ORDINE DEL GIORNO. Enrico Forti, l'imprenditore italiano che, a seguito di un processo sommario, sta scontando la pena dell'ergastolo a Miami.


Al Sindaco del Comune di Terni



Premesso che dopo un processo durato venticinque giorni, il 15 giugno 2000, Enrico Forti, è stato ritenuto colpevole dell’omicidio di Dale Pike da una giuria popolare;

considerato che il nostro tempo debba ispirarsi a valori forti che si richiamino alla dignità della persona, alla giustizia, al rispetto del bene comune;

visto che da quanto risulta sui siti internet, la sentenza ha lasciato esterrefatti i presenti e quanti avevano seguito il dibattimento processuale, increduli che una giuria abbia potuto emettere “oltre ogni ragionevole dubbio”, un verdetto di colpevolezza basato soltanto su flebili e confuse prove circostanziali;

considerato che per il caso dell'omicidio di Perugia dove era coinvolta l'americana Amanda Knox, gli americani hanno sempre detto che la giustizia italiana è superficiale, ma ritengono definitivo il caso di Enrico Forti, condannato dopo un processo durato solo 25 giorni, pur dichiarandosi innocente e già in carcere da 12 anni;

preso atto che nonostante la Convenzione di Vienna garantisca l’immediata assistenza legale in caso di arresto di un cittadino in uno Stato diverso dal proprio e l’automatica simultanea comunicazione alle autorità consolari locali del cittadino stesso., sembra( dal sito internet) che non sia stata applicata per Enrico Forti, tanto che il Consolato Italiano ne venne a conoscenza casualmente dai giornali nove giorni dopo e che alla protesta ufficiale, la polizia inviò una lettera di scuse per “l’involontaria” omissione;

considerato che  il caso Forti è un caso umanitario analogo al sequestro dei “marò” in India per i quali,  come a ciascun cittadino italiano che ovunque si trovi, si deve poter contare sulle istituzioni della propria patria;

preso atto che molti sono gli italiani che hanno fatto sentire la propria voce in tema di legalità ed in particolare per il caso Forti;

ritenuto che anche la nostra voce equivalente ad un granello di sabbia, ma pur sempre una voce che insieme ad altri voci che si levano da più parti del nostro Paese può ottenere la revisione del processo;


si chiede al Sindaco di Terni di:

•       far giungere al Ministero degli Esteri la voce dei ternani perché Enrico Forti e i suoi familiari non restino soli e si avvii un percorso per accertare la verità; uno dei tanti modi per aiutare le giovani generazioni a comprendere meglio l'importanza di una cultura basata sulla legalità e per fare in modo che la società di domani sia più vivibile di quella di oggi.

•        coinvolgere le trasmissioni come “Chi l’ha visto?”, “Quarto Grado” “Report” perché ci sia un ritorno mediatico di risonanza mondiale e perché con il caso Enrico Forti si affronti il valore della giustizia, se non altro per mantenere viva la piccola fiammella di speranza che lo farebbe sopravvivere in attesa del giorno in cui gli verrà concessa la possibilità di dimostrare la sua innocenza.


Terni, 12 dicembre 2012


Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”)


Mauro Nannini
FdS-RC