Inaccettabile è l’indebolimento del sito di Terni

La situazione delle acciaierie di Terni è una grande questione umbra e nazionale su cui lo Stato, direttamente o attraverso la Cassa Depositi e Prestiti  CDP (Istituzione finanziaria, controllata dallo Stato, che gestisce il risparmio postale)  deve intervenire con assoluta determinazione  nell’ambito delle linee programmatiche per lo sviluppo industriale pronunciate dal Presidente del Consiglio al momento del suo insediamento.
E’ bene precisare che il richiamo al coinvolgimento della CDP non è  inopportuno dal momento che la Cassa, nel 2011, ha ampliato la sua operatività inserendo la facoltà di assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale per l’importanza dell’ambito operativo, per i livelli occupazionali o per l’entità del fatturato. 
Il fatto nuovo che si è inserito ultimamente nella questione “vendita AST” attiene alla dichiarazione di Outokumpu che ritiene le offerte ricevute “non accettabili”.
 A questo punto cosa succede? Si riapre la trattativa con gli stessi interlocutori?  Inizia di nuovo il percorso con altri possibili acquirenti?  L’aspetto più importante nel dilatarsi del passaggio di proprietà tra multinazionali, è quello di evitare che si traduca in un indebolimento del sito in vendita sotto il profilo delle prospettive industriali. Il  rinvio del termine ultimo di cessione del sito, definito “esteso” da parte di Outokumpu, non gioca a favore dell’andamento produttivo in un mercato europeo e mondiale sempre più incerto. L’aver, poi, concordato con Bruxelles e le parti coinvolte nel processo di non rendere noto alcun dettaglio del percorso, desta notevole perplessità. Significa forse che l’Italia non ha alcuna voce in capitolo? Il ruolo fino ad ora giocato dal Ministero dello Sviluppo Economico appare in ombra dal punto di vista delle politiche industriali ed in particolare dello sviluppo produttivo per quanto concerne il futuro  dell’acciaio. Sembra ormai improrogabile che il Governo italiano prenda in mano la questione con il coinvolgimento diretto del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, perché sia salvaguardato il ruolo dell’AST di assoluta strategicità per l'Italia e per l’Europa nello scenario di quelle importanti aziende italiane che vantano livelli di eccellenza mondiali.
E’ necessario perciò  che il Governo segua la definizione dei piani  industriali e finanziari dal punto di vista dei volumi produttivi (tali da comportare la saturazione degli impianti con la produzione di 1,2 milioni di ton/anno), degli investimenti tecnologici  e delle prospettive di sviluppo in termini di lunga durata e competitività.
In tale contesto, dal momento che Outokumpu ha manifestato l’intento di non rendere noto nessun dettaglio del percorso, ha ancora senso la riunione del prossimo 29 maggio, convocata dal MISE, fra i soggetti coinvolti nel passaggio di proprietà dell’Azienda?
Ed ancora, poiché Outokumpu conta di fornire aggiornamenti in occasione dei dati del secondo trimestre e cioè dopo il 30 giugno, come si inserisce il sito di Terni nel varo dell’action plan  europeo per la siderurgia annunciato dal vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani per il 5 giugno?

Per non restare passivi di fronte alle questioni della siderurgia e degli acciai inossidabili che attengono i rapporti tra Istituzioni internazionali, si propone l’organizzazione di una task-force tecnico-politica che segua costantemente la vicenda della vendita, l’andamento dei mercati, la qualità e l’integrità del sito di Terni e che assicuri la comunicazione delle sue rilevazioni alle amministrazioni delle Istituzioni locali.


Terni, 23 maggio 2013


Boccolini Giuseppe
Talamonti Giocondo