giocondo Talamonti)
La mission dell’Associazione per Terni Città Universitaria è quella di “sostenere, promuovere ed incrementare la presenza dell’Università nella città di Terni e l’attività accademica in genere…far sviluppare alla cittadinanza ternana la coscienza della cultura universitaria necessaria ad accogliere e ad accrescere l’insediamento dell’Università a Terni…” obiettivi che consideriamo sempre più importanti per favorire lo sviluppo delle attività di didattica e di ricerca dell’Università a Terni sia nel campo scientifico che sanitario. La salute è un bene primario per ogni persona. È fonte di stabilità sociale e lavorativa e va adeguatamente tutelata e promossa con strutture ospedaliere in grado di fornire un’attività assistenziale di qualità così come prevede la programmazione sanitaria regionale. L’ospedale di Terni è, e deve restare, un punto di eccellenza, un ospedale di alta specialità e la comunità ternana si deve battere unita a difesa dell’eccellenza del proprio nosocomio. La collaborazione tra le Istituzioni Regione e Università è elemento fondamentale e imprescindibile per disegnare l’area vasta del domani. La presenza dell’Università a Terni è prioritaria per lo sviluppo socio economico e culturale del territorio e il nuovo Ospedale deve necessariamente prevedere il rafforzamento della Facoltà di Medicina e il consolidamento della sua azione e della sua presenza per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi per soddisfare le esigenze specifiche della popolazione, eliminare le liste di attesa con il potenziamento dei servizi dell’ospedale. Un nuovo ospedale che risponda all’eccellenza e all’emergenza che faccia leva su una moderna domotica, sulle tecnologie digitali e su spazi dedicati allo scambio professionale e alla formazione continua. La presenza universitaria dovrà necessariamente supportare l’alta complessità ospedaliera e dare slancio alla ricerca medico-scientifica e arricchire un’offerta formativa di alto livello con nuovi corsi di laurea afferenti all'ambito delle Professioni Sanitarie. Ciò farà certamente accrescere l’insediamento dell’Università a Terni, a credere e a investire sul futuro e a sviluppare sempre più l’attrattività. L’ospedale dovrà essere una realtà importante, sia in termini di qualità della formazione che dei risultati scientifici della ricerca clinica e di base.
Giocondo Talamonti
Ospedale di Terni, le preoccupazioni e la qualità (Giocondo Talamonti)
La notizia, apparsa su Il Messaggero del 6 febbraio u.s. dal titolo “L’appello di Alessandro Pardini: Fermare subito il declino”, stimola l’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria a precisare alcuni aspetti inerenti alla sanità locale.
Innanzi tutto, fa piacere la delibera della giunta regionale in merito alla volontà di finanziare un Ospedale di eccellenza nuovo a Colle Obito o in altro sito, un’apertura auspicata la cui scelta dovrà maturare dal coinvolgimento attivo di tutta la popolazione... “…I dati di oggi - dice Pardini - parlano di un calo vertiginoso di capacità attrattiva del Santa Maria, e certo un ruolo l’ha sicuramente giocato la partenza di molti noti professionisti e la mancata sostituzione con figure altrettanto prestigiose, tuttavia ritengo - continua Pardini - sia anche frutto di un diverso atteggiamento della amministrazione, in particolare della Regione. Sul Santa Maria non vi è uno straccio di programma di rilancio, lo si sta lasciando vivacchiare forse nella speranza che si ridimensioni naturalmente ad ospedale di comunità ...?” È questo il punto. Non si dice chiaramente di privare l’Ospedale di Terni dell’etichetta di eccellenza, ma si tenta di indebolirlo pian piano fino a farlo diventare di Comunità e ciò è un’operazione subdola, penalizzante ed inaccettabile. L’Ospedale di Terni è, e deve restare, un punto di eccellenza, un ospedale di alta specialità e la comunità ternana si deve battere unita a difesa del proprio nosocomio.
