Al Sindaco del Comune di Terni


Premesso che il Movimento Sociale Europeo, movimento di estrema destra, preoccupa le forze democratiche di questo paese perché insieme ai fatti di Roma, preceduti dalla manifestazione di Perugia, rappresentano segnali di risveglio di quello che pensavamo fosse morto e sepolto da tempo;
 
vista la condanna espressa dalle Associazioni ANPI ed ANPPIA, condensata nel commento:“La manifestazione nazifascista di Roma è una offesa ai valori costituzionali, una violenza alla città e un oltraggio alla sua popolazione”, in quanto giustamente preoccupate dell’attacco ai valori fondamentali di pace, di libertà e di democrazia;
 
riaffermato che gli ideali della lotta di liberazione dal nazifascismo, sono stati ispirati alla piena affermazione dei principi e dei valori sanciti dalla Carta fondamentale della Repubblica. Ideali per i quali, a sprezzo della loro vita, tanti hanno saputo assicurare il progresso ad un intero popolo, dando una traccia indelebile di democrazia alle attuali generazioni;
 
preso atto del prezioso patrimonio di dedizione alla causa della libertà da parte dell’ANPI e dell’ANPPIA e di tutte le associazioni combattentistiche (n.21) a cui va rivolta la gratitudine dell’intero Paese, anche per non aver mai smesso di insorgere contro ogni manifestazione di violenza da qualsiasi parte provenga e per qualsiasi ragione praticata, a difesa dei diritti di chiunque possa essere offeso dall’arroganza della discriminazione e perché possa essergli restituita la libertà ideologica di sentirsi partecipe della Comunità del mondo;
considerato il testamento ideale di "Bulow" che può essere riassunto con le sue stesse parole: "Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c'era ed anche per chi era contro. Tutti i morti meritano rispetto ma non si possono confondere i combattenti della libertà e quanti scelsero la dittatura".
 
 
Si impegna il Sindaco a :
 
• non concedere l’autorizzazione a manifestazioni che si rifanno al fascismo e al nazismo;
•  esprimere gratitudine alle associazioni come l’ANPI e l’ANPPIA che fungono da autentici sensori delle deviazioni della società contemporanea, baluardi posti a difesa della Costituzione, frutto di tanti sacrifici e lotte del popolo italiano;
• sollecitare le istituzioni scolastiche, in questi momenti in cui si registrano allarmanti rigurgiti di un triste passato, ad   affrontare le tematiche di storia del secolo appena trascorso e a favorire le visite guidate nei luoghi ove è possibile rivivere le testimonianze di chi ha dovuto subire violenze e prevaricazioni;
• acquistare per la biblioteca i libri che affrontano in chiave moderna il ruolo del popolo italiano nella lotta al nazifascismo.


Terni, 12 novembre 2012
 
 
Associazione Politico-Culturale “Enrico Berlinguer”
Giocondo Talamonti

“Terni Oltre”
Leo Venturi

Partito democratico
Giampiero Amici e Sandro Piccinini

Gruppo misto
Alessandro Chiappalupi

Italia dei Valori
Claudio Campili

Lista Baldassarre
Antonio Baldassarre

Socialisti
Giuseppe Boccalini

FdS-RC
Mauro Nannini, Luzio Luzzi
 
 
 
