La Presidente della Camera nel salutare i Partigiani e le Partigiane ha detto loro che tra i banchi della Camera dei deputati non si dovevano sentire ospiti ma padroni di casa.

E’ la prima volta che tra i banchi di un’aula parlamentare, cuore della democrazia, si sono seduti coloro che, giovanissimi, hanno vissuto l’esperienza della liberazione mettendo in gioco la vita per la libertà. Ed è stato bello festeggiare insieme alle massime autorità dello Stato, dei parlamentari, dei membri del Governo il settantesimo anniversario della Liberazione, ascoltare le testimonianze dei partigiani e poi, al termine della cerimonia, sentire risuonare spontaneamente, nell'emiciclo, le note di ‘Bella Ciao’, soprattutto perché a cantarle c’erano le partigiane e i partigiani.

16 aprile 2015










L'igiene

Si avvicina il derby e c'è una forte  mobilitazione in città. Ci sono i riflettori nazionali su questa partita avvincente, colorata e ricca di motivazioni. La sicurezza non è per niente trascurata: stabilità delle curve, ingressi, tornelli funzionanti....quello a cui si guarda poco è l'igienicità (i bagni della curva est sono chiusi da tempo...). Nella progettazione di un impianto le vie di fuga e i bagni rispondono a criteri  di incolumità e benessere della persona, a cui bisogna adempiere ... anche questa è sicurezza.


L'ingresso chiuso dei bagni in curva Est

Il Fermaglio n.17

E’ uscito il n.17 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : Le molliche di Effe Elle, botta e risposta con l'On. Mario Andrea Bartolini, cara&melle di Gianni Schicchi, "Le olimpiadi..." di Giocondo Talamonti.

Leggi e scarica qui il n.17 de "Il fermaglio"



Tutti coloro che intendono collaborare con il "Fermaglio", o riceverne una copia gratuita direttamente sul proprio indirizzo e-mail, dovranno inviare una e- mail all'indirizzo: ilfermaglio2015@gmail.com






IL FERMAGLIO n.16

Puntuale ogni settimana c'è “IL FERMAGLIO”. Non perdetelo!!!

Questa settimana:

- Le molliche di Effe Elle

- botta e risposta con l'On. Mario Andrea Bartolini

- cara&melle di Gianni Schicchi

- L'editoriale di Giocondo Talamonti.


Leggi e scarica qui il n.16 de "Il fermaglio"



Tutti coloro che intendono collaborare con il "Fermaglio", o riceverne una copia gratuita direttamente sul proprio indirizzo e-mail, dovranno inviare una e- mail all'indirizzo: 

ilfermaglio2015@gmail.com





Papa Giovanni Paolo II morì il 2 aprile 2005. I funerali si svolsero sei giorni dopo in Piazza San Pietro, ovvero l'8 aprile.
Si riporta l'intervento effettuato il 7 aprile 2005, all'assemblea degli studenti dell'Ipsia "S. Pertini", sulla figura di Papa Karol Józef Wojtyła e ritenendolo  attuale lo ripropongo ad una platea più vasta.
Giocondo Talamonti



“Voi atleti avete una responsabilità…”

