Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio comunale



Premesso che il Centro Culturale "A. Volta" svolge una grande azione sociale nell’aggregazione degli anziani e nell’effettuare un'azione di integrazione con gli immigrati;

tenuto conto che il Centro merita di essere sostenuto per l’attività che svolge tra i numerosi anziani ed immigrati che lo frequentano;

visto che il  Centro "Volta" è un luogo di incontro tra storie, vissuti, culture diverse, aperto ai cittadini stranieri, alle nuove generazioni (attraverso le scuole), in rete con le altre associazioni territoriali nella logica di garantire l’universalismo dei diritti fondamentali quali la salute, l’istruzione e la sicurezza; un Centro connettore e facilitatore di relazioni tra individui e tra associazioni; 

considerato che il clima di insicurezza e di paura figlio della crisi, produce precarietà, incertezza per il futuro, una sempre più diffusa fragilità e vulnerabilità psicologica che può sfociare in manifestazioni aggressive di intolleranza sociale;

preso atto che  in tale contesto il Centro ha una sua specifica importanza che gli deriva dal fatto di essere stato il primo centro ad operare a Terni, che ha uno statuto di straordinaria attualità, in grado di sviluppare una mole notevole di attività sociali, culturali, ricreative e motorie di elevata qualità, che ha un numero di iscritti tra i più elevati della provincia, che ha un gruppo di attivisti ancora in grado di supportare l’attività ; 

tenuto conto che Il Centro è un luogo impostato sulla socialità, sulla relazionalità, sulla reciprocità, sulla fiducia e sul volontariato finalizzato al bene comune rispetto al modello sociale oggi prevalente basato sull’individualismo, sull’immagine e sulla strumentalizzazione delle persone. 

visto quanto riportato dalla stampa e dalle TV locali ove si evince che il " Volta" rischia la chiusura; 

considerato che gli anziani sono una risorsa importante per la società. Il Centro ha un ruolo essenziale nell’organizzare, da un lato la risorsa del volontariato e dall’altro per diminuire il peso che le situazioni di disagio sanitario e sociale determinano sulla società; 

preso atto che l'Associazione è un fiore all'occhiello della città per quello che culturalmente propone, per la popolazione adulta che coinvolge, per il ruolo di integrazione con il mondo degli immigrati;


si chiede al Sindaco e alla Giunta se ritengono utile:

- non disperdere il patrimonio rappresentato dal Centro Culturale "Volta"  rispondendo al loro accorato appello con l'assegnazione di una sede adeguata allo spessore ed alla qualità di ciò che l'associazione porta avanti utilizzando il volontariato facendo restare attivi gli anziani valorizzandone le loro potenzialità e professionalità;
- valorizzare quanto di buono è stato fatto nel cercare l'integrazione con gli immigrati, una risorsa che conta a Terni ben 12mila presenze.
- realizzare  programmi di attività sociale e culturale attuali e futuri e al rilancio culturale della “ternanità” e del ruolo che in essa possono esercitare gli anziani ternani per affermare il ruolo della “risorsa anziani” nella vita economica, sociale e culturale della città di Terni.


Terni, 29 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")




Il Centro "Volta" svolge una grande azione sociale.


A seguito di quanto riportato dalla stampa e dalle TV locali ove si evince che il " Volta" rischia la chiusura, il Gruppo Misto -Associazione "E. Berlinguer" ha presentato un atto (interrogazione) per contribuire alla soluzione del problema.

Il Centro Culturale "A. Volta" svolge una grande azione sociale

nell’aggregazione degli anziani e nell’effettuare un'azione di integrazione con gli immigrati. E' un luogo di incontro tra storie, vissuti, culture diverse, aperto ai cittadini stranieri, alle nuove generazioni (attraverso la scuola), in rete con le altre associazioni territoriali nella logica di garantire l’universalismo dei diritti fondamentali quali la salute, l’istruzione e la sicurezza; un Centro connettore e facilitatore di relazioni tra individui e tra associazioni. Il clima di insicurezza e di paura figlio della crisi, produce precarietà, incertezza per il futuro, una sempre più diffusa fragilità e vulnerabilità psicologica che può sfociare in manifestazioni aggressive di intolleranza sociale; in tale contesto il Centro ha una sua specifica importanza che gli deriva dal fatto di essere stato il primo centro ad operare a Terni, che ha uno statuto di straordinaria attualità, in grado di sviluppare una mole notevole di attività sociali, culturali, ricreative e motorie di elevata qualità. Gli anziani sono una risorsa importante per la società e per non disperdere il patrimonio rappresentato dal Centro Culturale "Volta"  è bene rispondere al loro accorato appello con l'assegnazione di una sede adeguata allo spessore ed alla qualità di ciò che l'associazione porta avanti utilizzando il volontariato facendo restare attivi gli anziani valorizzandone le loro potenzialità e professionalità;


Terni, 6 aprile 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")





Lo Sport vissuto con violenza è sintomo di malessere sociale. La necessità di monitorarne le evoluzioni può rendersi  utile per capire quali contrasti si vivano nell’attuale contesto e  quali possano essere le misure atte a contenerne la degenerazione. Violenza non significa solo affronto fisico, ma anche rifiuto delle regole, ricorso a mezzi illeciti per prevalere sull’avversario, crescente naturalezza a considerare i tutori delle norme di gioco ostacoli all’affermazione personale o di gruppo.
Compito della società è di restituire allo Sport una valenza che, una volta, gli era propria e che costituiva la sua stessa essenza. Sport vuol dire lealtà, confronto di forze che non mira alla  sopraffazione o al dominio materiale, ma che aspira al miglioramento di se stessi.
L’analisi deve partire dal deterioramento che il concetto ha subito negli ultimi anni. La società di oggi e l’obbiettivo di quanti praticano lo sport a qualsiasi livello, amatoriale, dilettantistico o professionistico, ha accreditato un valore primario agli effetti (vittoria), piuttosto che alle motivazioni (confronto secondo regole), che ogni esercizio sportivo comporta. L’errata interpretazione delle finalità porta a scelte scellerate, suppone una rincorsa continua all’illegalità nel raffronto, sdogana come lecite scorciatoie per raggiungere un falso scopo: prevalere sull’avversario ad ogni costo e con qualsiasi mezzo.
Come si è arrivati a questo livello di degenerazione? Sicuramente ha influito una malintesa valutazione del successo e un’altrettanta distorta considerazione della sconfitta, immagine, questa ultima che la società odierna rifiuta perché frustrante. Non importa se una parte  abbia perduto con onore o dignità. Chi perde non vale niente, non merita attenzione, non ha diritto a spazio o menzione. E’ un perdente e per un perdente non esiste sconfitta addolcita “dall’ onore delle armi”.
Nessuno è disposto a convincersi che si apprende più da una sconfitta che da un successo. Da qui a ricorrere a strumenti surrogatori delle abilità individuali o di gruppo, il passo è breve. Il ricorso a strade che alleviano la fatica, la scelta cosciente di mezzi illegali, diventano sempre più giustificati e giustificabili, perché i soli a garantire il successo.
L’escalation non ha più freni: dalla vile scorrettezza all’assunzione sconsiderata di doping la distanza è minima. Le discipline più popolari si prestano a fornire gli esempi negativi più eclatanti: dalla confessione tardiva di Armstrong nel ciclismo (il ritardo è servito a tener desto l’interesse sul Tour de France per sei lunghi anni, a vantaggio anche degli organizzatori), all’ultima avventura del calcio brasiliano che ha visto la polizia intervenire in assetto antisommossa per sedare una lite fra l’Atletico Mineiro e l’Arsenal Sarandi, sorta per una controversa decisione arbitrale). Nessuno è più disposto a giocare ruoli secondari; ognuno deve essere vincente, furbo, smaliziato fino alla slealtà. Gli esempi positivi che, sempre con minor frequenza si oppongono a questa interpretazione, non godono del favore di stampa e televisione anzi, vengono sistematicamente ignorati. Non fanno notizia, accelerando così il processo di degrado a danno dei giovani, portati per natura all’ emulazione degli adulti. La scuola, gli educatori, ma soprattutto la società è impegnata a invertire questa pericolosa deriva se si vuole sperare in prospettive più serene e credere in un futuro di valori condivisi.