 
Se di fronte al dito che indica la luna, ci si sofferma a guardare l’unghia anziché l’astro, allora l’obbiettivo sarà eternamente ignorato. Il Sindaco di Terni, preoccupato da “imboscate vigliacche”, da “scorrettezze inaccettabili”, da tradimenti falsi o presunti, dovrebbe concentrarsi sui maldipancia interni alla maggioranza, piuttosto che convogliare sul sottoscritto malumori personali e collettivi.
Nonostante le circostanze, l’onestà intellettuale, alla quale sono stato educato e nella quale sono cresciuto, mi suggerisce di ricordare al Sindaco la mia disponibilità ad appoggiare le scelte della maggioranza, da cui non mi considero mai uscito.
Voglio precisare che il mio ingresso nel gruppo misto, sotto l’egida dell’Associazione Enrico Berlinguer, risponde ad un’esigenza personale di coerenza e di lealtà ideologica, di appartenenza ad un’idea della politica rispettosa dei cittadini, fatta di integrità morale, al riparo dai rischi e dalle tentazioni di familiarizzare con scorciatoie e mezzucci. Per essere più chiaro, se fossi stato l’artefice occulto dell’inciucio avrei affrontato il tema senza nascondermi nei segreti del voto.
Le elucubrazioni fantasiose o mefistofeliche di chiunque mi voglia vedere protagonista delle note vicende consiliari sono partorite se non da menti malate, almeno da persone prive di rispetto per la dignità dei colleghi e dei cittadini.
La mia richiesta di incontrarmi con il Sindaco e il Presidente del Consiglio, richiesta non soddisfatta, non mirava ad una trattativa, ma a ribadire la mia convinzione a non accettare l’incarico; non nelle circostanze, almeno, che hanno determinato la scelta.
Ma le mie dimissioni e la mancata rielezione di Tallarico non risolvono un ben niente. E’ come assumere farmaci ignorando la malattia da curare. Non cada nel travisamento Tallarico e non si affatichi in ipotesi salvifiche o in atteggiamenti martirologici. Né io, né lui siamo il problema. L’attenzione va posta nella tenuta della maggioranza, nella chiarezza delle scelte politiche all’interno del PD, nell’assenza di dialogo o di comprensione di buona parte della sinistra con i vertici consiliari. E’ in quel contesto che bisogna intervenire. E con urgenza.
La mancata rielezione di Tallarico è una dichiarazione di insofferenza, di insoddisfazione, di intolleranza che doveva, a mio parere, essere denunciata esplicitamente, guardando in faccia le persone, scandendo le ragioni, senza coinvolgere estranei.
Se poi si vuol far prevalere il vittimismo, l’offesa personale, allora vuol dire che della vicenda non s’è capito granché.
Condivido pienamente l’auspicio di Tallarico nell’invitare tutti, ma proprio tutti, a mantenere l’unità necessaria ad affrontare la grave crisi che attanaglia il paese, i ternani e la città, a rimandare a epoche più favorevoli, se proprio necessarie, le baruffe inutili, a guardare con serenità le difficoltà del momento per attuare misure concrete a vantaggio della popolazione.
I cittadini di tutto hanno bisogno, meno che di spettacoli penosi di rivalità spicciola.
Talamonti, non è e non vuole essere un problema, semmai la soluzione o protagonista della soluzione.
 
Terni, 9 novembre 2012
 
 
Ing. Giocondo Talamonti
 
 
 
 

Chi ha perso?

Non è ben chiaro se le elezioni in Sicilia abbiano dato risposte o posto nuovi interrogativi. E per non smentirsi, anche questa tornata elettorale serve a tutti per gridare vittoria, per plaudire al pareggio, per non parlare di sconfitta. Grazie ai voti ricevuti, il M5S ha vinto, quale partito più votato (anche se Grillo non ama il termine “partito”), il PD ha vinto (considerato l’abbinamento con UDC), l’IdV ha tenuto, il PdL è andato meglio delle attese (considerati i tempi e gli scandali) e chissà che exploit avrebbe fatto se non si fosse diviso dalle altre forze di destra Miccichè e Musumeci.
Chi ha perso, allora? Gli elettori è chiaro! Il 53% ha perso, quanto meno, l’opportunità di esprimere la propria opinione, sottraendosi a un dovere. 
Paradossalmente, ha vinto quello stesso 53%, sbandierando il distacco della maggioranza dalla politica e il disprezzo per i  politici. Ancora più incredibile è stato il tentativo di dare paternità a quella schiera di riottosi: “Sono voti nostri, in attesa di riscatto – ha dichiarato PdL, Fl, Sel, ecc; ecc.- ce li riprendiamo quando vogliamo”.
A voler essere seri, è la credibilità della politica ad uscire con le ossa rotte da queste consultazioni. L’avvertimento non è trascurabile. I siciliani, come i campani, i laziali, i piemontesi, gli italiani tutti hanno mandato un segnale preciso: basta con le caste e i privilegi, basta con le ruberie e gli scandali, basta con le speculazioni e la precarietà, basta con l’uso personale della giustizia e della sanità.
Si è gridato a gran voce al ritorno all’etica politica, al rispetto per i più deboli, alla difesa della famiglia, della scuola, degli esodati, dei disoccupati, dei giovani stanchi perfino di cercarsi un lavoro.
L’indicazione è precisa: prima di rinnovare o rottamare, bisogna guardarsi indietro e ricalcare gli esempi di moralità offerti dai politici del passato; strade da seguire per ridare fiducia anche ai disperati, giustificare i sacrifici di oggi con la speranza di riscatto in un futuro prossimo.
E’ questa la prospettiva assente nel panorama politico attuale, e di questo si ha urgente necessità. I riferimenti devono essere i De Gasperi, i La Pira, i Berliguer del passato recente, coniugarli con lo studio, la ricerca, l’innovazione e puntare ad una visione della società libera dagli egoismi personali ed orientata alla condivisione del bene comune.
Quando tutto questo sarà il motivo ispiratore di ogni rappresentante del popolo, quando garantire l’equità sociale ed economica sarà sentito come impulso primario, anziché come semplice proponimento, allora scompariranno i Fiorito e la schiera infinita di compari simili, scompariranno nani e ballerine, scompariranno intrallazzi con cosche e qualunquisti. Allora, scomparirà pure Beppe Grillo con i suoi progetti di censore dei costumi italiani. Anzi, tornerà a fare il comico.


