La scuola e il territorio


La scuola e il territorio


Gli studenti dell’Itis, di concerto con la Camera di Commercio, hanno incontrato venerdì 9 marzo, alle ore 9.00, presso la sala “Tripepi” delle officine “Adriano Garofoli” dell’ITIS, l’imprenditore Sergio Rossi.


L’iniziativa mira ad abituare gli studenti alla filosofia d’impresa e a renderli partecipi della cultura che sta dietro ad ogni attività produttiva.
Il nostro territorio ha sempre mostrato una carenza nell’organizzazione imprenditoriale, probabilmente alimentata dalla posizione che la “Terni” ha segnato per un periodo di tempo lunghissimo nell’economia cittadina, formando più dipendenti che imprenditori.


Gli studenti delle quinte classi dell’ITIS, il 12 marzo, alle ore 10.00, e quelli dell’Ipsia, il 26 marzo 2012, alle ore 9.00, presso la sala “Secci” hanno incontrato le piccole e medie imprese del territorio associate alla Confapi, per prendere contatti con le aziende in vista di un successivo stage finalizzato al completamento delle loro abilità e conoscenze. Nella circostanza si vuole favorire il principio dell’alternanza scuola-lavoro e allacciare più stretti legami fra l’imprenditoria e la scuola.




INTERVENTO “Intitolazione biblioteca ITI “Aldo Bartocci” 3 marzo 2012



Nella storia formativa della nostra città due le tappe importanti per le scuole ad indirizzo Tecnico e Professionale:


• la prima (primi anni del 1900) è la creazione di una scuola professionale di Arti e mestieri voluta da Virgilio Alterocca con la possibilità di frequentare l’acciaieria un giorno alla settimana. In acciaieria era prevista anche un’aula per le spiegazioni teoriche seguite da esercitazioni pratiche, con varie visite ai reparti interessati;


• la seconda (negli anni 1950) è che con l’avvento di Aldo Bartocci l’Azienda entra a scuola. Gli studenti di metallurgia vengono affiancati dagli operai della “Soc. Terni” per l’attività pratica in officina. Oggi soltanto un reperto per la storia.


Oggi si sta tentando di coniugare le esperienze del passato per tramutarle in un progetto che faccia compiere un salto di qualità alla scuola e rilanciare il successo dell’industria ternana mediante interventi tesi ad un modello di sviluppo compatibile con le mutate leggi dell’economia, della società e dell’ambiente.


L'unica cura per il Paese e per il nostro territorio, la cui vocazione è fondata su siti industriali e produttivi, è il Lavoro.


Per quanto attiene il Polo chimico, dopo le recenti vicende occupazionali riguardanti la BASELL, è importante che in quell’area si sta prospettando una presenza industriale qualificata e innovativa nel campo della green economy che vede l’interesse della Novamont e di Terni Reserch, e forse anche quello di altre forze imprenditoriali locali.
Per quanto attiene il settore siderurgico. dopo l’annuncio da parte della ThyssenKrupp, di vendere la produzione dell’acciaio inossidabile, l’acquirente Outokumpu, società finlandese leader mondiale nel settore, offre opportunità che meritano un’approfondita analisi valutativa in vista della continuità produttiva del sito di Terni e della difesa della professionalità che le maestranze cittadine si sono sapute costruire nell’arco di oltre cento anni.


Ci sono altre possibilità per il nostro territorio?


Una svolta positiva per il futuro della nostra città potrebbe scaturire dalle idee dei nostri giovani, dalle piccole e medie imprese, dalle istituzioni, dall’università con la nascita di spin-off. Occorre però colmare una grossa lacuna, la mancanza di una cultura d’impresa e di una cultura imprenditoriale. In questa fase di estrema difficoltà, saper operare in rete, affrontare i problemi con la logica di sistema, collaborare con la scuola attraverso tirocini ed alternanza scuola lavoro, rappresentano passaggi obbligati per consentire, al termine degli studi, di mettere in campo forze fresche, magari da selezionare, per essere inserite in un mercato che risulta vincente solo se si punta sulla risorsa umana, sulla qualità dei prodotti e dei processi, sull’innovazione dei macchinari oggi tecnologicamente avanzati, ma che devono saper restare al passo con una tecnologia che cambia a ritmi crescenti.


C’è bisogno di cooperazione e di concorsi di idee per crescere in un contesto, ove dovrebbero essere preminenti figure che sappiano, come fece l’ing. Aldo Bartocci dare impulso innovativo alle produzioni industriali locali. Compito della scuola è formare la persona e fornire giovani motivati e preparati che siano in grado di inserirsi immediatamente nei processi produttivi per avere già sperimentato tirocini e esperienze in Fabbrica durante il percorso formativo.
Il nostro territorio, ha bisogno di un’oculata visione del futuro e della capacità di gestire il presente con scelte coraggiose ed efficaci.

Dopo il tentativo, risultato poi vano, fatto agli inizi degli anni ’90 di diversificare le potenzialità occupazionali del nostro territorio, puntando sull’ampliamento del settore servizi ci si sta accorgendo che la nazione ha bisogno di invertire la rotta e di creare nuove opportunità nei settori produttivi ove mancano le professionalità idonee a garantire lo sviluppo.


Per questo è necessario investire sull’istruzione, sulla formazione e sull’innovazione per sostenere un progetto industriale che sappia interpretare le linee di sviluppo attraverso le quali oggi si recupera competitività. L’Istruzione e l’Università devono gettare le fondamenta di un futuro insieme ai giovani, educandoli e formandoli alla cultura d’impresa.



ORIENTAMENTO

Nessun progetto di sviluppo dell’economia di un territorio può prescindere dal coinvolgimento di tutte le componenti sociali e istituzionali che vi operano. Sapere a priori in quale direzione muoversi non è una curiosità, ma un passo indispensabile. Quello che va spesso sotto il nome di “programmazione”, si riferisce ad un intervento circoscritto ad una determinata realtà operativa.


Per “orientamento” si intende, invece, un quadro totale del sistema economico e sociale di un territorio, dove ogni realtà apporti il suo contributo di esperienza, progettualità, aspirazione a vantaggio di un disegno più generale, comune e condiviso.


Orientare è complesso. Occorre farlo a partire dalla formazione, sulla scorta delle indicazioni provenienti da centri di analisi di sviluppo, appositamente approntati per il monitoraggio dei settori economici.


Preparare le forze di lavoro, avendo ben chiaro il percorso di sviluppo, così come delineato da studi dedicati, facilita non solo le scelte, ma consente di non disperdere energie umane e finanziarie.


La difficoltà maggiore è la sintesi fra le varie componenti sociali. E questo in virtù del fatto che tutte, dico tutte, sono parimenti interessate al comune progetto di crescita.


Ma non è impossibile. Anzi, è auspicabile che il tema venga affrontato nelle sedi opportune per avviare un serio percorso realizzativo. Si guardi, attualmente, agli scompensi che si determinano in materia di richieste occupazionali: servono nella immediatezza oltre 40.000 tecnici da inserire nell’industria pesante. Non ci sono. Sovrabbondano purtroppo altre figure; inservibili o, nel migliore dei casi, costosissime per un’eventuale conversione sia in termini di costi di formazione, che per ritardi.


Si pensi solo al fatto che nonostante la presenza di un polo chimico con prospettive di forte sviluppo e di occupazione, il numero degli iscritti alla prima classe dell’a.s.2012/2013 al corso chimici dell’ITIS è di appena cinque unità.



L’esempio è estensibile a miriadi di altri casi e non investe solo il comparto della chimica penso alle professionalità artigianali richieste dalla Piccola e media Impresa.


Le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro dipendono come evidenziato , in massima parte, dall’assenza di orientamento, non solo a livello occupazionale immediato, ma come prospettiva di organizzazione sociale.


Illuminante è per tutti noi la visione che ebbe l’Ing. Aldo Bartocci di far maturare tale esigenza nell’interazione tra scuola ed industria.



La giornata di oggi, oltre a commemorare la figura di Aldo Bartocci, ci deve indurre a riflettere sul passato e sul futuro dell’acciaieria per il quale si conta sull’apporto delle figure che interverranno


Orientamento- “Smistamento”, analizzate i flussi!

A proposito di “insegnanti distratti” e di orientamento scolastico mancato quello, tanto per capirci, che ha portato solo otto alunni ad iscriversi al corso di Chimica all’ITIS, sarà bene far capire a tutti come stanno le cose, anche perché nel futuro di Terni, chimica e green economy sono destinate ad avere un posto di rilievo.
Cominciamo dal principio, come si fa annusando la testa del pesce per sapere se è andato a male, e invitiamo enti e istituzioni, ad analizzare i flussi d’iscrizione dalla scuola media agli istituti superiori.


Chi orienta le scelte dei ragazzi e delle famiglie nel passaggio in questione? Non lo fanno i docenti perché privi di informazioni sui progetti di sviluppo del territorio, non lo fanno le istituzioni locali ancora legate a difficoltà di colloquio con la scuola, non lo fanno gli enti preposti alla formazione perché oberati da altri problemi.
Oggi non si fa orientamento.


I ragazzi vengono solo “smistati” dalla scuola dell’obbligo agli istituti superiori con logiche che sarebbe opportuno approfondire e che, quasi mai rispondono alle necessità di ricezione del mercato del lavoro, né ad un progetto di programmazione economica cittadina.


La conseguenza sarà che, nel nome di una presunta libertà di scelta fatta in assenza di indicazioni, dopo cinque anni ci ritroveremo con intere generazioni di liceali che non servono all’industria, con frotte di camerieri che non servono alla scienza, con eserciti di metalmeccanici che non servono al commercio.
Qualche dubbio? Analizzate i flussi!