Terni, 5.04.2013


Ing. Giocondo Talamonti





L'organizzazione dei reparti all’Azienda Ospedaliera di Terni: il problema delle sistemazioni temporanee di pazienti delle strutture di Medicina Interna e Clinica Medica. Ristrutturazione e priorità (abbattimento delle liste di attesa e mobilità passiva) sono oggetto di una mozione del Gruppo Misto-Associazione Politico Culturale "Enrico Berlinguer"- dove si impegna il Sindaco a:

• sollecitare la nuova direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni ad affrontare e porre rimedio a una situazione gravissima e inaccettabile, sia eticamente che tecnicamente, prima che diventi esplosiva, coinvolgendo nella scelta di alternative l’Asl Umbria 2 e puntando su una politica di integrazione dei servizi territoriali  ospedalieri per assicurare i livelli qualitativi minimi;

• portare a conoscenza del Consiglio Comunale la pianificazione della ristrutturazione e della Sicurezza (renderlo antisismico) e delle priorità legate alla qualità del servizio, all’eccellenza del personale, all’efficienza delle strutture, alla mobilità passiva e alle esigenze dei cittadini (primo fra tutte l’abbattimento delle liste di attesa mediante l’introduzione di turni che coprano le 24h per lo sfruttamento ottimale di macchinari e  attrezzature, nonché la costituzione di una rete fra i presidi territoriali).


Terni 2 aprile 2013




Giocondo Talamonti







L’idea di una centrale a biomasse inserita in un quadro paesaggistico prezioso per  i contenuti naturalistici e culturali, quale la Valnerina, non può essere attuata con la scusante della necessità di energia o con la scelta del ricorso ad un impatto ambientale colpevolmente ritenuto meno violento. Da qualsiasi angolatura si analizzi il progettato intervento, si tratta sempre di immettere un corpo estraneo in un contesto di sconvolgente bellezza apprezzato nel mondo da turisti e sportivi di rafting, meritevole di essere conservato e tramandato nella originalità degli aspetti. L’insediamento produttivo, di una centrale che brucerà olio vegetale, sarebbe stato individuato nel territorio di Arrone, a due passi dalla Cascata, per la quale si sta attendendo il riconoscimento quale bene universale da tutelare nel contesto del patrimonio dell'UNESCO. E' interesse di tutti i Comuni che insistono in Valnerina e del Comune di Terni, competente per la Cascata, difendere il parco fluviale del Nera, un territorio di bellezza unica riconosciutaci da tutto il mondo. 
La combustione delle biomasse pur rientrando nei modi auspicati per produrre energia da fonti rinnovabili ha come effetto secondario la produzione di particelle dannose alla salute delle persone e dei fumi responsabili dell'effetto serra e delle piogge acide e dei danni che potrebbero riflettersi sull’intero ecosistema compreso  il sistema idrico su cui confluiranno gli scarichi dell'acqua utilizzata. L'impianto comporta un certo impatto sull'ambiente dal punto di vista  dei rumori derivanti dalle macchine e dai generatori, dal punto di vista  paesaggistico perché allontana dalla zona la fauna. 
Ecco, il patrimonio naturalistico della Valnerina è esposto a grave pericolo, ed è per difendere un bene comune che si è costituito un Comitato cittadino con l’intento di non compromettere ulteriormente lo scenario naturalistico del territorio. Alla voce dei cittadini si affianca quella dell’Associazione Politico-culturale "E. Berlinguer", già attiva in sede consiliare con una mozione indirizzata alla Giunta e al Sindaco di Terni, volta a scoraggiare ogni tentativo di portare a termine il minacciato intervento. La stessa Associazione intende promuovere azioni di informazione e di formazione presso le scuole della città con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sulle conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle leggi della natura, utilizzando gli approcci più opportuni per giovare delle opportunità offerte dall’ambiente in vista di una crescita rispettosa e responsabile.


Ing. Giocondo Talamonti
(Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")




MOZIONE: Centrale a biomasse in Valnerina


Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che una centrale a biomasse è una centrale elettrica che utilizza il calore prodotto dalla combustione degli scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria: legname da ardere, residui agricoli e forestali, scarti dell'industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, rifiuti urbani e specie vegetali coltivate per lo scopo e che pertanto rientra nei modi auspicati per produrre energia da fonti rinnovabili;

considerato che per l’ubicazione si è scelto il territorio arronese, un’area facente parte del parco fluviale del Nera, ove è già in fase di ultimazione la costruzione di una Centrale che brucerà Olio vegetale;

tenuto conto che si è in attesa del riconoscimento della Cascata delle Marmore quale bene universale da tutelare nel contesto del patrimonio dell'UNESCO;

visto che è interesse di tutti i Comuni che insistono in Valnerina e del Comune di Terni, competente per la Cascata, difendere il parco fluviale, un territorio di bellezza unica riconosciutaci da tutto il mondo;

considerato che la combustione delle biomasse ha però come effetto secondario la produzione di particelle dannose alla salute delle persone e dei fumi responsabili dell'effetto serra e delle piogge acide;

preso atto dei danni che potrebbero riflettersi sull’intero ecosistema compreso  il sistema idrico su cui confluiranno gli scarichi dell'acqua utilizzata;

visto che  l'impianto, come tutte le altre centrali del resto comporta sempre un certo impatto sull'ambiente dal punto di vista  dei rumori derivanti dalle macchine e dai generatori, dal punto di vista  paesaggistico perché allontana dalla zona la fauna;

visto che si è  costituito un Comitato Cittadino che andrà ad opporsi alla messa in servizio dell'impianto;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:


• Sostenere la protesta del Comitato Cittadino per salvaguardare il patrimonio di eccezionale importanza dal punto di vista culturale e naturale;


• coinvolgere la Direzione Scolastica Regionale perché nelle scuole si insegni a valutare tutti gli aspetti secondari delle modifiche apportate dall’uomo sull’ambiente di vita (inquinamento prodotto da varie cause);

• intercettare le istanze della popolazione quando si vogliono installare centrali che hanno una ripercussione sulla salute, e nella richiesta di utilizzare precauzioni tecnologiche tese a ridurre eventuali rischi.


