Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che il “Rapporto Italia 2014” dell’Eurispes conferma che il 30,8% degli italiani non riesce ad arrivare alla fine del mese con il proprio stipendio e solo pochi hanno la possibilità di tamponare le necessità attingendo ai propri risparmi;

tenuto conto che tale stato di cose vede i cittadini e le istituzioni sempre più lontani, e che il grado di sfiducia sta crescendo perché non si affrontano alla radice i problemi quotidiani delle famiglie;

considerato che la crisi oltre che economica, oggi diventa sociale, gli oltre 31.000 iscritti nei centri per l’impiego ci danno la misura di questa emergenza, sempre più lavoratori si trovano senza lavoro e senza reddito;



visto la situazione nazionale in merito alle politiche del lavoro:

· la FIAT sposta la sua sede di rappresentanza legale e fiscale altrove e pagherà le tasse dove produce utili;

· la multinazionale svedese Electrolux, attraverso il ricatto della delocalizzazione degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, pone come scusante del proposto abbattimento dei salari, il costo del lavoro che, in Italia, sarebbe troppo alto. A ben vedere, secondo i sindacati, risulterebbe invece più basso di quello della Svezia, della Germania, della Francia, dell’Inghilterra…

· l’Alitalia sembra, ma ancora non è certo, aver trovato una soluzione ai suoi problemi con la fusione della Compagnia aerea araba;

· l'AST, la TK dopo il 12 febbraio 2014 presenterà il Piano industriale che dovrà dettagliare, previo il controllo dell'antitrust, l’entità degli investimenti, i volumi produttivi in grado di consentire la piena occupazione, la compattezza del sito e la competitività sui mercati internazionali;

· la Sangemini Spa e la SGL Carbon stanno vivendo un passaggio importante per il loro mantenimento. Un dramma che si riversa nell’area del territorio ternano e sulle famiglie in un contesto già difficile che conta una forte disoccupazione giovanile;

tenuto conto delle preoccupazioni espresse dalla Cgil Terni, soprattutto per quanto riguarda i giovani che non hanno lavoro e per quelli già specializzati, che vengono espulsi dai cicli produttivi;

visto inoltre che nella sola Provincia di Terni, nel corso del 2013, hanno cessato l’attività 2594 imprese concentrate in larga misura nei settori portanti della nostra economia (agricoltura, commercio, costruzioni e attività manifatturiere);


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1) far si che nel contesto dei problemi portati in evidenza dai mass-media nazionali, la vicenda AST e delle altre aziende locali (SGL Carbon; Sangemini etc.) resti una priorità e non passi in secondo piano rispetto a quelle su cui, oggi, i mezzi televisivi italiani concentrano l’attenzione e i dibattiti ( FIAT, ALITALIA, ELECTROLUX);

2) vigilare, insieme al management dell'AST, alle maestranze e alle organizzazioni sindacali, perché il Piano Industriale della ThyssenKrupp preveda risorse per:

· la competitività dell’AST (volumi produttivi, ottimizzazione degli impianti, rinnovamento dei processi di lavorazione e delle strutture tecnologiche);

· la ricerca;

· l’unitarietà e la sostenibilità ambientale del sito;

· l'apertura a future verticalizzazioni di prodotto;

· l'educazione permanente essenziale per la continuità delle produzioni e i diritti del lavoro;

tali da consentire la piena occupazione.

3) promuovere le condizioni perché l’approvvigionamento energetico sia favorevole alle industrie che operano nel territorio e nello stesso tempo penalizzare quelle multinazionali che senza giustificato motivo delocalizzano la produzione in altri siti;

4) produrre ogni sforzo, per salvaguardare l’occupazione, nei casi emblematici della Sangemini Spa e della SGL Carbon (le ristrutturazioni aziendali e l’attività produttiva si portano dietro la ragion d’essere di tante piccole imprese che operano nell’indotto);



Terni, 3 febbraio 2014



Giocondo Talamonti (G.M. Associazione E. Berlinguer"

Alida Nardini Pd

Sandro Piccinini Pd

Alessandro Chiappalupi G. M.

Mauro Nannini RC

Luzio Luzzi RC






Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che
il rastrellamento del “Quadraro” fu un'operazione militare tedesca effettuata il 17 aprile del 1944 ai danni della popolazione dell'omonimo quartiere situato alla periferia sud di Roma, durante la seconda guerra mondiale.

Il quartiere popolare del Quadraro era noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di sabotatori e di oppositori al regime. Le circa mille persone reclutate dopo la selezione effettuata furono divise in quattro gruppi e portate il giorno stesso con dei camion a Grottarossa. Da lì, in treno fino a Terni.

Arrivati a Terni i rastrellati furono “parcheggiati” per dodici giorni, per poi essere condotti a Firenze: stazione ferroviaria Campo di Marte e trasferiti al campo di transito di Fossoli (Carpi). L'esperienza di Terni, fu solo l'inizio di un lungo periodo di agonie e sofferenze: il 24 giugno, i rastrellati del Quadraro furono arruolati come “operai italiani volontari per la Germania” e deportati in Germania e in Polonia, costretti a lavorare nei campi di concentramento.

Molti di loro non sopravvissero all'arrivo degli Americani. Dei deportati solo la metà tornò al Quadraro.
L'episodio, a Roma, in quanto a dimensioni, fu secondo solo al rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943 che comprese 1.259 deportati e di cui 1.023 persone di religione ebraica furono avviate ad Auschwitz e solo sedici di loro sopravvissero.

tenuto che
la stazione ferroviaria di Terni in quel lontano 1944 registrò il passaggio, ma anche la sosta (dodici giorni), di treni con deportati come quello dei rastrellati del Quadraro, i mille deportati dell’aprile del 1944. 

Considerato che
ricordare è importante per vigilare e far sì che nulla del genere si ripeta nel futuro.



Si impegna il Sindaco e la Giunta a:
• mettere una lapide alla stazione  di Terni per ricordare il rastrellamento del Quadraro;
• coinvolgere l’Anpi e l’Anppia per l’individuazione del posto più idoneo ove mettere la lapide;
• inserire nelle riflessioni politiche il rastrellamento del Quadraro.


Terni, 28 gennaio 2014


Giocondo Talamonti G.M. "Associazione E. Berlinguer"
Mauro Nannini R.C.
Giuseppe Boccolini PSI
Alessandro Chiappalupi G.M.
Claudio Campili IdV
Piccinini Sandro Pd








La Sicurezza a Scuola

Dopo aver scavalcato una rete di protezione, uno studente salta su un lucernario per ricuperare il giubbotto che un collega gli aveva sottratto per fargli uno scherzo. La copertura ovviamente, non regge il peso e l’incauto precipita da dieci metri, morendo. Fatalità? Imprudenza? Mancata sorveglianza? Incapacità a valutare il rischio? 

Di tutto un po’. 

L'incidente in questione è sintomatico di uno stato di arretratezza manutentiva nelle scuole, ma anche di carenza informativa di situazioni di pericolo. Se la vittima avesse potuto disporre di una minima preparazione alla valutazione dei rischi cui ogni individuo è esposto, probabilmente non avrebbe mai osato saltare su una superficie così debole e insicura. La rete che delimitava il lucernario, elevata con la convinzione che fosse sufficiente a far desistere studenti all’imprudenza, è un’altra grave ipotesi valutativa. Chiunque abbia avuto a che fare con l’esuberanza dei ragazzi a scuola sa perfettamente che le misure preventive non sono mai abbastanza. La loro incolumità, dal momento che un giovane varca la porta d’ingresso, ricade nella responsabilità degli addetti ai lavori: personale ATA, docenti, dirigente scolastico. Come possa essere sfuggito all’attenzione dei responsabili lo scherzo subito dalla vittima e la decisione del ragazzo di saltare incautamente su quella debole copertura, è materia che attiene al magistrato che s’incarica della vicenda, ma è anche evidente che esistano colpe oggettive.

