A Castelluccio...e poi "da Pietro"

Il Prof. Sferrella Antonio dell'Ipsia di Pescara, al termine dell'anno scolastico 2013/2014, lascerà l'insegnamento per raggiunti limiti di età.

Un pilastro della scuola a cui voglio esprimere un forte apprezzamento per il lavoro svolto in qualità di responsabile del progetto T-Tep e per i rapporti umani instaurati con i docenti e dirigenti delle altre scuole Toyota.

Anche la moglie, Prof.ssa Sandra, lascerà quest'anno la scuola.

Ad entrambi auguro un nuovo inizio e un futuro sereno.

I festeggiamenti si sono svolti presso il Ristorante "da Pietro" in località Serravalle di Norcia, dopo aver visitato, in mattinata, Castelluccio di Norcia.

29 giugno 2014



Giocondo Talamonti































I 2,5 mln di euro stanziati dalla Provincia, quale generoso, estremo atto d’amore per finanziare un nuovo laboratorio di cucina al ‘Casagrande’, destinato ad addestrare cuochi anziché saldatori, commis de cuisine anziché tecnici meccanici, testimonia che la soppressione dell’Ente non sia stata una decisione affrettata. Appartiene a una logica sorpassata e immobilistica, difatti, la giustificazione secondo cui la somma fosse stata da tempo richiesta e solo oggi assegnata. Se un Ente non è in grado di aggiornare alle esigenze reali, e in tempi rapidi, la destinazione dei fondi che s’appresta a stanziare, vuol dire che è fuori dal tempo e dalle cose e che qualsiasi sforzo per investimenti mirati è destinato al fallimento.

Ma il problema è un altro. E travalica i confini del malfunzionamento istituzionale. Quale futuro per Terni? Quale fisionomia vogliamo dare alla città? Quale orientamento necessita per costruire il quadro economico del domani? Perché è dalla Scuola che si parte; è dalla cultura e vocazione del territorio che si partoriscono propositi. L’orientamento presuppone formazione, analisi macroeconomica, strategie di programmi, studi settoriali, condivisione e unità di scelte. Qualcosa di più complesso di una béchamel o di una sauce verte.

Non esiste alcun progetto di programmazione, nessun orientamento, nessuna indicazione per obbiettivi prossimi o lontani. La navigazione è a vista e, quel che è peggio, senza timone. Siamo alla deriva. Gli attuali capitani delle navi-scuola, una volta condotte da capitani coraggiosi, sono in confusione. Non sanno perché le industrie, con cui erano state costruite sinergie prestigiose, fuggono, abbandonano il campo (leggi Toyota, Texa), come fanno i topi in prossimità del naufragio. L’indebolimento organico dei riferimenti formativi e storici della città, come l’IPSIA o l’ITIS, può degenerare in anemia e portarsi via con la cultura popolare, progetti e speranze di una città che è riuscita a scrivere sulla metallurgia e la chimica pagine di storia.

Abbandonare l’immagine di una fonderia, come tratto distintivo di Terni e passare d’emblée dalla brace alla padella, non appartiene ai ternani, né serve ad alimentare prospettive di sviluppo.

Ridiamo forma e dimensione ai progetti, reagiamo ai miti falsi o passeggeri, nati sulla spinta di messaggi televisivi dozzinali e torniamo a disegnare per Terni prospettive di speranza economica. Altrimenti, visto che siamo già impanati, finiremo presto tutti fritti.

Terni, 12 giugno 2014



Giocondo Talamonti















70 anni della Liberazione. Il 14 giugno 2014, sono stato a visitare il rifugio antiaereo di via Carrara e il rifugio privato di palazzo Morelli, per ricordare gli orrori della guerra.

Un grazie al Gruppo Grotte Pipistrelli CAI di Terni per l'impegno, la disponibilità e la passione che hanno messo nel far rivivere i tristi momenti della storia cittadina.

Giocondo Talamonti


















L'impegno nello sport deve essere totale...

Al rammarico per l’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio si aggiunge l’amarezza per come la débȃcle sia maturata. In sostanza, una specie di resa incondizionata, l’accettazione tacita della sconfitta aggravata da una preoccupante assenza di valori, evocatrice di menefreghismi e spallucce. 

L’immagine che fotografa il fallimento è quella di Balotelli che esce dallo spogliatoio con le immancabili cuffie in testa e ciondolando sale sul pullman, come alla fine di un allenamento.

Senza concentrare su un solo giocatore le colpe di tanti, dirigenti compresi, viene spontanea una riflessione: per un atleta che partecipa a una competizione nel nome di una nazione l’impegno dovrebbe essere massimo, la concentrazione inflessibile, l’orgoglio appagante.

Non ha l’obbligo di vincere ad ogni costo, ma il dovere di onorare i valori distintivi non dovrebbe essere messo in discussione.

Ecco, di questo patrimonio identificativo si sono perse le tracce. Nello Sport questo tipo di carenze sono più facilmente quantificabili, ma ogni settore della vita sociale denuncia palesi mancanze.

L’assenza di ideali condivisi s’avverte minacciosa nella politica, nella cultura, nei rapporti interpersonali. Tutto sembra improntato a soddisfare esigenze individuali e tornaconti egoistici. 

Il calcio è per antonomasia un gioco di squadra, la rappresentazione speculare dell’organizzazione di una società, dove ciascun giocatore è chiamato a dare un contributo specifico, secondo le sue caratteristiche, qualità e potenzialità, per realizzare un disegno che torni utile alla comunità in cui opera.

L’impegno nello svolgimento del suo compito deve essere totale, chiamato come è a difendere, prima che i propri interessi, quelli affidatigli da chi, insieme a lui, condivide le stesse idee, regole e comportamenti.

I giocatori italiani sono venuti meno a questo dovere perché i valori comuni sono deboli e l’esclusione è un sintomo preciso del malessere sociale che stiamo vivendo nel Paese: difficoltà economiche e occupazionali, ideali vaganti e smarriti, onestà civica e morale latente.

Necessita una riconversione degli obiettivi comuni, un disegno programmatico di ricostruzione etica, una volontà di riscrivere riferimenti che valgano per tutti.

La scuola e la famiglia hanno obblighi gravosi nella realizzazione di un simile progetto, ma è anche la coscienza civica di ognuno di noi che deve collaborare allo scopo.

Si ricominci da uno Sport privo di interessi economici e commerciali; uno Sport che guardi alla salute dei praticanti, alla non competitività delle manifestazioni, a valorizzare gli ideali che la pratica sportiva ha insiti nella sua essenza. Sarà più facile inculcare principi sani nei giovani, richiamare gli sportivi ai valori di lealtà, alimentare l’orgoglio di essere scelti in rappresentanza di un popolo, battersi per far prevalere, in un onesto confronto, le proprie capacità e qualità.

Saremo così forti da crederci?


Terni 27 giugno 2014



Giocondo Talamonti






Mondiali 2014...tutti a casa


100 Km. Perugia Terni 5.09.1982

18.05.1987 Maratona delle Acque

1000x1000 record mondiale

CESI-CARSULAE-CESI  15 giugno 2013

Circuito dell'Acciaio 12.10.1986

convegno 10 ottobre 1991

Maratona 18.05.1987

Maratona delle Acque 18.05.1987

Torneo di calcetto 1983