C’è poi da valutare la convenzione sottoscritta fra Università e Regione per rispondere agli obiettivi stabiliti dalla programmazione sanitaria regionale, in vista di favorire lo sviluppo delle attività di didattica e di ricerca e fornire un’attività assistenziale di qualità. Alla base di quanto detto, in data 22 gennaio 2020, veniva siglato un “memorandum d'intesa per la salute” fra Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia; la Presidente Tesei, in proposito, così si espresse “…La collaborazione tra le istituzioni, Regione e Università in particolare, è elemento fondamentale e imprescindibile per disegnare l'Umbria del futuro”.
L’importanza della Convenzione tra Regione ed Università si ispira alla volontà di considerare la presenza dell’Università a Terni prioritaria per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio. L’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria è disponibile ad un confronto con tutte le forze politiche, economiche e sociali che intendono operare in favore dell’Università nella nostra città e a contrastare ogni ventilata ipotesi di regressione. L’invito alle Istituzioni è quello di far valere gli interessi della città di Terni. Che aspettiamo?
Quanto apparso sul Messaggero il 6 febbraio dal titolo “L’appello di Alessandro Pardini: Fermare subito il declino “ stimola l’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria ad intervenire sul tema.
Quello che più ci fa piacere è la delibera della giunta regionale in cui si evince la volontà di fare un Ospedale di eccellenza nuovo a Colle Obito o in altro sito, un’apertura auspicata la cui scelta deve maturare dal coinvolgimento attivo di tutta la popolazione... “…I dati di oggi, dice Pardini, parlano di un calo vertiginoso di capacità attrattiva, e certo un ruolo l’ha sicuramente giocato la partenza di molti noti professionisti, e la loro mancata sostituzione con figure altrettanto prestigiose, tuttavia ritengo, continua Pardini, sia anche il frutto di un diverso atteggiamento della amministrazione, in particolare della Regione. Sul Santa Maria non vi è uno straccio di programma di rilancio, lo si sta lasciando vivacchiare forse nella speranza che si ridimensioni naturalmente ad ospedale di comunità? ...” È questo il punto. Non si dice chiaramente di considerare l’Ospedale di Terni non più di eccellenza, ma indebolirlo pian piano per farlo diventare di Comunità e ciò è un’operazione subdola, penalizzante ed inaccettabile. L’Ospedale di Terni è un punto di eccellenza, un ospedale di alta specialità e la comunità ternana si deve battere unita a difesa del proprio nosocomio.
C’è poi da valutare la convenzione dell’Università con la Regione per rispondere agli obiettivi stabiliti dalla programmazione sanitaria regionale, in vista di favorire lo sviluppo delle attività di didattica e di ricerca e fornire un’attività assistenziale di qualità. In data 22 gennaio 2020 veniva siglato un “memorandum d'intesa per la salute” fra la Regione Umbria e l’Università degli Studi di Perugia; la Presidente Tesei così si espresse “…La collaborazione tra le istituzioni, Regione e Università in particolare, è elemento fondamentale e imprescindibile per disegnare l'Umbria del futuro”.
L’importanza della Convenzione tra Regione ed Università rappresenta la volontà di considerare la presenza dell’Università a Terni prioritaria per lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio. L’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria è disponibile ad un confronto con tutte le forze politiche, economiche e sociali che intendono operare in favore dell’Università nella nostra città e a contrastare ogni ventilata ipotesi di regressione. L’invito alle Istituzioni è quello di far valere gli interessi della città di Terni. Che aspettiamo?
L’ospedale di Terni deve restare punto di eccellenza
La mission dell’Associazione per Terni Città Universitaria consiste nel “sostenere,
promuovere ed incrementare la presenza dell’Università nella città di Terni e
l’attività accademica in genere…far sviluppare alla cittadinanza ternana la
coscienza della cultura universitaria necessaria ad accogliere e ad accrescere
l’insediamento dell’Università a Terni…” obiettivi che si considerano basilari ai fini
dello sviluppo delle attività di didattica e di ricerca accademiche sia nel campo
scientifico che sanitario. La salute è un bene primario. È fonte di stabilità sociale e
operativa e va adeguatamente tutelata e promossa con strutture in grado di fornire
un’attività assistenziale di qualità così come prevede la programmazione sanitaria
regionale.