Terni, 3 novembre 2012


Ing. Giocondo Talamonti







Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio



Premesso che nell’attuale drammatico momento storico, in cui la tenuta delle istituzioni democratiche è minacciata da crisi di natura economica, politica, sociale e morale, per le quali è utile oggi riscoprire il valore dell’onestà, dell’umiltà, della modestia e della passione politica;

considerato che l’Italia può vantare sulla figura di un grande leader politico che si è  speso in tale opera, quale è stato Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla prematura morte, avvenuta nel giugno 1984;

tenuto conto  che nella ricorrenza del 90° anniversario della nascita di E. Berlinguer, si ritiene opportuno che anche  nella nostra città si dia un segnale significativo del modello di guida da lui indicato, perché tutti i giovani si battano per una società diversa, più giusta, moralmente incorrotta e per la risoluzione della Questione Morale, di cui Egli fu il massimo interprete; 

tenuto conto che Enrico Berlinguer è il simbolo di quell’Italia onesta, lavoratrice, democratica, progressista, perbene, che si oppone a quell’Italia dell’arroganza, della corruzione, della prepotenza, della P2, della Mafia e delle stragi;

vista la proposta effettuata da molti giovani nati dopo il crollo del Muro di Berlino, tramite il sito “enricoberlinguer.it”, ai sindaci di Torino, Genova, Roma, Napoli, Bari e Palermo, circa l’intitolazione di Via/Piazza/Parco e/o Bene alla Memoria di Enrico Berlinguer ;

preso atto che l’Associazione Politico-culturale “E. Berlinguer” dell’Umbria ha fatto propria l’iniziativa di quei giovani e che intende sostenerla attraverso una  eventuale petizione popolare; 

si chiede al Sindaco e alla Giunta di esprimersi su:
la presente proposta di intestazione di una via/piazza/parco/bene ad Enrico Berlinguer in una zona centrale della nostra città, per ricordare che si può fare una politica onesta così come la fece lui. 



Terni, 29 ottobre 2012
Ing. Giocondo Talamonti
(Associazione Politico-culturale “E. Berlinguer”)
Nannini Mauro FdS-RC
Piccinini Sandro PD
Campili Claudio IDV





Al Sindaco del Comune di Terni
Al Presidente del Consiglio



Premesso che il numero di cittadini è sostanzialmente lo stesso del 1964, ma la struttura è diversa. Oggi, rispetto al passato si registra un generalizzato invecchiamento della popolazione. La fascia 0-14 anni che fino al 1971 era del 20 per cento dei residenti, oggi si è dimezzata raggiungendo l’11 percento, con un decremento di 8mila bambini. E la fascia over 65 si è attestata sul 25percento del totale;


preso atto che la natalità si è fortemente ridotta, che il numero medio di figli per donna è pari a uno, che l'età del primo figlio si è alzata notevolmente dal 2005, che le donne partoriscono attualmente in un’età compresa fra i 30 e i 39 anni;

