I periodi di crisi economica, quando si uniscono a quelli politici, sono sempre causa di decadenza di valori. È successo così per la fine di grandi civiltà, con conseguenze relazionali disastrose e avviate all’autodistruzione.
All’atteggiamento sprezzante dell’etica sociale, così
come oggi lo viviamo, il richiamo a costumi improntati al rispetto reciproco
sembra appartenere alla preistoria. Basta muoversi nelle realtà quotidiane per
verificare quanto sia raro assistere a comportamenti di correttezza sociale,
fino a qualche decennio fa rientrante nella normalità più assoluta. Un esempio
è quanto successo a Greta Beccaglia, la giornalista di Toscana Tv molestata nel
dopo partita di Empoli-Fiorentina mentre era collegata in diretta dall’esterno
dello stadio Castellani. A pensare che proprio i calciatori erano scesi in
campo mostrando il simbolo della Giornata contro la violenza sulle donne.
Nella famiglia, nella scuola, negli ambienti di
lavoro, conformarsi alle regole del rispetto è tema in via d’estinzione.
Gli insegnanti devono con crescente frequenza
misurarsi con la maleducazione dei ragazzi affidati loro, senza poter far conto
sulla collaborazione delle famiglie. La famiglia resta sempre insostituibile
sede formativa dei giovani.
La famiglia, oggi,
soffre però di una costante inferiorità psicologica nei confronti dei figli,
perché è cosciente di non poter svolgere il compito educativo, necessario ai
ragazzi per affrontare la vita con serenità. Le separazioni dei genitori, il
permissivismo eccessivo, dettato a compensazione di carenze affettive o la
consapevolezza di non poter dare riferimenti certi ai giovani, sono alla base
di un buonismo colpevole e pericoloso.
L’abitudine ad ottenere tutto e subito nasce dalla
cedevolezza dei genitori. Il passo verso la pretesa di ottenere quel che si
vuole è scontato e non ammette attese. Se la società si oppone all’obiettivo
verso cui tende il giovane maleducato, la strada per perseguire le finalità si
cosparge di forzature e, spesso, di violenze.
È lo spettacolo desolante al quale assistiamo con
preoccupante frequenza oggi: a scuola, negli stadi, nello sport in genere,
nella giustificazione puerile del ricorso a droghe. Perché vincere è un dovere
per chi non ha mai assaporato la sconfitta o non sa adattarsi alla negazione di
un preteso diritto.
I sempre più rari esempi di solidarietà sociale, le sempre
più scarse notizie di lealtà nella vita e nello sport, confermano una discesa
verso il disconoscimento di valori comuni.
Possiamo metterci riparo? Ahimè, le speranze sono poche, ma
dobbiamo sempre tentare, attraverso l’impegno individuale e collettivo nel
perseguire il bene e l’armonia dell’ambiente e della società. Cominciando
nel condannare le inaccettabili molestie, in diretta tv, subite dalla
giornalista televisiva. È un primo passo…
Giocondo Talamonti
La crisi energetica sta colpendo l’intero mondo con effetti devastanti che non risparmieranno il nostro Paese. Il fenomeno, presentatosi con inattesa violenza causerà la chiusura di aziende medie e grandi, da 100 dipendenti in su, se non verranno presi provvedimenti adeguati. Molti saranno gli imprenditori costretti ad interrompere le attività a causa dei costi insostenibili dell’energia, in particolare gas ed elettricità. Il 70% dell’elettricità prodotta in Italia proviene infatti da fonti non rinnovabili con improbabili possibilità di fare ricorso ad altre. Purtroppo la gravità del problema sembra non sia avvertita nella sua drammaticità, ma il quadro è allarmante e quando si presenterà nella sua interezza dovremo assistere al collasso di molte aziende energivore. La nostra attenzione è alla “Terni”.
