Da sabato 16 sino 31 gennaio, la sala Carroponte del CAOS di Terni ospiterà la mostra "Enrico Berlinguer". Oltre 140 pannelli per raccontare la figura dello storico segretario del Pci. La mostra, è organizzata dall'Associazione Politico Culturale "Enrico Berlinguer" in collaborazione con il Comune di Terni. L’esposizione è itinerante tra varie sedi in tutta Italia.   Presenti alla cerimonia di apertura, sabato 16 gennaio 2016, ore 17.30, il Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo, il Presidente dell'Associazione E. Berlinguer, On. Mario Andrea Bartolini e tanti esponenti della sinistra ternana e regionale. La mostra fotografica è articolata in sette sezioni tematiche così intitolate: Dall'infanzia alla scelta politica; Dirigente del movimento giovanile; Il partito e la vita politica nazionale; Berlinguer e i personaggi; Alcuni momenti; La politica europea e internazionale; La scomparsa.

Durante il periodo di svolgimento della mostra, sono previsti due incontri pubblici:
·       22 gennaio 2016, ore 17.00 Caos Terni " il ruolo della Sinistra nella gestione del Comune di Terni"
·       28 gennaio 2016, ore 17.00 sala consiliare del Comune di Terni "Come contribuire a rilanciare una Sinistra unita e titolare di un progetto politico per il futuro dell'Italia"

 Questa esposizione fotografica ci restituisce il ritratto compiuto di un uomo che per milioni di italiani, e non solo, ha rappresentato uno straordinario esempio di rettitudine, di leader integro e leale. Una persona semplicemente perbene, al di là degli schieramenti di parte. E per questo sono state invitate le scuole del territorio, i lavoratori, il sindacato e tutta la cittadinanza.

Enrico Berlinguer fa parte della storia del nostro Paese. Un grande uomo di Stato e di Partito.

Orario delle visite: 9.00 – 13.00; 15.00-19.00. Ingresso gratuito (informazioni 338-8894639-335-7419173)
































L'Associazione Culturale per Terni Città Universitaria ha reso omaggio a Giulio Viscione, uomo di cultura, artista, dirigente scolastico prematuramente scomparso nel febbraio dell'anno 2014. Giulio Viscione, nato a Sessano in provincia di Isernia, dopo aver conseguito il diploma di Maestro D'Arte si è diplomato al Magistero Palazzi di Napoli. Arriva a Terni nei primi anni '60 come insegnante del neonato Istituto d'Arte e nel 1974 viene chiamato a dirigere l'Istituto d'Arte di Venezia con annesso Magistero. Quindi rientra in Umbria per dirigere l'Istituto d'Arte di Terni e quello di Spoleto. Il suo ultimo incarico è stato al Liceo Gandhi di Narni Scalo.
L'Associazione Culturale per Terni Città Universitaria, di cui Giulio Viscione è stato socio fondatore, ha consegnato il 14 gennaio 2016 una borsa di studio di 500€ in sua memoria, in riconoscenza della sua figura e del ruolo che ha svolto come promotore culturale,  a Biricocchi Emily, scelta fra coloro che hanno completato il percorso di studi secondario del Liceo Gandhi di Narni nell’anno scolastico 2014/2015 e che hanno raggiunto i migliori risultati. Per l'occasione nella sala del Consiglio comunale di Narni il 14 gennaio 2016, alle ore 10.00, il Prof. Domenico Cialfi ha parlato  della figura del Maestro Viscione. Sono, altresì, stati premiati, con una pittura del Maestro, due studenti che si sono distinti per meriti scolastici: Botticelli Michele, Paterni Ludovica del Liceo Gandhi di Narni.
All'iniziativa hanno, partecipato il Sindaco Francesco De Rebotti e il Presidente dell'Associazione Culturale per Terni Città Universitaria, Ing. Attilio Luccioli. Ci sono stati interventi del Prof. Puxeddu Adolfo e della Dirigente Prof.ssa Anna Maria Amici del Liceo Gandhi di Narni. L'iniziativa era patrocinata dal Comune di Narni.



















L'Associazione Culturale per Terni Città Universitaria  ha consegnato, il 15 gennaio 2016, nella sala del Consiglio comunale di Terni una borsa di studio di 500€, in memoria di Giulio Viscione, a Morelli Ilenia, scelta fra coloro che hanno completato il percorso di studi secondario del Liceo d'Arte di Terni nell’anno scolastico 2014/2015 e che ha raggiunto i migliori risultati. Per l'occasione il Prof. Domenico Cialfi ha parlato  della figura del Maestro Viscione.

All'iniziativa hanno, partecipato il Sindaco Sen. Leopoldo Di Girolamo e il Presidente dell'Associazione Culturale per Terni Città Universitaria, Ing. Attilio Luccioli. Ci sono stati interventi del Prof. Puxeddu Adolfo e della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Roberta Bambini del Liceo d'Arte di Terni. L'iniziativa era patrocinata dal Comune di Terni.






