visto che fra i dati più interessanti, si evidenzia quello relativo ai residenti stranieri, che dal 1995 a oggi sono passati da 900 a 12mila, fra i quali le tre comunità più numerose sono rappresentate da Romania (oltre 4mila), Albania (oltre 2mila) e Ucraina (attorno ai mille);

considerato che il reddito medio annuo pro-capite a Terni, secondo i dati del 2010, raggiunge la cifra di 23.125 euro, che le imprese sarebbero cresciute in numero e che i settori che danno più occupazione sarebbero i servizi e l'industria;

atteso che l'obiettivo della ricerca è quello di servirsi della statistica per farla diventare fonte di informazione e di arricchimento per i cittadini e base per utilizzarla nelle scelte politiche da intraprendere per il territorio e per il bene della comunità amministrata;


si impegna il Sindaco a:

• adeguare i servizi in base all’utenza che cambia e ai disagi individuati;

• strutturare il bilancio in base alle esigenze emergenti;

• venire incontro al fenomeno della popolazione che invecchia e al cambiamento dei settori produttivi che rendono quanto mai attuale la formazione e l’educazione permanente degli adulti;

• dar seguito alle indicazioni che scaturiranno dalla conferenza cittadina degli immigrati, alla realizzazione della “casa dell’Amicizia”, a corsi di lingua italiana per stranieri e a predisporre gli strumenti per l’attivazione della Consulta;

• investire in quelle attività culturali che si raccordino con le caratteristiche di recepimento della popolazione residente onde avere una effettiva ricaduta su chi ne usufruisce;

• tener conto, nel progetto di città, di una politica economica che vede in aumento le piccole e medie imprese del settore industriale e dei servizi.


Terni, 29 ottobre 2012

Ing. Giocondo Talamonti
(Associazione Politico-culturale “E. Berlinguer”)
Nannini Mauro FdS-RC
Campili Claudio IDV




Non c’è niente di più deprimente che una lotta tra poveri. I tagli illogici, spietati e crudeli, operati sulla scuola dal passato governo di centrodestra, non si sono limitati a falciare quasi centomila dipendenti (docenti e Ata), ma in un delirio distruttivo si sono rivolti ad “accorpare” scuole e istituti fra loro nella pia illusione di risparmiare chissà quanti soldi. Sottrarre un preside o un dirigente amministrativo, pagati –sia chiaro- con criteri diversi e restrittivi rispetti ai pari grado ministeriali è poca cosa. Non contenti del numero dei contendenti e delle vittime, s’è pensato bene di coinvolgere nei tagli anche i Comuni, allargando a dismisura il campo di battaglia. Comuni che ciò nonostante responsabilmente cercano però di progettare il futuro delle comunità che rappresentano.
Il Comune di Terni ha approvato un atto di indirizzo all’unanimità ove ha indicato criteri per la scuola dell’obbligo con il generalizzare l’istituzione per tutte le scuole materne, elementari e medie in  Istituti comprensivi  e per le Superiori una razionalizzazione che vede l’accorpamento eventuale di Istituti Tecnici con Istituti Tecnici e Istituti Professionali con Istituti Professionali o fra Istituti con una certa affinità. Il tutto da farsi con gradualità, ma anche con coraggio, indipendentemente da chi dirige quella o quell’altra scuola. Tutto ciò per evitare, nel modo più assoluto, “ammucchiate”  di Istituti e scelte di indirizzi non legati allo sviluppo economico di un territorio.