Terni, 11 marzo 2013


Giocondo Talamonti
(Gruppo Misto- Associazione Politico-Culturale “E. Berlinguer”)

Mauro Nannini
FdS-RC

Claudio Campili
IdV






INTERROGAZIONE: Consulta immigrati


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale



Premesso che il Consiglio Comunale si è espresso più volte in merito all’attivazione della Consulta per gli immigrati, molto importante per la convivenza pacifica e per il dialogo interculturale;

tenuto conto che il consiglio ha ritenuto rafforzare il regolamento estendendo la validità degli eletti anche per il prossimo mandato amministrativo;

vista la disponibilità del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale a svolgere le elezioni  della Consulta per gli immigrati subito dopo quelle politiche;

preso atto che sono già state previste le risorse finanziarie;


si chiede al Sindaco e alla Giunta se hanno predisposto le procedure del caso (la data, indicato il funzionario di riferimento etc.) e nell’eventualità che non l’avessero ancora fatto di programmare:

• a breve scadenza, la data delle elezioni (fine marzo, primi giorni di aprile) così come da impegni presi in sede collegiale e con gli immigrati;
• lo svolgimento della “conferenza cittadina” perché possa passare la cultura del diverso come apportatore di arricchimento valoriale. Nel viaggio di migrazione, lo straniero ha conosciuto il disagio, la povertà di Paesi lontani, ma porta con sé costumi, lingue e tradizioni originarie, che possono costituire fattori di interesse reciproco;
• la partecipazione della scuola nel processo di integrazione;
• l’apertura della “casa dell’amicizia”.


Terni, 11 marzo 2013


Giocondo Talamonti
(Gruppo Misto- Associazione Politico-Culturale “E. Berlinguer”)

Mauro Nannini
FdS-RC

Claudio Campili
IdV





Il Decentramento


La Legge 42/2010 (a precisazione della L. 191/2009) sopprime quelle Circoscrizioni il cui Comune conta una popolazione inferiore ai 250.000 abitanti, per cui, con il rinnovo del Consiglio comunale a Terni (2014) gli organi circoscrizionali dovranno cessare la loro attività. Tenuto conto del ruolo e della funzione svolta da tali organi nel rispondere alle esigenze quotidiane territoriali è il caso di chiedersi se l’esperienza partecipativa debba essere chiusa o invece non sia il caso di prevedere strutture partecipative che consentano di far restare attivi tutti i servizi erogati dagli uffici decentrati sulla base delle decisioni organizzative approvate dal Comune. L’attuale suddivisione  del territorio ternano potrebbe essere confermata istituendo aree geografiche ben definite: i “Consigli territoriali", gestiti da forme di derivazione cittadina svincolate da ogni onere a carico della municipalità. La questione viene posta all’attenzione generale nel momento in cui si è in fase di approvare il nuovo regolamento comunale e sul venir meno delle presenze amministrative territoriali. Per accelerare la discussione è stata presentata in Consiglio comunale una mozione al riguardo.


Terni, 10 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")





Interporto di Orte...è, ancora, strategico?


L’Interporto Centro Italia, con sede ad Orte, è stato a suo tempo valutato dalla Regione un'infrastruttura di avanguardia tecnologica, posta strategicamente in un importante nodo ferroviario e autostradale facilmente collegabile al porto di Civitavecchia. Le aziende ternane sono interessate alle grandi potenzialità dell’“Interporto Centro Italia", perché lo sbocco verso il mare offre significative implicazioni di crescita commerciale. E’ fondamentale governare, a tal fine, il processo di sviluppo dall’interno, facendo leva sul peso della quota di partecipazione del territorio ternano: Comune di Terni, Provincia di Terni, Comune di Narni e della Regione dell’Umbria, tramite Sviluppumbria. 
Recentemente è stato presentato e posta in evidenza l’importanza, per l’Italia centrale, del “Collegamento dei due mari”, un progetto viario che orienta l’area settentrionale dell’Umbria verso un’ipotesi di polarizzazione regionale sull’interporto di Jesi. 
Il 1 marzo u.s. si è riunito il Cda dell'interporto di Orte, per procedere alla reintegrazione/cooptazione di un nuovo membro; detto membro sembra che sia stato individuato in un esponente degli Enti umbri. Che ruolo avrà, tale figura, nel reintegrato CDA? Avrà l’incarico di occuparsi del rilancio dell'interporto di Orte, o di mettere in liquidazione le quote partecipative locali nel caso in cui prevalga il progetto Interporto Jesi ?.
All’uopo  è stata presentata al  Sindaco un'interrogazione per conoscere se l'operazione è volta a superare la strategicità dell’Interporto di Orte e se c’è stato in tal senso il coinvolgimento delle istituzioni/azionisti dell'Umbria. 


Terni, 7 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti 
(Consigliere G.M. Associazione Politico Culturale" E. Berlinguer")




Otto marzo "Festa" della donna


Quando ci si richiama a comportamenti relazionali come la considerazione dell'altro e dei suoi diritti, il rifiuto di ogni violenza, significa che abbiamo in animo il concetto del rispetto come forma primaria di convivenza e di attenzione e questo non si deve concentrare nel solo giorno dell’8 marzo. L’atteggiamento di ogni essere umano deve essere improntato ai principi di parità, di uguaglianza e di reciproco rispetto.
In una società consumistica, il giorno delle donne viene, da qualche tempo a questa parte, celebrato con cene, con torte alla mimosa in ristoranti pieni di comitive femminili, ma, forse, è giunto il momento di pensare a ricordarlo in modo diverso.   
 Il percorso di emancipazione che ha portato le donne all’autodeterminazione e all’affermazione di se stesse è complesso. In ogni cultura, la donna è un riferimento ricchissimo e le sue doti di creatività e sensibilità meritano un'effettiva uguaglianza e parità di diritti fra i sessi. Purtroppo, le cronache ci ricordano che la strada da percorrere per una completa parità fra persone è ancora lunga e irta di difficoltà. Quasi quotidianamente si registrano casi di violenza e scarsa attenzione nei confronti dei più deboli.
La mimosa di oggi sia un simbolo di impegno per ciascuno di noi nell’impostare i rapporti interpersonali su un piano di convinta dignità. L'otto marzo sia un'iniziativa di informazione e contrasto alla violenza contro tutti e risponda alle logiche per cui la “festa” è nata e non si trasformi in una commercializzazione dei valori che essa esprime. Riempiamo pure ristoranti e strutture ricettive, agriturismi.., ma insieme.