I
prezzi dell'energia elettrica sul mercato, hanno ripercussione sia sui consumi
famigliari che sui settori produttivi strategici. Il governo italiano è
chiamato ad adottare misure per cercare di contenere l'impatto e sollecitare
l’Europa perché si uniformino gli interventi correttivi del fenomeno. Anzi,
l’attenzione all’ambiente, al recupero e al riciclo deve avvenire nell’ambito
di una governance mondiale con degli obiettivi realizzabili. Secondo
l’Associazione Culturale “Enrico Berlinguer si è già in forte ritardo
nell’adozione di misure in tal senso. Urge, quindi, un dibattito sulla ricerca
di valide fonti energetiche che diventi al più presto centrale nell’agenda
politica nazionale, considerato l’impatto che la crisi eserciterà a danno
dell’industria, dell’economia e della società.
Una ipotesi
di intervento è di favorire l'acquisto collettivo di gas, utilizzato per la
produzione di energia, soprattutto alla luce di una situazione che non sarà
affatto passeggera. Sembra non sia ancora avvertito nella sua incidenza che dal
costo dell’energia dipende l’intera economia del paese. Le recenti impennate
dei costi del gas e dell’energia elettrica potrebbero frenare, se non
compromettere, il trend positivo dell’economia italiana ed europea. Anche per
l’acciaieria di Terni il costo dell’energia inciderà sui volumi produttivi,
sull’occupazione e sulla sicurezza. Occorre l’impegno di tutte le forze
politiche e istituzionali (Comune in primis e Regione), così come quelle
sindacali che tanto hanno dato alla crescita e alla cultura del territorio.
Il settore
dell’acciaio, nel 2015, contemplava in Italia 44 siti produttivi, di cui 39
forni elettrici (Aosta, Bergamo, Bolzano; Brescia, Catania, Cremona, Cuneo,
Padova, Potenza, Reggio Emilia, Torino, Terni, Trento, Udine, Varese, Verona,
Vicenza), 2 convertitori all’ossigeno (Piombino e Taranto) e 3 altiforni
(Piombino, Taranto, Trieste), quasi esclusivamente localizzati nella parte
settentrionale del Paese. Siti che dovranno seguire un’unica linea coordinata
dall’UE per quanto riguarda l’energia e il suo costo. Ci si augura che gli
forzi di contenimento non arrivino troppo tardi…
Giocondo
Talamonti
Terni, è una città nata e cresciuta sul lavoro. Lavoro duro, come duro è il legame fra i ternani e la loro principale fabbrica, fatto non solo di vincoli storici, ma di tradizioni, cultura e identità.
La crescita economica
della città dipende da questo senso di appartenenza, che ha visto generazioni
attratte dall’istintivo richiamo. Oggi, sono molte le opportunità di studio che
si offrono ai giovani e diverse le aspettative del mercato del lavoro. Ma bisogna
essere competenti, concorrenziali sul piano delle abilità e delle conoscenze.
Ho un’idea di struttura
dei saperi che parta dall'orientamento
da elevare a strumento di lettura fra la domanda e l’offerta occupazionale. Ho un’idea di amministrazione comunale
basata su un ‘Progetto di Città’ dove l’economia del territorio si
armonizzi con le esigenze del mercato del lavoro, l’istruzione, la formazione e
l’alta formazione. In un simile contesto l’educazione
permanente deve assicurare ai cittadini di ogni età l’accesso a un percorso
di arricchimento, completamento e aggiornamento dei saperi ed accrescere così
la “spendibilità” delle competenze individuali in un mercato del lavoro in continuo cambiamento. A un ruolo di
riferimento è chiamata l’Università con
i suoi centri di ricerca e con la creazione di spin-off e lo sviluppo di
start-up in collegamento con il tessuto imprenditoriale locale e le istituzioni
del territorio.
Di questo i ternani hanno bisogno e di
questo Terni deve vivere. Ho un’idea di città rispettosa dei
vincoli sociali e della salute dei suoi abitanti, capace di dare risposte alle
esigenze sanitarie e alla dignità dei malati, dove i disagi della degenza siano
contenuti al massimo, dove la prevenzione
rappresenti un diritto, dove al dolore di chi soffre non s’aggiungano le
umiliazioni di liste d’attesa
interminabili e dove le competenze degli addetti alla sanità si coniughino
con i sentimenti di umanità e solidarietà. Ho un’idea di città che difenda lo stato sociale e tuteli le categorie più
deboli, che guardi alle nuove generazioni, che salvaguardi l'ambiente come diritto alla salute e al benessere
collettivo. Se anche la tua idea di città si avvicina alla mia e a quella
dell’Associazione Politico Culturale “Enrico Berlinguer”, aiutaci a realizzarla.