Il Comune sa bene queste cose. Non è competente, è vero, per l’organizzazione scolastica superiore, ma, non dimentichiamolo, ha competenza assoluta nel dare ascolto alla voce dei cittadini che lamentano disagi e costi derivanti dagli accorpamenti. 
Spiace che quei docenti dell’Istituto per Geometri, che si sono espressi sul tema lasciando intendere chissà quali oscuri interessi nel proporre il mantenimento dell’autonomia dell’Ipsia, non abbiano avuto modo di riflettere sul valore storico, tecnologico e sociale che l’istituto ha ereditato e pazientemente incrementato nel tempo, né sull’impegno di trasferire alle future generazioni di ternani il patrimonio  pazientemente accumulato. 
Se l’avessero fatto, avrebbero potuto sapere che  l’Ipsia ha il 40% di utenza straniera, che è sede del Centro Territoriale per l’educazione degli adulti, le cui attività didattiche si estendono fino alle 22.00, che svolge corsi presso la Casa Circondariale, che per anni ne ha organizzati presso la struttura di recupero di Don Pierino Gelmini ad Amelia, che l’istituto di concerto con la Prefettura è sede d’esame per l’accertamento della conoscenza dell’italiano per stranieri, che la Toyota Italia ha eletto, fra 22 centri analoghi in Italia, questo istituto come base logistica per i progetti di meccanica avanzata, dotando i laboratori di know-how e apparecchiature moderne, che la Texa ha inteso privilegiare le competenze delle maestranze scolastiche con la scelta di istituirvi una sede operativa della meccatronica, (intento anche delle industrie del territorio, strategia che al minimo segnale di schiarita è in grado di assicurare ai diplomati una occupazione), che alla base di una credibilità faticosamente acquisita, fino a diventarne una fisionomia, c’è il peso storico di personaggi –come Virgilio Alterocca, suo fondatore- che hanno scommesso sulla professionalità e il sostegno alle imprese del territorio. C’è infine da considerare che le istituzioni Comune, Provincia e Regione, constatato che l’esperienza di accorpamento dei due istituti (ITIS ed IPSIA) ha prodotto solo problemi, per cui hanno ritenuto ridare l’autonomia ad entrambi. E’ perciò giusto trovare forme di accompagnamento alla loro autonomia con un orientamento che tenga conto delle esigenze di formazione ed occupazione. 
Il Comune ha inteso dare il suo contributo alla conservazione delle qualità professionali e  tecnologiche degli istituti in questione. L’impegno a non disperderle, risponde prima che a logiche edonistiche, a principi di rispetto per gli interessi della comunità, a difesa dei quali mi sento chiamato come educatore (il fatto di essere in pensione non ne cambia gli obiettivi) e amministratore della cosa pubblica.
Terni, 24 ottobre 2012

Ing.Giocondo Talamonti
(Il Consigliere comunale(Associazione politica culturale “E. Berlinguer”)



Mozione: Immigrazione

Sindaco del Comune di Terni
Presidente del Consiglio Comunale

Mozione: Immigrazione

Premesso che “l’integrazione” degli immigrati è una condizione essenziale per armonizzare bisogni, aspettative, diritti e doveri fra persone di differente cultura e creare i presupposti di pacifica convivenza nella diversità;

considerato che il problema dell’immigrazione va affrontato con serenità, sensibilità e rispetto fra i componenti di una medesima comunità, evitando tensioni sociali e mostrando comprensione per tutti quelli che guardano al recupero della propria dignità, troppo spesso privati del diritto di aspirare a un futuro migliore;

preso atto che ogni processo di integrazione mira a creare le basi di una Civiltà del Convivere, vale a dire una cultura comune sviluppata all’interno di uno stesso contesto sociale, dove al diritto di difesa dell’identità di chi accoglie si contrappone il rispetto per la dignità dell’ospite. Dove non esistono barriere divisorie tra identità e differenza, dove il faticoso cammino di coesione pacifica avviene attraverso il confronto e il dialogo;

visto che le risposte dell’assessore a due interrogazioni sull’argomento non hanno soddisfatto i proponenti;


si impegna il Sindaco e la Giunta a:

1. procedere speditamente all’elezione dei membri della Consulta, nel rispetto di quanto deliberato dal Consiglio Comunale e dei tempi previsti;

2. elaborare un “progetto per l’integrazione” con le Associazioni degli immigrati;

3. convocare una Conferenza cittadina sulla condizione degli immigrati e sullo stato dei rapporti con la comunità locale;

4. dare seguito agli impegni assunti in merito alla “Casa dell’Amicizia” (luogo di ritrovo di tutte le associazioni degli immigrati).


Terni, 22 ottobre 2012
Giocondo Talamonti
(Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”)
Mauro Nannini FdS-PRC



Al Sindaco del Comune di Terni

Ordine del giorno:  manifesti in ricordo della marcia su Roma

Premesso che la memoria deve essere sempre viva e che il ricordo di fatti storici è importante per costruire il futuro;

tenuto conto che la marcia su Roma è il simbolo della dittatura, la forzatura politica che permise la presa del potere da parte di Mussolini, l’inizio del regime fascista che portò guerre, leggi razziali e miserie al Popolo Italiano.