Ing. Giocondo Talamonti




MOZIONE: Decentramento


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio del Comune di Terni



Premesso che la legge 42/2010 (a precisazione della legge 191/2009) sopprime quelle Circoscrizioni il cui Comune conta una popolazione inferiore ai 250.000 abitanti, per cui, con il rinnovo del Consiglio comunale a Terni (2014) gli organi circoscrizionali dovranno cessare la loro attività;

tenuto conto del ruolo e della funzione svolta da tali organi nell’affrontare le esigenze quotidiane territoriali;


si impegna il Sindaco e Presidente del Consiglio a:


  • modificare lo Statuto per mantenere la suddivisione territoriale in tre aree geografiche, istituendo  nuove forme di partecipazione e consultazione dei cittadini alla vita amministrativa dell'Ente Locale, da far confluire in "Consigli territoriali" svincolati da ogni onere a carico della municipalità;


  • approvare il Regolamento per l'istituzione ed il funzionamento dei suddetti “Consigli Territoriali”;


  • far restare attivi nel territorio comunale tutti i servizi erogati dagli uffici decentrati diretti dal Servizio Decentramento sulla base delle decisioni organizzative, relative alle funzioni, approvate dal Comune.



Terni, 4 marzo 2013



Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")


Mauro Nannini
FdS-RC


Claudio Campili
IdV





INTERROGAZIONE: Interporto di Orte


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale



Premesso che l’Interporto Centro Italia, con sede ad Orte, fu valutato dalla Regione infrastruttura di avanguardia tecnologica, posta strategicamente in un importante nodo ferroviario e autostradale facilmente collegabile al porto di Civitavecchia; 

preso atto che le aziende ternane sono interessate alle grandi potenzialità dell’infrastruttura “Interporto Centro Italia", tesa ad accrescere l’interesse verso i servizi di logistica integrati; 

considerato che l’Interporto di Orte per lo sbocco verso il mare offre una potenzialità molto significativa sotto il profilo dell’interesse commerciale;

ritenuto che esso rappresenta una preziosa risorsa per lo sviluppo economico dell’Italia centrale e che è fondamentale governare il processo dall’interno, facendo leva sul peso della quota di partecipazione del territorio ternano: Comune di Terni, Provincia di Terni, Comune di Narni e della Regione dell’Umbria, tramite Sviluppumbria;

preso atto che il “collegamento dei due mari”, progetto viario recentemente presentato, tocca principalmente la parte settentrionale dell’Umbria rafforzando l’ipotesi di polarizzazione regionale sull’interporto di Jesi;  


si chiede al Sindaco se è vero che:

1) il 1 marzo u.s. si sia riunito il Cda dell'interporto di Orte, per procedere alla reintegrazione/cooptazione di un nuovo membro;

2) detto membro sia un esponente degli Enti umbri;

3) si tratti di un'operazione costruita senza un vero coinvolgimento delle istituzioni/azionisti dell'Umbria. 

4) ritenga superata la strategicità dell’Interporto di Orte alla luce di quanto si va prospettando nel sistema viario regionale. 



Terni, 4 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")


Mauro Nannini
FdS-RC


Claudio Campili
IdV






Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che la prostituzione, l’accattonaggio, la schiavitù per lo sfruttamento di attività illecite o di prelievo di organi, sono una violazione dei diritti fondamentali dell'uomo;

vista l'attenzione che l'Unione Europea pone al problema che colpisce in particolare gruppi vulnerabili come donne e minori;

tenuto conto che occorre conoscere il fenomeno per poterlo prevenire e combattere;

visto le disposizioni emesse dall'UE per affrontare lo sfruttamento in tutte le sue forme;


si impegna il Sindaco a:

  • favorire tutte quelle iniziative tese a proteggere le vittime dalla “tratta di esseri umani” proposte dalle varie associazioni culturali, sociali e dalla scuola; 

  • fornire, tramite i servizi sociali locali, linee guida per combattere, con indicazioni e servizi di interpretariato e traduzione, tutte le forme di turismo sessuale, di pedopornografia etc. diffuse dalle diverse fonti di informazione.



Terni, 4 marzo 2013



Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")


Mauro Nannini
FdS-RC


Claudio Campili
IdV




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale



Premesso che il Paese, senza sviluppo, è in profonda crisi; la Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria) in un anno è addirittura raddoppiata; 

visto che occorre creare le condizioni per favorire  l'occupazione e contrastare la precarietà;

considerato che la mancanza di crescita genera disoccupazione, un dramma per tutti ed in particolare per i giovani di ogni età. Tra l'altro, la fascia tra i trenta e i quarant'anni si trova in cerca di una sistemazione stabile che faccia guardare al futuro con speranza e tranquillità; una fascia che non viene mai tenuta in considerazione. Quando va bene, la gioventù, in particolare quella femminile è costretta ad accettare condizioni lavorative molto distanti dai rispettivi progetti di vita; 

tenuto conto che anche la disoccupazione dei laureati è diventata una sfida cruciale. Proseguendo di questo passo c’è la certezza che una generazione si perda, che resti fuori dal lavoro e dalla vita sociale; 

visto che in questo contesto, c'è bisogno di un'analisi migliore e completa del mercato del lavoro tanto più che il problema interessa non solo l’Italia ma tutta l’Europa; 

visto che occorre anche incidere sulle scelte dell’Europa, che continua a perseguire una politica depressiva, di forte austerità, affidando la crescita solo alle esportazioni extra-Ue; 

auspicato che l'Outokumpu riesca a vendere lo stabilimento AST di Terni ad un acquirente in grado di mantenere la produzione e l'occupazione, e in grado di non "spacchettare" l'azienda, a cederla ad un gruppo industriale che abbia esperienza sui mercati internazionali con un piano industriale serio e solido;

visto che accanto al probabile esito favorevole per l’AST sono tante le imprese locali in difficoltà, dalla siderurgia alla meccanica, dalla chimica al manifatturiero, dalla agricoltura al commercio;


si impegna il Sindaco e la Giunta a: 

  • sostenere, di concerto con le altre istituzioni, l'imprenditorialità giovanile, con l'obiettivo di incoraggiare la crescita delle imprese sostenibili. I giovani sono parte della soluzione: le loro voci dovrebbero essere ascoltate, la loro creatività sostenuta e i loro diritti rispettati in qualsiasi misura che miri ad affrontare la crisi;
  • seguire di concerto con tutte le istituzioni, i parlamentari, i sindacati  il Governo nazionale ed i rappresentanti italiani nel Parlamento Europeo la vendita dell'AST;
  • intervenire pesantemente, attraverso il Governo nazionale, sia sulla Commissione europea antitrust sia su Outokumpu affinché non sia stravolto il piano industriale che assegnava un ruolo strategico all’AST;
  • esigere un nuovo "patto di territorio" che coinvolga la siderurgia, la chimica, le industrie manifatturiere sapendo che è  in crisi l’intera economia di Terni e dell’Umbria;
  • favorire, nella predisposizione di bandi per l’assegnazione di eventuali lavori esterni, quelle aziende che assumono giovani e persone che hanno perso lavoro ed hanno una famiglia a carico;
  • coinvolgere il Centro di educazione degli adulti nella formazione di quelle persone che devono essere riconvertite all'utilizzo delle nuove tecnologie; 
  • attivare, di concerto con tutte le istituzioni, una formazione coerente alle esigenze del mercato previo monitoraggio delle richieste provenienti dalle associazioni datoriali; 
  • coinvolgere la Provincia, la Regione e la Camera di Commercio nell’ avvio dei processi di innovazione e di ricerca con l'Università; nel trovare le risorse necessarie a consentire ai giovani di partecipare a tirocini e praticantati retribuiti; nell’avviare attività autonome nelle professioni, nel manifatturiero e in  agricoltura (il progetto ha dimostrato, in Toscana, di funzionare e potrebbe essere adattato ed esteso anche da noi). 