“La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sancita dalla risoluzione ONU n. 54/134 del 17.12.1999, l'Anppia di Terni organizza un Convegno per coinvolgere il mondo scolastico. L’iniziativa, che avrà luogo a Terni il prossimo 13 novembre 2015, alle ore 9.30 presso l'ITIS sala Diego Tripepi, rientra tra le azioni di sensibilizzazione e denuncia del fenomeno della violenza di genere promosse dall'Anppia con l'Anpi e l'Unla, ed è il primo di quattro appuntamenti che coinvolgeranno la scuola ternana, nella consapevolezza che l'attività di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, sono gli strumenti realmente efficaci per contrastare la violenza

Nel corso dell’incontro saranno trattati temi:

· " reato di stalking nell’art.612-bis c.p. gli aggravi di pena introdotti dalla legge 119/2013, in materia di reato di maltrattamento in famiglia...fungono da deterrenti? "

· " Educazione alle differenze di genere e prevenzione della violenza a scuola: il ruolo degli insegnanti"-

· " La storia delle donne tra famiglia, lavoro e politica"

· Le adolescenti della migrazione:Ragazze divise tra i modelli culturali dei genitori e quelli della società in cui vivono;

L’obiettivo dell’intero evento è quello di far emergere l’aspetto culturale del fenomeno della violenza alle donne. Nonostante oggi ci siano molti più strumenti legislativi a tutela delle donne, il fenomeno è in costante ascesa.

Saranno presenti: Avv. Gabriella Caponi; Prof.ssa Alessandra Robatto, Prof.ssa Carmela Lo Giudice Sergi, Hotico Maria, Prof. Piccioni Alberto e la Dott.ssa Daniela Albanesi.

Sono previsti gli interventi dei parlamentari Fabrizia Giuliani della Commissione giustizia della Camera e Mara Carfagna Ministro delle pari opportunità 2008-2011 . Coordina i lavori la Dirigente dell'Itis Cinzia Fabrizi.


IL RICORDO DI BRUNO TRENTIN


« Quando parla uno come Trentin non ha senso chiedersi se appartenga alla destra o alla sinistra del partito comunista, perché quando parla uno come lui si capisce che il duro ripensamento critico e la ricerca creativa appartengono a tutti coloro che vogliono uscire dai luoghi comuni, dalle pigrizie. » 
(Giorgio Bocca - il Giorno - 1975)



IL RICORDO DI BRUNO TRENTIN 
di Giocondo Talamonti 30 agosto 2007



La scomparsa di Bruno Trentin lascia un vuoto incolmabile nel panorama del sindacalismo italiano.

E’ forse stato l’ultimo interprete di un ruolo svolto in funzione degli interessi dei lavoratori, se il compito di un loro rappresentante viene inteso come esclusiva tutela della dignità del lavoro non mediabile con altre realtà sociali.

Io lo ricordo partecipe alle iniziative scolastiche dell’IPSIA sui temi dell’occupazione, osservatore attento dei mutamenti della società, umile analista dei segnali che avrebbero delineato, da lì a poco, il quadro politico-economico di un’Italia in affanno.

Lo stile colto e i modi raffinati con cui sempre esprimeva le sue teorie, coinvolgendo ogni platea, si univa ad una lettura lucida degli eventi storici per proiettare gli scenari futuri.

Chi ha avuto modo di conoscerlo ne ha apprezzato la semplicità dell’espressione e la profondità delle idee.

Con lui si è forse chiusa una fase del sindacalismo Italiano in cui il binomio lavoratore-sindacato è stato vissuto nell’identificazione dei progetti, senza rinunciare al senso di responsabilità sociale che le parti giocavano nel tracciare il panorama pubblico del nostro Paese.

Considero un privilegio aver scambiato con lui opinioni che hanno spaziato dall’occupazione alla scuola, dalla formazione all’orientamento dei giovani.

A distanza di tempo, i miei studenti ricordano ancora il suo intervento nella “Sala Secci” dell’IPSIA in occasione della presentazione del libro “Il successo Formativo”, dove, attraverso un’analisi acuta dei problemi della Scuola, emerse la visione limpida di un società che fosse libera da preconcetti politici e orientata ad utilizzare le risorse del territorio come elemento di crescita economica e culturale.

I video del suo intervento fanno parte del patrimonio didattico inserito nell’archivio storico dell’IPSIA e testimoniano la sensibilità dell’Uomo verso i problemi dei giovani e del mondo del lavoro.