Insieme possiamo.
Essere lassù a Torre Maggiore di Cesi ove perse la vita Germinal Cimarelli, medaglia d’oro, che ha sacrificato la propria vita per proteggere la ritirata dei compagni partigiani è come ripercorrere gli entusiasmi civili e coraggiosi di uomini e donne che davvero hanno fatto l’Italia libera e democratica. Le testimonianze dei luoghi sono un patrimonio unico per tutti e acquista valore e importanza se sapremo coinvolgere e sensibilizzare sempre più i giovani e la scuola. Ricordare che la Costituzione è stata scritta con il sacrificio di tanti e tanti italiani deve essere l’impegno precipuo di ciascuno specialmente di chi ha il compito di educare. È dalla conoscenza, dal ricordo, dalla memoria sempre viva che si costruisce il futuro.
A commemorare Germinal Cimarelli, oggi 20 gennaio 2022, c’era solo il gonfalone del Comune di Terni con l’Assessore Stefano Fatale e c’erano i rappresentanti dell’Anpi, dell’Anppia e dell’Unla…
Prenotazioni spostate in altri hub della Regione Umbria. Per ben due volte non sono riuscito, attraverso il sito istituzionale, a prenotarmi a Terni. mi sono stati proposti gli hub di Orvieto Scalo, Fabro, Passignano, Norcia e la Casa Salute di Marsciano. Una domanda: ma che fine ha fatto quello di Terni? Mi è sembrato quantomeno bizzarro che mi proponessero sedi lontane, addirittura Fabro (distanza circa 100Km). Non siamo nei primi giorni dell’emergenza.
Un amico mi ha consigliato di insistere per
la prenotazione on line fino a che, a
forza de daje, non compare Terni.
Ma è mai possibile,
Presidente Tesei, che chi ha superato i 70 anni ed ha qualche acciacco debba
sobbarcarsi un viaggio prima digitale e poi materiale per raggiungere la
località proposta?
Per ogni fine settimana perché non
prevedere un open day vaccinale nella
propria località di residenza? E ciò per rispondere alle sollecitazioni del
Ministro Speranza: “La dose di richiamo è cruciale",
Il Centro di Vaccinazione ternano è ben organizzato ed è
sempre stato in grado di dare risposte rapide ai cittadini. Non si comprende
cosa ci sia dietro all’impedimento sopravvenuto e perché si creino questi
disagi. Tutto ciò nonostante il peggioramento della situazione epidemica imponga
un più immediato accesso alla vaccinazione.
C’è
in questo momento la necessità di tornare a imporre mascherine e
distanziamento, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico urbano, non
abbandonare ma potenziare lo smart working, scaglionare e diversificare gli
orari lavorativi in modo da diluire i movimenti nelle ore di punta, ma quello
che più conta è cercare di non creare disagi a chi si vuol vaccinare…
28.11.