Per sgombrare il campo da frettolose deduzione è bene dire che la presenza di personale e di insegnanti è il miglior deterrente per scoraggiare bravate e ‘imprese’ a scuola. E’ forse per questo che gli incidenti sono statisticamente contenuti. 

Disposizioni ministeriali in materia di ‘risparmio’ impongono un numero minimo obbligatorio di studenti per classe (27/30), principale rischio per la sicurezza e la salute dei giovani. In specie, perché l’obbligo è tassativo, tanto che prescinde da condizioni ambientali o logistiche. In realtà, sono poche le aule che possono ospitare un assembramento del genere, cosicché aumentano a dismisura le potenzialità di pericolo, senza contare i danni all’apprendimento. 

La Costituzione parla chiaro: la salute e la sicurezza sono diritti fondamentali e inalienabili di ogni persona. La legislazione in materia (legge 626/’94 e 81 del 2008) esiste, ma viene disattesa per mancanza di fondi.

Quello che si ritiene di risparmiare, evitando di intervenire nella manutenzione scolastica, si paga in termini di vite umane o, nel migliore dei casi, di invalidità, ancora più pesanti quando trattasi di ragazzi. 

Se a questo si aggiunge che la mancata ristrutturazione o aggiornamento dei siti scolastici comporta costi energetici notevoli e forzosa rinuncia alla fruibilità di ambienti utili alla formazione dei giovani, allora non sarà difficile comprendere quanto sia miope la posizione del rinvio.



Giocondo Talamonti






INTERROGAZIONE: interventi sugli edifici scolastici


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che, come sancito dalla Costituzione, la salute e la sicurezza sono diritti fondamentali e inalienabili di ogni persona;

preso atto delle direttive europee in materia, recepite nella legislazione italiana dalla 626/'94 e dalla legge 81/2008 e successive;

visto che la legge di stabilità in materia di fondi agli enti locali introduce la possibilità di presentare progetti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica;

considerata la difficoltà da parte delle famiglie nel sostare, seppure temporaneamente, nei pressi degli edifici e dei plessi scolastici in fase di accompagnamento o ritiro dei bambini dalla scuola;

visto che sono in sperimentazione, ove le condizioni lo consentono, iniziative tese a favorire il raggiungimento del plesso scolastico e il ritorno verso casa a piedi, esercizio fisico utile a promuovere la salute e il benessere psico-fisico dei bambini;


si chiede al Sindaco se:

1) intende attivarsi perché venga posta in essere la presentazione di progetti mirati alla sicurezza strutturale degli edifici scolastici;

2) esiste una pianificazione territoriale, in ordine alla ristrutturazione e al miglioramento dei siti scolastici cittadini anche sotto il profilo dell'efficientamento energetico, confort e fribilità degli ambienti;

3) intende favorire, nei pressi degli edifici e dei plessi scolastici, la possibilità di sosta temporanea e regolamentata per consentire ai genitori di poter accompagnare i figli a scuola e poterli riprendere al termine delle lezioni;

4) c'è l'impegno dell'amministrazione a favorire la promozione delle buone pratiche nell'utilizzo del mezzo pubblico e quelle iniziative che prevedono il raggiungimento e l’uscita dalla scuola a piedi.



Terni, 14 gennaio 2014




Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

Boccolini Giuseppe PSI

Campili Claudio IdV






Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente della II Commissione consiliare




Premesso che il piano regionale dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria -anno scolastico 2014-2015- recepisce la proposta avanzata dalla Provincia di Terni, in merito all’autonomia in deroga dell’Ipsia “S. Pertini” di Terni;

considerato che in detto piano, per quanto concerne l’istituzione dei CPIA provinciali di Perugia e Terni, è espresso parere favorevole per la costituzione di due Centri uno presso la sede del CTP (Centro Territoriale Permanente) sito nell’Istituto Comprensivo “A. Volumnio” di Perugia e l’altro presso una istituzione scolastica, da individuare, nella provincia di Terni;

preso atto che l’educazione permanente è fondamentale per intercettare le esigenze di sviluppo e innovazione dei territori in cambiamento ove la risorsa umana rappresenta il fulcro su cui far ruotare il futuro delle comunità e la competitività delle imprese;

visto che attualmente il CTP di Terni è ubicato presso l’IPSIA “S. Pertini” e svolge una intensa e riconosciuta attività per l’educazione e la formazione degli adulti e degli immigrati;

preso atto che l’Ipsia “S. Pertini” si distingue nella Regione per rispondere anche alle richieste professionali provenienti dalla Toyota e dalla Texa, industrie multinazionali interessate a formare le maestranze necessarie alle localizzazioni delle proprie attività;

riconosciuto che le competenze professionali, insieme a quelle tecniche esistenti nelle industrie ternane, provengono in massima parte da quel bacino di professionalità assicurato dalle istituzioni scolastiche locali (IPSIA ed ITIS);

tenuto conto che l’accorpamento fra l’Ipsia e il Cpia consentirebbe di rientrare nelle norme necessarie ad ottenere una effettiva autonomia superando così quella in deroga;


si chiede al Sindaco e alla Giunta di conoscere:

1) le motivazioni della mancata individuazione della sede del CPIA previsto per la Provincia di Terni;

2) le iniziative da intraprendere per riaffermare all’Ipsia “S. Pertini” il ruolo svolto fino ad oggi nell’istruzione per gli adulti, riconoscendogli, quindi, la veste di sede più idonea ad ospitare il CPIA provinciale;

3) i suggerimenti da mettere in campo per ridare slancio e prospettive all’istruzione professionale.



Terni, 14 gennaio 2014



Giocondo Talamonti
(G.M. "Associazione E. Berlinguer")

Boccolini Giuseppe PSI

Campili Claudio IdV

Amici Giampiero Pd

Nardini Alida Pd





Futuro dell'AST

La Thyssen-Krupp, con una operazione a sorpresa, si è ripresa le acciaierie di Terni senza che nessuno ne fosse al corrente, né i sindacati, né i soggetti politici ed istituzionali, locali che nazionali. 

A valutare le prime reazioni alla notizia, il riacquisto risponde a precisi interessi dei tedeschi e dei finlandesi, mentre assenti, o quasi, sono quelli italiani, a riprova della considerazione che in nostro paese gode in Europa.

La Commissione Eu antitrust nelle procedure di cessione del sito ha avuto un ruolo primario, a cominciare dal reiterato rinvio della data di vendita da parte di Outokumpu, per finire con l’assegnazione della proprietà a Thyssen-Krupp, in contraddizione con le scelte fatte dai tedeschi di abbandonare le produzioni di acciai speciali (inossidabile e titanio). Al momento, l’operazione, non fa altro che rimandare alle calende greche l’adempimento di vendita che sembrava doversi assolutamente concludere in tempi brevi, per rientrare nei parametri prefissati. La Commissione Europea antitrust, artefice dell'operazione di vendita, è oggi chiamata a dipanare prontamente la matassa, non solo per scongiurare un depauperamento del sito ternano, ma soprattutto per obbligare la TK al mantenimento della proprietà per il tempo necessario a garantire allo stabilimento la giusta competitività e mercato.