La figura di Giovanni Paolo II che mi accingo a ricordare va oltre la commemorazione dell’Uomo e induce ad una riflessione di portata storica,senza distinguo per le diverse fedi e culture del mondo.
Il Suo pontificato ha tracciato un cammino indelebile per ogni essere che abbia il desiderio di partecipare in maniera fattiva alla crescita di una comunità, un esempio di rigore etico che si realizza nella preoccupazione per i più bisognosi ed i più deboli.
Nessuno dei ternani ha dimenticato la sua visita alle Acciaierie, quando, operaio fra gli operai, ha avuto parole di conforto per quanti lo ascoltavano.
 L’umiltà e la capacità di comprendere le ansie e le attese dei lavoratori ne hanno fatto un simbolo della dura vita nella fabbrica e nelle officine.
Credibile, perché testimone di esperienze maturate da giovane nell’industria del suo Paese in condizioni certamente più difficili rispetto a quelle vissute oggi dalla nostra classe operaia.
Le sue parole, in quell’occasione, si rivolsero alla dignità del lavoro e a quella della persona, nobilitando ogni attività svolta con sacrificio a vantaggio proprio, ma soprattutto della collettività.
Lo ricordo nei momenti difficili vissuti dalla mia città, dimostrando alla città di Terni, ai lavoratori dell’AST la sua solidarietà e manifestandola al mondo durante l’Angelus in Piazza S. Pietro, nel richiamare ancora una volta le attenzioni sul lavoro e della sua dignità.
Le orme lasciate dal Papa di tutti, dal Papa GRANDE, indicano un cammino preciso, che tutti gli uomini di coscienza sono stimolati a seguire se mirano ad obiettivi di convivenza, solidarietà ed amore per chiunque dei loro simili.
La Sua figura storica si è imposta grazie ad una visione universale della vita che uguaglia individuo ad individuo, senza riguardi per dove viva, né per il colore della pelle, né per la religione che professa.
Un messaggio globale, aperto alle speranze di ogni abitante della Terra di vivere nella dignità la sua esperienza di uomo.
Un insegnamento che non si può dimenticare, né tanto meno lo può trascurare chi è chiamato a gestire le scelte e la sorte di una Comunità, indipendentemente dal numero che la compone.
E’ quindi un dovere per tutti conservare insieme al ricordo dell’uomo Wojtyla, l’indicazione che ha dato al mondo intero sulla convivenza pacifica e l’amore fra simili.
Ricordo, nel 2003, l’impegno del Papa contro la guerra invitando tutti a digiunare. “E’ una cosa importante, pensate al valore di tanti papà o nonni, che, a tavola, rifiuteranno di mangiare e diranno ai loro bambini che è per difendere la pace”.
Aggiunse, in occasione della prima Guerra del Golfo: “ La guerra è un’avventura senza ritorno. Deve sempre prevalere il dialogo, la ragione e la pazienza”.
E io, insieme a Lui, dico a voce alta che non esistono Guerre Sante o bombe intelligenti.
Divulgò, così, il grande valore del rifiuto della guerra, ripudiandola come mezzo di soluzione dei problemi.
Non è stato ascoltato; ed è triste che oggi i mezzi di informazione non diano lo spazio dovuto alla Sua posizione.
Tutti noi dobbiamo fare tesoro del pensiero del nostro Papa e risolvere politicamente, sempre, le controversie internazionali. La pace deve costituire un imperativo per tutti, se vogliamo riconoscere al Papa il rispetto che merita.
Non ha avuto timore di scontrarsi e condannare il totalitarismo politico, né quello economico e si è posto a difensore delle vittime dell’uno e dell’altro.
Ha criticato l’URSS, come gli USA, ambedue colpevoli di violentare, l’una e gli altri, la pace all’interno e all’esterno delle nazioni.
Ma soprattutto è stato capace di restituire ai più deboli la fiducia nel ruolo che ogni uomo è chiamato  a svolgere nella società, ribadendo il rispetto reciproco, nella diversità delle idee, per contribuire a creare un mondo più giusto attraverso la pratica dei valori di umanità e dignità.

Le cure amorevoli di Giovanni Paolo II per i giovani e le attenzioni al loro mondo ed ai loro problemi, nascono non solo dal trasporto che ogni papà riserva ai suoi figli, ma dalla consapevolezza che essi saranno il motore della società a venire.
 Più sapremo comprendere i percorsi complessi della loro crescita, più essi si sentiranno protetti nell’autonomia delle scelte, giuste o sbagliate che siano, purché finalizzate a creare un’identità consapevole dei ruoli sociali che li attendono.
Il Pontefice sapeva parlare ai ragazzi, sapeva toccare i loro interessi e le corde del cuore, riusciva ad estrarre da loro tutto il bene di cui i giovani sono capaci quando gli adulti si pongono all’ascolto dei loro affanni con la sincerità di un amico e l’amore di un genitore.
L’aver compreso quanto importante sia lo sport nella formazione dei giovani e nel recupero degli handicappati, ha portato il Papa ad intervenire al Giubileo dello Sport a Roma, condividendo con i ragazzi l’entusiasmo dell’evento, senza perdere l’opportunità di ribadire la lealtà nello sport, come esercizio di correttezza civile e sociale.
Significativa fu la frase pronunciata in quella occasione e che mi colpì, essendo presente all’Olimpico in qualità di Presidente nazionale degli Sport Popolari: “ …Voi atleti siete spesso negli occhi del pubblico.
… avete una responsabilità soprattutto nei confronti dei giovani e dei bambini che vi guardano come modelli”.

