Terni: Il Ponte sulla Valnerina i va intitolato alla memoria di Odone Belluzzi, un grande ingegnere







Il Ponte sulla Valnerina lungo la direttrice Civitavecchia - Orte - Terni – Rieti. è un’opera d’ingegneria, frutto di un paziente lavoro progettuale che ha richiesto, impegno e sacrifici per essere concretizzato.


Si tratta di un Ponte ad archi tubolari metallici con sviluppo di 301 m e luce massima di 165 m rappresentante l’arte e l’acutezza di professionisti dell’ingegno. Una costruzione , il Ponte, che si innesta sulla Valle del Nera e che richiama l’attenzione di tutti coloro che, per turismo, visitano la Cascata delle Marmore. Ebbene a tutti appare un’opera unica e degna di menzione che deve essere valorizzata anche dal nome che gli si dovrà apporre. Niente di meglio si ritiene essere che quello di Odone Belluzzi, un uomo che merita attenzione e riguardo. Usciamo dal provincialismo e valorizziamo sempre più chi ha dato alla società, segni indiscutibili di responsabilità e meritocrazia.


Odone Belluzzi (Bologna, 1º febbraio 1892 – Bologna, 24 agosto 1956), è un ingegnere italiano che ha portato contributi fondamentali allo sviluppo e all'insegnamento della scienza delle costruzioni nel XX secolo. Egli rappresenta una significativa dimostrazione di valori, sempre validi ma troppo spesso dimenticati, del tipo: sacrificio, impegno, meritocrazia,volontà, passione ecc. che ogni giovane dovrebbe seguire per realizzare il proprio progetto di vita. Gli insegnamenti che tutti i cittadini ne possono trarre fra cui:


• le difficoltà si superano con l’impegno;

• il ruolo della scuola per adulti;

• l’importanza della scuola serale ed Industriale;

• guida per i giovani architetti e Ingegneri.


Un grande ingegnere che, nonostante le enormi difficoltà ed ostacoli incontrate nella vita, ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissati ed ha prodotto un’opera fondamentale per la formazione di Ingegneri e Architetti.


SCHEDA DELLA VITA DI ODONE BELLUZZI


La madre rimasta prematuramente vedova, ha dovuto affrontare difficoltà economiche che hanno pesato sulla serenità dell'infanzia del piccolo. Tale stato di indigenza familiare costrinse Odone ad abbandonare precocemente la scuola per procurarsi un reddito da lavoro.
Intraprese così l'arduo itinerario dello studente-lavoratore, applicandosi al mestiere durante il giorno e dedicandosi, nelle ore notturne al proprio addestramento. In qualità di privatista, affronta e supera l'esame di maturità dell'Istituto Tecnico Industriale Aldini-Valeriani, ottenendone il diploma. La manifestazione della sua preparazione e risolutezza gli vale l'assunzione, da parte del medesimo istituto, nella posizione di insegnante di Fisica ed Elettrotecnica. Ma, nonostante gli obiettivi raggiunti, il traguardo culturale a cui aspira è il conseguimento di un titolo universitario. Con impegno e determinazione si laurea in Ingegneria.



Nel 1931 vince il concorso per la cattedra di Scienza delle Costruzioni alla Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri di Bologna, redige il trattato sistematico di "Scienza delle Costruzioni", testo basilare di riferimento per l'insegnamento della Scienza delle Costruzioni nelle facoltà di Architettura ed Ingegneria delle università italiane.