Giocondo Talamonti


L’occupazione giovanile è in crescita…chiediamoci perchè

Il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto livelli allarmanti: 9,2%, quasi due milioni e mezzo di persone sono senza lavoro. E’ il prezzo che il mondo occidentale sta pagando alla crisi.


Ma la tragedia che affligge il nostro paese sta nelle percentuali da sottosviluppo che riguardano l’occupazione giovanile. Un giovane su tre non ha impiego; molti hanno rinunciato a cercare un lavoro, aggravando, se possibile, dati già inquietanti. In questo caso, le colpe non vanno imputate solo alla crisi globale, perché la media dei paesi membri dell’Europa è di dieci punti più bassa della nostra: 21,2% contro 31,4%.


I valori rilevati meritano un’analisi minuziosa che individui i motivi che stanno alla base della nostra incapacità di offrire opportunità di accesso al mondo del lavoro alle giovani generazioni.


Il primo elemento che colpisce è l’assenza di programmazione, sia a livello centrale che locale. Manca un sistema organizzato che indichi ai ragazzi in età scolare quali sono i settori che offrono prospettive occupazionali nel medio periodo (3 – 5 anni), quali sono le tendenze dell’economia in genere e di quella locale, dove indirizzare la propria formazione per disporre di maggiori potenzialità lavorative.


Tale carenza informativa e valutativa produce danni economici incalcolabili, perché disperde risorse finanziarie investite per formare individui destinati a settori privi di domanda o dove l’offerta supera la capacità di assorbimento.


Una programmazione così intesa, coincide con il concetto di ‘orientamento’, vale a dire l’elaborazione di indicazioni provenienti da politica, economia, istruzione e formazione sulle potenzialità di sviluppo di una determinata area socio-economica armonizzate con le risorse umane necessarie a dare risposta alla crescita di quel territorio.


Attualmente, il compito di suggerire ai giovani che escono dalla scuola dell’obbligo quale percorso formativo intraprendere, è affidato alle cure materne delle insegnanti di lettere, spesso all’oscuro di strategie di mercato, le quali prendono come unico riferimento le inclinazioni del ragazzo, dedotte dai giudizi acquisiti in sede di scrutinio di classe.


Più che di ‘orientamento’, questa operazione può essere definita di ‘smistamento’. La confusione è amplificata dalle famiglie, le quali, prive anch’esse di informazioni utili a ipotizzare i campi di maggior sviluppo occupazionale, decidono di far intraprendere ai propri pargoli indirizzi di studio condizionandoli alla scelta fatta dal vicino di casa, o dall’amichetto del cuore.


Alla fine del liceo, ci si iscrive all’università, perché si sa che un diploma liceale non serve a niente, se interrotto nella proiezione universitaria. In questa fase, i già tragici effetti patiti si amplificano nuovamente. La scelta della facoltà è fatta ‘a naso’ o, nella migliore delle ipotesi, suggerita da disposizioni individuali. Elemento questo, che non mette al riparo dall’insuccesso professionale, dato che in assenza di una strategia di programmazione le opportunità di trovare occupazione al conseguimento della laurea sono misere.


Senza contare che l’accesso alla facoltà prescelta, grazie proprio all’assenza di informazioni sulle linee di sviluppo del paese, è sottoposto all’umiliazione del numero chiuso, di quiz fantasiosi che determinano ingressi o esclusioni casuali.
Sono queste le circostanze che obbligano chi ha interessi a intraprendere studi di medicina a ripiegare su scienze politiche, frustrando progetti e energie.


Il compito dell’orientatore è complesso e non può gravare esclusivamente su un impegno individuale. Deve, cioè, saper lavorare in gruppo, confrontandosi sistematicamente con operatori economici e analisti di settore. I risultati che scaturiscono devono avere la massima accessibilità da parte delle famiglie interessate al futuro dei propri figli, perché in totale libertà sappiano quali siano gli indirizzi economici della realtà nazionale e locale e perché, sulla base dei dati in possesso scelgano il percorso formativo più adatto al ragazzo e alle potenzialità occupazionali.


Un esempio eclatante l’ha fornito la regione veneta lamentando la difficoltà a reperire sul mercato del lavoro un numero consistente di tecnici metallurgici e meccanici. Ma senza allontanarci troppo, anche la nostra dovrà, a breve, affrontare la medesima situazione, visto che gli studenti iscritti al corso di chimica dell’ITIS sono stati solo cinque. Un territorio che ha fra le sue vocazioni industriali la siderurgia e la chimica deve poter contare su un ricambio sistematico. Se questo non avviene è perché l’informazione è assente, e assente è l’orientamento. C’è da chiedersi quanto costerà alla società riconvertire le abilità acquisite in una fase successiva al diploma, sia in termini economici che di tempo.


Il tema dell’orientamento assume dimensioni enormi per la crescita del territorio e deve poter contare sul coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni e di esperti. Una commissione permanente formata da analisti economici, con il supporto di docenti, opportunamente preparati al ruolo, consentirebbe di estrapolare le tendenze economiche locali, con risultati successivamente portati a conoscenza delle scuole e delle famiglie di ragazzi interessati alla scelta.


All’obiezione, secondo cui una società così programmata nega i diritti alla libera scelta dei cittadini, si può contrapporre che l’orientamento non è una legge ma solo un’indicazione utile ad individuare in quale direzione il treno socio-economico si muove e quali sono i suggerimenti per poterci salire al volo, salvaguardando il diritto di ciascuno di corrergli dietro senza sapere dove e quando si fermi.


Ing. Giocondo Talamonti

I brutti esempi godono del privilegi della visibilità…

Ci si aspettava molto dall’incontro Milan-Juve, prima e seconda in classifica, di sabato 25 febbraio. Ma la sorpresa non è arrivata dal risultato, 1 a 1, ma da una serie di fatti che hanno finito per evidenziare una crisi latente nel calcio e nello sport in genere.


Ad essere preso a calci, non è stato il pallone, com’era logico che fosse, ma i valori fondanti dello sport e, prima ancora, del vivere civile.
Nel corso di quello stesso disgraziato match, Mexes (Milan) ha pensato di poterla fare franca colpendo, non visto, con un pugno Borriello (Juve). Il francese non ha ancora capito che le scorrettezze di gioco, possono essere imputate a posteriori, tramite registrazione dell’incontro.
Il medesimo ricorso non è però utile a stabilire se la palla sia entrata o meno in porta.
Mistero glorioso.


E a proposito di linea di porta, c’è da chiedersi come una palla, che l’abbia varcata per quasi un metro, sia sfuggita alla valutazione di una terna arbitrale di provata esperienza.
O meglio, l’arbitro ha ben interpretato l’azione, confermando la segnatura, ma il guardalinee, in posizione obiettivamente più felice, ha richiamato l’attenzione del direttore, assicurandogli che la palla non era entrata.
Buffon, che nella circostanza l’aveva smanacciata con affanno, ha potuto salvare la sua squadra dalla probabile sconfitta, ma subito dopo s’è fatto il più clamoroso degli autogol.


Al termine dell’incontro, infatti, dichiarava che non sapeva se la palla fosse entrata o meno e che, comunque, se ne avesse avuto certezza, sicuramente non l’avrebbe detto all’arbitro.
Ora, tutti sappiamo che non è il caso di incartarsi in olimpiche considerazioni sull’onestà della gente, sull’obiettività degli sportivi, sulla trasparenza degli atleti.
Tutti siamo a conoscenza che esistono macroscopici interessi dietro a qualsiasi manifestazione sportiva, persino dietro a quelle amatoriali, per cui la dichiarazione di Buffon può far trasecolare gli ingenui, ma non scuote più di tanto chi sta con i piedi per terra.


Non si parli però di ipocrisia, perché così facendo si rischia di liquidare con un’accusa gratuita quella che è, e che resta, una colpa.
Un giocatore della nazionale è oggetto di emulazione per i giovani, i quali non si preoccupano del fatto che il loro idolo rispetti o meno le leggi dello sport, ma accettano tout court lui e le opinioni che esprime.


La leggerezza del portiere della Juve sta, appunto, nella colpevole libertà con cui si è espresso, senza saperne valutare le conseguenze, offrendo ai giovani un esempio di furbizia dozzinale, perfettamente in linea con l’andazzo che ad ogni livello della vita sociale e politica investe il paese in questo particolare momento.
Se Mexes s’è beccato tre giornate di squalifica per il pugno all’avversario, Buffon meriterebbe di non mettere più piede in un campo di calcio.


Il dramma della situazione è che i parsimoniosi casi edificanti che si verificano nei campi di gioco di tutt’Italia e che lasciano sperare bene per il futuro di questa disciplina, sono destinati a restare nel limbo dei buoni esempi. Qualche tempo fa, in un campetto di periferia di Terni, un giocatore che s’era visto assegnare dall’arbitro un calcio di rigore, ha corretto la decisione del direttore di gioco, dichiarandogli che l’avversario non aveva commesso nessuna scorrettezza. Il Sindaco di Terni, in una lettera inviata al selezionatore della nostra nazionale, ha chiesto di valorizzare, nella forma che l’allenatore avesse ritenuto più opportuna, la nobiltà del gesto del giocatore della squadra locale, Fabio Pisacane, per aver respinto, insieme al suo collega del Gubbio, Simone Farina, un tentativo di combine accompagnato dall’offerta di 50.000 euro.


Se ci unissimo tutti nel premiare i gesti positivi che lo sport propone e che stanno alla base della sua essenza, dando visibilità a chi, nel nome della lealtà del confronto, persegue principi di rispetto e coerenza, la leggerezza con cui Buffon ha manifestato le sue opinioni, potrebbe anche passare inosservata.
Ma così non è.
I brutti esempi godono del privilegio della visibilità, rendendo, così, inutili gli sforzi educativi della famiglia e della scuola, condannate a una perpetua lotta contro i tentativi quotidiani di minare il faticoso cammino di formazione di cui sono chiamate a farsi carico.


