Lo strumento irrinunciabile è la comunicazione





Il tema dell’integrazione degli stranieri nel nostro territorio esige soluzioni che favoriscano il più rapido e migliore processo di comprensione fra gli immigrati e la popolazione che li accoglie.


Lo strumento irrinunciabile è la comunicazione. Capirsi significa facilitare l’idea di condivisione delle scelte di politica locale, avere coscienza dei doveri e dei diritti, vuol dire rispetto della dignità dei singoli e dei gruppi.
Apprendere la lingua del paese di accoglienza non è una pretesa astrusa di chi ospita, ma rappresenta un percorso indispensabile di adeguamento ad una realtà spesso molto diversa da quella da cui si proviene.


Quanto sopra per dire che è superato il livello di conoscenza utile solo a chiedere il minimo per la sopravvivenza, mentre si impongono esigenze formative in grado di far partecipare con cognizione lo straniero alla vita sociale del paese ospitante.
L’organizzazione di corsi di lingua italiana, assumono, in questa veste, un momento decisivo nel progetto di comprensione e devono rispondere ad esigenze che facilitino al massimo l’iter di apprendimento.


Strutturare la didattica facilitando riferimenti più vicini alla cultura e alla lingua del discente, può già essere una forma di attenzione alla velocizzazione della conoscenza, così come fare ricorso a strutture linguistiche e sistemi di memorizzazione più familiari alla cultura dell’allievo, può rappresentare un mezzo utile alla velocizzazione dell’espressione.
Il Centro Territoriale permanente presso l’IPSIA ha acquisito le abilità didattiche necessarie allo scopo, sperimentando su oltre 3000 frequentanti le linee procedurali migliori. In aggiunta a quanto sopra, intende incrementare tempi e metodi d’insegnamento suddividendo gli iscritti in gruppi di apprendimento sulla scorta della loro lingua d’origine o, laddove impossibile, su quella della seconda lingua parlata.


Sulla scorta delle esperienze maturate, sembra essere proprio questa la via più rapida ad ottenere risultati concreti.

Ing. Giocondo Talamonti