2021
Presidente Associazione Politico-Culturale “E. Berlinguer”
Giocondo Talamonti
L’Amatori Podistica Terni nasce nel lontano dicembre del 1976 grazie ad un gruppo di amici (Bruno Pietraforte, Dino Polverari, Angelo Attisano, Giocondo Talamonti, Pietro Falsini, Franco Neri, Francesco Cervelli, Roberto Locci, Giuliano Fiorini e pochi altri), appassionati di un ambiente incontaminato e con tanta voglia di correre, camminare e di stare insieme nel rispetto l’uno dell’altro. Presidente per quasi un trentennio è stato Giocondo Talamonti fino al 2004 a seguire Giuliano Fiorini fino al 2011 poi Fabio Laoreti fino al 2018 per arrivare a Luca Moriconi, attuale presidente del sodalizio ternano. Tutti i presidenti che si sono succeduti hanno lasciato un’impronta, ma i principi del gruppo sono rimasti gli stessi: amore per lo sport, correre, camminare, aggregarsi per socializzare e dare della propria città sempre un’immagine positiva, puntando sui valori della vita, attraverso manifestazioni prima non competitive ed oggi ludico-motorie, ma anche iniziative strutturate in “gruppi di cammino”. Nel 1977 il Gruppo si dette una struttura organizzata con l’iscrizione alla FIASP (Federazione Italiana Amatori Sport Popolari) e nei primi dell’anno del 1978 il Gruppo si iscrive anche alla FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) Settore Propaganda per sviluppare l’attività giovanile. L’Amatori fin da subito coinvolge la scuola per parlare con i giovani ritenendo fondamentale per loro lo sport nella loro formazione ed ha interessato per questo il Provveditorato prima e la Direzione Scolastica poi. Lo sviluppo di questo fondamentale aspetto della formazione, prevede la maturazione di una consapevolezza sportiva ed etica fondata sul rispetto reciproco, sulla convivenza civile, sull'educazione alla vita, sull'educazione motoria in un ambiente sano, sull'educazione alla salute e al benessere, sulla socializzazione e sulla interiorizzazione che partecipare non significa ricercare la vittoria e il risultato ad ogni costo.
Nel 1979 si dota
di uno Statuto redatto presso lo studio notarile del Dott. Colizzi. La prima
corsa podistica organizzata è il mitico “Circuito dell’Acciaio”, dove correva il Campione del mondo di motociclismo, Libero Liberati. Era l’8 dicembre del 1976. Il giorno prima della manifestazione il
Messaggero scriveva “…Il percorso, 15Km
circa, si snoderà lungo il vecchio ‘Circuito dell’Acciaio’ ad onore e memoria
delle gesta indimenticabili di Libero Liberati che ha legato il suo nome alla
mitica corsa. Il ‘Circuito dell’Acciaio’, così chiamato in quanto collega i
centri più significativi della siderurgia ternana, evoca nei meno giovani il
ricordo, oltre che sportivo, di periodi forse più travagliati, ma ricchi di
attese e realizzazioni economiche. Con l’attuale corsa si vuole auspicare una
più proficua affermazione della città di Terni per quanto concerne il settore
siderurgico…”. A seguire l’Amatori Podistica Terni ha organizzato la “Maratona delle Acque”, prima a giugno
poi la seconda domenica di maggio, quindi la “Corsa della Befana” ed infine la “Maratona di San Valentino” organizzata in febbraio in occasione
delle celebrazioni di San Valentino, patrono della città di Terni e protettore
degli innamorati. Le varie corse sono state nell’anno del Covid-19 rinviate a
causa della pandemia, ma gli iscritti hanno continuato a fare attività
muovendosi individualmente fra i percorsi più belli che il ternano può offrire.
L’ultima “invenzione” è un evento denominato “Run and walk by night” che si
svolge in notturna.
L’idea di
costituire un gruppo sportivo non è maturata dopo lunga riflessione. È nata per
caso. Si dice che le intuizioni siano felici quando nascono sotto una buona
stella. Ignoro quale congiunzione astrale ci fosse in quel giorno di marzo del
1975, quando l’amico Valentino Latini mi chiamò per invitarmi a fare qualche
chilometro di corsa lungo l’argine destro del canale di Piediluco, ricordo che
le condizioni atmosferiche erano pessime. In dubbio se cominciare o no,
decidemmo per un’azione di coraggio e, contro ogni logica, cominciammo ad
andare. Chi conosce quei posti, sa che non ci sono ripari per improvvise bizzarrie
del tempo. Difatti, un temporale violento ci colse nel mezzo del percorso. Se
ci fossimo buttati nel canale ne saremmo usciti più asciutti. Era il periodo in
cui una stampa salutista magnificava i vantaggi della marcia, nascevano raduni
in ogni posto, “la marcialonga” faceva parte integrante di ogni festa paesana.