E’ triste constatare come un buffon qualsiasi possa tanto facilmente incidere nel vanificare sforzi e progetti di una società convinta di non dover mai rinunciare a costruire un mondo più equo e rispettoso dei valori in cui credere.


Ing. Giocondo Talamonti

OTTO MARZO 2012


OTTO MARZO 2012

Prima di festeggiare l’8 marzo, sarebbe utile riflettere che le donne non hanno ancora concluso il loro percorso di emancipazione sociale. E questo a causa di pregiudizi e prevaricazioni. Lo testimoniano i troppi eventi della cronaca che le vedono vittime di soprusi.


Voglio rivolgere agli uomini l’invito ad assumere un consapevole atteggiamento di rispetto e di pari considerazione fra i sessi e alle donne a coltivare il proposito di non cedere in situazioni che le vedano contrapposte sul piano della dignità.


Solo quando le une e gli altri avranno compreso che non esistono fra loro differenze in termini sociali, dedicare l’8 marzo alle donne, avrà senso per affermare, insieme ai principi di uguaglianza, la memoria per le sofferenze da esse patite nel nome della comprensione e dell’armonia famigliare.
Il percorso, ancora lungo e tortuoso, deve essere affrontato con pari impegno da ambedue le categorie, ricordando che è nella scuola e in casa che inizia l’educazione che conduce al riconoscimento indiscusso degli stessi diritti e doveri.


Auguri.
Ing. Giocondo Talamonti

Monti dice NO alle olimpiadi....




Attorno ad un evento sportivo delle dimensioni di una Olimpiade ruota una miriade di interessi e interessati, tutti con differenti obiettivi. Per non sconvolgere la sintesi che in questa sede ci proponiamo, è bene escludere subito i protagonisti veri, gli atleti.
Seguendo un ordine che procede da un rigore numerico, prendiamo in considerazione il pubblico sparso nel globo, nel quale è lecito identificare la massa degli sportivi, intesi come amanti perduti dello sport, quindi innocenti spettatori. A costoro poco importa dove si svolga un’Olimpiade, attratti come sono dal gesto atletico e dai risultati, attenti, piuttosto, al rispetto delle leggi che regolano le singole discipline e ai principi di lealtà sportiva.


Viene, poi,il coinvolgimento della nazione ospitante, che divide i suoi obiettivi fra “opportunità” e “accoglienza”. E qui cominciano i guai.


Se l’opportunità è vista come occasione di arricchimento di immagine della nazione o se ridotta a più prosaico momento di arricchimento personale, dipende dal grado di corruzione di quel Paese, assodato che gli illeciti eventuali commessi da una cricca si realizzano con il sostegno di un contorno politico altrettanto corrotto, tanto corrotto da caratterizzare l’atteggiamento di quell’intero popolo.


Ecco, se qualcuno vede riflessa la situazione italiana nel quadro sopra descritto, non deve gridare allo scandalo o farsi prendere dalla depressione. Tutti siamo a conoscenza dei mali che ci debilitano; e se ci coglie una reazione d’orgoglio patrio che la neghi, sono le statistiche mondiali a ricordarcelo: siamo a livello di Uganda, ce la battiamo con il Botswana, fatichiamo a distaccare il Benin. Insomma, siamo i più corrotti d’Europa e perfettamente in sintonia con gran parte dell’Africa.
“Opportunità” perduta. Ma per chi?


Lasciamo agli spiriti olimpici credere che sia un’occasione mancata per lo Sport. Il ricorso all’espressione muove dai soliti maneggioni, quelli che si fregavano già le mani prima di fregarsi i soldi; quelli di aquilana memoria, quelli pronti a risate di compiacimento per la distruzione di una città e per i suoi 300 morti, allietati dall’idea di ingrassarsi con la ricostruzione.


Bene ha fatto Monti a rinunciare alla candidatura di Roma. Non ha bisogno dei consensi delle urne per ricordarci che dobbiamo ancora crescere, che spendere altri miliardi in un momento come questo, non consola nessuno degli sportivi onesti.
Ing. Giocondo Talamonti


Gara sulla Sicurezza stradale fra gli studenti dell’ITIS e dell’IPSIA

Con riferimento alla gara “Guida il tuo futuro con amore”, bandita per promuovere alcune delle attività incentrate sulla previdenza e la protezione individuale, le due classi risultate vincitrici nelle rispettive scuole :2D meccanici per l’Itis e 2B Elettrici per l’Ipsia si sono confrontate presso l’ACI di Terni, oggi 10 febbraio 2012,. La Scuola vincitrice della prima gara sulla sicurezza stradale è risultata l’l’ITIS con la squadra 2D meccanici.


I migliori studenti sono risultati:


• Yances Lee Harry

• Sdoga Gianluca

• Barbarese Stefano

• Massimi Matteo

• Danese Michael


Che saranno premiati con:


o 5 polizze annuali per motociclo o ciclomotore tramite la compagnia assicurativa AXA-MPS. (messe a disposizione del Monte dei Paschi di Siena);


o 5 tessere di socio ACI per i genitori degli studenti più meritevole.


• N.5 gadge, da mettere in auto vicino al volante. Trattasi di un piccolo sensore per non rischiare di addormentarsi in considerazione che uno dei più paventati rischi alla guida è il classico colpo di sonno. (messo a disposizione dell’ACI)


A tutti gli studentiè stato consegnato un porta oggetti utile per chi viaggia da parte dell’ACI.


Ogni anno in Europa oltre 8.000 pedoni vengoo coinvolti in incidenti stradali con esito mortale. La maggior parte degli incidenti in cui sono coinvolti pedoni accade nelle aree urbane e di questi quasi un quarto sugli attraversamenti pedonali. La cultura della sicurezza nasce a scuola e iniziative come questa consentono di acquisire modelli di comportamento divertendosi. Tutti i soggetti coinvolti stanno già pensando alla prossima edizione visto il successo e l’interesse che ha suscitato l’edizione numero zero.


La premiazione si terrà il giorno 14 febbraio, alle ore 9.30, negli uffici della Banca Monte dei Paschi di Corso Tacito alla presenza degli alti vertici della Direzione della Banca e degli enti coinvolti (ACI, Polizia stradale e polizia municipale).



Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

Articolo 18


E’ difficile dire se economia e politica sia l’una causa o effetto dell’altra, tanto sono interconnesse. Eppure, a ben guardare, non esiste distanza maggiore che le separi. Non c’è mai stato un politico che sia rivelato buon economista, così come nessun economista che sia diventato bravo politico. I rari tentativi di armonizzare i due mondi sotto un’unica guida hanno finito per produrre aborti sociali, trascinando nel fallimento degli intenti anche propugnatori di buone intenzioni.


La premessa è d’obbligo per introdurre un’analisi dello sforzo inumano di Mario Monti il quale, nella confusione della sua duplice funzione, politica ed economica, naufraga come uno Schettino qualunque nel mare magnum dell’inconciliabilità.


Il riferimento è all’Art. 18, presentato dal Premier come l’ostacolo maggiore all’avvio di un progetto di crescita nazionale, come il muro che divide bund e btp, come separé invalicabile fra lavoratori e datori di lavoro.
Affrontato così, il problema è destinato a creare tensioni di cui nessuno ha bisogno. Visto con un’ottica serena, il tema non reclama nessuna urgenza, semplicemente perché non esiste. L’accanimento a cancellarlo ha il sapore del contentino a vantaggio di una classe sociale che non lo digerisce a prescindere, ma che ha l’effetto si esasperarne un’altra che continua a sentirsi battere la testa come pesto in un mortaio.


Sarebbe sufficiente considerare che l’applicazione del disposto è destinata a regolare i rapporti di lavoro in realtà industriali con oltre 15 dipendenti, vale a dire una percentuale ridicola, prima che irrisoria e che in queste concentrazioni occupazionali c’è già chi, come Marchionne, che se ne frega delle norme che contiene.
Il ricorso all’Art. 18 nel passato anno ha visto interessati poche migliaia di lavoratori a dispute legali risoltesi con il compenso economico a neppure 300 persone.


Dov’è, allora, il problema? Possibile che nessuno si sia chiesto quale sia il ruolo svolto dall’Art. 18 nell’ambito del contratto collettivo? Possibile che si debba rinunciare ad un’innocua bandiera che testimoni la speranza in una continuità del lavoro morta da tempo?
Finché vedremo contrapposti i protagonisti dell’occupazione, lavoratori e datori di lavoro, finché si soffierà sulle fiamme a pieni polmoni, sarà difficile arrivare a conclusioni eque. E’ inconcepibile una realtà produttiva che possa fare a meno di dipendenti e dipendenti che possano fare a meno di un imprenditore.
Tunc, cui prodest? Allora, a chi giova?


Giocondo Talamonti

La nevicata del 1956



La nevicata del 1956 e la relativa ondata di freddo rappresentano un evento meteorologico di particolare rilevanza ed eccezionalità storica per dimensioni del fenomeno che colpì il continente europeo e l'Italia nell'inverno di quell'anno.
Nel mese di febbraio di quell'anno un'ondata eccezionale di freddo investì buona parte dell'Europa e dell'Italia, coprendola di neve e gelo con un'intensità tale da essere definita la "nevicata del secolo": costituì infatti l'evento nevoso più marcato e pesante dai tempi dell'inverno 1929 per tutta la penisola, ed i successivi fenomeni dell'inverno 1985, non meno rilevanti, non ne eguagliarono comunque l'estensione temporale e geografica.
Alcune foto di angoli della nostra città Terni sotto la neve e per gli sportivi ternani “Nanà”, portafortuna della ternana, resiste alle intemperie.