 L’educazione alla pratica sportiva, nel senso del suo approccio etico, deve nascere da solidi convincimenti interiori, maturati attraverso percorsi spesso difficili, ma affrontabili con il sostegno dell’esperienza degli adulti, quando questi siano in grado di farsi comprendere e condividere con dedizione il processo di crescita.
Giovanni Paolo II lo ha fatto, riuscendoci.
 Noi adulti: nonni, genitori, insegnanti, abbiamo il dovere di seguire il Suo esempio, aprendoci alla comprensione dei ragazzi con l’umiltà di chi “papa” non è, ma che sia convinto che solo l’amore può aprire porte che sembrano blindate.
Il suo messaggio non è rivolto alla tolleranza fra gli uomini, perché il concetto di per sé implica un’accettazione passiva dell’altro.
Al contrario, la sua missione si è ispirata al rispetto del prossimo, a quello delle opinioni diverse che investono, come denominatore comune, le coscienze dei cattolici e dei laici.
Perché l’esempio di Giovanni Paolo II non rischi di disperdersi nell’emozione del momento, spetta a noi vivi, continuare i Suoi insegnamenti sulla Pace, sulla dignità del lavoro ed il rispetto delle opinioni di tutti.
                                                                          
Terni, 7 aprile 2005

Il Dirigente Scolastico
Giocondo Talamonti



   

17 marzo 2015 - Commemorazione Luigi Trastulli

A 66 anni dall'uccisione dell'operaio comunista, LUIGI TRASTULLI, Terni non dimentica, ma commemora uno dei suoi figli morti per la pace.

Era il 17 marzo 1949 quando si fermava per sempre la vita di Luigi Trastulli davanti alla sua fabbrica, mentre manifestava contro l'adesione dell'Italia al Patto Atlantico.


Per approfondimenti clicca qui 



SEGNALAZIONE: PARCO LE GRAZIE

Parco Le Grazie. Un albero abbattuto dal vento blocca la strada ai camminatori ai podisti e a tutti quelli che vogliono percorrere in bici il tragitto utilizzato anche dagli studenti per raggiungere il "Cesi-Casagrande". Mentre il Parco continua ad essere chiuso...



IL FERMAGLIO n.15

E’ uscito il n.15 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : Le molliche di Effe Elle, botta e risposta con l'On. Mario Andrea Bartolini, cara&melle di Gianni Schicchi, "La scuola...in agenda" di Giocondo Talamonti.

Leggi e scarica qui il n.15 de "Il fermaglio"



Tutti coloro che intendono collaborare con il "Fermaglio", o riceverne una copia gratuita direttamente sul proprio indirizzo e-mail, dovranno inviare una e- mail all'indirizzo: ilfermaglio2015@gmail.com




E' uscito il "Fermaglio" n.14

E’ uscito il n.14 del periodico “Il fermaglio” esso contiene articoli : Le molliche di Effe Elle, botta e risposta con l'On. Mario Andrea Bartolini, cara&melle di Gianni Schicchi, "Io sto con la Marini" di Giocondo Talamonti.

Leggilo o scaricalo qui
Tutti coloro che intendono collaborare con il "Fermaglio", o riceverne una copia, dovranno inviare una e- mail all'indirizzo: ilfermaglio2015@gmail.com

i testi dovranno essere massimo di 10 righe e le eventuali vignette dovranno essere attuali. Sono gradite foto.



Io sto con la Marini...

L'esperienza del Centro sinistra deve continuare così come in atto, e altrettanto vale per la presenza della Sinistra nel parlamentino regionale. L'unità di tutte le forze di Sinistra è condizione irrinunciabile se si vuole partecipare con fattibilità a una coalizione plurale. Un’alternativa non esiste; o si è dentro o si è fuori, condannando, in quest’ultimo caso, ciascuno a un ruolo di pura rappresentanza.