Qualche giorno dopo ci iscrivemmo alla maratonina di 12 km in quel di Narni,
dove prendemmo il via con Abdon Pamich e con Carlo Bomba, due atleti carichi di
gloriosi trascorsi sportivi di caratura mondiale. Ci sentimmo dei privilegiati
solo per stare a fianco dei due, anche se quella sensazione durò appena qualche
chilometro; il tempo per riscaldare i muscoli e i due campioni salutarono il
gruppo. Dopo la corsa di Narni con Abdon Pamich l’entusiasmo crebbe e ci
ritrovammo con un gruppo di amici e famigliari a Vasanello, un’analoga
manifestazione di cui venimmo a conoscenza nel momento in cui fu annunciata e
propagandata all’arrivo della corsa di Narni. Un’occasione destinata ad aprire
le porte della maturità dell’Amatori Podistica Terni. A Vasanello, erano
previsti più percorsi, alla premiazione conclusiva venne chiamato a ritirare
uno scatolone di bottiglie di vino il “gruppo di Terni”. In risposta, si
presentò inaspettatamente, l’allora maresciallo della Fabbrica d’Armi di Terni,
Franco Neri, al quale, dopo aver ritirato il premio, chiedemmo. “ma quanti
siete del vostro gruppo? Lui rispose che erano solo in due…gli fu fatto
presente che le famiglie ternane che avevano preso parte alla manifestazione
podistica erano molte di più. Allora dividemmo le bottiglie di vino dandoci
appuntamento presso la Pro-natura. Quel primo incontro in sede servì a decidere
il nome da assegnare al gruppo, i colori sociali ed il motto. Dopo una serie
infinita di proposte, la scelta cadde su “Amatori Podistica Terni” per il nome,
il giallo azzurro per i colori sociali (colori della Provincia di Terni) e per
il motto si convenne: “Corri, marcia e…
cammina per la tua salute” per mettere in evidenza l’aspetto salutistico dell’attività che ha poi trovato abbinamento con
le potenzialità culturali offerte dal luogo prescelto per la pratica sportiva,
sviluppando altresì la conoscenza delle realtà storico-ambientali che si
incontravano.
Nel corso degli anni l’Amatori Podistica Terni, si è
fregiata, sull’abbigliamento sportivo, del drago, simbolo della città, segno di riconoscenza dell’Amministrazione
comunale per i tanti anni di attività spesi a valorizzare la città di Terni con
iniziative come il “Circuito dell’Acciaio”,
la “Maratona delle Acque”, la “Corsa della Befana” e la “Maratona di S. Valentino”.
E non vanno dimenticati i tanti convegni e i
personaggi dello sport che il gruppo ha portato a Terni. La prima uscita
oltralpe del Gruppo è stata la Maratona di Parigi, cinquanta iscritti partiti
da Roma con il “pendolino” diretto nella capitale francese, una volta arrivati
a Parigi il gruppo con il metrò ha raggiunto Saint-Denis con dislocazione in
due strutture diverse ove alloggiare, grazie all’interessamento della città
gemella di Terni, Saint-Ouen. Per molti dei partecipanti, era la prima volta
che vedevano Parigi e la Torre Effeil. Uno spettacolo, un sogno. La bellezza di
quei monumenti si conosceva solo attraverso i libri.
Dopo tanti anni
scorrono davanti agli occhi gli amici dell’Amatori che non ci sono più: Alberto
Nullo, Gastone Forzanti, Sandro Romboli, l’avvocato Augusto Fratini, Luciano
Michiorri, Franco Domizi, Giuseppe
Liberotti, gli onorevoli Mario Andrea Bartolini e Nedo Canetti e tanti, tanti
altri e personaggi che hanno fatto la storia del podismo in Italia: Remo
Martini, Bruno Marcelli, Pierluigi Ferramondo e Mario Ferracuti, quest’ultimi
due sono recentemente scomparsi. Una bella storia legata alla crescita sportiva
della città a cui tutti gli iscritti, in ogni tempo, hanno dato il proprio
contributo.