Il Garibaldi di Terni

Il 31 gennaio del 1892 Pietro Faustini moriva nella sua Terni a soli 66 anni, lasciando nella costernazione e nel lutto l’intera cittadinanza e l’Italia repubblicana.
L’Associazione Garibaldina “Pietro Faustini” in ricordo di Pietro Faustini “il Garibaldi di Terni” ha organizzato, il 31 gennaio 2012, con il patrocinio dei Comuni di Terni e Narni una conferenza presso la sala Videoconferenze biblioteca Comunale di Terni.
Alle ore 11.30 a Largo Villa Glori è stata apposta la targa “già via Pietro Faustini”.

L’IPSIA e l’ITIS organizzano in collaborazione con l’ACI, i Vigili Urbani e la Polizia stradale, la 1^ gara sulla sicurezza stradale promossa dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e rivolta agli studenti delle prime e seconde classi al fine di prevenire ed educare i giovani ad un uso corretto dei ciclomotori.


La gara si articola in tre fasi: 1^ fase: individuazione di una classe per ogni scuola selezionata (Itis ed Ipsia per l’a.s. 2011/2012), attraverso la somministrazione di un questionario predisposto dall’ACI. Tale fase si svolgerà il 9 febbraio: per l’Ipsia in sala “Secci” e per l’Itis in sala “Tripepi”. Saranno designate rispettivamente le classi che riporteranno la media più alta dei punteggi individuali. La 2^ fase, si terrà il giorno 10 febbraio, a partire dalle ore 10, presso l’ACI e consisterà nel confronto fra la migliore classe dell’ITIS e la migliore classe dell’IPSIA attraverso un questionario predisposto dalla giuria. La 3^ fase servirà ad individuare, attraverso questionari e domande orali, i cinque studenti vincitori delle 5 polizze RC auto annuali per motociclo o ciclomotore tramite la compagnia assicurativa AXA-MPS messe a disposizione dal Monte dei Paschi di Siena. La Giuria, inoltre, assegnerà ai 5 migliori studenti la tessera di “socio ACI” per i rispettivi genitori.


La giuria è composta da 1 rappresentante dei Vigili Urbani, 1 rappresentante della polizia stradale, 1 rappresentante dell’ACI ed 1 rappresentante della Banca Monte dei Paschi di Siena con funzioni di Presidente.


La premiazione si effettuerà il 14 febbraio 2012, presso la sede del Monte dei Paschi di Siena in Corso Tacito, Terni, rientrando l’iniziativa tra i festeggiamenti valentiniani

TERNI HA LE POTENZIALITA’…


Il mercato dell’inox, come tanti altri dell’industria pesante, soffre le minime variazioni che interessano il settore. La concorrenza, fino a qualche decennio fa, debole e con scarsa tecnologia, non rappresentava un problema. I costi dell’energia, aumentati paurosamente negli ultimi anni, sono oggi un ostacolo preoccupante per il futuro del comparto. La necessità di investimenti sempre più massicci per fronteggiare l’inossidabile asiatico, rischia di non vedere i ritorni attesi.


Le nuvole nere che aleggiavano sulla TK-AST stavano diventando incubi per gli operai e le famiglie ternane; troppe voci si sono rincorse per delineare un quadro tragico per l’economia della città.


Poi, ecco spuntare Outokumpu, una società finlandese che si è guadagnato il mercato europeo dell’inox in pochi anni di presenza e si propone, con l’acquisizione del 70% di TK-AST, di diventare una fra le prime nel mondo.


Tutti risolti i problemi di Terni?


In attesa di definire il quadro completo della trattativa e poter quindi giungere a valutazioni più rispondenti, occorre esprimere apprezzamento per l’acquisizione, tenuto conto della rassicurazione fatta dalla dirigenza in materia di mantenimento dei posti di lavoro e del ruolo di avamposto che si intende affidare al sito ternano per il mercato nordafricano e del Medio Oriente.


Ma la prudenza è d’obbligo. Abbiamo fatto il callo a promesse rosee e progetti faraonici delle tante multinazionali che hanno scelto di insediarsi nel nostro territorio e non smettiamo, ancora oggi, di piangerci addosso per non aver preso le precauzioni opportune ad evitare che con troppa frequenza centinaia di famiglie si siano trovate senza una fonte di reddito, anche in presenza di utili di bilancio consistenti realizzati dall’azienda che chiude per strategie riferibili ad una logica di presenza nel panorama distributivo mondiale.


L’esperienza acquista deve servirci per individuare il percorso migliore a garantire livelli e qualità di lavoro. Se il patrimonio materiale di un’industria può essere facilmente quantificato, più complesso appare lo sforzo di dare alla professionalità delle maestranze il giusto prezzo. Fino ad oggi, la ciambella di salvataggio per uscire dalle criticità cicliche di questo tipo di produzione è sempre stato il livello qualitativo dei dipendenti. Prima ancora che ai valori immobiliari, chi subentra guarda alle capacità produttive dei dipendenti, al bagaglio tecnologico posseduto, alla tradizione industriale del sito, in quanto ricorso irrinunciabile per contrastare efficacemente la concorrenza.


Così come correttamente opera chi decide di insediarsi assicurandosi le opportune garanzie, altrettanto la città deve fare per dare certezze di continuità occupazionale ai lavoratori dell’azienda.
Da qui deriva la necessità di condizionare le scelte della Outokumpu per ottenere un minimo di garanzia che, alla fine, si trasformeà in un ulteriore vantaggio per l’impresa, a compenso della serenità del lavoratore nello svolgimento dei suoi compiti.


In questa fase preliminare, le forze politiche cittadine devono attivarsi per realizzare un progetto socio-economico che parta da paritetiche condizioni di vantaggio, monitorando e favorendo l’iter d’insediamento della nuova società, programmando gli interventi di competenza dell’amministrazione pubblica per agevolare l’operatività, ma pretendendo anche che ai lavoratori non siano chiesti solo sacrifici e che si sentano integrati in un più vasto disegno industriale.


A tale proposito, è indispensabile che si intrecci un dialogo fra impresa e scuola, migliorando quello già esistente, impegnati ambedue ad assicurare nuove forze di lavoro, opportunamente preparate e formate secondo le esigenze dell’azienda e quella della moderna metallurgia.


Terni ha le potenzialità necessarie per dare fondamento ad una linea di strategia formativa che si tradurrà in un beneficio concreto per l’Outokumpu, quest’ultima deve aprirsi al dialogo e alla collaborazione per rispondere ad una vocazionalità che dura da oltre cento anni.


Terni, 3.02.2012

Giocondo Talamonti

Non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia.


L’ITIS “L. Allievi”, per stimolare l’attenzione delle giovani generazioni su una delle pagine più buie della storia dell’umanità, alle ore 9.30 del 31.01.2012, si è unito alle numerose celebrazioni della “Giornata della Memoria”, organizzate nel territorio nazionale, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico. L’iniziativa patrocinata dal Comune di Terni e dall’UNLA-UCSA si è svolta con il contributo dell’ANPI ed ANPPIA di Terni. Hanno partecipato all’incontro : Mario Tempesta dell’ANPPIA nazionale, la Prof.ssa Ravenna Marcella, docente dell’Università di Ferrara e l’ing. Nando Tagliacozzo. Tutti hanno evidenziato il concetto che il ricordo non deve costituire una ritualità, ma deve rappresentare l’occasione per coltivare la memoria dei fatti; non si impara la storia per conoscere gli avvenimenti, ma per modificare i propri comportamenti. All’apertura è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del Presidente scomparso Oscar Luigi componente dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti).


I filmati proiettati durante il convegno sono serviti per far prendere coscienza della cruda realtà dei lager nazisti nei quali si è consumato il più vile oltraggio alla dignità dell’uomo ed ai valori di libertà e giustizia.


I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.


Splendido l’intervento della Prof.ssa Ravenna che, sul senso della memoria, ha fatto leva per contrastare i fenomeni di esclusione morale. Ella ha sottolineato il concetto secondo cui, i fatti che si ricordano, possono evitare che accadano nuovamente seppure in forme diverse. La comunicazione diminuisce le distanze, dà dignità, facilità e capacità di soddisfare i bisogni di uguaglianza fra esseri umani. L’ing. Nando Tagliacozzo ha raccontato la propria esperienza di figlio di ebrei ed ha richiamato l’attenzione degli studenti su quanto sia importante testimoniare e ricordare ciò che è accaduto. Se ci fosse consapevolezza della Shoah l’ “altro”, il “diverso”, non sarebbe definito tale, ma persona con la quale coesistere pacificamente su una terra e su un universo che è di tutti e di ciascuno. La Giornata della Memoria deve costantemente insegnarci che la Shoah subita dalla popolazione ebraica, fatta di persone (giovani, anziani, donne, uomini, bambini, ragazze, popolo) è stata un oltraggio all’intera umanità e che il ricordo e assimilazione devono rappresentare l’antitodo necessario ad evitare che se ne possa verificare qualche altro.


L’interiorizzazione del valore della shoah corregge la spinta individualistica ed egoistica che è in ciascuno di noi e ci proietta nella dimensione del rispetto della persona e della solidarietà, dandoci la capacità della gradualizzazione dei bisogni.


Il Dirigente Scolastico

Giocondo Talamonti

Il Gruppo consiliare della FdS ha compiuto un approfondito esame della preoccupante situazione venutasi a creare in seno al Consiglio comunale di Terni.


Tale situazione non è più sostenibile e tollerabile perché impedisce il governo della città nel momento di gravità e di difficoltà che sta attraversando Terni circa le prospettive future delle industrie siderurgiche e chimiche locali (AST, Basell etc.).


Il gruppo della FdS ha sempre sostenuto con coerenza, la lealtà e la fedeltà al Sindaco, alla Giunta e all’intera coalizione di centro sinistra.