In questa attesa, si rende necessario che la TK presenti il suo piano industriale, che dichiari i volumi produttivi, gli investimenti, gli interventi per l'ottimizzazione dell'impianto, l'integrità del sito e, soprattutto, il mantenimento dell'occupazione.

Il futuro degli Acciai Speciali Terni sarà oggetto dei programmi del prossimo semestre durante il quale Enrico Letta, è chiamato a presiedere il Consiglio europeo e con esso a tutelare gli interessi produttivi dell’Europa fra cui è in evidenza la strategicità del sito ternano. 

In considerazione di quanto sopra è opportuno programmare un tavolo con la “Commissione AST comunale” e i Presidenti dei gruppi consiliari per approfondire lo stato della nuova condizione e assumere eventuali iniziative; successivamente bisogna dar vita ad un Consiglio straordinario per esaminare le dinamiche industriali che interessano la Thyssen-Krupp (investimenti, saturazione degli impianti e competitività del sito); quindi, intervenire presso la Presidenza del Consiglio affinché la Commissione europea antritrust, tenuto conto delle fallimentari procedure fin qui adottate, imposti la vendita futura del sito ternano facendo leva sull’eccellenza della produzione, sulla sua competitività e integrità, assicurando che il soggetto acquirente abbia un profilo industriale, evitando di consegnare il sito ternano a speculazioni di pura natura finanziaria. Questi sono i passi da seguire se si vuole tutelare il destino dell’AST, una volta verificata la possibilità di utilizzo del Fondo Strategico d’Investimento. La più grande acciaieria europea d’inossidabile, non può essere sottoposta a baratti o a rigide regole di pianificazione. Il Governo italiano, impegnato nella trattativa con risultati fin qui deludenti per le sorti dei lavoratori e del paese, non può, questa volta, continuare a ignorare che dalle Acciaierie dipende il futuro industriale della nazione.


Terni, 5 gennaio 2014

Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





ATTO DI INDIRIZZO: Futuro dell'AST


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che la ThyssenKrupp, con una operazione a sorpresa, si è ripresa le acciaierie di Terni senza che nessuno ne fosse al corrente, né da parte sindacale né da tutti i soggetti politici ed istituzionali, sia locali che nazionali; 

considerato che, a valutare le prime reazioni alla notizia, tale procedura viene percepita come un interesse proprio dei tedeschi e dei finlandesi a conferma di quanto, l’Italia, venga considerata in Europa;

preso atto che la Commissione Eu antitrust nelle procedure di cessione del sito ha avuto un ruolo, certamente non secondario, con il reiterato rinvio della data di vendita da parte di Outokumpu e con l’accettazione del ritorno della proprietà a ThyssenKrupp (in contraddizione con le scelte fatte dai tedeschi di abbandonare le produzioni di acciai speciali -inossidabile e titanio-). Al momento, detta operazione, non fa altro che trascinare per le lunghe un adempimento di vendita che sembrava doversi assolutamente concludere nei tempi stabiliti, onde rientrare nei parametri prefissati. La Commissione Europea antitrust, artefice dell'operazione di vendita, è oggi chiamata a sciogliere prontamente la matassa, non solo per scongiurare un depauperamento del sito ternano, ma soprattutto per obbligare la TK al mantenimento della proprietà per il tempo necessario a garantire allo stabilimento la giusta competitività e mercato;

considerato che nel frattempo si rende necessario che la TK presenti il suo piano industriale nei volumi d'acciaio, negli investimenti, nell'ottimizzazione dell'impianto e dell'integrità del sito ed anche nel mantenimento dell'occupazione;

visto che il futuro degli Acciai Speciali Terni sarà oggetto dei programmi del prossimo semestre durante il quale Enrico Letta, è chiamato a presiedere il Consiglio europeo e con esso a tutelare gli interessi produttivi dell’Europa fra cui è in evidenza la strategicità del sito ternano; 


si impegna il Sindaco, la Giunta e la Presidenza del Consiglio comunale , per quanto di competenza, a:

1) programmare un incontro tra la “Commissione AST comunale” e i Presidenti dei gruppi consiliari per approfondire lo stato della nuova condizione e assumere eventuali iniziative;

2) dar vita ad un Consiglio straordinario per esaminare le dinamiche industriali che interessano la ThyssenKrupp (investimenti, saturazione degli impianti e competitività del sito); 

3) stimolare la Presidenza del Consiglio affinché la Commissione antritrust, memore delle procedure fin qui adottate, imposti la vendita futura del sito ternano facendo leva sull’eccellenza della produzione, sulla sua competitività e integrità, assicurando che il soggetto acquirente abbia un profilo industriale ed escludendo che si tratti di un puro investimento finanziario; 

4) tutelare, una volta verificata la possibilità di utilizzo del Fondo Strategico Investimento, il destino dell’AST, la più grande acciaieria europea di inossidabile, non escludendo l'intervento diretto del Governo nelle forme ammissibili;


Terni, 23 dicembre 2013

Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio comunale




Premesso che nessuno dei migranti sottoposto a disinfestazione a Lampedusa è risultato affetto da scabbia, le immagini riprese grazie al telefonino di uno degli ospiti del centro e, quindi, trasmesse in tv, evocano le scene raccapriccianti e tristemente note di un campo di concentramento;

visto che la memoria del mondo civile non si è persa a distanza di 70 anni dai soprusi patiti da ebrei e disabili e che ogni occasione di discriminazione e violenza deve servire da monito per difendere la dignità, assicurare il rispetto e rifondere fiducia nell’uomo;

sentite le parole del Presidente Giorgio Napolitano, secondo cui è «inammissibile» sottoporre a pratiche offensive esseri già sofferenti per condizione e infermità, pur sottolineando che non si può «mettere in ombra l'impegno umanitario e solidale del nostro paese»;

valutate le parole del Presidente della Camera Laura Boldrini, secondo la quale le immagini sono ‘indegne di un paese civile’;


si chiede al Sindaco e alla Giunta di:

1) dar seguito agli atti presentati su Lampedusa dall’interrogante e da altri gruppi e, più precisamente, porre in discussione i seguenti punti all'ordine del giorno:

· atto di indirizzo : Giornata della memoria dedicata a "Stragi di migranti (Prot.n.162733 del 12.11.2013);

· mozione "Diritti umani... a Lampedusa (Prot. n.147139 del15.10.2013).


2) dar seguito, al coinvolgimento dei giovani sul problema dei diritti umani, adottando iniziative concrete, di concerto con le istituzioni scolastiche, le associazioni Anpi e Anppia;

3) chiedere che venga rivista la legge Bossi-Fini in ambito europeo per assicurare ai migranti, insieme alla speranza di vivere in ambiti più favorevoli alla crescita individuale e collettiva, il diritto di sentirsi partecipe delle sorti dell’umanità, senza sentirsi né escluso, né respinto.

Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")






Nessuno dei migranti sottoposto a disinfestazione a Lampedusa è risultato affetto da scabbia, le immagini riprese grazie al telefonino di uno degli ospiti del centro e, quindi, trasmesse in tv, evocano le scene raccapriccianti e tristemente note di un campo di concentramento; la memoria del mondo civile non si è persa a distanza di 70 anni dai soprusi patiti da ebrei e disabili e che ogni occasione di discriminazione e violenza deve servire da monito per difendere la dignità, assicurare il rispetto e rifondere fiducia nell’uomo. Le parole del Presidente Giorgio Napolitano, secondo cui è "inammissibile" sottoporre a pratiche offensive esseri già sofferenti per condizione e infermità, pur sottolineando che non si può "mettere in ombra l'impegno umanitario e solidale del nostro paese"; le parole del Presidente della Camera Laura Boldrini, secondo la quale le immagini sono "indegne di un paese civile" danno il senso di ciò che è successo.