Terni, 12 ottobre 2021
Giocondo Talamonti
A seguito della pandemia il lavoro si è orientato alla tecnologia, all’innovazione digitale della fabbrica, alla sostenibilità ambientale, ma soprattutto si è rivolto all’analisi di prospettiva che riguardano il sostegno alle imprese, insieme al futuro dei lavoratori e della classe dirigente. Il tema del sostegno alle imprese dopo la crisi pandemica è cruciale per una ripresa fluida dell'economia, ma in questo periodo c’è bisogno più che mai di maestranze capaci e preparate, che abbiano conoscenza dei problemi e di come affrontarli. L’istruzione e la formazione diventano sempre più centrali per una classe dirigente che dovrà essere all’altezza dei tempi e che dovrà fare necessariamente un cambio di marcia culturale. La Scuola, l’Università, le Aziende devono fare ciascuna la propria parte nella consapevolezza che la cultura del lavoro e della salute (tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, prevenzione sul lavoro e ambienti sani e sicuri) si acquisisce a scuola, si fortifica all’Università e si irrobustisce con la pratica quotidiana in Azienda.
Il questo momento
le forze politiche non stanno ponendo il dibattito sul lavoro nella preminenza
che merita, sulle sue problematiche e sull’orario a cui le nuove tecnologie ci
chiamano a riflettere, sottovalutando il fatto che un cambiamento d’orario
potrà essere la soluzione ai mille inconvenienti posti dalla pandemia. In vista
di tutto ciò, è bene fare delle ipotesi:
ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni.
ridurre gradualmente l’orario di lavoro, portandolo a 24/30
settimanali
attivare un
progetto-pilota sperimentale
Tale riduzione dell’orario lavorativo, senza però alcuna
alterazione dello stipendio, avrebbe effetti positivi sul benessere
psico-fisico dei dipendenti, senza considerare che una settimana lavorativa più
breve può persino aumentare la produttività.
Le conseguenze
occupazionali sono di totale evidenza: aumentare i posti di lavoro per i
giovani e riempire quelli che la tecnologia diminuisce. L’obiettivo è anche
quello di riuscire ad avere più tempo libero e una maggiore vivibilità sociale,
tenendo conto che l’età pensionabile si è alzata e va verso i 70 anni. I
giovani avrebbero bisogno di ottimismo e prospettive che consentano loro di
mettere su famiglia, avere dei figli e vivere più serenamente con effetti sulle
nascite il cui contenimento è essenzialmente rappresentato dalla precarietà del
lavoro. Anche Papa Francesco è intervenuto sull’argomento chiedendo ai governi
orario di lavoro ridotto e salario universale (Corriere dell’Umbria del 17
ottobre 2021 pag.2).
L’Associazione
Politico-Culturale “Enrico Berlinguer” intende contribuire al dibattito partendo dal nostro ordinamento di
riferimento D.Lgs. n. 66/2003, che ha dato attuazione a due fondamentali
direttive comunitarie la 93/104/CE e la 2000/34/CE (principi cardine in materia
di organizzazione dell’orario di lavoro). È da qui che dobbiamo ripartire, da
un quadro di riferimento per affrontare un tema di così stringente attualità.
L’Associazione sa quanto è difficile affrontare un argomento già all’attenzione
dei sindacati, ma il tempo si è ridotto e la società chiede risposte.
L'efficacia della riduzione dell'orario dipenderà moltissimo dalle modalità
concrete con cui verrà attuata, ma la discussione è
estremamente necessaria per concepire una visione diversa del futuro
occupazionale dell’Italia e dell’Europa.
Terni,
23 novembre 2021
Giocondo Talamonti
Per raggiungere la colonia marina estiva di Porto Civitanova si partiva da Terni in treno. All’epoca nei periodi estivi le famiglie non potendosi permettere di portare i numerosi figli al mare li mandavano in colonia a cura delle strutture produttive. Erano gli anni Cinquanta del secolo scorso
Durante le vacanze scolastiche venivo mandato dai miei in colonia, a Porto
Civitanova, luogo marino che ospitava i figli dei dipendenti della società
“Terni” altre volte a Monte Peglia con il CIF (Centro Italiano Femminile). Ora,
a Civitanova, il fabbricato che ci ospitava non c’è più.
Gli architetti dell’epoca disegnavano le colonie
secondo uno schema costruttivo inconfondibile improntato all’affermazione
dell’Italia del Duce. Conformi a tale stile sono molti i palazzi: che ancora
esistono nelle città (scuole, palestre G.I.L., uffici pubblici, caserme,
Centrali ecc.), a dimostrazione della nuova architettura in voga negli anni
1924-1938.