A proposito delle difficoltà esistenti nel Consiglio non è corretto parlare di responsabilità dell’intera maggioranza, ma è necessario essere chiari sulle possibili colpe, in grande parte, riconducibili ai contrasti interni al PD, ai giochi personali e di gruppo che caratterizzano la vita politica attuale di questa forza politica.


Di fronte a questa situazione il gruppo della FdS esprime piena solidarietà al Sindaco Senatore Leo di Girolamo, dichiara la propria contrarietà a soluzioni pasticciate e negative quali:



• Giunta tecnica,

• nuove alleanze,

• elezioni anticipate.


I cittadini ternani non hanno bisogno di elezioni anticipate o di altre soluzioni di bassa politica, sentono invece il bisogno di un governo locale forte e capace di gestire la città e di risolvere i gravi problemi del momento.


La strada maestra suggerisce di ripartire dalla maggioranza e dal suo programma; punti indiscutibili che hanno già riscosso la fiducia degli elettori ternani.


Da questi trarre le mosse per far fronte, in questa parte ultima del mandato, a tutte le non più rinviabili necessità in primis la risoluzione dei guai del PD e il ritrovare l’unità dell’intera maggioranza.


Terni, 28.01.2012

Presidente del Gruppo FdS

Giocondo Talamonti

L’Ipsia a Torremaggiore c’era…


L’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, sabato 21 gennaio alle ore 9.30, ha partecipato alla cerimonia commemorativa del 68^ anniversario del sacrificio di Germinal Cimarelli, tenutasi a Torremaggiore.


L’Ipsia c’era... per documentare l’appuntamento e trasmetterlo ai giovani studenti.
Lassù, ancora una volta, tra i gonfaloni, della Provincia, del Comune di Terni, del Comune di Sangemini e del Comune di Narni, si sono ritrovati insieme, il Sindaco, On. Leopoldo Di Girolamo, le associazioni combattentistiche, l’ANPI, le rappresentanze dell’esercito, l’assessore Filippo Beco della Provincia. Poi, alle 10,30, la cerimonia nell’auditorium di Cesi ove si è ricordato il sacrificio di Germinal Cimarelli, medaglia d’oro e figura esemplare di impegno per la pace, la libertà, la democrazia e la giustizia. Per tali doti, ancor oggi, 68 anni dopo la sua uccisione, egli rappresenta un insostituibile modello di cittadinanza e di dignità per i giovani.


I luoghi dove si consumarono gli episodi più significativi della guerra li vorremmo vedere sempre più frequentati da ragazzi delle scuole per cogliere i valori di libertà e per riscoprire gli ideali di pace, e di fraternità fra i popoli.


E’, infatti, dalla conoscenza, dal ricordo, dalla memoria sempre viva, che si traggono le radici per costruire un più sicuro domani.


Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

Occupare il 29° posto della lista dei sindaci italiani che raccolgono il consenso dei propri amministrati, nell’ipotesi di una riconferma alla guida della città valutabile in una percentuale di circa il 56%, è il segnale palese che la comunità percepisce, in modo favorevole, la gestione della cosa pubblica, elemento non affatto trascurabile per le prospettive della nostra città.


Il riconoscimento avviene in una fase di estrema difficoltà per l’economia nazionale e locale e sottolinea l’impegno che il Comune di Terni ha speso a vantaggio del sociale e a tutela dell’occupazione.


Ebbene tutto questo non sembra rasserenante; lo sa bene Leopoldo Di Girolamo, impegnato a gestire i mille problemi della città in un clima di precario equilibrio della coalizione di governo, che di tutto avrebbe bisogno tranne che aggiungersi al disfattismo vacuo dell’opposizione.


Le differenze espresse all’interno di una maggioranza rientrano nella logica della politica e, spesso, se si escludono posizioni preconcette, sono segnali di una crescita democratica, ma quando il confronto assume i toni e le posizioni che travalicano l’interesse della comunità, entra in una volontà autolesionista che non approda da nessuna parte.


Tutti dovrebbero riflettere sul fatto che Terni, così come l’intero Paese, sta vivendo situazioni sociali drammatiche: la debolezza dei mercati, l’instabilità politica, il dramma occupazionale, l’assenza di prospettive per i giovani e, sulla circostanza, che tali contesti non sono i migliori ingredienti con cui amalgamare ulteriori elementi di tensione.


Sarebbe, invece, il momento di stringersi in un patto di aperta collaborazione, capace di superare le peculiarità ideologiche delle parti e guardare con spirito di solidarietà ai problemi dei cittadini, rimandando ad occasioni più opportune la soluzione di confronti interni.


Il contrasto alle linee di programmazione del governo cittadino, fatto dall’opposizione è di ben altra natura e molto meno influente; rientra in sostanza, nel proprio ruolo, anche se la sua azione, avrebbe più senso se fosse autenticamente propositiva.


Poiché, dunque, le minacce maggiori alla stabilità della giunta ternana, si registrano all’interno della maggioranza, è auspicabile richiedere, ad essa, un coraggioso atto di responsabilità a vantaggio della situazione complessa che sta vivendo la città, seriamente minacciata nella sue principali fonti produttive della chimica e della siderurgia.


Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che in un periodo di crisi la popolazione si aspetta un cambiamento di rotta ed una rimodulazione dei metodi e degli obiettivi finalizzati ad attenuare i problemi sociali e a dare risposta alle esigenze di un nuovo sviluppo su cui concorrono: vocazionalità del territorio, formazione dei giovani, potenziamento della formazione, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.



Tenuto conto che, nella prospettiva di conversione delle produzioni non più in linea con l’odierna economia, ci sarà la progressiva necessità di formare nuove professionalità, di aggiornare le esistenti e di convertirle verso nuove abilità.



Preso atto che il Patto di territorio, siglato il 4 agosto 2005, già preannunciava:…per accrescere la possibilità di impiego futuro, e alla stessa AST la possibilità di reperire una parte importante dei propri collaboratori…” si conta sulla .. “collaborazione con gli istituti scolastici superior”i e sull’Università da attivare…”attraverso appositi protocolli di intesa …”


Visto che nel ridisegnare il nuovo sviluppo, e per dare ai giovani formazione, professionalità ed opportunità di lavoro, occorre tenere sotto controllo i piani formativi e le linee programmatiche.


Constatato che le proposte di razionalizzazione scolastica, “rigorosamente” fatte sui numeri degli studenti iscritti nei vari Istituti, pone alla comunità responsabilità in merito alle scelte da effettuare.


Appurato che la mancanza di un progetto e di un sistema di orientamento preoccupa le associazioni datoriali ( Confindustria, Confapi e Confartigianato etc.) per le quali è invece necessario fare riferimento a linee orientative in merito:


a) al territorio e al suo sviluppo economico;

b) alle capacità e alla vocazione dei giovani;

c) ad un’analisi del mercato del lavoro.



la FdS invita il Sindaco,


a tenere sotto controllo, nella sua funzione di promotore dello sviluppo sociale della comunità rappresentata, la filiera Scuola, Università, Centri di eccellenza, Ricerca, impresa, formazione permanente degli adulti attraverso:


1. la coordinazione di tutti i soggetti che operano sul territorio (Istituzioni, Scuola, Università, Ricerca, Impresa, Ordini Professionali, etc.) per formulare un progetto integrato sulle prospettive di sviluppo e di lavoro, in particolare per giovani e donne;

2. l’orientamento dei giovani che devono essere formati ed informati sull’attività e sul percorso che si accingono a fare;

3. il riassetto scolastico in modo da rispondere alle richieste di lavoro da parte delle imprese e alla potenzialità offerte dai nuovi metodi di fare impresa per nuovi posti di lavoro.

4. a monitorare lo stato sociale per disegnare e sostenere le misure attive di inserimento lavorativo e dei servizi, a non abbandonare il sistema del sussidio economico che, seppur modesto, consente nelle fasi di transizione, di rispondere alle necessità di chi è in difficoltà.

5. l’attuare, con l’introduzione di una efficace Cultura del Controllo, riscontri in forma sistematica perché le risorse pubbliche siano esclusivamente indirizzate verso chi ha bisogno;

6. la presentazione di un progetto in base al quale sia chiaramente indicato lo sviluppo economico del territorio e sulla cui concretizzazione battersi avvalendosi della presenza universitaria e di una scuola innovativa e altamente formativa.


Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che nel periodo di crisi economica attualmente in essere, sta crescendo l’attenzione della popolazione e dei media sulle spese sostenuta dal nostro Paese e soprattutto su quelle militari, ritenute, da tanti, troppe, con tanti sprechi e molta inefficienza.


Visto che solo il costo per i cacciabombardieri F35, 15 miliardi di €, equivale a metà della manovra Monti.


Preso atto che nel 2012 è prevista, nel settore in questione, una spesa di oltre 23 miliardi in aggiunta ai 15 per i 131 cacciabombardieri F35.


Constatato che il tanto conclamato “rigore” non si applica sulle spese che non ci possiamo permettere, ma solo e sempre sui pensionati e sui lavoratori, mai sulle gerarchie militari;



la FdS invita il Sindaco


a farsi carico presso il Governo di rivedere la scelta di acquisto dei 131 aerei Lockheed-Martin F-35 dal costo complessivo di 15 miliardi di euro, cifra con cui, in alternativa, concorrere a:


1. mettere in sicurezza le scuole italiane (non in norma con la 626), avviare il riassetto idrogeologico del territorio ed in questo modo creare occasioni per le imprese e decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.


2. finanziare gli ammortizzatori sociali per tutti quei lavoratori parasubordinati che oggi non hanno alcuna tutela in caso di perdita del posto di lavoro.


Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che la presenza di persone di origine non italiana nel ternano è un fenomeno che ha subito nell’ultimo scorcio di anni una repentina accelerazione, tanto da raggiungere, al momento, circa 14mila unità a Terni e 20mila in provincia.


Constatato che la consistenza, rapidità ed eterogeneità dei flussi migratori fanno emergere problematiche nuove e pongono sfide impreviste alla comunità ternana.


Considerato che le buone pratiche, in proposito messe in atto, si riferiscono prevalentemente a: supporto linguistico, interventi di educazione interculturale, laboratori e sportelli di consulenza.


Valutato che l’insegnamento della lingua italiana per i nuovi arrivati è molto utile, sebbene la durata sia del tutto insufficiente a fornire una competenza linguistica tale da consentir loro di seguire le normali attività senza ulteriore supporto;


Tenuto conto che l’integrazione con elementi di altre culture avviene prevalentemente su iniziativa delle associazioni come la Caritas, le Acli etc. ed, in particolare per i più giovani, con il contributo determinante della scuola che propone la trattazione di uno o più temi intorno ai quali sviluppare il confronto tra diverse culture, ma anche attraverso: incontri, feste, manifestazioni, ecc.


visto che in alcune scuole sono state predisposte biblioteche multiculturali, dove gli alunni possono trovare, oltre ai materiali bibliografici nelle lingue di origine più frequenti (talvolta con traduzione italiana a fronte) anche altri testi che introducono alla conoscenza e valorizzazione delle diverse culture, inducendo così i lettori a riflettere su argomenti quali il pregiudizio razziale e l’etnocentrismo.


Considerato che quanto sopra rischia, però, di far scivolare i rapporti sull’assistenza (casa, lavoro, sussidi vari etc,) più che sull’integrazione. Gli stessi stranieri trovano importante essere assistiti, ma non a vita, intendono, invece integrarsi e avere una loro dignità nell’inserirsi nel tessuto produttivo e lavorativo della città.


La FdS chiede di conoscere se:



• vi sia un monitoraggio sistematico delle varie etnie per promuovere uguali opportunità da offrire loro;

• si è dato corso alla prevista consulta degli stranieri e alla loro presenza in consiglio comunale (con diritto di parola e non di voto) per esporre direttamente alla città le necessità più impellenti;

• vi siano risorse finanziarie che riguardano le reti associative, finalizzate alla cooperazione tra associazioni. Nel caso, siano attive, se tale cooperazione porta a oggettivi benefici in termini di qualità e quantità dei servizi offerti e quindi, in modo correlato, porta alla ottimizzazione delle risorse disponibili;

• sono previste risorse per l’educazione permanente;

• intende dare risposta alla nota inviata dagli immigrati e che, per opportuna rielettura, si allega .



Terni, 11 gennaio 2012

Talamonti Giocondo, Nannini Mauro, Luzzi Luzio

Lunedì 16 gennaio, dalle ore 9,30 alle 13,00 presso la sala “Tripepi” dell’ITIS “L. ALLIEVI” si svolgerà il Convegno “La sicurezza in Fabbrica” saranno presenti:


• L’On. Cesare Damiano

• L’On. Silvano Moffa

• Il segretario nazionale UIL Scuola Di Menna Massimo

• Cisl Chiappini Faliero

• Confindustria Sergio Rossi

che illustreranno, con riferimenti pratici, i principali argomenti caratterizzanti il tema della sicurezza in fabbrica.


Anche questa iniziativa, come le altre già messe in atto con la Prefettura e con l’Associazione degli Industriali vuole essere un ulteriore contributo alla cultura della sicurezza. L’intento è anche quello di far acquisire ai giovani studenti quelle competenze professionali che si ritengono necessarie per conferire loro un corretto approccio con il mondo del lavoro.


Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

Niente di meglio dei numeri per valutare l’entità di un fenomeno.
Il riferimento è alla presenza degli extracomunitari nella nostra città: circa 14.000, vale a dire il 15% circa della popolazione residente (20.000 nell’intera provincia). E’ un piccolo esercito che la mobilità dei popoli, il richiamo economico, il clima, l’accoglienza hanno attratto, nonostante le restrizioni delle leggi in tema di immigrazione e a dispetto di posizioni antiesterofili sostenute da alcuni partiti nazionali. La storia personale di ognuno di essi è quasi sempre tinta di tristezza, di fatti di miseria e privazioni, improntati al dolore per l’abbandono della propria terra.


Il legame di un uomo con il luogo d’origine è un cordone ombelicale inseparabile ed è comune a tutte le culture del mondo. Quando ci si allontana dai confini natii, il distacco è sempre vissuto in modo traumatico e sempre legato all’intima speranza di un ritorno non troppo lontano.
Chi si trova a dare ospitalità, non può ignorare che la divisione del territorio in aree di appartenenza sia una convenzione egoistica e ridicola, se vista nel rapporto genere umano-pianeta.


Tuttavia, è anche lecito difenderne i limiti da aggressioni, violenze e sottrazioni nello stesso modo con cui si fa per proteggere la propria casa.
Nel caso del fenomeno in esame, la miglior difesa che si possa organizzare è l’integrazione: far acquisire, cioè, agli ospiti più o meno attesi, la familiarità necessaria alle norme comportamentali che regolano il vivere civile della loro nuova realtà, addestrarli nell’uso della nuova lingua, conformarli alle tradizioni e costumi del loro nuovo contesto ambientale.
Tale processo richiede vari anni di pratica, sforzi finanziari per chi accoglie, sforzi fisici e mentali per chi è accolto. A ben guardare, questo supporto economico può tradursi in un investimento a medio termine, potendo disporre di capitale umano formato a partecipare al progresso di una comunità e al suo sviluppo socio-economico.








Quando la Roma Imperiale portava a termine nuove conquiste territoriali, il primo obbligo per i vinti era l’apprendimento della lingua del vincitore, contemporaneamente alle sue leggi, privilegiando così la comprensione come strumento prioritario dell’iter integrativo.


Niente di diverso oggi. In assenza di conoscenza della lingua, non esiste dialogo. Anzi, le chiusure che derivano dalla conservazione dei riferimenti culturali originari, rischiano di divenire un ostacolo per la comprensione con la realtà che si vive, fino ad isolare l’individuo dalla vita sociale. Investire nell’integrazione costa molto meno che privilegiare forme di assistenza e di mantenimento passivo. Le dimensioni numeriche degli immigrati nella nostra città possono tradursi in una grande risorsa umana da inserire nei progetti di crescita economica del territorio, solo se sapremo aiutarli ad integrarsi, a far loro superare le difficoltà di comprendere le leggi e supportarli nello sforzo di accettare le norme del vivere civile.


L’alternativa è l’ingovernabilità del fenomeno e la necessità di dover ricorrere a sistemi di difesa permanente contro un pericolo creato principalmente da noi. Cominciamo a fare la Consulta degli stranieri e a dare la possibilità agli stessi di essere presenti in Consiglio Comunale (con diritto di parola e non di voto) per esporre direttamente alla città le necessità più impellenti. Di superare nei loro confronti il concetto di assistenza (casa, lavoro, sussidi vari etc,) con l’integrazione. Gli stessi stranieri trovano importante essere assistiti, ma non a vita, intendono, invece integrarsi e avere una loro dignità nell’inserirsi nel tessuto produttivo e lavorativo della città.
Ciascuno faccia la propria parte.



Giocondo Talamonti


Il CTP-EDA (Centro Territoriale Permanente- Educazione Degli Adulti) operante presso l’Istituto Professionale di Terni organizza, di concerto con la Regione Umbria, corsi gratuiti di lingua e cultura italiane destinati ai cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti in Italia e finalizzati al conseguimento della certificazione delle conoscenze acquisite.

Le iscrizioni si possono effettuare presso la segreteria didattica dell’Ipsia “S. Pertini” a partire fin da subito. In caso di domande superiori alle aspettative l’aver effettuato l’iscrizione prima sarà una priorità per l’ inclusione al corso.

La frequenza regolare del corso (almeno il 75% delle lezioni) consentirà di sostenere l’esame per il conseguimento di certificazioni di conoscenza della Lingua italiana (CELI) corrispondenti al livello A2 Il corso avrà la durata di 80 ore e l’esame per la certificazione finale si svolgerà il 4 giugno 2012.
I corsi prenderanno avvio nel mese di gennaio 2012.

Terni, 23 dicembre 2011

Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti


Un protocollo (EARTH ENERGYe IPSIA/ITIS) che ha già prodotto frutti…


Oggi, 16 dicembre 2011, alle ore 10.00, presso la sala “Torquato Secci” dell’Ipsia “S. Pertini”, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Industriale “L. Allievi” di Terni e dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “S. Pertini”, Ing. Giocondo Talamonti, e il Direttore Generale della società EARTH ENERGY, Ing. Pierluigi Lupi hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare un piano congiunto di collaborazione tecnico professionale teso a conferire sistematicità alle azioni di tirocinio aziendale, agli stage ed alla progettazione di soluzioni applicative e di sistema. Collaborazione che ha già consentito a 5 neo-diplomati a.s. 2010/2011 (4 dell’Itis ed uno dell’Ipsia) di entrare a far parte dell’organico dell’Azienda.



In tale contesto, gli studenti verranno coinvolti con modalità innovative di alternanza scuola-lavoro ed è previsto, da parte dell’Earth Energy, l’impegno a:


a) promuovere l’intervento di esperti per docenze nei progetti attivati con l’ IPSIA e l’ITIS di Terni” e di tutor aziendali per attività di stage;

b) favorire la realizzazione di tirocini formativi e/o visite guidate;

c) fornire dati e materiali aziendali in merito alla divulgazione delle iniziative attivate con gli Istituti scolastici;

d) certificare le competenze acquisite durante lo stage con rilascio di attestato di frequenza;

e) accogliere gli studenti in azioni di stage e/o di formazione in aula dedicata.

f) mettere in atto iniziative di aggiornamento rivolte al personale della scuola.

g) promuovere iniziative di orientamento mettendo in campo una serie di azioni e strumenti finalizzate ad incoraggiare i giovani a scegliere l’istruzione tecnico-professionale nel progetto di costruzione del proprio futuro;

h) promuovere e supportare progetti comuni su tematiche inerenti il mondo del lavoro, l’ambiente e la sicurezza.