In tale scenario, l'Associazione "E. Berlinguer", ha presentato un atto di indirizzo perché sia scelta una Giornata della memoria da dedicare alle "Stragi di migranti"; ed una mozione sui "Diritti umani... a Lampedusa, allo scopo di coinvolgere i giovani sulle tematiche in questione, adottando iniziative concrete, di concerto con le istituzioni scolastiche e con le associazioni Anpi e Anppia. Nel contesto si è chiesta la revisione della legge Bossi-Fini per assicurare ai migranti, insieme alla speranza di vivere in ambiti più favorevoli alla crescita individuale e collettiva, il diritto di sentirsi partecipi delle sorti dell’umanità, senza sentirsi né esclusi, né respinti.

Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")





INTERROGAZIONE: archivio del Genio Civile


Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che l’archivio storico dell’Ufficio del genio civile di Terni è depositario della storia di una città e del suo territorio tra le emergenze ambientali e la ricostruzione postbellica;

considerato che l’Ufficio del genio civile di Terni, già sezione autonoma del Corpo reale del genio di Perugia sin dal 1927, è rimasto in attività fino al 1972, quando la Regione Umbria ne eredita le funzioni con i D.P.R. 15 gennaio 1972 n. 8 e 24 luglio 1977 n. 616;

visto che l'archivio di Terni è conservato a Solomeo di Corciano nella sede dell’Archivio unico di deposito della Regione Umbria;

visto che le odierne emergenze ambientali, infatti, potrebbero trovare un valido confronto con gli interventi di gestione delle acque pregressi, come le opere di manutenzione e salvaguardia degli alvei dei principali fiumi e l’utilizzo a vario titolo delle acque pubbliche;

tenuto conto che lo studio della documentazione può offrire occasione di riflessione e approfondimento sugli interventi di consolidamento degli abitati pericolanti nonché quelli di ricostruzione di fabbricati in zone sismiche;


si chiede al Sindaco se non ritenga opportuno:

1) far ritornare a Terni l'archivio di Genio civile della Provincia di Terni, utilizzando gli spazi che la Regione ha presso Palazzo Gazzoli, onde avere a disposizione un patrimonio del territorio, non solo utile, ma necessario per studiosi e tecnici;

2) offrire spunti di grande attualità, ai tecnici e agli studiosi, nei diversi campi della storiografia, dell’economia e della tutela del territorio con approfondimenti sulle emergenze ambientali e sulla ricostruzione in zone sismiche.

 Terni, 23 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
(G.M. Associazione "E. Berlinguer")
 
 
 
 
 
 
Al Sindaco del Comune di Terni
 

Premesso che occorre vigilare sul corretto funzionamento di altalene, scale degli scivoli, giochi a molla ed evitare vandalismi e danneggiamenti delle dotazioni attraverso il ricorso a telecamere e all'installazione di un’apposita segnaletica;
considerato che "la Passeggiata" è notoriamente frequentata da bambini e da atleti, per frequentare le aree giochi, i primi e i viali per gli allenamenti giornalieri, i secondi, date le caratteristiche salutistiche che il luogo offre che il parco costituisce un polmone per la città ove fare attività motoria ;

appurato che la sicurezza dei frequentatori sia l’aspetto basilare che deve animare i programmi dell’Amministrazione comunale, occorre adottare misure idonee ad evitare:

· l’uso improprio delle attrezzature del Parco giochi e la verifica periodica della loro idoneità;

· la presenza di cani (con ovvia esclusione dei cani guida);

· il transito di automezzi incaricati della manutenzione nelle ore di maggiore presenza degli utenti;
preso atto che per garantire la massima efficienza occorre vigilare in maniera continuativa, affidando il compito alle forze di polizia, o ipotizzando strumenti di controllo atti a consigliare l’opportuno comportamento civile e morale dell’utenza;



si chiede al Sindaco e alla Giunta come intendano:


a) contrastare i vandalismi e l'uso improprio dei parchi per limitare i danni economici delle attrezzature e siti;

b) limitare all'essenziale il transito di mezzi a motore del Comune in prossimità delle aree gioco dei bambini e dei viali frequentati da atleti;

 c) risolvere il problema della manutenzione in ore non frequentate da bambini e atleti con lo scopo di salvaguardare la salute, la sicurezza e l'incolumità dei piccoli frequentatori dei parchi pubblici comunali;

d) coinvolgere la scuola perché si crei presso i giovani la consapevolezza che usufruire di un bene comune comporti atteggiamenti responsabili e rispettosi della proprietà collettiva, sia nei confronti delle attrezzature messe a disposizione dall’Amministrazione, sia dell’ambiente in cui queste insistono.



Terni, 9 dicembre 2013



Giocondo Talamonti
G.M. (Associazione "E. Berlinguer")
Mauro Nannini RC
Luzio Luzzi RC 
 
 
 
 

INTERROGAZIONE: lavoro e ricerca


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio Comunale




Premesso che la presenza, nell’area ternana, di ben 15 multinazionali può essere considerata una risorsa se le stesse, in virtù di nuovi paradigmi, fossero in grado di mettere al centro idee, organizzazione e capitali;

ritenuto che l'istituzione locale può sostenerle in tale processo di rinnovamento ma, per contro, deve porre paletti a salvaguardia del territorio: va bene il giusto profitto, ma occorre tutelare i lavoratori e scongiurare che, per logiche di mercato, si spostino altrove le produzioni indipendentemente dalla redditività (vedi Basell);

visto che una parte del tessuto imprenditoriale locale è costituito da piccole realtà, quasi a conduzione famigliare, non facilmente disposte a mettersi in rete per la conquista di fette di mercato nazionale ed internazionale;

considerato che nel nostro territorio molti sono i giovani che perdono l'occupazione e che tanti altri non riescono a fare esperienze lavorative perché le imprese fanno fatica a competere in un sistema così messo;

ritenuto che è necessario invocare per il territorio lo stato di “area di crisi” che consentirebbe di avere flussi di risorse onde poter contare su nuove aziende tecnologicamente avanzate, contrariamente a chi pensa che il territorio può farcela da solo;

tenuto conto che per uscire dalla crisi attuale c'è bisogno di lavoro e saperi, così come di ricerca ed innovazione; Nelson Mandela ha sempre pensato che "l'Istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo";

visto che in data 28.10.2013 è stato messo in liquidazione l’ISRIM, Istituto di ricerca, per il quale erano state date rassicurazioni da parte della Regione circa il mantenimento di un patrimonio di conoscenze e di professionalità, strategico per il rinnovamento del territorio;


si chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio di:

1) dar seguito agli atti (mozioni, interrogazioni) sul tema del lavoro, già presentati per superare il ristagno delle difficoltà attuali del nostro sistema produttivo alla luce, anche, delle novità inerenti l'AST;

2) riferire lo stato dell'arte in merito alla vicenda ISRIM;

3) informare il Consiglio sulle stato delle aziende del ternano in crisi e indicare quali strategie si intendono mettere in atto per far fronte alle difficoltà in cui si trovano aziende e lavoratori.