Bruno Trentin ha rappresentato la coscienza critica della sinistra e in particolare del comunismo italiano, perché ha saputo scindere l’ideologia dal pragmatismo del suo tempo, marcando un netto divario fra la realtà storica che investiva il mondo operaio e la derivazione politica che ne animava le scelte.

Suo grande merito è di aver tracciato percorsi netti e ben visibili sui quali i suoi migliori allievi, da Cofferati a Epifani, si sono impegnati con alterne fortune; ma che, comunque, restano un esempio di come intraprendere una via resa più complessa dall’evoluzione della società di oggi.



Ing. Giocondo Talamonti

Discutiamo di scuola, formazione e Università

L'evoluzione delle conoscenze e dei saperi, che si matura ormai in un ambito di concorrenzialità globale, impone regole nuove e, soprattutto, un'attenzione continua ai cambiamenti imposti dai mercati. Il processo formativo ha inizio nella scuola, dove convergono gli input provenienti dall'esterno, e alla quale si chiede oltre alla crescita educativa e sociale di saper creare le abilità tecniche necessarie a competere. Continua nell'Università, supportando con la ricerca e le sperimentazioni i settori di applicazione e confrontando l'impegno in itinere con le imprese del territorio. La filiera istruzione-università-impresa deve trovare motivi aggreganti nelle istituzioni, cui spetta l'onere del coordinamento degli sforzi che Scuola, Università e Impresa perseguono convinte. La politica, in questo ambito, svolge un ruolo primario nell'indirizzare le scelte e affrontare problemi reali, a partire dal riconoscimento sociale di chi lavora nella scuola, fino ad assicurare le risorse adeguate alla professionalità degli operatori, evitando di soffermarsi su falsi temi, tipo “Preside sceriffo", utilizzazioni, e così via. L’obbiettivo da perseguire non consente distrazioni: formare e istruire i giovani. Essi rappresentano il solo ed unico scopo che una scuola deve perseguire. A fianco, vanno creati supporti validi a realizzare il target: insegnanti motivati intellettualmente, progettualmente, ma anche economicamente. L’idea che la funzione docente sia una missione è un’immagine romantica, tranquillizzante per i governi e giustificativa di soprusi contrattuali mai risolti. Anzi, complicatisi nel tempo e nelle trattative sindacali fino a farne una piaga. La “buona scuola” non si fa solo con l’immissione in ruolo e neppure accontentando i precari. La professione docente necessita di qualificazione e la qualificazione si ottiene dalla competizione, dalla concorrenza, rendendo cioè appetibile il “mestiere” sulla base di livelli retributivi interessanti. La prevalenza di operatori scolastici femminili ha troppo a lungo dominato la scena occupazionale del settore, costituendo nella maggioranza dei casi un secondo stipendio in famiglia, da aggiungere a quello del marito e, quindi, non meritevole di recriminazioni contrattuali. La responsabilità del docente non si limita ad adempiere ai percorsi di istruzione ministeriali. Gli uomini e le donne del domani si forgiano da mani sapienti, esperte, capaci e in grado di aggiornarsi continuamente ai cambiamenti sociali del tempo. Ne consegue una responsabilità enorme, incalcolabile per le conseguenze che derivano alla società del domani. Se pensiamo che questo compito meriti di essere retribuito con un piatto di minestra, allora vuol dire che la strada da percorrere è ancora lunga. 

A Susanna Camusso, segretario nazionale CGIL, e all'Amministratore Delegato dell'Ast che si incontreranno a breve in un faccia a faccia, così come ad ogni altro confronto che veda contrapposte iniziative politiche e sindacali, chiediamo che le condizioni per il lavoro e l'occupazione non siano solo tema di discussione ma di soluzione. Il mondo del lavoro sta evolvendo verso forme sempre più complesse, dove la formazione, l’aggiornamento delle abilità, la competitività giocano ruoli distintivi. La preparazione dei lavoratori del domani sarà sempre più esigente e settoriale, perché è dallo studio analitico di differenti ambiti operativi che può derivare la qualità della prestazione professionale.

In questo senso va improntata la formazione dei giovani studenti e accentuata la collaborazione con industrie locali e di dimensioni internazionali. 

I contatti scuola-mondo operativo, con la presenza di dirigenti d'imprese a scuola consente di mettere a confronto differenti esperienze lavorative ma anche di trasmettere una cultura d'impresa. Attraverso l'alternanza Scuola-Lavoro e grazie a corsi mirati è possibile definire e delineare una coscienza improntata alla cultura del lavoro. 

Tale atteggiamento permette di non fare distinzioni in merito all'importanza del compito svolto all'interno di un’azienda, ma dota i lavoratori di uno spirito comune che trova applicazione in qualsiasi ambito e che s’ispira ai principi di redditività, concorrenza e sana competizione, guardando alla misurabilità dei risultati, alla sicurezza e alla compatibilità ambientale.





Giocondo Talamonti