Visto che per le strade di Perugia sono stati affissi dei manifesti che ricordano la marcia su Roma.

Preso atto che riproporla pubblicamente in modo enfatico, significa ricordare positivamente uno dei fatti più sciagurati della storia nazionale.


Si impegna il Sindaco a:

• Far sentire la vicinanza e l’indignazione della città di Terni all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e all’ANPPIA;

• non consentire l’affissione a Terni dei manifesti o iniziative in ricordo della marcia su Roma perché offendono la coscienza democratica.

• condannare e isolare ogni manifestazione che commemori ed esalti la marcia su Roma, perché fu foriera di una catastrofe morale, culturale ed economica dalla quale gli Italiani si riscattarono con la Resistenza;

• coinvolgere il mondo della scuola perché la storia del ‘900  sia affrontata dai nostri giovani studenti nei programmi scolastici e non solo per risvegliare la sensibilità democratica ed educare alla pace.


Giocondo Talamonti
(Associazione Politico Culturale “E. Berlinguer”)
Mauro Nannini FdS-PRC
Giuseppe Boccolini PSI
Sandro Piccinin Pd




La  storia del polo siderurgico ternano e la qualità della produzione ternana di acciaio inossidabile meriterebbero maggior rispetto. La TK-AST ha mostrato disinteresse per il sito integrato di Terni, perché?
La Outokumpu dimostra disinteresse per il sito, dopo la lotta dei lavoratori, dei sindacati, delle istituzioni locali, regionali e del governo nazionale  e si dichiara disponibile a vendere il sito senza spacchettamenti.
E’ bene dire che la disponibilità non significa vendita certa, ma significa anche opportunità per prendere tempo.
Se l’Outokumpu vende, dopo aver acquistato, ( cosa che ancora non ha fatto) deve essere chiara la posizione di chi subentra: cordata italiana, multinazionale o mista? Si auspica che il nuovo proprietario sia un colosso della siderurgia internazionale con capacità industriale.
Un interrogativo spontaneo: a quali condizioni subentra il nuovo ipotetico acquirente? E un altro: l’organico, la continuità produttiva e gli investimenti tecnologici saranno garantiti?
La realtà presenta un quadro irto di difficoltà; è iniziato un percorso verso un futuro incerto, e per questo motivo tutti i soggetti interessati (Governo nazionale, istituzioni regionali, provinciali, comunali,  sindacati, associazioni datoriali, parlamentari, comunità territoriale etc.) devono operare in sinergia, con fiducia, sapendo che l’intera città è con la sua fabbrica, così come l’intera Umbria.
Il contesto in cui si dovrà confrontare il problema è anche complicato dalla crisi della siderurgia mondiale e dall’ormai agguerrita concorrenza di tanti altri siti sparsi per il mondo.
Per non cadere nelle trappole che il futuro ci riserva è importante essere vigili, pressanti ed uniti come ha dimostrato la strategia messa in atto nella presente circostanza (convocazione degli stati generali, consiglio comunale aperto, dimostrazione attraverso il corteo dalla fabbrica alla Prefettura, presenza degli operai, dei sindacati e delle istituzioni a Roma durante l’incontro fra Governo e proprietà della fabbrica, scioperi articolati degli operai, volantinaggi etc.).
La consapevolezza della situazione deve essere presente in ogni individuo, sia esso appartenente al territorio urbano, sia a quello regionale e nazionale in considerazione della strategicità del sito siderurgico integrato della città di Terni, gioiello della siderurgia europea.
Qualsiasi modifica della fabbrica non dovrà mai contemplare lo spacchettamento o la perdita della capacità produttiva, ma per il successo economico occorre investire e stare al passo con i più moderni processi tecnologici.
Il sito di Terni, in fase di nuova organizzazione, se in  passato poteva contare sugli ammortizzatori sociali da applicare sulla forza lavoro giunta  quasi al termine della vita lavorativa, attualmente tale piano non potrà più essere utilizzato essendovi impiegati quasi tutti giovani.
Pertanto, ogni ridimensionamento produrrebbe pesanti ripercussioni sui gruppi famigliari e sulla vita sociale della città.
Resta inteso che una volta usciti da tale esperienza, che speriamo essere positiva per il territorio e per l’Italia, occorrerà ripensare al futuro della nostra comunità.
Bisogna che tutti facciano squadra per la difesa del sito di Terni, sapendo che la partita deve essere giocata sul tavolo europeo con il coinvolgimento di Germania e Finlandia; un tavolo strategico per la siderurgia, che veda impegnato in prima persona il Presidente del Consiglio  Mario Monti, forte di un appeal in Europa. La situazione della vicenda Terni è totalmente diversa dalle vertenze aperte di Taranto e Piombino.
Per il sito integrato di Terni si tratta di un passaggio di proprietà da un’azienda sana, competitiva e di eccellenza a un acquirente internazionale con capacità industriale e con un piano strategico fatto di ricerca, innovazione ed investimenti. La soluzione del problema Terni non può essere ricercata in una manovra finanziaria che allungherebbe solo l’agonia economica del territorio. Al contrario, quella di Piombino e Taranto  deve confrontarsi con una crisi industriale e con vertenze di natura ambientale.
La salvaguardia del sito integrato di Terni, il tema sociale ed economico dell’occupazione, così come le garanzie che il futuro acquirente sarà in grado di offrire, in riferimento alle quote di mercato e al peso della sua presenza in campo internazionale, è essenziale per Terni, per l’Umbria e per l’intera Nazione. La politica industriale italiana non può permettersi di dipendere da altre realtà estere, seppure comunitarie. Il patrimonio tecnologico acquisito dal sito di Terni in 130 anni di attività garantisce una base essenziale, suscettibile di miglioramento, di infrastrutture, ricerca, energia.
A fianco di quanto sopra, si dovrà contare sull’apporto formativo delle maestranze da parte dell’Università e dell’istruzione.
L’eventuale acquirente dovrà assumersi l’impegno sostanziale di mantenere l’integrazione dei processi, l’occupazione e presentare  un piano industriale credibile con rispetto al futuro e non lanciare annunci allarmanti sul proprio sito, minaccianti lo spacchettamento dell’azienda.
Preoccupa l’atteggiamento strano assunto dalla Outokumpu, non ancora proprietaria, che pensa a vendere il sito ternano, e che a distanza di qualche mese cambia completamente il piano industriale improntato sull’incremento delle attuali produzioni. Se non c’è chiarezza per l’Outokumpu, ce ne è per Terni, unita e temprata dalle vicende della sua storia, pronta a sostenere lotte antiche e moderne sotto lo slogan “Non si tocca un bullone”, cosciente che “chi lotta può perdere, ma chi  non lotta ha già perso”.