L’ospedale di Terni è, e deve restare, un punto di eccellenza; un ospedale di alta specialità affidato alla comunità ternana che deve sentirsi investita del compito di difendere il proprio nosocomio. La collaborazione tra le Istituzioni Regione e Università è di fondamentale rilievo se si crede e si punta alla crescita qualitativa del servizio. La presenza dell’Università a Terni è irrinunciabile ai fini dello sviluppo socio economico e culturale del territorio e il nuovo Ospedale deve puntare sul rafforzamento della Facoltà di Medicina e il consolidamento dei servizi onde evitare ostacoli alla fruizione da parte degli utenti a cominciare dall’eliminazione delle liste d’attesa. Aspiriamo a creare un nuovo ospedale che risponda all’eccellenza e all’emergenza, che faccia leva su una moderna domotica, ricorrendo a tecnologie digitali e a spazi dedicati allo scambio professionale e alla formazione continua.
Compito della presenza universitaria sarà di supportare l’alta complessità ospedaliera
e dare slancio alla ricerca medico-scientifica oltre ad arricchire un’offerta formativa
di alto livello con nuovi corsi di laurea afferenti le Professioni Sanitarie. L’ospedale
dovrà essere un punto focale, sia per la qualità della formazione che per i risultati
scientifici della ricerca clinica e di base.
Associazione Culturale per Terni Città Universitaria
Per il Comitato Direttivo
Il Presidente Dr. Ciano Ricci Feliziani
Il Responsabile Scientifico Prof. Adolfo Puxeddu
Il Segretario Generale Prof. Giocondo Talamonti
Terni e l’Università, una realtà quanto mai importante e fragile


di NICOLA MOLE’
Chiedo la cortesia di concedermi un po’ di spazio per richiamare l’attenzione delle lettrici e dei lettori, e così della cittadinanza, su una realtà quanto mai importante per Terni quale è l’Università cominciata nel 1974 con la facoltà di medicina e chirurgia e consolidata con la nascita del “Polo Universitario” nel 2004 costituito con altre 5 facoltà: Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienza della formazione e Scienze politiche.
L’università è una realtà importantissima e contemporaneamente fragile e perciò ha necessità di una forte attenzione non solo delle istituzioni preposte ma, oso dirlo, di tutta la cittadinanza. Per questo nel 2003 è sorta “l’Associazione per Terni città universitaria”; al termine di tre lustri della sua attività è stato pubblicato un libro, presentato nel giugno di quest’anno. Ma più che un libro sulle attività della associazione è un libro “sulla storia dell’Università a Terni” e merita di essere segnalato ancora una volta: è una “storia” vera ed intera sull’ università più che sull’ associazione.
In questi ultimi tempi si è tornato a parlare dell’Università a Terni: è stato siglato un accordo fra il dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia ed il colosso dell’acciaio Evraz Metals di proprietà dell’imprenditore russo Roman Abramovich per un progetto di ricerca in ambito metallurgico che verrà completamente realizzato nelle strutture del corso di laurea di ingegneria industriale nella sede di Terni. La notizia è stata data dal Rettore dell’Università prof. Maurizio Oliviero: è una notizia bellissima di grande soddisfazione, Terni universitaria ritorna a dare notizia di sé, tutti dobbiamo prenderne atto e tutti dobbiamo seguirla passo dopo passo. Il Rettore Oliviero così dimostra il suo interesse per l’Università a Terni e noi dobbiamo prestare la massima attenzione. Si può essere utili solo se si conosce bene la materia di cui si vuol parlare. In questo senso è utile, direi necessario, leggere il libro “l’associazione culturale per Terni città universitaria” edito da “Morphema” in cui ripeto c’è più la storia dell’Università a Terni che dell’associazione. Dopo averlo letto si capisce meglio cosa è una Università, quali sono le problematiche speciali per Terni e quali le azioni da compiere per sostenere l’università a Terni e per consolidarla per il “bene” dell’Università e della Città. È un invito a leggere il libro; io ho fatto questa esperienza e vorrei comunicarla.
Il libro è stato curato da Adolfo Puxeddu, da Ciano Ricci Feliziani e Giocondo Talamonti.


