Terni, 2.12.2013

Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

PSI Boccolini Giuseppe;

RC Nannini Mauro; Luzio Luzzi

IdV Campili Claudio







Poiché i beni culturali rappresentano per il nostro Paese una ricchezza inestimabile, è opportuno che ogni comunità si impegni a valorizzare le testimonianze di interesse artistico e archeologico importanti per la promozione del turismo e della possibilità di occupazione per i giovani. 

Il patrimonio culturale costituisce una risorsa non solo come eredità del passato, ma anche come prospettiva nel processo di tutela attiva del territorio e come espressione innanzitutto di una comunità. Il restauro del Telamone (un colosso da otto quintali di marmo per due metri di altezza), ritrovato a Terni nel 1971, è stato sistemato al Chiostro di San Domenico di Perugia. La richiesta di restituzione da parte dell’Istituzione Comune ha trovato ostacoli da parte della Soprintendenza, per ragioni che appaiono quanto mai pretestuose e che alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per l’offerta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino, sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla. 

Virgilio Alterocca, già nel 1886, invitava ad avere cura dei propri gioielli nascosti sotto terra. "... la nostra città non debba vedersi defraudata di quello che per avventura potrà venire alla luce”.

L’Associazione”E.Berlinguer”, in forza di tale sollecitazione, ha presentato, il 2 dicembre 2013, una interrogazione al Sindaco, a sostegno di quella già depositata a luglio, perché siano messe in essere tutte quelle azioni necessarie atte a riportare la statua restaurata di Telamone, patrimonio di Terni, presso il Museo cittadino, anche per evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo. L’Associazione ha invitato inoltre il Sindaco a richiedere oltre al "Telamone", anche tutti gli altri reperti ritrovati a Carsulae. L’interrogazione è stata sottoscritta dai seguenti gruppi consiliari: 



Talamonti Giocondo (G.M. "Associazione E. Berlinguer")

PSI Boccolini Giuseppe;

RC Nannini Mauro; Luzio Luzzi

Pd Amici Giampiero; Vinciarelli Marco

Terni Oltre Venturi Leo

Lista Baldassarre Baldassarre Antonio

IdV Campili Claudio





Terni, 4.12.2013












Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che l'antica statua di epoca romana del "Telamone" appartiene al Comune di Terni perché ivi è stata rinvenuta nel 1971;

ritenuto che le ragioni della mancata restituzione, poste dalla Soprintendenza appaiono pretestuose in quanto alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per la proposta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino; sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla (così come si legge dal Messaggero del 25.11.2013);

apprezzati i vari tentativi fatti dall'amministrazione per ottenere il rientro della statua;

considerato che è in via di attuazione il progetto "Antica via Flaminia", pensato per valorizzarne le risorse archeologiche romane del territorio; a Carsulae, ulteriori scavi stanno rivelando importanti nuove scoperte;

si chiede al Sindaco di:

1. far sentire in maniera ferma e chiara la voce dei ternani nel pretendere la restituzione del "Telamone", patrimonio di questa città;

2. evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo;

3. richiedere oltre al "Telamone", anche i reperti ritrovati a Carsulae e portati a Perugia relativi alla “collana di fanciulla” e alla “maschera da teatro”, anche alla luce della realizzazione del Progetto "Antica via Flaminia".



Terni, 2.12.2013


Talamonti Giocondo (G.M. "Associazione E. Berlinguer")
 Boccolini Giuseppe (PSI)
Nannini Mauro; Luzzi Luzio (RC)
Amici Giampiero; Vinciarelli Marco (PD)
Venturi Leo (Terni Oltre)
Baldassarre Antonio (Lista Baldassarre)
Campili Claudio (IdV)




Poiché i beni culturali rappresentano per il nostro Paese una ricchezza inestimabile, è opportuno che ogni comunità si impegni a valorizzare le testimonianze di interesse artistico e archeologico importanti per la promozione del turismo e della possibilità di occupazione per i giovani. 

Il patrimonio culturale costituisce una risorsa non solo come eredità del passato, ma anche come prospettiva nel processo di tutela attiva del territorio e come espressione innanzitutto di una comunità. Il restauro del Telamone (un colosso da otto quintali di marmo per due metri di altezza), ritrovato a Terni nel 1971, è stato sistemato al Chiostro di San Domenico di Perugia. La richiesta di restituzione da parte dell’Istituzione Comune ha trovato ostacoli da parte della Soprintendenza, per ragioni che appaiono quanto mai pretestuose e che alimentano nell'opinione pubblica ternana un sentimento di rabbia e di risentimento sia per l’offerta di concedere solo una copia da esporre nel museo cittadino, sia per le difficoltà di trasporto a causa della sua mole e sia, infine, per l’inadeguatezza del luogo dove esporla. 

Virgilio Alterocca, già nel 1886, invitava ad avere cura dei propri gioielli nascosti sotto terra. "... la nostra città non debba vedersi defraudata di quello che per avventura potrà venire alla luce”.

L’Associazione "E.Berlinguer", in forza di tale sollecitazione, presenterà una interrogazione al Sindaco il prossimo lunedì, 2 dicembre 2013, a sostegno di quella già depositata a luglio, perché siano messe in essere tutte quelle azioni necessarie atte a riportare la statua restaurata di Telamone, patrimonio di Terni, presso il Museo cittadino, anche per evitare che la questione venga percepita come un ulteriore "schiaffo" alla città da parte del capoluogo. L’Associazione ha invitato inoltre il Sindaco a richiedere oltre al "Telamone", anche tutti gli altri reperti ritrovati a Carsulae. 




Terni, 29.11.2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")





Finalmente una buona notizia.

Finalmente una buona notizia. L’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria non finirà accorpato, come è successo per tanti altri servizi periti sotto l’ascia della spending review. Esistono aspetti dell’organizzazione territoriale che non possono seguire logiche sparagnine a tutti i costi, mettendo a rischio gli obbiettivi di crescita e, soprattutto, le esigenze dei cittadini. 

La scuola ha pagato alla crisi il prezzo più salato, sia in termini di mancate risorse che di occupazione.

La miope scelta di un governo incapace di contenere sperperi e pessimi investimenti ha sottratto al paese risorse destinate a istruzione e formazione le cui conseguenze saranno a debito della prossima generazione, come se non fossero sufficienti i carichi già maturati. 

Il vento è cambiato e anche se gli effetti tardano a mostrarsi (la scuola è un investimento a lungo termine) l’inversione è destinata a dare i suoi frutti. 

La soddisfazione del presidente della commissione consiliare della Provincia di Perugia, Luca Baldelli, per il mantenimento dell’attuale situazione organizzativa, è anche la nostra (siamo stati i primi in Umbria a sollevare il problema).

Al suo, uniamo il nostro compiacimento per l’accoglimento di una mozione da noi rivolta al Sindaco di Terni e alla Giunta perché si impegnassero in una convinta sollecitazione presso le sedi competenti per scongiurare l’isolamento e salvaguardare l’istruzione umbra. Far sentire la voce di protesta e soprattutto insistere perché, in un quadro dissennato di interventi di contenimento dei costi, la gestione regionale della scuola non venisse sottratta agli umbri, compromettendone le prospettive di sviluppo territoriale,è servito a ricreare la speranza a investire sui giovani e a ripresentare, in un orizzonte meno lontano, potenzialità che rischiavano la cancellazione.