Dopo la firma 10 studenti frequentanti il 5 anno dell’indirizzo “Elettrico”, (cinque dell’Ipsia e cinque dell’Itis) hanno iniziato un corso di formazione presso l’Ipsia con esperti dell’Azienda EARTH ENERGY




Comune di Terni - Proposta di odg: sostegno all'ipotesi di aumento dell'IRPEF
regionale per i redditi più alti.

Considerato che

l'attuale situazione economica della finanza pubblica ha determinato drastici tagli agli enti locali, su cui ricade il compito di conseguire il pareggio di bilancio e mantenere i servizi e i contributi a favore dei non autosufficienti e delle fasce più deboli della popolazione.

Gli ulteriori risparmi introdotti nelle recenti manovre finanziari mettono in particolare a rischio i servizi residenziali e dell’assistenza domiciliare agli anziani.


Con il taglio imposto dal governo ai fondi per l’assistenza alla non autosufficienza si apre una vera emergenza sociale nelle nostre città a cui siamo chiamati a rispondere come amministratori di una Regione che ha fatto del welfare uno dei suoi punti centrali.


È stata avanzata in Regione la proposta di portare l’addizionale regionale Irpef allo 0,3% per la fascia di reddito più alta (sopra i 75 mila euro), proprio per compensare gli effetti che dette misure (contenimento della spesa pubblica per il welfare) determinano nei territori e, in particolare, per alimentare il fondo dedicato alla non autosufficienza.



Il Consiglio Comunale



si impegna a:

• sostenere la proposta di aumento dell'addizionale regionale IRPEF per la fascia di reddito più alta;

• esortare la Regione a renderla da subito efficace,al fine di consentire, alle amministrazioni comunali, il reintegro delle capacità di spesa da destinare alle rispettive politiche sociali.


Terni, 21 dicembre 2011

Nannini Mauro, Luzzi Luzio, Talamonti Giocondo


Al Sindaco del Comune di TerniV
Al Presidente del Consiglio Comunale


condanna della condotta della società Basell, conferma della destinazione d'uso produttiva dell'intera area del Polo chimico e richiesta di intervento da parte del Governo nazionale ai fini dell'esproprio dell'impianto

considerato che
• nella riunione dello scorso 5 Dicembre 2011 la dirigenza di Basell, per mezzo dei suoi delegati, non si è resa disponibile a prorogare la cassa integrazione per le maestranze presenti a Terni, in scadenza il prossimo 31 Dicembre;

• permangono ancora gravi incertezze circa la disponibilità della Dirigenza di Basell a cedere parte delle aree di produzione, attualmente in dismissione, alla società Novamont, interessata alla loro acquisizione in funzione del progetto di realizzazione a Terni del polo della chimica verde;

• lo stato di crisi del polo chimico ternano risulta aggravato dalle vicende riguardanti altre due società ivi presenti, Meraklon e Treofan, dove le attività produttive, come dimostrato delle lunghe fermate degli impianti decise nei giorni scorsi, risultano essere seriamente compromesse dal calo degli ordinativi e dalla cessazione dell'approvvigionamento di polipropilene da Basell;

considerato inoltre che

• la manovra finanziaria, in procinto di essere approvata dal Parlamento, prevede l'innalzamento progressivo dell'età pensionabile a partire dal 2012 e che ciò determina pesantissime ripercussioni sulla gestione delle crisi aziendali in tutto il Paese, in quanto verrebbero meno i percorsi finora concordati per l'uscita dal lavoro di migliaia di lavoratori;

evidenziato che

• sono ormai due anni che la Società Basell, dopo aver deciso, unilateralmente e senza ragioni sotto il profilo produttivo, la chiusura dei propri impianti siti nella città di Terni, tiene sotto ricatto la nostra intera collettività, rifiutandosi di accettare anche la cassa integrazione in deroga per i suoi lavoratori, che con l’anno nuovo si troveranno senza alcun sostegno economico;


il Consiglio Comunale di Terni


• esprime la ferma riprovazione circa la condotta della società Basell, che nel perseguimento del proprio interesse privato continua a ledere in maniera spregiudicata il tessuto produttivo del nostro territorio e ad offendere la dignità di centinaia di lavoratori;


• impegna la Giunta Comunale a predisporre ed a proporre al Consiglio Comunale un apposito atto con cui si disponga un vincolo urbanistico permanente che ribadisca la destinazione d'uso industriale e produttiva dell'intera area della città di Terni conosciuta come Polo Chimico, di cui è necessario un rilancio nel segno dell'innovazione produttiva e della salvaguardia dei livelli occupazionali;


• coerentemente con il dettato della Costituzione italiana che, nel riconoscere la libertà dell’iniziativa economica privata, stabilisce altresì che questa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, chiede al Governo nazionale di esercitare in pieno il proprio ruolo nel garantire l'interesse nazionale e il diritto al lavoro delle maestranze impiegate presso il polo chimico ternano, ricorrendo, in ultimo, ai provvedimenti straordinari di cui dall'articolo 42 della Costituzione, il quale prevede che “la proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale”.

Terni, 14.12.2011

Nannini Mauro

Talamonti Giocondo

Governo Tecnico...



Il Premier Monti, fra le tante critiche che il suo governo di tecnici si trascina dietro, potrà almeno gioire dell’ammirazione che l’opposizione comunale ternana gli riserva.
Scegliere dei tecnici per risolvere i problemi della politica equivale a pretendere che i politici si impegnino nel compiere miracoli tecnologici.

In realtà per i nostri rappresentanti eletti, si tratta di un fallimento doppio. Di maggioranza e minoranza, incapaci l’una e l’altra di svolgere il compito cui il popolo li ha chiamati.
Quanto sta accadendo a livello nazionale non può e non deve essere un modello da riproporre in ambiti territoriali più ristretti, soprattutto in considerazione del fatto che le attenzioni sociali, che nascono da un confronto continuo con la popolazione, non è materia che s’apprende sui manuali e le scelte che un politico prende non sono sempre quelle che rispondono a criteri di “razionalità”, ma costituiscono una faticosa mediazione fra i differenti interessi degli amministrati.

Il Sindaco Di Girolamo lo ha detto con chiarezza: dare priorità alle attese dei cittadini, porre al centro del progetto città le potenzialità del territorio, prestare attenzione alle disparità sociali e sostenere i più esposti con i sussidi opportuni.
La maggioranza consiliare è convinta che la proposta proveniente da Udc, Lista Baldassarre e Terni Oltre di ricorrere ad una giunta di tecnici per risolvere le difficoltà attuali sia solo una provocazione.
Ad ogni buon conto, non coinciderà mai con gli indirizzi che ispirano la Federazione della Sinistra ternana, decisa a svolgere il suo ruolo di salvaguardia degli interessi collettivi.
Piuttosto, i risultati migliori, nel caso ci fosse un’effettiva volontà di soddisfare le aspettative economiche e sociali della nostra comunità, scaturiscono da un progetto che ricorra al lavoro congiunto dell’intero arco politico consiliare. I tempi attuali sono i più opportuni per mettere in atto le buone intenzioni. Cominciamo.

Giocondo Talamonti

Buon Natale e Felice 2012



Rivolgo agli amici di rete e alle loro famiglie i più sinceri auguri di buon Natale e felice Anno Nuovo.
Il 2012 segni per ciascuno di noi l’inizio di un periodo ricco di momenti sereni, di concretizzazione dei desideri e delle aspirazioni personali, nonché la realizzazione con successo dei propri progetti di vita.
Ed allora a mezzanotte del 31 dicembre tutti insieme alziamo i calici e brindiamo ad un 2012 pieno di affermazioni e amore.
Giocondo Talamonti

Intesa ITIS e IPSIA con TiFast


Intesa ITIS e IPSIA con TiFast

5 dicembre 2011, ore11,00-stabilimento di Nera Montoro


Il 5 dicembre presso lo stabilimento di Nera Montoro è stato sottoscritto tra L’Istituto Industriale “L. Allievi” e Istituto Professionale “S. Pertini”, rappresentato dal Dirigente Giocondo Talamonti, e la TiFast-European Titanium Company- S.R.L., rappresentata dall’Amministratore delegato Dott. Italo Rossi, un piano congiunto di collaborazione tecnico professionale per conferire sistematicità alle azioni di tirocinio aziendale, stage e progettazione di soluzioni applicative e di sistema in cui coinvolgere gli studenti con modalità innovative di alternanza scuola-lavoro


Nell’occasione sono state concordate iniziative tendenti a collegare percorsi formativi e pratiche operative al fine di garantire l’accrescimento delle competenze degli studenti, e contribuire, così, ad assicurare loro una solida preparazione culturale e tecnica.


Tali attività si esplicheranno attraverso la promozione di azioni di integrazione Scuola–Lavoro, prevedono periodi di affiancamento con personale di Tifast S.r.l. e, nello stesso tempo, promuovono e supportano progetti comuni su tematiche inerenti il mondo del lavoro, l’ambiente e la sicurezza.
Il progetto riguarderà le classi IV e V della specializzazione Meccanica, Chimica, Elettronica, Elettrotecnica per l’acquisizione di competenze nei reparti di fusione, preparazione rottame, officina meccanica, area laminazione e laboratorio per il controllo di qualità del titanio e sue leghe.