Chi non capisce questo, o non si conforma ad una realtà scontata, non può stare al passo con i tempi, è bene che lasci spazio a idee giovani, che fanno leva su un programma condiviso.

Un programma che s’incentri su presupposti di solidità, che guardi alla scuola e all'università, senza trascurare lo sviluppo economico e gli investimenti industriali. Per far questo occorre che i nostri amministratori abbiano una chiara veduta del panorama socio-economico regionale, sapere dove si intende andare e avere la consapevolezza del percorso già fatto.

L’attuale Presidente della Regione Umbria, Marini, è donna capace, in grado di affrontare i problemi, suggerire soluzioni e creare le giuste aspettative fra gli umbri. Può dare molto per la difesa territoriale in termini di sviluppo e creatività, assicurando alla regione il ruolo di laboratorio in continuo fermento e proponendo l’Umbria come riferimento di laboriosità e crescita per l’intera nazione.


Giocondo Talamonti
(Associazione Politico-Culturale "E. Berlinguer")






La protesta deve essere corale...

Le immagini parlano più di qualsiasi commento. Statue a pezzi, bassorilievi tirati giù a colpi di martello, opere d’arte e reperti archeologici, alcuni dei quali risalenti a oltre 3.000 anni fa, sono stati irrimediabilmente distrutti. Hanno dato alle fiamme libri sottratti alle biblioteche e distrutto una parte della cinta muraria di Ninive, l’antica capitale assira alla periferia dell’odierna Mosul. 

Hanno cancellato la storia di un popolo, usando per il colpo di grazia il martello pneumatico. Il video trasmesso dalla Rai è raccapricciante e vederlo mi ha indignato e commosso. Lo spettacolo diffuso, indegno per ogni appartenente ad un paese civile, per me è stato vissuto alla pari della decapitazione di una persona umana. 

Gli Jihadisti Isis con quello scempio hanno fatto vedere la loro forza mediatica e messo in evidenza una ideologia violenta e cieca che non può trovare giustificazione in una qualsivoglia religione.

La cultura è essenziale per una società che voglia crescere senza contorcersi sul suo passato, vivificato da una memoria sociale certa e condivisa. Le opere d'arte succedutesi nella storia di ogni Paese rappresentano un patrimonio che appartiene a tutti e che ricordano i valori fondanti di una società che si evolve.

La protesta contro la distruzione delle testimonianze del passato deve essere corale, perfettamente consapevoli che un popolo che non conserva i propri beni culturali non ha futuro.


Giocondo Talamonti
(Associazione politico-culturale "E. Berlinguer")




La Giornata della Memoria, la Giornata del Ricordo

 Non dimenticare è un dovere, ed il primo passo è quello di insegnare ai giovani che un Paese civile e democratico non può temere nulla del proprio passato, anche se a posteriori la storia, evitando qualsiasi forma di revisionismo e strumentalizzazione, riconosce che in diversi casi sono stati perpetrati degli errori. Questi debbono essere assunti come una testimonianza viva, affinché non si ripetano più.

I due incontri organizzati dall'ANPI, ANPPIA, UNLA e dall'Istituto Tecnico Tecnologico di via Cesare Battisti: il 27 gennaio (giorno della Memoria) e il 10 febbraio (giorno del Ricordo) rappresentano un'occasione culturale e didattica dedicata alle nuove generazioni, a cui i promotori intendono rivolgersi per assicurare una società e un futuro migliori.

Entrambe le date rappresentano due pagine complesse del nostro passato e la seconda, per troppo tempo dimenticata.

Programma completo qui

Il Presidente dell'UNLA di Terni

Ing. Giocondo Talamonti





A Torremaggiore io c’ero...