Terni, 29 novembre 2013



Talamonti Giocondo






Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che il tema dei rischi idrogeologici, della prevenzione e della preparazione ad affrontare i rischi presenti sui territori, torna, ancora una volta, in evidenza nel momento in cui, come in Sardegna, ci sono conseguenze catastrofiche, in termini di vite umane e danni materiali;

preso atto che il nostro Paese ha bisogno di un piano complessivo sul territorio finalizzato, prima di tutto, alla prevenzione e alla riduzione dei rischi che, secondo i meteorologi, sono addirittura destinati ad aumentare in funzione dei cambiamenti climatici;

considerato che investire risorse nella messa in sicurezza dell’ambiente consentirebbe di scongiurare tragedie che poi richiedono investimenti di entità superiore rispetto alle cifre della prevenzione; 

visto che ci troviamo in un periodo di crisi economica gravissima in cui non si riesce a far quadrare i conti e di conseguenza non c’è disponibilità di risorse atte a proteggere i cittadini dalle calamità; 


si chiede al Sindaco se ritiene di:

1) investire, di concerto con gli uffici comunali, la Protenzione civile per verificare lo stato di salute dei nostri ponti e monitorare periodicamente le zone a rischio frane, al fine di scongiurare malaugurate emergenze ambientali; 

2) avviare un piano di manutenzione straordinaria dei deflussi delle acque meteoriche e di quelle canalizzate (torrenti, corsi d’acqua secondari etc.) finalizzato alla prevenzione;

3) coinvolgere l'Università nella pianificazione del territorio per individuare le aree soggette, alla luce dei sempre più frequenti cambiamenti climatici, ad eventuale rischio idrogeologico; 

4) avviare con la Direzione Scolastica Regionale un programma di prevenzione perché gli studenti imparino a rispettare il creato, le sue leggi, i suoi ritmi e a sviluppare nella coscienza individuale un modo di vita comportamentale calibrato sulle esigenze di appartenenza alla comunità (privati e condomini che puliscono i pozzetti ostruiti dalle foglie e le vie di deflusso delle acque meteoriche nei pressi delle loro abitazioni); 

5) favorire la messa in campo di percorsi formativi permanenti dedicati al personale addetto alla protezione del territorio;

6) coinvolgere l'ANCI nel tracciare, insieme al Dipartimento della Protezione civile, linee guida condivise; 

7) far giungere alla Regione Sardegna, colpita dalla durissima tragedia climatica, la solidarietà e la vicinanza della Comunità ternana;


Terni, 25 novembre 2013



Talamonti Giocondo (G.M. “Associazione E. Berlinguer”)
Campili Claudio (IdV)
Nannini Mauro (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Boccolini Giuseppe (PSI)








Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che la vendita dell'AST si sta prolungando sine die preoccupando chi vi lavora nel mantenere una occupazione che per anni ha garantito il futuro di tanti giovani;

visto che la "legge di stabilità" è ancora alla ricerca di una forma idonea ad individuare risorse utili a sostenere le politiche che facilitino la crescita; 

tenuto conto che i temi centrali su cui si gioca la credibilità del Governo investono la sicurezza sul lavoro, i diritti sindacali, la difesa dei posti di lavoro, il diritto al lavoro e alla salute;

visto che per effetto della crisi non si investe più, come prima, nella formazione permanente che invece riveste un ruolo essenziale per aumentare la produttività, promuovere l'innovazione e migliorare la competitività; 

visto che Confindustria individua nella ricerca e nell’innovazione il perno per imboccare la strada di una ripresa che si autoalimenti; il sole 24 ore del 21.11.2013 sottolinea che non basta investire sulla conoscenza, ma bisogna puntare a trasformare il risultato della ricerca in prodotti e servizi innovativi nell’obiettivo di riuscire a rispondere ai bisogni sociali dei cittadini europei e di far crescere la competitività dell’Europa;


si chiede al Sindaco di:

1) far sapere quali iniziative può mettere in atto, a fianco dei lavoratori dell'AST, perché ci siano, da parte dell'Outokumpu, risposte concrete relative alla vendita e, da parte della Commissione Europea, quali strategie propone in merito alle assicurazioni di vendita;

2) dar seguito agli atti pregressi, insieme al presente, presentati per tenere alta l'attenzione sulla crisi delle aziende industriali, commerciali, agricole del nostro territorio ai fini di una loro soluzione;

3) favorire lo svolgimento di percorsi formativi permanenti per accrescere le possibilità di produttività e di promuovere l'innovazione, parametri indispensabili per migliorare la competitività e ampliare le quote di mercato e la redditività;

4) favorire gli stage in azienda degli studenti con l’obiettivo di rafforzare il legame tra istruzione e mondo del lavoro;

5) proporre strategie per la “Tutela delle produzioni industriali” ; Terni non deve essere più intesa come terra di conquista per le multinazionali che comprano quote di mercato, fanno profitti e chiudono gli impianti spostando la produzione in un altro Paese. 


Terni, 25 novembre 2013



Talamonti Giocondo (G.M. “Associazione E. Berlinguer”)
Campili Claudio (IdV)
Nannini Mauro (RC)
Luzio Luzzi (RC)
Boccolini Giuseppe (PSI)




ORIENTAMENTO: CHE VUOL DIRE?

Il ruolo precipuo della scuola è quello di formare individui che dovranno dare, con il proprio lavoro, il loro contributo allo sviluppo di una società.

Formazione e orientamento seguitano ad essere termini e situazioni confuse. Vediamo di far chiarezza:

orientare significa indirizzare la formazione professionale o l’istruzione verso settori lavorativi che, da analisi di mercato, studi sociologici, valutazioni economiche, programmazioni industriali e scelte politiche, fanno presumere potenzialità occupazionali, a breve o medio termine, fatta salva la libertà di ciascuno di intraprendere il corso di studi che ritiene più consono alle capacità e agli interessi personali. Negare che questa previsione possa estendersi ad obbiettivi di cinque anni, significa non aver capito niente dell’orientamento, non sapere che cosa vuol dire programmare, negare l’efficienza della progettazione, disconoscere i parametri da utilizzare nell’individuazione, tirare a campare o contare sulla raccomandazione, come ratio, neppure tanto estrema.

Probabilmente, qualcuno riterrà l’orientamento una limitazione alla libertà individuale di scegliere cosa fare nella vita, senza contare che un orientamento esteso a tutti i settori occupazionali offre garanzie di scelta e di realizzazione di aspirazioni personali. E’ un aiuto incommensurabile, un risparmio di risorse economiche e finanziarie semplicemente irrinunciabili per l’intera comunità. Quando le scelte dei giovani seguono la moda del momento o si avvalgono dei mezzi di diffusione di massa (vedi l’affollamento ai corsi di cucina), equivale a costatare che non c’è orientamento. Sì, perché orientare è un compito difficile, necessita di coordinamento fra le istituzioni del territorio, impegna imprese, associazioni e agenzie in studi di settore, in previsioni e programmazioni politiche ed economiche, in risorse umane e professionalità specifiche. Cose che non si inventano e che necessitano di competenze, qualificazioni. Certo, anche dei costi. Ma non si prenda questa ultima voce come la ragione dell’impedimento. La verità è che i costi zero, con cui oggi l’insegnante di lettere esprime un giudizio di orientamento (consiglio) circa il corso di studi che il ragazzo dalla media inferiore deve affrontare, sono enormemente superiori, per i danni che crea, a quelli di un orientamento ‘serio’. 