E’ prevista una verifica finale per la valutazione delle competenze acquisite e il rilascio di un attestato di frequenza al termine del periodo formativo.



Il Dirigente Scolastico

Ing. Giocondo Talamonti

IL GIOCO E’ SEMPLICE….


Trentasei milioni di euro. Settantadue miliardi di vecchie lire. E’ il compenso per tre anni di contratto offerto per una prestazione di servizio. Per una equipe medica operatoria, direte voi. No! Per un team di ricerca nel settore della fisica nucleare, penserete. No! Per una sperimentazione rivoluzionaria nel campo della nanotecnologia, concluderete. Macchè!


Per allenare una squadra di calcio della Premier League inglese. Alla magra consolazione che siano stati offerti a un italiano, fa riscontro la desolante costatazione di come i soldi non debbano trovare una più convincente destinazione, aldilà del fatto che siano pubblici o privati.
Spendere 36 milioni di euro per far allenare venti giovanotti, dei quali alcuni guadagnano quanto il loro Mister, è un’offesa all’intelligenza e, mi rifiuto di credere, che possano almeno servire al presidente della squadra per sentirsi realizzato.


Una disciplina sportiva, come il calcio, non dà spazio a elucubrazioni, né promuove nessuno a guru. Non ci sta niente da inventare. Il gioco è semplice: undici giocatori in mutande corrono e si scambiano una palla con i piedi nel tentativo di mandarla all’interno di una porta. Il gioco resiste da oltre cento anni; si pratica ogni giorno su una miriade di stadi, campi, campetti, orti, cortili e strade più no meno sconnesse disseminate sull’intero globo terrestre. A parte le spontanee strategie, in grado di consentire il necessario equilibrio fra attacco e difesa, che cacchio ci sia da inventarsi, che non sia stato inventato nei cento anni di vita della disciplina, lo sa solo quel cretino di emiro proprietario del club che ha lanciato l’offerta.
Eppure, qualcuno penserà, se i vari Mourihno, Mancini, Fergusson, Capello sono vincenti, significa che hanno qualcosa più degli altri, che sono più bravi, che meritano un contratto più sostanzioso, e ciò in ragione dei risultati che ottengono.


Mi rendo conto che non c’è riprova; ma, scommetto che, se il farmacista del paese di Vattelapesca fosse chiamato in sostituzione di, mettiamo, Capello, i risultati non cambierebbero. Questi grossi personaggi, proprio in virtù del prestigio acquisito sul campo in annate spesso immeritatamente favorevoli, hanno oggi la forza di pretendere dal presidente scemo l’acquisto dei giocatori migliori sul mercato, utili al tipo di gioco che intendono adottare.


Lo stipendio che gli allenatori percepiscono è commisurato ai risultati e i risultati sono commisurati alle capacità dei singoli giocatori. Ne consegue che quegli allocchi di presidenti spendono due volte: prima per strapagare gli allenatori, poi per sperperare denaro per l’acquisto dei giocatori che essi stessi gli impongono. Una volta che in squadra hai i migliori calciatori che il mercato offre, vincere non è solo un obbligo, ma una logica conseguenza.
Resta il dubbio amletico del piacere che si prova a dissanguarsi.


Terni, 20 novembre 2011

Giocondo Talamonti

Al suono dell’ultimo gong, è sceso dal ring della vita Joe Frazier. Aveva 67 anni. Ultimo di 12 figli di una coppia afro-americana, ha dovuto imparare presto a farsi largo, ma ha sbagliato maestro scegliendo la strada.


Lascia la scuola a 13 anni per diventare osservato speciale della polizia della Carolina del Sud. Ruba macchine e rapina, ma soprattutto picchia, e di brutto, chiunque gli si oppone. Lo fa tanto bene che qualcuno gli consiglia una palestra, dove almeno non si rischia la galera dopo ogni scontro.


A 20 anni è campione olimpico e la vita, così avara con lui, sembra volersi prendere una vacanza,lasciandogli intravedere un futuro meno nero.
Quel primo successo gli spalanca davanti un’autostrada: 29 vittorie consecutive tutte prima del limite, ottenute con violenza e determinazione, senza dar spazio a compassione o indulgenza, così come fa il destino con gli uomini.


A 26 è campione del mondo dei massimi. Stende Jimmy Ellis al 5° round con la facilità con cui si picchia un paralitico. Il riscatto del negro povero e bistrattato è una realtà; i colored d’America lo incensano, i media lo esaltano, i fan l’adorano. Tutto il mondo, con le sue verità, i saperi, le certezze è nelle sue mani. Anzi, nei suoi pugni.
Il lato accattivante della vita, il più falso, gli sorride: piovono miliardi sulla sua testa. Può permettersi di sbagliare investimenti e di sopportare l’avidità di consiglieri spregiudicati e truffaldini. Niente riesce a bloccare il mare di denaro che lo sommerge.
Poi, il destino, secondo un cliché noto, si pente e gli mette di fronte un ossaccio: tale Mohammed Alì, detto Cassius Clay.


Oltre al colore della pelle, i due condividono origini simili e l’identica rabbia contro tutto e tutti; specie contro quelli che, al pari loro, sgomitano per un raggio di sole.
Tre incontri epici: nel ’71, nel ’74 e nel ’75, il primo preceduto dalla provocatoria denigrazione con cui Cassius Clay indeboliva l’equilibrio psichico degli avversari. Joe diventa, così, lo “scimmione”.


Con Frazier non ha effetto. Di fronte a 300 milioni di spettatori, collegati in circuito chiuso dal Madison Square Garden di New York, lo “scimmione” gli frattura la mandibola e lo manda a casa. Gli serviranno tre anni per riaversi e ripresentarsi per la rivincita. Si fa a Manila. Vince Clay ma è una vittoria di Pirro: al termine dell’incontro urina sangue, un occhio è quasi fuori dall’orbita, fatica a parlare e a mangiare perché ambedue le mandibole sono incrinate. A fatica riesce a dire: “Quest’uomo è un animale. Uno scimmione che può uccidere.”


Frazier non sta meglio. Non lo riconoscerebbe neppure sua madre. I diretti sul viso si sono posati con la delicatezza di un maglio, precisi, insistenti, spietati fino a ridurlo a una maschera su cui spicca solo il bianco del paradenti. L’allenatore gli taglia con una lametta le borse piene di sangue che gli serrano gli occhi e consentirgli di proseguire a prendere botte. Il buio sta dentro e fuori di lui. Accetta il massacro come un martire, ma ne esce segnato per sempre. Non ha senso neppure la “bella”, vinta facilmente da Clay. Frazier continuerà a combattere per altri sei anni accumulando cazzotti e sconfitte.
La sua misera rivincita Joe se la prende in occasione delle Olimpiadi di Atlanta, quando Cassius Clay fu chiamato a coprire un breve tragitto in qualità di tedoforo.

La malattia incalzante gli impedisce di tener ferma la mano e la fiaccola trema con il rischio di cadere. Joe che non sa dove stia di casa sensibilità e compassione, esclama: “Che bruci all’inferno!”. A chi gli riferisce l’espressione, Alì risponde: “Ditegli che resta uno scimmione”.


A ricordare ad ambedue che “imbattibile” non è nessun essere umano e che per ciascuno c’è un ultimo round, ci ha pensato la vita: cancro al fegato per Joe, morbo di Parkinson per Alì.


Frazier muore in povertà fra le quattro mura di uno sgabuzzino della palestra di Broad Street a Filadelfia, gentilmente concessogli dalla società di boxe presso cui insegnava come prendere a pugni gli altri, dopo che gli sciacalli che non lo hanno mai abbandonato gli avevano prosciugato dollari e dignità.


Terni, 10 novembre 2011

Giocondo Talamonti

L’evoluzione delle conoscenze e dei saperi, che si matura ormai in un ambito di concorrenzialità globale, impone regole nuove e, soprattutto, un’attenzione continua ai cambiamenti imposti dai mercati. Il processo formativo ha inizio nella scuola, dove convergono gli imput provenienti dall’esterno, e alla quale si chiede oltre alla crescita educativa e sociale di saper creare le abilità tecniche necessarie a competere. Continua nell’Università, supportando con la ricerca e le sperimentazioni i settori di applicazione e confrontando l’impegno in itinere con le imprese del territorio. La filiera istruzione-università-impresa deve trovare motivi aggreganti nelle istituzioni, cui spetta l’onere del coordinamento degli sforzi che Scuola, Università e Impresa perseguono convinte.


La preparazione dei lavoratori del domani sarà sempre più esigente e settoriale, perché è dallo studio analitico di differenti ambiti operativi che può derivare la qualità e la competitività.


In questo senso ha improntato, da tempo, la formazione dei suoi allievi l’IPSIA “S:Pertini”, firmando protocolli d’intesa con industrie di dimensioni internazionali (Toyota, TEXA, ecc) e del territorio. Ha instaurato una collaborazione fattiva con l’Associazione degli Industriali e la Confapi di Terni.


Utilissima si è dimostrata, ai fini di una moderna concezione aziendale, la collaborazione con la Camera di Commercio di Terni che ha portato a scuola dirigenti d’imprese ternane che hanno consentito di mettere a confronto le differenti esperienze lavorative. Tra questi alcune donne hanno portato il proprio vissuto imprenditoriale con cui hanno cercato di trasmettere ai giovani la cultura d’impresa. In tale contesto sono state prese iniziative riguardanti l’Alternanza Scuola-Lavoro e corsi mirati per gruppi di studenti scelti tra i più motivati alla cultura del lavoro.


Un atteggiamento condiviso fra i protagonisti del mercato del lavoro, l’industria e il sistema dei processi formativi , favorisce l’inserimento dei giovani nel settore delle industrie a qualsiasi livello di responsabilità.


10 novembre 2011

Giocondo Talamonti