Terni, 4 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")

Mauro Nannini
FdS-RC

Claudio Campili
IdV



INTERROGAZIONE: Pet Tac- Ospedale S. Maria di Terni

Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che i ternani auspicano che il proprio Ospedale eroghi sempre servizi efficienti, in linea con l’innovazione tecnologica;

constatato che la qualificazione professionale dei dipendenti scaturisce dal potenziamento della didattica e dall’incentivazione della ricerca; 

considerato che  è irrinunciabile poter contare su una struttura sanitaria di eccellenza integrata con l'Università;

visto l’accordo di programma sottoscritto il 7.02.2013 a Roma (dal Ministro della Salute e dalla Presidente Regionale)  per gli investimenti in edilizia sanitaria, l'ospedale "S. Maria" di Terni potrà attivare lavori di ristrutturazione, di adeguamento dell'attuale struttura ospedaliera alle norme attuali di sicurezza in materia sismica e di attuazione degli attuali standard funzionali di qualità;

preso atto che dal 2009 l'opinione pubblica è stata informata della volontà  della Fondazione Carit, di dotare l’Ospedale di una PET TAC, (servizio per valutare l’efficacia del trattamento  chemioterapico nelle neoplasie) non ancora installata;

si chiede al Sindaco di Terni se:

sia stato siglato il protocollo d'intesa fra l'azienda ospedaliera e l'università di Perugia per l'integrazione dell'azienda; 

sia stato presentato un disegno organico di riorganizzazione dei servizi, (sostenibile da un punto di vista finanziario);

se sia prevista una pianificazione dei lavori di ristrutturazione con tempi certi tali da non provocare eccessivi disagi all'utenza;

 se la Pet Tac sia stata acquistata; 

se si trovi presso l'ospedale di Terni in attesa di essere assemblata; 

se sia stata realizzata la struttura necessaria per ospitarla; 

se siano stati effettuati gli impianti necessari per l'utilizzazione; 

se vi siano ostacoli per la messa in funzione ed  eventualmente se siano state messe in atto le strategie per rimuoverle, 

se giacciano nei magazzini dell'ospedale altri macchinari di alta tecnologia da assemblare e mai utilizzati.



Terni, 4 marzo 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")


Mauro Nannini
FdS-RC


Claudio Campili
IdV





Ma la PET TAC ce l’abbiamo?

Una nebbia fitta grava sulla disponibilità di un macchinario in grado di valutare l’efficacia del trattamento chemioterapico nelle neoplasie. Si chiama PET TAC ed è il fiore all’occhiello delle strutture ospedaliere più avanzate. A Terni, fin dal 2009, correva voce di un investimento in tal senso da parte della Fondazione Carit, ma ad oggi non è dato sapere se, come, dove e quando sia stato effettuato. La città di Terni si sta orientando verso posizioni di avanguardia nella ricerca e nella tecnologia e punta sui vantaggi derivanti dall’integrazione fra Università e Ospedale. Il futuro dei nosocomi si misura sulle eccellenze, a creare le quali concorrono, oltre che la didattica, la disponibilità di attrezzature e soluzioni avanzate di diagnostica.
Dunque, questa benedetta PET TAC ce l’abbiamo? Per saperlo l’Associazione Enrico Berlinguer ha deciso di inoltrare una serie di domande a chi non può non sapere: il Sindaco.
Con l’occasione, tramite specifica interrogazione, si chiederanno lumi circa la firma del protocollo d’intesa fra l’Università di Perugia e l’Ospedale per l’integrazione dell’Azienda e se sia stato predisposto un piano organico di riorganizzazione dei servizi sostenibile finanziariamente. Data l’opportunità, sarà utile essere informati sui progetti di ristrutturazione della struttura ospedaliera e conoscere l’entità degli interventi, oltre ai tempi necessari per realizzarla.
Non è solo curiosità, vi pare?

Ing. Giocondo Talamonti




Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso l'evidente squilibrio esistente nell'attenzione riservata al territorio perugino rispetto a quello ternano per quanto attiene i servizi sportivi.
visto che Terni si è svolta, domenica 17 febbraio u.s., una straordinaria manifestazione "La Maratona di S. Valentino" che ha visto la partecipazione di atleti provenienti da ogni parte del mondo, ma la RAI  ha prestato scarsa attenzione anche in riferimento ai servizi sportivi che riserva invece ad ogni benché piccola iniziativa, anche circoscrizionale, paesana o di semplice quartiere del comprensorio perugino.
Per questo si chiede al sindaco:
 quali misure intenda prendere affinché il territorio ternano possa contare su una maggiore attenzione del servizio pubblico radiotelevisivo per quanto riguarda lo sport praticato.

Terni, 20 febbraio 2013

Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")
Mauro Nannini
(FdS-RC)
Riccardo Giubilei
(Pd)



Ora è tempo di stringerci intorno alla "TERNI"

In vista delle prossime mosse, che si faranno su uno scacchiere da cui dipenderà il futuro di Terni e di quella che nel cuore di ognuno di noi resta  la “Terni”, l'AST si sta rifacendo il look per apparire ancor più appetibile agli occhi delle multinazionali dell'Acciaio, prossime, ormai, a una visita in loco prima di decidere eventuali acquisizioni. Si sa che qualsiasi progetto di recupero estetico comincia dal dimagrimento; nello specifico, al di fuori di metafore, dalla riduzione di personale. Questa ipotesi rischia di essere  percorribile attraverso lo “spacchettamento” delle collegate, ipotesi tragica che snaturerebbe e indebolirebbe l’entità industriale dell' Ast, perché comporterebbe contenimenti produttivi e occupazionali. Nessuno e niente può giustificare un’eventualità del genere, che riduca, cioè, i volumi produttivi e scoraggi investimenti in nuove tecnologie.
Al contrario, la crisi va combattuta assicurando qualità e innovazione, pieno utilizzo degli impianti esistenti, investimenti nel settore dell’energia, capaci di dare certezze in termini di costi all’approvvigionamento primario. La partecipazione al progetto di riorganizzazione deve investire l’intera realtà amministrativa, politica, sociale del territorio; ciascuna assumendo responsabilità individuali, preventivamente condivise fra le parti, armonizzando le esigenze e aggiornando un nuovo Patto di Territorio.
Il sostegno alle politiche competitive del polo siderurgico ternano, è vitale  per il traino economico nei confronti di una miriade di aziende locali e del territorio nazionale. Di qualsiasi impostazione politica sia il prossimo  Governo, l’impegno che deve soddisfare è di sostenere con forza in sede di Unione europea le ragioni di competitività del sistema siderurgico ternano, in quanto patrimonio del Paese. A fianco degli aspetti siderurgici, va posta  la chimica e l’impegno delle istituzioni locali umbre per accompagnare le politiche di sviluppo territoriale.
Dopo le elezioni si dovranno affrontare scelte coraggiose, creare le migliori condizioni possibili per mantenere l'esistente e prospettare nuovi sviluppi. L’alternativa a tale scenario è il lento, inesorabile degrado della vita economica cittadina; prospettiva che aleggia minacciosa, annunciata da scelte che, sotto il nome di tagli, risparmi, contenimenti di spese, sta già spegnendo speranze e attese dei ternani.