Terni, 20 ottobre 2012

Ing. Giocondo Talamonti
(Consigliere Comunale- Associazione Berlinguer)


La Terni non si tocca…

E’ giunto il momento, alla luce degli ultimi sviluppi, che la città intera prenda coscienza del pericolo occupazionale e faccia sentire con determinazione la propria indignazione per l'atteggiamento del management finlandese di Outokumpu.
In questo momento occorre sviluppare un'iniziativa coordinata con le Istituzioni locali e Sindacati per la difesa e il consolidamento delle prospettive di sviluppo del polo siderurgico ternano, strategico per il futuro del territorio e del profilo industriale dell'intero Paese.
Pensare a “spacchettare” l’Azienda equivale a un importante e negativo arretramento rispetto agli impegni assunti dall'azienda con le organizzazioni sindacali e le Istituzioni appena pochi mesi fa. Occorre ampia e solida unità delle istituzioni e delle forze politiche e sociali di Terni, dell'Umbria e del Paese per un’ azione incisiva, richiamando il Governo Nazionale a far sentire la propria voce in Europa per difendere la centralità strategica del polo industriale italiano che ha investito su innovazione e modernizzazione impiantistica.

C’è bisogno di un impegno eccezionale del sistema istituzionale che in modo intenso dovrà seguirne gli sviluppi.

Terni, 9 ottobre 2012

Il Consigliere comunale
Giocondo Talamonti


Un ritorno al passato con splendide immagini #3



Un’emozione per chi le ricorda.
Una scoperta per chi non le ha mai viste.

Il gruppo nasce nel 1976, la prima parte della sua storia è qui; la seconda parte qui.


Giocondo Talamonti











































































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