Se è altamente probabile che fra tre o cinque anni si avrà necessità di mediatori linguistici o di programmatori informatici è perfettamente inutile intraprendere le professioni di moda. Aumenterà la disoccupazione in tal modo, aumenteranno le spese per la riconversione delle competenze, aumenteranno i ritardi nelle risposte al mercato, aumenteranno gli stress individuali e famigliari.

In questa inconcepibile e inguaribile organizzazione del mondo del lavoro, c’è chi ci sguazza e fa fortuna sulle disgrazie altrui: agenzie formative private e istituzionali, che potrebbero servire a rispondere a situazioni di emergenze e che invece proliferano nel mare nostrum dell’ignoranza.

Terni, 22 novembre 2013


Ing. Giocondo Talamonti



MOZIONE: lavoro precario e futuro dei giovani


Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che oggi trovare un lavoro stabile per i giovani, compresi quelli la cui età va dai 29 ai 39 anni, è pressoché impossibile e quando capita trattasi di un contratto a termine a volte legato alla disponibilità di spostarsi da un luogo ad un altro se non si vuole perdere il posto;

considerato poi che la difficoltà è ancora più elevata fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio; l’Italia è il Paese dell’Unione europea con il più basso numero di laureati assunti nel settore privato, non fa eccezione Terni la cui percentuale si attesta intorno al 4%;

vista la grave crisi che stanno vivendo le nostre aziende industriali, artigianali, commerciali e che colpisce particolarmente le più piccole, forza e spina dorsale del nostro Paese; 


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

· dar seguito a quanto proposto con diversi atti presentati al Consiglio comunale in merito allo stato di pericolosità in cui versano le nostre aziende che tengono in ansia diverse famiglie;

· far conoscere le politiche da mettere in atto per favorire la soluzione al problema generale partendo da quello dell’Ast ed estendendolo a tutte le aziende; 

· promuovere una giornata di studio con la realtà educativa locale (scuola, università e agenzie formative) e con le associazioni (Confartigianato, Associazione Industriali, Confapi etc.) per indicare i percorsi formativi più idonei per incidere sul lavoro, sulla sua qualità e sulla competitività delle aziende territoriali; 

· sostenere, di concerto con le associazioni di categoria e le altre istituzioni, le attività produttive, lo sviluppo rurale e i servizi, mediante interventi formativi professionali mirati;

· promuovere e programmare, di concerto con le altre istituzioni e associazioni, uno strumento informativo delle agevolazioni disponibili per le imprese dell'Umbria (accesso ai fondi comunitari, statali e regionali, schede informative sulle singole opportunità, focus tematici su agevolazioni alle grandi imprese, formazione professionale e sostegno all'occupazione). 



Terni, 18 novembre 2013


Giocondo Talamonti (G.M. "Associazione E. Berlinguer")
Luzio Luzzi (RC) 
Claudio Campili (IdV)





"Giornata della Memoria delle stragi di migranti"

“Il mondo è diventato tascabile”, dice qualcuno per indicare che distanze, un tempo incolmabili, sono oggi a portata di mano, a due passi, annullate da mezzi di trasporto sempre più veloci, comodi e sofisticati. La constatazione vale per tutti, eccetto per i migranti che per superare poche miglia di mare o di terra, mettono continuamente a rischio la vita. Per limitarsi ai casi più recenti ed eclatanti è sufficiente ricordare gli oltre 300 morti del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, oppure i 35 del 28 ottobre2013, morti di sete nel deserto del Sahara, o le 87 vittime di una disperata fuga, appena due giorni dopo, attraverso il medesimo deserto per raggiungere l’Algeria.

Non dobbiamo abituarci a convivere con le immagini di traghettatori senza scrupoli, di migranti gettati in mare, di gente che raggiunge stremata le nostre coste, di dispersi e di annegati.

Nei nostri mari si consuma una tragedia quotidiana che deve scuotere le coscienze, condannare l’indifferenza ed esigere misure di natura umanitaria e sociale non più procrastinabili. Per tanti disperati l’abbandono della propria terra è sempre un atto estremo, un’estirpazione traumatica, una resa incondizionata fatta alla dignità, in nome della speranza di assicurare a se stessi e ai propri figli prospettive minime di sussistenza. Il dramma interessa non solo l’Africa, ma anche il centro America, l’America latina e il Medio Oriente.

Tutti accomunati dalla disponibilità ad affrontare il pericolo, a correre il rischio di perdere la vita, dalla tolleranza a vivere il trasferimento in tutte le sue forme di esodo inumano, punitivo, discriminatorio. E’ inconcepibile l’intolleranza di chi confonde il diritto alla vita con un’ostentata invasione. E’ nostro vivo desiderio che, qualunque sia la motivazione, prevalga il principio della fratellanza e l’integrazione delle diverse culture in nome dell'umanità che ci rende uguali, nel segno di quel rispetto che è presupposto di civiltà.

L’invito e il richiamo alla comunità degli uomini ad assumere responsabilità civili ed etiche si leva dalle più alte cariche istituzionali e dal mondo cattolico, ammonendo che la fratellanza e l’attenzione per chi soffre siano esercizio quotidiano di vicinanza e condivisione.

In tal senso, è stato presentato un atto d'indirizzo al Sindaco e alla Giunta impegnandoli ad individuare un preciso giorno dell’anno come “ Giorno della Memoria”, in onore delle vittime innocenti e senza volto delle migrazioni e a denominare tale data "Giornata della Memoria delle stragi di migranti".

La scelta della data, condivisa con l'ANCI, impegni tutti i Comuni della Regione, e la stessa Regione dell’Umbria e si progetti di individuare, in un angolo della città, uno spazio verde ove poter realizzare “Il Giardino della Memoria” da dedicare alle Vittime delle Migrazioni, prevedendo una scultura, o una lapide.

L’azione di sensibilizzazione deve coinvolgere le scuole del territorio sul processo di integrazione, attraverso disamine del problema in classe e convegni per ricordare e analizzare il fenomeno in collaborazione con la Consulta e le associazioni degli immigrati.


Terni, 19 novembre 2013


Giocondo Talamonti







Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che “Il mondo è diventato tascabile” come dice qualcuno per indicare che le distanze, un tempo colmabili in forza della fantasia, sono state annullate dai moderni mezzi di trasporto, si verifica che soltanto per superare pochi miglia di mare o di terra, la gente, tanta gente, va incontro alla morte. I casi più recenti ed eclatanti:

a) il 3 ottobre 2013 Strage di immigrati a Lampedusa;

b) il 28 ottobre2013, 35 migranti sono morti di sete nel deserto del Sahara;

c) il 30 ottobre 2013, 87 persone sono morte mentre cercavano di attraversare il deserto per raggiungere l’Algeria;

Appartengono alla nostra esperienza le immagini di traghettatori senza scrupoli, dei migranti in balia delle acque che raggiungono stremati le nostre coste ed ancora dei dispersi e di coloro che, in quella immensa tomba senza lapide, hanno perso i parenti più cari, spesso figli, insieme alla speranza;

Una quotidiana tragedia che interessa non solo l’Africa, ma anche il centro America, l’America latina e il Medio Oriente.