C’erano i gonfaloni, della Provincia, del Comune di Terni  e di Narni.
A commemorare Germinal Cimarelli c’erano i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, dell'Esercito Italiano, il Corpo Forestale dello Stato, i rappresentanti delle Istituzioni di Terni, il Vice-Prefetto, Vincenzo Romano, il Vice Sindaco, Francesca Malafoglia, il Sindaco di Sangemini,Leonardo Grimani, in rappresentanza della Provincia di Terni, il rappresentante militare della Russia, le Associazioni Anpi, Anppia e Unla, i consiglieri comunali, fra cui Sandro Piccinini, tutti per ricordare, non dimenticare e guardare ad un futuro di libertà e uguaglianza dei cittadini.
Cerimoniere il dott. Fulvio Pellegrini.
Significativo l'intervento del Prof. Renato Covino, con il quale ha ricordato il legame fra la memoria dell’eroe e la coscienza civica della comunità ternana.
Il Vice- Sindaco, Francesca Malafoglia, ha parlato ai ragazzi dell’Istituto IPSIA, e ai ragazzi della scuola primaria di Campomaggiore ricordando loro il sacrificio di Germinal Cimarelli, sottolineandone le implicazioni e rimarcando le connessioni formative ed emotive che stanno dietro ad un gesto di estremo altruismo, compiuto nel nome del dovere, della giustizia e del bene comune.
"Sono proprio queste le occasioni che non possiamo permetterci di mancare se non si vuole svilire i contenuti aggreganti della coscienza collettiva".

Giocondo Talamonti















Centro per Adulti a Terni

La Regione dell'Umbria con deliberazione n.387 dell'8 gennaio 2015 ha adottato il "Piano regionale dell'Offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria. Anno Scolastico 2015-2016" che prevede l'istituzione  di un CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) con sede centrale presso il CTP di Terni e sedi associate presso il CTP Narni e  il CTP  di Allerona.






















L'Educazione Permanente-Progetto "Arancio"

L'Educazione Permanente degli adulti  è fondamentale per rispondere alle esigenze di sviluppo e innovazione del  territorio in cambiamento, con l'acquisizione continua di nuovi saperi.
A Terni opera, presso l'Ipsia, un CTP (Centro Territoriale Permanente).
Qui di seguito riportiamo due depliant importanti, il primo relativo alla presentazione del progetto "Arancio". 







Il secondo per presentare il protocollo d'intesa tra la Provincia di Terni e il Centro Territoriale.






E' una opinione...

Il caso del Liceo Artistico “Metelli” continua a raccogliere incomprensioni e prese di posizione drastiche, sostenute, queste ultime, da improbabili richiami storici spesi per giustificare la salvaguardia della sede. Dire che essa costituisce una realtà storica, appunto, non ha senso. L’attuale ubicazione ha preso il posto di una vecchia palestra di epoca fascista, la GIL, voluta per l’addestramento sportivo della gioventù locale; dire che i laboratori sono rispondenti alle esigenza di chi li frequenta è, quanto meno, inesatto, dal momento che la struttura espone gli studenti e i docenti a gravi rischi per la salute. Il freddo d’inverno e il caldo insopportabile che opprime i capannoni nei mesi caldi impediscono che si realizzino le condizioni ideali per un proficuo apprendimento.
La sicurezza non è un optional nella scuola. Non si può fare a meno di sottolineare che le carenze di utilizzo della struttura possono rappresentare una fondata preoccupazione per studenti, famiglie e cittadini. L’Amministrazione è giustamente impegnata a risolvere il problema e se ciò comporta un temporaneo spostamento delle attività scolastiche in altra sede non può, obbiettivamente, costituire oggetto di disputa. L’invito a esternare in Consiglio comunale le opinioni delle parti deve essere interpretato nella sua accezione più evidente: confronto aperto sul tema, offrire sicurezza ai ragazzi, affrontando spese già di per sé gravose per le casse locali. In tale contesto, suonano poco concilianti i toni della protesta di alcuni genitori che affiancano l’azione degli studenti, minacciando di farli ritirare dai corsi.
La tempesta sembra sia scoppiata in un bicchiere d’acqua. A qualsiasi persona animata da serenità di giudizio appare eccessiva la reazione. Anzi, per dirla tutta, strumentale. A volte, bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. E questa appare una strumentalizzazione. I partiti a sostegno di tesi traballanti pensano al consenso politico; molte famiglie accondiscendono all’iniziativa scioperante, come mezzo taumaturgico di ogni pretesa; gli studenti non disdegnano supplementi di vacanze; i docenti si adeguano all’inattesa sospensione lamentando la difficoltà a completare i programmi, ma senza strapparsi i capelli.
Se l’idea della conservazione del posto di lavoro, quella per capirci che ha recentemente animato la ferrea protesta dei lavoratori TK-AST, ha suggerito azioni pienamente giustificative per ottenere i risultati, il timore di una impropria e inopportuna emulazione sembra, invece, sottostare alla volontà di rifiutare un inevitabile intervento manutentivo a favore della sicurezza fisica di chi frequenta la ex-GIL.