Terni, 18 febbraio 2013

Ing. Giocondo Talamonti
(G. M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")





Autonomia della direzione scolastica

Contrariamente a quanto previsto per le province dove il riequilibrio territoriale è stato messo in standby ciò non lo è per quanto attiene l'autonomia della direzione scolastica regionale;
infatti la legge di stabilità prevede la razionalizzazione delle direzioni scolastiche regionali.
 La popolazione scolastica dell'Umbria sembra non essere sufficiente per mantenere l’autonomia della direzione scolastica regionale e per questo si prefigura,  il 28 febbraio 2013, un accorpamento con le Marche, a cui verrà attribuita la sede e il direttore interregionale.
La perdita di tale autonomia va considerata come un ulteriore depotenziamento dell'Umbria, abbozzo della costituzione della cosiddetta area vasta (con perdita delle singole autonomie);
l’intera operazione  farà perdere l’identità ed il senso dell’appartenenza, con l’effetto di accrescere i problemi sui servizi dovuti alla comunità umbra;
Per questo è stato presentato l'11 febbraio 2013 un atto al Sindaco per impegnarlo a:

• contrastare tale tipo di politica basata sul risparmio e non sull’efficacia e l’efficienza degli uffici;
• coinvolgere tutti gli enti istituzionali perché Terni e l’Umbria non perdano la loro autonomia con argomentazioni che non siano campanilistiche e assunte per tempo;
• sostenere, per un giusto equilibrio, insieme a tutti gli enti istituzionali, nel caso in cui la sede direzionale scolastica venga portata ad Ancona, che la nomina del direttore interregionale sia conferita ad una figura conoscitrice della scuola umbra.


Terni, 11 febbraio 2013


Giocondo Talamonti
(Gruppo Misto- Associazione Politico-Culturale “E. Berlinguer”)
Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente della II Commissione consiliare




Premesso che contrariamente alla sospensione del riequilibrio territoriale, messo per il momento in standby, si sta ponendo in essere l'autonomia della direzione scolastica regionale;

visto che il termine delle decisioni per le suddette autonomie è fissato al 28 febbraio 2013 ( art. 1, comma 406, della legge n.228 del 2012 -legge di stabilità-);

tenuto conto che gli uffici dirigenziali, a livello nazionali, saranno ridotti del 20 per cento rispetto a quelli esistenti;

considerato che la popolazione scolastica dell'Umbria sembra non essere sufficiente per mantenere l’autonomia della direzione scolastica regionale del MIUR e per questo si prefigura,  il 28 febbraio 2013, un accorpamento con le Marche, a cui verrà attribuita la sede e il direttore interregionale;
tenuto conto che la perdita di tale autonomia va considerata come un ulteriore depotenziamento dell'Umbria, abbozzo della costituzione della cosiddetta area vasta (con perdita delle singole autonomie);
valutato che l’intera operazione  farà perdere l’identità ed il senso dell’appartenenza, con l’effetto di accrescere i problemi sui servizi dovuti alla comunità umbra;

si impegna il Sindaco e l’assessore competente a sostenere quanto già proposto con la mozione " Autonomia della Scuola, autonomia degli enti istituzionali" del 3 dicembre 2012 (giacente in II^ commissione consiliare) e precisamente:
• contrastare tale tipo di politica basata sul risparmio e non sull’efficacia e l’efficienza degli uffici;
• coinvolgere tutti gli enti istituzionali perché Terni e l’Umbria non perdano la loro autonomia con argomentazioni che non siano campanilistiche e assunte per tempo;
• sostenere, per un giusto equilibrio, insieme a tutti gli enti istituzionali, nel caso in cui la sede direzionale scolastica del MIUR venga portata ad Ancona, che la nomina del direttore interregionale sia conferita ad una figura conoscitrice della scuola umbra.


Terni, 11 febbraio 2013


Giocondo Talamonti
(Gruppo Misto- Associazione Politico-Culturale “E. Berlinguer”)




Divulgare e praticare la cultura della Sicurezza


Affrontare il problema della Sicurezza negli ambienti di lavoro significa, al di là della prevenzione degli infortuni, creare una coscienza formativa, singola e collettiva, fra i lavoratori. A tale scopo è essenziale adottare una formazione permanente per la quale la scuola e l'Università non possono chiamarsi fuori. Il protocollo d'intesa siglato il 1 febbraio 2008 tra l'acciaieria (luogo simbolo del lavoro) e tutti i soggetti datoriali, parti sociali, Vigili del Fuoco, Arpa, ASL, DPL, INAIL,Ministero della salute, Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e le Istituzioni locali tra cui il Comune di Terni, rappresenta ancora un punto di riferimento, indicativo del fatto che la cultura della Sicurezza non consiste solo nell’ottenimento della certificazione  richiesta dalla normativa (stabilità, igienicità, impatto ambientale etc.), ma essa si consegue con atteggiamenti, comportamenti e con esempi; pratica difficile da acquisire e trasmettere se  non si inizia dall’età scolare e per di più se si  intende propagarla in ambienti talvolta non conformi alla normativa ( leggi “classi pollaio”); le attività scolastiche si svolgono infatti in un contesto organizzativo e ambientale che scontra con gli obiettivi propri a cui le Istituzioni educative sono chiamate:

1. il sovraffollamento delle aule. Una locale progettato per ospitare 25 alunni viene spesso utilizzato con un numero superiore, a dispetto delle norme sulla sicurezza;

2. l’assenza di porte ad apertura antipanico;

3. la difficile mobilità degli studenti disabili;

4. la carenza o addirittura l’assenza di misure volte alla percezione del rischio (simulazione ed attività di prevenzione).

E’ quanto mai necessario provvedere ad uno scrupoloso monitoraggio delle scuole per conoscere lo stato dell’arte in materia di messa in sicurezza, anche per evitare che i tagli lineari imposti dalla “spending review” condannino i nostri Istituti alla condizione permanente di luoghi in cui si può derogare dalle norme perché considerati ambienti di vivibilità provvisoria.