Diverse sono le ragioni che inducono gli uomini alla fuga , ma uguale è il pericolo che spesso li attende. E’ nostro vivo desiderio che , qualunque sia la motivazione, prevalga il principio della fratellanza e l’integrazione delle diverse culture in nome dell'umanità che ci rende uguali, nel segno di quella libertà che è in cima ai pensieri di tutti;

condivisi i giudizi:

· del Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano,

"Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della comunità internazionale e in primo luogo dell'unione europea";

· del Papa Francesco,

l’espressione "E' una vergogna!", enunciata durante il discorso celebrativo per i 50 anni dell'Enciclica "Pacem in Terris";

vista la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, un atto che fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri. In tal senso si citano l’art.1 che recita “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, l’art.2“ Ogni individuo ha diritto alla vita” e l’art.6 “Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza”;

si impegnano Sindaco e Giunta:

1) ad individuare un preciso giorno dell’anno come “ Giorno della Memoria”, in onore delle vittime innocenti e senza volto delle migrazioni di morte;

2) a denominare tale data "Giornata della Memoria delle stragi di migranti";

3) a condividere nella scelta della data, attraverso l'ANCI, tutti i Comuni della Regione, e la stessa Regione dell’Umbria;

4) ad individuare in un angolo della città, in un parco o in uno spazio verde del centro, il luogo ove poter realizzare “ Il Giardino della Memoria” da dedicare alle Vittime delle Migrazioni, mediante una scultura, o una lapide;

5) a coinvolgere le scuole territoriali perché gli studenti siano sensibilizzati sul fenomeno ed in generale sul processo dell’integrazione;

6) ad organizzare, in occasione della giornata della memoria, un convegno per ricordare e riflettere sul fenomeno delle migrazioni in collaborazione con la Consulta degli immigrati, le associazioni degli immigrati; le associazioni culturali e la scuola.



Terni, 11 novembre 2013



Giocondo Talamonti (G.M.Associazione "E. Berlinguer")

Mauro Nannini (RC)

Giuseppe Boccolini (PSI)

Claudio Campili (IdV)

Antonio Baldassarre (Lista Baldassarre)

Paola Ciaurro(Lista Baldassarre)

Dario Guardalben (PdL)

Sandro Piccinini (Pd)








INTERROGAZIONE: occupazione, crisi delle aziende


Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio




Premesso che a settembre il numero di disoccupati è cresciuto di 390mila unità rispetto all'anno precedente e sfiora quota 3,2 milioni. I senza lavoro tra i 15 e i 24 anni sono più di 650mila, con un'incidenza del 10,9% sul totale della popolazione giovane. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%;

tenuto conto della drammaticità delle disoccupazione giovanile, una intera generazione è fuori dal mondo del lavoro (compresa la fascia che va dai 29 ai 39 anni) e, per di più, non si intravede per loro un futuro migliore. Urge pertanto mettere in campo immediatamente atti concreti con politiche sul lavoro che mettano al primo posto l’occupazione in grado di dare risposte a questi cittadini;

considerato che la crisi che ha colpito alcune aziende industriali nella nostra regione, ci pone interrogativi sul conflitto tra la presenza del capitale multinazionale, alla ricerca del massimo profitto, e le prospettive dello sviluppo industriale del territorio;


si chiede al Sindaco ed al Presidente del Consiglio se:

· non ritengano necessario proporre che le Istituzioni pubbliche, che hanno già profuso in abbondanza contributi finanziari alle imprese, decidano, da questo momento in poi, di intervenire per tutelare le prospettive occupazionali acquisendo quote di capitale delle aziende in crisi, assumendo così, maggiore responsabilità nelle loro scelte. Un intervento pubblico di questo genere sarebbe in linea con gli indirizzi della nostra Costituzione (art.41 e seguenti);

· ritengano opportuno far sentire la condivisione della comunità ai lavoratori in lotta e alle loro famiglie, in particolare se giovani, nella consapevolezza che si tratta di una battaglia per il futuro di tutti.

· intendano dar seguito e avvalersi dei numerosi e pregressi atti presentati dai consiglieri sul tema del lavoro;




Terni, 11 novembre 2013


Giocondo Talamonti (G.M.Associazione "E. Berlinguer")

Mauro Nannini (RC)

Giuseppe Boccolini (PSI)

Claudio Campili (IdV)







Chi pensava che il tribolatissimo problema degli accorpamenti avesse trovato definitiva soluzione, dovrà ricredersi. Evidentemente si tratta di materia indigesta o, nel migliore dei casi, digeribile con abbondante bicarbonato. E questo fin quando, pare di capire, qualcuno non vedrà soddisfatte personali aspettative. Dunque, anche l’attuale statu quo non sembra essere la panacea per tutti i mali. Disposizioni ministeriali attente solo ai tagli, hanno visto la scuola obbiettivo privilegiato degli strali governativi, fino a snaturare progetti e prospettive. Sulle ceneri fumanti di una lotta senza esclusione di colpi, si è inserita una battaglia interna che ha finito per ridurre al lumicino le residue speranze di una ripresa. Accorpamenti fantasiosi e casuali, improntati alla logica del numero di studenti e all’obbligo del contenimento del personale scolastico, hanno avuto la meglio sulla qualità dell’offerta, sulla sicurezza, sul sostegno ai più deboli, sulla gestione. A ridere sono stati solo i bilanci. Il Comune di Terni in varie sedute, si è visto costretto a deliberare disposizioni volte a frenare il continuo rimescolamento degli accorpamenti, sottolineando le peculiarità che ogni Istituto scolastico riveste nella storia cittadina e il supporto che le scuole tecniche sono tenute a prestare all’industria locale.

Nel caso dell’IPSIA, in ragione delle caratteristiche formative assunte negli anni, l’autonomia gestionale è una condizione non trattabile, come non può essere messa in discussione la funzione che svolge in seno all’istruzione e formazione professionale, fornendo risposte puntuali alle esigenze dell’economia locale. La sua tradizione di formazione, gli obbiettivi, immutati in oltre cento anni di vita, impongono non una reggenza, che sa tanto di tappabuco, ma una dirigenza impegnata esclusivamente nella gestione.


Terni, 9 novembre 2013



Giocondo Talamonti








Al Sindaco del Comune di Terni




Premesso che in questa fase di crisi le persone in età giovanile (compresa la fascia che va dai 29 ai 39 anni) si trovano di fronte a tali e tante incertezze che possono sintetizzarsi in:

· difficoltà nell'inserimento lavorativo ed in particolare nel raggiungimento di un impiego "stabile",
· ritardo nel raggiungimento dell'autonomia economica e, di conseguenza, nell'uscita dalla famiglia di origine,
· aumento del rischio di povertà;


considerato che la formazione e le politiche per l'occupazione, devono costituire, nell'agenda dei lavori, una priorità per affrontare l'entità delle questioni (crisi delle aziende territoriali ed occupazione);

visto che sotto i 24 anni è senza lavoro un italiano su tre e che trovare un'occupazione ai giovani, alle donne, ai portatori di handicap non è un' impresa facile;

preso atto della diminuzione dei posti di lavoro e della crisi delle aziende commerciali e manifatturiere;

vista l'interrogazione presentata il 28.10.2013 sul tema: occupazione ( giovani, donne, laureati, portatori di handicap etc.);


si chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio se:

· non ritengano utile affrontare, con urgenza, il tema della creazione delle condizioni locali atte a favorire lo sviluppo del territorio, a superare le momentanee difficoltà delle nostre aziende e della disoccupazione dei giovani;

· l'orientamento e l'educazione permanente sono strade che si intendono perseguire per la formazione di figure utili per il territorio.



Terni, 4 novembre 2013

Giocondo Talamonti (G.M. Associazione E. Berlinguer)

Mauro Nannini (RC)

Claudio Campili (IdV)