A Portocivitanova, anche se lontani dai nostri genitori la vita in colonia si
svolgeva felice tra coetanei.
Il sole e il mare erano gli elementi che secondo i nostri genitori aiutavano a
crescere in salute e ad imparare le regole della convivenza nel vivere gomito a
gomito con altri bambini.
Poteva capitare che, fratelli e sorelle, non
facessero parte dello stesso gruppo, cambiava la ragazza
incaricata di assistenza che ci controllava e che io chiamavo maestra. Quando
il tempo non consentiva di andare al mare, le assistenti ci raggruppavano e ci
intrattenevano raccontando favole che tutti ascoltavamo con tanto interesse e
con assoluto silenzio.
Il rispetto degli orari, la sveglia, il lavarsi e
rispondere all’appello per l’alzabandiera, lo stare tutti
seduti con ordine e nello stesso posto e alzarsi quando, su richiesta, ti era
consentito, rappresentavano i fondamenti per la formazione e per l’educazione
di noi giovani.
Certo allora tutto era più semplice in tema di
educazione perché la famiglia era più presente e la
scuola con l’educazione civica costituiva punto di riferimento per tutti. Oggi,
al contrario, gli ambienti famigliari sono stravolti dal fatto che entrambi i
genitori, per necessità, lavorano e non riescono a seguire con continuità i
propri figli. Consapevoli di tale status pensano di sostituire l’affetto e la protezione
che il figlio si attende con regali e con la “paghetta” settimanale. Anche la
scuola ha perso quel ruolo centrale che aveva. Anni fa se la scuola lamentava
il rispetto di regole comportamentali e i tuoi lo venivano a sapere, ti
punivano severamente. Ora i genitori moderni sono quasi sempre indotti a
pensare che la colpa sia degli insegnanti. Siamo arrivati all’assurdo.
Quasi tutte le colonie venivano edificate ai
margini delle spiagge marine ed erano pensate prevedendo al primo piano un
grande refettorio che all’occorrenza (in caso di pioggia o tempo brutto) si
trasformava in una sala di ricreazione. Al piano terra una camerata con tanti
letti più bagno e servizi igienici; dietro un grande spazio giardino, mentre
nel davanti la spiaggia.
Le colonie sono state progressivamente
abbandonate a seguito del benessere prodotto dal boom
economico che si era affacciato nel Paese, a partire dagli anni ’60. Ricordo,
anche, con piacere la Colonia di Monte Peglia, oggi distrutta dal tempo e dalla
mancanza di manutenzione. Le tracce rimanenti, le dimensioni e le aree che
risultavano grandi ai miei occhi di bambino, oggi mi appaiono notevolmente
ridimensionate.
Tutte le mattine dopo colazione eravamo soliti
andare verso il luogo ove si trova l’antenna di Monte
Peglia e lo facevamo attraversando una collina piena di pini accompagnati dalle
due “maestre”
incaricate di assisterci, di organizzare i giochi e, in caso di maltempo, di
impegnarci nei disegni.
Disegni che venivano appesi nella parete dell’edificio esterno, protetto da una
pensilina. Quando
venivano i dirigenti dell’associazione CIF, le assistenti li mettevano in bella
mostra. Io non sapevo
disegnare come gli altri, ma ricordo che una volta quei dirigenti si
soffermarono a lungo sul mio
disegno ammirandone i colori e a cogliere quel messaggio di apprezzamento della
natura e degli
animali che secondo loro avevo dato.
di Giocondo Talamonti
Il problema delle “liste di attesa” è particolarmente sentito perché, non essendoci stati negli ultimi anni miglioramenti significativi dei tempi di attesa, tra l’altro aggravati dalla pandemia, si traduce in rinunce alla cura della salute e al ricorso alla sanità privata con gravi oneri per i cittadini.
Ciò
costituisce una legittima preoccupazione, assolutamente ingiustificabile ed
accettabile in una società che guarda al benessere e alla salute dei
cittadini. Molti sono i ternani che per
esigenze legate al proprio stato di salute e per la propria serenità personale
e famigliare sono costretti a rivolgersi a strutture private. E’ opinione
diffusa che sia necessario attivare le necessarie procedure di ottimizzazione
nell’organizzazione del lavoro, nelle risorse umane e strumentali utili alla
soluzione del problema e dare risposte più consone
agli utenti.