Approfondire i temi della sicurezza nell’ambiente di lavoro, gli approcci, le prassi e le procedure  necessarie a stabilire una positiva relazione uomo-macchina costituisce un compito precipuo della scuola. Sta poi all'atteggiamento dei singoli, alla pianificazione della formazione e all’impegno delle parti datoriali a fornire  alla scuola il proprio contributo di esperienza in termini di consulenza e di formazione, sia sotto il profilo teorico che pratico (anche al passo delle novità tecnologiche che si introducono), attraverso specifici protocolli d’intesa con gli istituti Tecnici e Professionali e le Università così come figura nel Protocollo, del 1 febbraio 2008,  al punto v della premessa.


Terni, 9 febbraio 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(Consigliere comunale G. M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")





10 febbraio il “giorno del ricordo”.


Il 10 febbraio è il “giorno del ricordo”, fissato dalla legge 92 del 30 marzo 2004, in contrapposizione al “giorno della memoria” di evocazione nazi-fascista, per ricordare le stragi delle foibe e l’esodo degli italiani dalle regioni orientali (Istria e Dalmazia) annesse alla Jugoslavia di Tito.
Premesso che è da immaturi disquisire sui principi ispiratori di un olocausto,  se questi dovessero servire a giustificare in qualche modo, l’ignominia di una tragedia che pesa sulle coscienze dell’intero genere umano, la storia non ha ancora elaborato il processo di ricostruzione circa gli autori e le fasi che determinarono quella pagina vergognosa per la dignità degli uomini.
La legge 92 invita, oltre che a ricordare, a “conoscere” e riflettere sugli avvenimenti che determinarono le folli scelte, scaturite e maturate in una Dalmazia all’epoca interamente occupata dai nazi-fascisti. Le circostanze che segnarono una barbarie certa, devono suonare da monito nella comune condanna dell’odio razziale, della brutalità delle guerre, della propaganda ideologica e unire le attuali generazioni nell’unanime disprezzo per la violenza collettiva.
Prima dei distinguo sugli autori o sulle ragioni (ammesso che ve ne possa essere una nel compiere una strage), è necessario tener desto nello spirito dei giovani la condanna della forza come strumento di confronto fra ideologie diverse e ribadire che commemorare momenti storici così penosi non è solo un gesto di pentimento ma di speranza nella pacifica convivenza fra i popoli.

Con questa consapevolezza, il 4 febbraio si è presentato al Sindaco di Terni un ordine del giorno teso a impegnarlo a:

• coinvolgere la Direzione Scolastica Regionale affinché le scuole del territorio affrontino il tema delle “foibe”, con l’organizzazione di iniziative volte a diffondere la conoscenza dei tragici eventi, senza alimentare forme di revisionismo storico, con l’obbiettivo di evitare che simili, pericolosi atteggiamenti ideologici si ripetano;

• favorire ogni iniziativa culturale che miri alla convivenza pacifica, alla tolleranza di etnie e culture;

• impegnare i giovani delle istituzioni scolastiche in ricerche e approfondimenti sull’argomento (anche con il coinvolgimento degli Istituti di storia, delle Associazioni degli esuli, dell’ANPI e dell’ANPPIA), attraverso gemellaggi e scambi con i giovani dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia in memoria di “tutte le vittime”, comunque cadute nella difesa della tolleranza e della pace.


Terni, 7 febbraio 2013

Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale



Premesso che il 10 febbraio “giorno del ricordo” è il giorno fissato dalla legge 92 del 30 marzo 2004 per ricordare le stragi delle foibe e l’esodo degli italiani dalle regioni orientali (Istria e Dalmazia) annesse alla Jugoslavia di Tito;

tenuto conto che la legge 92 ci invita, più che alla memoria, a “conoscere” e riflettere su fatti storici, drammatici e ancora poco chiari (la Dalmazia fu interamente occupata dai nazi-fascisti);

considerato che è legittimo condannare le violenze contro ogni libertà di ogni persona e porsi interrogativi del tipo: chi furono esattamente le vittime delle foibe? come furono assassinate?: per quale ragione, ad opera di quali esecutori, per ordine di chi?;

sentita l’esigenza di affidare la memoria storica da tramandare alle nuove generazioni attraverso una verità che non sia velata da fatti non completamente chiari (fucilazioni di massa durante l’esodo degli italiani dai territori  di Istria, Fiume e Dalmazia e orrori commessi dal fascismo in Jugoslavia nei villaggi in Slovenia e Croazia);

consapevoli che si ha il dovere di ricordare per ripensare a tutti gli errori commessi in passato per non ripeterli più;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

• coinvolgere la Direzione Scolastica Regionale affinché le scuole del territorio affrontino il tema delle “foibe” (tipiche voragini carsiche dell’Istria e della Venezia Giulia), con l’organizzazione di iniziative volte a diffondere la conoscenza dei tragici eventi, non per alimentare forme di revisionismo storico, ma per evitare che si ripetano, nuove forme di nazionalismi ciechi, pogrom di massa, pulizie etniche, massacri ideologici;

• favorire quelle iniziative culturali tese a far convivere etnie, lingue e culture;

• impegnare i giovani delle istituzioni scolastiche in ricerche e approfondimenti sull’argomento (anche con il coinvolgimento degli Istituti di storia, delle Associazioni degli esuli, dell’ANPI e dell’ANPPIA) attraverso gemellaggi e scambi con i giovani dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia in memoria di “tutte le vittime” delle foibe.


Terni, 4 febbraio 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(consigliere G.M. Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”





Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi (Caltanissetta), una location del MUOS (Mobile User Objective System), sistema di comunicazioni satellitari SATCOM ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta, composto da quattro satelliti e da 4 stazioni di terra;

considerato che il sistema MUOS, gestito dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo viene proposto come rimpiazzo dell’attuale sistema satellitare UFO;

tenuto conto che il MUOS è uno strumento di guerra e che il suo impianto sul territorio nazionale può avere effetti devastanti sulla salute dei cittadini;

richiamato alla memoria ciò che espresse Pio La Torre trent’anni fa  contro l’installazione del missili Cruise in Sicilia per evitare di trasformare l’Isola in un avamposto nello scontro atomico tra blocchi militari contrapposti (vedi Unità dell’11 ottobre 1982);

viste le ennesime proteste scoppiate tra gli isolani giustamente preoccupati dell’impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute pubblica;


si chiede al Sindaco e alla Giunta se intendono impegnarsi per:

• far  giungere la solidarietà dei ternani alla Regione siciliana e al suo governatore, Rosario Crocetta, che ha bloccato i lavori di realizzazione del MUOS, la stazione satellitare della Marina USA a Niscemi (Caltanissetta);

• sostenere con forza l’immediata sospensione del progetto MUOS nelle riunioni con l’ANCI nazionale;

• proporre un futuro migliore per i siciliani e per l’intero Paese, attraverso una battaglia di pace e legalità da condurre in ogni luogo e specialmente fra i giovani per i quali è essenziale il coinvolgimento della scuola.