Come possa essere considerata assurda, intollerabile, inaccettabile la decisione di spostare per un periodo di tempo le attività scolastiche del Metelli presso i Geometri, solo con il fine di ripristinare, nei tempi occorrenti, la sicurezza agli studenti, qualcuno lo spieghi ai cittadini di Terni.
Terni, 9 gennaio 2015

Giocondo Talamonti








L'IPSIA finalmente autonoma...

Una battaglia durata anni, combattuta testardamente nella convinzione che il futuro della città passa attraverso la logica, la tradizione, la natura economica, tutte legate a un fil rouge che si chiama I.P.S.I.A. E’ stato sconfitto  il tentativo autolesionistico e miope di far scomparire dal panorama scolastico cittadino una realtà formativa maturatasi attraverso oltre cento anni di storia locale e che ha segnato i sogni, i progetti, la formazione e la certezza occupazionale di decine e decine di generazioni di giovani, assicurato alla maggiore industria della città una riserva inesauribile di competenze, consacrandola come centro tecnologico della metallurgia avanzata.
La Regione ha, dunque, finalmente adottato il piano di riorganizzazione della rete scolastica e quello dell’offerta formativa e approvato il piano proposto dalla Provincia di Terni, così come parzialmente modificato dalla III Commissione Consiliare Permanente.
Una grande spinta al consolidamento dell’Ipsia come realtà formativa viene accertata e valorizzata dall'Istituzione di un C.P.I.A. (Centro Permanente per l’Istruzione degli Adulti) e con il ritorno dell'Ipsia alla piena autonomia scolastica, potendo, pertanto, contare su un Dirigente e un Direttore amministrativo in grado di sostenere progetti qualificanti della più avanzata  realtà formativa come quelli già da anni firmati con la Texa e la Toyota.
L’Ipsia ha svolto nell’ultimo ventennio un ruolo fondamentale per l’equilibrio formativo locale, sapendo interpretare le esigenze del mercato del lavoro in tema di competenze professionali necessarie ad affrontare una sfida che ha chiamato il Paese a confrontarsi con la concorrenza europea. Le piccole e grandi crisi economiche ed occupazionali nate dalla globalizzazione dei mercati hanno imposto standard conoscitivi di elevato livello, cui è stato necessario rispondere con l’Alta Formazione, la riconversione occupazionale, l’ampliamento di nuovi saperi, l’integrazione sociale di nuove figure di lavoratori.
Tutto ciò è stato realizzato con avvedutezza da quanti sono stati chiamati a interpretare il cambiamento scolastico che si stava verificando, qualificando l’Ipsia come centro formativo e di passaggio essenziale di crescita economica locale.
Il piano di ampio respiro descritto, non ha trascurato l’impegno di recupero scolastico di quanti, fra i giovani studenti, hanno avuto necessità di contenere personali difficoltà nell’affrontare il percorso formativo scelto.
Troverà opportuna soluzione la costituzione di un Istituto omnicomprensivo dalla fusione dell’Ipsia con il Cpia, consolidando così il recupero di un patrimonio culturale e professionale che dal 1884  è nel DNA di Terni.
Si chiude felicemente, dunque, una pagina qualificante della nostra città, essendole riconosciuta una tradizione fatta di duro impegno, enormi sacrifici e invidiabili competenze. Si intravvede, con la determinazione di oggi, un ampio spazio alla speranza di altre generazioni di ternani.
8 gennaio 2015

Giocondo Talamonti