Un primo
intervento in tal senso è rendere operative le strutture diagnostiche nei
giorni festivi e farle funzionare anche di notte per i ricoverati al fine di
esaurire le liste di attesa nei vari reparti e assicurare così tempi ragionevolmente
brevi. Lo scenario indica che, a partire dal 2011, sono state ridotte le risorse umane e strutturali che hanno
penalizzato il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), tagliando l’offerta pubblica
di servizi, provocando lo scandaloso allungamento delle liste d’attesa e
favorendo l’espansione dell’offerta privata, trainata anche dalla diffusione di
varie forme di assicurazioni integrative aziendali. La lezione della pandemia
non è servita.
Si spera che
quanto prima l’operazione dia i risultati sperati, anche se è evidente il disegno di privatizzare la sanità
italiana, oramai in mano al libero mercato. La lentezza che si registra nella
ripresa dell’attività ordinaria degli Ospedali ha il pericoloso effetto di
abituare i pazienti a rivolgersi al privato. È evidente il danno per i più
deboli, sempre più obbligati ad indebitarsi per veder rispettato un diritto.
L’articolo 32 della Costituzione prevede, al riguardo, che “la Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività” e
l’Articolo 13 dello Statuto della Regione Umbria ribadisce che “la Regione promuove la salute quale diritto
universale e provvede ai compiti di prevenzione, cura e riabilitazione mediante
il servizio sanitario regionale …nell'attuazione delle politiche sanitarie,
ispira la propria azione al principio della centralità e della dignità della
persona malata”.
La pandemia
avrebbe dovuto indurre a profonde correzioni il sistema sanitario sperimentato
in Lombardia e dimostratosi fallimentare nella lotta al Covid. Al contrario,
sembra stia ispirando la linea sanitaria in Umbria. Un modello che prevede la
cancellazione della rete dei servizi territoriali pubblici, affidando
l’erogazione delle prestazioni domiciliari ad agenzie private, instaurando, in
campo ospedaliero, una concorrenza tra settore pubblico e settore privato,
fortemente squilibrata a favore del secondo. Alla luce della recente emergenza
Covid-19, che dura ormai da quasi due anni, il Servizio sanitario pubblico
dovrebbe essere assicurato in modo adeguato in tutto il territorio dell’Umbria,
anche alla luce delle risorse che potrebbe fornire l’Unione europea. La
fruibilità da parte dei pazienti che necessitano di esami diagnostici, visite
specialistiche, terapie ed interventi devono, invece, sottostare ad attese
snervanti per risolvere i più urgenti aspetti della salute pubblica.
In tale contesto l’impegno dell’Università è importante se
adeguerà l’offerta formativa alle esigenze della popolazione e se la Regione
saprà rispondere alla comunità ternana attivandosi per un nuovo ospedale di
eccellenza.
Tutti i ternani debbono vegliare e rendersi
disponibili a una seria lotta popolare in vista del rafforzamento del sistema
sanitario locale, privilegiando la salute della persona e non il profitto.
Insieme si può.
Terni, 24 settembre 2021
Giocondo Talamonti
Il problema delle “liste di attesa” è particolarmente sentito perché, non essendoci stati negli ultimi anni miglioramenti significativi dei tempi di attesa, tra l’altro aggravati dalla pandemia, si traduce in rinunce alla cura della salute e al ricorso alla sanità privata con gravi oneri per i cittadini.
Una manifestazione competitiva di 13 chilometri e ludico-motorie di 2,7-5.250 e 13 chilometri. L’evento è stato patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale e dal Coni. L’Amatori Podistica Terni presente in massa anche con i piccoli “atleti”. Una bella giornata di sport, in attesa del 46.mo Circuito dell’Acciaio di domenica 10 ottobre.





























































