Terni, 4 febbraio 2013


Ing. Giocondo Talamonti
(G.M. -Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”)




Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale di Terni



CONSIDERATO CHE

- il depotenziamento dei presidi ospedalieri di Narni - Amelia negli ultimi tre anni ha causato disagi agli utenti di questo comprensorio e un pericoloso ingolfamento delle strutture dell’Azienda  “Santa Maria” che ricade in particolare sui reparti di Clinica Medica e di Medicina Interna; 

- la mancanza di filtro, garantita in passato dai presidi ospedalieri territoriali, ha determinato un boom di richieste e di prestazioni che l'Azienda ospedaliera di Terni non é in condizione di soddisfare se non a fatica e con limiti oggettivi, vista la carenza di spazi ed i mai risolti problemi organizzativi. Non ci si rende conto di essere di fronte ad una autentica emergenza sanitaria;

- dati alla mano nel corso degli ultimi tre anni, in modo dapprima episodico, poi costante e con numeri sempre  crescenti, molti pazienti ammessi nelle strutture di Medicina Interna e Clinica Medica riescono ad essere dimessi senza aver mai messo piede nei reparti di destinazione a causa dello spiacevole e pericoloso fenomeno degli “appoggi”. Si visitano in media al giorno venti pazienti “sistemati” nei reparti di altre specialità, sparsi nei vari piani ed ali dell’ospedale senza contare i degenti nei corridoi. Inoltre i “reparti specialistici” non accettano pazienti al di fuori della loro sede, scaricando su altri competenze di loro precipua pertinenza;

- siamo pertanto di fronte ad un rischio oggettivo per le persone degenti, che sono in un momento difficile con nessuna capacità “contrattuale” e per gli operatori costretti ad esercitare in condizioni ed ambienti “estranei” costretti a contrarre i tempi destinati all’assistenza del singolo, per non parlare dei rapporti modesti se non conflittuali che si instaurano con i familiari; 

- il fenomeno dei degenti sparsi in appoggio si sta trasformando da episodico in strutturale, configurandosi  come una normalità dell’assistenza e non basta neppure questo, vista la ricomparsa ormai stabile dei pazienti sistemati nei corridoi o nei vani-finestra.


SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a sollecitare la nuova direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni ad affrontare e porre rimedio ad una situazione gravissima ed inaccettabile eticamente e tecnicamente, che rischia di diventare esplosiva e che quindi va affrontata con la massima sollecitudine dalle nuove dirigenze del “Santa Maria” e dell’Ausl Umbria 2 puntando anche su una politica di integrazione dei servizi, territoriali e ospedalieri, che in questi anni ha segnato decisamente il passo.


Terni, 4.02.2013


Giocondo Talamonti
(G. M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")




Il depotenziamento dei presidi ospedalieri di Narni - Amelia negli ultimi tre anni ha causato disagi agli utenti di questo comprensorio e un pericoloso ingolfamento delle strutture dell’Azienda  “Santa Maria” che ricade in particolare sui reparti di Clinica Medica e di Medicina Interna;  la mancanza di filtro, garantita in passato dai presidi ospedalieri territoriali, ha determinato un boom di richieste e di prestazioni che l'Azienda ospedaliera di Terni non é in condizione di soddisfare se non a fatica e con limiti oggettivi, vista la carenza di spazi ed i mai risolti problemi organizzativi. Non ci si rende conto di essere di fronte ad una autentica emergenza sanitaria.

Dati alla mano nel corso degli ultimi tre anni, in modo dapprima episodico, poi costante e con numeri sempre  crescenti, molti pazienti ammessi nelle strutture di Medicina Interna e Clinica Medica riescono ad essere dimessi senza aver mai messo piede nei reparti di destinazione a causa dello spiacevole e pericoloso fenomeno degli “appoggi”. Si visitano in media al giorno venti pazienti “sistemati” nei reparti di altre specialità, sparsi nei vari piani ed ali dell’ospedale senza contare i degenti nei corridoi. Inoltre i “reparti specialistici” non accettano pazienti al di fuori della loro sede, scaricando su altri competenze di loro precipua pertinenza;

Siamo pertanto di fronte ad un rischio oggettivo per le persone degenti, che sono in un momento difficile con nessuna capacità “contrattuale” e per gli operatori costretti ad esercitare in condizioni ed ambienti “estranei” costretti a contrarre i tempi destinati all’assistenza del singolo, per non parlare dei rapporti modesti se non conflittuali che si instaurano con i familiari.
Il fenomeno dei degenti sparsi in appoggio si sta trasformando da episodico in strutturale, configurandosi  come una normalità dell’assistenza e non basta neppure questo, vista la ricomparsa ormai stabile dei pazienti sistemati nei corridoi o nei vani-finestra. Lunedì 4 febbraio verrà presentato un atto che impegna il Sindaco a sollecitare la nuova direzione dell’Azienda Ospedaliera di Terni ad affrontare e porre rimedio ad una situazione gravissima ed inaccettabile eticamente e tecnicamente, che rischia di diventare esplosiva e che quindi va affrontata con la massima sollecitudine dalle nuove dirigenze del “Santa Maria” e dell’Ausl Umbria 2 puntando anche su una politica di integrazione dei servizi, territoriali e ospedalieri, che in questi anni ha segnato decisamente il passo.


Terni, li 3 febbraio 2013



Giocondo Talamonti
(Consigliere Comunale G. M. Associazione Politico Culturale "E. Berlinguer")







Un affronto alla città di Terni…


 In merito all’atto sulla giornata della memoria, non ammesso alla discussione immediata per il voto contrario di tre esponenti del Pd, si è del parere che tale comportamento rappresenta un affronto per la città e per i suoi valori antifascisti.

L’atto in questione faceva seguito alle citazioni di Berlusconi sul fascismo proprio nella giornata della memoria a dimostrazione della sua contiguità con l’estrema destra che, ancora oggi, calpesta la nostra Costituzione. Assecondare l’abominio del fascismo rappresenta una ferita grave alle regole democratiche del Paese, per cui la discussione immediata dell’atto era stata richiesta per ricordare a tutti che il pericolo di un’involuzione autoritaria è ancora presente e per ribadire la necessità di difendere i valori costituzionali.


Nell’atto presentato si chiedeva al Sindaco l’impegno di:

• invitare i giovani a riflettere su una delle pagine più buie della storia dell’umanità per far prendere coscienza della realtà triste e disperata dei lager nazisti nei quali si è consumato il più vile oltraggio alla dignità dell’uomo ed ai valori di libertà e giustizia;

• a coinvolgere la scuola perché si affrontino temi della tolleranza e della comprensione nella consapevolezza che non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia.

• favorire iniziative tese a trasmettere valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche; 

• riaffermare, di concerto con l'ANPI e l'ANPPIA, la necessità della diversità tra le persone e le culture perché fa crescere il grado di civiltà delle popolazioni e consolida i sentimenti di rispetto e di pace.




Giocondo Talamonti
(Consigliere Comunale Gruppo Misto- Associazione Politico Culturale E. Berlinguer)